Lotta della Brada
Periodico dei lavoratori della Breda
Noi e la bl111219112Sciopero generale dei metallurgici
PRIME d'idilli
La Camera dei Deputati ha deciso di costituire una Commissione Parlamentare che svolga una inchiesta su come vivono i lavoratori nelle Fabbriche italiane.
Si tratta di un concreto e positivo risultato della denuncia e della lotta dei lavoratori, di quel_ le organizzazioni sindacali, di quei giornali (tra i quali modestamente vogliamo annovare « Lotta della Breda ») che da tempo conducono una campagna affinchè l'opinione pubblica, la Magistratura e il Parlamento si occupino dei continui oltraggi che vengono consumati, contro le leggi del lavoro, contro le norme della costituzione della classe padro_ nale italiana.
La Commissione sarà composta da 15 deputati e da 15 senatori e dovrà condurre un'approfondita ed esauriente indagine sulle condizioni dei lc l'oratori, soprattutto in relazione all'applicazione delle norme igieniche e delle leggi sociali contro gli infortuni, alle malattie professionali, per la difesa della maternità e dell'infanzia, all'assicurazione vecchiaia, tubercolosi, malattie comuni e alle provvidenze negli eventi contemplati dalle leggi.
La Commissione indagherà inoltre sul rispetto dei contratti, degli accordi sindacali normativi ed economici stipulati, nonchè sul trattamento dei lavoratori non ancora tutelati da contratti collettivi, sulle condizioni morali e sui rapporti umani nei luoghi di Lavoro, sulle provvidenze sussidiarie ed integrative in atto nelle Aziende.
Come è facile comprendere, sulla base delle esperienze fatte sulle nostre spalle, noi della Breda siamo direttamente interessati alla questione.
Sarebbe tuttavia ingenuo e pericoloso ritenere che la Commissione d'Inchiesta Parlamentare sanerà con la bacchetta magica tutte le ingiustizie più volte lamentate. Siamo noi, tutti i lavoratori, le organizzazioni sindacali e politiche, la stampa democratica e operaia, che dobbiamo esercitare una costante azione di stimolo sulla Commissione. Dobbiamo denunciare, non in forma passiva, tutte le violazioni e gli arbitrii padronali, documentare tutte le porcherie grosse e piccole che accadono nelle Fabbriche.
In una parola. oltre ai trenta autorevoli Parlamentari, la Com_ missione d'inchiesta, sarà compo_ sta dai milioni di lavoratori italiani che forniranno il materiale d'indagine, raccolto nei libri bianchi, nei giornali di Fabbrica, nelle azioni di lotta c1-, e dovranno avere sempre più &n carattere
I lavoratori scenderanno in lotta il 9 marzo per il completamento del contratto di lavoro, per miglioramento dei salari e degli stipendi
- Per la salvaguardia delle libertà sindacali
A seguito della proclamazione dello sciopero Regionale degli impiegati e operai metallurgici dei 9 marzo, la nostra Redazione ha interpellato alcuni dirigenti locali della Organizzazione unitaria
F.I.O.M.: al fine di conoscere da vicino i motivi di una tale maggiore azione di lotta di questa combattiva categoria. Le loro dichiarazioni sono state le seguenti:
« Lo sciopero regionale non è che la logica continuazione di una serie di azioni minori che i metallurgici conducono da tempo per convincere gli industriali sulla necessità di completare il contratto di lavoro, così come è avvenuto per molte altre categorie. Inoltre, malgrado i sacrifici sopportati, la categoria dei metallurgici non è riuscita ancora a risolvere la vertenza per un effettivo miglioramento dei salari e degli stipendi. Solo gli industriali metallurgici ostinatamente respingono le rivendicazioni presentate e rispondono alle richieste con un più intenso attacco: alle libertà sindacali, alla dignità dei lavoratori, al funzionamento delle C.I. quasi a significare che il loro rifiuto vuol essere una provocazione, un voler mettere in ginocchio proprio la categoria più forte.
