"GRANDI„
Trasformatori
PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA ERCOLE MARELLI
I tre Sindacati hanno deciso per il 16 aprile:
SCIOPERO NAZIONALE
Obiettivo: Nuovo Contratto di Lavoro - Migliori salari per allargare i consumi e potenziare il mercato interno - Le conseguenze del M. E. C. e la politica governativa
I 30.000 metallurgici di Sesto S. Giovanni si apprestano a scendere in lotta per portare il loro contributo essenziale alla azione generale della categoria, già mobilitata dalle centrali sindacali per il rinnovo del contratto Collettivo di Lavoro.
Il movimento è in atto, le rivendicazioni di fondo poste nel nuovo contratto sono maturate attraverso dibattiti in centinaia di assemblee ed emerse con forza nel corso di importanti lotte aziendali che qui a Seso culminarono I'11 luglio in un
Si discute molto, attualmente, circa il potere contrattuale della C.I.; attorno alle possibilità che questa ha di portare a termine positivamente le varie rivendicazioni.
Spesso si constata, ed a ragione, che i suoi rapporti con la Direzione sono puramente formali; e servono il più delle volte da paravento alla azione di questa tendente ad imporre, quasi sempre, il proprio punto di vista, che è ovviamente intransigente e negativo circa le varie richieste sostanziali avanzate dai lavoratori negli ultimi tempi.
Frequentemente si fa il paragone coi tempi immediatamente successivi la guerra di Liberazione Nazionale; quando, si dice, tutto veniva prontamente e positivamente risolto.
Ma quell'era la forza di quei tempi? Dove risiedevano le ragioni dell'altro potere contrattuale della CI?
Prima di tutto vi era l'unità effettiva, alla base. Secondariamente forte era il legame tra la C.I. e i lavoratori, tramite il frequente contatto col delegato di reparto oltre che direttamente col lavorato-
potente sciopero unitario dei lavoratori metallurgici.
Migliori condizioni di vita e di lavoro, un congruo aumento dei salari e degli stipendi, nuove norme che stabiliscano la contrattazione della forza lavoro nei suoi vari aspetti ( cottimi, incentivi, ecc.), la riduzione dell'orario di lavoro a parità salariale, eliminazione della assurda sperequazione fra salari maschili e femminili ( art. 37 della Costituzione ), nuovi principi disciplinari che eliminino ogni arbitrio padronale nell'a-
re. Ma sopratutto vi era fermezza, coerenza e decisione nel portare avanti le lotte. Qual'è oggi invece la situazione? Basta osservare come vengono portate avanti le lotte attuali.
Le condizioni produttive e finanziarie dell'azienda sono floridissime; Marelli aumenta ogni giorno i propri profitti; i diritti dei lavoratori vengono violati. In queste condizioni, la C.I. riesce ad elaborare una piattaforma rivendicativa; chiama per diverse volte i lavoratori a sostenerla con la lotta, poi, nel bel mezzo di questa, incominciano le titubanze, i « ma », i « se »; conclusione: l'azione si arresta il padrone prende fiato, ridiventa tracotante, dispotico.
Ed è naturale: quando vi è incoerenza, indecisione, divisione nei lavoratori i padroni fanno festa.
Da una parte della C.I. (C.I.S.L. e U.I.L.). così come un tempo si diceva che tutto si potesse risolvere amichevolmente; che la lotta non serviva, oggi si prende a pretesto della loro rinuncia i soliti logori luoghi comuni : « Bisogna aspettare tempi migliori »; « Non bisogna i-
zienda e ristabiliscano le fondamentali libertà dei lavoratori e dei loro organismi di fabbrica secondo i precetti costituzionali.
Da questo quadro complessivo, anche se sommario emergono con chiarezza l'importanza economica e di principio delle questioni poste che rappresentano non solo l'esigenza di soddisfare ai bisogni immediati dei lavoratori, ma anche quella di far fare alla classe operaia un passo in avanti per il rafforzamento del suo potere nella fabbrica e nel paese.
E' da tempo che i lavoratori nel loro complesso, ( è oggi in corso una grande lotta dei tessili, degli statali ecc.) e i metallurgici in particolare, attendono ii momento per dare battaglia su tutto il fronte al padronato, che, negli ultimi anni si era fatto aggressivo e più intollerante verso gli operai spremendoli di più, violando le più elementari libertà, umiliandoli e tentando di dividerli usando la logora arma della discriminazione del ricatto delle « commesse NATO » della minaccia del licenziamento o del declassamento, dei premi antisciopero ecc.
