Ott della re a
Periodico dei lavoratori della Breda
Difendiamo la libertà e i diritti nella fabbrica
Consolidare l'unità dei lavoratori
Unità delle C. I. contro i soprusi padronali - Ritmi insostenibili di lavoro - Cottimi in riduzione - La ingiusta applicazione del conglobamento
Da tempo sono sul tappeto una serie di gravi questioni interessanti tutti i lavoratori della Breda e che sono rimasti insoluti per l'ingiustificato e negativo atteggiamento delle varie direzioni Aziendali.
Alla base dell'atteggiamento delle Direzioni delle varie Sezioni vi è il fatto che esse proseguono nella loro azione, sia nel campo produttivo quanto sociale gli orientamenti e le versioni del_ la Confindustria. Ne consegue perciò per i lavoratori una situazione divenuta complicata e difficile, che non può essere tollerata a lungo.
Insostenibile fico sfruttamento dei lavoratori alla Sezio IV e grave il ritmo di lavoro imposto nelle altre Sezioni ,allo sforzo fisico dell'operaio non fa riscontro un saìario adeguato, e forte è il numero dei lavoratori infortunati, mentre i cottimi aspettano da lungo tempo una giusta sistemazione.
Ai contratti a termine, vergognosa piaga della Sezione III, si aggiungono le violazioni continue del contratto di lavoro e delle va_ rie leggi sul lavoro, mentre gravi permangono i rapporti tra la C. I. e le varie direzioni e non rispettate le libertà e la dignità del lavoratore.
Sono questi solo parte dei mol_ ti problemi rimasti insoluti e che preoccupano i lavoratori tutti e coloro che hanno a cuore i loro reali interessi.
Una domanda sorge perciò legittima a tutti. Cosa fare per cambiare questa situazione? A questa domanda si deve dare una risposta e più che le parole sono i fatti che dimostrano attraverso la loro esperienza che in qualcosa si può e si deve fare. L'esperienza di questi anni ha dimostrato in maniera +inconfutabile che la via per risolvere con successo le aspirazioni dei lavoratori sono la lotta, l'unità di tutte le forze. Solo con la lotta i lavoratori possono difendere i loro diritti, conquistare migliori condizioni di vita, piegare la tracotanza padronale e maggior successo conseguirà la lotta se tutti saran_ no uniti. Questa unità è oggi più che mai indispensabile e vi sono più motivi su cui è possibile rinsaldare alleanze e marciare assie_ me nell'interesse di tutti i lavoratori indistintamente. I lavoratori non possono che compiacersi del fatto che in questi ultimi tempi uno sforzo sia stato fatto in questa direzione e condannano quei tentativi interessati fatti allo scopo di rompere o limitare l'unità delle forze del lavoro.
I lavoratori chiedono però che l'unità di intenti espressa attra-
verso, per esempio, il comunicato unitario della C. I. trovi la sua logica conseguenza nell'azione, poiché se è vero che non basta il solo denunciare perchè le cose cambino. Quel che occorre è che alla denuncia faccia seguito l'agi_ tazione e se necessario la lotta per imporre la soluzione che corrisponde alle esigenze dei lavora_ tori.
Chi antepone gli interessi di parte, chi l'unità non vuole per motivi vari, non può non essere che un avversario dei lavoratori e come tale da essi condannato, così, come condannati devono essere tutti quei fatti che come
quello delle dimissioni di una parte di membri di C. I. della Sezione II rischiano di privare i lavoratori dal loro organismo più qualificato in una situazione in cui molti sono i problemi rimasti insoluti.
Sulla strada intrapresa è necessario andare avanti perchè essa è la via che serve di più ai lavoratori, e i lavoratori sanno molto bene che per vincere un avverse_ rio unito è necessario che anch'essi siano forti ed uniti.
Questo soprattutto conta e que_ sto deve contare per chi veramente vuole fare gli interessi della povera gente.
li messaggio dal Presidente Gronchi Prospettive
per le aziende 1.11.1. - F.1.114,
Giovanni Gronchi, rivolgendo il suo primo messaggio al Parlamento ed al Paese, 1'11 maggio scorso, ebbe modo di porre in rilievo il problema delle fabbriche IRI non soltanto come problema a se stante, ma come elemento de_ terminante per l'attuazione dei precetti costituzionali nel campo dei rapporti sociali e per il rinnovamento delle fondamentali strutture economiche della nazione.
Disse il Presidente della Repub_ blica: « Lo Stato può dare un valido concorso a nuove forme di. rapporti fra le categorie sociali: soprattutto in Italia, dove la presenza delle aziende IRI in tanti settori dell'attività finanziaria e industriale può essere organicamente indirizzata ad esperimentare una collaborazione razionale dei vari fattori della produzione, dando al lavoro il posto che gli compete anche per lo spirito della nostra Costituzione ».
