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Grandi trasformatori9

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Giuro TRASFORMATORI

PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA ERCOLE MARELLI

Direzione, Redazione, Amministrazione : Via G. E. Falck, 72

I L BILANCIO DELL'AZIENDAIL GOVERNO CLERICO-FASCISTA

REA LIZZATI ALTI PROFITTI

L'assemblea degli azionisti — tenutasi a Milano il 15 aprile u.s. — ha messo in evidenza un quadro d'assieme che rivela sostanzialmente lo stato di particolare favore in cui si trova oggi la E. Marelli.

Il primo aspetto è dato dal completamento del primo programma di rinnovamento ultimatosi essenzialmente mediante autofinanziamenti (leggi: ulteriori profitti ricavati dalle spalle dei lavoratori).

La previsione della passata gestione, circa gli ulteriori miglioramenti dello andamento economico dell' Azienda, risulta pienamente confermata.

Infatti: si è avuto un utile netto di L. 339 milioni( contro L. 215 milioni) dopo aver stanziato ad ammortamenti 476 milioni (contro 339 milioni).

Il dividendo è stato elevato a L. 35 (contro L. 30) per ogni azione.

Arricchito ulteriormente il già cospicuo e pregiato portafoglio ordini, raggiungendo a fine esercizio valori tali d assicurare a tutti í reparti produttivi un pieno regime di lavoro anche per i due prossimi esercizi.

Notevole è il ritmo assunto dalla produzione che ha avuto un incremento del 20%, con un fatturato che supera i 20 miliardi di lire.

A seguito dei nuovi programmi di lavoro sono previsti la realizzazione di nuovi fabbricati ed impianti.

Verranno acquistate nuove macchine utensili, anche di grande mole, per un valore complessivo di L. 2.550 milioni.

L'utile lordo del conto economico che nel 1958 era di 3.940 milioni, con un utile netto di 215 milioni, sale nel 1959 a 4.575 milioni, con un utile netto di L. 339 milioni, cioè con un aumento — ufficiale di 124 milioni rispetto al 1958.

Va registrato inoltre un aumento nei beni patri-

Senedeveandare

moniali di 834 milioni aumentando notevolmente il patrimonio immobiliare che raggiunge la favolosa cifra di 8.769 milioni. Di fronte a tale visione,

ci sovviene la domanda: ai lavoratori della E. Marelli, che sono stati gli artefici principali di tale sviluppo, cosa ne è derivato?

Per le celebrazioni del 25 aprile eli° maggio imponenti manifestazioni hanno avuto luogo a Sesto San Giovanni, migliaia di lavoratori sono sfilati nei cortei per le vie cittadine.

Nella foto: un momento del comizio mentre parla il sindaco Oldrini - hanno inoltre parlato : l' on. Longo, l' on. Lombardi, l'avv. Ottolenghi e il sig. Bodrero.

Ci voleva tutta la improntitudine e l'ipocrisia dei dirigenti di destra della Democrazia Cristiana per fare un governo in unione con i fascisti. E non valgono gli appellativi: governo e amministrativo» o governo dovuto a stato di necessità, oppure la bella trovata che i voti dati dai fascisti non sono stati richiesti. La verità è che in Italia oggi governa ancora un governo dei

va la sua protesta a nome dei suoi numerosissimi lettori di ogni colore politico e invita i lavoratori alla lotta, all'azione perchè sia dato al più presto all'Italia il governo voluto dal popolo.

Questo si è chiesto nelle piazze, nelle officine, nelle campagne, il 25 Aprile e il 1° Maggio. Sono lavoratori che ricordano le grandi battaglie per la Liberazione nazionale e

grandi capitalisti che si regge con i voti degli eredi di voloro che gettarono l'Italia nel lutto e nella rovina dove milioni di lavoratori, di donne e di bambini morirono di stenti, di fame o sotto i bombardamenti, c o loro che furono cacciati a furor di popolo.

Ecco il colore politico che si è voluto dare a questo governo: è una vergogna! Piuttosto che iniziare un molto timido tentativo di apertura a sinistra, e dare finalmente avvio ad alcune riforme di struttura, a finirla con il più vieto anticomunismo e antisocialismo, per aprire all'Italia un periodo di nuovo patriottismo fatto di progresso civile e sociale; si è voluto non solo respingere le istanze che oramai salgono da ogni strato popolare e da tutta la sinistra italiana, ma persino umiliare le masse cattoliche che la soluzione di sinistra attendevano.

Il nostro giornaletto ele-

quelle per il lavoro, esse sono il simbolo e la certezza d'un domani migliore per tutti.

I nemici del popol i grandi capitalisti e i grandi agrari, odiano il 25 Aprile e il 1° Maggio, perchè l'uno significò la loro sconfitta nella guerra e segnò la fine della loro dittatura politica nel nostro Paese, e l'altro, il primo maggio, simboleggia l'unione internazionale di tutti i lavoratori' sia di quelli oppressi e sfruttati in lotta per la loro definitiva emancipazione, sia di quelli già liberatisi.

Sono due date sacre che i lavoratori hanno quest'anno ricordano con rinnovato slancio combattivo perchè urge in Italia cambiare il governo con uno nuovo che i lavoratori ormai esigono, governo che renda finalmente operante la costituzione base essenziale per il rinnovamento economico, politico e sociale e pacifico dell'Italia. ,

ANNO VIII - N. 4 Sesto S. Giovanni - MAGGIO 1960 LIRE 10
Utile netto 339 milioni - Dividendo agli azionisti aumentato del 20 clo Urge soddisfare la richiesta dei lavoratori - I l p re mio di prod uzione
Anche le masse cattoliche chiedono una soluzione di sinistra

I controlli hanno diritto all' incasellamento tra gli equiparati

La categoria dei controlli è in fermento, essi reclamano una più giusta classificazione della loro categoria e il pagamento del 100% di cottimo anzichè i dieci punti di meno.

La loro argomentazione parte dal contenuto dei paragrafi «a» e «b» dell'articolo 1. parte II del contratto di lavoro, i quali dicono che hanno diritto al trattamento delle categorie speciali quei lavoratori che : a) esplichino mansioni Superiori a quelle degli operai classificati nella massima categoria degli operai stessi; b) abbiano mansioni particolari di fiducia o responsabilità che non siano normalmente attribuite agli operai.

E' ovvio e doveroso constatare che non tutti i lavori svolti dai controlli rientrano in queste diciture, tanto che lo stesso contrat-

to di lavoro all'articolo 43, della parte prima, dice che sono operaie di prima categoria quelle donne che svolgono operazioni di prova e collaudo richiedenti particolari cognizioni tecnico-pratiche, dando quindi un'altra classificazione della categoria.

