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Lotta Breda5

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Anno I - Milano - Maggio 195.5 - N. 6

Ott

Prezzo L. 10

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Periodico dei lavoratori della Breda Difendiamo la libertà e i diritti nella fabbrica

Consolidare l'unità dei lavoratori Unità delle C. I. contro i soprusi padronali - Ritmi insostenibili di lavoro - Cottimi in riduzione - La ingiusta applicazione del conglobamento Da tempo sono sul tappeto una serie di gravi questioni interessanti tutti i lavoratori della Breda e che sono rimasti insoluti per l'ingiustificato e negativo atteggiamento delle varie direzioni Aziendali. Alla base dell'atteggiamento delle Direzioni delle varie Sezioni vi è il fatto che esse proseguono nella loro azione, sia nel campo produttivo quanto sociale gli orientamenti e le versioni del_ la Confindustria. Ne consegue perciò per i lavoratori una situazione divenuta complicata e difficile, che non può essere tollerata a lungo. Insostenibile fico sfruttamento dei lavoratori alla Sezio IV e grave il ritmo di lavoro imposto nelle altre Sezioni ,allo sforzo fisico dell'operaio non fa riscontro un saìario adeguato, e forte è il numero dei lavoratori infortunati, mentre i cottimi aspettano da lungo tempo una giusta sistemazione. Ai contratti a termine, vergognosa piaga della Sezione III, si aggiungono le violazioni continue del contratto di lavoro e delle va_ rie leggi sul lavoro, mentre gravi permangono i rapporti tra la C. I. e le varie direzioni e non rispettate le libertà e la dignità del lavoratore. Sono questi solo parte dei mol_ ti problemi rimasti insoluti e che preoccupano i lavoratori tutti e coloro che hanno a cuore i loro reali interessi. Una domanda sorge perciò legittima a tutti. Cosa fare per cambiare questa situazione? A questa domanda si deve dare una risposta e più che le parole sono i fatti che dimostrano attraverso la loro esperienza che in qualcosa si può e si deve fare. L'esperienza di questi anni ha dimostrato in maniera +inconfutabile che la via per risolvere con successo le aspirazioni dei lavoratori sono la lotta, l'unità di tutte le forze. Solo con la lotta i lavoratori possono difendere i loro diritti, conquistare migliori condizioni di vita, piegare la tracotanza padronale e maggior successo conseguirà la lotta se tutti saran_ no uniti. Questa unità è oggi più che mai indispensabile e vi sono più motivi su cui è possibile rinsaldare alleanze e marciare assie_ me nell'interesse di tutti i lavoratori indistintamente. I lavoratori non possono che compiacersi del fatto che in questi ultimi tempi uno sforzo sia stato fatto in questa direzione e condannano quei tentativi interessati fatti allo scopo di rompere o limitare l'unità delle forze del lavoro. I lavoratori chiedono però che l'unità di intenti espressa attra-

verso, per esempio, il comunicato unitario della C. I. trovi la sua logica conseguenza nell'azione, poiché se è vero che non basta il solo denunciare perchè le cose cambino. Quel che occorre è che alla denuncia faccia seguito l'agi_ tazione e se necessario la lotta per imporre la soluzione che corrisponde alle esigenze dei lavora_ tori. Chi antepone gli interessi di parte, chi l'unità non vuole per motivi vari, non può non essere che un avversario dei lavoratori e come tale da essi condannato, così, come condannati devono essere tutti quei fatti che come

quello delle dimissioni di una parte di membri di C. I. della Sezione II rischiano di privare i lavoratori dal loro organismo più qualificato in una situazione in cui molti sono i problemi rimasti insoluti. Sulla strada intrapresa è necessario andare avanti perchè essa è la via che serve di più ai lavoratori, e i lavoratori sanno molto bene che per vincere un avverse_ rio unito è necessario che anch'essi siano forti ed uniti. Questo soprattutto conta e que_ sto deve contare per chi veramente vuole fare gli interessi della povera gente.

li messaggio dal Presidente Gronchi

Prospettive di sviluppo per le aziende 1.11.1. - F.1.114, Giovanni Gronchi, rivolgendo il suo primo messaggio al Parlamento ed al Paese, 1'11 maggio modo di porre in riscorso, ebbe lievo il problema delle fabbriche IRI non soltanto come problema a se stante, ma come elemento de_ dei terminante per l'attuazione nel campo precetti costituzionali sociali e per il rinnodei rapporti vamento delle fondamentali strutture economiche della nazione.