E' chiaro nello stesso messaggio presidenziale la condanna della politica seguita dai vari gover_ ni a direzione democratico-cristiana, che lungi dall'esercitare at_ traverso le fabbriche IRI un'azione stimolatrice per l'applicazione delle norme costituzionali, per il rinnovo delle strutture del Paese, per la limitazione dello strapotere dei monopoli, hanno invece — sempre — sacrificato le fabbriche IRI agli interessi concorrenziali ed all'avidità dei gruppi monopolistici.
La Breda è stato una delle vittime di tale politica ed a distanza di pochi anni è stata ridotta all'ombra di se stessa; ridimensionata, vivisezionata, indebolita nel_ la sua efficienza tecnica e produttiva.
Scorrendo alcuni dati incomple-
ti ,risulta che dal 1946 al 30 settembre del 1953 in 32 aziende IRIFIM smobilitate parzialmente sono stati licenziati 46.277 dipendenti. In 12 aziende smobilitate totalmente sono stati licenziati 22.303 lavoratori. Alla Breda la cifra si aggira sulle 10.000 unità.
Ed il processo di liquidazione continua tra i gioiosi consensi dei monopoli e della Confindustria, quella Confindustria che ha ricavato milioni e milioni per il fatto che le aziende IRI erano in tale associazione dei grossi portatori di contributi
E di fatto oggi è ancora inoperante il voto del parlamento per la cessazione di tale assurdo attraverso il distacco delle aziende IRI dalla Confindustria.
Nel corso degli ultimi anni gli investimenti nell'IRI sono stati fatti in quantità insufficienti per assicurare una riorganizzazione ed un ammordernamento degli impianti, e quando fatti, sempre in modo tardivo, all'ultima ora, per far fronte a necessità urgenti e non in base a piani accuratamente elaborati.
AVVISO
Tutti i lavoratori, esclusi dalle liste elettorali e privati dai diritti che la Costituzione Repubblicana garantisce al cittadino, possono rivolgersi a:
Solidarietà Democratica che ha aperto presso la Camera del Lavoro di Sesto San Giovanni un ufficio per la riabilitazione.
La Segreteria
Pizzo (a sinistra) e Lazzari (seininascosto) al processo del nostro giornale (vedere in IV pag.)
Essi sono stati ridotti drasticamente dopo il 1952 e la flessione degli investimenti IRI tra il 1952 e il 1954, copre quasi il 50 per cento della flessione del totale degli investimenti industriali verificatisi in Italia in quegli ultimi due anni.
Il messaggio presidenziale ha una grande importanza per i lavoratori della Breda ed è la più solenne sanzione, dopo quella costituzionale, della giustezza della loro lotta che dura ormai da anni per la salvezza della loro gloriosa fabbrica.
Tuttavia spetta ai lavoratori della Breda, tecnici ed operai, assieme ai lavoratori delle fabbriche IRI di tutta Italia rafforzare la propria azione e la propria lotta perché i nemici delle aziende IRI vengano definitivamente battuti e smascherati.
Perchè vengano battuti coloro che, per conto dei monopoli, mirano alla distruzione di questo grande settore dell'ettività produttiva nazionale, perché si vada avanti sulla strada indicata dalla Costituzione e dallo stesso messaggio presidenziale. Condizione prima — appare oramai evidente a tutti — è il mutamento netto della politica seguita fino ad oggi e la liquidazione del governo Scelba-Saragat, responsabile della situazione di confusione, di marasma, di disintegrazione in atto nel Paese.
Per attuare una nuova politica di progresso e di libertà, di lavoro e di pace esistono grandi forze nel Paese e nel Parlamento: sono quelle che hanno votato per il distacco dell'IRI dalla Confindustria, sono quelle che hanno eletto Giovanni Gronchi alla Presidenza della Repubblica, sono quelle che ogni giorno, concretamente, lottano per difendere la Costituzione.
Marino Vanti
Anno I - Milano - Maggio 195.5 - N. 6 Prezzo L. 10
di sviluppo
CRONACHE DALLE SEZIONI
Sezione Prima Zelo a brutto fine
La disciplina sembra il lato for_ te della Direzione della Breda I. Purtroppo constatiamo però, che in generale anche le altri Direzioni nen lo sono di meno, ma il bello è che la disciplina riguarda solo i tecnici e impiegati e non certamente per la Direzione, per la quale tutto è lecito. Si è portati a pensare che la loro superiorità di casta sia molto elevata, dato che anche verso gli impiegati e tecnici usano gli stessi metodi. Infatti anche negli uffici fanno entrare le guardie da qualche tempo a questa parte.
Tempo fà entrò negli uffici, di proposito, una guardia e vedendo due o tre impiegati che stavano riordinando il loro tavolo, cinque minuti prima del termine dell'orario di lavoro, prese loro nome e cognome, per successivamente multarli.