' Ciò non toglie però niente a quei controlli i quali direttamente o indirettamente abbiano la responsabilità sulla produzione di tutto un reparto o che controllino il lavoro di operai specializzati, essi rientrano senza forzatura nelle definizioni sopra ricordate e hanno senz' altro diritto all' incasellamento tra gli equiparati.

Così dicasi per quei controlli che normalmente controllano ,i1 lavoro di operai qualificati, essi indubbiamente nello svolgimento • del loro lavoro

LICENZIAMENTI

Metodi

Si sta riacutizzando in questi ultimi tempi un problema grave, che preoccupa seriamente tutti lavoratori. Vogliamo parlare dei cosiddetti licenziamenti individuali che repentinamente, senza preavviso, piombano sul capo di operai e impiegati ignari e convinti di svolgere con onestà e coscienza il proprio lavoro, senza alcunchè da rimproverarsi.

La Direzione del personale, interpellata dalla C. Interna, risponde che ora si tratta di quei lavoratori che nel corso dell'anno risulta che abbiano effettuato un "certo" numero complessivo di giorni di malattia, non meglio definito per logica reticenza.

RICEVIAMO

Si constata quindi il fatto che tutti i lavoratori sono oggetto di un esame statistico che vuole catalogarli in funzione del loro stato di salute e della loro resistenza alle malattie o meglio della loro capacità a non ammalarsi in conseguenza di massacranti ritmi di lavoro che loro vengono imposti. Risultato : il licenziamento per coloro che si trovano disgraziatamente in testa a tale classifica.

E' questo un aspetto nuovo dell'ormai vecchio problema della selezione fisiologica del personale conseguente, secondo la ditta, alle esigenze produttive poste dal progresso tecnico e dal rinnovamento de-

devono avere capacità tecnico-pratiche che li pongono di fatto nella categoria degli operai specializzati.

Per quanto rigurda la rivendicazione del cottimo pieno essa trova giustificazione nel fatto che diminuiti di numero ed essendo aumentata la produzione i controlli si trovano costretti ad un alto ritmo di lavoro degli operai, quindi si trovano praticamente legati ai ritmi di lavoro che sviluppano gli operai.

Noi non possiamo che essere d'accordo con la richiesta dei controlli e ci ritorneremo sopra per sviscerare meglio il problema. Nel frattempo sollecitiamo la C.I. e i sindacati ad • esaminarlo e rivendicarne la soluzione alla Direzione del personale.

Non possiamo che essere soddisfatti della conclusione del problema F.A.L., il quale già da tempo si trascinava insoluto procrastinando così le migliorie che il nuovo statuto prevede.

I lavoratori approvando con un voto quasi plebiscitario lo statuto, il regolamento e i candidati al nuovo Consiglio d'amminiatrazion - hanno dimostrato di accettare di buon grado il lavoro fatto dalla Commissione Interna. Noi ci auguriamo che il nuovo Consiglio di amministrazione sappia applicare nel migliore dei modi M statuto, al fine di ripristinare il metodo democratico del suo funzionamento, sollecitando la collaborazione di tutti gli iscritti. chiedendo il controllo delle sue misure amministratiVe.

Il F.A.L. è un organismo che va acquistando una funzione sempre più importante nel campo assistenziale, è quindi giusto e doveroso che i lavoratori ne seguano più da vicino il funzionamento, nei limiti statutari ne controllino e orientino l'attività. Sappiamo che i no dei i lavoratori -al regolamento Sono motivati in parte da alcune norme che tendono a peggiorare il trattamento in atto (vedi ad es. il rimborso spese medicinali, o il rimborso per spese da odontoiatri). E' auspícabile che il nuovo Consiglio di amministrazione veda di riparare nella pratica a tutte quelle norme che peggiorando il trattamento in atto non trovano giusificazione in pincipi di equità e di buona amministrazione.

segue dalla 1.a pag.

Alti profitti

gli impianti.

E' ormai ora che tutti i lavoratori, con alla testa le loro organizzazioni, dicano basta a questo stato di cose diventato intollerabile.

E' ormai ora che dalle fabbriche e dal Paese si levi possente la richiesta che il Parlamento si decida ad approvare la legge che sancisca il principio della giusta causa nei licenziamenti.

E' ormai ora che venga data tranquillità e sicurezza del posto di lavoro a chi solo dal proprio lavoro trae la possibilità di divere e, se per ottenere questo, si renderà necessaria la lotta, la lotta ci sarà, decisa. unitaria e vittoriosa.

IL VOSTRO GIORNALE

Niente, se non licenziamenti ed aumento del Mino di lavoro.

E' tempo quindi di portare avanti con forza le loro rivendicazioni, quali per esempio: un premio di produzione legato al rendimento ed una maggiore contrattazione dei vari aspetti del rapporto di lavoro.

Le condizioni oggettive per il loro soddisfacimento esistono.

I lavoratori della E. Marelli non possono più a lungo essere esclusi da tale processo. Il progresso tecnico deve tradursi per loro in progresso sociale e non solo in lauti' profitti per l'Azienda.

DOCCE SUDICE

Oggetto: Lettura abusiva del listino paga.

Signore, siamo a farle presente che' la sua abitudine di chiedere il listino paga agli operai del suo reparto, per poi trattenerlo e consultarlo parecchie ore della giornata, non ci fa piacere. Pertanto saremmo lieti se la di Lei persona si impicciasse dei fatti suoi e non di cose che non competono ad un capg reparto.

Precisiamo inoltre che

avendo raggiunto la maggiore età, le formule di paternalismo sciocco da dei usate ci hanno seccato e fanno ridere.

Tutto questo affinché non si faccia prendere la mano e arrivi di nuovo a mettere sul lastrico qual, che altro padre di famiglia. Distintamente salutandola facciamo voti.

Un gruppo di operai

Ci pare doveroso ricordare che uno dei fattori caratterizzanti la società moderna sia l'igiene e la pulizia. Questo va detto per quanto riguarda la mancanza di attrezzature inerenti al suddetto scopo. Consiglieremmo di sostituire o sistemare le docce che attualmente si trovano in uno stato pietoso e dare quindi la possibilità agli operai di lavarsi de-

centemente, senza sentirsi raggelare o bruciare dal getto dispettoso e cangevole di un impianto decrepito. Motivi di disbrigo vorrebbero che il numero delle docce aumentasse.

Che diamine! Vogliamo proprio che i nostri operai escano dalla fabbrica lerci e puzzolenti? E poi non è forse vero che i panni sporchi è meglio lavarli in casa nostra? '

APPROVATO LO STATUTO DEL F. A. L.
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REPARTO DELLA ' N
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SULLA GIUSTA CAUSA
intollerabili OCCORRE UNA LEGGE

LA METROPOLITANA ENTRERA' IN FUNZIONE NEL 1962

Il sindaco, A. Oldrini, afferma che il Comune è in grado di far fronte al problema finanziario - l lavori per il tratto Magneti - Rondò dureranno 4 mesi

Venerdì 29 u.s. ha avuto luogo alla palestra della scuola « Forlanini » l'attesa conferenza sulla M.M. tenuta dal Prof. Bottani, presidente della stessa.

