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Il Corvetto1

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Periodico del quartiere Corvetto a cura del Centro Sociale Mazzini

ZONA 14

20 OTTOBRE

BILANCIO

E CONSIDERAZIONI sull'esperienza di decentramento

Dopo più di sei mesi di attività delle zone del decentramento urbano si è avvertita la necessità di fare il bilancio, sia pure per sommi capi, di questa prima fase sperimentale per trarne alcune linee di orientamento per l'azione futura. Questo esame, effettuato dal Consiglio della Zona 14, ha messo in luce alcuni degli aspetti negativi, anche gravi, che hanno informato i rapporti tra Consiglio di Zona e Amministrazione Comunale in contrasto con lo slancio e le aspettative iniziali. Il Consiglio di Zona, infatti, ha iniziato e portato avanti la propria attività, col fervore e il contributo di tutti i suoi Consiglieri, impegnandosi in una analisi, sia pure insufficiente, dei problemi attinenti alla propria giurisdizione proponendo soluzioni che tenessero conto della situazione generale della Città.

Ben 28 sono le petizioni discusse, approvate e inoltrate, in questo periodo, tramite l'Assessorato al Decentramento, all'Amministrazione Comunale: 17 di iniziativa popolare, 11 elaborate direttamente dal Consiglio.

Risultato: 3 sole risposte in cui l'Assessorato competente si limita a comunicare che i problemi in argomento non esistono o sono irrilevanti. Nasce da tutto ciò uno stato di disagio e di insoddisfazione che impegna tutti coloro che auspicano una crescente partecipazione responsabile dei cittadini alla cosa pubblica ad affrontare un esame ed una scelta in merito alle funzioni e agli obiettivi che i Consigli di Zona devono assumere per uscire dall'attuale situazione di organismi sovrapposti ad una realtà sociale politica che ancora non li ha fatti suoi, per divenire parte integrante ed effettivamente rappresentativa della realtà stessa.

E' necessario, in sintesi, decidere che il «potere» che viene persistentemente negato ai Consigli di Zona dalla Giunta municipale e da una ostile volontà politica da parite di alcuni gruppi di potere che agiscono all'interno di alcune forze politiche, debba essere conquistato dai Consigli stessi con la la ro iniziativa.

In termini generali il decentramento deve divenire un fatto reale di «potere» di base che delinei, in embrione, una struttura nuova, diversa dall'attuale, della macchina comunale, per un modo nuovo di amministrare la cosa pubblica.

Sono questi a mio parere, i problemi che debbono essere affrontati al più presto dalle forze politiche che intendono dare contenuti democratici ai Consigli di Zona, collegandoli ai fatti che interessano i cittadini, allo scopo di impedire che il decentramento scada al livello di attivismo esclusivo, e

quindi deteriore, facile preda dello strumentalismo di parte.

Un esempio pratico delle attuali contraddizioni e precarietà di rapporti tra Zona e Amministrazione Comunale ci è fornito dal problema delle Scuole Materne nella nostra Città. Lo stesso problema, contemporaneamente, ci stimola ad impostare l'attività delle Zone su un piano di responsabilità più avanzata.

Verso la metà di settembre le Zone sono state all'improvviso investite del problema dall'Assessorato al Decentramento mentre, fin dal 10 giugno, l'Assessorato all'Educazione, con circolare n. 45, diretta alle direttrici scolastiche, e per conoscenza alla Ripartizione Igiene e Sanità, alla Ripartizione Personale, alla Ripartizione Economato e alla Civica Ragioneria aveva dettato alcune norme per la ammissione degli alunni promuovendo l'istituzione di commissioni per ogni scuola: la circolare ha completamente ignorato i Consigli di Zona.

In una situazione come quella di Milano, in cui un alunno su due aveva la possibilità di essere accolto nelle scuole materne comunali, situazione dovuta anche all'insufficiente impegno dell'Amministrazione Comunale e non certo a manchevolezza dei Consigli di Zona (di recente istituzione), il Consiglio della Zona 14 ha deciso di reagire assumendo sempre più la funzione di protagonista nella vita cittadina. Nel giro di pochi giorni il Consiglio di Zona 14 ha deciso di intervenire sia per ricercare, nei limiti del possibile, locali idonei ,per la sistemazione degli alunni esclusi dalla assegnazione dei posti già esistenti, quale soluzione provvisoria che tiene conto delle immediate e legittime esigenze di molte famiglie, sia istituendo una sottocommissione della Commissione Scuola e Cultura con compiti permanenti di studio e di proposte organiche per tutto ciò che riguarda le scuole materne.

I componenti la sottocommissione, inoltre, sono stati delegati a rappresentare il Consiglio di Zona nelle commissioni di ogni singola scuola materna della Zona.

Attualmente, il Consiglio di Zona, con il valido contributo della Va Commissione, ha già reperito i locali necessari a coprire, provvisoriamente, il fabbisogno della propria giurisdizione e li ha subito segnalati, per i provvedimenti del caso; all'Assessorato al Decentramento.

Il Consiglio di Zona 14, pur non intendendo assumersi la corresponsabilità delle carenze altrui e dissentendo con il metodo con cui l'Assessorato all'Educazione intendeva costituire le com-

missioni nelle scuole materne, scavalcando e ignorando la funzione dei Consigli di Zona, intende assumersi il compito e la responsabilità di iniziative e proposte intese a risolvere, in prospettiva, il problema delle scuole materne per contribuire alla formazione di un piano di sviluppo poliennale alla cui realizzazione si impegnino l'Amministrazione Comunale e le forze politiche democratiche decise a sottoscriverlo.