Oggi, che la resa dei conti sul piano sindacale sta per suonare, quale significato può avere l'argomento padronale sulla sua impossibilità di fare concessioni perchè l'industria italiana si trova in fase recessiva?
Il fatto che vi siano alcune difficoltà in certi settori produttivi ( e non in tutti ) dovuti in grande misura allo scarso assorbimento di prodotti sul mercato, dimostra prima di tutto che la « crisi i, è di sottoconsumo ed è determinata dal basso tanore di vita delle masse.
Un po' più di miliardi in circolazione nelle tasche dei lavoratori, e allora vedrete che il mercato italiano viene stimolato, i consumi crescono e così la produzione. E anzichè licenziare gli operai, o ridurre l'orario di lavoro a 30 e 32 ore decurtando il salario, come stà av‘enendo nel gruppo Magneti Marelli, non sarebbe più utile, portare l'orario nelle fabbriche a 40 ore pagandone 48?
Inoltre anzichè far soffocare la nostra economia nell'ambito del M. E. C., non ne trai-i—r:it , vantaggio allargando i nostri scambi commerciali con tutti i paesi del mondo?
Ma questo non è il vostro inciirizzo, e neppure quello del c-uverno che vi sostiene. Voi monopolisti per i vostri sordidi interessi di classe e pur di mantenere il vostro dominio sul popolo state trascinando l'Italia in una pazzesca politica di avventure che è antioperaia, antisociale, antinazionale.
La politica che oggi esige la classe operaia e gli strati più larghi del popolo è un'altra ed è quella che si fonda su più alti salari, sulla distensione internazionale e sugli scambi commerciali con tutti i paesi, una politica di maggiori investimenti produttivi, per le 40 ore pate 48, per la parità salariale fra uomo e donna e così via.
E questa politica trova sempre più larghi consensi, perchè è l'unica che potrà finalmente spianare la strada al progresso sociale ed economico del paese.
I metallurgici italiani e di Sesto, sono consapevoli che la lotta da essi intrapresa è una parte importante di quella di tutti i lavoratori che si battono rer migliori condizioni di vita. Essi sanno per esperienza che per piegare la resistenza padronale e uscire vittoriosi occorre condurre un'azione a fondo ed essere uniti fino alla fine.
Sciopero Nazionale di 24 ore
Dalle ore 6 del giorno 16 aprile
alle ore 6 del 17
nasprire perchè vi è la imminenza del rinnovo contrattuale ». Questi ignorano : 1) che la nostra azione cominciò molto prima del rinnovo contrattuale; 2) che le nostre rivendicazioni s'intersecano con quelle contrattuali; 3) « Che i tempi migliori », in Italia, verranno quando i lavoratori si batteranno a fondo ed uni-
ti per mutare l'attuale indirizzo politico — economico governativo, che è a totale ed esclusivo favore delle classi privilegiate.
Perciò, noi siamo sen'altro favorevoli al recente appello lanciato dalla F. I.O.M., tendente a ricreare, nell'interesse e per il pieno soddisfacimento delle aspirazioni dei lavora-
tori, il movimento unitario di lotta per aumentare il potere contrattuale della C.I.
Dovere della C.I. oggi è quello di portarla avanti con fermezza e decisione.
Questi è quello che vogliono i lavoratori, e lo hanno dimostrato con la loro unitaria partecipazione agli ultimi scioperi.
Cronaca delle C.I.
Le notizie ufficiali provenienti dalla C.I. a mezzo dei comunicati, danno ai lavoratori una informazione vaga, generica e incompleta sulla sua attività e sui risultati che ne derivano.
Per maggior chiarezza pubblichiamo una piccola cronaca della attività della C.I. in questi ultimi tempi.
-- Contrattazione delle tariffe dei cottimi:
La direzione respinge tale principio e propone invece una procedura, rapida e discussione tecnica delle tariffe contestate. Tale proposta, collaudata da una lunga trattativa su alcuni cottimi del rep. 207, ha dato risultato negativo. Rinnovo e adeguamento, statuto e regolato FAL.
La discussione iniziata alcuni mesi or sono è tuttora in corso.
Distribuzione sussidi FAL e Mutua, per gli operai, contemporanea. mente alle buste paga.
La C.I. chiede che venga mantenuto il pagamento settimanale consuetudinario. La direzione insiste sulla sua richiesta. La discussione è stata portata avanti i consigli della FAL della mutua operai.
— Chiusura per ferie in agosto. La direzione ha deciso per il prolungamento al 12 giorni; malgrado, il parere contrario della C.I. Su richiesta della C.I. è continuato la sostituri ,Cne delle stoviglie di alluminio nelle mense con stoviglie in ceramica e vetro.