Il Prof. Bottani ha intrattenuto i numerosi presenti su questioni essenzialmente di carattere tecnico, senza dubbio interessantissime, sorvolonda 'però il tema ,posto, e cioè:

" La Metropolitana al Rondò? ".

Al riguardo si è limitató a dire che da un punto di vista tecnico il tratto Sesto-Monza non presenta difficoltà aggiungendo che non appena saranno precisate le questioni gLiridiche e finanziarie proce deranno subito per il tratto M. Marelli-Rondò per i cui lavori si impiegheranno esattamente 4 mesi. Siccome la M.M. entrerà in funzione nel 1962 avremo tutto il tempo necessario per portare a termine i lavori tanto è vero che, • ha affermato il Prof. Bottani, previo accordo cogli amministratori di Sesto, siamo entrati « abusivamente » per 200 metri cola stazione M. Marelli in territorio sestese„ appunto perchè è nostra intenzione arrivare al più presto al Rondò.

Siamo entrati « abusivamente » ha detto il Prof. in quanto il progetto della M.M. prevede l'ultima stazione alla M. Marelli.

E' su questo punto che i cittadini attendevano delucidazioni.

Infatti a tutti riesce inconcepibile come a Milano si sia potuto progettare la Linea 1 della M.M. troncata alla Marelli lasciando insoluto il tratto Marelli-Monza che interessa e viene percorso ogni giorno da svariate migliaia di lavoratori che affluiscono nella nostra Città e nella grande metropoli.

Dopo la relazione del Prof. Bottani è intervenu'o il Sindaco della nostra Città, Abramo Oldrini, il quale, seppur brevemente, ha fatto il punto su alcune questioni fondamentali. Il Sindaco fra l'altro ha detto: « Per quanto riguarda il nostro Comune, da tempo ci siamo inseriti nella questione, partecipando alle discussioni preparatorie, offrendo il nostro contributo e la nostra collaborazione.

Siamo in attesa, come è stato deciso nell'ultimo in-

contro con i responsabili del Comune di Milano ed il Prof. Bottani stesso, di discutere la forma di inserimento dal punto di vista finanziario e giuridico. Il nostro Comune — ha detto il Sindaco è nelle condizioni di poter direttamente garantire con i

mezzi il finanziamento della spesa occorrente per il tratto di 4 Km che interessa il nostro territorio. Abbiamo rinunciato ad impegnare il nostro bilanciò in altre opere interne al fine di mantenere la disponibilità necessaria per sostenere la nostra parte

Sindaco — dovrebbe essere interamente in galleria al fine di evitare altre separazioni della nostra Città, e pregiudizionalmente si dovrebbe procedere con sollecitudine onde dare al più presto alla nostra Città questo servizio così sentito e necessario ».

Il prof. Bottani mentre parla ai convenuti.

alla prèsidenza il ,sindaco Oldrini, il vice - sindaco Cazzaniga e il prof. Cadoidi

LA LEGGE 860 PREVEDE LA

COSTRUZIONE di due nuovi nidi-asilo nella nostra città

QUELLO rN FUNZIONE DI 60 POSTI E' INSUFFICIENTE

Nel 1957 -con i fondi della Provincia e mediante la concessione dell' area da parte del Comune, nasceva nella nostra città il nido - asilo interaziendale, costruito in collaborazione con l'ONMI. Il nido-asilo di via del Fante può ospitare circa 60 bambini dai O ai 3 anni. Il nido è una costruzione moderna, bella, luminosa, linda ed accogliente. I piccoli ospiti vi ricevono le cure di un personale non solo dotato di preparazione specializzata ma attento e sensibile.

E' questo nido . una delle opere atte ad agevolare il duplice compito di molte donne: quello di lavoratrici e quello di madri. La costruzione di questo primo nido interaziendale, al quale gli industriali stessi danno un con:i

tributo, non è che un primo passo per la applicazione integrale della legge 860 sulla tutela della lavoratrice madre, legge che è andata in vigore nel '50. Ma la preoccupazione per i figli incustoditi, le esigenze di migliaia di lavoratrici di Sesto non si esauriscono nei 60 posti disponibili attualmente, tanto che impiegate ed operaie debbono ricorrere ad affidare i loro bimbi, piccolissimi, a terzi con una spesa mensile di 10-15 mila lire.

In proporzione al numero delle lavoratrici occupate, la nostra città, per legge, dovrebbe essere dotata di almeno 3 nidi-asilo interaziendali, che devono essere costruiti e resi funzionanti mediante il concorso degli industriali. Il Comune democratico, da

in quest'opera così importante ed attuale. Inoltre, la proprietà e la gestione del servizio Metrò dovrebbe essere conservata ai pubblici Enti, Comuni e Provincie, al fine di garantire lo scopo sociale del servizio stesso; il percorso — ha concluso il nostro tempo, ha promesso la cessione del terreno occorrente ed aveva pensato ad un'altra area e nelle vicinanze della Ercole Marelli e nel rione Breda.

Perchè a dieci anni di distanza dell'entrata in vigore della legge per la tutela della maternità non si è ancora dato una soluzione al problema dell'assistenza ai figli delle lavoratrici ? Gli industriali hanno chiuso la legge in un cassetto, hanno rinnovato le maestranze con molte giovani ragazze, ed i problemi che comporta la maternità delle lavoratrici sono ,più comodi da risolvere magari attraverso i licenziamenti per matrimonio. La provincia, lo Stato non si decidono ad intervenire con i mezzi necessari e con la pres-

sione verso gli industriali per il rispetto della legge.

Chi deve dire 1' ultima parola? Le lavoratrici. Quello della tutela dei loro figli è un diritto, è uno dei doveri principali di una società civile. E' questo uno degli aspetti del dibattito in corso fra le lavoratrici della nostra città, vicino ai problemi del salario, della parità, del lavoro stabile, di un governo che faccia gli interessi dei lavoratori. Da questo dibattito che rafforza la coscienza delle lavoratrici e le spinge a trovare in modo unitario la strada per l'affermazione dei loro diritti escono anche queste proposte per nuove soluzioni che rendano sempre più accessibile a tutte le interessate un servizio cosi indispensabile come il nido-asilo.

INFORTUNI A SESTO

COSI' E' NATO

300 ogni mese il primo maggio assistenza gratuita dell'INCA

Una delle più costanti preoccupazioni dell'I.N.C.

A. è sempre stata quella di assistere i lavoratori infortunati sul lavoro che, per la carenza di misure di sicurezza che se verifica ancora in moltissime i ritmi di lavoro sempre più veloci che non ammettono la minima disattenzione da parte del lavoratore, - raggiungono cifre altissime.

