Lotta della recla
Periodico dei lavoratori della Breda
La conferenza cittadina à denunciato le illegalità e i soprusi del padronato
La coda di
paglia
di " 24 ORE
Nel corso della Conferenza cittadina, i lavoratori sestesi hanno denunciato alle autorità e all'opinione pubblica, in quali condizióni inumane e antidemocratiche si vive oggi nelle nostre Fabbriche.
Proprio il giorno prima, il gior_ naie degli industriali « 24 Ore » così scriveva nell'articolo di fondo dedicato, tra le altre cose, a gettar discredito sui giornali di Fabbrica: « ... La libertà esiste pienamente, ma fuori e non dentro il luogo di lavoro... ». « Sono queste, considerazioni elementari, ma appunto perciò vengono deliberatamente trascurale, sventolando una presunta democrazia nella fabbrica e facendo effettuare. poi — complici i sindacalisti democristiani — deile spedizioni di parlamentari dentro le fabbriche stesse ». Dunque gli industriali italiani hanno fatto dire a «. 24 Ore » ciò che più li-preoccupa in questo momento; dunque essi hanno la coda di paglia che, secondo noi, presenta tre aspetti:
Non tollerano i Giornali di Fabbrica perchè criticano il loro operato e perchè sono strumenti dell'unità operaia.
Non vogliono che il Parlamento vada a ficcare il naso nei luoghi di lavoro perchè si credono al di sopra delle Istituzioni Costituzionali.
Non perdonano ai democristiani di aver votato a favore del_ l'Inchiesta Parlamentare e li considerano poco riconoscenti per gli aiuti ricevuti (non ultimi quelli elettorali).
Sino a che le inumane condizioni di vita in auge oggi nelle Fabbriche, sono state oggetto di isolate denunce, dí sporadiche proteste, i padroni hanno fatto gli indiani e alzato le spalle con noncuranza. Ma quando il movimento di denuncia si è fatto maturo, quando i troppi fatti hanno accumunato nella protesta i lavoratori di ogni tendenza (dal libro Bianco A.C.L.I. agli scioperi nazionali della C.G.I.L.) perchè comune è apparso l'indirizzo fascista della classe padronale, quando dai giornali di Fabbrica si è passati ai quotidiani e alle riviste specializzate, quando il Pallamento ha sentito che doveva occuparsi di questa tara della società. allora i padroni si sono guardati attorno e hanno sentito l'isolamento in cui li ha cacciati la politica di prepotenza e di arbitrio; hanno capito che solo la
Necessità di intensificare la lotta contro il fascismo nelle fabbriche
Invito alla Commissione parlamentare per una tempestiva inchiesta
Il 26 marzo dalle ore 14 alle 19 nel salone del Circolo Fiorani di Sesto S. Giovanni si è tenuta la « CONFERENZA CITTADINA » sulle condizioni di vita dei lavoratori delle fabbriche sestesi promossa allo scopo di fornire alla Commissione Parlamentare d Inchiesta le prove delle violazioni dei contratti e delle leggi, dei soprusi ed arbitri del padronato nelle fabbriche.
Erano presenti numerosi parla_ mentari milanesi, personalità politiche e dirigenti sindacali ed un folto pubblico di lavoratori.
Alla tribuna sono sfilati operai ed operaie, membri delle C.I. della Falck, della Breda, della Magneti Marelli e dell'Ercole Marelli che hanno portato una documentazione impressionante di
Ambasciatrice, i teppisti, i guerrafondai, sono ancora i loro alleati. E continuano, nonostante tutto; e danno lezione di democrazia (loro!) attraverso le pagine di « 24 Ore »; e teorizzano che la libertà è un bene che può esistere dappertutto (bontà loro) meno che in Fabbrica.
Provino pure, se saranno capaci, a dimostrare alla Commissione d'Inchiesta Parlamentare che oggi in Italia vige ancora la legge di Bismark e non la Costituzione Repubblicana. Intanto il Comitato Promotore della Conferenza Cittadina sulle condizioni di vita dei lavoratori sestesi, ha portato a termine la prima parte del suo lavoro: la raccolta dei dati da consegnare ai Parlamentari.
