Non è reato diffondere un giornale di fabbrica!
Lettera aperta del nostro Direttore all'On. Vigorelli, Ministro del lavoro
Sig. Ministro, chi le scrive è un operaio della Breda, cacciato dalla fabbbrica dopo 21 anni in occasione della famigerato operazione Sette-Del Bo del novembre 1951 per il ridimensionamento e frazionamento dell'azienda, attualmente Direttore responsabile di « Lotta della Breda ». Ebbi la fortuna di partecipare, nel dicembre 1953, al primo convegno nazionale della Stampa dei Lavoratori e in quella occasione ebi modo di ascoltare il riconoscimento dell'opera dei giornali di fabbbrica dell'Onorevole Di Vittorio, dall'Onorevole Sangalli e da Lei che presiedeva il convegno. Dal dicembre 1953 l'unica cosa che, a mio parere, a questo proposito è cambiata, è che Lei è diventate Mi-Moro.
Mi sono ricordato di questo episodio per il grave fatto accaduto alla Breda III il 7 gennaio 1955, dove è stato licenziato il Presidente della C.I. Mario Colombo per aver diffuso fuori dell'orario di lavoro il giornale « Lotta della Breda ».
Questo avviene in una azienda I.R.I., controllata dallo Stato, il che fa dedurre che lo Stato è su una posizione più reazionaria delle stesse aziende monopoliste, mentre la Costituzione, all'art. 2, sancisce: « Tutti Frittine il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione ».
Il licenziamento quindi è assurdo ed arbitrario.
Comprendiamo che la « Lotta della Breda » ha suscitato e susciterà le ire dei signori dirigenti Gaspare, Rolla, Pizzo, Lazzari, Ferrini. Mariani, ecc. per le denuncie serie, concrete e documentate dei fatti che avvengono alla Breda (il caso Saronni lo dimostra).
Se le cose denunciate non corrispondono alla realtà i dirigenti della Breda hanno sul giornale il mio nome quale Direttore responsabile: possono avvalersi della legge vigente
Leggete e diffondete
LottadellaBroda
sulla stampa. Invece i signori sopra elencati non hanno trovato• di meglio che l'arbitrio e il sopruso licenziando Colombo, violando la Costituzione democratica.
Questi i fatti, signor Ministro!
Le confesso che non nutro eccessiva speranza in una sua eventuale presa di posizione contro questi soprusi anche perchè il comunicato del Governo del 4 dicembre 1954 a proposito delle misure discriminatorie porta anche la sua firma.
Sono tutti ormai a conoscenza che la maggioranza dei dirigenti di fabbrica non cercano una maggiore e
migliore organizzazione produttiva, quanto espedienti che, attraverso soprusi, intimidazioni e licenziamenti, in ultima analisi aumentino il supersfruttamento.
La Breda, con la sua valorosa classe operaia, difende oggi la bandiera dell'emancipazione proletaria che fu di Matteotti e di Gramsci.
Anche Zimmerman tentò il metodo « forte . per « sistemare » i lavoratori della Breda, e chi le scrive fu tra gli operai arrestati nel dicembre 1943. Tuttavia, davanti alla compattezza dei lavoratori, anche il feroce nazista dovette decidersi a
scarcerarci e ad enunciare egli stesso l'avvenimento agli operai.
Signor Ministro, Contro questi fatti i laovratori della Breda si batteranno con maggiore slancio per il rispetto della Costituzione, per la tutela della dignità del cittadino lavoratore, per la pace e per le migliori condizioni di vita. In questa battaglia sono certo che i lavoratori della Breda daranno tutta la loro solidarietà per impedire il ritorno di coloro che già usarono questi mezzi, e già una volta furoho sconfitti.
Marino Vanti
Abbiamo intervistato Mario Colombo
che se diversa è stata la mia parte-, cipazione.
Nel giugno del 1935, a 14 anni, entrai in Breda. La fabbrica produceva granate in prospettiva della guerra che il fascismo stava preparando.
La fabbbrica ed i compagni di lavoro mi facevano più esperto (io, brianzolo, cresciuto nell'Oratorio).
