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Grandi Trasformatori1

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"Grandi,,

Periodico dei lavoratori della ERCOLE MARELLI

Trasformatori

Anno I - Aprile 1955 - N, I SESTO SAN GIOVANNI Prezzo L. 20

e ai nuovi lettori Ai lavoratori il compito

Lavoratori della Ercole Marelli, ritorna a voi, dopo una sosta prolungata, il giornale di Fabbrica. Esso è mutato nella forma. La testata non sarà più « Fabbrica Unita » (supplemento del giornale di Fabbrica Pirelli) bensì «Grandi Trasformatori». Un nome piuttosto altisonante, è vero, che vuol essere l'indicazione, non tanto del settore di produzione tipico dell'Azienda, quanto di una attività che richiede particolari studi e capacità tecniche e Che dà vita e movimento ad altre importanti opere del progresso e della creazione umana. Per il resto, nulla di sostanziale è cambiato. «Grandi Trasformatori» vuol essere, come per il passato, la voce dei lavoratori, uno strumento della loro emancipazione, una bandiera dí unità e di solidarietà.

Perchè ha impiegato tanto tempo a ritornare in mezzo a voi?

Perchè la burocrazia ha la mano pesante e soffre di lungaggini. Non avete notato una cosa? Il nostro novello Giornale di Fabbrica è ora regolarmente autorizzato dal Tribunale di Monza! Si è messo alla pari di ogni altra pubblicazione! Questo non lo diciamo per vanto, ma solo per ricordare a tutti, amici e no, che e Grandi Trasformatori.» esce ora alla luce del; sole, non è un foglio clandestino.

Ed ora a voi leggerlo, commentar-lo, diffonderlo, difenderlo, infine migliorarlo col vostro attivo contributo di esperienza, La Redazione

CONSIDERAZIONI sul conglobamento

L'accordo • del 12.6-54 relativo al corulobamentà, nato sotto il segno della divisione e della rinuncia alla lotta da parte dei sindacati firmatari, ha avuto la sua conseguente applicazione in sede aziendale a seguito di trattativa separata fra la direzione e i rappresentanti aziendati della CISL e della UIL.

L'accordo nazionale era uno strumento imperfetto, contradditorio, che rinnegava talune importanti conquiste sindacali del dopoguerra codificate nel contratto collettivo di lavoro e che comunque non soddisfacefa le legittime aspirazioni dei lavoratori che, attraverso la fissazione dei nuovi minimi di paga conglobati, volevano acquisire modesti miglioramenti che permettessero di attenuare, l'attuale stato di disagio economico di tutta la classe lavoratrice.

Tale accordo, nell'ambito della trattativa aziendale, era suscettibile di (continua a pag. 4)

di far tornare la legge nelle fabbriche

Per iniziativa delle C. I. delle fabbriche sestesi, si è tenuta il giorno 26 marzo, una conferenza sulle condizioni di vita dei lavoratori nelle fabbriche che ha ottenuto larga adesione non solo fra i lavoratori, paíte direttamente interessata, ma anche fra le personalità del mondo politico. Erano infatti presenti in sala oltre ai dirigenti sindacali locali e provinciali, anche personalità delle amministrazioni comunali e provinciali fra cui il sindaco di Sesto Sig. Oldrini, il Dr. Buschi, Dr. Busetto, e l'avv. Luzzato. Particolarmente gradita inoltre per i fini che si proponeva la conferenza, la partecipazione di numerosi parlamentari, fra tisi I on. Venegoni ed il Sen. Mariani, membri della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di vita dei lavoratori nella fabbriche.

Scopo di questa conferenza era di denunciare, in modo .locumentato, quali siano le reali con lizioni in cui

Lavoratrici!

Lavorato' i!

firmate l'appello di Vienna per la pace

Chiunque tu sia, qualunque siano le tue opinioni politiche, non rifiutare la tua firma all'appello che chiede l'interdizione e la distruzione delle armi atomiche e la pacifica convivenza dei popoli di tutto il mondo.

Ripensa ai lutti, ai dolori, agli stenti subiti nell'ultima guerra e a quelli infinitamente maggiori che avverrebbero in una nuova guerra.