Per ciò che concerne le Industrie la cosa è ancora più grave. Infatti, nonostante il fatto che la Breda è un complesso controllato dallo Stato, la sua Direzione continua ad attenersi alle direttive politiche della Confindustria come se si trattasse di una qualsiasi fabbrica soggetta ai comandi di De Micheli, Costa, Borletti, Falck e simili.
unitario come unitaria è stata in Parlamento la decisione di passare all'azione contro i nemici della Costituzione. La prossima Conferenza cittadina sulle condizioni di vita dei lavoratori nelle Fabbriche sestesi è una prima manifestazione che vuol essere un contributo diretto all'azione Parlamentare. Sentano i padroni e i loro esecutori d'ordini, l'importanza dell'avvenimento. Non siamo più soli nella denuncia e nella lotta. La nostra voce si è ingigantita; è il Parlamento, è lo Sta_ to che vi giudicherà. E' la Costituzione, voluta e difesa dalla classe operaia, che diventa legge.
Marino Vanti
Alla Breda si effettuano assunzioni e contratto a termine per lavorazioni che non sono affatto stagionali, alla Breda si licenziano membri della C.I. con le scuse più puerili, alla Breda si licenziano i lavoratori che la Direzione considera minorati fisicamente a suo insindacabile giudizio, alla Breda si esercita una pressione addirittura carceraria sulle maestranze, alla Breda vige la legge dell arbitrio, senza contare le giornaliere diminuzioni di tariffa, i continui spostamenti, le riduzioni di organici in lavorazioni pesanti e pericolose, ecc. Se considerate che queste condizioni valgono per la maggioranza delle Fabbriche Metallurgiche Lombarde vi renderete
conto della assoluta necessità della nostra organizzazione di prendere un atteggiamento più deciso in difesa dei lavoratori. Che dovremmo aspettare? che i lavoratori siano schedati come tanti schiavi mentre la Costituzione, le norme sindacali, la stessa legisla_ tura del lavoro in Italia, afferma in pieno diritti economici, sociali, politici, intoccabili? Noi siamo certi che i metallurgici lombardi risponderanno, come sempre, alla lotta unitaria, nel loro interesse, nell'interesse del progresso al quale essi aspirano come rappresentanti della Regione più progredita e più forte dell'Italia ». E' chiaro che in queste conclusioni c'è compresa la fiducia della F.I.O.M. verso i lavoratori della Breda di Sesto S. Giovanni.
Ci sono dei governi, oggi, che preparano lo scatenamento di una guerra atomica. Essi vogliono farne accettare ai Popoli la fatalità. L'impiego delle armi atomiche precipiterebbe il mondo in ur a guerra di sterminio. Noi dichiariamo che il governo il quale scatenasse una guerra atomica perderebbe la fiducia del suo popolo e sarebbe condannato da tutti i popoli. Fin d'ora noi ci opporremo a coloro che organizzano la guerra atomica. Noi t siglare che Elano distrutte, h tutti i Paesi, le riserve delle armi atomiche e che se ne arresti immediatamente la produzione ».
Dopo la manifestazione al Cinema Italia indetta dal Comitato della Pace di Sesto, con la presenza dell'On. Scotti, la raccolta delle adesioni all'appello di Vienna contro la minaccia atomica, procede con maggiore slancio anche nella fabbrica.
Nei reparti dove è iniziata la raccolta, tutti i lavoratori di ogni corrente politica e sindacale hanno dato la loro adesione raggiungendo in questi reparti il 100 3/e delle firme in calce all'appello della Pace.
Lavoratori !
Firmate l'appello di Vienna Anno I - Febbraio 1955 . N. 3 Prezzo L. 10
CRONACHE DALLE SEZIONI
A proposito del supersfruttamento
L'ingegner Sorbara del Laminatoio è un tipo che non accetta le consuetudinU anche se queste vivono ancora da decenni perchè legate a norme di produzione. Potrebbe sembrare che il suddet_ to ingegnere sia un tecnico delle idee avanzate, invece è soltanto un fedele esecutore (del supersfruttamento. Infatti giorni fa ha imposto ad una decina di operai, che durante la lavora:Ione del piatto a rotoli sul treno medio 450 sono obbligati al riposo, di effettuare una lavorazione diversa e fuori del loro reparto e cisamente il carico dei rotoli alla gru, lavoro cheè stato sempre eseguito da una apposita squadra fissa. Quindi l'ingegnere Sorbara non applica nuovi principi tecnici, ma accentua soltanto il supersfruttamento sulle sole spalle degli operai, e questo per eliminare altri operai dagli organici. L'ingegnere Sorbara, inoltre, non ha ricevuto gli operai che si erano recati da lui per protestare ha deciso di riceverne soltanto due, sui quali ha avuto modo di _pesare meglio -la sua autorità.