Disse il Presidente della Repub_ vablica: « Lo Stato può dare un forme di. lido concorso a nuove le categorie sociali: rapporti fra Italia, dove la presoprattutto in senza delle aziende IRI in tanti e settori dell'attività finanziaria industriale può essere organicamente indirizzata ad esperimentare una collaborazione razionale dei vari fattori della produzione, il posto che gli dando al lavoro delcompete anche per lo spirito la nostra Costituzione ». E' chiaro nello stesso messaggio presidenziale la condanna della politica seguita dai vari gover_ ni a direzione democratico-cristiana, che lungi dall'esercitare at_ traverso le fabbriche IRI un'azione stimolatrice per l'applicazione delle norme costituzionali, per il rinnovo delle strutture del Paese, per la limitazione dello strapotere dei monopoli, hanno invece — sempre — sacrificato le fabbriche IRI agli interessi concorrenziali ed all'avidità dei gruppi monopolistici. La Breda è stato una delle vittime di tale politica ed a distanza di pochi anni è stata ridotta all'ombra di se stessa; ridimensionata, vivisezionata, indebolita nel_ la sua efficienza tecnica e produttiva.

Scorrendo alcuni dati incomple-

ti ,risulta che dal 1946 al 30 settembre del 1953 in 32 aziende IRIFIM smobilitate parzialmente sono stati licenziati 46.277 dipendenti. In 12 aziende smobilitate totalmente sono stati licenziati 22.303 lavoratori. Alla Breda la cifra si aggira sulle 10.000 unità. Ed il processo di liquidazione continua tra i gioiosi consensi dei monopoli e della Confindustria, quella Confindustria che ha ricavato milioni e milioni per il fatto che le aziende IRI erano in tale associazione dei grossi portatori di contributi E di fatto oggi è ancora inoperante il voto del parlamento per

la cessazione di tale assurdo attraverso il distacco delle aziende IRI dalla Confindustria. Nel corso degli ultimi anni gli investimenti nell'IRI sono stati fatti in quantità insufficienti per assicurare una riorganizzazione degli ed un ammordernamento sempre impianti, e quando fatti, in modo tardivo, all'ultima ora, necessità urgenti per far fronte a e non in base a piani accuratamente elaborati. AVVISO Tutti i lavoratori, esclusi dalle liste elettorali e privati dai diritti che la Costituzione Repubblicana garantisce al cittadino, possono rivolgersi a: Solidarietà Democratica che ha aperto presso la Camera del Lavoro di Sesto San Giovanni un ufficio per la riabilitazione. La Segreteria

(sePizzo (a sinistra) e Lazzari ininascosto) al processo del no(vedere in IV pag.) stro giornale drasticaEssi sono stati ridotti mente dopo il 1952 e la flessione degli investimenti IRI tra il 1952 e il 1954, copre quasi il 50 per cento della flessione del totale degli investimenti industriali verificatisi in Italia in quegli ultimi due anni.

Il messaggio presidenziale ha una grande importanza per i lavoratori della Breda ed è la più solenne sanzione, dopo quella costituzionale, della giustezza della loro lotta che dura ormai da anni della loro glorioper la salvezza sa fabbrica. Tuttavia spetta ai lavoratori della Breda, tecnici ed operai, assieme ai lavoratori delle fabbriche IRI di tutta Italia rafforzare la propria azione e la propria lotta perché i nemici delle aziende IRI vengano definitivamente battuti e smascherati. Perchè vengano battuti coloro che, per conto dei monopoli, mirano alla distruzione di questo grande settore dell'ettività produttiva nazionale, perché si vada avanti sulla strada indicata dalla Costituzione e dallo stesso messaggio presidenziale. Condizione prima — appare oramai evidente a tutti — è il mutamento netto della politica seguita fino ad oggi e la liquidazione del governo Scelba-Saragat, responsabile della situazione di confusione, di marasma, di disintegrazione in atto nel Paese. Per attuare una nuova politica di progresso e di libertà, di lavoro e di pace esistono grandi forze nel Paese e nel Parlamento: sono quelle che hanno votato per il distacco dell'IRI dalla Confindustria, sono quelle che hanno eletto Giovanni Gronchi alla Presidenza della Repubblica, sono quelle che ogni giorno, concretamente, lottano per difendere la Costituzione. Marino Vanti


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