Nel gennaio del 1941 partii per la guerra, alquanto ignaro dei fini che il fascismo con questa guerra si proponeva di raggiungere, tornai nel 1943 per il ferimento riportato in combattimento. Quindi ritornai in fabbrica e ripresi il mio lavoro. In questo periodo, malgrado la guerra mi sposai- Ancora oggi, pensando alla lotta partigiana, mi sento addolorato per non aver potuto dare il mio contributo diretto, an-
Subito il 25 aprile mi iscrissi al Partito Comunista senza conoscere precisamente la sua linea, il suo obiettivo e la sua dottrina, ma soltanto perchè notai che esso difendeva strenuamente l'interesse dei lavoratori. Poi, i compagni che allora dirigevano il Partito, e che in buona parte furono licenziati, mi invitarono a leggere la stampa del Partito, l'Unità » in particolare. Le riunioni di cellula mi appassionavano, in esse si discutevano dei problemi di tutti, non solo dei comunisti, e tutti potevano intervenire ad esprimere ii loro punto di vista. Seguii gli avvenimenti politici con attenzione, non tralasciando mai quello che era i! mio dovere; come cottimista mai ebbi bisogno della cosiddetta « bolla verde » (compenso al mancato gua• dagno). La discussione mi entusiasmava, discutevo con tutti: operai. capi, impiegati ed ingegneri; spesse volte, vinti o convinti, mi si diceva: Eri così un bravo ragazzo, lo sei ancora, però sei comunista .. Come se una volta comunisti, bravi non fassimo più. Proprio perchè siamo bravi, siamo comunisti!
Nel 1953 entrai in G.I. con le maggiori preferenze; nel frattempo, dopo la dura lotta del 1951, la Terza Sezione incominciava nuovamente la produzione bellica (la cosa mi rammenta il passato 1935.1940, anzi oggi ancor più grave, il fascismo non permetteva le assunzioni a termine,
il Governo democristiano le sollecita). Un anno di Commissione Interna! Quali esperienze per me! Da qui cominciai ad essere perseguitato dalla Direzione, e ricordo un fatto importante: nel giugno del 1954 mi trovavo a casa per infortunio quando vennero a trovarmi due guardie della Breda. La cosa era alquanto strana, per il fatto che un operaio in infortunio è libero di andare dove gli pare e piace. Cosa si doveva scoprire nella visita? Perchè la Direzione decise questo sopraluogo?
E' evidente che mi si voleva intimidire e nello stesso tempo cercare un pretesto qualsiasi per sbarazzarsi di me! Cosa sarebbe successo se, per esempio, mi trovavano alla Casa del Popolo? Inoltre le guardie, se hanno fatto il loro dovere come gli ordini superiori volevano, avranno segnalato che sulla porta di casa mia è esposta la fotografia di Stalin e stavo leggendo un libro marxista. Anche questo avrà giovato nella determinazione del licenziamento?
A questo punto Colombo torna alla conversazione di prima.
Con l'avvicinarsi delle elezioni della C.I. qualcosa di grosso andava maturando, subito fu notata l'alleanza Direzione-C.I.S.L.; questa si imperniava sullo slogan che la N.A. T.O. avrebbe sospeso le commesse se la F.I.O.M. avesse ancora una volta riportato la maggioranza. La campagna elettorale attraverso i volantini e i comizi fu sostenuta da parte (segue in quarta pagina)
CRONACHE DALLE SEZIONI
Prima Sezione Cercasi giornaletto
Venerdì 7 ultimo scorso, entrando al lavoro, gli operai notarono in portineria pn' eccezionale mobilitazione di guardie, le quali facevano la perquisizione a tutti coloro che avevano una borsa o un pacchetto qualsiasi.
Cosa cercavano con questi metodi che neanche i fascisti adottavano?
Cercavano un innocente giornaletto realizzato e scritto in quei giorni dai lavoratori.
Cosa vi era di così allarmante su questi fogli per non laiciar dormire i vari dottor Ferrini e i loro tirapiedi (vedesi signor Formenti)?
Niente, denunciava solo vari metodi di sfrutthmento, le angherie subite dai lavoratori, messi in opera dai vari dirigenti delle Sezioni Breda. Si ricordino quei signori che fanno gli spogli in portineria che bisogna avere più umanità e comprensione nel lavoro; ci sono modi e modi di guadagnarsi il pane; vero signor Caruso?
