Lottiamo uniti per battere i padroni
La lotta del settore
La grande azione rivendicativa dei lavoratori del nostro settore è in pieno sviluppo; il grande padronato resiste ancora su posizioni d'intransigenza dimostrando chiaramente che i motivi della sua resistenza sono esclusivamente politici.
La Confindustria intende inasprire la lotta contando sulla posizione assunta dai raggruppamenti monopolistici del settore controllati come alla Triplex dalla Edison, al TIBB dai monopoli svizzero-tedeschi o alla Magneti Marelli, dalla FIAT eccetera.
A queste posizioni bene hanno risposto i lavoratori elettromeccanici i quali hanno coscienza dell'importanza della lotta in corso; farsi piegare al padronato vuol dire far fare un passo indietro a tutti i lavoratori e quindi non per niente abbiamo assistito al graduale accrescersi di mordente della lotta stessa.
In CGE gli operai e gruppi di impiegati hanno ben compreso questo e quindi si sono impegnati perchè tutti i lavoratori della fabbrica partecipano compatti alla lotta.
Sapevamo anche prima che gli npiegati erano daccordo sui otivi dello sciopero ma, il timore del padrone e, (per alcuni) il pensare che in fondo il problema veniva risolto anche per loro dagli operai; ha fatto sì che alle prime manifestazioni non furono molti gli impiegati scioperanti.
L'iniziativa assunta dagli operai e da gruppi di impiegati di far capire l'errore di questa posizione ha fatto sì che nelle *ime azioni di lotta i crumiri fossero ridotti ad essere pochini, pochini.
Certamente questo è uno degli elementi che facilitano la soluzione della vertenza in corso.
Sarà ancora lunga la lotta?
Noi pensiamo che l'intransigenza dei_ grossi papaveri sarà vinta abbastanza presto anche perchè la loro unità comincia a far crepe.
Alcune aziende hanno cominciato a fare delle contropropoSte, che, sebbene insoddisfacenti; stanno a dimostrare che vi è una certa premura di arrivare alla conclusione di essa.
L'importante per ora è di dare altri pesanti scossoni in modo di far recedere anche i più a duri » sia sui miglioramenti economici, sia sulla parità salariale, sia per la riduziéne dello orario di lavoro e per la con, trattazione dei cottimi e delle qualifiche. Avanti dunque lavoratori della CGE la lotta è dura, costa sacrifici ma le prospettive di una favorevole conclusione esistono appunto perchè la nostra unità nell'azione è il fattore determinante che ha incrinato il fronte padrona le e che dovrà dare soddisfazio ne alle richieste avanzate per t atti noi dalle organizzazioni sindlacali.
oce della CGE
II 2 Novembre si vota per la nuova C. I.
RAFFORZARE IL SINDACATO UNITARIO per il rafforzamento dell' unità operaia
11 2 novembre saremo chiamati a eleggere la nuova Commissione Interna, i componenti come nel precedente anno sono medici.
I 2.024 operai voteranno per i 7 rappresentanti e i 1.021 impiegati per 4. In pratica le operazioni si svolgeranno come lo scorso anno però con circa un mese di anticipo, anticipo che come sapete determinato dalle dimissioni delle correnti C.I.S.L. U.I.L.
Il motivo che ha indotto (dice la relazione della CI pubblicata prima della assemblea dei lavoratori dal notiziario della direzione) i rappresentanti delle correnti di maggioranza e prendere tale decisione è da ricercarsi unicamente nella constatata impossibilità di poter svolgere il proprio dovere nella tutela degli interessi dei lavoratori della D.B.C. Divisione questa che da pochi mesi si è staccata dalla D.B.S. prendendo sede nella lontana via Gallarate.
Permettete che su questa dichiarazione di così alto interesse, in difesa dei lavoratori avanziamo seri dubbi in quanto questa operazione sorprendente è giustificata solo dall'inconsiderato uso che la maggioranza attuale della Commissione interna approfittando della situazione di fatto fa del suo potere.