Il Consiglio di Zona 14, inoltre, si pone un compito di stimolo e di controllo affinché, in futuro, alle eventuali promesse seguano i fatti e ciò col consenso e il contributo critico dei cittadini ai quali, fin d'ora, il Consiglio di Zona chiede la più ampia ed attiva partecipazione.

Ai fini di una sempre più ampia discussione sui contenuti democratici che occorre dare al decentramento ho ritenuto utile far conoscere questo esempio pratico di attività della Zona 14.

GianCarlo Mastropaolo presidente del Consiglio di Zona 14

Il Comitato di quartiere, ha ripreso la propria attività nella ricerca continua di trovare una soluzione al diaframma creatosi nel paese tra società civile e società politica.

In questo quadro e con questi scopi esso si è ricostituito dopo che molti membri di esso sono stati nominati Consiglieri della Zona.

Naturalmente nel prossimo futuro sarà necessario convocare una assemblea per riproporre la validità dell'Istituto e provvedere alla nomina del direttivo.

Il direttivo, seppure mutilato di molti membri rappresentanti una parte considerevole del quartiere, ha ritenuto opportuno iniziare ugualmente la propria attività sul tema della scuola. Infatti pur essendo presente nell'opinione pubblica di questi giorni per la impossibilità dichiarata di risolvere finanche il problema dello spazio è anche un problema di fondo e prioritario per una società che vuole definirsi civile.

In questi giorni si è denunciato e molte volte anche in modo drammatico lo stato attuale della scuola sotto il profilo delle strutture ed in particolare mettendo in evidenza la deficienza edilizia. Il fatto è grave e sentito in tutte le famiglie che si vedono interessate e coinvolte direttamente.

SCUOLA MATERNA

le proporre il problema « a monte ». Ritiene cioè che il problema deve essere visto nella sua interezza. Esaminare prima di tutto, cioè, perchè si va a scuola, quale è la funzione della scuola in una società moderna, quali i rapporti tra la famiglia, la scuola e la società.

Ebbene esaminati i problemi di fondo, la risoluzione di essi problemi comporta necessariamente la risoluzione di tutti i problemi ivi compresi quello delle strutture.

Certo il quartiere non intende risolvere problemi antichi e nazionali come questi.

Ritiene però che da un esame approfondito possono venire fuori soluzioni, sia pure parziali, inquadrate in una realtà vista nella sua interezza. Proporre, quindi, queste soluzioni, nei limiti dei poteri e delle possibilità, al Con-

siglio di Zona. Essere di pungolo e di aiuto alla Zona stessa.

Con questi intenti è stata indetta per lunedì 20 prossimo ore 21 presso il Centro Sociale Mazzini di Via Mompiani 5 una tavola rotonda aperta.

Ad essa è assicurata la presenza di un pedagogista, di un ispettore scolastico in rappresentanza del Provveditore agli Studi, di un membro dell'associazione genitori, di capi d'Istituto del quartiere, di un Sacerdote e dei rappresentanti delle maggiori correnti di pensiero (cattolica, liberale, marxista).

Tutti i cittadini possono venire ed intervenire.

La cosa comunque più importante è che questa tavola rotonda non sia fine a sè stessa. Da essa devono uscire proposte attuabili. Raffaele Jannuzzi

Corsi gratuiti di scuola media alla civica scuola serale

tenere un diploma di stenodattilografia.

Lettera aperta al Presidente del Consiglio di Zona

Egregio Ing. Mastropaolo, riteniamo fare cosa utile e gradita, portando a Sua conoscenza la posiiione di un gruppo di cittadini responsabili — i genitori facenti parte dei Comitati Scuola che volontariamente impegnano il loro tempo e le loro energie nel collaborare alla risoluzione di un delicatissimo problema della Zona, quello delle Scuole — nei confronti del Consiglio di Zona.

La nostra impressione dopo la seduta di Consiglio del 3 ottobre u.s. è stata molto amara.

Infatti, malgrado le seguenti oggettive e inoppugnabili considerazioni: il problema della carenza effettiva di posti nelle Scuole materne esiste, è documentato e non può considerarsi «soluzione» l'affannosa ricerca di aule di emergenza all'inizio di ogni anno scolastico, una volta conosciuto il numero di bambini esclusi; l'Assessore all'Educazione in data 3 ottobre ha convocato tutte le Dirigenti delle Scuole materne di Milano per pregarle di elevare il numero dei bambini da 40 a 50. Ciò allo scopo di attuare un ennesimo compromesso (non «soluzione») dovuto alla gravità del fenomeno e, probabilmete, al fine di tacitare l'opinione pubblica in vista di alcune grosse scadenze amministrative; l'aver reperito due aule nelle Scuole elementari di Via Ravenna contigue alla Scuola materna di Via Barabino — ci si perdoni il caso particolare — non costituisce «soluzione» per almeno un centinaio di famiglie costrette ad avviare ad altre Scuole materne, a mezzo di pullmann, i loro bambini salvo a rinunciare al servizio della Scuola materna; da parte Sua e del responsabile della Commissione V del Consiglio di Zona si è

Il direttivo del quartiere Corvetto senza togliere nulla alla drammaticità della situazione edilizia nella scuola, vuogiustamente insistito, all'inizio dei lavori della Commissione stessa, per individuare soluzioni vere ed «in prospettiva». «In prospettiva» appunto per evitare la facile demagogia che poteva scaturire da una protesta emotivamente caricata dall'urgenza del problema immediato; malgrado, dicevamo, le considerazioni sopra esposte ed altre ampiamente illustrate dalla stampa locale ed individuabili in tutta la loro drammaticità in seno a molte famiglie della Zona, siamo rimasti a dir poco sconcertati nel sen tir affermare, nella citata seduta del Consiglio, che «la situazione non è poi così drammatica» che «il problema è stato gonfiato come un pallone ora già sgonfio» ed altre, a nostro avviso, poco responsabili dichiarazioni a sostegno di una tesi veramente singolare: la programmata riunione del 17 ottobre delle famiglie dei bambini esclusi non s'ha da fare perchè il problema non esiste più.

l'esame delle soluzioni «in prospettiva»?

il contatto diretto con i cittadini, di cui il Consiglio di Zona, per regolamento, deve essere il promotore?

il pensiero delle famiglie della Zona che hanno il diritto di dare il loro parere sul problema della Scuola e sulle cosiddette «soluzioni» che sono state adottate?