Seconda Sezione
Interesse particolare
E' ora di finirla di avere orecchie solo per le cose da cui si può trarre dei guadagni e fare i soldi, invece, su tutto quello che può influire sulle spese generali dell'Azienda, anche se questo contribuirebbe ad eliminare una serie di infortuni.
Infatti son pochi giorni che l'ultimo incidente, occorso all'operaio Rosso Giovanni, ha suscitato viva impressione negli operai, perchè con gli impianti in queste condizioni anch'essi corrono questo pericolo.
Che altro si aspetta per rimediare a questo incosciente stato di cose? Solo chi ragiona con un cervello suino può ammettere che si possa continuare a questo modo. Perché non si potrebbe, per esempio, mettere una decina di attacchi ove ce ne sono uno o due, e mettere la spina a tutte le estremità dei cavi per lampade e trapani?
Speriamo che la proposta venga accolta con un po' di sollecitudine per far sì che di queste cose non ne debbano pi succedere.
Terza Sezione Un premio in " sine die „
Ai primi di novembre 1954 la C.I. si recava in Direzione e fra le altre cose sollevava quanto gli operai da parecchio tempo andavano rivendicando; si tratta di un premio chiamato « premio di fine d'anno ».
Come sappiamo, alla Terza, fin», dal 1953, la Direzione aveva concesso 10 milioni. Questi sono parte di un forte guadagno che, grazie alle maestranze tutte, si era realizzato producendo granate. Sappiamo anche come questi 10 milioni vengono spesi; ad ogni modo si era detto allora che questi sarebbebro stati assegnati ogni anno. Ecco quindi una ragione di più nella richiesta del premio. Come rispose la Direzione?
< Natale è ancora lontano, aspettate e vedrete che qualche cosa ci sarà ». Alla vigilie: • Per quest'anno non è
possibile darvelo, speriamo per il prossimo anno ».
Signor Gaspari, gli operai non possono aspettare < sine die ., essi esigono quanto loro hanno guadagnato più presto possibile.
II SEZIONE MANCANZA DIDICODOSCEDZA
La C.I. della Seconda Sezione il mese scorso ha richiesto alla propria Direzione un tantum come premio per i manovali comuni i quali percepiscono il 600 /o di cottimo.
Detta Direzione, in un primo tempo (pur accettando con riserva), si impegnava di dare L. 3000. Oggi detta richiesta la si vuole snaturare al punto di renderla ridicola, cercando tra l'altro di attuarla creando delle discriminazioni fra gli operai. I lavoratori di questo settore sono indignati e reclamano che sia rispettata la richiesta avanzata dalla C.I., la quale richiesta non può mettere in gioco la personalità e dignità degli operai.
III SEZIONE
Acrobati per forza
Se escludiamo qualche servo ven• dutosi anima e corpo alla Direzione e a chi tira loro i fili, la maggior parte dei nostri tecnici svolgono veramente con passione il loro compito, anche se hanno un po' le mani legate. Miracoli essi fanno, in collaborazione con gli operai, per portare avanti la produzione e migliorare gli impianti.
Una cosa vorremmo suggerire, peril fatto che nessuno voglia pensarci. Si tratta delle macchine, torni, frese. ecc. ecc.; non vi accorgete che per lavorarci occorre fare acrobazie? Se tutto procede bene. lasciatemelo dice ingegneri e tecnici della Terza, il merito è degli operai, grazie alla loro abilita se sono possibili lavori di una certa precisione. Non avete mai osservato come il tornitore agisce perchè una bronzina riesca cilindrica? Senza contare il rischio che questo incorre, con il pericolo di essere poi incompreso e quindi multato.. Non cerchiamo quindi soltanto la estetica, facciamo qualcosa per rendere meno gravoso il lavoro degli operai, e nell'interesse della produzione.
Sezione Quarta
Forni moderni + Fosse antiquate = Infortuni e Malattie
Alcuni giorni fa ha incominciato a colare il forno Martin N. 2 di nuova costruzione. Il suddetto cola più sovente dei vecchi Martin, e cioè ogni 4 ore e mezzo. Gli operai del reparto sono entusiasti per questa innovazione, ma non lo sono per la fossa, la quale è troppo stretta e antiquata e con la frequenza delle colate un essere umano non può resistere.