Sono troppe le domande che non trovano una adeguata risposta lascia perplessi chi come noi sta veramente a cuore che la classe a cui apparteniamo vada avanti nella difesa di migliori condizioni di vita. Ma non era proprio possibile in una situazione come la attuale dove i lavoratori sono impegnati in unadifficile battaglia rivendicativa attendere la scadenza del mandato.
Non si è considerato che le elezioni comportano un certo dispendio di forze sindacali così necessarie in questo momento?
Si trattava in definitiva lasciare solo, ancora, un mese dopo i già diversi trascorsi i trasferiti di via Gallarate senza una propria C.I. Questi motivi in noi e in' molti lavoratori lasciano pensare che sotto sotto, la dichiarazione ufficiale sia un semplice puerile pretesto e che il vero motivo sia dato da una dura situazione sindacale non prevista o non condivisa e che alla proda decisiva si suoni la ritirata.
Pensiamo che il tempo come sempre farà luce e guai a quei dirigenti se la nostra ipotesi sarà dai fatti confermata.
Ora comunque i 3.045 lavoratori dovranno dare la preferenrenti sindacali presenteranno, la
za ai candidati che le tre corscelta di questi ultimi ha sempre dato alla FIOM la maggioranza relativa dei voti quale corrente sindacale anche se poi la composizione della C.I. veniva modificata dall'alleanza fra la CISL e la UIL unite, e pertanto l'orientamento sulle questioni di massima ha sempre risentito della loro impronta accomodante per la direzione. Noi a questa maggioranza « Direzionale » avremmo molte cose da far rilevare. La relazione annuale dimostra quanto ancora bisogna fare in materia di cottimo, di igiene, di
problemi così discussi ed Unportanti era bene che la C.I conoscesse il' parere dei lavoratori e sicuramente le cose sarebbero andate per il meglio.
Questo è un lato estremamente negativo, e la consultazione è un atto democratico. La democrazia si ha non con parole forguenti atti. Consultare periodibite ma con continui e consecamente i lavoratori è il migliore dei modi per dare soluzione ai problemi, ed il dovere di ogni buon dirigente sindacale.
L' ACCORDO CON L' U. R. S. S.
Petrolio a buon mercato, lavoro per le fabbriche
Due aziende pubbliche — l'ENI e la Finsider — hanno concluso un importante accordo commerciale con l'Unione Sovietica. L'accordo è di durata quadriennale e prevede uno scam- bio di merci per
200 milioni di dollari
125 miliardi di lire -
L'Italia riceverà dall'U.R.S.S. in quattro anni
12 milioni di tonnellate di petrolio a prezzo più basso di quello imposto dal cartello internazionale anglo-americano. Il grezzo sarà raffinato nella raffinerie italiane di Marghera, Livorno e Bari e sarà trasportato dai porti del Mar Nero ai nostri per mezzo di petroliere italiane.
Il petrolio sovietico sarà pagato con prodotti delle nostre fabbriche, il che darà lavoro ai nostri operai e ai nostri tecnici:
L'A.N.I.C. di Ravenna fornirà gomma sintetica per 50 mi- la tonnellate.
La « Nuova Pignone » di Firenze fornirà pompe e altre attrezzature per un valore di 12 miliardi di lire.
La FIAT produrrà motori Diesel per 1 miliardo di lire.
I cantieri dell'Adriatico forniranno motori per un miliardo e mezzo di lire.
La Finsider fornirà tubi d'acciaio per oleodotti.