Non è a questo punto così importante, Ing. Mastropaolo, che al termine di quella Seduta e solo dopo che il pubblico, per protesta, aveva disertato la riunione, il Consiglio ha ritenuto di tenere egualmente, sia pure dopo aver predisposto le «opportune precauzioni», la riunione del 17 ottobre.

E' invece molto preoccupante che non siate riusciti a farVi sereni interpreti, almeno in questa circostanza, delle rea-

Per interessamento del Consiglio di Zona, degli Organismi locali: Comitato di quaritere Corvetto, il giornale « Il Corvetto », le ACLI, le Parrocchie, i Circoli culturali e il Centro Sociale, il Comune ha istituto una Civica Scuola Serale presso la locale Scuola media « B. Croce » di Via Martinengo 34/6 Funzioneranno dal 1° ottobre Corsi annuali di Stenodattilografia e Corsi di preparazione agli esami di licenza media.

Detti corsi sono gratuiti salvo un modesto contributo di L. 1000 all'atto dell'iscrizione.

Certamente l'iniziativa interesserà tutti i giovani della nostra zona che raggiunti e superati i quattordici anni non sono stati in grado di avere la licenza media e quei giovani che, senza ricorrere a istituti privati assai costosi, possono gratuitamente ot-

li e concrete esigenze degli abitanti della Zona, ma di aver preferito a qualsiasi costo di politicizzare il problema dando la precedenza, almeno così ci è parso, ad impostazioni politiche che non tengono necessariamente conto dei particolari problemi dei cittadini che dovete rappresentare.

Con molta lealtà desideriamo pertanto avvertirVi che se in futuro dovessimo ancora constatare una distanza così forte tra i nostri problemi ed il modo di vederli affrontati in sede di Consiglio di Zona, saremmo costretti con rammarico, noi, genitori dei Comitati Scuola, da Voi stessi promossi, a gestire la nostra libertà di azione ed a prendere autonomamente le iniziative che riterremo più idonee a risolvere le soluzioni a livello di singola Scuola.

Ed è con vivo rammarico che siamo costretti ad affermare quanto sopra perchè crediamo fermamente nell'idea del Decentramento e non abbiamo motivi per dubitare della serietà e dell'impegno personale di ogni componente del Consiglio di Zona.

Ed a dimostrazione di questa affermazione desideriamo pregarLa di farsi interprete presso i Consiglieri della Zona 14 di questa nostra propo-

Oggi, con un mondo in continua evoluzione, non sono più sufficienti la licenza elementare, il minimo indispensabile anche per fare l'operaio è la licenza di scuola media inferiore.

Il discorso vale anche per coloro che pensano di non avere più l'età per procurarsi detta licenza. I corsi possono essere frequentati senza limite di età.

I libri di testo saranno gratuiti.

Forza giovani e meno giovani, la licenza di scuola media inferiore è ormai alla portata di mano per tutti coloro che hanno la volontà di raggiungerla in un anno o al massimo in due. Per informazioni rivolgersi alla Segreteria della Scuola o telefonare ai nn. 53.94.248 - 53.94.000.

sta di carattere più generale del problema Scuola materna, oggetto della presente lettera: — mensilmente, o con diversa periodicità se ritenuta più utile, il Consiglio di Zona potrebbe riunirsi (possibilmente in numero legale!) non per deliberare o discutere senza possibilità per il pubblico di intervenire, come da Regolamento, ma a disposizione dei cittadini per ascoltare i loro desideri, per recepire direttamente e senza alcun filtro di qualsiasi Partito politico i loro problemi reali e concreti.

Noi pensiamo che questi incontri promuoveranno in modo utile e costruttivo la partecipazione dei cittadini alla vita ed alle decisioni del Consiglio di Zona, renderanno questo più rappresentativo e più inserito nella vita del quartiere ed eviteranno molti spiacevoli malintesi, inevitabili, purtroppo, se manca la comunicazione diretta, per quanto è possibile, tra i cittadini ed i loro rappresentanti.

Siamo certi Signor Presidente, che Ella saprà apprezzare questo nostro desiderio di incontro e che vorrà cogliere da questa nostra lettera, al di là delle notazioni polemiche che non ne rappresentano certo il fine ultimo, la viva esor(continue, In pag.)

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Tavola rotonda sul problema della funzione della scuola in una società moderna

L'ASSOCIAZIONE INQUILINI E LE SUE FUNZIONI

L'Associazione Provinciale Inquilini delle Case Economiche e Popolari: APICEP, è la organizzazione Sindacale Unitaria Provinciale che organizza e difende gli inquilini delle Case Popolari, Comunali, della Gescal, ecc., nei confronti dell'Ente Amministratore, cioè l'IACP milanese.

