BOLLETTINO DEL COMITATO DI COORDINAMENTO DELLE SEZIONI SINDACALI FIOM• -CGIL della Magneti Marelli
Anno IV - n. 1 Febbraio 1968
Supplemento de Metallurgico
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BOLLETTINO DEL COMITATO DI COORDINAMENTO DELLE SEZIONI SINDACALI FIOM• -CGIL della Magneti Marelli
Anno IV - n. 1 Febbraio 1968
Supplemento de Metallurgico
WIM:DW:lommm
k1~111~J
DA FIOM T FIM - UILM - APERTA LA VERTENZA
PREMIO DI PRODUZIONE — CONGLOBAMENTO ACCORDI AZENDALI COTTIMI
Con la nuova richiesta d'incontro avanzata unitariamente dalla FIOM-FIM e UILM all'Assolombarda, la Direzione è stata posta di fronte alle Proprie precise responsabilità. Essa deve affrontare e risolvere i problemi con i sindacati dei lavoratori. Sono questioni aperte da mesi e che interessano diretatmente i lavoratori di tutti gli stabilimenti metalmeccanici del gruppo Magneti sparsi per l'Italia. Questi problemi sono sorti in conseguenzadelle decisioni unilaterali della Direzione che hanno portato fra l'altro alla modifica della struttura salariale esistente ed all'annullamento degli accordi aziendali. Si tratta:
del conglobamento delle paghe che ha comportato l'annullamento dell'accordo degli elettromeccan»i (14%) e dell'accordo sulla quota premio conglobata nel 1962;
della modifica del sistema di cottimo in atto e della non integrale applicazione della comunicazione sui cdtimi fatta ai sindacati dalla direzione nel 1963;
della )•:-icontrattazione del premio di pro, duzione, per collegare lo stesso al rendimento del lavoro, dopo l'unilaterale congelamento attuato dalla direzione nel 1964 e dei criteri di corresponsione del premio medesimo.
Alcune dl queste questioni sono già state ripetutamente materia di discussione fra Sindacati e Direzione, presso l'Associazione industriali milenase. Non si tratta più tanto di discutere, quanto di tro-
vare giuste e positive soluzioni che oltre a salvaguardare le conquiste realizzate nel passato devono permettere di fare dei nuovi sostanziali passi in avanti.
La parola è ora ai padroni della Magneti che, rapidamente, con fatti e non a parole, debbono dimostrare le loro precise intenzioni e volontà.
Conoscendo con chi abbiamo a che fare ed il loro modo di comportarsi nei confa opti dei lavoratori e dei loro problemi non ci facciamo troppe illusioni. Sappia però la direzione che i lavoratori ed i loro sindacati non sono più disposti a subire passivamente i soprusi padronali e continuare a pagare stilai propria pelle le conseguenze della politica della Magneti.
Se sì dovessero registrare dei nuovi no, i lavoratori _risponderanno con l'azione ferma e decisa in quanto è in loro radicata la convinzione e la volontà di modificare, di pari passo con il progresso tecnico, le loro condizioni di vita e di lavoro e non essere trasformati in appendici, senza diritti, delta produzione.
DOMENICA 3 MARZO ORE 9
a MILA NO
RIUNIONE DEL COMITATO DI COOR DINA MENTO NAZIONALE FIOM' "4"CGIL della MAGNETI MARELLI
Presenzierà ELIO
GIOVANNINI
Segretario Nazionale della FIOM
Spett.le
Milano, li 13 febbraio 1968
Asosciazione Industriale Lombarda
Sindacato Metalmeccanici
Milano
Spett. Direzione
Ditta Magneti Marelli
Sesto S. Giovanni
Alle Comissione Interne
La Segreteria provinciale Vi invita ad indire un incontro per definire alcuni problemi esistenti presso gli stabilimenti della Ditta Magneti Marelli e che necessitano di una sollecita soluzione: ricontrattazione del premio di produzione; corretta applicazione della comunicazione sul sistema di cottimo inviata alle Organizzazioni sindacali in data 26 - 11 - 1963; esame del conglobamento attuato unilateralmente dalla Direzione che ha portato alla ristrutturazione delle paghe, e sue conseguenze sull'applicazione degli accordi aziendali. Restiamo in attesa di una Vostra sollecita con.'ocazione.
Distinti saluti. LA
Nello scorso dicembre hanno avuto luogo degli incontri fra la Direzione e le Commissioni Interne. nel corso dei quali i rappresentanti dei lavoratori hanno richiesto, fra l'altro, la soluzione dei seguenti problemi:
una precisa rcgolamentazione dell'orario di lavoro, sulla base dell'orario contratuale, del godimento della riduzione dell'orario di lavoro (conguagli), delle ferie, dell'orario dei turnisti;
rispetto dell'accordo sulla mensa aziendale con la diminuizione dell'attuale (aumentato arbitrariamente dalla direzione) prezzo del pasto;
giusto inquadramento delle qualifiche e categorie; revisione e miglioramento del «premio fedeltà» e del trattamento ai lavoratori anziani;
inoltre: media triennale, trattenute sui vari istituti, indumenti di protezione, ecc.
L'esame fra la direzione e le Commissioni Interne deve proseguire per portare ad una rapida e positiva soluzione di questi problemi.
Con la corresponsione del saldo di gennaio, nei giorni scorsi, tutti i lavoratori della Magneti hanno potuto constatare personalmente che cosa significhi il conglobamento attuato unilateralmente dalla direzione.