Unisci la tua voce a quella di milioni di uomini semplici di tutto il mondo che chiedono la Pace per loro e le loro famiglie.

Non è vero che la tua firma non conta. Milioni di firme come la tua hanno indotto alla ragione i generali che volevano scatenare una nuova guerra in Corea e in Indocina.

Il peso dell'opinione pubblica è una arma determinante nella difesa della Pace.

E' tuo dovere contribuire a questa difesa.

Fa che un giorno i tuoi figli non debbano amaramente rimproverarti di aver mancato a questo dovere 'per un inutile pregiudizio di parte; per spirito di rinuncia o per un falso orgoglio.

I Partigiani della Pace della E. MARELLI

il padronato industriale costringe a vivere i lavoratori e fornire rosi alla Commissione parlamentare d'inchiesta, che presto invierà i suoi lavori, un vasto materiale di studio, già elaborato, che consenta ad essa un proficuo lavoro.

La relazione introduttiva è stata svolta dal segretario della C.d.L. di Sesto, Rossinovich, che in una rapida sintesi ha riassunto le violazioni più sfacciate delle libertà, perpetrate dai padroni, le angherie, i soprusi, le rappresaglie, il supersfruttainento a cui oggi sono soggetti i lavoratori nelle fabbriche e le conseguetue che ne sono derivate.

Impressionante è risultato sopratutto il preoccupante crescendo dell'incidenza di infortuni e di malattia, dovuti ai sempre più incalzanti ritmi impressi alla produzione, che minano la resistenza fisica e la salute dei lavoratori.

Si sono poi levati a parlare i mem-

bri delle C. I. di molte fabbriche che hanno precisato con cifre e documenti quale sia oggi la nefasta azione di un padronato che, agendo al di sopra e al di fuori della legge, è preoccupato solo di realizzare il massimo profitto sulla pelle dei lavoratori.

Tutti i dati, tutti i fatti e le circostanze che caratterizzano queste situazioni sono stati condensati in una serie di libri bianchi che, da parte dei rappresentanti delle varie fabbriche, sono stati consegnati ai parlamentari presenti, aftinchè anche sul piano parlamentare il dibattito possa svilupparsi in modo documentato, tale da ottenere il miglior risultato possibile.

Bilancio quindi altamente positivo in questa conferenza e premessa per una più vasta azione che dovrà essere sviluppata dentro e fuori dalle fabbriche in modo vigoroso e con continuità per riuscire a riaffermare e definitivaniente, il rispetto per la libertà e la dignità del cittadino lavoratore nella fabbrica.

Noi confidiamo nella Commissione parlamentare d'inchiesta, ma chiediamo, che questa commissione venga nelle fabbriche, parli con i lavoratori, constati de visu in quali condizioni oggi si vive e si lavora, nelle fabbriche. Noi confidiamo nella commissione. ma sappiamo anche che in ultima analisi, sarà la nostra diretta azione e la nostra lotta che determinerà i risultati dell'inchiesta stessa.

Ci rammarichiamo che a queùa conferenza siano mancati i rappresentanti della CISL e UIL e dei partiti governativi che, peraltro hanno approvato alla Camera la costituzione , della Commissione d'inchiesta; siamo comunque certi che in questa grande azione per l'affermazione dei diritti democratici dei lavoratori questi si troveranno tutti fianco a fianco, al disopra di ogni diversità ideologica.

UN'ALTRA VITTIMA del SUPERSFRUTTAMENTO

Mentre lavorava al Laminatoio Vittoria, l'operaio

SCOTTI ANGELO

della Falck, veniva trascinato dai cilindri della macchina e orribilmente stritolato.

Alla famiglia del caduto « Grandi Trasformatori » invia profonde condoglianze a nome dei lavoratori della E. Marelli.

Al VECCHI LA CONFERENZA CITTADINA HA INFORMATO LA COMM. PARLAMENTARE

Attualità... Voci della Fabbrica A CHI SERVE la produttività della fonderia (V1)? Contraiti

E' in uso diffondere fra i lavoratori la teoria, sec'-do la quale, per aumentare il benessere della collettività occorre soltanto produrre di più, poichè in questo modo l'« aumento della produzione » si traduce in un vantaggio per tutti.