Ma questi dati, questi scandali denunciati dalla viva voce dei lavoratori non resteranno solo come materia di studio. Verranno portati alla stampa, saranno letti nelle conferenze, verranno soprattutto riportati nelle Fabbriche perchè i lavoratori si preparino a farne materia delle loro discussioni, delle loro rivendicazioni.
« Via il fascismo delle Fabbriche » è la parola d'ordine di questa lotta che da oggi riprenderà più viva e più decisa nei luoghi di lavoro e fuori, sino a che nelle Fabbriche ritorni la legge.
« Lotta della Breda » sarà, come sempre, in prima fila, valido strumento di denuncia, di orientamento, di unità per la causa della classe lavoratrice.
quanto avviene oggi nelle nostre fabbriche.
Il nostro giornale ha ripetutamente denunciato la situazione determinatasi nella nostra fabbrica e continuerà su questa strada per appoggiare tutte le lotte dei lavoratori.
Abbiamo già avuto occasione di denunciare pubblicamente come i 250 giovani della Breda Terza vengano sottoposti ad un ritmo insopportabile di lavoro dovendo 41111111~111111W
l'All'hltima ora ci è giunta notizia del mortale infortunio accaduto all'operaio SCOTTI ANGELO di anni 40, coniugato con due figli.
Mentre lavorava presso il Laminatoio dello Stabilimento Falck Vittoria Bliss, veniva afferrato dai cilindri in moto e orribilmente stritolato.
Questa è un'altra vittima causata dalla politica di supersfruttamento del padronato.
Alla famiglia giunga, da parte del nostro giornale e dei lavoratori della Breda, il senso di profonda commozione e solidarietà.
Basta con gli omicidi bianchi.
sollevare ogni giorno decine e decine di gli di materiale.
Su di loro pesa inoltre il ricatto del licenziamento avendo dovuto firmare per l'assunzione un contratto a termine.
Continueremo ancora ad accompagnare l'azione della Commissione d'Inchiesta con la denuncia al regime di aperta violenza della
Costituzione che avviene nella nostra fabbrica come abbiamo fatto in difesa del presidente della Commissione Interna della Terza Breda Mario Colombo, licenziato per rappresaglia e porteremo avanti la nostra azione in difesa della incolumità fisica dei nostri lavoratori contro i responsabili dell'aumento degli infortuni, come è avvenuto per Saronni Angelo Presidente della Commissione Interna della Sezione Quarta, che è un anello della tragica catena di sciagure, provocate dal regime che Governo e Confindustria hanno instaurato alla Breda, ed in altre fabbriche nel rabbioso tentativo di piegare la classe operaia.
Siamo convinti che il modo migliore di contribuire ai lavori della Commissione Parlamentare di Inchiesta, è quello di studiare e denunciare le condizioni -di vita insostenibili nelle fabbriche, ma è soprattutto quello di lottare ovunque, con energia, con audacia, per la difesa della libertà; contro ogni sopraffazione. Nessun atto di arbitrio e di prepotenza padronale deve passare senza una risposta massiccia e decisa che riporti i nostalgici metodi fascisti nei limiti della ragione.
In tal modo la Commissione Parlamentare di Inchiesta può aver un appoggio concreto ai propri lavori, e trovare nel Parla mento il giusto riconoscimento delle richieste che sono affermate nel testo della legge -approvata alla Camera dei Deputati e dal Senato.
In FABBRICA
non c'è posto
Non è più tanto difficile oggi per la classe operaia, comprendere la natura e i fini dell'azione padronale, che tenta di riportare il fascismo in fabbrica e nel luogo di lavoro.
I lavoratori sanno per esperienza che i gruppi monopolistict sono incapaci a superare la crisi che li travaglia, coi mezzi offerti dall'attuale ordinamento democratico Costituzionale, perchè questo significherebbe per essi la
per il fascismo
perdita del loro incontrastato dominio.
Questa gente vuole quindi ritentare l'so dei mezzi eccezionali, quei mezzi già messi al bando dalla gloriosa lotta di liberazione. Dimentichi volutamente, dei mutamenti storici avvenuti nel nostro paese, essi si riaggrappano al tentativo di rendere impossibile alle masse lavoratrici, nelle fabbriche, di organizzarsi e di (segue in quarta pagina)
Anno I - Marzo 1955 - N. 4 Prezzo L. 10
CRONACHE DALLE SEZIONI
Metodi • americani
Come già abbiamo notato altra volte il « Reparto PaCe » non sfugge alla legge del massimo profitto; perciò le speculazioni non mancano.