Immediatamente, nei vari reparti, si è difuso un giusto malcontento e la protesta dei lavoratori e delle lavoratrici.
I soloni della direzione (cioè coloro cfie sanno tutto, che si ritengono al di sopra dei rappresentanti dei lavoratori) oltre ad avere compiuto un sopruso, hanno dimostrato di non essere nemmeno capaci di fare i conti. Infatti, alla vigilia del pagamento, hanno chiamato le Commissioni Interne ed affisso un comunicato, dichiarando che aveva sbagliato a fare i conteggi e che avrebbero provveduto alle correzioni con il prosimo mese (a loro poco importa ce centinaia di lavoratori hanno percepito migliaia di lire in meno).
Da oltre un anno la FIOM ha denunciato la manovra che la direzione stava attuando, ed è intervenuta presso l'Asolombarda per 11 rispetto dei diritti dei lavoratroi. Inoltre va denunciato il comportamento della direzione che, mentre era impegnata a dare una risposta ai Sindacati, ha continuato per la sua strada effetuando il conglobamento anche nel reparti e stabilimenti ove non era stato effettuato.
Nel precedente numero del nostro bollettino abbiamo dettagliatamente dimostrato come, con questa operazione, la direzione intenda far saltare tutti gli accordi aziendali conquistati negli scorsi anni.
Con le sue decisioni unilaterali e arbitrarie, la direzione ha inoltre violato gli accordi e portato caos e sperequazione nei reparti e stabilimenti.
Attualmente - anche se in ritardo - non vi è più tempo da perdere. Come è sempre avvenuto per il passato si deve imporre alla direzione la contrattazione del conglobamento che deve portare ad un accordo sindacale che preveda il rispetto degli accordi aziendali e la corresponsione dei loro benefici a tutti i lavoratori.
Dopo la fusione con la Magneti, con Ia solita scusa deldàì mancanza di comesse, i padroni sono passati all'attacco delle condizioni dei 360 lavoratori della Rabotti-Sud di Potenza. Infatti nelle scorse settimane l'orario di lavoro settimanale è stato ridotto a 32 ore, dando così un colpo ai già magri bilanci familiari di questi lavoratori.
Dopo la fusione con la Magneti e iniziato un processo di riorganzzazione interna nella fabbrica, facendo ricadere interamente e pesantemente sui lavoratori le conseguenze, della politica padronale,
L'attacco è iniziato con il nuovo anno quando gli oltre 200 lavoratori della « 3.a sezione » motorini elettrici sono stati messi ad orario ridotto d 30 ore settimanali, successivamente il 50% delle operaie è stato posto in Carra Integrazione a zero ore.
Contemporaneamente la direzione sta attuando arbitrariamente un taglio generale dei tempi di lavorazione e conseguentemente deí guadagni di cottimo.
Lunedì 19 febbraio ha avuto luogo presso l'Unione Industriali di Bergamo un nicontro per esaminare i problemi'dello stabilimento di Romano Lombairdo. L'atteggiamento• negativo della Direzione, rappresentato dal dott. Ferrini, nonha portato a nessun risultato.
MAGNETI « E » - CARPI
Sempre più preoccupante la situazione dello stabilimento « E » di Carpi. Dopo che dal 1964 ad oggi i dipendenti sono diminuiti da oltre 400 agli attuali 270, nei giorni scorsi la Direzione ha comunicato alla Commissione Interna, il tra.: sferimento della produzione dei « regolatori ».
Trasferire i « regolatori » significa portar via la produzione base della fabbrica, pari al 40% delle ore lavorative e che interessano un centinaio di lavoratori.
Immediatamente i sindacati (FIOM, FIM, UILM) unitariamente hanno richiesto un incontro urgente all'Ufficio Provinciale del Lavoro di Modena, hanno interessato le autorità provinciali e locali (Prefettura, Deputati, Consiglio Comunale di Carpi, Sottosegretario all'Industria on. Mazza, ecc.) I lavoratori ed-i loro Sindacati sono decisi a difendere il posto di lavoro éd il loro già magro salario.
numero degli operai in Cassa Integrazione si è ridotto attorno alle 50 unità, per Questo la loro condizione diventa sempre più insostenibile.
Ancora una volta si ha la dimostrazione concreta di come la direzione faccia ricadere sui lavoratori e sulle loro famiglie le conseguenze della sua politica produttiva.
In tutti gli stabilimenti Magneti sparsi per l'Italia si sta verificando un grosso attacco ai livelli di occupazione, agli, orari di lavoro e ai livelli salariali sull'altare della ristrutturazione conseguente alla fusione delle consociate.
Un processo del genere non può avvenire in modo unilaterale, poichè gli unici che attualmente ne pagano le conseguenze sono i lavoratori.
Questi problemi devono essere esaminati con i rappresentati dei lavoratori e si deve garantire i livelli di occupazione e i salari.
pubblici potire non possono lasciar fare ai padroni, ma devono intervenire per garantire la sicurezza ai lavoratori.
E' chiaro che come sempre avviene, al di là dei pìù diversi interventi, solo l'azione unitaria e decisa dei lavoratori con i loro sindacati può imporre la garanzia del posto di lavoro e del salario.
Perdura la grave situazione per i circa 150 lavoratori occupati nello stabilimento di Alessandria, poichè anche il
Recentemente sí sono avuti due avvenimenti importanti per la vita e per il futuro della. Magneti Marelli e delle società che ad essa erano consociate e che ora sono state incorporate nella Magneti Marelli stessa.
