"Grandi" TRASFORMATORI
PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA ERCOLE MARELLI
Direzione, Redazione, Amministrazione : Via G. E. Falck, 72 ra;i t10
BASTA CON I LICENZIAMENTI ARBITRARI
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PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA ERCOLE MARELLI
Direzione, Redazione, Amministrazione : Via G. E. Falck, 72 ra;i t10
BASTA CON I LICENZIAMENTI ARBITRARI
È accaduto, ancora una volta, che un provetto operaio, tornitore della sezione P.C., unanimemente riconosciuto per la sua probità e capacità è stato licenziato.
Questo caso segue, a distanza di poche settimane, quello di un altro licenziamento, analogo nelle caratteristiche, a danno di un manovale del reparto L7.
In entrambi i casi sta sulle spalle dei lavoratori in questione un gravoso carico di famiglia. Essi sono padri di tre bambini ciascuno più la moglie a carico.
Questi due operai avevano faticosamente trovato un lavoro, magari dopo un lungo periodo di disoccupazione. Una certa serenità sembrava tornata nelle loro famiglie; ma ecco che, a un certo punto, senza nessuna spiegazione plausibile, vengono chiamati in Direzione e si comunica loro la rescissione del rapporto di lavoro. A nulla serve la giustificazione che trattasi di contratti a termine e che, scaduto il quale, nessuno ha richiesto ulteriormente la loro opera.
Infatti, come è possibile che di fronte alle necessità e possibilità oggettive di impiego, nonchè delle esemplari qualità dei soggetti, si arrivi comunque a spiccare licenziamento?
Chi si -arroga con tanta sicumera il diritto di decidere del destino del lavoratore e della sua famiglia? Per quanto tempo deve ancora durare il regime dell'arbi-
ROTTE ILTRATTATIVE PER IL CONTRATTO
trio padronale? Fino a quando gli operai permetteranno il perpetrarsi di una simile in-
giustizia?
Le trattative per il rinnovo del Contratto di lavoro sono rotte. La Confindustria e l'Intersind si sono mostrati intransigenti di fronte alle pur minime richieste di aumento salariale e ai miglioramenti normativi. Le tre organizzazioni sindacali si stanno consultando per stabi'ire la ripresa della lotta.
Lavoratori, siate uniti e pronti' per dare altri colpi massicci ai padroni per costringerli a cedere.
Mai come in questo momento la storia ha avuto periodi così ricchi di avvenimenti politici e di scoperte scientifiche.
L'avvenimento politico è stato determinato dall'incontro dei due Grandi, rispettivamente rappresentanti di due sistemi letteralmente diversi l'uno dall'altro, i quali hanno dimostrato come, in uno spirito di reciproca comprensione, si possa arrivare alla distensione e alla pace sfatando nel contempo i teorizzatoci della guerra fredda (Dulles ed epigoni) e i governanti di quei Paesi (italiani compresi) che dalla guerra fredda hanno tratto la loro linea
Non serve d'altro canto abbandonarsi alla sfi(Continua in 4 pag.) politica.
"Aboliamo gli armamenti. Miliardi e miliardi vengono profusi, sperperati dalle grandi potenze nel settore bellico mentre si potrebbe utilizzarli per il progresso, per il benessere generale non dimenticando i Paesi sottosviluppati che da anni lottano contro la miseria e le carestie". Così, pressappoco, disse Kruscev all'ONU.
Ad onor del vero e per rispetto alla storia, è doveroso dire che non è la prima volta che in un consesso intenazionale si propone l'abolizione degli armamenti: lo fece Litvinov, ministro degli esteri della giovane Repubblica Socialista Sovietica, a
Ginevra nel 1927.
Allora, la proposta venne accolta con ironici sorrisetti; ora, invece, con serietà e profonda considerazione: alle spalle di Litvinov c'era l'URSS del 1927, ora alle spalle di Kruscev la prima potenza del mondo e sopra la testa di tutti i razzi con falce e martello che solleticano la Luna.
Rapporti di forza, dunque: è il Socialismo che determina la pace.
I popoli di tutto il mondo, gli scienziati di tutti i Paesi guardano con ammirazione e stupore alle conquiste della scienza sovietica, la quale opera in uno Stato il cui sistema gli permette di rag-
giungere i traguardi più ambiti.