Crediamo di aver segnalato al dott. Pizzo un degno, collaboratore che non tarderà a mancare, ' al suo attivo, un aumento nella statistica degli infortunati alla 4" Siderurgica.
Anche le prigioni hanno un regolamento
C'è alla quarta sezione al reparto Acciaieria un operaio, di cui taciamo il nome, che per venire a lavorare a Sesto compie tutti i giorni chilometri e chilometri di strada in. bicicletta.
Questo operaio la mattina del 31 dicembre, terminando il suo turno di notte è andato a cambiarsi in spogliatoio cinque minuti prima dell'orario. La Direzione dietro rapporto di una guardía, ha applicato contro l'operaio in questione una sanzione che ritenia-
mo esagerata: - tre giorni di sospensione.
L'orario va rispettato, siamo d'accordo, però, dott. Antonelli, non le sembra di aver esagerato?
Anche le prigioni hanno un regolamento che i secondini devono far rispettare... eppure anche lì a volte si considerano la cose con una certa elasticità.
Bastaconlediscriminazioni!
In questi giorni un operaie che lavorava alla squadra A con la qualifica di terzo garzone è stato trasferito alla squadra C assumendo la qualifica di fonditore 'al forno S 5.
Sappiamo inoltre che questo operaio è uno dei pochi-che si distinguono per la loro costante e tenace opera dì crumiraggio al fine di accattivarsi le simpatie della Direzione a danno della stragrande maggioranza dei lavorati.
La Direzione ignora volutamente che vi sono molti operai della squadra C che da parecchi anni danno prova di svolgere - con scrupolosità il lavoro di fonditore, senza bisogno che uno venga trasferito da un'altra squadra.
Questo episodio dimostra che la preoccupazicne maggiore dei dirigenti della nostra fabbrica non è quella del buon andamento della produzione, ma bensì di trovare la via migliore per sabotare gli scioperi, sopprimere le libertà, aumentare il supersfruttamento, misconoscendo la funzione delle aziende I.R.I.-F.I.M.
Il consolidamento della nostra unità e della nostra lotta, impediràche la direzione continui ad esercitare questa odiosa politica di discriminazione con lo scopo di umiliare i lavoratori che si battono per i loro giusti diritti.
I soprusi e le ingiustizie che si effettuano oggi alla Breda e in tutte le altre fabbriéhe, offendono l'animo di tutta la gente onesta; rappresentano una bruttura che non sarà a lungo tollerata in un paese civile come il nostro.
Spetta prima di tutto a noi imporre a questa gente la decenza e il rispetto della Costituzione Repubblicana anche nella fabbrica.
Reparto " PAGE e massimo profitto
Alla Breda seconda vi è un reparto costruito da poco, con una attrezzatura completa per la costruzione delle cassette di munizioni.
Questo reparto nominato ironicamente dagli operai Reparto Pace ancor prima del suo compietamento, non differenzia dagli al_ tri che per il complesso numero • di macchine racchiuse in poco spazio e il ciclo di lavoro, poichè hanno stabilito anche un turno di notte.
Anche qui la teoria del massimo profitto viene rispettata dalla direzione e lo prova l'ultima decisione presa verso i turnisti mettendoli quasi tutti in difficoltà.
La decisione consiste nel tentativo di non dover pagare il lavoro festivo elle gli operai del turno . di notte fanno al termine della loro settimana lavorativa.
In questo modo la Direzione obbliga gli operai a ritornare al lavoro nella giornata di sabato dalle ore 14 alle 22, dopo aver
LETTERE IN
Egr.. Sig. Direttore, -vorremmo che Ella pubblicasse questa -nostra lettera sul suo giornale e precisamente nella parte da Lei disposta sotto il nome di « Lettere in redazione » anticipatamente La ringraziamo.
Caro FustelIa, non possiamo tacere le sfavorevoli impressioni che ha lasciato nei lavoratori la posizione da te assunta in occasione dell'ingiusto licenziamento di Mario Colombo presidente della C.I. della Terza.
smesso alle 6 dello stesso mattino, mettendoli così nelle condizioni di dover pagare il biglietto di ritorno con treno o tram che sia, poichè il settimanale gli permette solo una andata e un ritorno.
Tenendo conto poi che taluni debbono fare due ore di treno per andare a casa, non fanno nemmeno in tempo •• a, riposare perchè debbóno ritornar in tern_ Po. Sembra che la Direzione non sappia che ci sia una Commissio_ ne Interna la quale consulti le possiblità e la volontà degli operai.