PREMIO DI ANZIANITA' operai.
Malgrado il diverso atteggiamento già assunto dalla ditta, è stato riconfermato che il premio sarà corrisposta alla scadenza normale e commisurato all'ultima percentuale utile di cottimo.
Rep. 2 e 6 — Chiesta revisione della percentuale fissa per sei operai che si trovano al 33% mentre gli altri operai sono al 3738%.
La C.I. ha reclamato per l'ingiustificata richiesta che la direzione rivolge agli impiegati, affinchè venga comunicata la diagnosi di malattie non previste dall'INAM. Protestato per l'arbitraria variazione di orario in atto nella Sezione Im. pianti, senza preventivo accordo con la C.I, Negata dalla ditta la richiesta di indennità ma. neggio denaro ai marcaore e fattorini distributori di buste paga.
Reclamato per il deficiente funzionamento dell'infermeria e per dif. ficoltà di uso dell'autoambulanza o altri mezzi, per trasporto ammalati.
Respinta la richiesta di mensa speciale alle donne in occasione dell'8 Marzo.
Protesto per l'invio delle guardie a ispezionare i gabinetti.
Protestato per il licenziamento di due impiegate con la motivazione di troppa frequenza e lunghezza di assenze per malattie.
Negata la richiesta di anticipare, in occasione della Pasqua, il pagamento dei salari e degli stipendi di fine Marzo.
Sono stati richiesti inoltre diversi passaggi di categoria. Risposte negative o dilazionate.
Da questo quadro, purtroppo conciso, risulta che la C.I. non riesce oggi a condurre un'azione contrattuale efficente, ma che essa è confinata in un'at. tività puramente formale.
Sta ai lavoratori, con la loro lotta unitaria, far si che essa ritorni ad essere quel valido strumento di difesa dei loro interessi, quale è stata nel passato quale dovrà nuovamente necessariamente diventare nel prossimo avvenire.
MONDO CATTOLICO
Gli avvenimenti politici di questi ultimi tempi hanno portato alla luce i forti contrasti che si agitano nel mondo cattolico, l'esistenza di una sinistra che contrapone una visione delle cose e una prospettiva di soluzione opposta alla maggioranza dei notabili.
La realtà delle fabbriche e delle campagne dove da anni in pieno potere democristiano si perpetua una politica di autorità... di sopraffazione da parte del phdronato, che ~li ga i lavoratori ad un lavoro sempre più redditizio e intenso senza migliorare le condizioni economiche e sociali.
Le esigenze sempre più pressanti ed evidenti di una riforma sostanziale delle nostre strutture economiche, che viene sabotata e non trova attua. zione hanno portato una parte dei dirigenti e vasti strati di popolazione ad orientamento cattolico a rivedere da loro posizione politico-sindacale.
Quale prospettiva apre ai 'lavoratori tutto ciò?
E' certo che la maturazione di una nuova coscienza nei cattolici frugando in parte le nebbie che ostacolavano una chiara visione dei problemi pone tutto lo schieramento dei lavoratori su una
13~tonédi maggiore coscienza dei propri diritti e doveri. E' evidente a tutti ormai, che per migliorare le nostre condizioni di vita bisogna battere con la lotta il padronato, e più in generale è necessario per i lavoratori conquistare il posto che spetta loro nella direzione dello Stato. Ma come?
Con l'unità di tutti i lavoratori diciamo noi, unità che non deve far perdere i caratteri distintivi di ogni organizzazione, ma che deve permettere di presentare un fronte unico senza inclinatura al padronato.
Purtroppo ancora oggi all'azione delle organizzazioni cattoliche si rileva una forte diffidenza verso la sinistra si ha sempre paura che essa si muova per motivi inconfessabili, con la conseguenza che non si riesce a dare all'azione dei lavoratori una costanza, una iniziativa che sono indispensabili per ottenere dei successi contro un padronato ormai reintegrato in tutta la sua potenza e deciso a contrastare in tutto per tutto il passo ai lavoratori.
Oggi si ,chiede quindi ai cattolici uno sforzo per meglio capire le ragioni, i motivi storici e politici dell'esistenza dei movimen-
triti sinistra, per comprendere che la loro azione si inserisce nel tessuto nazionale come un indispensabile elemento di rinnovamento delle vecchissime strutture del nostro paese per dare finalmente alle classi lavoratrici il posto che loro spetta
Così sarebbe più facile per i cattolici rendersi conto che gli ideali di lilibertà e democrazia non sono solo i loro ma sono perseguiti da anni con coerenza e tenacia da quelle forze che a torto ritengono come antidemocratiche"
LEGGETE!