Il primo è relativo all'acquisto della totalità delle azioni ordinarie da parte della FIAT che controllava già il 50 per cento delle azioni ordinarie e lo 0.66 per cento di quelle privilegiate ; il secondo è, come si è detto, l'incorporazione delle società. che facevano parte del gruppo Magneti Marelli nella società madre.
Che significato attribuire all'acquisto da parte della FIAT di tutte le azioni ordinarie della Magneti e, forse, anche di una quota dí quelle privilegiate? L'opera- • ;ione sembra nascere da due ordini di ragioni, tra loro complementari.
In- Anzitutto, c'è da ricordare come la Magneti fosse di - c:ta da uomini ormai vecchi, da troppo tempo alla it.',ta della società, che non dovevano da tempo dar p iu molta fiducia aí ci della FIAT, che ha nella Magneti la sua fornitrice di apparecchiature elettriche per automobili, sia dal punto di vista produttivo che da cucilo della politica sindacale. Da qualche anno, infatti, uomini della FIAT sono entrati sempre più direttamente nella Magneti e con posti di sempre maggiore responsabilità, da tempo la Fiat doveva avere pensato che la Magneti poteva rappresentare un punto debole nel suo impero sia per i problemi produttivi, sia per la possibilità che un'azione sindacale bloccasse la produzione della Magneti e rendesse inutile, in tal caso, l'attività anti sindacale svolta, all'interno della Fiat stessa. Motivi di vario ordine, insomma, portavano all'esigenza di una presenza più diretta all'inerno della Magneti.
Un altro ordine di ragioni va individuato, probabilmente, in tutta la più recente politica della Fiat, quella posteriore alla morte di Valletta, che spinge la società torinese a razionalizzare ulteriormente la sua presenza nell'economia italiana. Questa razionalizzazione segue due vie, due criteri : potenziamento della automobile, e delle attività direttamente connesse, a scapito di altre produzioni tradizionali (INi a caso si parla, ogni tanto, della chiusura della Acciaieria Fiat, non a caso la produzione dei Grandi Motori viene affidata da una nuova società in cui la Fiat è presente con l'IRI, ecc.) e sviluppo di nuove iniziative in settori d'avanguardia (attività nucleari, avio, forse elettronica ).
Come si vede, la debolezza della Magneti si sommava alla nuova politica della Fiat volta a porre sotto il suo controllo attività complementari a quella automobilistica vera e propria e il risultato non poteva portare che al controllo completo della Fiat sulla Magneti Marelli.
Presidente e AMministratore delegato di questa società è stato eletto il Dr. Corrado Ciuti, che•proveniva dalla 0.M., uomo della Fiat e che è stato recentemente nominato membro del Consiglio di Amministrazione della Fiat stessa. Ciuti è un nuovo dirigen-
te, relativamente giovane, molto legato alla famiglia Agnelli, che sembra destinato a fare molta strada. Il secondo avvenimento, la fusione di altre società nella Magneti Marelli, si presta ad interpretazioni meno sicure. Ricordiamo, innanzitutto, le società incorporate : Radiomarelli e Mabo (società commerciali ), INIEX e Imcaradio (società che praticamente hanno cessato d'esistere e che hanno valore solo per gli immobili che posseggono), Francesco Rabotti e Rabotti Sud (società che operano in campi affini a quelli della Magneti Marelli) e la FIVRE (società che produce componenti elettronici, valvole, cinescopi, ecc., per radio-tv).
Pur tenendo presente i vantaggi derivanti da una fusione (riduzibne delle imposte ecc.), non è facile dare un giudizio sull'incorporazione, soprattutto se si pensa al futuro di alcune delle società incorporate e di alcune produzioni della stessa Magneti Marelli Ad esempio, cosa avverrà della produzione di apparecchi radio-televisivi, produzione già attualmente in declino? Cosa avverrà della FIVRE? Se è facile pensare, come del resto già annunciato dalla relazione dell'ex presidente Quintavalle, ora presidente onorario, all'ultima assemblea, che per la Rabotti si andrà verso un maggior collegamento tecnico-produttivo «con possibili conseguenze negative per i lavoratori), se nessun problema sembra sollevato dalle società puramente commerciali, difficile è fare ipotesi sul futuro della FIVRE e delle attività volte alla produzione di apparecchi radio-televisivi : queste attività possono essere sviluppate, possono diventare il punto di partenza, o almeno un collegamento, per un maggior impegno nel settore, o possono venir abbandonate. Quel che sembra difficile è che l'attuale situazione si protragga a lungo.
Quanto al futuro, del resto, incerto è lo stesso destino della Magneti Marelli. Mentre è da escludere una riduzione della sua attività nel campo delle apparecchiature elettriche per veicoli, è incerto se la società, in quanto tale rimarrà o se invece sarà assorbita dalla FIAT.
Cosa avverrà dipenderà molto dalle linee che sceglierà l'attuale gruppo dirigente della FIAT, gruppo in parte ancora in via di trasformazione e che non sembra aver operato scelte definitive. La tendenza sembra essere - ma più che mai qui è il caso di parlare di impressioni - verso l'incorporazione della Magneti Marelli nella stessa FIAT, come è avvenuto per l'OM e per l'Autobianchi, ma non si può dimenticare che altre ragioni possono portare i dirigenti della FIAT a conclusioni diverse : ad esempio, motivi finanziari che si possono rivelare più importanti di quelli produttivi e sulla cui importanza non possiamo, noi poveri estranei, giudicare.