Ma se è solo per questo possiamo ricordarglielo anche noi, e magari diamo loro anche un Contratto di Lavoro poichè certa gente dimentica facilmente che siamo -nell'anno' .1955, tempo in cui l'operaio ha una coscienza e che unito agli altri operaì, ha pure una forza che gli permetterà di arrivare a far valere i suoi diritti una volta per tutte.
REDAZIONE
suo orgoglio di proletario e ha lasciato nel cuore delle maestranze senti/Tieniti che non saranno mai sconforto o piagnisteo. Colombo è e resta un dirigente della classe operaia e ha già il suo posto di lotta.
Abbiamo poste alcune domande al Sindaco Oldrini a proposito dell'annunciata costruzione di. una passerella per i pedoni che devono attraversare il cavalcavia di via Bruno Buozzi. Queste sono le domande: « Cosa pensa di fare il Comune, quali sono le difficoltà da superare per la sistemazione di un cosi delicato passaggio per il traffico cittadino? ». Così ci ha risposto il Sindaco Oldrini:
« La cosa è di estremo interesse -per l'Amministrazione Comunale tanto che da otto anni noi, spingiamo le autorità competenti perchè intervengono. Finora la risposta del Ministero dei Trasporti è stata sempre, negativa. Il motivo di tale risposta negativa sarebbe questo: per la costruzione della passerella si dovrebbe sospendele il traffico ferroviario
qualche ora. Trattandosi di un traffico di circa 150 convogli giornalieri, con linea elettrica ad alta tensione, i ritardi provocati dalla sospensione creerebbero serie conseguenze a tutta la linea. Per superare tale difficoltà il Comune ha dato l'incarico alla Ditta Boldoni di Lecco di studiare un nuovo progetto affinchè la sospensione del traffico avvenga per un periodo di circa 20 minuti.
Questo nostro progetto si trova attualmente a Roma per l'approvazione del competente Ministero. Io spero che questo nuovo studio venga accettato e che si dia presto il via alla costruzione della passerella in modo da eliminare un intralcio al traffico e il pericolo per l'incolumità dei pedoni che sono costretti a transitare ìn quel punto, specie per i molti lavoratori della Breda ». •
Il tuo è stato ttn modo di agire ambiguo, insincero, in contrasto con la tua posizione di membro della C. I. (anche se appartenente alla C.I.S.L.). Forse hai pensato che essere « dall'altra parte » volesse dire assumere una posizione favorevole al licenziamento: Cioè, hai posto l'interesse politico al disopra del tuo dovere di rappresentante della C.I. Ma almeno fossi stato sincero e chiaro! No, hai preferito la parte del Ptlato. Hai nascosto la tua posizione dietro un ansimare faticoso, che così è apparsa la tua ambigua decisione.
Tu sai con certezza quale sarebbe stata la posizione di Colombo nei tuoi panni; tì avrebbe difeso come membro della C.I., come la_ voratore, come uomo, ti avrebbe difeso insomma per fedeltà al principio che vuole la libertà e la dignità del lavoratore al di so_ pra degli interessi di parte.
Perchè ti rivolgiamo queste parole? Per addossarti qualche responsabilità nel licenziamento di Colombino?... Stai tranquillo, sappiamo sempre distinguere le responsabilita e capire le debolez. ze umane. Del resto Colombo è stato difeso da - tutti i lavoratori che lo conoscevano, amici ed. avversari, per le sue doti, per il
Ti diciamo queste parole per stimolarti ad essere più sincero con gli altri e con te stesso. Suvvia, confessa che hai avuto paura a prendere le difese di Colombo! che alla solidarietà delle maestranze hai preferito il plauso della Direzione. E poi, dopo aver confessato a te stesso ciò, scrollati di dosso la paura del padrone, convinciti che non hai più obblighi verso di lui anche se egli ti ha aiutato nella campagna elettorale per le C.I.
Siamo certi che avrai pensato qualche, volta come -sarebbe bello per te dire al padrone: « Sono d'accordo anch'io con quelli della F.I.O.M., non si può collaborare con chi disprezza la classe operaia, con chi usa l'arma del ricatto e della miseria. Non dovevate licenziare Colombo ». Ma la paura, questa cattiva consigliera, ti impedisce questo discorso chic_ ro, aperto, sincero.