Un'altra volta, all'ufficio mano_ dopera una impiegata si è sporcata le mani d'inchiostro per cambiare il nastro della macchina da scrivere e sorpresa dalla guardia mentre si lavava le mani veniva multata.
Non sembra Dott. Ferrini di eccellare nello zelo?
Avanti di questo passo arriveremo al punto che un impiegato è passibile di multa solo se nello scrivere al posto di due punti ci mette un punto e virgola. Tale stato di cose è incompatibile con la dignità dei lavoratori ed essi comprendono che solo con l'unità di tutti impiegati, tecnici ed operai si potrà fermare il tentativo di umiliare i lavoratori i quali chiedono il rispetto della libertà democratica e migliori condizioni di vita.
Sezione Seconda Assunzioni, che passione!
Si capisce che la Direzione della nostra Sezione vuol seguire l'esempio delle Sezioni III e IV per quanto riguarda le assunzioni con contratto a termine. Infatti è dal 1948 che non si assume personale, con i licenziamenti del 1951, con le dimissioni di qualche dipendente che di tanto in tanto si verificano, nonchè per i licenziamenti per superato limite di età, le maestranze sono notevolmente diminuite. Si nota in qualche reparto una certa scarsità di mano d'opera. Nel reparto saldatori, ad esempio, si è pensato di assumere 5 o 6 operai, ma invece di seguire la prassi normale, cioè richiedendoli all'ufficio di collocamento si sono andati a cercare individualmente .
Questo sistema è molto comodo agli industriali per vari motivi che vanno dal fattore economico (in quanto questi oltre che ad essere pagati ancora più male degli altri operai non saranno mai in condizione di rivendicare i propri diritti per tema del licenziamento) fino ad assicurarsi una base di cruminaggio nell'eventualità che la fabbrica deve scendere in lotta per tutti quei problemi che da troppo tempo chiedono una soluzione.
Da anni il nostro sindacato e la C. I. invitano la Direzione ad assumere personale giovane in modo speciale per poter assicurare alla fabbrica una continuità di
mano d'opera qualificata e nello stesso tempo per contribuire a risolvere il problema della disoccupazione giovanile che è una delle piaghe più dolenti del nostro paese, ma questa gente bada solo ai loro interessi egoistici senza tener conto d'altro e perciò si tira avanti cercando soluzioni di questo genere.
Sezione Terza
Sorveglianza eccessiva
A riprova dei metodi antidemocratici e polizieschi, che sono ormai divenuti, per la direzione, di normale abitudine nella fabbri_ ca è accaduto alla III Sezione un fatto veramente indicativo in questo senso.
Giorni fà due operai del reparto macchinario venivano a diverbio per motivi personali e di cui non sappiamo ben di preciso la natura; una guardia, che la direzione ha disposto di far girare nel
reparto, (non si sa bene per quali motivi ma certamente non di carattere produttivistico), ha pensato di « prelevarli » e di portarli al corpo di guardia.
Il fatto ha provocato l'indignazione di tutti i lavoratori e non soltanto di quelli interessati. Infatti anche ring. Marcucci come responsabile del reparto si è sentito in dovere di prendere posizione contro questi sistemi che sanno di « campo di concentramento » e relative « S.S. », più che di una fabbrica del gruppo _ F.I.M. alla cui direzione il Parlamento italiano è il diretto responsabile.
11 padrone e il cane
Quella mania di rendersi servizievoli, ha preso la mano a parecchi capi e sottocapi i quali non sanno come trovare motivo per mostrare la loro zelanteria « al gran capo » ing. G'asperi Gaetano, Dirett. della III Sez. Donzelli, è
Lettere in Redazione
Sulla base di alcune misure repressive nei confronti degli impie_ gati della I Sezione abbiamo voluto scrivere al nostro giornale di fabbrica « Lotta della Breda ». Ciò non tanto perchè vogliamo indicare alcuni fatti, che andranno documentati certamente alla Commissione d'Inchiesta Parlamentare, di cui non sappiamo se dovrà risponderne il Sig. Ferrini chi nè ha le vere responsabilità, ma noi riteniamo che essenzialmente vi siano gli elementi per dimostrare la falsità di alcune teorie sulla collaborazione di classe. Già molti anni fà la Confindustria dopo aver finanziato il fascismo ed averlo sostenuto nella conquista del potere nel lontano 1922 e con questo instaurato il suo dominio terroristico in tutto il paese non riuscì immediatamente a liquidare le organizzazioni sindacali de/_ la classe operaia nelle fabbriche. Dovette essa oltre, agli atti terroristici, ben noti a tutti noi, inscenare una grande campagna propagandistica di copertura a tutte le malvagità che già faceva e altre ne stava preparando contro la classe operaia, sotto il manto ipocrita della collaborazione di classe che oggi si chiama « relazione umana ». Nulla vi è di più falso in quanto nella Società capitalistica non vi può essere collaborazione di classe se non a tutto vantaggio del capitalista: per-chè il contrasto fra il lavoratore e il padrone è irriducibile in quanto abbiamo da una parte la produzione che è sociale cioè prodotta da centinaia e migliaia di lavoratori, dall'altra la ricchezza prodotta dal lavoro che viene intascata da pochi individui e al lavoratore viene dato quel poco socialmente necessario a riprodurre le proprie energie per essere pronto a dare quanto e di più del giorno precedente, nella produzione.
