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Giugno/82
Bollettino del Consiglio di fabbrica della Breda Siderurgica
Contributo del C.d.F. della Breda Siderurgica al Convegno delle PP.SS. Lombarde
Questo intervento scritto dal C.d.F. della Breda Siderurgica vuole essere un ulteriore contributo alla ,,,discussione ed alla definizione di un Piano per la Siderurgia Pubblica — comparto acciai speciali — lein relazione a quanto previsto dal Piano Finsider ed agli impegni non ancora manteunti da parte del Ministero delle PP.SS. sul caso specifico dello Stabilimento di Sesto San Giovanni, assunti in prima persona dal Ministro negli incontri avvenuti nel novembre 1981 all'assemblea in fabbrica ed all'incontro con il Consiglio Comunale di Sesto, alla presenza di esponenti della Giunta Regionale Lombarda la quale aveva convenuto sulle posizioni degli Enti locali (Comuni di Sesto-Cinisello-Milano) e che successivamente non si è attivata in modo conseguente e coerente.
Infatti, se continuassero le attuali scelte all'interno del Piano Finsider, verrebbero vanificate le speranze di una riqualificazione produttiva del comparto acciai speciali e quindi aumenterebbe immediatamente la dipendenza dall'Estero per questo fondamentale settore di produzione, aggravando la già precaria situazione economico-industriale e sociale dell'Italia.
Pertanto ribadiamo il concetto, già espresso in passato, di un innalzamento delle quote produttive a livello aziendale, onde garantire una rispondenza alle caratteristiche del mercato, che manifesta sempre più nuove esigenze, le quali oggi hanno una scarsa rispondenza.
Inoltre, a fronte di affermazioni fatte dal Ministro, tendenti a dimostrare l'ineluttabilità della chiusura dell'Acciaieria di Sesto S. Giovanni che si basano sui dati di bilancio e sul basso valore del prodotto Breda Siderurgica (che essendo mediamente pari a L. 550 al Kg. - 1981) affermiamo invece che tale dato è un dato congiunturale in quanto le produzioni della Fabbrica nel 1980 a parità di Mix qualitativo veniva venduta ad un prezo più elevato; quindi sotto accusa non è la qualità dell'acciaio prodotto in Breda Siderurgica ed il suo assetto impiantistico bensì sono le scelte di politica commerciale che vanificano gli sforzi già effettuati dai lavoratori sulla produttività che è passata da 81,1 ton. fatturato per addetto nel
Ask 1978 a 98,8 ton. fatturato per addetto nel 1981 pur in presenza di scelte comunitarie che hanno ridotto a produttività del sistema Industriale Breda.
Non vogliamo inoltrarci in altre considerazioni di carattere tecnico-produttivo su questo nostro documento in quanto riteniamo che l'impegno anche della Regione Lombardia sia quello di aprire un tavolo di confronto specifico per la Breda Siderurgica tra Ministero PP.SS.-Regione-OO.SS. con il contributo indispensabile della Giunta Comunale di Sesto San Giovanni e Milano.
A questo confronto i lavoratori ed il Sindacato intendono arrivare, come già sta avvenendo in questi giorni, con un responsabile movimento di lotta che entra nel merito e che non può subire situazioni che prefigurano un continuo decadimento produttivo ed una progressiva chiusura degli impianti che fa pegiorare le condizioni di vita e di lavoro di migliaia di lavoratori.
Risulta evidente, da queste considerazioni di settore, che il ruolo delle PP.SS. in Lombardia e nel Paese sta assumendo caratteristiche non coerenti alle tanto declamate scelte di progresso fatte dal Governo„ e quindi, è più che mai urgente invertire le scelte economiche che tendono a dare connotazioni sempre più subalterne al nostro Paese in relazione alla battaglia più compessiva per un nuovo ordine Economico Internazionale.