Tu hai insegnato ai lavoratori, col tuo comportamento, che si può assumere la figura di Pilato in una questione di principio, vitale per i lavoratori. Questi ti hanno giudicato in conseguenza. Noi siamo ottimisti: non ti manca il tempo e gli episodi per riflettere e capire quanto sia decisiva in ogni momento l'unità dei lavoratori e come contro di essa lavora il padronato italiano.
Un gruppo di -operai E' con piacere che abbiamo pubblicato questa lettera .Rinnoviamo quindi l'invite , a tutti, impiegati e operai, a scrivere alla nostra redazione. La redazione
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Le cronache del rione Il Sindaco ci parla del cavalcavia
LUCE „ smentisce " L'ITALIA „
mentre alla Prima Sezione si sviluppa la lotta unitaria
Secondo « L'Italia », giornale della Curia Milanese, la diabolica e sotterranea organizzazione dei comunisti della Breda è giun_ ta a una tale perfezione che può far scioperare le maestranze per « equivoco », cioè senza motivo alcuno. Qual'è infatti la tesi dell'« Italia » a proposito degli scioperi del 24 e 25 gennaio u,s.? Questa: i comunisti della prima per festeggiare l'arrivo di Secchia a Milano e per dimostrare la loro adesione alla corrente dei « duri » invece di sparare i mortaretti, hanno fatto scioperare i lavoratori della fabbrica prendendo a pretesto una « sciocchezzuola » capitata all'operaio Campi.
I giornalisti dell'« Italia » con questa notizia sonò caduti nel ridicolo al punto tale che lo stesso giornale « Luce », di solito cosi amabile verso i padroni (ai quali dedica settimanalmente i suoi slogan sulla « collaborazione di classe ») è stato costretto ad intervenire con 5 colonne e il seguente titolo: « Alla Breda elettromeccanica qualcosa non vaLa questione dei malati accresce il giusto risentimento dei lavoratori ». Cosa dice in sostanza l'articolo del « Luce »?:
La situazione economicasindacale alla Sez. Prima è allarmante.
La sopportazione dei lavoratori è giunta ad un limite massimo.
sl La Direzione non solo calpesta i prinéipii delle « relazioni umane » ma agisce con tutta una serie di arbitrii.
L'articolo del « Luce » potrebbe essere letto integralmente (salvo le conclusioni) alla prossima conferenza cittadina sulle condizioni di vita dei lavoratori nelle Fabbriche di Sesto, tanto la denuncia delle illegalità padronali è precisa e perciò in contrasto con la impostazione padronale dell'« lta_ lia ».
Peccato che le conclusioni siano così fiacche e polemiche al punto di mettere in dubbio la sincerità dell'articolo. Infatti la preoccupazione di chi scrive su « Luce » non è quella di giustificare e sollecitare la lotta unitaria dei lavoratori per il rispetto della loro libertà e dignità minacciate ogni giorno, ma di invitare la Direzione e una parte di lavoratori a non «fare il gioco dei coroun'sti Stn, via. Signori redatto".- de' « Luc-, ,,un • po' più di coraggio, -.n fonao se siete
intervenuti a smentire la sciocchezze dell'« Italia » è perché la protesta dei lavoratori cattolici si muove sullo stesso terreno di quella dei comunisti, dei socialisti, dei senza partito, in una parola degli sfruttati.
E ditela una buona volta, anche se vi costa fatica e vi creerà l'ostilità dei padroni, ditela una parola che suoni unità e solidarietà fra i lavoratori. '
Riprendete i temi del «Libro bianco delle A.C.L.I. », portateli alla prossima Conferenza cittadina di Sesto promossa dalla Camera del Lavoro su iniziativa di 80 membri della C I. e che. vuol essere oltre che una denuncia dell'assolutismo padronale, una raccolta di materiale vivo da consegnare solennemente alla Commissione di Inchiesta Parlamenta_ re in via di formazione.
Abbiate il coraggio di scrivere dire ciò che pensano i lavoratori cattolici già da molto tempo, cioè che la « collaborazione di classe » è una fiaba e che la classe dirigente ha invece come obiettivo di poter meglio piegare umiliare e sottomettere i provocatori.
Si cerchi una strada da percorrere insieme- tracciando alcune rivendicazioni che sono care a tutti i lavoratori e diciamolo forte che vogliamo conquistarle con la, lotta perché nessun padrone o classe dirigente le •offrirà in regalo
Sveglia agli animi
Calmi, d'ardente vigore, qual pasce lor animo sano, tendono a sublime fervore l'un popol vicino e lontano. Lotta, v'à solo a saziare la [fame, non turpe guerra di genti a placare le orride brame, di pochi e fasolli potenti. Unanimi, le7 ansi grida possenti dai molti petti forgiati al lavoro [e al dolore plorando il freddo e la fame impellenti e a che non si sprechi in cannoni [il sudore.