Oltre a questo contrasto fonda_ mentale che esiste nei rapporti di produzione della società capitalistica, ne abbiamo un'altro molto più appariscente, e cioè da una parte il padrone che nel periodo
delle 8 ore lavorative pretende e preme perchè l'operaio dia sempre più produzione lasciando inalterata la paga, dall'altra l'operaio che è costretto a battersi aff inche dando maggiore produzione gli sia concessa una paga maggio- re. Questa è la realtà dei fatti altro the interessi degli operai comuni a quelli del padrone. Quelli erano i rapporti delle relazioni umane durante il fascismo. Ora per gli industriali gli obiettivi so_ no gli stessi.
Nella realtà, in pratica, qual'è il vero volto delle relazioni umane? Si respingono in modo sistematico le richeste di miglioramento economico e retributivo dei lavoratori, si attacca l'istituto delle C. I., restringendone prima la funzionalità con l'obiettivo di realizzarne la liquidazione, si intensifica lo sfruttamento dei lavoratori non solo aumentando il ritmo di lavoro, ma immettendo un numero più elevato di macchine, affidandole a un numero sem_ pre più esiguo di lavoratori.
Si costringono i lavoratori a prestare la loro opera per mesi e mesi a lavori nocivi alla loro salute. Si schedano i lavoratori di quel determinato partito politico o corrente sindacale come se lo stabilimento fosse una casa di pena. Si infliggono multe a centinaia di lavoratori, si infierisce persino verso alcuni impiegati della I Sezione che per motivi di lavoro devono lavarsi le mani durante la loro normale attività, e di scostare il grembiule di una impiegata per assicurarsi che non si sia cambiata d'abito prima del termine dell'orario di lavoro.
Quanta infamia, quanta ipocrisia, è nascosta dietro queste re- lazioni umane. Il vero obiettivo è il soffocamento di ogni elementare libertà democratica dentro la fabbrica liquidando le C. I., sfruttando sempre di più i lavoratori.
Ma se il loro obiettivo è il massimo profitto, anche i lavoratori hanno la loro aspirazione: di libertà, di giustizia sociale che sarà certamente raggiunta attraverso la lotta unitaria di tutti i lavo_ ratori.
il « sorvegliante » che fa la guardia al reparto torneria pesante il quale senza molti preamboli e senza ricercare le cause, quando capita qualche incidente sfodera la matita per prendere in « castagna » qualche operaio del suo reparto.
Per esempio qualche tempo fa per la caduta di un peso sul pavimento ingommato si è precipitato sul posto col suo fare di sem_ pre che gli procura non poca « re_ putazione ».
Sempre i lavoratori hanno dimostrato di avere cura dei propri strumenti di lavoro, e il miglior modo di comprenderli è di sapere che quando si lavora, e come si lavora, può capitare certi inconvenienti involontariamente.
Certi capi quindi farebbero bene a capire che non è con quel genere di disciplina fuori posto le multe che si stimula la passione e l'ingegno del lavoratore. Ma al contrario.
Sezione Quarta Relazioni umane
Made in U.S.A.
Un gran parlare si è fatto dentro e fuori della fabbrica sulle 42 multe date agli operai del laminatoio dall'Ing. Sorbara. Questi lavoratori sono stati multati perchè avevano lasciato cadere il cedolino dell'acconto per terra. Questo tecnico di Reparto, che nulla a che vedere con la dignità della sua mansione, si è fatto complice della Direzione nel tentativo di applicare un regime di disciplina carceraria nella fabbrica. Ferma e decisa è stata la risposta dei lavoratori e la Direzione ha dovuto ritirare i provvedimenti, dietro intervento della C. I., sconfessando così il Sorbara.
Un passo indietro
Bisogna proprio ammettere che quando gli uomini della Confindustria hanno incominciato a riempirsi la bocca con la storiella delle « relazioni umane », made in USA, qualche cosa è cambiato anche alla Breda.
Infatti sembra di lavorare in un bagno penale, ogni giorno aumentano i ritmi di lavoro, le prepotenze e le angherie, i dirigenti della fabbrica rimangono sordi ai richiami della C. I. e ignorano la legge democratica dello stato che condanna il loro operato.
