Lottiamo uniti per battere i padroni ANNO VI OTTOBRE 1960
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La lotta del settore La grande azione rivendicativa dei lavoratori del nostro settore è in pieno sviluppo; il grande padronato resiste an cora su posizioni d'intransigenza dimostrando chiaramente che i motivi della sua resistenza sono esclusivamente politici. La Confindustria intende inasprire la lotta contando sulla posizione assunta dai raggruppamenti monopolistici del settore controllati come alla Triplex dalla Edison, al TIBB dai monopoli svizzero-tedeschi o alFIAT la Magneti Marelli, dalla eccetera. A queste posizioni bene hanno risposto i lavoratori elettromeccanici i quali hanno coscienza dell'importanza della lotta in corso; farsi piegare al padronato vuol dire far fare un passo indietro a tutti i lavoratori e quindi non per niente abbiamo assistito al graduale accrescersi di mordente della lotta stessa. In CGE gli operai e gruppi di impiegati hanno ben compreso questo e quindi si sono impegnati perchè tutti i lavoratori della fabbrica partecipano compatti alla lotta. Sapevamo anche prima che gli npiegati erano daccordo sui otivi dello sciopero ma, il timore del padrone e, (per alcuni) il pensare che in fondo il problema veniva risolto anche per loro dagli operai; ha fatto sì che alle prime manifestazioni non furono molti gli impiegati scioperanti. L'iniziativa assunta dagli operai e da gruppi di impiegati di far capire l'errore di questa posizione ha fatto sì che nelle *ime azioni di lotta i crumiri fossero ridotti ad essere pochini, pochini. Certamente questo è uno degli elementi che facilitano la soluzione della vertenza in corso. Sarà ancora lunga la lotta? Noi pensiamo che l'intransigenza dei_ grossi papaveri sarà vinta abbastanza presto anche perchè la loro unità comincia a far crepe. Alcune aziende hanno cominciato a fare delle contropropoSte, che, sebbene insoddisfacenti; stanno a dimostrare che vi è una certa premura di arrivare alla conclusione di essa. L'importante per ora è di dare altri pesanti scossoni in modo di far recedere anche i più a duri » sia sui miglioramenti economici, sia sulla parità salariale, sia per la riduziéne dello orario di lavoro e per la con, trattazione dei cottimi e delle qualifiche. Avanti dunque lavoratori della CGE la lotta è dura, costa sacrifici ma le prospettive di una favorevole conclusione esistono appunto perchè la nostra unità nell'azione è il fattore determinante che ha incrinato il fronte padrona le e che dovrà dare soddisfazio ne alle richieste avanzate per t atti noi dalle organizzazioni sindlacali.
oce della CGE
COMPAGNIA GENERALE DI EIETTRICITA PERIODICO DEGLI IMPIEGATI E DEGLI OPERAI DELLA
II 2 Novembre si vota per la nuova C. I.
RAFFORZARE IL SINDACATO UNITARIO per il rafforzamento dell' unità operaia 11 2 novembre saremo chiamati a eleggere la nuova Commissione Interna, i componenti come nel precedente anno sono medici. I 2.024 operai voteranno per i 7 rappresentanti e i 1.021 impiegati per 4. In pratica le operazioni si svolgeranno come lo scorso anno però con circa un mese di anticipo, anticipo che come sapete determinato dalle dimissioni delle correnti C.I.S.L. U.I.L. Il motivo che ha indotto (dice la relazione della CI pubblicata prima della assemblea dei lavoratori dal notiziario della direzione) i rappresentanti delle correnti di maggioranza e prendere tale decisione è da ricercarsi unicamente nella constatata impossibilità di poter svolgere il proprio dovere nella tutela degli interessi dei lavoratori della D.B.C. Divisione questa che da pochi mesi si è staccata dalla D.B.S. prendendo sede nella lontana via Gallarate. Permettete che su questa dichiarazione di così alto interesse, in difesa dei lavoratori avanziamo seri dubbi in quanto questa operazione sorprendente è giustificata solo dall'inconsiderato uso che la maggioranza attuale della Commissione interna approfittando della situazione di fatto fa del suo potere. Sono troppe le domande che non trovano una adeguata risposta lascia perplessi chi come noi sta veramente a cuore che la classe a cui apparteniamo vada avanti nella difesa di migliori condizioni di vita. Ma non era proprio possibile in una situazione come la attuale dove i lavoratori sono impegnati in una difficile battaglia rivendicativa attendere la scadenza del mandato. Non si è considerato che le elezioni comportano un certo dispendio di forze sindacali così necessarie in questo momento? Si trattava in definitiva lasciare solo, ancora, un mese dopo i già diversi trascorsi i trasferiti di via Gallarate senza una propria C.I. Questi motivi in noi e in' molti lavoratori lasciano pensare che sotto sotto, la dichiarazione ufficiale sia un semplice puerile pretesto e che il vero motivo sia dato da una dura situazione sindacale non prevista o non condivisa e che alla proda decisiva si suoni la ritirata. Pensiamo che il tempo come sempre farà luce e guai a quei dirigenti se la nostra ipotesi sarà dai fatti confermata. Ora comunque i 3.045 lavoratori dovranno dare la preferenrenti sindacali presenteranno, la