ECCO LA STRADA GIUSTA: LA STRADA DEI RAPPORTI COMMERCIALI, DI RECIPROCO VANTAGGIO CON L'U.R.S.S. E I PAESI DEL MONDO SOCIALISTA!
sicurezza, ecc. ecc. Ma pensiamo di soffermarci su una questione di metodo e precis,pnente come sono andate le cose per zione e sullo sganciamento del l'accordo sul premio di producottimo dalla paga base. Non è nostro intendimento entrare in particolari tecnici dei due problemi, ma, semplicemente come i lavoratori in generale ne sono venuti a conoscenza. Un comunicato di radio mensa annunciava: « La maggioranza della commissione interna e la direzione hanno firmato l'accordo sul premio di produzione ». Circa un mese dopo annunciava ancora che la commissione interna aveva firmato l'accordo per lo sganciamento dei cottimi.
Ma non era più giusto illustrare prima gli accordi stessi ai lavoratori? Va bene ci direte, che noi vi abbiamo eletti come nostri rappresentanti, ma noi siamo convinti che per due
Ai lavoratori il giudizio.
Ci sentiamo il dovede di ringraziare tutti i componenti delCommissione Interna che sinceramente hanno operato nella difesa dei lavoratori.
Invitiamo a lottare per la lista e per gli uomini che magsensibili e vicini ai problemi giormen te si sono dimoslrati della classe lavoratrice.
Ai nuovi dirigenti che verranno eletti, inviamo un sincero augurio di buon lavoro.
Ai lavoratori indichiamo la via dell'unità e li incitiamo a votare per i candidati della FIOM., uomini che mai li tradiranno e che porteranno sicuramente avanti con maggior vigore la lotta per creare all'lnterno della nostra fabbrica migliori condizioni di lavoro e di salario.
ANNO VI OTTOBRE 1960 L. 10 L A COPIA
PERIODICO DEGLI IMPIEGATI E DEGLI OPERAI DELLACOMPAGNIA GENERALE DI EIETTRICITA
Intervista con alter Salvadori candidato al Consiglio Comunale di Milano
—Abbiamo voluto approfittare del fatto che un lavoratore della C.G.E. è candidato per l'elezione del consiglio comunale per rivolgergli -alcune domande sulla passata amministrazione e sui problemi che sono di interesse più immediato per i lavoratori.
Domanda: L'amministrazione comunale D.C. P.S.D.I. è stata una amministrazione che ha tenuto in considerazione l'interesse dei cittadini?
Risposta: Credo che sia troppo facile rispondere a questa domanda per il semplice fatto che è noto a tutti l'impegno assunto dal Sindaco Ferrari e dalla Giunta per difendere in ogni caso i privilegi dei gruppi monopolistici vedi per esempio il p blema del latte, del gas, del mercato frutta e verdura, delle aree fabbricabili, ecc.
D.: Secondo te, quali sono i problemi più urgenti da risolvere nell'lnteresge dei milanesi ed in particolare dei lavoratori?
R.: Non dirò certamente cosa nuova affermando che le cose più urgenti da risolvere sonò ancora i problemi della casa, della scuola, della municipalizzazione dei servizi più indispensabili come il gas, la luce, i trasporti.
Per quanto riguarda la costruzione delle case penso che bastino pochi dati per far risaltare la politica della giunta Ferrari. Il comune di Milano ha costruito nel 1956 - 3.548 locali; nel 1957 - 1.875 locali; nel 1958698 locali.
Ha poi acquistato dal mercato privato 4. 327 locali per sistemare le famiglie che sono state sfrattate per realizzare il piano regolatore.
Se consideriamo che il fabbisogno annuo per Milano è di circa 30.000 nuovi alloggi, ripeto alloggi non locali, è chiaro che il comune in quattro anni non ha realizzato neanche un decimo del fabbisogno di un anno.
Nello stesso tempo però a Milano è stato permesso ai grandi proprietari immobiliari uno scandaloso guadagno sulle aree fabbricarmi.
D.: Molte lavoratrici milanesi debbono fare grandi sacrifici per sistemare i loro bambini mentre loro si recano al lavoro, ti risulta che questo problema sia in la di soluzione?