Per la situazione che si crea si assiste al fatto di lavoratori occupati da oltre vent'anni i quali dopo aver dato tutte le loro energie allo sviluppo dell'azienda, sono costretti a licenziarsi perchè non ce la fanno più a lavorare in quelle condizioni, e a tal proposito basti vedere cosa è avvenuto nei riguardi degli operai Lombardini, Belluschi e Fusar.
Egregi signori della direzione, credete proprio che durerà a lungo la vostra azione e quella dei vostri servitorelli sul tipo del sig. Barzaghi del reparto torneria cilindri? Forse vi sentite così sicuri per via dell'appoggio incondizionato che vi garantisce la politica « sociale » del Governo Scelba-Saragat, il quale esplica in pieno le sue funzioni di comitato d'affari della Confindustria?
Non illudetevi, sono i lavoratori i più forti, in Italia e nel mondo, è storicamente dimostrato che la loro vittoria è inevitabile.
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La gioventù verso un avvenire di pace
Alcuni giorni fa il giovane operaio Campanati che ha lavorato per due anni alla Breda III è stasto licenziato.
Che cosa ha commesso questo giovane operaio?
Nulla! Si è recato dal medico abituale della mutua ed esso giudicò il Campanati esaurito e gli consigliava un breve periodo di 'iposo, riposo che avrebbe permesso al giovane di continuare la propria attività una volta tornato in fabbrica con più vigoria.
Questa è l'unica colpa del Campanati il quale a detta del cali() e dell'ingegnere era tra i migliori e più attivi giovani che lavorassero in fabbrica.
Per dare una ulteriore dimostrazione della buona volontà di questo giovane basti pensare che di sua spontanea iniziativa si era iscritto alle scuole serali, sacrificando ore di riposo e di svago per capire meglio i problemi della produzione e per perfezionarsi di più.
Questo episodio ancora una volta dimostra la grettezza che anima il padronato e i suoi tirapiedi.
Non basta non rispettare la legge sull'apprendistato, la legge sul collocamento, il contratto di lavoro. In Italia Repubblica fondata sul lavoro per volere dei lavoratori e del popolo tutto, succedono cose paragonabili a un paese coloniale.
Due anni fa con 30.000 giovani e ragazze delegati di tutti i paesi della terra siamo stati al IV Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti per la Pace a Bucarest in Romania.
Abbiamo parlato delle condizioni di vita della gioventù di tutti i paesi del mondo. Abbiamo parlato con i delegati della Persia, del Marrocco, dell'Africa del Sud, della Birmania e tutti ci raccontavano come la gioventù vive nei paesi occupati o dominati dall'imperialismo anglo-americano.
Noi giovani italiani non ci siamo fatti meraviglia delle tristi condizioni in cui versano le giovani generazioni di questi paesi.
In questi giorni, con la firma del trattato di Pace dell'Austria assistiamo al tentativo del nostro governo di fare venire le truppe americane che prima erano disloccate in quel paese, sul nostro ter_ ritorio.
Clara Luce, Scelba, governo e padroni sono d'accordo che il nostro paese diventi sempre di più una base militare americana con tutti i pericoli che essa rappresenta per l'incolumità del nostro popolo.
Per il nostro popolo e per la nostra gioventù questo vuol dire stare più male, soffrire di più, diventare una semi-colonia dell'imperialismo americano e sottostare alla volontà dello zio Sam.
Vorrebbe dire aumento dei soprusi verso la classe operaia e le sue organizzazioni; limitazione alle libertà democratiche, diminuzioni di paghe e stipendi, maggior supersfruttamento.
Queste cose noi giovani le sappiamo, dobbiamo tenere duro ai ricatti che continuamente ci fanno. Ai guerrafondai, a coloro che intendono farci tornare indietro nella storia rispondiamo intensificando la raccolta delle firme sotto l'Appello di Vienna, a coloro che con il ricatto vogliono farci
vendere la coscienza per dividerci e poi batterci dobbiamo rispondere con la lotta unitaria di tutti i giovani a fianco dei lavoratori anziani.
Al Festival mondiale di Bucarest abbiamo anche parlato í giovani della Corea, del VietNam eri essi ci hanno raccontato come aduno fatto a liberarsi dal giogo dello straniero; la lotta è stata dura ed è costata molti sacrifici, ma la ruota della storia ha dato ragione ai popolo che ha vinto.
A Bucarest abbiamo parlato con la gioventù cinese, con quella polacca, con la gioventù più felice del mondo, quella dell'URSS.
A questi giovani . spiegavamo come venivamo trattati noi in Italia, spiegavamo che 700.000 gio_ vani erano disoccupati e in cerca di prima occupazione, che le ragazze venivano licenziate appena si sposavano, che i periti industriali o ingegneri non erano adibiti al loro lavoro e in molti casi non trovano una occupazione.
I giovani sovietici non credevano che al mondo potesse esistere gente così gretta che lascia nell'inoperosità tanta gioventù.