In questo Reparto, per evitare i tagli alle mani dovuti alla bava delle lamiere tranciate, occorrono dei guanti. In un primo tempo vennero distribuiti guanti di pelle, adattabili ai vari generi di lavoro per la loro flessibilità. Siccome la questione così risolta è sembrata troppo moderna e troppo civile, i guanti di pelle sono stati sostituiti con altri di tela.
Per la Direzione la fatica in più che l'operaio deve sostenere non importa; importa invece che le « relazioni umane » non gravino sulle spese d'azienda. Ma non è finita qui la questione dei guanti. Attualmente la distribuzione di questi « lussuosi » aggeggi da lavoro è limitata all'indispensabile; il cambio non è valido se vi è un solo buco (troppa festa, operai della Seconda).
In fondo se chiedessimo il parere della Direzione, esso sarebbe questo: « Abituare gli operai a lavorare coi guanti di pelle è pericoloso, e poi un certo rischio, un certo brivido, fa parte della psicologia umana ».
E dire che qualcuno, lavorando coi guanti di pelle, si sentiva già in clima americano! Ma la Direzione ha guastato la festa.
« Imitiamo pure l'America nel
La cronaca cittadina
costruire granate — dice — ma non imitiamola nei film dove si vede l'operaio in macchina che lavora coi guanti di pelle ».
Attualità di Charlot alla III Sezione
Nel repartò granate della forgia si sono applicati da qualche tempo i metodi della produttività di stampo americano.
I dirigenti della Setione stanno dedicando loro ingegno per aumentare la produzione sottoponendo i lavoratdri ad un ritmo di lavoro veramente infernale.
Fin da qualche tempo fa una squadra di Un turno lavorando presso la trafila per le granate doveva sollevare le billette per ben 310 volte. Tenuto tonto che
Circolo Familiare
TORRETTA
Via Milanese 7 -Te1.289.266
1
In costruzione l'Ospedale
il peso di ogni billetta è di 48 kg. ogni operaio spostava 15.000 kg., ossia 150 gli ogni giorno.
Adesso dopo alcune modifiche alla maeehina i che hanno servito a renderla più veloce, gli operai addetti sono costretti ad arrivare fino a 340-350 granate al giorno
Come si usa dire fra operai, ormai non c'è più nemmeno il tempo, per respirare.
Naturalmente il cottimo rimane ancora allo stesso livello.
La denuncia spietata, che il popolare'autista Charlet, espresse col suo famoso film « Tempi moderni », che tutti noi ricordiamo, contro questi metodi scientifici di sfruttamento, ha trovato l appoggio di tutte le persone oneste e democratiche.
La stessa condanna non può non essere fortemente sentita dai lavoratori della Forgia della III Sezione.
Uno sbirro contro un onesto lavoratore
Ecco un caso tipico che denota la mentalità di certi capetti del Reparto Laminatoio. In questo Reparto lavora un vecchio lavoratore, un tipo conosciuto e popolare che da 27 anni svolge le sue mansioni. Questo operaio 4 anni or sono si infortunò perdendo quasi totalmente la vista di un occhio. A seguito di questa invalidità fu adibito ai ritiro delle provette dei treni e degli acciai. Qualche tempo fa quel capetto che si crede qualcuno, pensò che dopotutto l'infortunato di cui parliamo aveva goduto di troppi pri_ vilegi ed era ora di metterlo a fare un lavoro pesante e pericoloso. Com'è naturale l'operaio in questione non poteva non sollealla attenzione generale questo campione della collaborazione padronale, questo esecutore delle
teorie della « relazione umana ». vare delle lamentele per tale indegno tratta/tento in considerazione delle sue condizioni fisiche.
Come risposta si ebbe una minaccia ben più grave dello spostamento di mansione. Additiattio
Unità democratica contr o il teppismo fascista
I direttivi dei gruppi aziendali Breda dei partiti democratici che unitariamente hanno partecipato al movime Me della Resistenza per la difesa della fabbrica e la liberazione d'Italia, DEPLORANO energicamente l'aggressione neofascista avvenuta in Ro• ma il 7 u. s. RIAFFERMANO la loro fedeltà ai valori della Resistenza secondo le direttive della sordarietà popolare, di una larga collaborazione democratica e di ripulsa radicale all'intolleranza e all'autoritarismo reazione rio.