SOSTENETE!
DIFFONDETE
Trasformatori
La Commedia
Attenzione : occhio
di Lince.... ti guarda
IN UFFICIO
Discussione a due.... e poi a tre.
Ragioniere... pssss... ragionir Colombo...
E' !?... (Sussultando) che c'è!!!
Sono io... Speranziella...
Ah... Ah... Dica.
Ha sentito?
No !! ! Che cosa? (Togliendo gli occhiali).
Ma come... La Circolare sull'obbligo di mettere il tipo di malattie...
Ah, sì, mi pare di avere intravisto qualcosa di simile...
Ebbene non le pare che stiamo esagerando? Non pare a lei che è un ben pensante che le cose non vadano come si afferma?...
Senta... si spieghi meglio, non capisco.
Ecco si tratta... pss...
Attenzione Occhio di Lince ci guarda... ( e continua a voce bassa)... dicevo... Si tratta dell'andamento generale. Mi spiego... Gli stipendi rimangono immutati, il costo della vita sale...
Ahh... ma è sempre il solito ritornello...
No! !! No !... preciso. Sa perchè il signor Scaccia. topi, il nuovo venuto, non fa un'ora di straordinario pur avendone bisogno? No?... Ebbene il perchè sta scritto nel contratto ; di straordinario prenderebbe meno di un'ora normale...
??? ...e meno male che sinora il signor F. non lo obblighi, potrebbe anche farlo. Sa perchè non si vede più la signorina Piscitti? Ebbene è stata licenziata ; sa perchè... attenzione Occhio di Lince s'è alzato... Ah ecco sta per uscire esce.. (Si guarda in giro con fare pomposo e alzando la voce)... insomma niente va bene! tutto va a rotolo... è una indie.......
Ma non esageri!... Lei è il solito uccel del malaugurio. Come !!! Io uccel del malaugurio?... Ma scusi!... Permetta! !!
Guardi sentiamo il parere del signor Scossoni lui è al corrente, lui sa tutto, e avvicinandosi all'orecchio del ragioniere sussurra)... ho sentito dire che è un estremista, ma sa... è un ragazzo intelligente (poi alzando di nuovo la voce).
Signor Scossoni!... Scossoni ! Il terzo uomo (avvicinandosi).
Dica, dica signo Speranzielli...
Senta, io e il ragioniere stavamo discutendo...
Del Mercato Comune... No!... Per ora delle far cende interne...
Ebbene?...
Ebbene... circolari-cappio... rinnovo contratto... ridimensionamenti...
Aggiunga pure le nuove restrinzioni, le guardie che girano nei gabinetti di decenza, molte... insomma come prima della liberazione, voglio dire ulteriore giro di vita grazie all'accondiscendenza dei molti sempre meno democratici governi che si susseguo no.
Vede?... Sente?... Le dicevo ragioniere che il signor Scossoni è competente...
Si... Sì... capisco ma malgrado tutto non potete negare che la Ditta sta facendo degli sforvi enormi per aumentare la produzione, rinnova il macchinario, costruisce i reparti... insomma arriva fino alla rinuncia dei dividendi pur di migliorare!
L'ha detto ragioniere, l'ha detto, pur di miglio;rare... ma lei? !! ! E a spese dei lavoratori.
Anzitutto le dirò, che il macchinario eccelle per prestazioni e nemmeno si può inquadrar e agevolmente in quanto scarso e disparato.
Piuttosto di « ricostruzione » dei reparti parlerei di RATTOPPAMENTO dei precedenti, quindi nessun miglioramento sostanziale sul piano del razionalismo e dell'igiene.
Per i dividenti... credetemi.. la botte riempita fa bella mostra di sè... in cantina...
Accid.. Attenzione!! ! E' rientrato Occhio di Lince.
Pssss... (Occhio di Lince guarda accigliato verso il gruppo poi...).
Signor Scossoni!... Scossoni!... A proposito di quella r rat ica
IL GIORNO DOPO
Tema del giorno : Del senso di poi.. con quel che segue.
L'ipocresia caro ragionier Colombo... l'ipocrisio... Ma Speranzielli... Speranzielli, non ha letto?...
Una volta tanto che... Mahh... ho i miei dubbi... (e guardando di sottecchi il ragioniere)... forse se in interpelliamo lo Scossoni... No !!! No!!! Non voglio sentire non mi interessa! (Commento dello Scossoni che sénza far finta aveva sentito...).
... In un mondo di pazzi è follia essere savi...