No, cari signori! Al forno avete pensato perchè ciò economicamente vi giova; ma agli operai quando si pensa? Provate un po' voi a stare al-
la fossa specialmente in estate; chissà che non facciate qualcosa per rimediarvi.
Io ho sempre udito (e lo confermo) che l'uomo è il capitale più prezioso, ma credo che questa verità venga considerata sotto un punto di vista personale e sottovaluti troppo il semplice operaio.
Il pilone e la...
Al treno 250 del laminatoio ne accadono di belle; questa, poi, è recente.
Nella notte dal 6 al 7 c.m. al forno di riscaldo del suddetto treno ha ceduto un pilone che sosteneva la putrella ove scorre la carrucola che sostiene la tenaglia, che serve per estrarre il ferro dal forno ed infilarlo nel treno 375.
Il caso volle che non ci furono infortuni. La causa del cedimento è singolare: si è fatta spargere la voce che fu perchè gli operai andavano ad orinare alla base del suddetto pilone!
Però già da trent'anni a questo pilone non si guardava.
Settimo arrangiarsi
Anche agli impiegati della siderurgica ne accadono delle belle!
Per esempio: quando la paga deve essere fatta al sabato, questi impie• gati vengono spostati di orario arbitrariamente, cioè al posto di entrare alle 7,15 ed uscire alle 12,45, vengo» no fatti entrare alle 10,15 fino alle 15,45. Non tenedo conto che per fare un cambiamento di orario bisogna prima che avvenga un accordo tra C.I. e Direzione. Oltre a ciò non si pensa ad un dovere naturale, cioè la colazione.
Supersfruttamento
Il signor Fugalli ha trovato un nuovo sistema di sfruttamento che è qualcosa di fantastico. Dopo l'orario di lavoro, il predette signore, cerca dei lavoratori pez fare la pulizia ed altri lavori pesanti sul piazzale. Per queste prestazioni gli operai sono re• tribuiti con la più misera paga, senza cottimo.
Questi metodi sono peggiori che nel periodo del fascismo.
Questo succede in barbba ai contratti di lavoro.
La Costituzione di nuovo violata
Venerdì 7 gennaio, alla III Sezione, s'è violata ancora una volta la Costituzione italiana. Il Presidente della C.I., Mario Colombo, presentandosi al lavoro non trovava più il suo cartellino, e si impedì il suo ingresso in fabbrica; contemporaneamente gli veniva recapitata la lettera di sospensione immediata in attesa del licenziamento in tronco, con la motivazione assurda che egli avrebbe diffuso il nostro giornale (fuori dell'orario di lavoro), definito ingiurioso nei confronti dei dirigenti della fabbrica. Sin dalle .prime ore del mattino si manifestava una vivissima agitazione dei lavoratori i quali intravvedevano in questa manovra illegale non solo un' odiosa rappresaglia contro il maggiore esponente della C.I. e la libertà di stampa ma anche il tentativo aperto di colpire tutta la C.I. ed in essa tutti i lavoratori. Di fronte ad un altro tentativo di introdurre il fascismo nella fabbrica, abbiamo sentito il dovere di preparare e affrontare la lotta, per respingere il sopruso, malgrado si sia usato ogni mezzo per disorientare i lavoratori; uno dei quali un vecchio slogan che da tempo si usa alla vigilia di lotte di questo genere, nella sostanza, era così concepito: « Stiamo calmi — si disse — non scioperiamo; solo così avremo una probabilità di risolvere favorevolmente la cosa in sede di trattative con l'Assolombarda; siate buoni e pazienti, subite pure soprusi ed ingiustizie in silenzio, in nome della così detta " collaborazione ", e vedrete quanto saranno magnanimi i padroni: qualche cosa concederanno ». Le dure lotte che abbiamo sostenuto in questi ultimi anni nella nostra Azienda ci hanno perniesso di sapere, fra le altre cose, di che genere sia la magnanimità dei vari Gasperi, Rolla, Pizzo, Lazzari, Ferrini, Mariani, ecc. ecc., uomini al servizio
della Confindustria e dei grandi monopoli Fiat, Falek, ecc., insediatisi alla Breda.