INVITIAMO le autorità competenti e in particolare la Camera a prendere rigidi provvedimenti applicando le leggi vigenti che co'dannano tali metodi al fine di stroncare sul nascere qualsiasi manifestazione antídemocratica, provocata da nostalgici di un passato che ha disonorato l'Italia e che non tornerà mai più.
Inoltre, constatato che, nonostante 11 grande contributo di sacrificio e di sangue dato alla costruzior e e al consoli. damento della democrazia repubblica. na nel periodo più difficile della storia nazionale, anche nella fabbrica si alimentano nostalgie verso regimi e sisterni ormai condannati dalla volontà popolare, fanno presente che i lavoratori sono decisi a non tollerare ulteriormente il prolurgarsi di questi fatti, che offendono profondamente i loro sentimenti democratici e la loro volontà di pace.
P.C.I. - D.C. - P.S.I. - P.S.D.I. - P.R.I.
LETTERE 11V REDRZ10JVE
Vivo malcontento ha suscitato tra impiegati la comunicazione della direzione che la gratifica di bilancio non sarà più data.
E questo non perchè gli altri anni tutti gli impiegati l'avessero ottenuta, ma solo perchè la direzione aveva promesso l'assegnazione per quest'anno a tutti indistintamente.
Ed ecco come stanno le cose.
Due anni fa, nonostante le pro_ teste dei lavoratori e della C. I. la famosa gratifica di bilancio veniva nncora assegnata ai soli laureati.
" •
Dall'intervista concessa al nostro giornale dal Vice Sindaco della Città di Sesto S. Giovanni, sig. Cazzaniga, riportiamo qui sotto alcuni dati tecnici del nuovo Ospedale che è stato inaugurato alcuni giorni fa.
Il giorno 25 corr. alla presenza delle Autorità Civili-Religiose è stata posta la prima pietra dell'erigendo Ospedale Città di Sesto S. Giovanni, Sezione staccata dell'Ospedale Maggiore di Mi-• lano.
Il nuovo Ospedale avrà un'attrezzatura delle più moderne; i posti letto saranno in numero di
260 riportati tra una Divisione Medica, una Divisione Chirurgica, una Sezione Ostyvtica ed un reparto Subacuti.
La superficie totale sarà di 16 mila mq.; quella coperta dal nuovo edificio di 1500 m.
Le spese previste per il nuovo fabbricato e la sistemazione di quelli già esistenti si aggira sui 500.000.000 di lire e l'opera sarà ultimata entro 2 anni.
Noi non abbiamo che rallegrar_ ci per la sua realizzazione in quanto soddisfa una delle maggiori esigenze sentite dalla popolazione sestese.
La direzione a giustificazione di tale applicazione discriminata adduceva i motivi più logori e sempre meno comprensibili: disponibilità finanziarie, produzione, ecc.
L'indignazione di tale discriminazione fu così grande tra gli im_ piegati che la direzione riconoscendo che tutti i lavoratori concorrevano alla produzione, dava assicurazione che negli anni successivi avrebbe applicato per tut_ ti la gratifica di bilancio.
Ma, ahimè! I mesi sono passati e il tempo della gratifica di bilancio è alle porte, ma la direzione escogita altri piani per non con-
cedere quello che ha solamente promesso.
La scusa questa volta è ancora più ridicola: la gratifica quest'anno è così poca che il darla sarebbe come offrire l'elemosina!
Per cui niente elemosina ai lavoratori che hanno la loro dignità!
Il che significa niente gratifica!
La realtà è che la direzione della Breda si è incamminata in quest'ultimo tempo sulla strada prograrnmata dalla Confindustria la quale vuole si applici nelle aziende di Stato la stessa politica di reazione usata in tutte le aziende e con forme anche più acute nell'interesse del capitale finanziario privato.
Ed ecco l'intimidazione le libertà ed i contratti violati, il taglio dei cottimi, l'applicazione de_ gli accordi con spirito unilaterale.