Val solo la pena di ricordare come la prossima «preda» della FIAT nella provincia di Milano possa divenire la Borletti : in questa società la FIAT' ha un terzo delle azioni, un altro terzo appartiene alla famiglia Borletti e il rimanente alla Bastogi. E' molto
Per rispondere alla necessità di tutti i lavoratori, vecchi e giovani, di avere una documentazione sugli accordi sindacali sottoscritti in questi anni tra direzione, sindacati e Commissioni Interne, per le fabbriche del gruppo il Comitato di Coordinamento. delle sezioni sindacali FIOM-CGIL hanno deciso di pubblicare il testo di tutti gli accordi.
In questo ' ,nodo tutti saranno in grado di conosce= re gli esatti termini degli elementi che concorrono formare la propria retribuzione, e la sua condizione di lavoro.
In questa occasione riteniamo opportuno ricordare che quanto è stato fatto non è il risultato di posizione «attendiste» e nemmeno frutto della buona «manna» che cade dal cielo o della bontà della direzione nel concedere questo o quest'altro; ogni accordo è il risultato della lotta a conclusione della quale non sempre si realizza tutto quanto ognuno di noi si aspetta. Il rzisultato rappresenta in ogni caso una conquista al fine di migliorare le condizioni di vita e di lavoro all'interno delle nostre fabbriche.
Molte di queste nostre conquiste sono diventate poi patrimonio di tutti i lavoratori, altre la direzione sta, attualmente, cercando di eliminarle attraverso l'annullamento degli accordi aziendali ed il conglobamento unilaterale delle paglie messo M atto in questi
mesi. Ci riferiamo in particolare all'accordo del 14 per cento degli elettromeccanici, alla parte conglobata del premio di produzione, ed altri.
Per meglio poter salvaguardare le conquiste realizzate con dure lotte e sacrifici, ed andare avanti è anche necessario conoscere gli accordi precedentemente sottoscritti.
Invitiamo ogni lavoratore a conservare questo inserto e gli altri che seguiranno perchè alla fine potrà disporre della raccolta integrale dei testi di tutti gli accordi, in questo modo si potranno meglio conoscere i propri diritti per farli rispettare.
Il Comitato di Coordinamento delle Sezioni Sindacali FIOM-CGIL
A conclusione delle trattative svolte per fa soluzione dei problemi aziendali sino ad oggi in atto presso la ditta si concorda oggi /0 Maggio 1962, tra la Magneti Marelli e le C.I., quanto segue:
A decorrenza dall' 1 - I - 1962 l'orario settimanale di lavoro verrà ridotto di un'ora e mezza con i criteri e le modalità già stabilite per gli stabilimenti siderurgici con l'accordo del 7 - 3 - 58.
A seguito della riduzione suddetta si applicherà, come per gli operai siderurgici, il 3.o comma dell'art. 6 parte operai, del Contratto Nazionale metallurgici 23 - 10 - 1959.
La riduzione dell'orario settimanale di lavoro sarà effettuata secondo le modalità fissate dal citato accordo dei siderurgici, fermo rimanendo diritti e facoltà conferiti all'azienda dai due patti di lavoro predetti.
2 o Applicazione dell'accordo nazionale 2 - 8 - 1961 di conglobamento e procedimento per il riproporzionamento delle tariffe di cottimo.
) - le vigenti tariffe di cottimo saranno riproporzionate in rapporto alla incidenza di tutti gli elementi retributivi acces-
•
tra l'Asssociazione Industriale Lombarda ín persona dell'Avvocato Salvatore Arengi, che rappresenta ed assiste la Ditta Magneti Marelli presente nelle persone dei Sigg. Dr. Gabriele Ferrini e Dr. Augusto Marocchino; e i Sindacati provinciali dei lavoratori:
FIOM - pi .2sente nella persona del Sig. Antonio Pizzínato
FIM - presente nella persona del Sig. Dino Longoni
UILM - presente nella persona del Sig. Antonio Raímoldi e la Commissione Interna: per gli stabilimenti di Milano e Sesto S. Giovanni, in applicazione di quanto disposto dall'art. 3 - Parte Comune - del contratto nazionale metalmeccanici 17.2.1963, le parti concordano che íI premio di produzione comprensivo di tutti gli istituti e(»ntrattuaii, è per l'anno 1964 di L. 12.500 (dodicimilacinquecen ,) in aggiunta agli importi a questo titolo già corrisposti.
L'azienda dà atto che erogherà anche per l'anno 1965 un uguale trattamento.
Con quanto sopra la vertenza relativa ai premi 1964 e 1965 rimane definita.
L'erogazione del saldo
il 14 gennaio 1966 per gli
il 31 gennaio 1966 per gli
L'erogazione del saldo
il 15 febbraio 1966 per gli
il 28 febbraio 1966 per gli
premio 1964 avrà luogo: operai
impiegati e gli equiparati; premio 1965 avrà luogo: operai
impiegati e gli equiparati.
Letto, confermato e sottoscritte).
p. l'ASSOCIAZIONE INDUSTRIALE
p. la DITTA p. la FIOM p. la FIM p. la UIL M
p. la COMMISSIONE INTERNA
LAVORATORE!
per ogni informazione rivolgiti subito alla Commissione In-
terna e alla Sezione Sindacale Aziendale FIOM-CGIL.