Preoccupati solamente di trovare la via migliore per aumentare i loro profitti, sul sudore e sul sangue dei lavoratori, sono tanto ciechi da non rendersi conto della realtà in cui vivono, fino al punto di credere che i lavoratori siano così ingenui da dimenticare la loro dignità proletaria Essi si illudono. Noi sappiamo molto bene .che l'unico modo per ottenere il rientro di « Colombino » in fabbrica è quello di intensificare la lotta, che sempre ha un peso preponderante prima e durante le trattative.
Circa il rientro del Presidente della nostra C.I. sappiamo che dipende da noi; non siamo degli ingenui e non ci facciamo soverchie illusioni, indipendentemente dal risultato; per noi l'importante è di impedire questi soprusi, intaccando sensibilbente i profitti dei padroni con la lotta e denunciando a tutta l'opinione pubblica il loro operato.
Dobbiamo creare una situazione tale per cui quando si tratterà di colui,— coi soprusi un membro della C.I. o i lavoratori, dovranno pensarci e ripensarci almeno venti volte e infine rinunciare alla nefasta impresa.
Non servono neppure gli allettamenti e le offerte di somme considerevoli ai membri di C.I. e ai dirigenti sindacali o politici dei lavoratori. A « Colombino » hanno offerto, indirettamente, 18 mesi di paga purchè se ne andasse in silenzio; così pure un fatto analogo è avvenuto in questi giorni alla fabbrica Innocenti di Milano, ove si sono offerti sino a 10 milioni di lire a un dirigente comunista purchè se ne andasse. In tutti e due i casi hanno avuto una amara delusione. La coscienza, la di(continuo in quarta pagina)
NOTIZIARIO
UtIVE51100111FORIAZIONESULLASCIENZA e la tecnica sovietica
Grande risonanza va assumendo Convegno d' informazione sulla
negli ambienti scientifici, tecnici e professionali, la preparazione del la tecnica sovietica, curato "- o di documentazione della dal Cent, ica e scientifica sovietistampa te lano, con la colca con sede ciazione italialaborazione dell'Ass 'turali con na per i rapporti c I'U.R.S.S.
Le 'relazioni che saranno svo daranno un'idea chiara del lavoro che viene svolto per la formazione dei quadri tecnici e scientifici, sulla organizzazione scolastica e degli ultimi orientamenti della scienza e della tecnica sovietica.
Numerose categorie di cittadini vengono interessati da questo convegno: dai professori agli studenti delle scuole professionali, dagli scienzati ai tecnici, dal dirigente d'azienda all'operaio specializzato.
Il convegno si terrà sabato 29 dalle ore 15,30 alle 19,30 per riprendere domenica 30 gennaio alle ore 9 chiudendosi verso le 12,30 presso il Museo Leonardesco della scienza e della tecnica, in via San Vittore 17, a Milano.
Saranno svolte le seguenti relazioni:
Prof. Ettore Pancini, dell'Università di Genova: « Orientamenti della ricerca scientifica .;
Prof. Carlo Mussa, dell'Istituto Ferraris di Torino: « Orientamenti della ricerca tecnica » ;
Prof. Cesare Musatti, dell'Università di Milano: « La formazione dei
DALLA sezione iu
La volontà espressa col voto per le elezioni della Commissione Interna dai lavoratori della Quarta Sezione Breda, per il rispetto delle libertà sindacali e democratiche e per migliori condizioni di vita nella fabbrica, è stata formulata dalla nuova C.I. eletta, invitando la Direzione ad esaminare alcune questioni che da troppo tempo atendono una giusta soluzione.
La C.I. ha infatti chiesto di esaminare i seguenti problemi:
funzionalità della C.I. in base all'accordo 8-5-1953; chiarificazione in merito allo scatto ferie;
eiìaminare la situazione degli operai declastasi; indumenti di lavoro;
diminuziore paga e sistemazione cperai del laminatolo.
II nostro giornale < Lotta della Breda ., si augura che la Direzione non voglia inasprire la situazione nella fabbrica, con una prova di comprensione verso i lavoratori, ed appoggia tutte le azioni che i lavoratori riterranno opportune prendere se non avranno soddisfazioni in merito.
quadri della scienza e tecnica nella scuola sovietica ». Saranno svolte anche le seguenti comunicazioni:
Ing. Musco: « L'insegnamento tecnico al servizio della produzione »;
Prof, Giulio Cortini, dell'Università di Roma: « Applicazione pacifica dell'energia nucleare » ; Ing. F. Di Pasquantonio: • Produzione e trasporto a distanza dell'energia elettrica»;
Ing. Tullio Berrini: « Attività del entro di documentazione della mpa tecnica e scientifica sovietic st »; nco Simonini: « La televisioIng. F tica ».