Gli impiegati ed i lavoratori tutti potranno risolvere i loro problemi interni, con l'appoggio delle loro organizzazioni, ma soprattutto e solo attraverso una ferma e decisa risposta con un'azione unitaria, alle posizioni discriminatorie e negative della Direzione.
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Vini
La gratifica di bilancio agli impiegati
DEDICATO A "LUCE„
Il nostro articolo del numero precedente: « Luce » smentisce « L'Italia » ha sollevato una polemica che vale la pena di continuare. Diciamo subito che non ci interessano i preliminari; preferiamo soffermarci sui concetti essenziali e sulle conclusioni. Dicevamo testualmente nel nostro articolo: « ... Si cerchi una strada da percorrere insieme tracciando alcune rivendicazioni che sono care a tutti i lavoratori... » e prendevamo come base le stesse denunce contenute nell'articolo del « Luce » che confermano la necessità di « riportare la legge nel_ le Fabbriche ». Cosa risponde ai nostri argomenti il settimanale cattolico di Sesto? Che « l'unità dei lavoratori è una trappola da evitare... ». Trappola, sicuro; è questo il termine adoperato. Lo stesso termino (guarda caso) usato da Scelba per definire la Costituzione Repubblicana dello Stato Italiano.
Dopo la chiara conclusione del_ l'articolista del giornale cattolico (non certo dei lavoratori cattolici) è facile da parte nostra dimostrare, come ci vien richiesto dai « Luce », che un tale indirizzo favorisce la politica padronale.
Abbiamo dunque ragione di sostenere che il giornale « Luce » se è stato capace di documentare una grave situazione economicosindacale alla BREDA, non è stato capace, o gli è mancato il coraggio, di prospettate ai lavoratori una soluzione per modificare i sistemi instaurati dal padronato. C'è di più: rifiutando il principio della unità operaia, ha offerto alla Direzione un'ancora di salvezza.
Se la documentazione dei soprusi e degli arbitri e della incapacità padronale fosse sufficiente a fermare la politica reazionaria in atto nèi luoghi di lavoro, non ci sarebbe bisogno della lotta e di investire il Parlamento della responsabilità di una inchiesta nazionale.
« Luce » ci sfida inoltre a dimostrare la sua mancanza di coraggio nella difesa dei lavoratori. Prendiamo il caso Colombo della Terza, o il caso Paradisi della Quarta, ultimo il caso Maggioni della Prima. Ebbene cosa ha avu_ to da dire « Luce » in difesa di questi lavoratori licenziati per abusi. senza motivo, per rappresaglia politica? Niente, assolutamente niente. Siccome erano dell'altra parte della barricata politica, « Luce » col suo silenzio ha detto alla Direzione: « Continuate pure ». Prendiamo un altro esempio. Durante la conferenza tenuta a Sesto, il sindacalista cislino Calvi, parlando della Inchiesta Parlamentare sulle condizioni di vita dei lavoratori, ha affermato che l'Inchiesta avrà da lavorare molto nell'Italia del Sud e del Centro, mentre dalle nostre parti. compreso Sesto S. Giovanni, le cose vanno talmente bene che il lavoro della Commissione si esaurirà presto. Abbiamo citato il senso del discorso e non le parole precise; però il fatto che «Luce » dopo aver scritto delle cose interessanti sulle inumane enndizioni di sfruttatnento e di libertà del movimento operaio alla
Brerla Prima confà macol silenzio le parole di Calvi denota una mancanza di coerenza, ossia una
chiara mancanza di coraggio nel portare avanti la denuncia sul terreno delle indicazioni precise.
E ritorniamo allora a fare delle domande. Perchè non avete aderito alla Conferenza Cittadina di Sesto? Se non come osservatori, interessati, almeno come informatori (non può passare inosservata la presenza di decine di Patlamentari anche se il loro colore politico non vi piace).
Cosa ne pensate delle dichiarazioni di Calvi?
Siete sempre del parere che al_ l'unità padronale si debba contrapporre la divisione dei lavoratori (i bianchi da una parte i rossi dall'altra)?
Intanto noi restiamo fermi su un punto: solo l'azione unitaria, continua, pressante, dei lavoratori può costringere il padronato a rientrare nella legge e nella Costituzione dalle quali è uscito dopo la politica del 18 aprile, politica di rottura del fronte della Resistenza.