Tale teoria è diffusa ad arte da chi ha interesse a mascherare una delle tante forme di supersfruttamento : dai padroni, validamente appoggiati per la bisogna dalla C. I. S.L.

A dimostrare quanto sia falsa tale concezione basta un solo episodio; uno dei tanti in atto nella nostra fabbrica.

Alla fonderia (V 1) un gruppo di 16 operai staffatori, addetti alle piccole staffe, dava nel 1952 una produzione giornaliera media A 110 staffe. Tale produzione, sempre col medesimo numero di operai è salita nel 1953 ad una media di 120 per raggiungere nel 1954 quella di 140.

Per un altro gruppo di 4 operai, addetti alla fusione delle grandi staffe, si è passati rispettivamente negli anni suaccennati da una media di 70 a 85 a 100 staffe giornaliere.

Il cottimo, e quindi la paga di questi operai, è rimasta pressochè invariata, anzi in alcuni casi è diminuita per di più è aumentato, oltre al numero delle staffe, il numero dei pezzi prodotti mediante la fusione contemporanea nel cappello di alcune flange senza che per questo sia stato concesso' il regolare tempo di cottimo supplementare.

Per quanto riguarda la produzione della ghisa si è passati da una media giornaliera di 120 q.li circa nel 1952 a 145 gli circa nel 1954, pur tenendo conto che il numero degli operai addetti è leggermente diminuito.

Qui la storiella del « miglioramento tecnico » al processo di lavorazione non serve; ivi sono profusi sudore, muscoli e salute degli operai per raggiungere tale livello di produzione.

Ecco il vero volto della « produttività »!!

Chi trae profitto da una tale forma di supersfruttaniento?

Parlano da solo le cifre: mentre la media generale dei guadagni di cottimo è rimasta pressochè invariata, la produzione generale della fabbrica è aumentata di circa il 35 per cento.

I profitti ufficiali di Marelli, realizzati sul sudore dei lavoratori, sono passati da 68 milioni nel 1948 a 172 milioni nel 1952 ulteriormente aumentati poi nel 1953 a 245 milioni.

E la C1SL? E 'per amore « dell'interclassismo » — che significa in pratica appoggio incondizionato alla politica di classe del padrone — che è favorevole alla « crociata della pro. duttività »?

In coerenza con la sua linea di politica economica è d'accordo la CISL di richiedere in sede aziendale un congruo aumento delle retribuzioni, ragguagliato all'aumento della « produttività » già effettuato?

Operai, tecnici, impiegati della E. Marelli

Tra poco sarete chiamati a dare il vostro voto per l'elezione della Commissione luterna.

Adoperatevi affinchè queste elezioni avvengano in un clima di libertà e di democrazia.

Date il vostro voto a quei lavora. tori che assicurano onestà, dignità, coraggio di fronte all'azione del padronato.

a termine

Il padronato industriale, sempre alla ricerca di nuovi mezzi di sfruttamento, in questi ultimi tempi si è distinto per una nuova forma di assunzione di mano d'opera che viola ogni consuetudine e il contratto collettivo di lavoro e che permette ogni sorta di discriminazioni politiche e sindacali: l'assunzione con contratto individuale a termine. Cos'è questo contratto a termine? Esso è lo strumento che scardina alla base il contratto di lavoro e di categoria e che nell'attuale situazione di disoccupazione in Italia mette il singolo lavoratore alla mercè del padrone.

Il lavoratore viene vincolato con un contratto individuale (con condizioni salariali inferiori agli altri lavoratori già in fabbrica) e impegnato, pena la rescissione del contratto, a non reclama. re e a non partecipare a scioperi.

Guai se si venisse a conoscenza che si è iscritto al sindacato FIOM. Basterebbe questo perchè al termine del contratto venga licenziato. (W.i si fa capire che deve fare il bravo ragazzo! dire sempre di sì, lasciarsi spremere per benino, prendere quello che « magnanimamente » gli si da, che d'altronde è meglio un piatto di minestra che niente).

terminate categorie e per lavori stagionali, ma non per lavoro continuato d'officina o d'ufficio.