PAROLE
Loro ci hanno spiegato come sono invece considerati; niente disoccripazione, niente orari lunghi di lavoro, niente supersfruttamento, ma, possibilità di imparare un mestiere e di caml?iarlo, di frequentare le attrezzature sportive della fabbrica, possibilità di istruirsi e svagarsi alla biblioteca e tutto questo vuol dire per un giovane, attaccamento al proprio lavoro, alla propria fabbrica.
La gioventù della Breda che vanta tradizioni gloriose di lotta, sa come vive la gioventù dell'URSS della Cina popolare e dei paesi a democrazia progressista.
Sa anche che per raggiungere questo modo di vita bisogna cambiare società, l'avvenire è dei giovani, dice la storia, con la lotta unitaria di tutta la gioventù conquisteremo anche nel nostro paese migliori condizioni di vita per tutto il popolo. Questo in barba a imperialisti e governo, direttori e padroni, che vogliono fermare la ruota della storia ma che dovranno render conto di tutte le sofferenze che procurano.
Sa/omoni Ermanno
Richiamo alla dignità
A proposito dei sistemi di controllo e di disciplina carceraria che le direzioni di molte fabbriche, c,pmpresa la nostra, cercano di instaurare all'interno di esse, riportiamo un brano dell'articolo del Sen. A. Colombi: « Parole franche ai tecnici d'azienda ».
Come cittadini e come dirigenti tecnici non potete dimenticare che gli operai sono i vostri collaboratori diretti, con loro avete in comune la fatica e la soddisfazione dello sforzo creativo. Gli operai non possono fare a meno di voi e delle vostre capacità tecniche, ma voi non potete fare a meno degli operai, della loro intelligenza e del loro sforzo fisico.
Il vostro compito è quello di as_ sicurare il normale svolgimento della produzione, di sviluppare la tecnica produttiva, e voi sapete che gli operai accettano la disciplina della produzione, sono interessati allo sviluppo tecnico e non sono mai venuti meno al rispetto dovuto alle persone che dirigono e controllano la produzione dal punto di vista tecnico. E sapete anche che l'operaio libero, non esausto dalla fatica impostagli dal supersfruttamento, è in grado di realizzare meglio le creazioni del vostro genio e della vostra tecnica. Se tutto questo è vero, ed è vero, esula dai vostri compiti di tecnici la sorveglianza politica, l'investigazione poliziesca. la versecuzione degli operai che resistono al supersfruttamento, che difendono i loro interessi sindacali e i loro diritti politici. Quando il padrone vi chiede di esigere dall'operaio uno sforzo inumano, di fare opera di spionaggio politico, di perseguitare i lavoratori di avan_ guardia, vi chiede in sostanza di trasformarvi in guardiaciurma, di compiere una funzione che con la tecnica e l'ingegneria fa a pugni.
Sarà l'egoismo, sarà il loro carattere, ma siamo costretti a riconoscere che ai dirigenti della Breda manca il senso della misu_ ra; o che lasciano gli operai senza lavoro o li soffocano per la premura di finirlo.
E' il caso del reparto trapani (macchinario) della Sezione III, il quale è diventato la torre di Babele, per la concentrazione di macchine entro uno spazio limitato. Questo mette in pericolo gli operai obbligandoli ad ogni movimento a guardarsi continuamente intorno per paura di impigliarsi in qualche oggetto che generi infortunio.
In questo modo una parte dell'attenzione dell'operaio viene assorbita dalla mancata libertà di movimenti intorno alla sua macchina aumentando la probabilità di incidenti. E che vogliono ancora questi dirigenti? Operai con due teste, quattro braccia. e quattrogambe? Ulla che vadano su' Marte a cercarli allora, e se è v?_ ro che questi marziani esistono non ci meraviglieremmo se li chiudessero in un loro zoo come esemplari d'uomini malati di egoismo-pretendomania.
Chi accetta di servire per questa triste bisogna non solo offende e colpisce .onesti e liberi cittadini nelle loro libertà e nei loro diritti, ma mortifica e umilia la propria categoria, la propria professione e personalità. Il padrone non ha il diritto di chiedere a un tecnico, a un ingegnere di trasformarsi in guardia carceraria. Il tecnico e l'ingegnere, liberi cittadini della Repubblica \italiana, hanno il dovere di difendere il proprio onore e la propria dignità.
A furia di picchiare sul chiodo, questo finisce con l'entrare. Infatti alla II il chiodo dei gabinetti da rimodernare è entrato nell'ordine di idee della direzione ed ora si incominciano a vederne i primi effetti, che sono una fila di latrine completamente rifatte e la chiusura della parete superiore di altre, con finestre, perchè così come erano l'areazione era fin troppo. E poi d'inverno sapete com'è...
Comunque qualche passo avanti l'abbiamo fatto, speriamo che l'opera di rimodernamento sia comp/eto, altrimenti dovremo vedere questi nuovi gabinetti degenerare in breve tempo per la trop_ pa affluenza di operai.