Basti pensare che da rilevazioni da noi effettuate (e del tutto documentabili) abbiamo potuto appurare che nella sola Sesto San Giovanni avvengono circa trecento infortuni sul lavoro ogni mese!!

Troppo spesso il numero degli infortuni verificatisi è sconosciuto agli stessi lavoratori, poichè l'opinione pubblica il più delle volte (ed anche nella maggior parte dei casi, purtroppo la organizzazione sindacale) si commuove e si indigna quando avviene un caso mortale, ma non dà importanza, ad esempio, allo schiacciamento o alla frattura di una mano o di un piede che, pur senza avere conseguenze troppo gravi, costringe il lavoratore a rimanere assente dal lavoro per più di un mese.

Ed i lavoratori spesso ritengono che per essere assistiti in caso di infortunio non sia necessario rivolgersi all' I.N.C.A., ma basti fidarsi dell' I.N.A.I.

L., l'Istituto Nazionale Assistenza Infortuni sul Lavoro. Non sarà mai ripetuto a sufficienza, invece, che una buona assistenza in caso di infortunio può essere fornita soltanto dal1.I.N.C.A., che può mettere a disposizione dei lavoratori, del tutto gratuitamente, medici specializzati per il controllo della

invalidità permanente riportata dall' infortunato.

L' I.N.A.I.L. infatti, che non sfugge a tutte le carenze degli istituti previdenziali italiani, giudica sempre in maniera fiscale, ed è assurdo che il lavoratore, avendone la possibilità, rinunci a far valere le proprie ragioni o il proprio punto di vista per mezzo dell'I.N.C.A. L'istituto di patronato della C.

G.I.L. può inoltre fornire la propria assistenza anche nel caso di infortuni non gravi che non danno luogo ad una invalidità permanente, controllando la liquidazione erogata dall'I.N.A.I.L. e svolgendo la pratica per l'accredito dei contributi figurativi spettanti al lavoratore per il periodo di assenza dal lavoro per infortunio e che servono anch'essi, una volta raggiunta l'età pensionabile, ad aumentare la pensione per vecchiaia o per invalidità erogata dal1' I.N.P.S.

Facciamo quindi appello, ancora una volta, ai lavoratori ed in particolare ai componenti delle commissioni interne, perchè segnalino all'I.N.C.A. (per Sesto San Giovanni all'Ufficio di Zona presso la Camera del Lavoro) tutti gli infortuni che avvengono nella loro fabbrica, perchè si rivolgano sempre all'I.N.C.A. per la trattazione delle pratiche nei confronti dell'I.N.A.I.L., e perchè segnalino anche la eventuale carenza di misure di sicurezza nella loro fabbrica affinchè C.A.. e l'organizzazione sindacale possano intervenire, oltre che per l'assistenza, anche per la prevenizone degli infortuni sul lavoro.

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La manifestazione che si sarebbe poi realizzata nel Prima Maggio, fu decisa in linea di principio nel Congresso tenutosi a Parigi, nella famosa rue Petrelle, il 14 luglio 1889 — centenario della presa della Bastiglia — per la costruzione della Seconda Internazionale. Ne avevano presa la iniziativa Jules Guesde e Paolo Lafargue per il Partito Operaio Francese; erano presenti Guglielmo Liebnecht, Augusto Bebel e Clara Zetkin per il Partito Socialdemocratico Tedesco, Plekanov per gli emigrati russi, Andrea Costa per le correnti italiane.

In fine di seduta, su proposta di Lafargue, fu approvata una mozione la quale stabiliva che in un determinato giorno dell'anno sarebbe dovuta avvenire una manifestazione da parte dei lavoratori di tutto il mondo per la giornata lavorativa di otto ore, Era questa una delle più importanti rivendicazioni poste dagli operai, massacrati da lunghissimi disumani orari, che colpivano anche le donne ed i fanciulli;_ rivendicazione fero-

cemente ostacolata dal padronato.

Fu scelta la giornata del primo maggio perchè in questa data, nel 1886, oltre 50.000 operai di Chicago erano scesi nelle piazze per. rivendicare le otto ore di lavoro. La polizia aveva disperso a fucilate i dimostranti; u n a bomba era scoppiata, ad o p e r a, con probabilità, di provocatori; otto operai innocenti furono arrestati, processati e, senza alcuna prova, condannati alla forca.

La mozione votata dal Congresso parlava di una manifesazione per il primo maggio senza deliberare la ripetizione annuale e senza stabilire la forma della manifestazione, se mediante sospensione di lavoro o altrimenti. Fu la classe operaia che in ogni paese la volle ogni anno; volle che fosse celebrata col riposo; e creò così la festa- del lavoro »: una festa che essa dovette, nei primi anni, conquistare a prezzo di lotta e, spesso, di sangue. In Italia i lavoratori festeggiano per la prima volta il Primo maggio nel

1890. Il governo, evidentemente non ha dato molto poso, l'auunciata manifestazione passò inosservata.

Ma dall'anno seguente provocazioni poliziesche, fucilate e cariche di cavalleria tentarono inutilmente di sopraffare la libera manifestazione. Con gli anni il padronato dovette riconoscere di fatto questa giornata; fu sua convenienza accoglierla nella normalità e nella legalità.

La festa , dei lavoratori fu soppressa nel 1923 dal fascismo, che le sostituì il 21aprile, il Natale di Roma.

Però i lavoratori italiani, e soprattutto gli operai dei grandi centri industriali, compreso S e s t o, tentarono ancora di celebrarla, fin quando la reazione non rese ciò assolutamente impossibile; e allora il primo maggio, come giorno di fede e di speranza nella riscossa, fu celebrato clandestinamente e nelle carceri dove i migliori figli del inondo del lavoro languivano.

Oggi — dal '45 — la Festa del Lavoro è ritornata all'aperto.

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Autorizzazione Tribunale di Monza N. 2219 Tipografia
: SANTE VIOLANTE
A. R.

"GRANDI TRAS

PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA ERCOLE MARELLI

Direzione, Redazione, Amministrazione : Via G. E. Falck, 72

Tutto si rinnova Panorama tranne i servizi sociali politico

La Fabbrica si sta continuamente trasformando. Si rinnovano e si modernizzano i vecchi reparti, sorgono nuovi capannoni tecnicamente attrezzati nel modo più efficiente per una produzione di alto livello.

Questa constatazione di fatto ci rallegra e ci dà piena tranquillità per l'avvenire, perchè ciò significa anche assicurazione di lavoro per molti anni a venire.

