Prezzo L. 10
Anno I - Marzo 1955 - N. 4
Lotta
recla
della
Periodico dei lavoratori della Breda
La conferenza cittadina à denunciato le illegalità e i soprusi del padronato La coda di paglia di " 24 ORE Nel corso della Conferenza cittadina, i lavoratori sestesi hanno denunciato alle autorità e all'opinione pubblica, in quali condizióni inumane e antidemocratiche si vive oggi nelle nostre Fabbriche. Proprio il giorno prima, il gior_ naie degli industriali « 24 Ore » così scriveva nell'articolo di fondo dedicato, tra le altre cose, a gettar discredito sui giornali di Fabbrica: « ... La libertà esiste pienamente, ma fuori e non dentro il luogo di lavoro... ». « Sono queste, considerazioni elementari, ma appunto perciò vengono deliberatamente trascurale, sventolando una presunta democrazia nella fabbrica e facendo effettuare. poi — complici i sindacalisti democristiani — deile spedizioni di parlamentari dentro le fabbriche stesse ». Dunque gli industriali italiani hanno fatto dire a «. 24 Ore » ciò che più li-preoccupa in questo momento; dunque essi hanno la coda di paglia che, secondo noi, presenta tre aspetti: Non tollerano i Giornali di Fabbrica perchè criticano il loro operato e perchè sono strumenti dell'unità operaia. Non vogliono che il Parlamento vada a ficcare il naso nei luoghi di lavoro perchè si credono al di sopra delle Istituzioni Costituzionali. Non perdonano ai democristiani di aver votato a favore del_ l'Inchiesta Parlamentare e li considerano poco riconoscenti per gli aiuti ricevuti (non ultimi quelli elettorali). Sino a che le inumane condizioni di vita in auge oggi nelle Fabbriche, sono state oggetto di isolate denunce, dí sporadiche proteste, i padroni hanno fatto gli indiani e alzato le spalle con noncuranza. Ma quando il movimento di denuncia si è fatto maturo, quando i troppi fatti hanno accumunato nella protesta i lavoratori di ogni tendenza (dal libro Bianco A.C.L.I. agli scioperi nazionali della C.G.I.L.) perchè comune è apparso l'indirizzo fascista della classe padronale, quando dai giornali di Fabbrica si è passati ai quotidiani e alle riviste specializzate, quando il Pallamento ha sentito che doveva occuparsi di questa tara della società. allora i padroni si sono guardati attorno e hanno sentito l'isolamento in cui li ha cacciati la politica di prepotenza e di arbitrio; hanno capito che solo la
Necessità di intensificare la lotta contro il fascismo nelle fabbriche Invito alla Commissione parlamentare per una tempestiva inchiesta Il 26 marzo dalle ore 14 alle 19 nel salone del Circolo Fiorani di Sesto S. Giovanni si è tenuta la « CONFERENZA CITTADINA » sulle condizioni di vita dei lavoratori delle fabbriche sestesi promossa allo scopo di fornire alla Commissione Parlamentare d Inchiesta le prove delle violazioni dei contratti e delle leggi, dei soprusi ed arbitri del padronato nelle fabbriche. Erano presenti numerosi parla_ mentari milanesi, personalità politiche e dirigenti sindacali ed un folto pubblico di lavoratori. Alla tribuna sono sfilati operai ed operaie, membri delle C.I. della Falck, della Breda, della Magneti Marelli e dell'Ercole Marelli che hanno portato una documentazione impressionante di Ambasciatrice, i teppisti, i guerrafondai, sono ancora i loro alleati. E continuano, nonostante tutto; e danno lezione di democrazia (loro!) attraverso le pagine di « 24 Ore »; e teorizzano che la libertà è un bene che può esistere dappertutto (bontà loro) meno che in Fabbrica. Provino pure, se saranno capaci, a dimostrare alla Commissione d'Inchiesta Parlamentare che oggi in Italia vige ancora la legge di Bismark e non la Costituzione Repubblicana. Intanto il Comitato Promotore della Conferenza Cittadina sulle condizioni di vita dei lavoratori sestesi, ha portato a termine la prima parte del suo lavoro: la raccolta dei dati da consegnare ai Parlamentari. Ma questi dati, questi scandali denunciati dalla viva voce dei lavoratori non resteranno solo come materia di studio. Verranno portati alla stampa, saranno letti nelle conferenze, verranno soprattutto riportati nelle Fabbriche perchè i lavoratori si preparino a farne materia delle loro discussioni, delle loro rivendicazioni. « Via il fascismo delle Fabbriche » è la parola d'ordine di questa lotta che da oggi riprenderà più viva e più decisa nei luoghi di lavoro e fuori, sino a che nelle Fabbriche ritorni la legge. « Lotta della Breda » sarà, come sempre, in prima fila, valido strumento di denuncia, di orientamento, di unità per la causa della classe lavoratrice.