« Uscendo omaggio al filosofo v,. AMILCARE
"Grandi„
In un incontro tra il Sindaco e il vice-sindaco di Sesto con la M. M. e il comune di Milano, è stata accettata la proposta di prolungare subito il Metrò fino al Rondò di Sesto.
Da una conversazione con il Sindaco Abramo Oldrini
LA METROPOLITANA
Un interessante progetto dell'Amministrazione di Sesto S. Giovanni per il prolungamento del Metrò Milano - Sesto - Monza
Ogni tempo, ogni situazione presuppone un aggiornamento tecnico in ogni campo della vita pubblica ed in ogni settore di essa si manifestano esigenze nuove rapportate al progresso generale di ogni ordine, tecnico e sociale.
Così la soluzione del problema dei trasporti urbani nelle grandi metropoli impegnate a fornire al cittadino mezzi rapidi e sufficienti per lo spostamento di masse interessate alla vita ed alle attività di grossi centri come Milano suggerisce di abbandonare il superato mezzo di trasporto alla superficie del suolo per usufruire del più idoneo sistema di comunicazione sotterraneo.
Il sempre maggiore sviluppo dell'uso dei mezzi motorizzati da parte di privati e di servizio pubblico e il grande sviluppo intensivo dei traffici, hanno certamente creato l'inconveniente maggiore per i servizi di superficie.
Questa situazione di fatto esiste a Milano e in altre Metropoli da molto tempo : nelle più importanti città europee ed extracontinente il problema è già stato affrontato, e in alcune di esse, da decenni.
In Italia si è affrontata la realizzazione dei trasporti sotterranei RomaOstia, badando più al decorativo e al prestigio che non alla pratica, per cui il risultato è stato tutt'altro che soddisfacente.
Milano - Sesto Monza
Il Metrò Milanese (MM) è stato improntato con criteri ben diversi anche se vi sono ancora grossi problemi da chiarire e da sviluppare.
Importa a noi Sestesi, al momento attuale dibattere la prospettiva che il servizio venga esteso oltre i confini di Milano; venga prolungato sulla di-
rettiva SESTO-MONZA, al fine di sostituire l'attuale ormai superato ed inadeguato trasporto che congiunge circa 40 mila viaggiatori — media giornaliera — da MONZA-SESTO con Milano e viceversa.
A nostro parere, come sopraddetto, da un punto di vista tecnico, l'impostazione iniziale della M.M., è buona in quanto congiunge il Centro milanese con la zona industriale-sportiva facendo capolinea a 1 Piazzale Lotto e si presenta con l'altra testa sulla direttrice di sviluppo più conseguente ed interessante, la zona industriale di SESTOMONZA e la Brianza, zona destinata a diventare sempre più nel prossimo futuro satellite complementare della vita e degli interessi milanesi.
Rompere gli indugi
Ancora non vi sono idee e programmi precisi da parte del Comune e dei dirigenti della M.M. per il prolungamento oltre i confini della Città: solo per 150 m. e per ragioni di manovra, l'attuale progetto in corso prevede all'altezza dello stabilimento M. Marelli l'inoltro in territorio sestese.
Il buon senso, le evidenze di ordine sociale ed economiche, dovrebbero far superare gli indugi di ogni altro ordine, burocratico, campanilistico, amministrativo.
Abbiamo già detto, come il trasporto di masse consistenti, giova ai fini di assicurare introiti che determinano favorevolmente i bilanci di gestione.
Le masse sestesi e brianzole, masse a carattere di continuità non fluttuanti, perchè soggette ogni giorno a raggiungere Sesto o Milano per il lavoro diuturno, possono con la
loro entità assicurare, come avviene ora per l'ATM la parte più attiva della bilancia di gestione.
Pensiamo esistano quindi le ragioni che devono indurre i responsabili a rompere gli indugi e definire il piano di estensione ai centri di Sesto e Monza.
Costo:
10 miliardi
La prima di carattere amministrativo.
Non potrebbe la M.M. milanese varcare i confini del suo territorio secondo le leggi vigenti. E' necessario ottenere dagli organi governativi le relative concessioni ed il consenso delle Autorità Comunali dei territori extra urbani che si vogliono attraversare.
A questo scopo la soluzione che può ovviare alla prima difficoltà è la costituzione di una Società latere della M.M. cioè un Consorzio con SestoCinisello-Monza.
Difficoltà tecniche di attuazione non ne esistono : anzi, anche in relazione ai costi, la parte esterna si presenta in condizioni più favorevoli; non vì sono tanti servizi da spostare e situazioni da rivoluzionare. Il tracciato dal confine di Milano a Monza sotto questo punto di vista si può dire ideale.
