Grandi
Trasformatori
Periodico dei lavoratori della ERCOLE MARMI
Anno I - Ottobre 1955 - N. 3
SESTO SAN GIOVANNI
RELAZIONI UMANE
NOTIZIARIO
Sull'attività della C. I. Siamo certi di fare cosa grata ai nostri lettori dando inizio alla pubblicazione di questa rubrica che ha lo scopo di tener informati i lavoratori su tutte le questioni che vengono trattate fra C.I. e Direzione Generale del Personale. E' nostro proposito limitarci alla sola e semplice informazione, senza commento, ma in modo che risultino chiare le rispettive posizioni delle parti. Starà al lavoratore che legge queste note esprimere i debiti commenti e i conseguenti giudizi. Pagamento arretrati indennità mensa.
C.I. — In considerazione del mancato pagamento dell'indennità di mensa, su diversi istituti contrattuali, si richiede l'inizio di una trattativa aziendale per la valutazione dell'entità delle somme di spettanze dei lavoratori e per le modalità del relativo pagamento.
e rivendicazioni operaie
Riproporzionamento cottimi a seguito del conglobamento.
DIREZIONE — Presenta un progetto che, di fatto, perpetua l'ingiustizia del cottimo riferito solo alla vecchia paga base. C.I. — Dopo aver respinto tale progetto della ditta presenta un suo primo progetto in cui il riproporzionamento si realizza trasformando le attuali tariffe in nuove tariffe basate sul valore minuto del lavoro di ogni singolo operaio e congegnate in modo che ogni inserimento di rendimento sia riferito alla intera paga conglobata. Come base della trasformazione viene richiesta la percentuale del 110 per cento in modo che alla quasi totalità degli operai sia assicurato un certo utile in partenza a garanzia di eventuali flessioni del rendimento che si possono verificare per cause non dipendenti dall'operaio.
A cura di GIOVANNI MARTELLI Inoltre si richiede l'applicazione di tale norma per l'avvenire. DIREZIONE — Dichiara di non poter aderire a tale richiesta in mancanza di disposizioni in merito da parte della Confindustria. Facendo riferimento alle eventuali prossime trattative in sede interconfederale, dichiara che la Ditta si adeguerà a quanto verrà concordato in tale sede. C.I. — Annuncia che è in corso una vertenza giudiziaria in proposito, talchè è opportuno e possibile una trattativa solo prima della sentenza che una volta emessa, dovrà puramente e semplicemente essere applicata senza possibilità alcuna di transazioni. In via subordinata ed in attesa di una qualsiasi definizione della questione si richiede la corresponsione immediata di un congruo acconto sulle spettanze arretrate. DIREZIONE -- Conferma le sue precedenti dichiarazioni, rifiutando anche di prendere in considerazione la richiesta di acconto.
Prezzo L. 20
DIREZIONE — Respinge questo progetto con la giustificazione che esso comporta un onere in partenza che la ditta valuta del 95 per cento e ciò in contrasto all'accordo sul conglobamento che stabilisce c h e il riproporzionamento debba avvenire « senza oneri sia per il datore di lavoro, sia per i lavoratori». C.I. — Dopo aver dimostrato e h e il riproporzionamento non può realizzarsi senza oneri per l'azienda, per cui tale clausola dell'accordo, in contraddizione con l'assunto dell'accordo stesso, era da ritenersi inoperante, presenta un secondo progetto, come espediente per il mantenimento integrale dell'attuale sistema di cottimo, integrato dall'adozione di un cottimo aggiuntivo, per cui ogni incremento di rendimento del singolo operaio deve dare un utile riferito alla paga conglobata. Una parte di questo utile riferito alla vecchia paga base viene corrisposta sul cottimo tradizionale e la differenza (continua a pag. 2)
A pochi giorni del convegno di Stresa sulle « relazioni umane », è avvenuto da noi il fatto accorso all'operaio Pozzi. Non che ci si nutriva illusioni su ciò che poteva scaturire dal convegno poichè è chiaro che « relazioni umane » sono per i padroni, nell'attuale situazione, condizione essenziale per realizzare il massimo profitto, cioè per sfruttare di più l'operaio. Si tratta quindi per loro di una questione di metodo semmai, per raggiungere i lorc obiettivi, spremere il più possibile dalla fatica dell'operaio per ottenere il massimo profitto: questo è lo scopo! La politicadel « bastone » o le « relazioni umane» (che equivalgono alla carota) di marca americana non sono che il mezzo per raggiungere il fine. Ne è una prova l'origine stessa del fatto : un operaio che non può più « rendere » come prima, perchè menomato fisicamente a seguito anche del ritmo di lavoro precedentemente impostogli, viene trattato incivilmente, Qui, evidentemente, per ora, prevale la politica del « bastone »; si chiama « lazzarone » l'operaio, si offende la sua dignità di lavoratore. L'operaio giustamente reagisce ed ecco allora le guardie (inviate dalla Direzione) invitarlo ad « allontanarsi » dalla fabbrica. Sempre le guardie, al mattino seguente, faranno un vero e proprio interrogatorio all'interessato. Qui si viola apertamente la libertà e i diritti del cittadino lavoratore che è tale anche quando entra alla « Marelli ».
VIVA l'unità dei lavoraratori nella lotta per le loro rivendicazioni.
Le guardie, ancora poi presenzieranno alla riunione che la C.I. terrà agli operai in lotta per informarli dell'andamento della vertenza. La sentenza contro la FIAT, sulle punizioni del corpo di vigilanza, non ha evidentemente insegnato proprio niente alla Direzione. La stessa C.I. inoltre viene deliberatamente esclusa dall'intervento diretto presso la direzione, per di più la comunicazione del provvedimento preso a carico del solo operaio, non viene ad essa comunicato che dopo averlo fatto al capo reparto. La direzione vieta poi alla C.I. di affiggere un proprio comunicato, naturalmente questa non accetta l'imposizione ed affigge il detto comunicato presso gli appositi albi murali. La Direzione violando gli accordi li fa defiggere dalle guardie. Oltre a queste questioni delle libertà, stanno oggi sul tappeto le ben note rivendicazioni e precisamente : Riproporzionamento dei cottimi. Fine del taglio dei cottimi. Indennità di mensa. Contratti a termine e fine di ogni discriminazione nelle assunzioni. Applicazione legge sull'apprendistato. Libertà alla C.I. di tenere riunioni e di accedere ai reparti. Rispetto delle libertà e della dignità del cittadino lavoratore. Ancora una volta è dimostrato l'inscindibile legame tra le questioni della libertà e la difesa delle condizioni di vita dei lavoratori. Perciò gli operai scioperando compatti contro il sopruso padronale hanno voluto nel contempo fare capire ai padroni che è tempo di finirla col tergiversare e che è ora di rientrare nella legalità. Essi chiedono una soluzione dei loro problemi e per questo continueranno nella lotta con la stessa energia, con la stessa unità, fino al raggiungimento degli obiettivi e ne la politica del « bastone » ne le « relazioni umane » serviranno a distogliergli da questi.