Basta! ignorare e soffrire in[nocenti basta! scannarsi per tradi[zione; mostriamo ai posteri d'esser [veggenti e sia per la pace la nuova opi[nione. poca operaio
Riorganizzazione e controllo democratico del gruppo I.R.I.-F.
I.M.
-- Rispetto dei contratti collettivi e degli accordi aziendali. Rispetto della legge sul collocamento e sistemazione definitiva dei contratti a termine, Rispetto della C.I. e della libertà sindacali. Possibilità di organizzazione e di vita sindacale all'interno dell'Azienda. Libertà di stampa.
Chiediamo troppo?
Noi chiediamo ciò che ci spetta, ciò che la Costituzione ha già sancito e- che deve diventare legge e norma di vita. Chiediamo la realizzazione di quei principii che furono alla base della Resistenza, quando cattolici e comunisti combattevano e morivano a fianco per la libertà e il progresso sociale e civile d Italia.
Vietato da leggi fasciste il Convegno sulla Scienza
a Tecnica Sovietica
I numerosi ricorsi alle leggi fasciste è divenuta per taluni prefetti e uomini di governo una vo_ luta abitudine che non piace a nessun. sincero democratico; pro- prio perché queste leggi ris cchiano un regjni r'„u ndannato, inoltre offendono le me frorie dei nostri Caduti per la conquista della Costituzione Repubblicana. Il continuo ricorso a queste leggi impedisce al nostro Paese di poter creare dei legami internazionali all'infuori di quelli permessi dalla politica rovinosa del governo italiano. Gli scambi economici, culturali e sportivi sono la base principale per un maggior benessere del nostro paese. Dobbiamo ringraziare il governo e il dottor Liuti prefetto di Milano se il Convegno d'Informazione sùlla scienza e la tecnica sovieticl che doveva aver luogo a Milano nei giorni 29-30 gennaio è stato vietato. Questa presa di posiiione del governo denuncia la paura che vengono propagati e conosciuti i progressi raggiunti in questo campo dal paese del Socialismo e quindi possa continuare, la sua politica oscurantistica e di calunnie. Mentre invece molto utile sarebbe stato tenere quel Convegno per ampliare lo studio e l'applicazione della scienza e della tecnica italiana del nostro
paese. Questa proibizione dimostra pure l'inevitabilità di certi gesti da parte del governo perchè è la sua politica sociale e di asservimento ad un imperialismo straniero che glielo impone altrimenti verrebbe a crollare tutto il castello delle menzogne sul quale a malapena riesce a tenersi in piedi.
Ormai il popolo davanti alla realtà di ogni giorno riesce a distinguere la giustizia dall'ingiustizia e l'immobilismo del gover'o li rafforza sempre più la con vinzione del bisogno di un cambiamento della politica italiana ove non si pensi più ad una guerra fra i popoli ma alla stabilizzazione dei rapporti pacifici fra tutti i paesi per creare le basi di una vera vita dove la scienza e la tecnica sia strumento di pace e di progresso.
SPIGOLATURe
Ho sentito dire molte volte che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Credo, di non sbagliare se dico che il proverbio è adattabile al sig. Gaspari. Ma sì quel . bel tipo adesso pesta i piedi perchè vuol farsi chiamare Papà Ga_ spari, forse si sente invidioso del_ la notorietà raggiunta da Papà Innocenti o qualche altro paparino tanto benvoluto dagli operai? , Però questi papà, devono essere proprio l'ultima• creazione di una ben brutta società se non si inteyessano che gli operai finiqn lopqr2 , -1..; r. •btstilli rev ono gii,varsi con 'acqua_ fredda o quasi, quando ,in impianto di metano ultimo modello come quello fatto alla Breda 3 venga utilizzato solo per uso industriale dimenticandosi degli operai realizzatori del progresso tecnico utilizzando le sue fórze fisiche e intellettuale.
* *
Qualche tempo fa la direzione della Breda ha gettato l'educazione al diavolo (se ce l'aveva) poiché non ha avuto nemmeno la discrezione di avvisare che avrebbe cessato l'erogazione dell'energia elettrica alla Casa del Popolo Breda, sede dei partiti democratici.