Resta il problema del finanziamento e della sua impostazione il costo è previsto in 10 miliardi (1 miliardo circa ogni km. lineare).
Vi è la tendenza da qualche parte di voler abdicare la parte fondamentale degli enti pubblici a favore della iniziativa privata.
Non escludiamo che allo stato attuale delle cose il capitale privato debba contribuire in misura anche consistente; riteniamo però che stante la natura
sociale del servizio, la parte determinante debba rimanere ai pubblici enti al fine di garantire le prerogative e le funzioni del servizio stesso.
Si deve evitare cioè che il servizio della Metropolitana diventi un mezzo di speculazione a danno degli utenti.
SuIrgrgomento sono già avvenuti degli scambi di idee fra i Comuni interes• sati: ne è uscito, sia pure allo stato embrionale, un indirizzo come sopra citato.
Abbiamo già detto che non sono solo i comuni sono interessati all' aggidrnamento ed allo sviluppo dei servizi di trasporto, ma anche lo Stato di Provincia.
Sarà compito quindi oltre che di vari consigli Comunali, dei parlamentari della zona e dei Consiglieri Provinciali, come del resto è già stato fatto
dal Gruppo dei Consiglieri provinciali Comunisti, di sollecitare e vincere la indifferenza del Governo e della Amministrazione Provinciale di Milano. Siamo certi che la volontà delle popolazioni e l'azione degli enti interessati, nonchè il buon senso prevarranno, e che la M M. non rimarra un saggio dimostrativo.
I lavoratori sestesi hanno grande interesse a che il servizio di Metrò venga esteso anche alla loro città; per questo l'Amministrazione Comuniale fin dal 1956 ha avanzato la pratica al Ministero per l'autorizzazione del servizio.
Comunque, dal momento che il problema concernente Sesto e Monza è tuttora in discussione, sarà nostra premura informare tempestivamente i lavoratori non appena cose nuove verranno alla luce.
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Tra le organizzazioni dei lavoratori e degli industriali
Le modifiche proposte al 16 Aprile: incontro per la parità salariale Contratto Nazionale
Il diritto alla parità salariale tra un uomo e donna è ormai universalmente riconosciuto. Da oltre due anni la Convenzione Internazionale n. 100 del BIT di Gineva è stata ratificata dal governo italiano, assumendo forza di legge.
Numerose sono le sentenze della Magistratura a Milano, a Torino, a Roma, a Firenze con le quali si è reso operante il principio sancito dall'art. 37 della Costituzione Repubblicana, imponendo ai padroni delle Fonderia Almara, della Carlo Erba, del Banco Ambrosiano, ecc. il pagamento degli arretrati sulle differenze di paga per le lavoratrici che eseguivano lavori uguali o di pari qualifica degli uomini. Una Commissione interconfederale composta da rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e della Confindustria ha lavorato per più di quattro mesi per esaminare il problema e unanimente CISL, CGIL e UIL hanno documentato l'inferiorità del salario femminile rispetto a quello maschile di qualifica uguale o corrispondente
Malgrado questa situazione di fatto, il padronato italiano resiste ostinatamente; ignorando ac-
Pelle
« Ciò che va bene per la General Motors, va bene per il Paese ». Questo è uno degli stabili slogans della propaganda elettorale negli Stati Uniti. Attorno a questa affermazione si raccoglie e si esprime tutta la politica americana. Ci pare opportuno rilevarlo perchè le conseguenze di questa politica ricadono anche su di noi ed è quindi necessario sottolinearne il punto di partenza per derivarne la prospettiva.
La immediata prospettiva è per noi la installazione, nel Veneto e in Sardegna, di basi per il lancio di missili atomici.
Tremenda, tragica prospettiva dettata esclusivamente dall'ottusità politica e dal miserabile interesse di una classe dirioente in liquidazione.
Che cosa può, infatti, giusti. ficare la decisione di installare le basi? Forse il momento politico?
Certo no. La situazione attuale è caratterizzata dalla ricerca, in buona o in malafede non ci interessa per ora, di una « sistemazione » internazionale, un equilibrio che consenta di preservare la pace.
In un mare di difficoltà la navicella di MacMillan è riuscita ad approdare al porto delle trattative. Molte obiezioni permangono, gli Stati Uniti, De Gaulle, Adenauer, hanno ciascuno una propria posizione che,
cordi, sentenze e leggi di mantiene centinaia di migliaia di lavoratrici a condizioni di sottosalario rispetto agli altri lavoratori. Perchè il padronato persegue questa linea?