za ai candidati che le tre corscelta di questi ultimi ha sempre dato alla FIOM la maggioranza relativa dei voti quale corrente sindacale anche se poi la composizione della C.I. veniva modificata dall'alleanza fra la CISL e la UIL unite, e pertanto l'orientamento sulle questioni di massima ha sempre risentito della loro impronta accomodante per la direzione. Noi a questa maggioranza « Direzionale » avremmo molte cose da far rilevare. La relazione annuale dimostra quanto ancora bisogna fare in materia di cottimo, di igiene, di
problemi così discussi ed Unportanti era bene che la C.I conoscesse il' parere dei lavoratori e sicuramente le cose sarebbero andate per il meglio. Questo è un lato estremamente negativo, e la consultazione è un atto democratico. La democrazia si ha non con parole forguenti atti. Consultare periodibite ma con continui e consecamente i lavoratori è il migliore dei modi per dare soluzione ai problemi, ed il dovere di ogni buon dirigente sindacale.
L' ACCORDO CON L' U. R. S. S.
Petrolio a buon mercato, lavoro per le fabbriche Due aziende pubbliche — l'ENI e la Finsider — hanno concluso un importante accordo commerciale con l'Unione Sovietica. L'accordo è di durata quadriennale e prevede uno scambio di merci per 200 milioni di dollari 125 miliardi di lire
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L'Italia riceverà dall'U.R.S.S. in quattro anni 12 milioni di tonnellate di petrolio
a prezzo più basso di quello imposto dal cartello internazionale anglo-americano. Il grezzo sarà raffinato nella raffinerie italiane di Marghera, Livorno e Bari e sarà trasportato dai porti del Mar Nero ai nostri per mezzo di petroliere italiane. Il petrolio sovietico sarà pagato con prodotti delle nostre fabbriche, il che darà lavoro ai nostri operai e ai nostri tecnici: L'A.N.I.C. di Ravenna fornirà gomma sintetica per 50 mila tonnellate. La « Nuova Pignone » di Firenze fornirà pompe e altre attrezzature per un valore di 12 miliardi di lire. La FIAT produrrà motori Diesel per 1 miliardo di lire. I cantieri dell'Adriatico forniranno motori per un miliardo e mezzo di lire. La Finsider fornirà tubi d'acciaio per oleodotti. ECCO LA STRADA GIUSTA: LA STRADA DEI RAPPORTI COMMERCIALI, DI RECIPROCO VANTAGGIO CON L'U.R.S.S. E I PAESI DEL MONDO SOCIALISTA!
sicurezza, ecc. ecc. Ma pensiamo di soffermarci su una questione di metodo e precis,pnente come sono andate le cose per zione e sullo sganciamento del l'accordo sul premio di producottimo dalla paga base. Non è nostro intendimento entrare in particolari tecnici dei due problemi, ma, semplicemente come i lavoratori in generale ne sono venuti a conoscenza. Un comunicato di radio mensa annunciava: « La maggioranza della commissione interna e la direzione hanno firmato l'accordo sul premio di produzione ». Circa un mese dopo annunciava ancora che la commissione interna aveva firmato l'accordo per lo sganciamento dei cottimi. Ma non era più giusto illustrare prima gli accordi stessi ai lavoratori? Va bene ci direte, che noi vi abbiamo eletti come nostri rappresentanti, ma noi siamo convinti che per due
Ai lavoratori il giudizio. Ci sentiamo il dovede di ringraziare tutti i componenti delCommissione Interna che sinceramente hanno operato nella difesa dei lavoratori. Invitiamo a lottare per la lista e per gli uomini che magsensibili e vicini ai problemi giormen te si sono dimoslrati della classe lavoratrice. Ai nuovi dirigenti che verranno eletti, inviamo un sincero augurio di buon lavoro. Ai lavoratori indichiamo la via dell'unità e li incitiamo a votare per i candidati della FIOM., uomini che mai li tradiranno e che porteranno sicuramente avanti con maggior vigore la lotta per creare all'lnterno della nostra fabbrica migliori condizioni di lavoro e di salario.