Da questa situazione nuova, qual'è la risultante che i lavoratori devono trarre? Innanzitutto non devono commettere l'errore di adagiarsi su un piano di passiva attesa, ma devono operare in modo tale che il "vento caldo della distensione" arrivi fino a noi, nelle nostre fabbriche, nel nostro Paese per porre fine alle discriminazioni, all'intolleranza ideologica e allo strapo- • tere monopolistico.
Per raggiungere questi risultati bisogna lottare, stimolare il processo innovatore, essere, in poche parole, i protagonisti della storia.
Chi ha l'occasione di avere contatti e raccogliere le impressioni dei lavoratori che consumano i pasti alla mensa aziendale, si sente rintronare la testa dalle continue e diffuse lamentele. Questo ci ha spinti ad esaminare la situazione della mensa per vedere come superarne le deficienze attuali.
A nostro parere i motivi sono questi: a) è rimasto invariato il peso delle pietanze; b) la carne viene servita pochissime volte ed è di qualità scadente; c) le minestre non sempre soddisfano, e in particolare il minestrone per scarsità di verdura; d) i contorni non sempre contengono i condimenti necessari, e rispondono ad una scelta di verdure fresche e di stagione; e) impossibilità d'avere piatti caldi.
Si pone quindi il problema di come superare tale situazione e, a questo proposito, si possono suggerire due soluzioni, non dimenticando le di ficoltà che la C.I. incontra per esercitare un controllo adeguato: la prima è quella di richiedere un miglioramento dell'accordo senza ulteriore onere per i lavoratori, ed è facile prevedere che verrà contrastata con estrema decisione dalla
MALATTIA E FERIEAnche per gli operai, come già per gli impiegati, la Direzione ha adottato un nuovo criterio decisamente peggiorativo circa la casuale coincidenza dell'eventuale malattia che sopraggiunga in periodo feriale.
Un simile metodo non solo è arbitrario in quanto viola il Contratto e la consuetudine aziendale, ma è addirittura inconcepibile col buon senso nonchè una certa logica. Infatti, le ferie sono istituite allo scopo di riposarsi e ritemprarsi le proprie energie, perciò sembra alquanto ovvio (ma non per la Direzione) che non possono essere confuse o addirittura sostituite con l'incidentale periodo di malattia.
Si invitano pertanto gli operai a respingere simili pretese lesive ai loro interessi ed a ricorrere, nell'eventualità , alla organizzazione sindacale.
A seguito dell'intervento della C.I. la Direzione ha soprasseduto al provvedimento di cui sopra.
Direzione del personale; la seconda strada, prevede di allargare al massimo le competenze di controllo da parte della C.I., o a chi per essa, e in più rivendicare pur nell'ambito degli accordi sottoscritti un miglioramento anche qualitativo dei generi alimentari, istituendo il principio che nella confezione dei piatti si tenga presente innanzitutto come soddisfare le giuste esigenze dei lavoratori.
Per rendere più precisa questa seconda soluzione noi proponiamo che la C.I. pretenda un controllo più frequente, il quale inizi dalle prime operazioni del mattino e termini con la distribuzione dei pasti, che si avvalga questo controllo di giudizi
competenti e sia sorretto da maggiori analisi chimiche. Si istituiscano contatti meglio definiti tra gli operai e la commissione di controllo.
2 di recente applicazione il provvedimento della Ditta che sostituisce al latte dei preparati medicinali a favore dei lavoratori addetti a lavori nocivi.
Si tratta di un provvedimento che va a vantaggio dei lavoratori interessati. Infatti, alcuni medici da noi interpellati hanno confermato che i medicinali che verranno somministrati hanno un'efficacia antidotica notevolmente superiore a quella più blanda e generica del latte, non solo, ma possono essere scelti in modo specifico in funzione delle singole funzioni nocive.
Comprendiamo che la modifica di un trattamento in atto da molti anni potrà non riuscire gradita ad alcuni lavoratori. Pensiamo però che, poichè il latte veniva distribuito come medicina e non per fornire una prima colazione, la sua sostituzione con pastiglie od iniezioni debba essere favorevolmente accolta, perchè migliora la cura preventiva di molte gravi malattie ed inoltre permette di estendere questa particolare forma di assistenza sanitaria a numerosi altri lavoratori della fabbrica.
Alla Falck, le Commissioni Interne dei vari stabilimenti hanno concordato con la Direzione generale la instituzione dh un premio di assiduità da corrispondere a tutti i dipendenti in proporzione alle ore di effettiva presenza al lavoro. Il premio ammonta a un valore annuo di L. 35.000 circa per gli operai e di lire 45.000 circa per gli impiegati.
