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ingranaggio tikty 44 .» Numero unico in attesa di autorizzazione Giornalista Luca Piazza Via Terraggio, 1 Milano
a cura del collettivo onorai-impiegati A cura della Sapere Edizioni - Stampa Legoprint - Como.
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CHI VUOL FAR MORIRE IL C.d.F. Durante lo scontro contrattuale e in special modo negli ultimi tempi sono riemerse vecchie posizioni riguardanti la funzione del Consiglio di Fabbrica e la gestione delle lotte. Su questo argomento abbiamo già espresso la nostra posizione sul n° 2 dell'Ingranaggio. Con questo articolo ci proponiamo di aprire un dibattito per tentare di risolvere positivamente i problemi esistenti e per impedire che prevalgano delle posizioni che porterebbero allo svuotamento politico del Consiglio e alla riformazione di fatto della vecchia commissione interna. Su questa linea si collocano a nostro avviso le proposte contenute in un documento che circolava alcuni giorni fa, in special modo tra gli iscritti FIM. In questo documento oltre ad un certo malcelato livore contro slogan, bandiere e canti che non da oggi sono proprie del movimento operaio, si affermano cose ben precise: il sindacato non deve far politica si deve creare una segreteria del C.d.F. composta da rappresentanti dei tre sindacati FIM-FIOMUI L M.
Noi rispondiamo: 1) Il Sindacato deve far politica. Cosa vuol dire secondo noi far politica? Vuol dire lottare contro l'organizzazione del lavoro in fabbrica, lottare cioè contro ritmi, cottimi, ambiente e nocività, le mansioni ripetitive, etc. Vuol dire chiedersi perchè il costo della vita aumenta e capire quindi le possibilità che ha il padrone attraver-
so il suo potere economico di manovrare i prezzi; vuol dire chiedersi che cosa significa per noi la fiscalizzazione degli oneri sociali di cui tutti i giornali parlano come di una proposta "ragionevole" fatta dai padroni metalmeccanici e capire che invece in questa proposta ci sta un attacco politico contro i lavoratori e la volontà di isolarli da tutti quanti che, con un aumento delle tasse pagherebbero questa fiscalizzazione. Vuol dire capire il perchè della repressione e quindi l'uso che il padrone fa di polizia e magistratura per colpire le lotte di coloro che si oppongono allo sfruttamento e alla oppressione. Vuol dire infine porsi il problema di stabilire con chi dobbiamo unirci, in pratica ciò vuol dire capire tutti i modi in cui il padrone ci opprime e lottare per cambiare la nostra condizione di sfruttati. Per questi motivi noi dobbiamo discutere di politica e discuterne sempre di piu, anche perchè se non lo facciamo noi il padrone riuscirà a portare avanti la sua politica che è proprio quella di ricacciare il movimento operaio verso lotte solamente rivendicative che non intaccano veramente il suo potere. Il documento parla di "politica" come di qualcosa di estraneo agli interessi dei lavoratori in fabbrica ed elemento di divisione fra cattolici e marxisti. Noi pensiamo che ciò sia profondamente falso e che invece, in base a quanto noi pensiamo significhi far politica, si possa trovare una vera unità, indipendentemente dall'appartenenza all'una o all'altra ideologia. 2) a proposito del C.d.F. Il documento riflette inoltre sulla crisi attuale del C.d.F. ed afferma che esso non è più un momento di dibattito e di decisione, perchè, secondo gli autori, ci sarebbero delle forze che nel C.d.F. prendono autonomamente le loro decisioni e le riportano non per una vera discussio(continua a pag. 2)
I METALMECCANICI HANNO RAGIONE La linea dura del padronato Il 19 gennaio la Federmeccanica, la nuova organizzazione del padronato metalmeccanico, ha rotto le trattative. E' un fatto gravissimo, basti pensare che era dagli anni bui della repressione scelbiana, e precisamente dal 1958, che gli industriali non rompevano più una trattativa; tutte le volte successive furono i sindacati a rompere per denunciare le posizio-
ni immobili ed oltranziste del padronato. Si tratta quindi di una provocazione non occasionale, e tale è stata giudicata dai sindacati metalmeccanici che hanno subito parlato di oscure manovre politiche, dirette ben oltre il contratto dei metalmeccanici. Parliamo più chiaro: tutti sanno che la (continua a pag. 2)