Oh dolce Vienna ! rricA PACE
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SVELBA A DULLES — Missiva che botta... Su, su, coraggio, prendi un po' di petrolio siciliano e vedrai che andrà meglio...
Il paternalismo dei " padroni del vapore „ FIGOLfiTURE
FRANCHE RI TECNICI
"LOTTA DELLA BREDA„ in Tribunale
La frase incriminata : "Autentici guardia - ciurma „
Il 23 maggio u. s. presso il tribunale di Monza doveva aver luogo il processo al nostro giornale di fabbrica « Lotta della Breda ».
Il giornale è stato querelato da Lazzari e Pizzo rispettivamente direttore tecnico e capo dell'ufficio del personale della IV Breda Siderurgica, per un articolo apparso sul 1 ° numero, ritenuto dagli stessi diffamatorio, perchè li accusava di essere nella Breda non come « Dirigenti di una moderna fabbrica in un paese democraticò », ma bensì con « Il compito di autentiic guardia-ciurma ».
Il processo non ha potuto però avere luogo perchè l'avvocato Zoboli difensore di Vanti Marino, direttore responsabile della « Lotta della Breda », ha chiesto ed ottenuto, il rinvio a nuovo ruolo perchè le sue precarie condizioni di salute non glielo permettevano. Qual'è lo stato di cose esistenti alla IV Breda e che ha spinto i redattori del giornale di fabbrica a fare una così decisa denuncia?
Elenchiamo qui solo alcuni fatti: Alla IV Breda non è raro trovare lavoratori che, seppure colpiti da malessere, non esitano a recarsi ugualmente al lavoro. Ciò accade da tempo e precisamente da quando la direzione ha istituito certe visite mediche alle qua li vengono sottoposti i lavoratori ritornati al lavoro dopo un periodo di malattia. Generalmente i sanitari riscontrano su questi lavoratori gli effetti del lavoro di anni ed anni di anzianità alla
Breda: traccie di terra di tonderia nei polmoni od altre malattie professionali. Ciò dà il pretesto alla direzione per iniziare un'opera paternalistica di convinzione sul lavoratore considerato malato, fatta di lusinghe e di esortazioni.
Una quarantina di lavoratori sono stati licenziati con questo si_ stema.
E' risaputo che per ostacolare l'attività delle C. I. si impedisce ai loro membri di allontanarsi dal loro posto di lavoro, anche se richiesti dai lavoratori per eventuali vertenze sindacali sorte sul momento.
Ma alla IV Breda si giunge al caso di Brusadelli e di Saronni membri della C. I. Brusadelli spo_ stato•dal suo reparto è messo dapprima negli uffici del capo personale sig. Pizzo come fattorino, e poi relegato in una portineria d'ingresso dei mezzi di trasporto materiali, affinchè sia staccato dai lavoratori che lo hanno eletto nel_ l'organismo di fabbrica.
Saronni Angelo, che per molti anni aveva lavorato come primo operaio nella fossa dell'acciaieria, viene adibito ad un altro lavoro meno qualificato di manovalan-
cinema RonDo•
za; schiacciato da un peso Saronni perderà poi una gamba e tuttora è ricoverato all'ospedale degli invalidi di Sesto ove si trovano altri lavoratori della IV.
•
L'operaio Farano ex dipendente della I Sezione che i suoi compagni di lavoro ricordono come un onesto e capace lavoratore è apparso davanti al tribunale di Mon_ za il giorno 23 maggio sotto l'accusa di « violenza privata » nei confronti del Sig. Formenti capo dell'ufficio personale della I Sezione.
Il fatto risale ad uno sciopero contro i licenziamenti dichiarato dalla organizzazione sindacale e durante il quale 1 operaio Farano fece opera attiva di convinzione anche verso gli impiegati sulla giustezza delia lotta. Il giudice ascoltate le parti ha assolto con formula piena l'imputato perchè il « fatto non costituisce reato ».
« 'Lotta della Breda » coglie l'occasione per sottolineare il contributo che i lavoratori hanno saputo dare in difesa della fabbrica e dei diritti fondamentali sanciti nella Costituzione e oggi seriamente minacciati.
Una conferenza del compagno 6. !bambina
Come vengono regolati i cottimi? Qual'è il salario reale dei lavoratori sovietici?
Cosa sono gli stakonòvisti?
La redazione del nostro giornale di fabbrica ha deciso di aprire un'ampia discussione su tali questioni invitanck il egretario della FIOM Provinciale, Giovanni Brambilla, a tenere una conferenza che avrà luogo al Circolo Albero, Via Breda 68, venerdì 10 giugno, alle ore 20.30.
I lavoratori della Breda sono invitati ad intervenire ed a porre altre domande qualora lo desiderassero.