Il co:to è presto fatto, anche se approssimativo, certamente inferiore alla realtà. Ad esempio, a Sesto S. Giovanni nelle fabbriche metalmeccaniche lavorano circa 4.000 donne, operaie ed impiegate, le quali percepiscono in meno degli uomini di pari qualifica in media dalle 8 alle 10.0000 lire al mese. Questo rapido calcolo ci dà subito la cifra non disprezzabible di 3240 milioni di lire al mese che finiscono nelle tasche degli azionisti e dei padroni della Magneti Marelli, della Ercole Marelli, della Osva, ecc.
Il fatto che il peso delle donne nella produzione è andato aumentando in questi anni è che il loro lavoro ormai è indispensabile nelle fabbriche.
Quale altra ragione vi può essere, dunque, se non quella di aumentare profitti dei padroni, perchè esse continuino ad essere pagate meno degli altri lavoratori?
Nessuna altra ragione vi è nè vi può essere. I lavoratori « uomini » non so-
come i
per inciso, riveli la ben scarsa volontà di trattare per risolvere; ciononostante un primo incontro avverrà l'11 maggio a Ginevra.
E' quindi questo il momento per accentuare il ricorso alle armi di sterminio? Per acuire i contrasti, drammatizzare le iniziative?
La risposta non può essere che negativa. Questo è il momento della buona volontà; ma allora qual'è la giustificazione alla decisione del governo Segni.
Gli strumenti della propaganda ufficiale sostengono l'opportunità di elevare il potenziale di rappresaglia per scoraggiare l'«aggressore». Quindi i missili installati nelle basi italiane, dotati di testata termonucleare che rimane in possesso dei militari americani del pari installati sul nostro territorio, sono la nostra politica di pace.
Noi ci sentiamo minacciati dai missili dell'« aggressore » e, per impedirgli di usarli, ne installiamo anche noi.
Ma il governo it-diano ha respinto le proposte che ci furono fatte per evitare l'installazione dei missili e in Italia e nelle zone geografiche del-
I'« aggressore » più vicine al nostro Paese !
Come si concilia questo col conclamato bisogno di provvedere alla nostra difesa
Non si concilia affatto, la propaganda governativa mostra così la corda e allora si ricorre
lo non sarebbero danneggiati dalla conquista della parità salariale per le donne, ma al contrario verrebbe eliminata, oltre che una delle più gravi forme di sfruttamento e di ingiust0a, che pesa sulla classe operaia, la possibilità di ricatto e di concorrenza che ha il patronato disponendo sul mercato di manodopera ad alto rendimento e a minor prezzo e si eleverebbe in tal modo il livello medio generale delle retribuzioni per tutti i lavoratori.
La lotta per la parità salariale incontra l'ostinata ingransigenza del padronato anche perchè mancano energiche misure governative che facciano rispettare la legge. A questo proposito esistono al Parlamento due progetti legge, uno appoggiato dalla CGIL e l'altro delle ACLI, che propongono misure per rendere operante la Convenzione n. 100 di Gineva.
E' chiaro però che per conquistare la parità salariale tra uomo e donna è indispensabile l'azione delle lavoratrici dei lavoratori, e la battaglia per il rinnovo del contratto di lavoro dei metallurgici è una occasione per conseguire sostanziali ulteriori passi avanti.
NUOVE PROPOSTE
Elevare gli attuali minimi salariali di categoria con un avvicinamento delle retribuzioni femminili ( eguali in cifre per tutte le provincie e non assorbibili dai superminimi in atto) :
OPERAI — aumento orario.
Operaio specializzato L. 25,10 — Operaio qualificatao L. 22,50
Manovale specializzato L. 21,50 — Manovale comune L. 20.
CATEGORIA SPECIALE ( aumento mensile ).
1.a categoria L. 7.400 — 2.a categoria L. 5.100.
IMPIEGATI ( aumento mensile ).
1.a categoria L. 9.900 — 2.a categoria L. 7.500 — 3.a categoria A L. 5.500 — 3.a categoria B L. 4.700.
IN MATERIA DISCIPLINARE
Art. 38 - Licenziamenti per mancanza.
Parte A - Licenziamento senza preavviso con indennità di dimissioni.
A titolo indicativo: lieve insubordinazione ai superiori (omissis )..
Parte B - Licenziamento senza preavviso e senza indennità.
A titolo indicativo: non lieve insurbordinazione ai superiori rissa nell'interno dei reparti di lavorazione (omissis).
NUOVE PROPOSTE
Modifica parziale del capitolo « provvedimenti disciplinari ».
Rispetto della libertà, della dignità di ogni lavoratori e dei diritti dell'organizzazione sindacale.