* *
Oltre che dimostrare maleducazione questo gesto dimostra' a quali vane illusioni si appoggiano; se pensano di poter fermare l'attività che questi partiti svolgono, in difesa degli operai e della Breda stessa, possono mettersi il cuore in pace poichè •troppo grande ormai è diventato il loro seguito, e niente potrà fermare l'avanzata dei lavoratori per un avvenire migliore.
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bel bambino...t tutto suo padre!
Su da bravo, fai vedere come fai a fare ciao he mestiere, vuoi ara quando sarai grande
Ragioni di lotta contro il riarmo tedesco
Le gravi conseguenze dell'U.E.O. per l'economia del nostro Paese
Con l'Agenzia per il Controllo degli armamenti (protocollo n. 4) mentre apparentemente si stabili-sce un controllo sul riarmo tedesco, in pratica si dà alla Francia alla Germania la possibilità di controllare l'industria di guerra tutta la produzione, anche civile, dei Paesi dell Europa Occtdentale.
Gli accordi sulla Sarre, quelli sulla politica di investimenti comuni in Africa e in Europa rinnovano il vecchio cartello dell'ac-, ciaio franco-tedesco e gli dànno la possibilità di sottomettere e rovinare la industria metallurgica, meccanica e chimica italiana.
Ma soprattutto la completa subordinazione della vita economica nazionale ad esigenze politicomilitari «occidentali», con le conseguenti inevitabili restrizioni dei traffici commerciali con i mercati dell'Est, Ida un lato, e l'ulteriore impoverimento del mercato interno per l'aumento delle spese militari dall'altro, minacciano un vero e proprio collasso della nostra economia.
I lavoratori della Breda, non• hanno dunque solo, delle ragioni sentimentali per opporsi al riarmo tedesco. Oltre al ricordo delle barbarie, dell'oppressione, dei campi di sterminio tedeschi, essi sentoilli che la ratifica -dell'U.E.O,,, in discussione al Senato, agniff-: cherebbe per le nostre industrie metalmeccaniche e siderurgiche, l'aggravamento produttivo e la fine di ogni libertà sindacale. Chi potrà resistere alla concorrenza delle Acciaierie della Rhur?
Quel poco lavoro che verrebbe lasciato allè Industrie italiane, verrebbe dato in pasto ai grossi monopolisti e le fabbriche, al servizio della N.A.T.O., tornerebbero ad avere il Commissariato militare come massima autorità.
Lottiamo, con ogni mezzo, contro il riarmo tedesco. Dovremmo essere da meno dei lavoratori tedeschi che in questi .giorni, mentre il Bundestag discute la ratifica dell'U.E.O., stanno dimostrando con imponenti dimostrazioni e scioperi la loro opposizio ne al riarmo dei loro figli, di essi stessi?
Tutti i lavoratori europei sanno qual'è il loro compito in questi giorni.
Battersi, battersi, cori forza perchè il militarismo tedesco non sconvolga ancora una volta la Pace e il progresso dell'umanità.
Contratti a termine
Un'ingiustizia che deve finire
La F.I.O.M. ha chiamato alla lotta i lavoratori metallurgici taliani per il rinnovo del contratto e per altre rivendicazioni tra le quali acquista un posto di primo piano la regolamentazione delle assunzioni dei giovani. Una delle forme più odiose di supersfruttamento messe in atto dal padronato italiano. con il concorso e l'appoggio degli organi governativi, è certamente quella delle assunzioni a termine. Con le assunzioni a termine infatti i padroni mirano ad ottenere la più
ampia libertà di manovra eludendo i contratti e gli accordi interccnfederali. Sotto la continua minaccia del licenziamento al prossimo rinnovo del contratto, i giovani assunti nelle Fabbriche con questa forma incivile di rapporto di lavoro, sono costretti praticamente a rinunciare alla partecipazione nelle lotte rivendicative, sono sottoposti ogni ora, al ricatto, alla pressione; si arriva alla minaccia del licenziamento qualora si iscrivano al sin_ datato che non piace ai padroni.
E' chiaro che in una situazione del genere la stessa protesta dei giovani contro un taglio del cottimo o lo spostamento forzoso da un, lavoro all'altro', diventa un pretesto per una ,punizione.