Abbiamo però l'impressione che l'ansia di rinnovamento e di ampliamento di tutta l'attrezzatura tecnica, abbia fatto dimenticare ai preposti organi di direzione aziendale una questi'''. ne che non ci pare di secondaria importanza. Intendiamo alludere ai servizi e cioè alle mense, agli ingressi, alle docce, ai depositi cicli, moto e auto, ecc.

E' giusto preoccuparsi di produrre di più e a costi sempre più ridotti, ma non è possibile pretendere che si lavori a ritmi sempre più elevati senza pensare di assicurare quel minimo di confort cui ha indubbiamente diritto ogni lavoratore che è e rimane sempre un cittadino civile, che vive e vuol vivere in una società civile.

Gli accessi alla Fabbrica sono scomodi, insufficienti, non collegati agli usuali mezzi di trasporto e spesso lontani dai posti di lavoro.

del tutto inadeguati sia per capienza, sia per la sistemazione organizzativa.

Le mense poi rappresentano un problema fra i più importanti per due aspetti principali. I locali adibiti a questo servizio (in particolare le mense operai al 1° Stab.) sono vecchi, sporchi, esposti alle correnti d'aria e al polverone sollevato dagli operai che sono costretti ad attraversarli per entrare ed uscire dalla Fabbrica, in una parola anti igienici nel senso più largo della parola.

La loro capienza è del tutto insufficiente, talchè gli operai sono costretti a consumare il loro pasto in condizioni penose, allineati su lunghe panche e a stretto contatto di gomito coi compagni vicini.

In secondo luogo il pasto (ma forse è meglio definir-

I) er ualità quan- rancioP q

tità e presentazione, non basta a soddisfare il bisogno di adeguatamente nutrirsi -per potere ritemprare le proprie energie logorate da molte, troppe ore di troppo intenso lavoro. 11 servizio dì distribuzione per eccessiva riduzione del personale addetto è del tutto carente e provoca le note lagnanze.

Tacciamo per amore • di patria ed anche per brevità tante altre questioni relative ai servizi, anche peréhe supponiamo che siano da tutti conosciute.

Quel che conta ora è non soltanto denunciare uno stato di cose che tende a diventare vieppiù grave, ma chiedere radicali provvedimenti in merito ed operare perchè vengano effettivamente realizzati.

Gradiremmo conoscere il pensiero della Ditta su questa materia.

I 'popoli di alcuni paesi dell'Asia e del vicino Medio Oriente, la cui politica è sempre stata improntata sú basi di totale asservimento al Governo America. no, con le, loro azioni di massa hanno fatto traballare dalle fondamenta i loro Governi, sino a rovesciarli come è avvenuto in Corea, Turchia e in Giappone.

Corea,

\Sig Man Ri,' il vecchio tiranno che ha provocato la guerra coreana nel non lontano 1950, ha dovuto dimettersi, senza però pagare lo scotto delle malefatte: il Governo Americano lo ha fatto evacuare alla chetichella ospitandolo alle isole Hawai.

Turchia

Menderes, il pazzo san-

L'OSVA DA DEE MESI IX LOTTA

i salari si aggirano sulle 35 - 40 mila al mese le finalità della Direzione presa di posizione delle Autorità cittadine

Le corsie interne, specie al 1° Stab., sono disagevoli e la visibilità è precaria e pericolosa a causa dell'ammucchiarsi caotico di carrelli e bancali colmi di materiale.

I depositi di biciclette e motociclette, largamente impiegati dai lavoratori per necessità di trasporto, sono

I dipendenti dell'OSVA sono stati protagonisti di una lotta che si è protratta per più di due mesi: lotta dura, encomiabile, che ha richiamato l'attenzione di tutta la città, impegnando a fondo i ,tke Sindacati che hanno operato in modo unitario e conseguente. Lo sciopero è stato generato dai continui rifiuti che la Direzione ha frapposto alle richieste dei dipendenti tendenti a migliorare i salari

e stipendi che all'OSV A si aggirano sulle 35-40 mila lire mensili di media. La Direzione, anzichè prendere atto delle sacrosante richieste dei dipendenti, sotto la guida dell' Assolombarda, notificò numerosi licenziamenti con l'intento di spostare l'asse della discussione e porre i lavoratori su un terreno di difesa, giungendo, poi, alla serrata della fabbrica. Da qui la presa di posizione delle Auto-

rità cittadine, del Sindaco: del Consiglio Comunale, dei Partiti, dei Parroci e del Prefetto. Indubbiamente, per chi non è a conoscenza di tutti i problemi, la situazione appare confusa, inconcepibile. Infatti: che interesse può avere la Direzione dell'OSVA di giungere alla serrata? Ecco cosa bolle in pentola. Lo stabilimento dell'OSVA è ubicato in un settore previsto dal segue in pag. 4

guinario, amico di Pella e di Segni, considerato dagli occidentali il baluardo della democrazia e della civiltà nel vicino Medio Oriente, dopo aver fatto assassinare centinaia di patrioti ed averne occultati i cadaveri nei frigor dei macelli, è stato rovesciato,. arrestato ed ora è in attesa di giudizio.

Giappone

si

Kishi, primo ministro, è dovuto dimettere dopo aver ratificato il trattatofarsa (nippo-ameripano), dal popolo ritenuto indio e illegale: infatti, le formalità si sono esperité di notte, all'ora dei cospiratori, con la protezione, dei carri armati mentre tutti intorno i manifestanti vibravano la loro protesta. Mai nella storia di questi popoli si sono avute manifestazioni c O;1 imponenti e . così politicamente qualificate: oltre che la tirannia dei governanti dispotici è stata la consapevolezza della necessità della lotta per la pace: Nagasaki e Hiroshima sono l'orrenda testimonianza dei tratta- ti militari. Ma, Nagasaki e HirosjihRa_ ,,ina.égnano solo ai paesi asiatici?

No, certamente. In Italia vi sono basi missilistiche che rappresentano un gravissimo pericolo per tutti noi e da qui la necessità di un vasto movimento unitario contro la politica governativa. Non dobbiamo dimenticareí che la pace bisogna conquistarla, e per far ciò bisogna unirsi come ha saputo fare il popolo giapponese, coi:gine' e turco.

ANNO VIII - N. 5 Sesto S. Giovanni - GIUGNO-LUGLIO 1960
I iFI 1(
RIYIATORI"

su le elezioni della C. I.

Ci sembra che le elezioni per il rinnovo della Commissione Interna abbiano dimostrato un elevato grado di maturità da parte di tutte le organizzazioni sindacali.

Ciò è dimostrato dall'assenza nella campagna elettorale della acredine polemica tra i tre sindacati, che normalmente faceva da schermo alla indispensabile ricerca delle esigenze dei lavoratori, ed alla puntacilizzazione delle deficienze riscontrate nell'attività scorsa per rafforzare sempre più la forza di contrattazione della C.I.