quanto avviene oggi nelle nostre fabbriche. Il nostro giornale ha ripetutamente denunciato la situazione determinatasi nella nostra fabbrica e continuerà su questa strada per appoggiare tutte le lotte dei lavoratori. Abbiamo già avuto occasione di denunciare pubblicamente come i 250 giovani della Breda Terza vengano sottoposti ad un ritmo insopportabile di lavoro dovendo 41111111~111111W
l'All'hltima ora ci è giunta notizia del mortale infortunio accaduto all'operaio SCOTTI ANGELO di anni 40, coniugato con due figli. Mentre lavorava presso il Laminatoio dello Stabilimento Falck Vittoria Bliss, veniva afferrato dai cilindri in moto e orribilmente stritolato. Questa è un'altra vittima causata dalla politica di supersfruttamento del padronato. Alla famiglia giunga, da parte del nostro giornale e dei lavoratori della Breda, il senso di profonda commozione e solidarietà. Basta con gli omicidi bianchi. sollevare ogni giorno decine e decine di gli di materiale. Su di loro pesa inoltre il ricatto del licenziamento avendo dovuto firmare per l'assunzione un contratto a termine. Continueremo ancora ad accompagnare l'azione della Commissione d'Inchiesta con la denuncia al regime di aperta violenza della
In
Costituzione che avviene nella nostra fabbrica come abbiamo fatto in difesa del presidente della Commissione Interna della Terza Breda Mario Colombo, licenziato per rappresaglia e porteremo avanti la nostra azione in difesa della incolumità fisica dei nostri lavoratori contro i responsabili dell'aumento degli infortuni, come è avvenuto per Saronni Angelo Presidente della Commissione Interna della Sezione Quarta, che è un anello della tragica catena di sciagure, provocate dal regime che Governo e Confindustria hanno instaurato alla Breda, ed in altre fabbriche nel rabbioso tentativo di piegare la classe operaia. Siamo convinti che il modo migliore di contribuire ai lavori della Commissione Parlamentare di Inchiesta, è quello di studiare e denunciare le condizioni -di vita insostenibili nelle fabbriche, ma è soprattutto quello di lottare ovunque, con energia, con audacia, per la difesa della libertà; contro ogni sopraffazione. Nessun atto di arbitrio e di prepotenza padronale deve passare senza una risposta massiccia e decisa che riporti i nostalgici metodi fascisti nei limiti della ragione. In tal modo la Commissione Parlamentare di Inchiesta può a ver un appoggio concreto ai propri lavori, e trovare nel Parla mento il giusto riconoscimento delle richieste che sono affermate nel testo della legge -approvata alla Camera dei Deputati e dal Senato.
FABBRICA
non c'è posto per il fascismo Non è più tanto difficile oggi per la classe operaia, comprendere la natura e i fini dell'azione padronale, che tenta di riportare il fascismo in fabbrica e nel luogo di lavoro. I lavoratori sanno per esperienza che i gruppi monopolistict sono incapaci a superare la crisi che li travaglia, coi mezzi offerti dall'attuale ordinamento democratico Costituzionale, perchè questo significherebbe per essi la
perdita del loro incontrastato dominio. Questa gente vuole quindi ritentare l'so dei mezzi eccezionali, quei mezzi già messi al bando dalla gloriosa lotta di liberazione. Dimentichi volutamente, dei mutamenti storici avvenuti nel nostro paese, essi si riaggrappano al tentativo di rendere impossibile alle masse lavoratrici, nelle fabbriche, di organizzarsi e di (segue in quarta pagina)