La corsa dei Paesi dell'Europa Occidentale per l'accaparramento delle Commesse N. A .T.O
La Cooperativa Edificatrice Rondinella sorta con lo scopo di dare Case e basso prezzo d'affitto ai suoi soci e di costruire un adeguato Centro Sociale atto a soddisfare i bisogni di ricreazione. sport e cul tura dei cittadiri del rione, ci dà annuncio che fra alcuni mesi, due o tre al massimo, darà inizio ai lavori per la costruzione del I lotto. Noi del giornale mentre plaudiamo a questa iniziativa dí alto valore morale e sociale e ci rendiamo garanti della serietà dell'impresa, lanciamo un appello a tutti i lavora. tori della Breda affinché aiutino la Cooperativa a potenziare maggiormente le sue risorse finanziarie partecipando al deposito a risparmio che la Cooperativa lancia a tutti i cittadiri all'interesse del 3% senza obbligo di vincolo per il capitale versato. Norme di assoluta legalità e correttezza amministrativa regola. no il meccanismo del Deposito a Risparmio per cui il risparmiatore oltre a cooperare ad una lodevole realizzazione sociale può con tutta sicurezza investire i suoi risparmi ad un buon tasso d'interesse.
Chiarimenti e informazioni presso il Circolo Re-zo Del Riccio in via PiccYrdi 67 ogni domenica dalle 10 alle 12.
5PI MUTUE
Sembra quasi un mistero, eppure alla Breda Ferroviaria avvengono anche di questi casi, cioè, di operai che sono edili e nello stesso tempo anche metallurgici.
Partenza!
Strappiamo il velo e che troviamo?.:. Che l'egoismo padronale riesce a sviluppare così tanto la intelligenza da riuscire a trovare sempre dei nuovi metodi di sfruttamento fino ad arrivare a far svolgere lavori meccanici ad ope_ rai appartenenti alla categoria edile, traendo da questi (dato che la paga degli operai edili è molto inferiore a quella degli operai me_ tallurgici) altri più lauti guadagni, e per farli star buoni, sapete cosa fanno? Vanno sussurrando piano piano negli orecchi di questi operai la porspettiva di es_ sere assunti con contratto regolare alla Breda.
La lotta . . Fine
Circolo Caduti per la Libertà BIBLIOTECA RINASCITA (CRAL RONDO')
Vi informiamo che il nostro Circolo è fornito di una biblioteca nella quale potrete trovare i più bei nomi della letter.-tura italiana e straniera
La Biblioteca è aperta tutte le sere dalle ore 20 30 alle 22
Ebbene, noi siamo degli avversari leali e perciò ci prendiamo la pena di dare un consiglio, anche i Zadri usano l'intelligenza nel loro lavoro, ma prima o poi vanno tutti a finire in guardina.
Questi tentativi di eludere la giustizia hanno la vita breve.
Attenzione! Un bel gioco dura poco il caso Cozzi lo insegna.
Un fatto avvenuto alla Breda II, il primo aprile, lascia delle incertezze nelle menti degli operai. In quel giorno infatti, era stato proclamato uno sciopero unitario di protesta per l'ingiusta applicazione del conglobamento. Non si sa se il fatto avvenuto e cioè la chiusura delle cartelliere su ordine della direzione, sia in relazione alla data di quel primo giorno di aprile, o sia dimostrazione di ingenuità verso gli operai.
Se era un pesce d'aprile gli è andato a male, perchè siamo usciti senza cartellino e se credevano che scassinassimo le cartelliere per prendere il cartellino dimostrano di non conoscere gli operai della Breda.
Furbi sì, ma... con i lavoratori di questo stampo, mai abbastanza.
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L'unità dei lavoratori non è una trappola
A cura della Commissione giovanile della Camera del Lavoro di Sesto S. Giovanni è uscito in questi giorni il libro biànco sulle condizioni di vita dei giovani della 3a Sezione Breda.
Ne riprqduciamo alcuni brani: ... era chiara la volontà del Governo di smantellare la fabbrica e gettare sul lastrico migliaia di lavoratori. Solo l'eroica lotta dei lavoratori della Breda con alla testa la classe operaia e con la solidarietà fattiva dei lavoratori milanesi, servì a contenere il numero dei lavoratori licenziati e a far si che la fabbrica non fosse chiusa. Oggi i lavoratori della
Breda sono poco più di 7000. Sono stati cacciati fuori dalla fabbrica circa 10.000 lavoratori di cui centinaia e centinaia di giovani.