Oltre al ricatto padronale, con il mezzo del contratto a termine, i lavoratori assunti come manovali comuni vengono talvolta adibiti a lavori da manovale specializzato e, in alcuni casi, addirittura da operaio qualificato.

Noi lavoratori denunciamo questo stato di cose come un ennesimo tentativo degli industriali di dividere i lavoratori e riportarli alle condizioni di lavoro bestiali dalle quali ci siamo liberati con le nostre lotte unitarie.

Denunciamo pure la convivenza degli organi' governativi preposti che nulla fanno per frenare ed eliminare tale stato di cose e a tutti i lavoratori della nostra fabbrica diciamo che solo uniti conquisteremo la sicurezza del posto di lavoro e migliori condizioni di vita.

Ai nuovi assunti il nostro benvenuto e l'invito a unirsi a noi in questa lotta per il progresso di tutta la classe lavoratrice.

Un operaio del Rep. A 2

CCC11111R1AMENSA!

Per dare la possibilità a tutti i lavoratori di conoscere come deve essere composto il pasto che si consuma alla Mensa Aziendale, pubblichiamo la

TABELLA DIETETICA

Grassi per minestra, pietanza, contorno gr. 11

Riso o pasta per minestra (crudo) » 50

Riso wcioto o pasta asciutta (crudo) » 115

Formaggio da pasto in genere con contorno » 60

Cosa chiedono gli operai del rep. Q. i

E' già da alcuni mesi che un gruppo di operai del Rep. Q. 1 sono in agitazione per la sistemazione delle loro paghe.

Cosa chiedono questi operai? Alcuni di questi chiedono il passaggio da operaio qualificato a operaio specializzato, altri chiedono che sia diminuita quella sperequazione di lire 10-12 orarie che esiste tra operai giovani e anziani di pari capacità.

Queste rivendicazioni sono state esposte da alcune delegazioni del reparto ai dirigenti di off)•' na e sezione i quali, pur riconoscendo giuste le richieste, hanno risposto che in questo momento non si può fare nulla.

Di fronte a questo atteggiamento gli interessati hanno dato

mandato alla C. I. di porre il problema in direzione. Questa rifiutò di discutere con la C. I. (violando così l'art. 2 dell'accordo interconfederale sui compiti delle C. I.) con il pretesto che gli aumenti di merito sono di competenza della sola direzione. Gli operai hanno risposto con la fermata di lavoro in segno di protesta. La direzione, di fronte alla decisa azione unitaria degli operai si dichiarò disposta a ricevere una delegazione di questi ma soltanto per ripetere loro nuovamente che la ditta non è in condizioni economiche di poter concedere aumenti e che questi li farà quando lo riterrà opportuno. Di fronte a questa intransigenza gli operai del Rep. Q. 1 sono de-

Si tenga presente che prima dell'assunzione la ditta effettua indagini di carattere politico e che basta il fatto che un familiare risulti simpatizzante per un partito di sinistra perchè l'assunzione venga bocciata. Anche la nostra ditta si è messa su questa strada e infatti non viene assunto più nessuno se non con un bel contratto a termine, .con tutto il « cerimoniale » che sopra abbiamo elencato, con la giustificazione che ciò è lecito e legale perchè la legge ammette i contratti a termine. Sì, infatti, la legge ammette il contratto sindacale a termine, ma solo per decisi a battersi coscienti della giustezza delle loro rivendicazioni, riconosciute dagli stessi dirigenti di sezione.

Non è vero che la ditta non .è in codizioni economiche di poter dare questi aumenti perchè tutti vedono le ore straordinarie che si fanno e tutti sanno di quanto sono aumentati i suoi profitti.

La ditta sa che queste sperequazioni esistono in diversi altri reparti e il suo timore è che altri seguano l'esempio del Rep. Q. 1.

Questo gli operai l'hanno capito e non tarderanno ad iniziare una azione unitaria di lotta per riuscire a fare rimuovere la ditta da questa posizione di intransigenza. Un operaio del Q. 1

Formaggio da pasto . in genere senza contorno » 80

Salumi in genere con contorno » 50

Salumi in genere senza contorno » 70

Formaggio e salumi in genere senza contorno » 80

Salumi da cuore (aglioli, cotechini, ecc.) con contorno (cotti) » 60 •

Carne in genere con contorno (cotta) » 60

Pesce fresco al trancio contorno (cotto) » 70

Pesce conservato in genere con contorno » 60

Merluzzo con contorno (crudo) » 100

Trippa con contorrno (cruda) » 100

Vino (circa) » 250

2 "GRANDI.. TRASFORMATORI
COL' OCAMENTO ILLEGALE
0. C.

