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Giornale murale3

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Anno t - N. 3 A Ottobre 1945

Le Unioni Operaie devono interessarsi e tanto dei problemi del lavoro „.

eIrRims SE" Generale 14';"2-E" preoccuparsi sol- Segretaria della 'Trade Unione,. i. S. R. .DrA Coeipéln`a Sind. di Parigi 27.9-e5 Sesto S. G.-Milano fadck C. i. and

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interno dei lavoratori della Falck

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OSIO,

LE BELLE NOTIZIE coLa pazza corsa al rialzo dei prezzi ci stringe ancora una volta a fare le più amore constatazioni. È di questi giorni la diffusione della notizià riguardante gli inconcepibili aumenti' dei prezzi dell'energia elettrica. È bene ripetere che l'energia elettrica. che serve per la luce e per gli usi domestici popolari con potenza non:superioreai 100 Watt ha subìto un 'aumento di prezzo del 150 per cento. In più tale aumento ha decorrenza nientemeno che dal Lo settembre u. s. Considerato che oggi per la mancanza del gaí e di altri combustibili le nostre massaie sono costrette a che cucinare con i fornelli elettrici la spesa ne risulta a fine mese non è per nulla indifferente. Ecco pronta una seconda grossa ba;tonata per il magro bilancio del lavoratore capo famiglia. Dal primo ottobre i prezzi del riso per Milano e Provincia, secondo una, comunicazione della SEPRAL, sono a! consumatore. a fissati, per la vendita E.. 25, L. 29, L. 35 e L. 39 ?l chilogrammo rispettivamente per il riso comune, se'mifine, fino e superfino. Come se tutto questo non bastasse, in un convegno tenuto dai rappresentanti dei proprietari di forni, dei lavoratori e della Camera del Lavoro, gli esperti calcolarono che seguendo gli attuali sistemi di panificazione "sia impossibile mantenere l'attuale prezzo del pane; questo infatti dovrebbe essere portato a L. 21 il chilogrammo". Questa purtroppo è una di quelle notizie che consigliano male! Quanto costa lo zucchero a chi se lo deve procurare per i bambini e per gli ammalati? Continuando di questo passo potremo compilare un lungo e significativo elenco di prezzi che nel breve volgere di un paio di settimane si sono incredibilmente elevati, se non raddoppiati. Si vocifera qua e là che alcuni generi alimentari di primissima necessità non saranno più oggetto di distribuzione come generi tesserati. Da qualche mese questo fatto , si verifica normalmente a Milano, .ve, in alcuni vasti rioni, da tre mesi non si distribuisce il riso tesserato. In questo modo quella peste bubbonica che è la borsa nera, della quale tutti partano col più. vivo disprezzo, all'infuori di chi ne vive ed ingrassa vergognosomente, verrebbe ad essere elevata a sistema. Infatti i prezzi correnti sono 'ormai; quelli di borsa nera che minaccia di caVentare nerissima! Le retribuzioni dei lavoratori ohe saranno aumentate in questi giorni tutti sappiamo benissimo, rimarranno molta indietro nella poa-a competizione per il rialzo dei prezzi. Non è possibile ancaElt prevedere a quale distanza rimarranno aputrido il traguardo della fermato, che i

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ancora molto e molto lontano, sarà raggiunto. Di aumento in aumento siamo giunti al magnifico risultato di non poter più vivere lavorando onestamente. Qualche idiota osservatore interessato o superfia'ale arzigogolo che dopo tutto i cinematografi ed i teatri sono sempre pieni. È vero anche questo; ma chi va a divertirsi? Non certamente i lavoratori che hanno sulle spalle il peso di tre o quattro bambini. Provino questi disgraziati a bere un mezzo litro di, vino in più alla domenica; provi l'impiagato colto a prendersi il lusso di acquistarsi un libro; poi vedranno se sarà loro possibile procurOrsi regolarmente i tre pasti giornalieri. A tanto ci hanno condotto i flebotomoni della politica!!! t2.11 I. •