R.: Penso sia facilmente con statabile come la carenza di asili materni nella nostra città è impressionante; si è fatto qualche cosa ma così inadeguato ai bisogni reali 'della città che credo opportuno segnalare alèuni casi che servono indicare quanto vi è da fare: all'asilo di via Crivelli vi sono 4 aule che dspitano 150 bambini ed a loro disposizione per il pisolino pomeridiano vi sono 17 (diciassette) brandine.
La scuola materna di Lambrate è costretta a rifiutare i bambini perchè non c'è più posto. I piccoli di ,Lambrate sono stati dall'Assessorato assegnati all'asilo dell'Ortica... stupidaggini,
quei genitori coi loro bambini debbono fare solo qualche chilometro in più, a piedi.
Non tutte le zone fortunatamente sono così mal messe ma ‘è certo che troppo poco si è fatto sino ad oggi.
D.: Del problema dei trasuorti che ci puoi dire? Si parla molto della Metropolitana come il toccasana della situazione, quali sono le- prospettive?
R.: Un'amministrazione comunale presieduta dal sindaco Ferrari ed appoggiata dai democri-_ stiani, dai liberali e dalle destre potrebbe dar' luogo ad un ulteriore aumento delle tariffe tranviarie. Se una Giunta Ferrari potesse ripetersi, questa ipotesi sarebbe meno inverosimile di quanto si possa immaginare e diventerebbe una prospettiva minacciosa per gli utenti del tram e dei pubblici trasporti qualora le elezioni del 6 novembre, non mutassero la fisionomia politica rispetto alla situazione precedente. Su che base si può formulare questa ipo: tesi? 'E' presto detto. Nel programma della Democrazia cristiana si parla ripetutamente di esigenze della produttività, di adeguamento dei costi, ecc. Si tratta, esattamente, degli stessi argomenti con i quali nel 1956-57 si arrivò ad aumentare le tariffe dei trasporti pubblici.
Questa impostazione, sia detto 'subito, corrisponde in pieno alle aspettative dei liberali, cioè della Confindustria, e corrisponde all'assurda impostazione per cui, se il Comune è in passivo per realizzare servizi pubblici che siano utili ai fini dell'incremento di valore delle aree fabbricabili, i lebrali e i loro amici approvano questa politica, opponendosi naturalmente ad ogni
imposizione fiscale sui redditi delle aree stesse. Ma se il Comune destina una parte di quelle entrate comunali per venirt incontro agli interessi dei meno abbienti (che sono poi le categorie che si servono di trasporti pubblici) allora i discorsi dei liberali diventano requisitorie. e i pareggi aziendali diventano necessità supreme alle quali pare dipendere la salvezza della Patria.
La realtà è, come abbiamo ripetutamente pubblicato, •ben diversa. L'impostazioné della politica comunale deve trasformare i servizi pubblici i elementi di giustizia e di positivo intervento sociale. Questa impostazione, corrisponde per esempio agli orientamenti ripetutamente espressi dalle ACLI e dalla CISL e regolarmente trascurati dalla Democrazia cristiana. In un convegno sindacale, ad esempio, ebbe luogo all'Università Cattolica un animato dibattito cui parteciparono il prof. Orio Giacchi, esponenti sindacali cislini ecc. La tesi prevalsa — sostenuta dai dirigenti dei sindacati cattolici — in maniera estremamente netta, fu quella dell'esigenza di una. politica sociale delle aziende Rubi bliche. Del resto — aggiungiamo noi — non si vede perchè, se non facessero una politica sociale, dovrebbero esistere le aziende pubbliche.
Un altro e grave problema, sul quale il riserbo della D.C. è clamoroso è quello ell'esigenza dell'unicità della gestione dei trasporti. Che cosa può significare un'unica gestione !della M.M. e dell'Azienda tranviaria? Prima di tutto che la A.T.M., facendo corpo unico con la Me-
tropolitana, non dovrebbe essere esposta alle ripetute proposte di aumento del prezzo dei biglietti. Infatti, con l'entrata in funzione della linea numero 1 della Metropolitana, le linee più attive della Azienda tranviaria, verrebbero immediatamente declassate.
