alle urne per eleggere LE
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Siete chiamati ad eleggere la nuova Commissione Interna nella vostra fabbrica, in una situazione particolare, caratterizzata dalla dura e aspra verten za sindacale per il rinnovo del contratto di lavoro.
Tuttavia questo impegno unita rio per un obiettivo tosi importante come l'acquisizione dei cinque punti base della
piattaforma contrattuale non può cgncellare dalla vita sindacale e rivendicativa i problemi aziendali, La FIOM e i suoi candidati, si impegnano fin d'ora con il proprio contri buto appassionato, affinchè sia garantita la continuazione di una linea sindacale atta a migliorare progressivamente le condizioni di vita e di lavoro per tutti.
E' stata affrontata qualche tempo fa al Parlamento ed ora sta per essere discussa in questi giorni ai Senato la legge sulla "giusta causa" nei licenziamenti.
E' questa una legge che deve essere sostenuta ed appoggiata da tutti i lavoratori, poichè essa servirà ad arginare i licenziamenti per rappresaglia a cui ricorrono i padroni nel vano tentativo di stroncare la lotta e l'organizzazione dei lavoratori stessi.
Tutti possono constatare infatti come l'elenco degli operai licenziati si allunga ogni giorno, specie in questo periodo. La volontà del padronato, in questa fase acuta di scontro e di tensione sociale, è di stroncare con tutti i mezzi possibili il possente movimento unitario delle categorie in lotta per il rinnovo dei Contratti.
Quando viene messa in discussione la "sacra" legge I del massimo profitto, i padroni non tollerano opposizione da qualunque parte provenga e si colpisce il miIl diritto al Lavoro non si può contrattare. Il diritto litante attivo ed organizzato. al lavoro deve essere affermato e sancito dalla legge. ll lavoratore che viene ingiustamente licenziato, deve rientrare in fabbrica e conservare il suo diritto al poIisto di lavoro.
Perciò la legge deve sancire la nullità di tutti i licenziamenti che avvengono senza giusta causa o giuJstificato motivo.
Noi tutti abbiamo ricevuto, in questi giorni, una lettera degli industriali sulla quale si versano fiumi di lacrime sulla nostra situazione, con altrettanti consigli su come smettere subito la lotta contrattuale.
Ciò che questa lettera non dice è la verità sulle cause di questa lunga vertenza che è lunga appunto perr.hè i padroni non vogliano dare niente.
E' dall'ottobre dello scorso anno che abbiamo fatto delle richieste, e ci sono voluti otto mesi di cui 5 di lotta per costringere i padroni al tavolo della trattativa; una volta trascinati alla trattativa ci hanno detto un bel no su tutte le richieste, un no pieno di belle parole, ma pur sempre un no.
Comunque non abbiamo mai assistito a tanta sfacciataggine nel capovolgere le carte in tavola. Sono stali i padroni a non volere la trattativa P Rnno stati i padroni .1 riderci in faccia rispondendo di no per un mese a fila su tutte le nostre richieste.
Le richieste fatte sono cinque e non una come pretendono i padroni. Abbiamo chiesto l'aumento dei salari, non la mancia come ci è stata offerta (2 per cento all'anno); abbiamo chiesto la parità operai impiegati; la riduzione dell'orario; con tutto ciò abbiamo anche chiesto che il sindacato sia riconosciuto nelle fabbriche, e le libertà sindacali per i lavoratori e i sindacati.
Dunque la vertenza non è aperta solo sul riconoscimento del sindacato come pretende il padronato. La lotta ha come obiettivo il miglioramento della nostra condizione e la conquista di maggiore sicurezza del posto di lavoro, della qualifica, del cottimo, dell'orario, ecc.
L'obiettivo della Altra padronale è chiaro come il sole; mettere gli operai contro i dirigenti sindacali; mettere gli scioperanti contro i crumiri; mettere le mogli contro gli operai, ecc.
Nel nostro caso noi non siamo di fronte ad una offerta di trattativa costruttiva, ma siamo in presenza deel tentativo di prendere per il naso tutti. Perchè tbttaTit non vuol dire negazione assoluta ma mediazione delle posizioni, il che non c'è ancora stato e neanche se ne intravvede la possibilità.
Per noi della Magneti ledchieste contrattuali ricalcano punto per punto le nostre necessità. Da noi abbiamo avuto il taglio delle paghe, il taglio dei cottimi; le dequalificazioni; le sospensioni e i licenziamenti, tutte cose decise e attuate dalla direzione senza consultare al C.I. ne i Sindacati, anzi, sono state volutamente ignorati tutti gli interventi dei sindacati.
Questo è successo perchè troppa è la libertà che si sono ripresi i padroni; padroni delle fabbriche e anche di tutto il resto. Ed è per non perdere questo potere che inventano le posizioni dei sindacati; che inventano offerte di trattative concrete, ecc.
Quello che difendono con tanto accanimento i padroni e i loro tirapiedi sono i privilegi che si sono accumulati sulla nostra fatica. Difendono il conto in
l • Contrattazione sindacale aziendale
Libertà nelle fabbricne
Parità normativa operai - impiegati
Riduzione d'orario
Modifica tabelle salariali
RAFFORZA L'UNITA' D'AZIONE SINDACALE
PARTECIPA ALLA LOTTA
banca, la villa al mare e ai monti; l'appartamento con servitù; il panfilo; e la fuoriserie. Questo in gergo « moderno » dei padroni si chiama, « produttivita aziendale »; « rendimento degli impianti »; « difesa della lira »; e difesa dalla concorrenza »; « equilibrio costiricavi e, naturalmente, «piena occupazione »; « lotta all'aumento dei prezzi »; « difesa del consumatore »; ecc. ecc.