L'accordo raggiunto alla Falck, sta a dimostrare l'oggettiva possibilità oggi esistente nei grandi complessi metallurgici, di migliorare le condizioni economiche dei lavoratori superando gli angusti limiti contrattuali, nonehè la utilità della contrattazione integrativa aziendale.
L'unità e la ferma determinazione delle C.T. e
dei lavoratori sono stati gli elementi che hanno permesso di raggiungere tale sostanziale risultato.
Alla E. Marelli, l'acquisizione di un premio di produzione extra contrattuale è un annoso problema tuttora insoluto e ciò non perchè le condizioni economiche e produttive della fabbrica siano precarie, non perchè manchi la volontà e l'adesione dei lavoratori.
Crediamo che sulla base della esperienza della Falck, sia opportuno che la nostra C.T. riesamini con serietà la necessità di riportare sul tappeto la questione del premio di produzione (rielaborato se necessario) e forte dell'appoggio cosciente dei lavoratori, richieda alla Direzione l'inizio di una proficua e conclusiva trattativa in merito.
Da parte di numerosi lavoratori ci viene segnalato il notevole ritardo con cui giungono le risposte alle singole questioni individuali che vengono sottoposte alla Direzione del personale tramite la C.I.
Comprendiamo benissimo che le rivendicazioni di natura collettiva, richiedono un serio esame, uno studio attento e una complessa valutazione degli eventuali oneri e che ciò può significare tempo, talvolta molto tempo.
Quando però si tratta di un semplice passaggio di categoria, di una rettifica del periodo di ferie, della sistemazione di una bolla di cot-
Vi immaginate l'esilarante spettacolo di vedere camminare i nostri custodi in mutande? Quale atto di peccato e pornografia sarebbe per le "Figlie di Maria" e come urlerebbero i catoni nostrani, farciti di puritanesimo.
Ma ci sono altri invece che non si scandalizzano, anzi se ne fanno un baffo; sì!
Finchè la nostra beneamata Direzione (o chi per essa), rifiuta di vestire decentemente coloro i quali dovreb-
D'altra parte si rende indispensabile migliorare i servizi logistici come: depositi, vasche, pulizia refettori e suppellettili. In particolare si rende necessaria l'istituzione allo stabilimento I di una nuova uscita dei lavoratori che elimini il passaggio degli operai e delle operaie nei locali della mensa, così da permettere una più tempestiva distribuzione delle vivande, onde eliminare l'inconveniente dei piatti freddi e la condizione antigienica provocata dalle persone che continuamente percorrono il refettorio. bero, se pur esteriormente, raffigurare l'ordine e l'impeccabilità esistente nella Marelli.
Però sanno benissimo come nascondere i panni sporchi, tant'è che nelle grandi occasioni si manda in prima fila i meglio vestiti, ma una attenta osservazione vi farà scoprire che dietro ai primi stanno quelli con giacche e pantaloni che ormai (data la forte paga percepita), si usa buttare nel ripostiglio degli
stracci. Bisogna però ammettere che i nostri guardiani sono dei pudici e pur di attenersi a quelle leggi morali che in Italia non mancano, sacrificano un paio dei loro pantaloni, che se anche non sono delle stesso colore vanno bene lo stesso; tanto la Marelli pensa che fra i suoi dipendenti ci sia un gran numero di "daltonici".
AMILOARE
timo o di tante altre questioni, di modesta portata per l'azienda, ma talvolta importanti per l'interessato, non sarebbe possibile Di Favara che le risposte vengano date più sollecitamente, magari mettendoci un tantino più di solerzia?
U.S.A. - Il presidente Eisenhower ha impugnato la legge liberticida antisciopero Taft-Hartley per costringere i siderurgici a cessare lo sciopero.
U.R.S.S. - Già in molte aziende industriali l'orario di lavoro è stato portato a 7 ore in base alla decisione del Governo che entro il 1960 tutte le fabbriche debbono ridurre l'orario di lavoro a 7 ore.
ITALIA - Recenti statistiche fanno ammontare a 5 milioni gli analfabeti.
U.R.S.S. - A giorni verrà pubblicata la foto dell'altra faccia della Luna ripresa dal «Lunik » nel suo viaggio di andata sul satellite.
Nella società moderna, dove tutti ammettono la necessità di stabilire la eguaglianza dai punti di partenza, la scuola rappresenta il più efficace e rilevante strumento di rinnovamento e di giustizia sociale.