Tra la Magneti Marelli e le C.I. dei suoi stabilimenti di Sesto S. Giovanni e Milano (Crescenzago) viene convenuto quanto segue:
Lo A decorrere dall'I - I - 1961 il «terzo elemento» delle attuali retribuzioni degli operai sarà aumentato di un importo pari all'8,50% dei minimi tabellari del Contratto del 23.10.1959
2.o Inoltre in sostituzione dell'attuale premio di produzione ragguagliato ad un indice del 3,18% sui guadagni di cottimo, il «terzo elemento» verrà ulteriormente aumentato di un importo retributivo corrispondente e cioè pari al 5,50% dei minimi in cui sopra;
3.o L'applicazione del punto 1" avrà effetto retroattivo .con decorrenza dall'1.9.1960 (compresa la gratifica natalizia)
Letto, confermato e sottoscritto
sori esistenti alla data dell'I - 1 - 61, mediamente considerati, sui guadagni medi di cottimo realizzati nel trimestre ottobre, novembre, dicembre 1961.
b) - Gli elementi retributivi accessori da considerarsi per la operazione di cui sopra sono:
i 16 punti dell'indennità di contingenza da conglobare; la differenza tra i minimi tabellari del contratto del 21 - 5 - 56 e quelli del contratto del 23 - 10 - 1959; il 14% tabellare istituito con l'accordo, aziendale del 7 - 1 - 61.
le quote di aumento per le donne stabilito dagli accordi di parità salariale alle scadenze dell'1-11-61, del 1 -5 e del I - 11 - 62;
la qudta della incentivazione aziendale della indennità di contingenza istituita con l'accordo aziendale del 23 luglio 1957 corrispondente ai 16 punti da conglobare. il 2% tabellare di cui all'art. 5 dell'accordo nazionale del 2 - 8 - 1961;.
e fatta eccezione per questi ultimo, saranno pure da conglobarsi nelle paghe basi di fatto delle maestranze.
c) - I coefficienti di riproporzionamento delle tariffe di cottimo dovranno essere determinati per stabilimento e _distintamente per uomini e donne, e saranno quindi maggiorati di tre punti.
3.o Riproporzionamento delle percentuali di collaborazione e di compartecipazione.
Lc percentuali di collaborazione e di compartecipazione degli operai economisti saranno mediante riproporzionamento in rapporto alle loro nuove paghe basi di fatto e alle medie di utile di cottimo di stabilimento che risulteranno per il trimestre ottobre, novembre, dicembre dpoo il riproporzionamento delle tariffe di cottimo e il relativo aggiornamento delle paghe di fat-• to dei cottimisti.
Col riproporzionamento si dovrà garantire loro i guadagni precedenti e farli beneficiare inoltre di un incremento retributivo corrspondente al 2% tabellare previsto per i cottimisti dell'art. 5 dell'accordo 2 - 8 - 61 nella misura percentuale della loro collaborazione e compartecipazione di allora (70% - 62% - 40%).
4.o Stabilimento D
Nello stesso stabilimento saranno allestiti due refettori che resteranno funzionanti sino a che, ultimata la costruzione dello stabilimento «S», comincerà a funzionare una seconda mensa.
Agli operai di questo stabilimento già lavoranti a tappeto trasportatore e oggi lavcrnati a catena, sarà ripristinata un interruzione giornaliera di 10' retribuiti con le modalità aziendali dell'accordo interno 30 - 1 - 57.
5.o Pagamento della gratifica natalizia per il 1961 e anni seguenti.
Si farà riferimento per i relativi conteggi, sia per il 1961 che per l'avvenire, alle medie di cottimo, e di elaborazione di stabilimento, del bimestre ottobre - novembre anzichè a quello del bimestre novembre - dicembre.
6.o Gestione mensa aziendale.
Viene istituita una commissione di studio, composta da due rappresentanti della ditta e da tre rappresentanti delle C.I., la quale esaminerà le migliori condizioni per un eventuale passaggio della gestione in economia delle mense a gestione appaltata.
7.o Conclusione.
A conclusione di quanto concordato le C.I. si impegnano di esercitare le facoltà nei limiti fissati dall'accordo interconfederale 8 - 5 - 53 per la costituzione e il funzionamento delle C.I., fino alla scadenza dell'attuale contratto nazionale di categoria.
8.o Decorrenza
Il presente accordo avrà decorrenza, salvo quella pahicolare determinata all'art. 1.o dall'i - 5 - 1962.
Letto, confermato e sottoscritto.
p. la Magneti N'areni p. la C. I.
Alle Commissioni Interne stab. A. B. C. N. D.
La presente per confermarvi che agli operai che raggiungeranno un minimo settimanale lavorato di 40 bre, considerando utili a questi effetti gli orari di ferie e festività godute, verrà accantonato l'intero importo retributivo di ore una e mezza settimanali previsto dall'art. I dell'accrodo aziendale 10.5.62
Inoltre per confermarvi che le attuali soste in atto, in deroga all'art. 1 dell'accordo 10.5.62, non verranno assorbite.