L'APICEP è articolata in Comitati Comunali o di Zona, oppure in Comitati di Quartiere, quale, nel nostro caso, è il Comitato Inquilini Mazzini con Sede in Piazza Angilberto n. 1. Attualmente l'APICEP e le sue istanze inferiori (i Comitati di Quartiere) vivono finanziariamente con i contributi versati dagli Inquilini aderenti, tramite la tessera associativa che è fissata per il quartiere Mazzini in L. 350 annue, mentre in altri quartiere la quota associativa è di L. 500. Compiti di ordine generale

L'APICEP, come ogni organizzazione sindacale, si propone di individuare i problemi che interessano la massa degli Inquilini, studia ed elabora con le istanze inferiori e gli Inquilini le soluzioni idonee da proporre poi all'Ente interessato per addivenire ad eque ed organiche risoluzioni. Attualmente i problemi di fondo ed a carattere generale che già si sono posti o sono in via di attuazione sono i seguenti:

Riforma democratica delle leggi sulla edilizia popolare. Questa è una fondamentale richiesta che presuppone anche la unificazione dei 220 Istituti per la costruzione di Case Popolari, Economiche e Sovvenzionate che operano su scala nazionale.

Democratizzazione del Consiglio di Amministrazione dell'IACPM attraverso l'inclusione di una adeguata rappresentanza degli Inquilini, regolarmente eletta; la modifica della norma per la elezione del Presidente ecc. (la legge istitutiva dell'IACP del 1903 e

la legge modificata del 28 febbraio 1908 prevedeva che il Consiglio fosse costituito da un rappresentante degli Inquilini, e da 2 operai indicati dalla locale organizzazione sindacale dei lavoratori). Tale norma venne abrogata nel 1924.

c) Conquista dell'equo affitto. Si chiede cioè che gli affitti siano stabiliti in base ad una ragionevole percentuale in rapporto agli stipendi ed ai salari mediamente percepiti. Questa rivendicazione è giusta ed inderogabile, perchè, come si sa, nelle case amministrate e di proprietà dell'IACPM costruite dopo il 1960, si pagano degli affitti variabili tra le 400.000 e 700.000 lire per appartamenti da 3-5 locali. Sono cioè affitti simili a quelli dell'edilizia privata, notoriamente basata sulla speculazione.

Rendere di proprietà dell'IACPM le imprese addette alla Manutenzione ordinaria e straordinaria.

L'attuazione di questa rivendicazione cancellerà l'assurda pratica di dare in appalto la manutenzione delle Case di proprietà pubblica ad imprese private, mentre oggigiorno sarebbe attuabile anche la pubblicazione delle costruzioni edilizie popolari.

Il Comitato Inquilini di Quartiere e sue funzioni

Al fine di meglio individuare i compiti e le funzioni dei Comitati Inquilini, mi soffermerò alla trattazione di alcune questioni di viva attualità.

Alcuni mesi fa, l'IACPM si è finalmente deciso, sollecitato soprattutto dall'APICEP, ad iniziare l'installazione dell'impianto centrale di riscaldamento nei caseggiati nel nostro quartiere Mazzini, costruito negli anni '30. L'impresa privata, appaltatrice dei lavori, ha usato, per la necessaria foratura delle pareti, la corrente elettrica dei singoli inquilini (col beneplacito

dell'IACPM) senza però provvedere ad alcun risarcimento del costo della luce consumata.

L'intervento del Comitato Inquilini presso l'IACPM prima e presso l'impresa appaltatrice poi si è reso necessario affinchè il detto indennizzo fosse pattuito. Aggiungo che l'entità del risarcimento è esigua e non si capisce la ragione per cui l'IACP non l'abbia preventivamente considerata neppure è spiegabile la negativa reazione dell'impresa appaltatrice, alla richiesta avanzata dal Comitato Inquilini.

Ciò che anche va messo in evidenza è il malcontento degli Inquilini per la disorganica, cattiva e lenta realizzazione dei lavori, tuttora in corso, e si ha ragione di temere che l'erogazione del riscaldamento nei numerosi alloggi (occupati per la gran parte da persone anziane) non avvenga entro i termini utili e previsti.

Altro grosso problema è quello del costo dell'ammortamento relativo all'impianto di riscaldamento. Si sta organizzando l'azione per ottenere la riduzione dell'entità di detto costo che l'IACPM ha fissato nella misura di L. 700 per ogni metro quadrato di superficie dell'appartamento, per la durata di 15 anni.

In particolare si chiede la completa esenzione dell'ammortamento per quelle famiglie che risultano vivere a più basso reddito.

Le Commissioni di caseggiato la loro azione basilare per lo sviluppo dell'attività dell'Associazione È compito del Comitato Inquilini di Quartiere ricercare i necessari e permanenti collegamenti con gli Inquilini di ogni caseggiato per la conoscenza tempestiva dei problemi più urgenti, da sottoporre all'Ente interessato.

Gli attuali componenti del

1283 - Ottone Visconti, arcivescovo e signore di Milano geloso della signoria del Marchese di Monferrato, si scaglia contro moltissimi cittadini sospettati di amicizia con costui. Molti sono gli esilii, le confische, le torture e i supplizi.

1285 - Ottone Visconti rivolta ancora le armi contro i Della Torre, sostituisce il carroccio ormai superato, con un nuovo stendardo con l'immagine di S. Ambrogio e lo stemma della città.

1287 L'arcivescovo, per i suoi metodi dispotici e per i suoi atti arbitrari viene in odio a parecchie potenti famiglie. Tuttavia, venuto a conoscenza di certe voci di congiure, ordina alle sue milizie di pattugliare giorno e notte la città. Fa subire atroci tormenti ad un certo Rogerio Damiano che rivela i nomi di congiurati. Moltissime famiglie vengono perseguitate, martoriate e confiscate dei loro beni. Dopodichè, con vari maneggi fa eleggere a capitano del popolo Matteo Visconti suo nipote.

Intanto il marchese di Monferrato occupa con uno stratagemma la città di Pavia, ma è preso poi in Alessandria, per una improvvisa rivolta degli Alessandrini, viene chiuso in una gabbia di legno, dove dopo un anno e mezzo muore miseramente (1290).