PADRONI DEL VAPORE„ RIESUMANO IL FASCISMO

FUORI E DENTRO LA FABBRICA CENSURA la nostra risposta sia decisa e unitaria libertà clericale

La canea fascista, dopo la parata ai funerali di Graziani, ha fiutato vento favorevole alle sue imprese e si è azzardata a lasciare i canili e a mordere di sorpresa in qua e in là.

A Roma i teppisti del MSI, in divisa, armati di bombe e manganelli hanno devastato e incendiato le vetrine della libreria Rinascita. A Modena, a Milano e a Novara hanno ordito una serie di provocazioni che vanno dal tentativo notturno di distruzioni di sedi di partiti e di associazioni democratiche, Alle scorri.bande di squadre che cantano e suonano gli inni fascisti abbandonandosi a violenze contro isolati cittadini che protestano indignati.

Questi episodi non sono che un aspetto, il più spettacolare se vogliamo, di quella offensiva che i gruppi reazionari più retrivi del nostro paese con l'appoggio della stampa maccartista americana e la benevola tolleranza del governo Scelba Saragat hanno scatenato da tempo contro le forze popolari. Offensiva che persegue gli stessi obbiettivi, con gli stessi metodi,- di un tempo e che si sintetizzano in una parola: FASCISMO!

Fascisti sono pure i sistemi che il padronato va instaurando nelle fabbriche contro i lavoratori: l'intimidazione, la rappresaglia, il supersfrutLamento, la discriminazione politica nelle assunzioni, il ricatto del contratto a termine, la violazione dei patti sindacali, la proibizione all'interno della fabbrica di ogni attività sindacale, l'ostracismo assoluto ad ogni forma di controllo dei lavorato. ri, non solo sulla gestione dell'azienda, ma anche semplicemente negli organismi mutualistici, assistenziali e ricreativi.

Tutto questo avviene anche alla

E. Marelli dove non passa giorno che la Direzione non trovi un pretesto per acutizzare i rapporti con i lavoratori. Si è arrivati alle minuziose indagini al domicilio dei dipendenti per appurare le loro attività private, ad ammonire per lettera gli scioperanti che si fermano nelle adiacenze della fabbrica, ai licenziamenti singoli dei dipendenti senza alcuna specifica motivazione, ecc. ecc.

La polizia d'altro canto fa del suo meglio per coadiuvare l'offensiva padronale. In occasione dell'ultimo sciopero ha arrestato due giovani operai perclCi diffondevano manifestini sindacali davanti ai cancelli della ns. fabbrica.

Or è tempo di dire: BASTA!

Non si facciano troppe illusioni i signori della Confindustria, di riuscire a strappare, con questi sistemi e con queste alleanze le conquiste, che i lavoratori hanno ottenuto dopo la Liberazione.

Dal 13 al 27 aprile la Biblioteca Ciciva di Sesto S. Giovanni organizza nei propri locali una

MOSTRANAZIONALE

DIINCISIONE

nel quadro delle Manifestazioni celebrtive per il titolo di « CITTA' ».

Su questo terreno l'unità dei lavoratori è granitica ed è vano sperare di romperla. Se poi si cercasse di intimorire i lavoratori con l'arma del teppismo fascista be', allora sia chiaro che se le autorità di governo non interverranno a toglierli di mezzo, la classe operaia ha forza e capacità sufficienti non solo a liquidare questi, ma a colpire una volta per sem, pre anche i mandanti.

Ala Socialdemocratico » Sig. Barezzi, il quale, invasato dal sacro furore anticomunista, ha creduto bene di rifiutare la sua adesione alla protesta contro i fatti di Roma, consigliamo di leggere il libro di Ernesto Rossi « Il padrone del vapore ». Capirà meglio quali rapporti intercorrono tra teppismo missino e dittatura padronale.