Secondo le statistiche più recenti, ci sono in Italia cinque milioni di analfabeti, cioè il 12% della popolazione totale e le aule delle scuole sono del 42% inferiori al fabbisogno nazionale.
Secondo un rilievo fatto dal Ministero della P. I. in Italia, per limitarci alle scuole elementari, mancano 78.000 aule scolastiche: la situazione •della scuola elementare è quindi molto precaria e difficile in tutto il Paese.
Inoltre alle 78.000 aule mancanti per l'istruzione primaria, sono da aggiungere almeno altre 50.000 anche per la scuola secondaria.
Affinché ci si possa render conto dell'urgenza con la quale si impongono i problemi relativi all'istruzione scolastica a Sesto è necessario ricordare che la popolazione della nostra città è salita nell'ultimo decennio da 44.000 unità a circa 60 mila e gli allievi delle scuole elementari da 2900 del 1952 sono saliti a 3560; ad essi sono da aggiungere i 2500 allievi delle •scuole secondarie i cui problemi non sono certo meno pressanti di quelli delle scuole elementari.
Pertanto dalle 5'6 aule del 1952 si è passati alle 76 del 1957, alle 85 del 1958 alle 96 del corrente anno scolastico grazie all'immissione di 11 aule della nuova scuola di Cascina Gatti.
Per quanto riguarda le
scuole secondarie, la realizzazione della scuola media con le sue 24 aule e 800 posti-banco ha già risolto il problema in tale ramo dell'istruzione al momento attuale, ma l'incremento •della popolazione della nostra Città è talmente rapido e impetuoso che il problema di un'altra scuola media non tarderà molto ad imporsi.
Le due nuove scuole recentemente entrate in funzione hanno portato un onere di 280 milioni: lo sforzo compiuto dalla Amministrazione Comunale nel settore scolastico per avviare alla normalità la scuola sestese è sta-
diata esecuzione sarà l'ampliamento della scuola •di avviamento commerciale « Breda » per un importo di circa 138 milioni; esso offrirà ulteriori 480 posti-banco con maggioranza' delle famiglie sestesi composte da lavoratori, è diretto verinoltre sei aule di esercitazioni pratiche di calcolo meccanico, eccetera.
UN PROBLEMA: LA SCUOLA PROFESSIONALE
L'istituzione della nuova scuola di avviamento
che speriamo possa presto essere istituito nella nostra città .
I mille e duecento allievi dell'avviamento professionale commerciale, aggiunti agli allievi dei due avviamenti professionali privati e ai 150 allievi della scuola avviamento industriale testè istituita, denotano con molta chiarezza che l'orientamento della grande so la continuazione dell'istruzione professionale per i propri figli, in quanto la particolare struttura economica della nostra città spinge la gran massa dei genitori ad indirizzare i figli verso la car-
riera industriale produttiva.
L'Amministrazione Comunale ha sempre cercato che il processo di evoluzione della nostra città fosse accelerato in ogni campo e ha mirato con tutte le sue forze alla realizzazione di tale processo anche per l'edilizia scolastica nell'interesse di tutti i cittadini sestesi.
to veramente notevole e non è considerato per nulla esaurito in quanto l'Amministrazione Comunale di Sesto ha sempre considerato il settore della pubblica istruzione come uno dei più delicati e complessi settori della vita di una moderna città .
LA SCUOLA
AL 46 RESTELLONE„
Il progetto per la scuola •di Restellone già presentato nel 1956, che prevede 4 padiglioni con 20 aule per un costo di 90 milioni, troverà pronta realizzazione; di imme-
professionale industriale ha posto sul tappeto un altro importantissimo problema che dovrà avere prontissima soluzione: i centocinquanta iscritti alle prime classi della scuola di avviamento industriale a Sesto, indicano chiaramente che la necessità di questa scuola statale era più che sentita nella nostra città .
I tecnici del Comune si sono subito messi all'opera per la progettazione di una scuola moderna che prevede anche un ulteriore grande sviluppo della scuola stessa e la sua continuazione nell'istituto tecnico industriale
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Chi segue un po' da vicino la situazione politica, non può non rimanere colpito e cercare di capire i fermenti che si manifestano in modi differenti ed originali nelle file di alcuni partiti e di varie associazioni di massa. Questi fermenti molte volte si affermano con prese di posizioni pubbliche, le quali portano elementi nuovi »e vivificanti nella dialettica del movimento politico italiano. In questa situazione si inserisce il convegno delle A.C.L.I. milanesi che si è tenuto giorni fa a Milano. il quale ha visto nella relazione e negli interventi del vivace dibattito messa a fuoco e criticata tutta la politica svolta in questi anni dalla D.C.