La Redazione
La Biblioteca • Rinascita . del Circolo Caduti per la Libertà segnala 4 film che ver. ranno proiettati nel mese di Giugno.
13 e 14 giugno
UN MARITO
PER ANNA ZALEHEll di G. De Santis
20 e 21 giugno
LE VACANZE
DEL SIGNOR HULOT di Jacques Tati
22 e 23 giugno
Cento anni di amore
dal 30 giugno al 3 luglio
Prima del diluvio di André Cayatte
Fra i lavoratori della fabbrica, dai tecnici agli operai è vivo l'interesse da! come lo Stato interviene, attraver.... l'attuale governo, a tutelare il patrimonio industriale del nostro Paese.
Ciò, ò in dipendenza, dell'avvenuto distacco delle aziende IRI-FIM dalla Confindustria per il quale si auspicar la riorganizzazione delle stesse, per le quali solo l'intervento delle masse lavoratrici, con la loro lotta, ha limitato il cosidetto n ridimensionamento Alcuni lavoratori tramite il nostro giornale hanno chiesto di conoscere come invece interviene lo Stato Sovietico, ponendoci delle precise domande, che qui riportiamo:
Come lo stato sovietico garantisce lo sviluppo produttivo delle fabbriche.
Come viene Jisolto il problema della produzione, il « Ridimensionamento »?
Come viene diretta la fabbrica, come si applica la collaborazione tra operaio, tecnico e dirigente nella fabbrica sovie_ tica?
Come viene assicurato la libera scelta di un posto di lavoro? Quali possibilità ha l'operaio di migliorare la sua posizione di qualifica?
Il fronte della pace avanza nel mondo
Negli ultimi avvenimenti internazionali si son registrati dei risultati positivi per le forze che lottano in difesa della Pace. Dalla conferenza di Bandung i cui partecipanti rappresentavano un miliardo e quattrocentomila uomini, è emersa la volontà di libertà e d indipendenza che anima i popoli coloniali ed asiatici, rivendicanti il riconoscimento di eguaglianza dei diritti umani senza distinzione di razza ed aspirazioni ideologiche e sociali.
Un altro passo sulla via della Pace è il trattato di neutralità dell'Austria, trattato che libera il paese dalla occupazione straniera, aprendogli la prospettiva di una politica indipendente da blocchi militair e che segna l'inizio di un elevamento economico attraverso gli scambi con tutti i paesi. Grazie all'iniziativa di pace dell'URSS, si è riuscito a risolvere il problema austriaco e come con_ ferma di questa sua volontà si è constatato i risultati raggiunti nei rapporti con l'Jugoslavia.
Nel trattato stipulato infatti emerge la condanna della politica di guerra condotta dagli imperialisti americani, e della loro strategia atomica auspica una rapida riunificazione della Germania all'infuori dei blocchi, la riduzione degli armamenti, e la normalizza_ zione dei rapporti fra le potenze sulla base della coesistenza pacifica.
Direttore Resp.: MARINO VANTI
Autorizzazione Trib. di Milano 22-12-1954 con il N. 3536 Tip. Sono - Sesto S. Giovanni
VIETATO
Pubblichiamo il seguente comu_ nicato per il quale la direzione della II Breda ha negato l'autorizzazione di esporre alle maestranze:
Commissione Interna Breda Ferroviaria Sesto, 27-5-1955
Lavoratori, E' giunta alla Commissione Interna una lettera di dimissioni di due membri della stessa eletti nella lista C.I.S.L. col motivo (offensivo) che l'organismo non sarebbe più qualificato ad assolvere il mandato avuto dai lavoratori.
Tale fatto può mettere in crisi la C. I. ed è quindi particolarmente deplorevole, anche perchè proprio recentemente si erano avanzate unitariamente delle rivendicazioni, attorno alle quali si è avuta una mobilitazione di lavora_ tori e tutto ciò faceva presagire una soluzione favorevole agli stessi.
Questo atto può paralizzare la nostra attività e gli unici ad avere interesse a farlo sono i padroni.
Nel corso della riunione della C. I. tenutasi il 25 c. m. dove quei signori posero verbalmente la intenzione di dimettersi, fra l'altro dichiararono c h e assumevano quell'atteggiamento su precise indicazioni della loro organizzazione sindacale.
Noi ci auguriamo che il sindacato CISL riveda l'orientamento dato. e i due membri di C. I. sappiano trovare la via per una libera decisione che tenga conto degli interessi dei lavoratori.
La Commissione Interna firmato: Ponti _ Chiodelli - Cavalieri - Villa Rosetta
FATEIVOSTRIACQUISTIal minium Vernici - Smalti-Colori-Pennelli Via XX Settembre n. 61 Telefono 249.788 Lavoratori della Breda Fate i vostri acquisti di LEGNA e CARBONE presso la Ditta F.11i MONACI Via Gaslini 28 Tele f. 289.771 4