La sua capacità produttiva nel solo settore metalmeccanico è oggi utilizzato per il 60% circa.
Questi sono i risultati della politica del Governo e della Confindustria. Il Governo che controlla praticamente la Breda ha reso perciò un grosso favore ai monopolisti italiani. Assieme alle altre fabbriche dell'I.R.I.-F.T.M. la Breda è la grande vittima immolata sull'altare dell'interesse monopolistico straniero...
.., attualmente sono occupati nella fabbrica circa 250 giovani inferiori ai 21 anni. I trattori, le locomotive, i trasformatori, le carrozze ferroviarie, diventano una produzione sussidiaria, sí fabbricano ora i proiettili e a questa produzione sono adibiti i giovani.
Ecco chiaro l'obiettivo finale; buttare dalla fabbrica vecchi e giovani lavoratori che avevano una funzione di avanguardia per stroncare a metà i tempi di pro-. duzione, togliere parti notevoli del salario agli operai e agli impiegati, farli lavorare di più e farli lavorare per la guerra...
... non si favorisce per niente l'istruzione professionale...
... ci sono stati e ci sono dei periti industriali che vengono 'messi a fare il manovale specializzato, valga il caso dei giovane Dinetto diplomatosi in ottobre perito industriale e costretto a dimetterai dalla fabbrica nel dicembre u.s. perchè lo volevano mettere a fare i proiettili...
... alle volte la paura del licenziamento fa sì che il giovane infortunato o ammalato non ricorra neppure all'infermeria. Però se pure attenuato da questa circostanza il numero conosciuto di infortuni ed ammalati è estremamente alto. Risulta infatti che ogni giorno in media sono assenti 15 giovani per infortuni e 20 per malattia...
...la politica produttiva della direzione con l'appoggio dei dirigenti cislini è stata impostata tutta sulle commesse N.A.T.O. Nelle elezioni delle C.I. questi furono gli argomenti preferiti da Fustella e da Longhi i quali si sforzarono di dimostrare che se la maggioranza dei voti fosse andata alla C.G.T.L« gli americani non ci avrebbero dato più commesse... adoperarono tutta una
Direttore Resp.: MARINO VANTI
Autorizzazione TrIb. di Milano 22-12-1954 con il N. 3536 Tip. Bono - Sesto S. Giovanni
serie di ricatti per sfruttare di più i lavoratori, per dividerli, per annullare la libertà dell'interno della fabbrica... tutto ciò non fu accettato dai giovani che votarono nella stragrande maggioranza per la C.G.I.L. I giovani denunciarono inoltre la mancanza di dignità nazionale dei nostri governatori i quali pretendevano che il lavoratore ed in particolare i
In fabbrica non c'è posto per il fascismo
(seguito della prims pagina) lottare per le proprie rivendicazioni.
Alla Breda, come in altre fabbriche, i lavoratori sono concenti del nemico che hanno di fronte; da anni si battono per• rendere inefficienti gli ignobili strumenti e le facili pedine del padronato italiano. Dai lavoratori più anziani alle nuove generazioni, tutti hanno compreso e comprendono per propria esperienza che il fascismo, per operare la distruzione dei diritti democratici e della libertà, innanzitutto deve colpire la libertà di organizzazione della classe operaia e delle masse popolari più avanzate, prima con disposizioni subdole, p& con il furore bestiane dellesquadracce fasciste, bastonando, inciendiando Circoli, distruggendo le Camere del Lavoro, le Leghe Contadine, arrestando e deportan_ do, e macchiandosi di tutti quegli altri mostruosi delitti che rivivono nella memoria degli operai della Breda.