SPARTACUS

Nel Decennale della Resistenza

ricordiamo l' epopea partigiana continuazione del Risorgimento conclusa gloriosamente il 25 Aprile

Profili... in rime sciolte

Ci guarda dal fuoco. vi par poco?

Pure dall'acqua che cola dai tetti

Ad ogni temporal che si rispetti. Controlla macchine scriventi, Mobili e altre cose inerenti.

*Ed orsi e tigri ed elefanti.

E' grande economo in verità, Per il gran zelo e capacità.

Ma questo è niente.

State a sentire e ponete mente: Di D'Artagnan, emulo degno, I passati allori porta a sostegno.

In quanto a caccia, oh vivaddio!

Per quelle dièe: è affar mio.

Per la sua mira non son mai tanti.

Al gioco delle carte ei non ha pari.

Per vincer lui, bisogna essere bari. per le bucce, tutti lo sanno, Ci son medaglie ad ogni anno.

Tanto si dice, fra il gentil sesso, Ch'egli può mieter -ancor successo. che se questo egli non fa.

E' sol per senso di serietà.

Se ancor non lo riconoscete vi diremo di più e poi vedrete

A ricordo .delle sue belle imprese porta un cappello alla tirolese.

E' utile e interessante anche per noi lavoratori, che in gran parte ci avviciniamo al cinema per ricevere sollievo e svago dopo 9-10 ore di estenuante lavoro, vedere è prendere coscienza di cosa si nasconde, dietro lo scorrere delle migliaia e migliaia di metri di pellicola, impressa di immagini in bianco e nero e dei più svariati cromatici colori. Conoscere gli interessi, le finalità, che muovono quel mondo che, a noi appare ancora pieno di note brillanti ed eccitanti, e fa pensare ad esso come a una particella di società la quale vive di una vita autonoma solo piena di milioni che godono i divi, i registi, i produttori.

E lo spunto ce lo offre un caso clamoroso scoppiato giorni fa. Il film « Le avventure di Casanova », passato sotto il vaglio di censure e controcensure (dotate all'occorrenza di certe lenti d'ingrandimento che trasformano le pulci in elefanti) e già uscito in tutte le sale d'Italia, è stato proibito, ritirato, perchè pochi bigotti e alcuni prelati l'hanno ritenuto poco morale,

Il fatto, grave in se stesso, di: venta l'indice di un metodo e di un orientamento fazioso ed estremamente antidemocratico se si pensa che per film come « Rommel la Volpe del Deserto », avversato da un grandissimo numero di cittadini; lo Stato italiano ha mobilitato migliaia di suoi poliziotti a difesa dell'esaltazione del militarismo fascista.

A questi fatti sintomatici del clima di illiberalità che soffoca come tutte le altre attività, il nostro cinema, posto alla mercè di evident interessi di parte, si aggiungono i tentativi di coercizione della libertà d'espressione dei nostri uomini del cinema, tentativi che si concretizzano in una serie di pressioni e nel sabotaggio dei ns. migliori film. Così « Cronache di Poveri Amanti », « Achtung banditi di Lizzani non riescono ad avere il permesso d'esportazione all'estero; a film come « Senso • vengono tagliati intiere sequenze che rendono chiaro il carattere storico del film, per non parlare del film di Monicelli « Totò e Carolina che ha dovuto subire un'ecatombe di tagli e questo perchè il suo interprete principale Totò impersonifica un celerino. Il grottesco del provvedimento è dato dal fatto che, *la censura si è accanita su certi aspetti del film i quali rendevano il celerino un tipo umano; si vede che certa gente preferisce il celerino grinzoso, sempre pronto a picchiare randellate in modo indiscriminato.

Sono fatti che scavano un poco sotto la scorza brillante del ns. cinema e mostrano a quali pressioni deformatrici esso sia sottoposto; tutto perchè questo formidabile strumento serva per imbottirci il cranio di scemenze e di luoghi comuni, a scapito dell'arte e del contenuto educativo che deve avere ogni buon film.

