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Lotta Breda2

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Prezzo L. 10

Anno I - Febbraio 1955 . N. 3

Lotta della Brada Periodico dei lavoratori della Breda

Noi e la bl111219112Sciopero generale dei metallurgici PRIME d'idilli dedei Deputati ha ciso di costituire una Commissione Parlamentare che svolga una inchiesta su come vivono i lavoratori nelle Fabbriche italiane. concreto e posiSi tratta di un e tivo risultato della denuncia della lotta dei lavoratori, di quel_ le organizzazioni sindacali, di modestaquei giornali (tra i quali mente vogliamo annovare « Lotta della Breda ») che da tempo conducono una campagna affinpubblica, la Machè l'opinione si oce il Parlamento gistratura cupino dei continui oltraggi che vengono consumati, contro le leggi del lavoro, contro le norme della costituzione della classe padro_ nale italiana. La Commissione sarà composta da 15 deputati e da 15 senatori e La Camera

dovrà condurre un'approfondita

ed esauriente indagine sulle conlc l'oratori, soprattutdizioni dei to in relazione all'applicazione

delle norme igieniche e delle leggi sociali contro gli infortuni, alle malattie professionali, per la difesa della maternità e dell'infanzia, all'assicurazione vecchiaia, tubercolosi, malattie comuni e alle provvidenze negli eventi contemplati dalle leggi. Commissione indagherà La inoltre sul rispetto dei contratti, degli accordi sindacali normativi ed economici stipulati, nonchè sul dei lavoratori non trattamento colancora tutelati da contratti lettivi, sulle condizioni morali e sui rapporti umani nei luoghi di Lavoro, sulle provvidenze sussineldiarie ed integrative in atto le Aziende. Come è facile comprendere, sulla base delle esperienze fatte sulle nostre spalle, noi della Breda siamo direttamente interessati alla questione. Sarebbe tuttavia ingenuo e pericoloso ritenere che la Commis-

sione d'Inchiesta Parlamentare la bacchetta magica sanerà con ingiustizie più volte latutte le mentate. Siamo noi, tutti i lavoratori, le organizzazioni sindacali e politiche, la stampa democratica e operaia, che dobbiamo eserazione di sticitare una costante molo sulla Commissione. Dobbiamo denunciare, non in forma pasle violazioni e gli arsiva, tutte documentare bitrii padronali, tutte le porcherie grosse e piccole che accadono nelle Fabbriche. In una parola. oltre ai trenta Com_ autorevoli Parlamentari, la missione d'inchiesta, sarà compo_ sta dai milioni di lavoratori italiani che forniranno il materiale d'indagine, raccolto nei libri bianchi, nei giornali di Fabbrica, nelle azioni di lotta c1-, e dovranno avere sempre più &n carattere

I lavoratori scenderanno in lotta il 9 marzo per il completamento del contratto di lavoro, per miglioramento dei salari e degli stipendi - Per la salvaguardia delle libertà sindacali A seguito della proclamazione dello sciopero Regionale degli impiegati e operai metallurgici dei 9 marzo, la nostra Redazione ha interpellato alcuni dirigenti locali della Organizzazione unitaria F.I.O.M.: al fine di conoscere da vicino i motivi di una tale maggiore azione di lotta di questa combattiva categoria. Le loro dichiarazioni sono state le seguenti: « Lo sciopero regionale non è che la logica continuazione di una serie di azioni minori che i metallurgici conducono da tempo per convincere gli industriali sulla necessità di completare il contratto di lavoro, così come è avvenuto per molte altre categorie. Inoltre, malgrado i sacrifici sopportati, la categoria dei metallurgici non è riuscita ancora a risolvere la vertenza per un effettivo miglioramento dei salari e degli stipendi. Solo gli industriali metallurgici ostinatamente respingono le rivendicazioni presentate e rispondono alle richieste con un più intenso attacco: alle libertà sindacali, alla dignità dei lavoratori, al funzionamento delle C.I. quasi a significare che il loro rifiuto vuol essere una provocazione, un voler mettere in ginocchio proprio la categoria più forte. Per ciò che concerne le Indula cosa è anstrie cora più grave. Infatti, nonostante il fatto che la Breda è un complesso controllato dallo Stato, la sua Direzione continua ad attenersi alle direttive politiche della Confindustria come se si trattasse di una qualsiasi fabbrica soggetta ai comandi di De Micheli, Costa, Borletti, Falck e simili.

unitario come unitaria è stata in la decisione di pasParlamento sare all'azione contro i nemici della Costituzione. La prossima sulle condiConferenza cittadina zioni di vita dei lavoratori nelle Fabbriche sestesi è una prima

manifestazione che vuol essere un Parcontributo diretto all'azione lamentare. Sentano i padroni e i loro esecutori d'ordini, l'imporsiatanza dell'avvenimento. Non mo più soli nella denuncia e nella lotta. La nostra voce si è ingigantita; è il Parlamento, è lo Sta_ to che vi giudicherà. E' la Costituzione, voluta e difesa dalla classe operaia, che diventa legge. Marino Vanti

Alla Breda si effettuano assunzioni e contratto a termine per lavorazioni che non sono affatto stagionali, alla Breda si licenziano membri della C.I. con le scuse più puerili, alla Breda si licenziano i lavoratori che la Direzione considera minorati fisicamente a suo insindacabile giudizio, alla Breda si esercita una pressione addirittura carceraria sulle maestranze, alla Breda vige la legge dell arbitrio, senza contare le giornaliere diminuzioni di tariffa, i continui spostamenti, le riduzioni di organici in lavorazioni pesanti e pericolose, ecc. Se considerate che queste condizioni valgono per la maggioranza delle Fabbriche Metallurgiche Lombarde vi renderete

conto della assoluta necessità della nostra organizzazione di prendere un atteggiamento più deciso in difesa dei lavoratori. Che dovremmo aspettare? che i lavoratori siano schedati come tanti schiavi mentre la Costituzione, le norme sindacali, la stessa legisla_ tura del lavoro in Italia, afferma in pieno diritti economici, sociali, politici, intoccabili? Noi siamo certi che i metallurgici lombardi risponderanno, come sempre, alla lotta unitaria, nel loro interesse, nell'interesse del progresso al quale essi aspirano come rappresentanti della Regione più progredita e più forte dell'Italia ». E' chiaro che in queste conclusioni c'è compresa la fiducia della F.I.O.M. verso i lavoratori della Breda di Sesto S. Giovanni.

Ci sono dei governi, oggi, che preparano lo scatenamento di una guerra atomica. Essi vogliono farne accettare ai Popoli la fatalità. L'impiego delle armi atomiche precipiterebbe il mondo in ur a guerra di sterminio. Noi dichiariamo che il governo il quale scatenasse una guerra atomica perderebbe la fiducia del suo popolo e sarebbe condannato da tutti i popoli. Fin d'ora noi ci opporremo a coloro che organizzano la guerra atomica. Noi t, siglare che Elano distrutte, h tutti i Paesi, le riserve delle armi e che se ne arresti imatomiche mediatamente la produzione ».

Dopo la manifestazione al Cinema Italia indetta dal Comitato della Pace di Sesto, con la presenza dell'On. Scotti, la raccolta delle adesioni all'appello di Vienna contro la minaccia atomica, procede con maggiore slancio anche nella fabbrica. la Nei reparti dove è iniziata raccolta, tutti i lavoratori di ogni corrente politica e sindacale hanno dato la loro adesione raggiungen3 /e delle do in questi reparti il 100 firme in calce all'appello della Pace.

Lavoratori !

Firmate l'appello di Vienna


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