Teniamo a ribadire che in questa grave situazione un ruolo coerente di proposte e di lotta del Sindacato dei Consigli è il punto centrale da cui partire per battere anche le posizioni Confindustriali di modifica delle relazioni Industriali su un terreno più arretrato e per battere le teorie di modelli sindacali che sono la brutta copia di esperienze di altri paesi europei che hanno già peraltro mostrato i loro grandi limiti. Quindi l'asse del confronto col Governo e col Padronato pubblico e privato si deve spostare immediatamente sui contenuti economici e politici avanzati dalle OO.SS a tutti i livelli, abbandonando nei fatti assurde pretese di rivincita sui lavoratori che se dovessero continuare, verranno sicuramente battute.
C.d.F. BREDA SIDERURGICA - SESTO S. GIOVANNI
F.L.M. - SESTO S. GIOVANNI
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Lettera aperta a S.E. il signor Ministro delle Partecipazioni Statali
Signor Ministro, Lei è venuto nello stabilimento della Breda Siderurgica ad esporre. nel corso di un'assemblea di lavoratori, le linee del « piano » FINSIDER per il riassetto degli Acciai Speciali. Nel corso di quell'Assemblea, Lei ha sostenuto soprattutto tre cose:
la necessità di fermare i forni dell'acciaieria della Breda Siderurgica fondando tutto su una prevalente considerazione di dati economici;
l'eccedenza di un certo numero di lavoratori della Breda Siderurgica, senza però che ciò comportasse « soluzioni traumatiche »;
la disponibilità Sua e delle strutture del Ministero a verificare, in qualsiasi momento, sia i dati di riferimento del « piano », sia altri eventuali dati ed elementi che potessere smentire o modificare le indicazioni del « piano » stesso.
Tali affermazioni Lei ha pubblicamente riconfermato nel corso di un incontro con gli Amministratori Pubblici nella sala del Consiglio Comunale di Sesto San Giovanni.
Noi, per parte nostra, abbiamo condotto un esame della situazione della Breda Siderurgica e riteniamo che siano emerse le condizioni per una modifica delle premesse e delle conclusioni del « piano » FINSIDER, che vogliamo sottoporLe:
PRODUTTIVITA'.
Dal 1978 all'Aprile 1982 la produttività oraria dei due forni ha registrato questi andamenti:
mentre il fatturato è salito rispettivamente da 99t/a per operaio a 113t/a per operaio e da 81,1t/a per addetto (operai, impiegati, dirigenti a 90,8t/a per addetto (operai, impiegati, dirigenti).
STRUTTURA DELLA PRODUZIONE BREDA SIDERURGICA.
Negli anni dal 1978 2 al 'Aprile 1982, si è assistito al fatto che la produzione 99 acciai meno pregiati è passata dal 420 sull'intera produzione Breda Siderurgica, al 2 57 o sempre della produzione totale Breda Siderurgica.
STRUTTURA DEL MERCATO BREDA SIDERURGICA.
La Breda Siderurgica ha lavorato sulla base di lotti medi prodotti di circa 3 tonnellate (il che sta ad indicare che il lotto minimo è ancor più basso).
Ciò in dipendenza del fatto che la clientela Breda Siderurgica è fortemente caratterizzata dalla presenza di piccoli e medi utilizzatori che insistono su qualiltà, caratteristiche, lavorabilità ecc. Peraltro, la scelta di orientare la produzione Breda Siderurgica in direzione di grandi clienti, contenuta in un precedente « piano » elaborato dalla stessa FINSIDER nella fase di passaggio dall'EGAM alla FINSIDER, circostanziatamente contestata anche dalla Rappresentanza Sindacale dei Dirigenti SIAS/Breda Siderurgica tra gli altri, si è rivelata fallimentare perchè ha costituito soprattutto una. grande occasione per gli operatori privati che rilavorano e commercializzano il prodotto Breda Siderurgica (come detto anche in altra parte del giornale).
INTERSCAMBIO.