I provvedimenti disciplinari eventualmente adottati debbono essere portati a conoscenza dell'interessato e della Commissione Interna con la precisa indicazione della infrazione commessa.
Esemplificazione per operai, equiparati ed impiegati delle mancanze che possono essere punite.
Soppressione della possibilità, fin qui esistente, di licenziare senza indennità; limitazione ai casi di azioni che costituiscono delitto ai termini di legge, della possibilità di licenziare corrispondendo la sola indennità di dimissioni.
PER LE LAVORATRICI - CATEGORIE E QUALIFICHE
Art. 43 - Classificazione degli appartenenti alla categoria operai - donne ( omissis ).
I Cat. - Donne che compiono lavori caratteristici dell'operaio qualificato maschile (omissis).
Il Cat. - Donne che compiono lavori qualsiasi alle macchine o altri lavori al banco non compresi nella terza categoria (omissis).
III Cat. - Donne che compiono lavorid i pulizia, di trasporto di natura leggera (omissis).
NUOVE PROPOSTE
Parità retributiva, con una classificazione unica delle categorie.
In applicazione della Convenzione internazionale n. 100 del BIT.
Si propone di eliminare l'attuale qualificazione delle donne operaie e di parificare le qualifiche in questo modo:
— La classificazione delle donne di 1.a categoria a quelle degli operai qualificati ; La qualificazione delle donne di 2.a categoria a quelle dei manovali specializzati ;
ad un'altra giustificazione : «Io aggressore non è vicino, è lontano. E' dall'URSS, certamente dotata di potentissimi missili, che dobbiamo difenderci ».
Forse basterebbe richiamare alla memoria tutte le proposte avanzate dall'URSS per giungere al disarmo atomico generale. Comunque a dimostrare la falsità di quest'ultima argomentazione governativa basterà chiedersi se il missile può servire come arma da difesa. E la risposta non può essere che no, perchè le nostre basi per missili o sono uno strumento d'aggressione o servono esclusivamente da obiettivo per i missili avversari e, in un caso o nell'altro, determinano la distruzione del nostro Paese.
I monopoli, i potenti gruppi industriali hanno bisogno, essi, ma essi soli, della politica dei missili, della guerra fredda.
Essi, attraverso i loro governi, costringono alla militarizzazione delle economie, ai sacrifici imposti in nome della sacra difesa della civiltà occidentale, per allontanare le crisi cicliche del proprio sistema economico.
Queste le ragioni per le quali noi sentiamo l'urgenza e la importanza di batterci contro le « basi », fianco a fianco con chiunque intenda che la parola definitiva in questa lotta per la pace, spetta agli uomini semplici, ai popoli di tutto il mondo.
La classificazione delle donne di 3.a categoria a quelle di manovali comuni.
Revisione della definizione delle categorie e più adeguate loro esemplificazioni.
Costituzione di commissioni provinciali con compito di definire, nei casi di contestazione, l'assegnazione delle qualifiche e delle categorie ai singoli lavoratori.
RIDUZIONE DELL'ORARIO
Art. 6 - Orario di lavoro - Per ogni ora di lavoro compiuta dall'operaio oltre le 44 e fino alle 48 settimanali, l'azienda corrisponderà all'operaio stesso, in aggiunta alla sua retribuzione, 2 per cento della sua paga base.
NUOVE PROPOSTE
Elevare la percenteuale dal 2 per cento al 4 per cento. Riduzione dell'orario senza riduzione di retribuzione, attraverso l'esame della durata del lavoro ( orari settimanali, ferie, ecc.) per raggiungere progressivamente le 40 ore settimanali.
IN MATERIA DI COTTIMI
Art. 16 - Reaolamentazione del lavoro a cottimo.
NUOVE PROPOSTE
Le Commissioni Interne con l'intervento delle organizzazioni sindacali dei lavoratori debbono poter contrattare i sistemi di cottimo e le forme di retribuzione ad incentivo. Questi debbono essere tali da garantire ai lavoratori un guadagno crescente in relazione al maggior rendimento del lavoro.
L'utile di cottimo non deve essere inferiore al 16 ?; del minimo di paga base, anzichè all'attuale %. Questo minimo deve essere garantito in ogni caso al singolo operaio.
In tutti i casi di contestazione le Organizzazione sindacali debbono avere facoltà di intervento qualora le vertenze non siano composte tra Commissione Interna e direzione aziendale.
L'integrazione da corrispondere all'operaio durante il periodo di assestamento dovrà essere tale da garantirgli un guadagno complessivo non inferiore al 100 'o di quello medio.
SOSPENSIONE E RIDUZIONE DEL LAVORO