11 direttore del personale
facile che la FIAT possa acquistare altre azioni, o dai Borletti o dalla Bastogi, per controllare più direttamente la produzione di questa azienda per lei non meno vitale della Magneti. Infine, sulla base delle relagioni ufficiali tenute all'assemblea degli azionisti, si ha il seguente quadro (vedi tabella) del gruppo Magneti Marelli:
capitale sociale 6 miliardi, con 11 stabilimenti, due società commerciali e due società immobiliari;
i dipendenti alla fine del 1966 erano 8.803, con una diminuzione di ben 1.999 unità rispetto al 1963 ;
Il fatturato del f66 è stato di 67,8 miliardi, superiore a quello del 1964, realizzato con 1.070 dipendenti in meno. Nel 1965 il fatturato è stato infe-
riore, ma cio e conseguenza atm i .1 uu lavoratotrt sospesi a zero ore.
Nei primi 9 mesi del 1967 rispetto allo stesso. periodo del 1966 il fatturato è aumentato di oltre il 18%;
11 fatturato per ogni ora lavorata è passato da 6.410 lire del 1963 a 7.754 lire del 1966, il che significa che ogni lavoratore ha prodotto 1.344 • lire in più per ogni ora lavorata.
Da ciò balza evidente all'occhio l'aumento dello, sfruttamento dei lavoratori e come la direzione abbia fatto ricadere sulle loro spalle le conseguenze della sua politica, mentre i padroni, anche negli anni da loro definiti in «crisi», si sono sempre distribuiti 65 lire per ogni azione e il 4% degli utili (circa 25 milioni all'anno) sono stati riservati per i soli membri del Consiglio d'Amministrazione.
Stabilimenti « NDS » Milano-Crescenzago
MABO
Stabilimento « A » Sesto S. G. (Mi)
Stabilimento « B » Sesto S.G. (Mi)
Stabilimento « C » Sesto S. G. (Mi)
Stabilimento « OQ » Stabilimento « E » Romano Lombardo Carpi (Modena (Bergamo)
RABOTTI RABOTTI-SUD (Torino) (Potenza)
Abbiamo saputo che il conte Quintavalle nel lasciare il posto di responsabilità alla direzione della azienda, ha lasciato venti milioni di lire al gruppo anziani.
Questo è un «bel gesto» che non ci farà dimenticare tutto ciò che sono costretti a subire in fabbrica, i lavoratori anziani.
Si è detto e stradetto, anche con manifesti esposti all'interno della azienda, il ringraziamento della direzione agli anziani, per aver contribuito al consolidamento dell'azienda ed al suo ingrandimento e ai giovani è detto di seguire l'esempio dei vecchi, ecc.
Mentre da un lato si fanno discorsi, i capi, l'ufficio del personale, la direzione del personale fanno ben altro, ecco i fatti: vecchi lavoratori, che dopo aver svolto per molti anni il loro lavoro, con attaccamento, collaborazione, alcuni anche ubbidendo anche cecamente alla volontà del supersfruttamento della direzione, il risultato è questo; dopo 20 - 30 anni di lavoro forzato, un bel giorno si viene chiamati in direzione e con sfrontatezza ci si sente dire: «scusi siamo spiacenti doverle comunicare (la solita frase di consuetudine per dare una legnata al cavallo che ha corso nelle grandi gare) che lei non è più in grado di svolgere il suo lavoro da operaio di La e di 2.acategoria, pertanto abbiamo ritenuto di trattenerlo ancora in ditta, adibendo la sua persona ad altre attività e declassarla dalla categoria che ella è tutt'ora in possesso. C'è chi supinamente accetta, senza alzare gli occhi dal pavimento, anche se dentro di se si sprigiona una ribellione incalcolabile.
Ma se qualcuno tenta di portare all'esterno del suo corpo la protesta, per l'ingiustizia che lo colpisce, allora è come se si aprissero le cateratte del cielo, e il tale discorso diventa minaccioso, coronato da insulti, ecc.
A parte il divieto, da parte del contratto di lavoro al declassamento, per cui il lavoratore si può appellare, ma dove sta la coerenza fra quello che dic2. il «Conte» e l'azienda condotta da certi capi e dall'ufficio del personale diretta dal dott. Marocchino?
E' chiaro che noi non vogliamo solo della «comprensione» ma il rispetto dei diritti e la personalità dei lavoratori anziani.
Alla Magneti Marelli non si retribuivano í giorni di carenza di infortunio che venivano a cadere nei giorni di sabato o domenica, pur essendo venuto un chiarimento alla legge sugli infortuni del 1.o luglio 1965, che ribadiva che il lavoratore aveva diritto alla retribuzione del 60 per cento.
L'ufficio sindacale e legale della FIOM di Sesto, attraverso una vertenza sindacale all'Assolombarda, ha costretto la direzione al pagamento dei giorni di carenza e pertanto si invitano i lavoratori che si trovassero in queste condizioni a rivolgersi alla Commissione Interna o direttamente alla FIOM in Via Villa, 6 - Sesto S. G.
Non esiste salumiere che Si rìspetti che prima della fine di ogni anno faccia omaggio alla sua affezionata clientela del calendario per l'anno nuovo.
Invitiamo la direzione generale ad invitare i dirigenti e programmatori della produZione dal loro salumiere per avere in omaggio il calendario. In questo modo, sìn dall'inizio dell'arino, saranno in grado di sapere quando cadono le domeniche é lé festività infrasettimanali, poichè sui calendari esse sono segnate in rosso.
In questo modo essi sono in grado di vedere «programmate» le giornate ìn cui ì lavoratori hanno diritto al riposo e alla retribuzione.