Oggi, come allora, questa macchina repressiva messa in atto dal padronato pretenderebbe di rendere inefficace l'azione di difesa dei lavoratori, di spezzare le organizzazioni democratiche, di costringere in ginocchio il movimento operaio per rendergli imvossibile di rivendicare i suoi diritti. Si cerca di creare il clima fascista; si riesumano i pochi vecchi arnesi che debbono alla generosità degli operai se possono continuare a vivere nell'azione, si incominciano a vedere in alcuni reparti come alla Torneria Cilindri della Sezione IV, fascisti che circolano liberamente, invitando i lavoratori a iscriversi al M.S.I., dei capetti che riesumano metod , usati nel passato regime quando erano anche capi fabbricato in orbace (qui non occorre far nomi), si rimettono su con la vita capi guardiani con metodi fascisti e polizieschi alla Armani; ricominciano a strisciare delatori e spie, corrotti e corruttori seguiti con compiacente occhio dai Direttori delle Sezioni.
Contro questi tentativi di determinare un regresso politico e sociale nella fabbrica, i lavoratori cl,//a Breda sentono che è giunto il momento di unirsi richiamandosi agli insegnamenti della tragica esperienza vissuta in fab brica sotto il fascismo.
L'odio contro il fascismo, contro ogni regime di guerra, di oppressione politica, di sfruttamento economica, è radicato fra i lavoratori della Breda, ma deve essere più che mai sviluppato e rafforzato dalla coscienza di ognuno.
Ricordiamo le lotte e i sacrifi
giovani facessero mercato della loro coscienza in favore di un governo straniero...
... noi esigiamo l'applicazione integrale del contratto di lavoro della legge sull'apprendistato e della legge sul collocamento...
... esigiamo assunzioni definitive di tutti gli assunti a termine e applicazione del contratto collettivo di lavoro.
ci dei nostri compagni nella lotta contro il fascismo, siano sempre presenti gli esempi e gli insegnamenti lasciatici dai combattenti della causa operaia: Tansini, Vallotta, Barbieri, Baldanza, Levrino, Villa, Valenari, Giannoni, l'ing. Valeriani, l'ing. Masini, arrestati durante i grandi scioperi del marzo 1944 deportati, in parte fucilati. Ricordiamo il luminoso esempio di quel vecchio militante della classe operaia che è stato Morganti Luciano della Sezione IV, organizzatore della lotta antifascista, degli scioperi del marzo '44, deceduto in campo di concentramento. Questo nostro compagno ci ha lasciato una delle definizioni più palpitanti della vera fisionomia del fascismo: il 25 luglio 1943, ai suoi giovani figli; che gioivano per la caduta di Mussolini egli disse: « Ragazzi, questo è solo l'inizio della lotta, il fascismo e i fascisti non sono sola negli sgherri e nei simboli che oggi abbiamo abbattuto i/ fascismo è nel padronato e nel capitalismo, per questo la lotta sarà ancora dura e forse vostro padre lo perderete in questa lotta
Non dimentichiamo il contri_ buto eroico dei 200 operai e tecnici caduti nella lotta antifascista, indichiamo ai più giovani lavoratori .il sacrificio di questi pu;-i combattenti.
In ogni Sezione esiste una lapide commemorativa di questi nostri compagni caduti, siano queste pietre simboli di vita e di incitamento alla continuazione della lotta e di monito per coloro che tentano op'i di riportare il fascismo alla Breda.
Contro le minacce della reazione, del fascismo e della guerra, si levi ancora una volta la possente voce dei lavoratori della Breda. Ancora una volta come nel 1943, gli uomini della Resistenza, dei gloriosi C.L.N., ritornino al loro posto nella comune lotta per la libertà, contro il rinascere del_fascismo, contro i nemici di ieri e di oggi, per dare ai lavoratori la pace, il benessere e il lavoro.
Eugenio Cassanmagnago
Ultime di sport
Domenica il giovane Tosi della Sezione Terza Breda ha debuttato in prima squadra della Pro-Sesto giocando a Saronno e contribuendo al pareggio squadra, Finiletti, il nostro concittadino ha perso il suo titolo di campione d'Italia dilettanti dei pesi medi perdendo in finale del campionato /955 contro Paulon di Roma. Mentre andiamo in macchina
Vener'cli, 1 Aprile, i lavoratori della Sezione II Breda, hanno sospeso il lavoro dalle 17'in avanti per una serie di rivendicazioni che da molto tempo rimangono insolute.
La percentuale delle astensioni è stata molto alta, si à aggirata sul 98% fra gli operai e_sull 89^/e fra gli impiegal.
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I giovani e la conferenza cittadina lo condizioni di vita o di lavoro alla Terza Sezione