Frate Bonvicino da Riva introduce per primo l'uso di suonare le campane per l'Ave Maria sia in città che nelle campagne.

1295 Muore Ottone Visconti nell'abbazia di Chiaravalle. La sua insegna portava la biscia che ha tra le fauci un fanciullo. Papa Bonifacio VIII, usurpando l'antico privilegio del popolo milanese di eleggersi il proprio arcivescovo, impone il lucchese Ruffino da Frisseto, allora arcidiacono di Reims. Il porporato muore l'anno successivo.

1299 I Pavesi con i loro alleati, entrano in Novara e Vercelli e si impadroniscono del nuovo ponte sul Ticino entrando direttamente nel territorio della repubblica milanese.

Matteo Visconti, allora riunisce il Consiglio Generale, si fa confermare signore di Milano e Capitano del popolo per altri cinque anni. Con l'aiuto di milizie di Parma, Bologna, Piacenza e Verona si spinge fin sotto le mura di Pavia e con la forza occupa Gambolò. Visto la mal parata, i pavesi concludono un trattato di pace con Milano.

In questo anno vengono coniate delle nuove monete d'argento con l'immagine di S. Ambrogio, dette « Ambrosini nuovi ».

1300 Matteo Visconti, dopo avere unito in matrimonio suo figlio Galeazzo con Beatrice d'Este di Ferrara, ordina il Consiglio Generale e lo fa acclamare Capitano del popolo con un assegno di dieci mila lire di terzoli.

Intanto, il Tribunale d'Inquisizione, che continua molto attivamente la sua opera, ordina che i resti delle spoglie di Guglielmina

Boema vengano estratti dalla tomba di Chiaravalle, bruciati e gettate le ceneri al vento.

Ordina, inoltre, che i suoi seguaci Andrea Saramita e la monaca Maifreda vengano bruciati vivi.

(4 - continua)

Comitato Inquilini di Quartiere svolgono un'intensa attività volontaristica e sono umanamente impossibilitati ad assolvere compiutamente ai diversi compiti che vengono posti dall'inquilinato.

Si rende perciò necessaria la costituzione di una Commissione, in ogni caseggiato, composta da almeno 2 o 3 persone tra le più sensibili e volonterose che facendosi portavoce dei problemi di caseggiato, assumeranno un'importante funzione collaborativa con il Comitato che sarà in grado di poter assolvere in maniera più efficace ed articolata ai suoi compiti, sia particolari che generali più sopra esposti.

Dette Commissioni favoriranno inoltre il raggiungimento di importanti obiettivi: consentiranno la rapida informazione dell'inquilinato dellazione da svolgersi in relazione ai problemi posti; svolgeranno opera di proselitismo poichè è noto che solo un'Associazione forte acquista potere di contrattazione maggiore; ed inoltre favoriranno l'instaurarsi di maggiori e diretti collegamenti fra Comitato Inquilini e inquilinato caratterizzando in tal modo l'Associazione in senso unitario e democratico.

Nel nostro Quartiere esistono, a questo momento, 3 Commissioni di caseggiato che preferiscono muoversi autonomamente, non si capisce bene per quali ragioni. Sarebbe più vantaggioso, a mio avviso, che invece dette Commissioni entrassero nell'APICEP; vi porterebbero le loro esperienze che, aggiunte a quelle dell'APICEP arricchirebbero di maggior contenuto la nostra attività.

È recente la costituzione della prima Commissione di caseggiato aderente all'APICEP che ha sede nel caseggiato di

Via Barzoni, 11/A.B.C. di proprietà comunale, ma amministrata dall'IACPM. Essa è composta dai sigg.:

BRUSAFERRO FRANCA responsabile

VERSOLI FRANCESCO consigliere

MANARESI GIOVANNI consigliere

PAROLINI ENRICO consigliere BRAMATI CARLO consigliere

In sede di riunione costitutiva ha così programmato la sua attività:

— Sollecitare il Comune di Milano e l'IACP ad eseguire alcune opere di manutenzione ordinaria, già richieste in data 22 novembre 1968.

Inoltro della richiesta di applicare all'esterno del caseggiato lungo la via Barzoni, un'inferriata simile a quella già applicata ai caseggiati di Via Barzoni ai numeri pari.

Impegno ad elaborare un regolamento per la disciplina dei rapporti per una migliore convivenza degli inquilini del caseggiato.

L'esempio riportato di attività della Commissione di caseggiato di Via Barzoni chiarisce l'utilità e la necessità che sorgano ovunque ed al più presto dette Commissioni che dovranno fungere da indispensabile canale di collegamento fra i singoli caseggiati e il Comitato Inquilini.

Giosuè Casati Presidente APICEP Corvetto

UN ISTITUTO DA QUASI UN SECOLO MEZZO A PRESIDIO DELL'ECONOMIA DELLA REGIONE E TRE MILIONI TRECENTOMILA CONTI DI DEPOSITO E LA PIÙ COMPLETA GAMMA DI OPERAZIONI E SERVIZI BANCARI

CASSA DI RISPARMIO DELLE PROVINCIE LOMBARDE

1216 L'inverno è molto rigido. Il Po si gela al punto che può essere tragittato da veicoli e da persone. Intanto, si pubblicano i primi statuti regolari della città e del territorio. Una copia è ancor oggi conservata nella Biblioteca Ambrosiana.

1218 Muore Ottone IV, re dei Romani. Da quest'anno al 1225 si hanno molte scaramucce tra milanesi e città confinanti, quali Cremona i suoi alleati. Ed altre si accendono a causa delle diatribe sorte tra il podestà di Milano e il nuovo arcivescovo Enrico. Ma le zuffe hanno fine di fronte alla minaccia d'invasione del re Federico II.