Tutto questo accade anche alla Broda Terza, un'Azienda' dello Stato, dove le leggi, i contratti, gli accordi, la Costituzione, devono essere applicati e rispettati in modo esemplare. Qui da noi quasi COO lavoratori sono assunti a termine e la maggioranza di essi lavora al reparto 155 (proiettifldo). Qualche tempo fa alcuni di questi giovani sono stati licenziati perchè aderenti alla C.G.I.L. e
per aver espresso parere favorevole circa delle agitazioni interne.
Ora si vogliono licenziare a scaglioni tutti gli assunti a termine del rep. 155 perchè le commesse dell'ambasciatrice si esauriscono e non ne, arrivano altre.
E si aggiunge, per tacitare l'ansia e il timore della disoccupazione, che probabilmente a luglio potranno essere riassunti. Con queste promesse illusorie si tenta di frenare lo slancio dei giovani che sono pronti a battersi per difendere il sospirato posto di lavoro ottenuto cippo lunghe ed estenuanti petipezie (spesso ettraverso vere e proprie umiliazioni).
La via da seguire non può essere che quella della lotta, che per es. alla. OLAP ha costretto la Direzione ad assumere con contratto regolare tutti i giovani « provvisori ». Lotta attraverso tutte le forme legali (agitazioni delegazioni, scioperi) e con la solidarietà dei lavoratori occupati stabilmente.
Solo con una decisa lotta unitaria si riuscirà a risolvere i problemi rivendicativi in corso e a porre line alla vergognosa forma del contratto a termine che ha tutti gli aspetti dell'acquisto degli schiavi ed è inamissibile nella moderna legislazione del lavoro. -
8 MARZO
Giornata Internazionale della Donna
La nostra Redazione rendendo_ si interprete dei molti problemi, che rimangono insoluti per le nastre lavoratrici, ha chiesto ad alcuni membri della C.I. quali sono le rivendicazioni delle impiegate e operaie della Breda che saranno poste alla attenzione della Direzione.
Oltre al soddisfacimento dellp questioni interne, essi ci hanno dichiarato: noi chiederemo:
La mezza giornata pagata a tutta le donne.
La distribuzione alle donne della miniona.
Le donne del rione Breda celebrando questa data, ricordano e vogliono far ricordare al governo i diritti per i quali si sono sempre battute e per i quali molte donne italiane hanno dato la loro vita.
— 'La salvaguardia della Pace.
Il diritto al lavoro sancito nella Costituzione Repubblicana, il rispetto della libertà e della di_ gnità della donna lavoratrice.
L'estensione della legge per la tutela della maternità alle mogli, degli operai e assistenza all'infanzia.
Il diritto ad una casa e al riconoscimento giuridico della donna nella famiglia.
Questo vogliamo e nel farlo ri_ cordare ci appelliamo a tutte le donne affinché si affianchino a noi per la conquista di questi diritti per un benessere collettivo perchè unite si possa ottenere quella sicurezza e tranquillità in un mondo basato sul lavoro e sulla pace, oggi seriamente minacciata dallinvenzione delle armi di sterminio di massa quali le bombe termo nucleari e del riarmo
tedesco sancito negli accordi di Londra e di Parigi, esse però si battono per la distruzione di queste armi in ogni Paese, per impedire la ratifica del trattato dell'U.E.O. in discussione in questi giorni al Senato della Repubblica Italiana.
OOTIZIRRI O
IL PREMIO « CATTOLICA » ALLA SUA 5.a EDIZIONE.
Il Premio Nazionale « Cattolica » per la Poesia dialettale ha bandito quest'anno anche un premio per il Teatro dialettale.
La giuria presieduta da Luigi Russo, conferirà alla commedia vincente un premio di L. 200.000; questa sarà poi rappresentata in almeno due Teatri messi a disposizione da Remigio Paon,e: « Il Nuovo » di Milano e il « Quattro Fontane » di Roma.
I dattiloscritti in cinque copie, possono essere firmati, oppure contrassegnati con un motto, e dovranno essere inviati alla « Segreteria del Premio "Cattolica" presso l'Università Popolare di Cattolica entro il 30 aprile 1955. L'iniziativa, al suo 5° anno, è della rivista « Calendario del Popolo ».
Brevissime di sport
Una lieta notizia: il campione sestese di sci della specialità del Fondo, Camagni Walter, ha rivinta anche quest'anno il titolo di camr e «estese.
In questi giorni, il pugile Finiletti, campione d'Italia dei meri, combatterà a Rovigo contro il pugile di Padova Ring, Pippa.
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