I risultati scaturiti dalle elezioni, che noi tutti conosciamo, hanno a nostro parere dato delle indicazioni precise su l'attuale stato d'animo dei lavoratori e sulle loro aspirazioni.

Difatti i risultati positivi ottenuti dalla CGIL negli operai e negli impiegati così come quelli della UIL negli operai sono dovuti chiaramente al tipo di campagna elettorale che queste due organizzazioni hanno sviluppato, campagna elettorale tesa a rilevare la situazione nuova che si va sempre più consolidando e a/ fermando sul piano produttivo della Fabbrica con le nuove prospettive che ora si aprono ai lavoratori, ed afferma la esigenza di un mutamento qualitativo delle loro condizioni che si va facendo lar-

go nella loro coscienza di lavoratori, artefici e spettatori di una realtà in continuo mutamento che a loro fino ad ora ha portato solo ulteriori sforzi produttivi.

La CISL con ritardo sui tempi ha preferito porre l'accento della sua scarna attività elettorale ad aspetti marginali e quando ha scelto aspetti di fondo come quello del grado di maturità sindacale dei lavoratori, ha evitato lo sforzo autocritico scadendo su un tema professorale che non può certamente giovare alla matura. zione della coscienza sindacale la quale può ottenersi con il contatto e il dibattito tra lavoratori e organismi dirigenti e questo ha certa-

mente prevenuto la sua perdita di voti.

Quindi se la C.I. e gli organismi sindacali vogliono ispirare la loro azione alla volontà scaturita dal corpo elettorale devono operare per concretizzare tutte quelle rivendicazioni che con linguaggio e forme diverse esse hanno avanzato davanti alla campagna elettorale.

Il fermento che circola fra i lavoratori e che si sfoga nella richiesta di miglioramenti individuali o di gruppo sono una indicazione evidente sulle loro volontà e sulla 'possibilità, sulle necessità che vi sono nella Fabbrica di coordinarle per portare i lavoratori a conquiste di fondo.

Terza Sezione - Reparto 7133

Il rame, data la sua esistenza allo stato elementare, è stato il metallo caduto per primo nel dominio dell'uomo.

I Greci al rame dicevano « calcos », i Romani « cuprum », e nella terza Sezione rep. 7133 dicono che « è una schifezza ».

Quest'ultimo nome non è forse il più adatto per un metallo nobile come il rame e di indiscussa utilità, ma a come stanno le cose è il più verosimile.

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Nella terza sezione rep. 7133, già da un anno, il rame abbonda e in maniera tale che gli operai possono permettersi il lusso di portarsene a casa di nascoste un mucchiettino, previa respirazione continuata per atto ore e più, della polvere tale metallo, che un bel tornio parallelo per la lavorazione dei collettori indotti linamo motori, produce in quantità; ma le maestranze non hanno apprezzato il diminteressato omaggio dei dirigenti che offrivano a tutti la possibilità di farsi una fortuna con la vendita dei propri polmoni colmi del già citato metallo, ed han-

no preferito chiedere sino dai primi giorni the venisse installato un « aspirapolvere ».

La richiesta sembrava accolta. Varie furono le discussioni di capi, e del medico sanitario dott. Bertolazzi attorno al tornio, riguardo la incriminatissima polvere ma... passa un mese..., due..., cinque..., un anno, e di aspirapolvere nemmeno l'ombra.

Gli operai, naturalmente, non hanno assolutamente voluto credere che la Ditta non volesse installare l'aspiratore, per bassissima speculazione finanziaria, ma hanno piuttosto pensato che in Italia non ci fosse stata disponibilità di tali apparecchi.

Ora però, informati sia del fatto che gli impiegati di un nuovo ufficio, posseggono un rinfrescante igenico impianto di aria condizionata, e che a Genova è arrivato un bastimento carico carico di..., speriamo che la Ditta non si lasci sfuggire questa occasione, e che si affretti a comperarne uno.

UN PAZIENTE

Dalla risoluzione

1) La particolare favorevole congiuntura economica che investe l'industria italiana, si caratterizza nella nostra Fabbrica in un totale rammodernamento degli impianti e delle attrezzature che già da oggi permette un fortissimo balzo in avanti nel volume produttivo. Il portafoglio di ordini garantisce pieno lavoro per oltre due anni, il fatturato è aumentato del 20% nel corso di un anno, raggiungendo i 20 miliardi; i profitti sono aumentati nello stesso periodo del 60% e inoltre è stato possibile autofinanziare tutta la prima fase di rammodernamento.

Le preoccupazioni derivanti dal MEC sono state superate potendo oggi la Marelli concorrere in materia di costi di produzione con i più moderni complessi del MEC.

La conferenza trae da ciò la convinzione che esistono tutte le condizioni per poter migliorare in modo decisivo' le condizioni economiche dei lavoratori, che nut la hanno avuto dal progresso tecnico in atto se non aumento dei ritmi di lavoro e dello sforzo psico-fisico conseguente all'aumento volume produttivo della Fabbrica.

Occorre quindi organizzare la lotta degli operai e degli impiegati, ricercando su questo obbiettivo la convergenza e l'unità delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori, pronti a rintuzzare le velleità reazionarie del padronato che oggi si esprimono particolarmente nella proclamazione di prin-

cipio e nell'attuazione pratica della serrata.

2) Si è rilevata la profonda aspirazione dei lavoratori ad un mutamento radicale della politica sin qui svolta dai vari governi D.C. Politica che ha permesso la piena restaurazione del despotismo padronale con conseguente peggioramento e limitazione dei poteri e delle condizioni effettive della classe operaia nella fabbrica e nel Paese.

Oggi esistono le condizioni per un mutamento sostanziale a patto, però, che si determini, nella fabbrica e fuori, il necessario schieramento unitario di forze che muovendosi sul terreno della lotta politica di massa, costringa il grande padronato a rientrare nella legalità Repubblicana e Costituzionale.

Le libertà nelle fabbriche devono essere ripristinate.

Il potere contrattuale dei sindacati deve aumentare.

La Costituzione deve essere attuata in ogni suo aspetto e particolarmente in quello relativo alle riforme strutturali che permetterebbero la limitazione dei poteri del grande monopolio, nemico comune e fomentatore della politica di guerra e di sabotaggio alla distensione internazionale.

Su queste questioni i comunisti sono impegnati a lavorare affinchè-nella Fabbrica si attui la necessaria unità fra comunisti, socialisti, socialdemocratici, cattolici, invitando questi, in modo particolare, a superare le loro errate e dannose preclusioni anticomuniste

Ecco perehè aumentano gli infortuni !

lino degli elementi più negativi e dolorosi che sono una diretta conseguenza dell'aumentato ritmo di lavoro e del prolungamento della giornata lavorativa è senz'altro l'aumento del numero degli infortuni` e della loro gravità.