"GR 4 NOI., TR A SFOR 111 A TOR 1 3
OVVERO
'I
EFFE

Considerazioni sul conglobamento

(continuazirme dalla pagina) essere opportunemente migliorato anche tenendo conto della florida condizione generale dell'azienda. Era però necessario superare lo spirito di, parte e ristabilire di fronte al padrone l'unità di tutti i lavoratori della fabbrica.

Ciò non è avvenuto; ma se• è vero che la direzione ha operato attivamente per raggiungere questo risultato è pur vero che la CISL e la UIL l'hanno ,validamente assecondata impedendo esse stesse l'intervento unitario della C. I. per la parte impiegati ed accettando supinamente la posizione della direzione per la parte riguardante gli operai.

Presentarsi così, senza avere dietro di sè la forza ed il consenso della maggioranza dei lavoratori (è opportuno ricordare che nelle ultime elezioni la lista della FIOM ha ottenuto complessivamente il 51,6 % dei voti) vuol dire nella pratica non andare a trattare, ma più semplicemente prestarsi a sottoscrivere, forse alla ricerca di un successo di parte, quanto già deciso dalla direzione.

E' prova di ciò il fatto che si è atteso il dicembre per definire quanto riguardava glifi impiegati, mentre per la parte 'relativa agli operai, malgrado che l'accordo nazionale fissasse il termine di mesi sei per la pratica applicazione dell'accordo stesso, si è giunti a definire il solo conglobamento alla fine di marzo, rinviando il riproporzionamento dei cottimi di ulteriori tre mesi. Ciò significa che CISL e- UIL, indipendentemente dagli interessi dei lavoratori, hanno sottoscritto quando e quanto la direzione ha ritenuto opportuno.

Da iin punto di vista puramente economico la trattativa aziendale, seri. sa volere entrare in un esame tecnico,dettagliato, ha dato ai lavoratori della nostra fabbrica solo quel 'Minimo previsto dall'accordo nazionale, 1w:davi-Io peraltro in sospeso la questione relativa ai 'cottimi che cer-

a Grandi Trasformatorb. si onora di portare a conoscenza delle maestr. sa della E. Marelli che in data 19 gennaia 1955, con decreto del Capo dello Stato, il Comune di Sesto S. Giovanni assume 11 titolo di «CITTA'»

Per celebrare degnamente questo avvenimento, si è costituito un CoMitato Promotore formato di tutte le forze politiche, sociali, culturali e sportive della città che assume l'organizzazione delle iniziative che verranno prese sotto forma di festeggiamenti. , La giornata del 2 giugno è stata considerata come giornata centrale delle manifestazioni.

Mentre il Comitato è già all'opera per degnamente solennizzare l'avvenimento, auguriamo alla nuova città: benessere, pace e progresso. LA REDAZIONE

tamente è ciò file più preoccupa gli operai.

Da un' punto di vista più generale della difesa degli interessi dei lavoratori dobbiamo invece dichiarare che con questa operazione la direzione e i rappresentanti della CISL e della UIL, mentre da" un lato hanno inasprito i rapporti interni fra lavoratori, hanno d'altra parte inferto un duro colpo al prestigio, alle prerogative ed all'unità della C. I., ponendo una seria ipoteca sulle sue future possibilità di azione.

Sappiano gli operai e gli impiega. ti valutare giustamente questa situazione e trarne i conseguenti insegnamenti. Sappiano. essi che grande è la forza dei lavoratori uniti ed ampie le prospettive che loro stanno di fronte.

Operino •quindi con tutte le loro forze e con tutte le possibili iniziative in direzione della più larga unità al disopra delle fazioni, premessa indispensabile per conseguire duraturi successi.

CELEBRAZIONI MILANESI

DECENNALE DELLA RESISTENZA

Domenica 17 aprile ore 16

M Velodromo Vigorelli

On.

PALMIRO TOGLIATTI

OS.

E' D'ACCORDO LA NOSTRA C.I.S.L.

sulle richieste torinesi dei giovani cattolici ?

A Torino nei giorni scorsi i giovani cattolici si sono riuniti a convegno per dibattere questioni di estrema attualità e interesse concernenti il mondo del lavoro.

Con piacere si rileVa la spregiudicatezza di questi giovani, nella denuncia' di situazioni negative che. se applicata dalle stesse forze esistenti nella ns. fabbrica, porterebbe a discussioni concrete su questioni di fondo.