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INVIT ALLA DISCIPLMA È con il più vivo rinereseimente che si mo costretti a ritornare sopra un argomento già più volte da noi trattato ai tempi del « Giornale . Murale » dattilografato. Intendiamo parlare della disciplina. doloroso vedere ogni giorno lavoratori che un quarto d'ora ed anche venti minuti prima di mezzog,i,prno lasciano con indifferenza il posto di lavoro e si avviano tranquillabiente verso i refettori interni, verso la portineria I.a, in modo di poter occupare rapidamente i più comodi posti a sedere al refettorio centrale. Questo fatto che noi lamentiamo non si verifica solo verso mezzogiorno ma anche all'avvicinarsi dell'ora di uscita verso sera. In questo caso coloro che abbandonano il lavoro innanzi tempo hanno sempre delle buone scuse da scodellare a chi rivolge loro delle giuste osservazioni. Per esempio una di queste è: che il treno col quale questi indisciplinati debbono partire arriva troppo tardi al paese e se si perde si è costretti a pernottare fuori casa. Cari compagni di lavoro, noi siamo convinti che voi stessi comprendete perfettamente che infrazioni disciplinari di questo genere non possono continuare all'infinito. Seguendo questa strada finiremo col cadere ingenuamente in un precipizi& dal quale difficilmente potremo salvarci trascinando con noi le nostre stesse famiglie e di conseguenza la più grande nostra famiglia che è la Nazione che tutti noi vogliamo grande e prospera. E' nel nostro preciso programma lottare con tutte le nostre forze per la difesa dei diritti dei lavoratori e per le loro rivendicazioni economiche, però ci sentiamo in dovere di ricordare che per accampare dei diritti bisogna soddisfare a dei doveri. Diritti e doveri stanno sugli opposti piatti di una stessa bilancia e dipende da

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noi lavoratori fare in modo che questi piatti rimangano in perfetto equilibrio alla stessa altezza. Ciascuno di noi deve affezionarsi al suo lavoro come ad una propria creatura. Se ieri facevamo opera meritoria. sabotando la produzione, evitando in tutti i modi che il lavoro si svolgesse regolarmente era perchè ciò era necessario ai fini dell'andamento della guerra. Continuando oggi con -lo stesso sistema guerra è sig,nifica non comprendere che. la finita. e che non si lavora più per il tedesco. Oggi è facile ad ognuno comprendere o il nostro che tutti i nostri sforzi, tutt lavoro, tutte le nostre fatiche sono tese a beneficio della ricostruzione nazionale. Ostacolare una tale ricostruzione significa macchiarsi di uno dei più vergognosi de-. litti. - Ricostruiamo per la nazione che siamo noi. Dobbiamo costantemente ricordare che tutte le distruzioni di case, di ponti, di strade, di materiale ferroviario, di mezzi di trasporto e tutto quanto la spaventosa foga della guerra ha sovvertito oppure annientato va ricostruito, va rifatto. Ricostruendo le case daremo un tetto ai , nostri- bimbi; riattivando i ponti, le strade. e il materiale per i trasporti daremo loro il pane e tutto il necessario per sfamarli e vestirli. Al lavoro; non permettiamo che lo straniero, che ci osserva e ci studia, ci veda inoperosi e ci possa giudicare peggiori di . quelli che non siamo. I lavoratori Italiani hanno sempre avuto buona fama in tutto po' il mondo e non saremo'noi Aie per un di scoraggiamento la distruggeremo. Al lavoro con disciplina e concordia e formuliamo l'augurio, che certamente'di,yerrà realtà di veder presto la nostra Italia in piedi al fianco delle nazioni sorelle per il bene nostro e dell'intera Europa.

Perchè ci appuzzi ?... Quando finirai di tormentarci con la sgrammaticata e zoppicante prosa delle tue stupidissime lettere o piramidale idiota? Sappi, vero figlio di ptn, che le tue infinitamente ridicole minacce ci fanno un baffo; le tue idiotissirne profezie da baraccane di fiera non riescono neppure a farci sorridere. Non nasconderti dietro la troppo comoda veste dell'anonimo, scopri lo scimmiesco sorriso del tuo grugno di porco da ingrasso, così potremo stamparvi sopra la nitida impronta di un bel paio di manrovesci. Scommettiamo che puzzolente hai il fiato, bavosa la bocca e ben cornuta la stretta fronte. Disgraziata colei che beve nel tuo bicchiere, di certo arrischia di rire avvelenata. Sai dove sono finite le tue lettere? Nei water-closset!!!...

mo-


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