A noi consta che nel piazzale di deposito, sono giacenti parecchie centinania di milioni di prodotto di origine « interscambio di gruppo » e che è inutilizzabile — per difetti e per mancata corrispondenza di caratteristiche — per le forniture cui la Breda Siderurgica deve far fronte. Ciò avevamo già segnalato e sottolineato — sempre inascoltati — in sedi diverse e ciò ci conferma nella convinzione che il « piano » FINSIDER comporterà l'abbandono del mercato dei piccoli e medi utilizzatori che è la parte più qualificata e già consente ampi margini ad operatori privati e stranieri. Signor Ministro, da Novembre 1981 ad oggi non siamo riusciti a trovare un tavolo per discutere questi dati e soprattutto per verificare la congruità del « piano » in relazione a problematiche e caratteristiche del mercato degli utilizzatore del prodotto in acciaio speciale Breda Siderurgica. Ciò malgrado la Sua affermata disponibilità a discutere « in qualsiasi momento ».
Vogliamo aggiungere che anche la soluzione di affidare alla « Cogne » di Aosta il ruolo di produttrice di semiprodotto, sia funzionale al sostegno dei rilaminatori e finitori privati (vedi ad es. RODACCIAI) che si sono nel frattempo attrezzati per cogliere i frutti che sembrano quantomeno probabili di questo piano. Per contro, nel corso del recente convegno delle Partecipazioni Statali, promosso dalla Regione Lombardia, Lei — che probabilmente era a conoscenza del contenuto di un documento del Cd.F. della Breda Siderurgica presentato alla Presidenza del convegno — ha affermato: che i forni della Breda Siderurgica devono essere chiusi; che il « piano » FINSIDER va sostanzialmente bene così com'è;
CHE LE ECCEDENZE DI MANODOPERA DOVRANNO TROVARE UNA SISTEMAZIONE ANCHE RICORRENDO ALLA MOBILITA' ALL'INTERNO DEL SETTORE (quindi ricorrendo ad una mobilità interregionale
• 1978 1981 APRILE 1982 FORNO 1 18,58t/h 24,58t/h cs, 29t/h FORNO 2 16,25t/h 20,35t/h , 22t/h
dato che il settore è presente quantomeno in Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta e Toscana); — che le verifiche del « piano » saranno possibili a fine piano (cioè quando si saranno verificate le premesse e le conclusioni in esso ipotizzate?).
Si è invece dimenticato di rettificare l'affermazione del Presidente dell'IRI dr. Pietro Sette, che ha affermato che l'acciaieria di Piombino produrrà acciaio BASSO-LEGATO. Il che significa che fornirà anche alla Breda Siderurgica acciaio basso-legato, cioè scarsamente o nulla rispondente alle esigenze degli utilizzatori Breda Siderurgica. Il che ancora sta ad indicare che il mercato della Breda Siderurgica verrà lasciato a non si sa chi.
Soprattutto, Signor Ministro, si è dimenticato di riconfermare gli impegni assunti a Sesto San Giovanni. Ci permetta di avere un dubbio: se li è dimenticati o li ha cancellati dai Suoi impegni?
Una risposta ci è dovuta. Nell'unico modo efficace e serio per noi: fissando la data di un incontro che veda insieme il Ministero, la Finsider, la S.I.A.S. la Regione ed il Comune interessati, il C.d.F. e la F.L.M. per un esame specifico dei problemi della Breda Siderurgica. Che non sia una data troppo lontana.
Il Consiglio di Fabbrica Breda Siderurgica
Comunicato del C.d.F.
Il Consiglio di Fabbrica della « Nuova S.I.A.S. » (già Breda Siderurgica), riunito il 5 Maggio per esaminare la richiesta di spostare 12 lavoratori dal Laminatoio all'Acciaieria, avanzata alla Direzione dell'azienda; WRESPINGE, la richiesta della Direzione sia nel merito che nella forma.
Nel merito, tale richiesta si inquadra in una politicadi lento, ma continuo degrado dei rapporti all'interno della fabbrica e prelude ad una serie di iniziative da parte della Direzione tendenti a rendere sempre più incerta le condizione di tutti i lavoratori.
Nella forma, la richiesta della Direzione, avanzata con carattere di urgenza, viene dopo che da circa due mesi l'Esecutivo del C.d.F. aveva dichiarato la disponibilità a contrattare globalmente i problemi di assetto della fabbrica.