Ne fanno fede i cartelli esposti nei reparti, i quali riportano le statistiche degli infortuni mensili riferiti allo stesso mese dello scorso anno.

Noi riteniamo questo un problema che non si può trascurare, ma, che si deve •affrontare nella sua causa di fondo, biso-

gna che tutti ci rendiamo conto dei limiti che sono propri del fisico umano, superati i quali si incorre inevitabilmente nella perdita dei riflessi, nella spossatezza e quindi nell'infortunio.

Detto questo non' si può che auspicare che gli organismi dei lavoratori si impegnino più estesamente di questi problemi, da parte nostra rivolgeremo sempre più spesso e daremo sempre più risalto a tutti quegli elementi che possono concorrere a frenare la dolorosa ascesa di sacrifici di sangue che i lavoratori versano al lavoro.

considerazioni
della Conferenza di Fabbrica indetta dal C. d. F. del P. C.1.
UN ANNO FA è stato chiesto I' aspiratore

Chi deus costruire le case?

Il problema della casa rappresenta, indubbiamente, una grossa spina nel bilancio di tutti.

Ogni qual volta si discute dei rispettivi problemi famigliari, come risolverli cercando di confrontare il potenziale di acquisto col reale costo della vita, ci si trova subito di fronte alla voce affitto che soffoca tutte le altre voci del bilancio. Gli operai, gli impiegati, i tecnici vengono regolarmente tassati; sul listino paga la voce INA-CASE è ben visibile e i miliardi fluiscono nelle capaci casse di questo Ente (direttamente controllato dal Governo) mentre le realizzazioni rimangono — per i più — vana chimera. Solo qualcosa si è fatto, ma questo qualcosa è troppo poco e, perdipiù, non è rispondente al « versato ». Alla Camera i deputati di sinistra hanno fatto più dì una interpellanza per sapere esattamente come stanno le cose, dove finiscono i soldi versati, ma le risposte, come al solito, sono state evasive e per nulla rassicuranti. Solo dalle organizzazioni periferiche si cerca di dare una risposta alle inadempienze governative; infatti i dc, a seconda del luogo. in cui" operano, danno una versione. Ad esempio, qui da noi, al Comune vi sono i comunisti e i socialisti, allora, i de, attraverso il giornale cattolico locale, dicono che le case le deve costruire il. Comune. Dunque, gli operai versano nelle casse dello Stato e il Comune dovrebbe (sic!) costruire le case. Malafede o totale ignoranza? Agli istrioni che non hanno il senso della direzione della cosa pubblica diciamo che il compito del Comune è quello di stimolare le iniziative private e cooperativistiche, intervenendo con tutti i mezzi a sua disposizione (strade, fognatura, acquedotto, ecc...) per favorire sempre di più queste attività, non mancando anche di costruire vani — come ha fatto il

Comune di Sesto — nella misura acconsentita dal bilancio.

Se nel nostro paese mancano ancora 10 milioni di vani è perchè abbiamo avuto ed abbiamo tuttora un Governo che si è sempre ben guardato dall'impostare una politica di costruzioni su larga scala costringendo al tempo stesso i costruttori privati a più moderati prezzi e a colpire gli specula. tori delle aree fabbricabili. Del resto, in una Nazione dove lo Stato è retto dalle forze del capitale e l'attività privata è elevata a mito secondo i concetti della democrazia borghese, non può essere diversamente. E' qui che nasce il confronto fra gli Stati retti secondo i canoni della democrazia borghese e quelli della democrazia socialista.

Solo in uno Stato dove la economia è pianificata — i cui fini sono collettivi — si possono conseguire determinati obiettivi. I fatti lo dimostrano.

E questo parallelo non lo abbiamo fatto a caso perchè mentre da una parte si realizza su larga scala, dall'altra, cioè da noi, si deve lottare contro lo sblOCco de-

Cosa deve fare il Comune - In Italia mancano

10 Milioni di vani - L' opera dell' Ina - Case Versione dei cattolici locali

gli affitti come si è fatto la volta scorsa.

In dicembre la Camera dovrà affrontare nuovamente questo problema, per cui avremo modo di ritornare sull'argomento, in quanto si tratterà di organizzarci e

lottare ancora una volta tutti uniti per imporre una ulteriore proroga al « blocco dei fitti » e avremo anche modo di vedere da quale parte si schiereranno (coi fatti) i dirigenti cattolici di casa nostra.

Naturalmente l'azione per gli aumenti salariali per far fronte al caro affitto è il rovescio della medaglia, ma di ciò ci occupiamo in altra parte del giornale.

ESEMPle PER TUTTI

GEMA "PARTMAIZA„

in lotta per la libertà

Il congresso del MSI nella città medaglia d' oro, è un'insulto. Il Governo Tambroni che protegge i fascisti SE NE VADA LA LOTTA SI ALLARGA

Il giornaletto è già in stampa, ma la notizia è di grande rilievo, • riusciamo solo a mettere un' inserto in terza pagina. L' impres- • sione fra i lavoratori su questi fatti è sensibile, le prime notizie • :• dalla Ercole Marelli, Magneti, Falck, Breda, Garelli ci parlano — di grande malcontento fra i lavoratori ; di o. d. g. di protesta e di alcune fermate di lavoro. Per sabato a Sesto 1' ANPI 'ha • convocato tutte le associazioni, i partiti ecc.

L' OSCAR DEI 35 ANNI

" La Corazzata Potiemkin " di S. M Esienstein

Parlare del « Potiemkin », il più bel film che sia mai stato fatto in tutta la storia del cinema, non è una cosa facile. Un critico l'ha paragonato ad « un grido », tanta è la sua carica emotiva; alcuni lo considerano come la massima testimonianza artistica della rivoluzione russa; altri lo indicano come un testo fondamentale dello specifico filmico: dal montaggio alla composizione dell'inquadratura, dall'uso del materiale plastico alla recitazione cinematografica.

Tutti haúno ragione ma nessuno dice tutto: il « Potiemkin » non è solo un film entusiasmante e commovente, un documento storico o una lezione di stile e di tecnica, ma è una vera opera d'arte, una delle più giovani

del nostro secolo.

A rivederlo oggi dopo 35 anni dalla sua realizzazione niente è cambiato nella nostra emozione e nel nostro giudizio.

La moda, il commercialismo, la propaganda molto spesso fanno del film, essendo il cinema anche un'industria, un'opera caduca, che col passar del tempo mostra la trama della superficialità e dell'insincerità.

Questo non vale per il « Potiemkin »: è un film muto, un po' sbiadito nel suo « preistorico » bianco e nero, ma la sua storia è indimenticabile: commuove, stupisce, fa pensare, insegna. A noi spettatori, così abituati a passivamente sognare coi colorati polpettoni amorfi e reazionari di Hollywood o le

farsacce volgari e pettegole di Cinecittà, ci scuote, ci giunge veramente come «un grido » di speranza, di giustizia, come il grido della rivoluzione russa. • Ecco perchè gli diamo l'Oscar dei 35 anni: perchè una volta di più smentisce tutti i discorsi sulla caducità del cinema e sulla incapacità del film di rimanere nei cuori e nella cultura della gente come una compiuta opera d'arte.