Se avessero fatto ciò non comanderebbero al lavoro i lavoratori nei giorni festivi, soprattutto quando si sa che per molti lavoratori è impossibile giungere al lavoro per mancanza di mezzi di trasporto. Di fronte all'evidenza deì fatti 'la strada scelta dai dirigenti aziendali è quella di sempre: ignorare i diritti dei lavoratori e l'obbiettività delle loro ragioni e continuare ad inviare lettere di ammonimento, sospensioni, non pagare la festività e gli assegni familiari e minacciare licenziamenti.
Il 26 gennaio scorso, richiesto dalla FIOM vi è stato un incontro in Assolombarda, nel corso del quale la direzione non ha saputo dire altro che pér lei va bene così, malgrado le «sentenze» che dimo : strano il contrario.
Su questo problema vi è in corso una causa presso la Pretura ai Monza, che interessa i lavoratori dello stabilimento *B» e inoltre la FIOM ha fatto denuncia all'INPS per il mancato pagamento de-' gli assegni
Ci sorge il dubbio: che la direzione Si comporti in questo modo - comandando i lavoratori al lavoro:festivo ,- per poi pretendere di non pagare le festiVità!?
Prestazione di lavoro nelle festività infrasettimanali - rifiuto da parte del lavoratore non costituisce mancanza disciplinare - la retribuzione per la festività deve essere pagata.
«Il lavoro straordinario è legato ad una effettiva prestazione d'opera oltre l'orario normale di attività e viene retribuito come tale. Quando invece la' legge od il contratto collettivo prevedono per taluni giorni festivi il diritto del lavoratore a conseguire la normale retribuzione pur restando a riposo, intertcloriò attribuire a questi un premio, ossia una specie di gratifica speciale, costituente ín tal caso un , preciso diritto del lavoratore medesimo cui, eccezionalmente, non corrisponde l'obbligo di prestare topercrsua. Nè l'imprenditore può annullare il suo arbitrio simile diritto, imponendo, senza una speciale ragione di necessità, ai lavoratori che non lo gradiscono e non siano disposti a darvi adesione, di prestare l'opera loro anche nèi giorni festivi, sia pure corrispondendo una retribuzione maggiorata. e ciò in quanto il lavoro nei giorni festivi può venire richiesto soltanto ove vi siano importanti lavori per l'azienda, e deve venire autorizzato spettando all'imprenditore l'o-. nere di provare la necessità di ricorrervi».
(Sentenza della Corte Suprema di Cassazione del 12 ottobre 1956 n. 3557 - Mass. Giur. Lav. 1957 n. 25),
LAVORATORI ANZIANI NON «RELITTI»
DOTT. MAROCCHINO: «RICORDARSI DI SANTIFICARE LE FESTE».
Il 26 gennaio sono iniziate a Roma, le trattative tra la Confindustria e i Sindacati dei lavoratori in merito all'imbiente di lavoro e alle lavorazioni nocive. Queste trattative devono portare ad una regolamentazione ín materia, sulla base dell'articolo 51, parte prima, del Contratto di lavoro 15 dicembre 1966.
L'obbiettivo che ci si pone con questa contrattazione è quello della salvaguardia della salute dei lavoratori.
Gli incontri - per i diversi settori produttivi sono proseguiti il 15 - 16 febbraio scorso. Altri incontri sono già stati programmati per le prossime settimane.
lo devono fare, si adeguano come strumento per indurre le maestranze ad uno sforzo eccessivo.
Il lavoratore è in fabbrica per lavorare, non per rovinarsi la salute. Produrre sì, ma non per rendersi simile ad un animale. Perciò egli ha diritto ai suoi bisogni fisiologici ed ad un ritmo sopportabile.
Invitiamo la direzione a far ritornare la normalità in questo reparto riportando la tranquillità.
i.
Un nuovo impulso produttivo è stato imposto allo stabilimento «D», in seguito alle modifiche effetuate; si pretende un nuovo avanzamento del ritmo; infatti, la direzione dello stabilimento, si serve -dei capi e di qualche altra persona che hanno il solo compito di spingere al massimo il rendimento delle operaie, come se queste fossero bestie da soma, per arrivare a superare la produzione di 100 mila candele al giorno. La direzione non si accontenta di avere già un'alta produttività, rispetto agli anni passati, ma vuole spingere al massimo lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici.
Questo porta ad un esaurimento precoce delle forze fisiche e ad un aumento delle malattie.
Ma noi ci domandiamo: dove vuole arrivare la direzione? Essa dirà, certamente, che vuole diminuire il prezzo di vendita delle candele a causa della concorrenza, frase che si usa di solito quando vuole un maggior guadagno.
Infatti il costo della candela sul mercato non è diminuito affatto, mentre si è avuto in questi ultimi anni, un raddoppio della produzione..
Questo, si dirà, è dovuto alle nuove machine e ai nuovi impianti, nonchè alle trasformazioni organizzative effetuate; se una parte è dovuta a questo, è anche vero che una parte notevole è dovuta allo sforzo imposto alle lavoratrici e ai lavoratori di quello stabilimento.
Fra i lavoratori vi è una forte ribellione verso i metodi usati nell'attuazione di questo supersfruttamento accompagnato da un forte calo della percentuale di guadagno di ccittimo. Perciò più produzione, più rendimento, più fatica e meno soldi in busta, ecco la politica che piace al 'padronato!