Le constatazioni che in quella sede sono state fatte vale la pena di sunteggiarle e di riportarle perchè si prestano a considerazioni molto interessanti. È stato detto che fino ad oggi si è evitato di applicare la Costituzione, che la ricostruzione del nostro Paese è avvenuta rafforzando i monopoli, che la condizione dell'operaio italiano e i suoi consumi sono al livello dei popoli coloniali, che la politica dei vari Governi D.C. succedutisi in questi anni ha escluso i lavoratori dalla direzione dello Stato, che l'interclassismo è una ideologia che serve a meglio sfruttare i lavoratori.
È appunto per conoscere come questa vibrata e giusta denuncia si sarebbe trasformata in azione concreta che abbiamo avvicinato un qualificato rappresentante della C.I.S.L. di una grande azienda sestese, il quale era intervenuto nella discussione svolta al Congresso del-
le A.C.L.I. milanesi. Con una franca discussione — pensavamo noi — si sarebbe dato un aiuto alla precisazione, alla presa di coscienza dei problemi e dell'azione che necessita portare avanti.
Non basta denunciare
Perchè è giusta e fattiva la denuncia, ma poi come si pensa di inserire i lavoratori alla direzione dello Stato? Con la D.C. la quale riceve il 75% dei suoi voti dai lavoratori e fa per il
so le nostre domande dimostrando una eccessiva prudenza.
Riaffermando di essere d'accordo con le cose dette al convegno, ed esprimendo alcuni giudizi interessanti che vanno in quella direzione, ne ha ritenuto però inopportuna la popolarizzazione e l'apertura di un dibattito su tali problemi.
Noi riteniamo che non sia giusto mantenere nel ristretto à mbito specialistico quei problemi. Perchè sarebbe la mi-
riusciranno a vincere la loro battaglia. Così la si perde, anzi, si contribuisce a lasciare le cose come stanno.
Ci vuole più coraggio
È l'antico dilemma dei cattolici onesti : occorre costruire una società più giusta; ma chi contrasta questo nobile disegno? Gli amici, quelli che stanno alla testa dentro e attorno alla D.C. Chi, invece, aiuta questo proposito? I « nemici », quelli che stanno alla
testa dentro e attorno alle organizzazioni popolari.
Ci vuole coraggio. Quel coraggio che il convegno A.C.L.I. ha incominciato a dimostrare giungendo a superare le manifestazioni del più ottuso anticomunismo. Occorre fare altri passi avanti, speditamente, convincendosi che soltanto unite, o perlomeno collegate e aiutandosi a vicenda, le forze popolari potranno realizzare la Costituzione e cambiare le cose in Italia.
100% la politica del padrone? E come sollevare la condizione di vita del lavoratore, con un Governo D.C. che si appoggia ai fascisti, o con un Governo che riceve il contributo di tutta la sinistra? E può fare questo Governo nuovo?
Queste ed altre domande ci premevano nella testa come quella. ad esempio, se si possa realizzare una unità più efficace e permanente dei Sindacati, ma siamo stati delusi nelle aspettative perchè il rappresentante cislino ha elu-
gliore conferma del « predica bene e razzola male ».
i lavoratori
alla direzione dello Stato
Ma come, si afferma che i lavoratori sono stati tenuti per troppo tempo estranei alla direzione dello Stato, si dice che, nell'interesse del Paese, debbono essere inseriti alla gestione della cosa pubblica e poi si teme di parlare loro proprio di queste cose.
Non così gli aclisti
(Continuazione dalla 1 pag.)
ducia, allo scoramento, nè tanto meno alla rassegnazione. Una via di uscita c'è! È la via della lotta unitaria dei lavoratori, che induca, fra l'altro, il Parlamento a promulgare sollecitamente le debite leggi, relative alla regolamentazione dei contratti a termine e dei licenziamenti in generale. Bisogna ottenere che esso avvenga, eventualmente,
Il regime dell'arbitrio e del dispotismo padronale deve finire. I rapporti tra padroni e lavoratori devono necessariamente mutare, soprattutto e prima di tutto, nella fabbrica, se si vuole che essa diventi realmente un centro propulsore di vita attiva e democratica e non invece una caserma, o peggio, un luogo di pena.