NOT TECNI
In questi giorni verranno e gnati alle Ferrovie dello St locomotori di manovr Prima Sezione.
1 -I- 1 = 3 E E )nsedue alla
Maria ritornava a casa dopo aver fatto la spesa. Reggeva con la sinistra le maglie sdruscite di una borsa di paglia e con la destra si stringeva addosso il cappottino reso lucido dal tempo, fatto di lana di guerra, per ripararsi dal freddo. Cominciava a far buio e presto sarebbe ritornato dall'officina il suo uomo per la cena. A dire il vero nella borsa non c'era molto: la bottiglia del latte piena a metà, un po' di verdura, due uova e del pane.
Maria rifletteva: « Con tutto che si fa economia si riesce a portare a casa un pezzetto di manzo ogni morte di vescovo... Beh! Però è già una fortuna; c'è tanta gente oggi che non ha lavoro; in fondo Carlo porta a casa la sua quindicina, ma c'è così poco nella busta... già, e poi quella trattenuta sull'affitto è proprio una sconcezza! ».
si incontrò con l'Argietta; si era e i genitori, in due stanze. Anche il sposata da poco e viveva col marito suo uomo lavorava con il suo Carlo alla ferriera, lui e Carlo... anche contro i tedeschi nel '44. Maria sentì più che vedere, che al buio rAnnetta piangeva. « Che hai » disse.
« Li hanno portati via a mezzogiorno, sono venuti con la camionetta; ne hanno presi quattro, i primi che capitavano; c'erano anche i nostri due. Attaccavano i manifestini contro quella legge del Parlamento, quella delle elezioni ».
« E adesso? ».
La concezione cost delle più moderne. E con due assi portanti e motrici, legati da bielle, motore a nafta a cilindri, giunto idrodinamico e can bio di velocità semi-automatico.
Questi locomotori dovrebbero sostituire le vecchie locomotive di manovra in dotazione alle Ferrovie dello Stato.
Le prove di collaudo hanno dato buoni risultati, i lavoratori e i tecnici sperano che così sarà anche in esercizio. Speriamo che la capacità lavorativa dimostrata dai lavoratori della Prima Sezione venga ricompensata con l'assegnazione di altri locomotori e di altre com.-lesse.
Continuava a camminare verso casa e il pensiero correva ancora lontano: < La casa però, intanto, l'abbiamo e non si spende neanche tanto di pigione in confronto alle case di nuova costruzione... No, è una vergogna! Sono anni e anni che tutti i nostri uomini del quartiere lavorano per il padrone: lui paga il salario e poi gliene riporta via una parte con la storia degli affitti. Chissà quante volte si è ripagato il costo di quelle tane che -abitiamo! Però non è giusto dire così; in fondo il padrone, anche l'anno scorso, a Natale, ci ha fatto consegnare un pacco di roba buona. Si, ma ricordo, è venuto un guardiano a portarlo e ha detto: "Gottini, eccoti un bel pacco. Però la Direzione ti fa sapere che devi toglierti i grilli dalla testa; se ti metti in un altro sciopero no guai!" ».
ra arrivata, un po' case dell'abitato: re di non scio « Si fa pre- prm rare! ». Qua- sto a si senza e si era infilata nel portone e aveva cominciato a salire le scale consumate dagli anni. Si appoggiava alla ringhiera — se l'era strappato due volte quel cappottino, impigliato in quei chiodi rugginosi — e procedeva, ansando più forte, a fatica. Sul pianerottolo
LA SENTINELLA DELL'OCCIDENTE
(Il Corriere d'Informazione di venerdì 31 dicembre u. s. ha scritto. « La Francia ha posto la Germania a sentinella del<Occidente »).
« Adesso non si sa più niente. In fabbrica, dicono, è tutto il giorno che ci sono i guardiani in subbuglio; strappano un manifestino e dopo mezz'ora ne ritrovano due. Sono sempre quelli: "Uno più uno tre". Nel reparto hanno scioperato tutto il pomeriggio! ».