Per superare questo stato di cose bisogna che le operaie si uniscano e che all'interno dei reparti memano al massimo per realizzare il contenimento dello sfruttamento; certo, lo si deve fare con .nraggio denunciando coloro, siccome il lavorò non
La cooperativa « Ponte Verde » ha messo disposizione il negozio e le attrezzature delle cooperative agricole affinchè possano provvedere alla vendita diretta ai consumatori dei loro prodotti, si tratta di :
Frutta L. 400 Kg. 3,5
Riso L. 950 Kg. 5,00
Burro naturale L. 1100 Kg. 1,00
Grana padano 1966 L. 1400 Kg. 1,00
Partnigg. regg. 66 L. 1500 Kg. 1,00
Parmigg regg. 67 L. 1100 Kg. 1,00
Olio oliva L. 700 Kg. 0.900
Inoltre: vino - aranci - verdura.- ecc.
Purtroppo le vendite devono essere riservate ai soli soci della cooperativa la quale è aperta a tutti i lavoratori, la sola formalità da assolvere è il versamento di L. 500 corrispondente alla quota azionaria prevista dallo Statuto.
La cooperativa è sorta per continuare la positiva esperienza realizzata nella scorsa primavera.
Difendete il vostro salario, facendo spesa direttamente dai contadini.
Per difendere il vostro potere d'acquisto !
a Non sopporto di vedere un nostr dipendente con un salari. così basso.. vi licenzio! INSOPPORTABILE IL LAVORO ALLO STAB. "D" (candele)Nei giorni scorsi al pagamento della « gratifica » abbiamo potuto, tutti, rendersi conto di quanto sia di attualità la richiesta del Sindacato di modificare sostanziamente la legge sulla « ricchezza mobile » che « taglia » tutti i mesi, una grossa fetta r i_211a busta paga.
E' assurdo che i lavoratori debbano lasciare «per tasse » varie un mese di paga all'anno. Quella della ricchezza mobile è, oltre che un assurdo, una vergogna.
Il Sindacato sostiene che occorre elevare il « minimo esente » fissato in 20.000 lire fin dal 1947; e spostare la tassazione ad altri livelli che tengono conto del minimo occorrente per condurre una vita dignitosa. •
Su questa necessità sono d'accordo tutti i. sindacati e la proposta di legge è stata sottoscritta da. migliaia di lavoratori ed è già stata presentata alla Camera dei Deputati da una delegazione di lavoratori milanesi.
Quello che occorre fare oggi è sollecitare l'approvazione della nostra legge da parte del Parlamento.
Le Commissioni Interne, le Sezioni dei Sindacati possono influire sui lavori del Parlamento attraver-• so vari modi, a cominciare con l'invio di lettere, ordini del giorno, per passare a forme adeguate di pressione, non escludendo il ricorso allo sciopero.
« Un forte sindacato è una sperimentata necessità per ottenere soddisfazione alle nostre esigenze non ci sono altre vie di «mezzo»„
Cosi si potrebbe sintetizzare l'invito che in questi giorni rivolgiamo a tutti ,i lavoratori perché,s iscrivano' al sindacato, traducendo così I adesione alle lotté e l'appoggio alle liste elettorali nelle elezioni di C I. in un impegno ancora più avan7ato.
Perché bisogna iscriversi al sindacato e perché proprio alla FIOM?
La tessera del sindacato segna l'ingresso dei lavoratori nella maturità, nell'epoca in cui si prende coscienza di contare qualche cosa e di poter di conseguenza anche decidere, qualche cosa.
I padroni ci guardano e decifrano dai dati dell'adesione dei lavoratori al sindacato uno stato di coscienza che si eleva con la lievitazione del numero degli iscritti al sindacato.
Essi sanno che isolatamente il lavoratore non conta nulla, al massimo può chiedere «per favore» o stendere la mano; se vi sono degli iscritti, ma pochi, allora pensa che con qualche soldo se la può ancora «cavare»; se invece sono tanti, tutti, allora deve stare attento perché la mano che tende non c'è più, ci sono invece delle precise richieste, dei conti da pagare.
E' allora che i lavoratori contano, e da folla anonima diventano maggioranza, che conta e decide.
E' la divisione dei lavoratori; la loro scarsa adesione al sindacato che toglie a loro tutti i benefici che questa epoca può dare all'uomo. Se pensiamo alle entusiasmanti conguiste della tecnica e al fatto, che esse sono realizzate dal lavoratore, ma che ad esso è dato il solo beneficio di produrle! E invece quanto differerfte - 127us5 etgerela Vita ge la società anziché esser 'retta contro la maggioranza; i lavoratori, fossero i lavoratori ad essere i padroni del proprio lavoro!
Già potrebbe essere diversa da oggi, la vita, se solo si riconoscessero ai lavoratori quegli elementari diritti che sono scritti sulle leggi e nei contratti di lavoro.
Noi abbiamo la forza 'necessaria per far cambiare le cose, occorre solo che ci organizziamo. Il che significa iscriversi al Sindacato FIOM-, partecipare alla attività e alla - vita del sindacato; farsi portatore dell'idea del Sindacato fra tutti i lavoratori e loro famiglie.
Con la lotta e con il Sindacato; cioè con la nostra forza unita e l'organizzazione si fanno cambiare le cose, altra strada non c'è.
Anche noi siamo una forza, la più grande ma dispersa. Occorre unirla. Nel Sindacato FIOM, con altri migliaia dì lavoratori si costruisce una vita diversa in una società più, giusta e democratica.
TUTTI NEI,, SINDACATO.
TUTTI NELLA FIOM-CGIL!
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