1226 I milanesi firmato un trattato di alleanza difensiva ed offensiva con Bologna, Piacenza, Verona, Brescia, Faenza, Mantova, Lodi, Bergamo, Torino, Alessandria, Vicenza, Padova e Treviso. Federico II scende in Italia e si insedia a Cremona. A suo favore si pronunciano Asti, Pavia, Genova ed altre città. Per ordine del re il vescovo Corrado d'Ildeshein scomunica tutte le città nemiche e molti vescovi, compreso Enrico, si mostrano soddisfatti dell'iniziativa del re.

1227 Si ha in Milano il Tribunale d'Inquisizione presso la basilica Eustorgiana.

1231 - La Lega si rafforza con nuovi giuramenti; mentre Ezzelino da Romano, signore di Verona, si avvicina al partito imperiale.

1233 - Il podestà Oldrado da Tresseno, per primo mette a morte col fuoco gli eretici. Un altro che si distingue per l'accanimento contro costore è frate Pietro da Verona.

Frattanto, tra i milanesi con i loro alleati e Federico II sono riprese le ostilità.

1237 Costui scende in Italia giungendo fino al fiume Oglio. Manovra le sue truppe in modo da ingannare gli alleati, attirandoli in una sacca tra il fiume e Cortenova, dove già si erano appostati gli imperiali. La lotta è sanguinosissima e, ad onta di una eroica resistenza, gli alleati sono sconfitti, il carroccio distrutto e centinaia di prigionieri vengono barbaramente condannati insieme al loro podestà Pietro Tiepolo a vari supplizi.

I resti dell'esercito alleato, dopo varie peripezie, riescono a rientrare in Milano, dove viene organizzata la resistenza contro l'imperatore che ha raggiunto e conquistato Melegnano, Landriano Bescapè.

Anche i religiosi prendono le armi e a Casorate e Rosate si accende una furiosa battaglia tra i nostri e le truppe imperiali. Stavolta, la vittoria arride ai milanesi, mentre Federico è costretto ad abbandonare la Lombardia.

1241 Comincia la moda delle insegne gentilizie e degli stemmi della nobiltà.

Il milanese Coffredo Castiglioni, vescovo della Sabina, viene eletto papa col nome di Celestino IV.

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A. P. I. C.
E. P.
RITAGLIARE LUNGO LA LINEA TRATTEGGIATA E RACCOGLIERE
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NEO CAVALIERI DI VITTORIO VENETO

Ai neo-cavalieri di Vittorio Veneto del nostro quartiere:

ANDENA Antonio

ABBA' Enrico

BARTESAGHI Carlo BIADIGO Vittorio

FRANCHIN Silvestro

FERRI Achille

FORTI Stefano

PONTIGGIA Giuseppe

RIMOLDI Nicola vanno le felicitazioni del nostro giornale e gli auguri più vivi di lunga vita.

ALLA MEMORIA DI CARLOPROTTI

Il primo agosto scorso è deceduto Carlo Protti, Cavaliere di Vittorio Veneto all'età di 84 anni. Da tempo viveva nella Casa di Riposo di via dei Cinquecento. Frequentava il nostro Centro Sociale amato e stimato dai tanti anziani del Gruppo tra i quali ha lasciato un commosso e vivo ricordo.

Nel Gruppo Anziani vi sono ancora i suoi compagni di lavoro che lo ricordano per la sua proverbiale bontà (il Protti ha lavorato per quasi 40 anni presso la Motomeccanica di via Oglio). Alla famiglia vanno le espressioni delle più sentite condoglianze del nostro giornale, e di tutti gli anziani e compagni di lavoro del Centro Sociale.

COMMEMORATI I MARTIRI DELLA RESISTENZA DEL CORVETTO

Venerdì, 12 settembre si è tenuta nel salone del centro sociale indetta dall'ANPI, la commemorazione dei primi 4 partigiani caduti 26 anni fa nel nostro rione per mano dei nazifascisti. Erano presenti alla manifestazione oltre a delegazioni provinciali dell'ANPI, rappresentanze di organizzazioni sindacali, di partiti politici ed organismi rionali. Discreta la partecipazione popolare. Alla presidenza il comandante partigiano Egidio Liberti ed il presidente Luigi Volpe. Nel breve discorso commemorativo ed introducendo il dibattito, Volpe ha ricordato il valore ed il significato del sacrificio di questi e di migliaia di altri partigiani caduti durante la lotta di liberazione.

Ha poi fatto presente come solo una piccola parte degli ideali della resistenza siano stati realizzati e come ancora oggi a quasi 25 anni dalla sconfitta del fascismo in Europa, il pericolo di ritorni a regimi autoritari sia tuttora presente ogni qualvolta un popolo cerchi di liberarsi dallo sfruttamento. Ma questa situazione europea dove Spagna, Portogallo e Grecia stanno a ricordare l'oppressione, neocolonialista ed imperialista.

Nel dibattito che seguiva tutti i rappresentanti del PCI, del PSI, della CGIL, della CSIL, del Consiglio di Zona e del Comitato di Quartiere si trovavano concordi nel rilevare la necessità di recuperare tutti i principi unitari propri della lotta di liberazione per creare le condizioni

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1244 - Scoppiano a Milano peste e carestia.

necessarie ad una svolta politica che porti ad un reale mutamento delle strutture sociali del paese. Da parte dell'ANPI venivano formulate delle proposte tese ad aumentare e rinvigorire il ruolo unificatore che è proprio dell'organizzazione stessa. Si sollecitava inoltre un contributo diretto dell'ANPI negli organismi unitari già esistenti in particolare nei rioni.