Pertanto il C.d.F., decide di attribuire a questa specifica richiesta un carattere generale che si collega alla più generale iniziativa del Sindacato tendente ad una seria verifica delle ipotesi del Piano Siderurgico per le PP.SS. e ad una sostanziale revisione del ruolo della ex Breda Siderurgica.
Il Consiglio di Fabbrica, ribadisce che NON E' PREGIUDIZIALMENTE CONTRARIO ad aprire una trattativa che abbia per oggetto:
l'ASSETTO PRODUTTIVO ED IMPIANTISTICO della fabbrica;
il REGIME DI TURNAZIONI adeguato agli obiettivi produttivi programmati;
il LIVELLO DI ORGANICI necessario per un funzionamento « normale » degli impianti.
Nell'ambito di tale contrattazione il C.d.F. non esclude il ricorso a forme di mobilità garantendo, professionalità, addestramento, riutilizzo dei lavoratori interessati.
La contrattazione che il C.d.F. propone, può essere avviata partendo dalla garanzia dei livelli occupazionali e dell'assetto produttivo.
L'apertura di una fase contrattuale, sulla base delle indicazioni del C.d.F. si inquadra negli impegni di ^verifica della fattibilità del piano di riassetto della siderurgia pubblica e degli impegni assunti dal MiWnistro delle PP.SS. e coinvolge pertanto livelli di responsabilità corrispondenti.
Il C.d.F. è pronto fin da ora ad una trattativa; ma esprime nel contempo la decisione di respingore ogni iniziativa che la Direzione intendesse eventualmente assumere.
Il Consiglio di Fabbrica proclama fin da ora lo stato di agitazione; PROCLAMA altresì LO SCIOPERO DEGLI STRAORDINARI E DI OGNI PRESTAZIONE DIFFORME DALLE TURNAZIONI E DAGI ORARI DI LAVORO PROGRAMMATI.
Fin da ora, nell'eventualità di iniziative unilaterali della Direzione, il Consiglio di Fabbrica si riserva a convocazione di ASSEMBLEE CON SCIOPERO per aree produttive, il cui programma verrà reso noto
l perchè di una scelta
Al Consiglio di Fabbrica si è imposta, in questi giorni, una scelta non facile, che deve essere riconfermata, in un momento che è già difficile. Da parte della Direzione è stata avanzata la richiesta di spostare dal posto di lavoro, un certo numero di lavoratori. Tale richiesta, se considerata a sè stante, avrebbe anche potuto essere presa in considerazione. Senonchè non si poteva e non si può considerarla a sè stante; ma bisogna inquadrarla e collegarla con altri e più generali problemi.
La Direzione, nella fattispecie, ha chiesto al C.d.F. di aderire alla richiesta di spostare 12 lavoratori dal Laminatoio (treni 820/600 e « Demag ») all'Acciaieria.
Senza considerare l'esistenza dell'accordo del Marzo 1976 sulla mobilità — che pure ha una sua importanza essendo tutt'ora vigente —, era ed è necessario aprire una trattativa che non fosse esclusivamente limitata al problema « in sè ».
Una pronta osservazione si impone naturalmente: perchè in Acciaieria si è determinata una carenza di organico? Forse perchè l'età media in quel reparto è tale da determinare un « turn-over » più accelerato? Oppure perchè è più alto il grado di nocività, così che è più alto il numero di lavoratori di menomate condizioni fisiche che raggiungono la soglia oltre la quale si impone un allontanamento dal reparto? Oppure perchè è più elevato il numero di lavoratori che — nella situazione di incertezza che investe soprattutto questo reparto — hanno ritenuto più conveniente trovarsi altra occupazione?
Non si può, come ha fatto e fa la Direzione della Breda Siderurgica, lasciare queste domande senza risposta.
Tuttavia però c'è una domanda principale alla quale la Direzione non può non rispondere. Cosa significa questo trasferimento di operai dal Laminatoio all'Acciaieria? Significa forse che c'è l'intenzione di creare le condizioni per modificare le scelte e le decisioni contenute nel « piano » FINSIDER per gli acciai speciali?