« Calmati, vieni dentro, qui prendi freddo ». Maria se la trascinò in casa, accese una lampadina appesa ad un filo grigio di polvere. Mise una pentolina d'acqua surgas. « Vai alla credenza — disse Maria, — c'è un sacchetto con della farina ». Ebbe la farina, la rovesciò d'un colpo nell'acqua e cominciò a rimestare; la farina si sciolse, cominciò a condensarsi in una pasta che sembrava semolino.
« Sai — disse Maria, — l'avevo presa per fare una torta domenica ». continuò a-rimestare; la pasta si fece più dura, troppo dura; allora si ricordò della borsa della spesa abbandonata sul tavolo; ci frugò dea tro con rabbia, prese la bottiglia del latte appò il coperchio coi denti. v atte nella pentola borbotttaccherà meglio ». Spen- raò il nd -ò in un casset se ilgas, fr cavò la spazzo! i, poi andò nell'altra stanza. Rittítnò dopo un minuto con un involto sotto il braccio; afferrò spazzola e pasta:
« Vieni Annetta — disse prendendola per un braccio — andiamo; il mio uomo aveva lasciato a casa un pacco di manifestini per domani; attacchiamoli noi ora, li scarcereranno prima ».
E ridiscesero insieme la scala ripida e buia.
SPIGOLNTUNE
I dirigenti della Seconda Sezione devono avere una memoria molto delicata, tant'è vero che solo ora si sono decisi di mettere l'acqua calda negli spogliatoi.
Strano, perchè di solito non si dimenticano mai di niente, neanche di una misera multa a qualche operaio che sbaglia a timbrare il cartelilno.
Non si sa se attribuirlo al troppo zelo per il lavoro, o al piacere di sentire le dolci paroline che gli operai della Terza e Quarta Sezione dicono quando al mezzogiorno escono per mangiare, sta di fatto che sempre a quell'ora la strada risulta sbarrata da un lungo treno che obbliga le maestranze a fare delle acrobazie per poter passare.
Certamente è quel cervello magnetico che genera questi incagli; bisogna ripulirlo prima che gli succeda qualche cosa. lo proporrei di farlo subito.
La situazione dei giovani
alla Sezione Terza
La Redazione di • Lotta della Breda ., prendendo in esame la situazione dei giovani della Breda assunti con contratto a termine, lancia un. appello a tutte le organizzazioni sindacali, politiche e della gioventù perchè abbbiano ad incontrarsi per discutere concretamente sui problemi che oggi travagliano i giovani lavoratori della Terza Bredà, di cui noi indichiamo i più essenziali:
INTERVISTACOLOMBO
(segano alla prima pagina) degli uni e degli altri, non mancarono le minacce. Prima fui pregato di disertare la lotta e poi indicato quale eventuale responsabile del licenziamento dei 500 operai assunti a termine qualora avessi, con la mia propaganda, aiutato la vittoria della lista F.I.O.M.
Ancora una volta, malgrado i 500 assunti a termine, con quei criteri che ormai conosciamo, la C.I.S.L. ebbe solo 330 voti, la F.I.O.M. 664. La vittoria della F.I.O.M. fu una vittoria politica. Le preferenze nei miei riguardi aumentarono; malgrado questo, le commesse non furono tolte. Io penso che la Direzione e i dirigenti cislini (non tatti) se la legarono al dito, questa vittoria.
Venne poi il giornaletto, e questo fece perdere la testa. Certo che con la testa perdono anche quella piccola parte di operai che ancora credevano alla generosità dei padroni e delle promesse cisline, comprendendo che solo l'unità e la lotta permetteranno ai lavoratori di andare avanti2Sono sicuro che i lavorato i ella Terza Breda, ricorderanno chiedo di rafforzare la della C.I., l'u
a lori '.I.O.M. e ità e la solidarietà d tifesa della di• gnità e della libertà conquistate nella lotta di Liberazione.
COSTITUZIONEVIOLATA
(seguito dalla seconda pagina)
gnità e lo spirito di sacrificio dei combattenti di avanguardia dei lavoratori non si comprano con queste od altre offerte allettanti.
C'è qualche cosa che vale di più dei soldi mal guadagnati: è l'amore che nutrono non solo i dirigenti ma tutti i lavoratori per la giustizia e il progresso sociale; hanno la certezza che un domani anche nel nostro Paese saranno abbattute le catene dello sfruttamento dell' uomo sull'uomo.