Al termine della manifestazione una delegazione, con il labaro e numerose bandiere dell'associazione provinciale, si recava a deporre una corona alla cappelletta di via S. Dionigi che sorge sul luogo del sacrificio dei 4 partigiani morti per la libertà.

CACCIA Al TOPO

Un caseggiato della vicina Via Cinquecento è in stato di allarme.

Orde di topi spadroneggiano ovunque, seminando il panico e destando ribrezzo negli inquilini.

Questa scena, degna di un libro del terrore, è descritta in un articolo apparso su un numero del Corriere d'Informazione dello scorso mese di agosto.

Ma quanto c'è di vero in tutto questo?

Per soddisfare la mia curiosità, mi sono rivolto ad alcuni abitanti della zona e di quella casa, in particolare. Ho ritenuto anche opportuno effettuare un sopralluogo per sincerarmi sullo stato reale delle cose.

Qualcuno ricorderà la grossa grata — illustrata nella fotografia a corredo dell'articolo — dietro la quale un bambino predisponeva alcune trappole per topi.

Ebbene, quella grata, effettivamente, esiste. Non è una messa in scena, è stata collocata da un inquilino, che abita al pianterreno, con l'intendimento di sbarrare la strada d'ingresso della sua abitazione agli sgraditi roditori.

Dunque, i topi hanno fatto realmente la loro comparsa. Scacciati dalle tane, sconvolte dai lavori d'interramento delle tubazioni del nuovo impianto di riscaldamento, si sono riversati allo scoperto, cercando rifugio nelle vicine abitazioni dell'uomo.

Quest'esodo, per fortuna, non ha raggiunto aspetti così imponenti e drammatici come riferito in quell'articolo, ma ha ugualmente destato notevole impressione nella popolazione. Risulta infatti che i topi « avvistati » non siano stati poi molti; anzi, sembra proprio che furono pochini e pure di dimensioni ridotte.

Tuttavia, la caccia che ne è seguita ha assunto le proporzioni di una vera e propria caccia grossa. Si sono usati tutti i mezzi a disposizione: dalle trappole ai veleni.

Perfino i bambini, nel limite delle loro possibilità, ma soprattutto col gran divertimento dettato dalla novità del gioco, si sono prestati all'opera comune.

La lotta intrapresa è stata coronata dal successo, grazie anche all'aiuto offerto dal Servizio Derattizzazione, disposto dall'I ACPM, frequentemente interpellato.

La caccia al topo si è così conclusa; l'avventura è terminata.

Anche se il pericolo è stato allontanato, resta comunque la preoccupazione che un domani i topi possano rifarsi vivi. Per intanto, ognuno è ritornato alle proprie occupazioni quotidiane, memore dell'insolita esperienza. Per i bambini, invece, la questione è diversa. Si tratta di trovare un altro gioco, divertente come il precedente. Ma, si sa, con la loro fantasia non tarderanno a trovarlo.

LA SEGRETERIA DEL CONSIGLIO DI ZONA E' APERTA TUTTI I GIORNI DALLE ORE 8,15 ALLE 12,30 E DALLE 14,45 ALLE 18,30. IL SABATO E LA DOMENICA RIMANE CHIUSA.

1245 - Il nuovo papa Innocenzo IV, nel concilio di Lione, depone dall'impero Federico II. A nuovo re dei romani viene eletto Enrico langravio di Turingia, al quale i milanesi inviano ambasciatori promettendo assistenza.

Federico, volendo vendicarsi dei milanesi, invia il figlio Enzo verso il loro territorio. Costui è catturato dalle forze di Porta Comasina e di Porta Orientale, guidate da Simone da Locarno. Enzo viene poi rimesso in libertà con l'impegno di non mettere più piede sul territorio milanese.

1252 - Il tristemente famoso frate Pietro, inquisitore, viene ucciso presso Farga (ora S. Pietro Martire).

1253 - Si accendono nuovi scontri tra il popolo e i nobili che culminano quattro anni dopo in un conflitto, in seguito al quale i nobili vengono cacciati dalla città.

In un primo tempo si perviene ad un atto detto « Pace di S. Ambrogio », poi l'odio e le ambizioni tra i partiti mandano a vuoto tale atto rinvigorendo le lotte.

1259 - I nobili marciano contro Milano, aiutati dall'esercito di Ezzelino da Romano.

Martino della Torre organizza ed approvvigiona le sue truppe ed esce incontro al nemico. Lo scontro tra le opposte forze avviene sulla strada tra Cassano e Bergamo. Ezzelino è ferito a morte con un colpo di scure alla testa e dopo pochi giorni muore. Il suo corpo viene sepolto sotto il portico del Palazzo pubblico a Soncino.

1261 - Ottone Visconti è nominato arcivescovo di Milano. Da lui incomincia la fortuna della sua famiglia.

1262 - Martino della Torre non vuole ammettere l'arcivescovo Ottone nella città e ne confisca i beni. Questo atto provoca l'interdetto di papa Urbano IV.

1263 - Il podestà Zavatario Strada fa innalzare in Cordusio una campana, detta « Zavataria » che veniva suonata a mezzogiorno. Muore Martino della Torre, che viene sepolto nell'Abbazia di Chiaravalle ove tuttora se ne vede l'epigrafe.

1264 - Per togliere l'abuso del vino, il Magistrato del Comune pubblica un editto con cui si vieta ai bettolieri, tavernieri ed osti di vendere vino fuori dalle due ore del pranzo e della cena, al suono della « Zavatara ».

1266 - Cominciano a comparire soldati per mestiere.

1269 - I milanesi con tutte le città lombarde giurano fedeltà a Carlo D'Angiò, re di Francia, e lo accettano come signore.

1271 - Napo della Torre ordina la livellazione delle principali vie di Milano e il loro selciato.