Onore al cinema dunque oggi, che vede realizzata, sugli schernii italiani con un ritardo di 35 anni per colpa della censura fascista prima, clericale poi, la profezia di Lenin, che indicava nel film « la potenziale opera d'arte dei nostri tempi », nel cinema « l'arte rivoluzionaria ».

UN FILM CHE TU TTI I LAVORATORI DEVONO VEDERE

A proposito della patita salari le

Sono ripresa nel mese di maggio le trattative tra le Organizzazioni Sindacali e la Confindustria, per la parità, di retribuzione fra lavoratrici e lavoratori. Si tratta di una delle vertenze che forse, più di ogni altra, il padronato ha cercato di evitare; di rinviare nel tempo. E ben se ne comprendono le ragioni: si tratta infatti di riconoscere, nella pratica, il principio universalmente accolto, che il lavoro della donna lavoratrice deve essere retribuito per il ano valore reale, abolendo ogni assurda discriminazione, ogni pregiudizio o preconcetto secondo il quale, tale lavoro deve essere « pagato » meno solo perche esplicato... da donne. Riconoscere che è giunto il momento di regolamentare, di stabilire un nuovo e ben diverso trattamento salariale per le lavoratrici operaie e impiegate, secondo la Convenzione n. 100 del B.I.T. e secondo lo stesso art. 37 della Costituzione, è cosa che costa troppo al padronato italiano. Abituato a realizzare una parte dei suoi lauti profitti proprie sulla discriminazione di retribuzione fra i sessi e a mantenere bassi, su questa base, anche i salari degli uomini, soprattutto nei settori di produzione vive sono largamente impiegate le lavoratrici, il padronate mal sopporta l'idea di rinunciarvi e da due anni a questa parte, ha cercato, come si suol dire, di menare il can per l'aia.

Alcuni nodi sono venuti al pettine. Dopo la conquista della parità di retribuzione per le tessili, seppure parziale, alla quale si è aggiunto l'accordo, positivo per le lavoratrici delle calze e maglie e quello non certo meno importante che riguarda le impieg bancarie, la Gonfindustri -movamente di freme cala matetm t. parità », a doverne definire con le Organizzazioni Sindacali i criteri generali della sua applicazione in

tutto il campo industriale.

La posizione della C.G.I.L. è nota: unificazione delle qualifiche professionali, senza alcuna discriminazione fra i sessi, con conseguente unificazione delle tabelle salariali. Che significa tutto ciò? Significa che occorre procedere ad una obiettiva valutazione delle mansioni svolte attualmente dalle lavoratrici, e su questa base, proporne Pinete sellamento nelle categorie maschili corrispondenti, arrivando se fosse necessario, anche alla costituzione di eventuali sottocategorie, elevando comunque il valore del lavoro svolto dalle lavoratrici ed evitando che la valutazione sia fatta in modo dà consentire al padronato di cacciare le mansioni delle donne nell'ultima categoria maschile (Manovale Comune) o addirittura al di sotto di quest'ultima.

Tale è infatti l'intendimento della Confindustria, ritenendo in tal modo di avere « proceduto » alla « unificazione delle qualifiche » e di avere così chiuso il capitolo a parità ».

Le trattative a livello interconfederale sono in corso mentre si avvicina la data di scadenza per l'inizio di quelle riguardanti la categoria dei metallurgici. Non è superfluo dire che la Confindustria sa che que, sta scadenza è prossima ed è ben consapevole del valore economico e politico che la questione assume nell'ambito della più grande categoria industriale di lavoratori. Per questo non è il caso di stupirsi, se essa tenderà — a livello interconfederale — di comprimere le giuste richieste delle lavoratrici espresse dalla C.G.I.L.

La trattativa è unitaria e quello che ci auguriamo, nell'interesse delle lavoratrici, è che accanto alla C.G.I.L., la C.I.S.L. e la U.I.L. si battano con decisione a favore di queste ultime. Ma ciò ohe va detto e ripetuto con molta forza è che ancora volta, ciò che deciderà, sarà

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il movimento, l'azione, la lotta stessa delle lavoratrici e dei lavoratori delle fabbriche.

Nessuna illusione deve infatti essere creata; la linea dell'attesa deve essere combattuta con forza. Al padronato deve giungere la pressione delle fabbriche; nella fabbrica stessa deve essere sostenuta es portata avanti con forza la giusta esigenza delle lavoratrici: alle Organizzazioni Sindacali deve arrivare l'impegno di azione dei lavoratori.

Solo così le trattative interConfederali possono giungere a soluzioni positive e solo in tal modo si prepara un favorevole terreno alla trattativa per la categoria dei metallurgici.

Alla opposizione del padronato, alla sua intransigenza, è sempre stato necessario opporre, per ottenere dei risultati, la unitaria azione dei lavoratori, ancora una volta e in particolare modo per la battaglia della parità salariale, questa azione si impone necessaria.

Piano Regolatore zona semi-intensiva, per cui non è difficile capire quali siano le mire della Direzione: evacuare lo stabilimento, costruendone uno ex novo fuori città dove il terreno costa assai poco e la mano d'opera ancor meno di quanto non costi qua, e vendere l'attuale appezzamento a costruttori privati ricavando un cospicuo numero di milioni. Gli è che, il Pozzi, padrone dell'OSV A, ha fatto male i suoi conti, perchè il Piano Regolatore non è stato concepito per favorire gli speculatori, ma per dare alla città un ulteriore sviluppo e un aspetto ancor più moderno. Del resto come può essere tollerabile la evacuazione di una Ditta di circa mille dipendenti la quale nella nostra città ha trovato la sua formazione, il suo consolidamento? Ci è giunto che la Direzione

ha avuto dei colloqui col Sindaco e che da questi ha avuto una risposta ben precisa per quanto concerne la evacuazione, dal momento che il compito primo della Amministrazione è quello di salvaguardare la economia della città. Ci è giunto anche che il Sindaco, nel corso di questi colloqui, ha assicurato la Direzione che il Comune farà tutto quanto è posSibile per favorire eventuali spostamenti che la Ditta dovrà affrontare nell'ambito della nostra città. Dopo di che, ogni iniziativa della Direzione per portare lo stabilimento altrove, sarebbe assolutamente ingiustificata. Ora, all'OSV A, la attività è stata ripresa; nella fabbrica permane lo stato di agitazione in attesa che la Direzione si decida ad aumentare i salari e gli stipendi conformemente alle richieste dei dipendenti.

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