Nel corso del convegno sulle Partecipazioni Statali, promosso dalla Regione Lombardia, il Ministro delle PP.SS. ha riconfermato quelle scelte che prevedono la chiusura dei forni dell'acciaieria della Breda Siderurgica. Forse la Direzione della Breda Siderurgica non condivide questa scelta e punta a creare condizioni per poterle modifiare o cambiare?
Oppure di tratta di un espediente momentaneo per sopperire ad esigenze temporanee di produzione determinate da una sfasatura dei tempi e del processo di altri stabilimenti del comparto?
Non è difficile capire che se le scelte della Direzione fossero di creare le condizioni per dimostrare l'erroneità delle scelte del « piano » FINSIDER per il riassetto del comparto, allora anche il C.d.F. e la F.L.M. potrebbero essere coinvolti in una trattativa di cui siano chiari obiettivi, strumenti e sbocchi.
Se invece le scelte della Direzione rispondono soltanto a necessità momentanee, superate le quali IW prospettiva resta quella di « chudere bottega », allora deve essere chiaro fin da ora che nè il C.d.F., nè la F.L.M. potranno mai essere disponibili.
La Direzione della Breda Siderurgica sostiene che, mentre in Acciaieria si è determinata una carenza di organico, al Laminatoio si è verificata una esuberanza di organico. Ciò per effetto della riduzione da 17 a 15 turni settimanali.
Indipendentemente dalle considerazioni che portano a contestare questa ultima affermazione, bisogna domandarsi se la riduzione a 15 turni settimanali è una scelta temporanea o se invece questo deve essere l'assetto definitivo della turnistica del Laminatoio e perchè.
Anche qui occorrono risposte esaurienti e credibili della Direzione, fondate su indicazioni programmatiche.
Nell'ultimo anno c'è stata una diminuzione di lavoratori occupati nella fabbrica, che ha raggiunto le 300 unità, in prevalenza operai. Di conseguenza problemi di organico si sono creati in diversi reparti produttivi e di servizio.
Che senso ha allora trasferire 12 operai dal Laminatoio all'Acciaieria senza un esame organico dei problemi della fabbrica nel suo insieme e senza delineare una prospettiva che dia senso alle singole decisioni?
La Direzione crede davvero che conti di più spostare qualche lavoratore, piuttosto che evitare di accollarsi lo spreco di centinaia di milioni di prodotto dell'interscambio che non risponde alle caratteristiche del mercato e che resta sul piazzale del deposito lingotti?
La Direzione crede davvero che il bilancio della fabbrica si salvi trasferendo operai da un reparto" all'altro o non crede per caso che lo stesso bilancio si salverebbe meglio non lasciandosi sottrarre commesse e produzioni qualificate?
La Direzione crede davero che la prospettiva della fabbrica sia più legata allo spostamento di alcuni lavoratori, che non alla capacità di conservare, orientare e penetrare un mercato di utilizzatori che chiedono un prodotto qualificato?
Non ci stancheremo mai di sottolineare tre aspetti della situazione generale che sono paradossali: mentre la fabbrica versa in una serie di difficoltà, riesce tuttavia a garantire ad alcuni operatori privati, le condizioni per realizzare enormi guadagni rilavorando e commercializzando il prodotto Breda Siderurgica;
— le dimensioni e le caratteristiche del mercato Breda Siderurgica, presenta alcuni aspetti particolari: qualità, dimensioni delle commesse e degli ordini, versatilità di utilizzazione. Come si può pensare che tali caratteristiche possano essere soddisfatte con una produzione di massa?
come è pensabile che le premesse del « piano » FINSIDER possano realizzarsi senza una rinuncia al mercato descritto, che rappresenta la parte più qualificata del mercato siderurgico e che già rapresenta una opportunità economica per gli operatori privati e per i produttori esteri?
E' qui, al varco di questi nodi, all'appuntamento con queste domande che è attesa la Direzione. Essa deve rispondere.
C'è però un solo modo per rispondere correttamente: aprire un tavolo di verifica e di trattativa che consenta di realizzare una profonda modifica delle previsioni del « piano » FINSIDER relative alla Breda Siderurgica.