Difatti, quando non si parta da po'sizioni di assoluta negazione della realtà sociale, si può creare un vastissimo fronte di forze attive il quale, attraverso lo scambio di opinioni trovi nell'interesse comune, dei pun• ti di contatto per un'azione parallela e possibilmente unitaria.

A Torino fra gli interventi di rilievo vi è stato quello fatto da un giovane di Bergamo, il quale nel denunciare l'attuale posizione conservatrice della Direzione D. C. ha notato il con-

aia KSIL

Gli operai, da due quindicine, hanno avuto la sgradita sorpresa di trovare nella busta degli acconti riduzioni abbastanza considerevoli. Ora, se alla ditta fa comodo tenersi il più possibile il denaro in banca, per gli operai questo è tremendamente scomodo e li obbliga a escogitare altre acrobazie per tirare avanti fino alla saldatura del mese.

Per le feste Pasquali; per esempio, molti •cli essi saranno coti sì obbligati a starsene alla finestra a vedere alcuni fortunati sfrecciare sulle strade verso i laghi e i monti, pensando agli interessi bancari della E. Marelli e C.

Ci auguriamo che questo fatto nem abbia a ripetersi.

trasto tra il governo e la base sulla applicazione del progetto di -legge Segni, l'aneoramento degli organi dirigenti D.C. a clientele di proprietari terrieri che frenano, qualsiasi tentativo di una seria riforma agraria e l'accantonamento del voto della camera sul distacco della IRI dalla Confindustria.

Ci preme però qui riprendere alcune posizioni dei giovani cattolici a proposito dell'in-erimento delle forze popolari nello stato.

L'inserimento delle forze popolari alla direzione dello stato come unico mezzo per dare ad esso la necessaria vitalità per una sua azione riformatriee, non è stata solo ripresa dal relatore De Stefanis, da De Fenino di Milano e, dalla mozione conclusiva dei giovani di Torino ma, in altra sede Filippo Mazon dopo una amilisi -storico sociale è arrivato alle stesste conclusioni ( -si veda « La guida di febbraio, periodico aclista).

Le forze popolari, con i lavoratori alla testa, attraverso i loro istituti di classe come le C. I. e le organizzazioni sindacali, devono guidare la nazione sulla via `del progresso sociale; i lavoratori devono esserd inclusi negli organi di direzione dello stato.

Ora, come questo compito viene svolto dalla CISL nella nostra fabbrica?

L'estraniare completamente gli operai dalla vertenza sul conglobamento e da tutte le questioni attinenti, delle quali vengono solo a volte, e sempre in modo troppo succinto e parziale informati, serve forse a formare in loro la coscienza dei pro. pri diritti?

Questo comportamento non è certo una spinta per allargare le conoscenze dei lavoratori in campi anche non strettamente legati ai loro interessi, ed un invito all'approfondimento delle nozioni già acquisite. D'altronde non si può pensare che persone trattate come buoi, che ricevono dal padrone il poco d'erba necessario al sostentamento dopo aver lavorato silenziosamente tutta una giornata, possono aspirare alla collaborazione nel• la direzione dello stato.

Che dire poi del continuo persistente distacco tra C. I. e operai?

Quale fiducia gli operai possono avere nelle proprie possibilità, quando non si vedono mai consultati, quando le proprie volontà e aspirazioni sono sconosciute. Non è certo mettendoli ai margini che si rendono coscienti i lavoratori della loro funzione decisiva nel processo rifor-

matore, e d'altra parte non si può guidare i lavdratari Senza conoscerne le aspirazioni.

Sarebbe interessante ed utile per tutti i lavoratori dibattere questi problemi di fondo ed è questo l'invito che facciamo in particolare ai giovani cattolici della E. Marelli, i quali non vorranno smentire i loro amici riunitisi a Torino; dovrebbero quindi prendere posizione e, dimostrare la loro volontà di far acquisire ai lavoratori il rango che- loro compete nella nazione per l'interesse della stessa.

Direttore Responsabile Carlo Talamticei

Autorizzazione .Tribunale Monza N. 341 del 21/2/55

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