Tale operazione inizia alle Porte Nuova e Orientale. Ordina, inoltre, l'applicazione di una imposta di dieci soldi e cinque denari per

CHIUSA LA MENSA ECA DI VIA CALABIANA

Interminabili code sulle autostrade d'Italia si formano ed ognuno pensa al dolce periodo di vacanza che dovrà trascorrere. Ma la vita della città continua con tutta la gamma dei suoi avvenimenti, e non fanno difetto neppure decisioni e ordinanze della civica amministrazione. Una di queste ha colpito i più umili, coloro che vivono di assistenza. Parliamo della chiusura della mensa ECA di via Calabiana, chiusura avvenuta nello scorso mese di agosto, proprio nel momento in cui, nel pieno delle ferie, sono ve-

PICCOLA PUBBLICITÀ

Cambierei un locale in via Mompiani l con tre nella zona Mazzini. Per informazioni o eventuali segnalazioni rivolgersi all'Associazione Inquilini, Piazza Anptibcrto 1.

Ccdezionista acquista monete di ogni tipo, epoca e quantità. Telefonare 56.55.44.

I redattori de « Il Corvetto» sono a disposizione di tutti gli abitanti del quartiere per segnalazioni, suggerimenti e critiche ogni Venerdì dalle ore 21 alle ore 23. I lettori potranno anche farci giungere le loro impressioni a mezzo posta inviandole a « Il Corvetto », Via Mompiani 5 Milano, oppure telefonicamente al n. 533.678.

Gli Assistenti Sociali del Centro Sociale Mazzini ricevono il pubblico ogni mercoledì dalle ore 14,30 alle ore 19.

nuce a mancare quelle attività di tipo terziario che di norma sono fonte unica di modesti proventi per quegli abituali frequentatori dei:- stessa mensa.

Tale chiusura è avvenuta tra l'indifferenza della cittadinanza. Tanto è opinione comune che i poveri riescono sempre a superare i periodi critici: essi hanno la forza della sopravvivenza. Questo è anche ciò che probabilmente pensano coloro che hanno ordinato di chiudere la mensa di via Calabiana e magari dopo quest'ordine hanno raggiunto lo agognato luogo di villeggiatura per trascorrere il meritato riposo e la serenità dell'animo.

Questi signori, però, non sanno che vi sono ancora cittadini che la pensano diversamente sul problema e, attenti agli avvenimenti della città, non accettano queste ipocrisie, questo menefreghismo verso il prossimo. Pertanto, chiedono ai ben zelanti funzionari di riflettere di più su decisioni da prendere pensando un poco anche alle conseguenze che ne possono derivare.

Di fame al mondo ce n'è già troppa. Cerchiamo, amministratori ed amministrati, di fare in modo che almeno nella nostra città del benessere (!?) ve ne sia sempre meno.

V. ~gene

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ogni cento lire di valore sugli immobili, anche per quelli ecclesiastici. Vengono delegati due frati e due laici a regolare l'uso privato e pubblico delle acque del Naviglio e della Vetabbia (la roggia del Corvetto), con facoltà di esigere le tasse inerenti al godimento delle medesime.

1272 - In questo periodo si hanno atti riguardanti la gabella del sale e leggi rigorosissime contro i ladri, ai quali il podestà per il primo furto doveva far cavare un occhio, per il secondo, tagliare il naso e per il terzo impiccare.

Il Consiglio della Repubblica milanese era formato da 800 membri, di cui il podestà ne sceglieva due per Porta, i quali dovevano formare una commissione che a sua volta eleggeva 400 membri tra capitani e valvassori e altri 400 membri tra le società della Motta e della Credenza. Il 3 maggio Milano ossequia Tebaldo Visconti, eletto papa col nome di Gregorio X.

Costui, il 7 ottobre entra in Milano da Porta Romana.

1276 - I nobili cacciati dalla città a furor di popolo si stringono intorno a Ottone Visconti, incitandolo alla conquista di Milano e della sede arcivescovile. Costui raduna uomini armati presso Novara muovendo poi contro i milanesi. In un primo tempo la battaglia pare volgere a favore dei nobili, ma poi le milizie milanesi operano uno sforzo che consente loro la vittoria.

E' da notare come in questo periodo gli anziani delle parrocchie fossero incaricati di agire giudizialmente nei confronti dei cittadini in materia economica.

1277 - Le milizie milanesi nella notte del 22 gennaio vengono circondate c Juiptese presso Desto, da Ottone Visconti, che stavolta riporta una completa vittoria.

Napo della Torre, con il figlio Mosca, i suoi fratelli Francesco e Carnevario, e i suoi nipoti Errico e Lombardo sono fatti prigionieri e, chiusi in tre gabbie di travi, gettati nelle segrete del castello Baradello.

Il popolo milanese che stava per inviare dei soccorsi a Napo, cambia parere e, chiuse le porte della città, saccheggia le case dei Della Torre e manda messi ad Ottone, invitandolo a prendere possesso della città. Costui non si fa tanto pregare ed entra a Milano in trionfo, fra le acclamazioni di coloro che qualche anno prima avevano cacciato dalla stessa i nobili suoi seguaci. Ottone rinnova tutti i dirigenti della città, ponendo nei posti chiave i membri di famiglie, di sua fiducia, prima cacciate a furor di popolo.

Un altro frate, accanito persecutore ed inquisitore viene trucidato nei pressi di Sondrio, costui è frate Pagano da Lecco.

In questi anni le milizie milanesi si scontrarono più volte con quelle dei Della Torre, che trovano a Lodi ospitalità e largo appoggio.

1282 - A Milano muore Guglielmina Boema, accusata di eresia e tumulata pomposamente a Chiaravalle, dove ancora oggi esiste la tomba.

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