Non crediate, signori dirigenti, di ottenere un grande successo alla Breda con i soprusi da una parte e il paternalismo e la corruzione dall'altra. Noi siamo coscienti che voi avete colpibto la C.I. per limitare la libertà in fabbrica, al fine di impedire e ritardare lo sganciamento delle Aziende Confindustria, l'elevamento del tenore di vita attraverso migliori contratti, la assunzione regolare dei lavoratori a contratto a termine, la definizione giusta dei cottimi, il problema del premio, ecc.
Egregi signori al servizio dei grandi monopolisti e del Governo Scelba»Saragat che vogliono instaurare alla Breda una politica di involuzione democratica (violando Costituzione, accordi, contratti, ecc.), i lavoratori, uniti con la solidarietà di altri lavoratori e cittadini, state certi che impediranno il ritorno dei modi usati da coloro che la storia ha definitivamente condannato.
I) assunzione definitiva all'interno della 'fabbrica, con conseguente regolamergazione della loro posizione nei confronti del contratto di lavoro collettivo;
esame del modo di vita all'interno della fabbrica, per quanto riguarda le tabelle di cottimo, i metodi di sfruttamento, il rispetto della dignità del giovane lavoratore; ripristino dell'apprendistato e dei passaggi dí qualifica.
Sicuri che il nostro appello verrà preso in esame da tutte le organizzazioni sindacali e giovanili, per poter dare una soluzione definitiva alla grave situazione dei giovani lavoratori a contratto a termine.
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Com'è il numero dei dipendenti? Esuberante.
L'aumento delle retribuzioni che cosa provoca?
L'inflazione, oppure il dissesto delle aziende, oppure il Che cosa è un corteo di lavoratori?
Un'incomposta manifestazione piazzaiola.
E quelli che lo hanno organizzato?
I soliti mestatori.
Che cosa mostra la foto di un lavori reato? •itore che Che ha impressi nel volto chiari s
E quella di un « notabile » che ha Che non può essere stato che un
A che cosa serve il primo ridime
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A sa delle legittimità dell'iniziativa privata.
A che cosa s i n o i ovute le alluvioni?
Alla cattiva sorte e al bieco destino.
E quelli che dicono che bisogna lottare contro le cause delle catastrofi?
Sono infami speculatori che non arretrano neanche davanti a centinaia di morti.
Perchè c'è la miseria nel Mezzogiorno?
Perchè c'è una avara terra.
Che cosa è stata la guerra in Corea?
Una favorevole congiuntura economica.
Che cosa provocano gli annunci di pace nel mondo? Inquietudine in Borsa.
LeTTeRe
In nennvone
Lo scopo di questo giornale, come periodico dei lavoratori della fabbrica è quello di far conoscere attraverso di esso i problemi, i fatti, le deficienze tecniche e organizzative del lavoro, le discriminazioni, le preferenze che avvengono all'interno della fabbrica. Tutte quelle mie, insomma, che interessano ai lavoratori, impiegati, tecnici. Perciò aspettiamo da voi di poter conoscere ed esprimere i problemi che vi assillano e cercare di dare una soluzione ad ognuno di essi. Tutti indistintamente possono scrivere a questo giornale, ma si precisa che: chi scrive è pregato di dare il suo nome e indirizzo in modo da poter essere rintracciato in caso si avesse bisogno di specificaíioni; la redazione pubblicherà il nome dello scrivente solo nel caso che le venga richiesto dallo stesso.
Per chi volesse scrivere alla Redazione: Marino Vanti, via Oslavia 18 - Sesto S. Giovanni.
Circolo Cooperativo ALBORO
Via E. Breda - Telef. 289.824
C111011111
R01100'
dal 24 al 26 Gennaio
sRaM
CONCERTO
un bellissimo film musicale a colori
Dai 3 al 6 Febbraio
Operazione
Apfelkerll
(la 'Inalarne du Rail)
Un grande film sulla Resistenza Francese
I migliori Vini e Liquori ai prezzi migliori
Direttore Resp. : MARINO VANTI
Autorizzazione Trib. di Milano il 22-12-1954 con il N. 3536
Tip.5.Bone-ViaVitt.Veneto21-SestoS:Giovanni