Che cosa significherebbe questo? Potrebbe accadere che, seguendo la linea dei liberali, ripetutamente adottata dalla Giunta, il prezzo di un, biglietto tranviario diverrebbe proibitivo. Inoltre, e non ultimo problema, esiste la questione del coordinamento: linee tramviarie e linee M.M. devono integrarsi vicendevolmente. L'esperienza insegna che questo risultato 'non può venire raggiunto da organismi, in qualche modo in concorrenza, ed a spese della cittadinanza. E, altro gravissimo problema quello dei lavoratori.
E'chiaro che il programma democristiano, sembra accogliere le tesi liberali.
Non potenziamento dei, trasporti ma il pericolo incombente di una situazione concorrenziale che potrebbe diventare il pretesto per ridurre il numero dei dipendenti dell'A.T.M. in conseguenza della riduzione della sua attività. E in proposito la D.C. sull'argomento accenna ripetutamente — nel suo programma — alle esigenze « produttive ». Come si vede siamo già al tentativo di farsi un alibi.
Il modo per combattere questa impostazione e per allontanare questo pericolo è uno solo. votare contro la D.C. cioè votare per l'unico partito che non ha mai condiviso le responsabi lità della Giunta, il Partito Comunista.
Cronache dei reparti
Dir-Lite di vivere anche per, à manovali
Sono coloro che in genere compiono lavori di pulizia e di trasporto a mano di materiali e altri simili lavori.
E' la definizione che il contratto firmato tra i sindacati e il padronato da di questi lavoratori Che sono i peggio retribuiti e Spesso non sono giustamente classificati. Lo stipendio medio di essi si aggira sulle 40.000 mensili, salario che si Può chiamare di fame.
Categoria guasta forse anche perchè è composta da poche unità, specie nelle fabbriche come la nostra, dove si richiede una mano d'opera ben qualificata, viene per niente considederata.
L'utilità di questi lavoratori non è indifferente in quanto essi servono a sopperire alle carenze che per ora anche la organizzazione mnderna non riesce ad' evitare.
Se queste considerazioni tendono solo a rivalutare la utilità
di questa categoria, ve ne sono però altre da fare di ordine sociale e contrattuale che è bene siano in particolare dalla direzione considerate.
Anche un modesto manovale ha il diritto in una società moderna di vivere, ma ciò è possibile con 40.000 mensili?
Più che vivere si può solo vegetare.
Forse queste parole tese a profilo sociale non servono, ma far vedere la cosa solo sotto il almeno si dia a questi lavoratori ciò che a contratto loro spetta.
In CGE quanti sono i manovali comuni che fanno solo ciò che a loro compete?
In generale tutti fanno l'imbragatore e il gruista dove la gru viene da terra guidata. Inoltre la nostra fabbrica quasi nella fatalità lavora Col sistema a cottimo con una media sicuramente non inferiore al 40%, ed il manovale che è costretto ritmo perchè viene retribuito con la media del 15 % circa.
Pensiamo sia giusto che la media di cottimo sia elevata e si faccia un serio esame per i pas-
saggi a manovale specializzato. Almeno per il rispetto della norma contrattuale.
• •
Chiavistelli cercasi
Nei gabinetti dela F.M.I. e de114 bobinatura F.M.I. sembra radicata l'abitudine di letteralmente asportare i chiavistelli di chiusura delle porte dei gabinetti ragion per cui chiunque vi si reca è costretto a portarsi con sè tutta una « attrezzatura specializzata » per sopperire alla suddetta mancanza in caso contrario rischia di ricevere sul naso la porta spalancata bruscamente 'da qualcuno che avendo magari preso una purga è animato da sacrosanta premura.
MILANO PER TUTTI E NON DEI MONOPOLI
Direttore responsabile BRUNO CREMASCOLI aut. trib. Milano n. 3259 in data 31-12-1953 red. e amm. via Solari, 40 bis. porpora — 273.071
• •