Sarebbe bene che i padroni giocassero a carte scoperte e chiamassero le cose con il loro nome proprio, così. oltre che essere più «onesto » ci sarebbero men'- lettere nelle case dei lavoratori e più soldi nelle buste paga.
Nell'ultimo numero del bollettino abbiamo riportato dei dati sulla situazione economica, dai quali si può ricavare sufficienti elementi di valutazione per confutare tutte le tesi padronali circa la impossibilità materiale di accogliere le nostre richieste.
C'è un dato che tvedpwcsoo~be si riferisce al fatturato pro-capite per ora di lavoro per dipendente.
Dal 1963 al 1965 il fatturato pro capite per dipendente è aumentato di 1390 lire all'ora. Detto questo ci permettiamo di dire che è possibile raddoppiare le nostre paghe e portarle così ai livelli « europei ». Facciamo i conti: ora noi abbiamo una paga di 400 lire ora (media) se raddoppiamo la paga, arriviamo così a 800 lire all'ora, con un aumento di L. 400, fatto questo non man-
Un momento della manifestazione realizzata a Sesto S. G. dai lavor2tori della Breda, della E. Marelli e Magneti, Falck, ecc. mentre sfilano per le vie della città.
diamo nessuno in malora, ma resta ancora dell'altro, sia per soddisfare le altre richieste contrattuali e per il « padrone ».
Noi siamo disposti a rinunciare alle nostre richieste se un solo dirigente aziendale ci mostra, matita alla mano, come deve vivere un lavoratore con la paga attuale, e prova a vivere lui stesso, non tutta la vita, ma un anno con la paga di un operaio. Vogliamo dare una occasione alla direzione per iscrivere un'altra lettera ai lavoratori e alle loro famiglie, della quale suggeriamo anche il titolo « come non sciupare i soldi della busta paga ».
E torniamo a fare una domandina semplice: Signori della direzione perchè non ci fate conoscere i vostri « salari » e non mandate la vostra moglie a fare la beata vita dell'operaia della Magneti?
Tizio: Hai visto per il contratto? Niente da fare è come ti dicevo bisogna picchiar più forte con gli scioperi.
Caio : Quello che si sta facendo!
Tizio : La settimana scorsa ho sentito Costa alla Televisione, a loro da fastidio, non piace che il sindacato metta il naso nell'interno della fabbrica per contrattare.
Caio : Guai a noi se dovessimo mollare senza aver la possibilità di dire la nostra sui cottimi, sui passaggi di categoria ecc., altrimenti ocn una mano ti danno e con l'altra ti tolgono, e fra parentesi alla « A » in questi ultimi tempi la facciamo magra, tra l'orario di 40 tra il taglio dei tempi, quasi nessun aumento di merito, ecc.
Tizio: Bisogna andare fino in fondo, pensa nel periodo chiamato di « crisi » i padroni hanno guadagnato più di prima, perciò neanche qui possono avere scuse.
Caio: Però, diciamocelo, i padroni hanno trovato pane per i loro denti, hai visto l'ultimo sciopero quando siamo usciti alle 9 e 30 quasi tutti sono usciti dalla fabbrica, e che corteo intorno a Sesto!
Tizio: E' vero erano pochissimi i crumiri.
Caio: A proposito facciamo conoscere a tutti i nomi di questi?
Tizio: Giusto! cominciamo dal magazziniere candidato in cantina
e quello con lo stesso cognome del 3.o piano.
Caio: Ho capito, il menager del candidato e il recente I a Categoria ! interessante sapere anche di quest'ultimo quanti scioperi ha fatto.
Tizio : Ma quello lo conoscono tutti, non molla la greppia, e per di più ha ..na gran faccia di lamiera.
Caio: Anche agli « Altoparlan-. ti » e ora di farla finita (porta carraia ).
Tizio: Guarda che nell'ultimo sciopero sono usciti.
Caio: Comunque, sai cosa diconc quelli che scioperano: e ora che prendono la strada giusta, perche se no va male...
Tizio : Sai che acrobazia devono fare quei quattro crcrniri nostrani!
Caio : Lo so passano della portineria e corsaia entrano prestissimo al mattino, mangiano dentro, ecc. (poveri diavoli).
Tiro: Sai cosa propongo raccogliamo i nomi dei crumiri incalliti e quando si è firmato il contratto, prima di tutto facciamo un bel cartellone, e sotto i nomi scriviamo « Questi esseri devono ridare ai sindacati i miglioramenti del contratto ».
Caio: E gli impiegati, escluso cr_iei 2 o 3 gli altri tutti crumiri, alla Ercole Marelli non è così.
Tizio : E' vero, te lo dicono aper-
tarnente tful all'A. dovete fare un picchetto allora noi sciopereremn
Caio: A parte il ragionamento non giusto perchè gli operai scioperano senza picchetto, comunque bisogna far qualcosa, perché la faccenda si fa seria e non si scherza sugli enormi sacrifici degli ope'ai.
Tizio : Allora giovedì si fanno le elezioni della Commissione Interna.
Caio : Stai pur certo che gli operai sanno per chi votare, dopo tutto quello che è successo!
Tizio : Non può darsi che qualche capetto nella speranza del passaggio di categoria inviti le operaie a votare per i padroni?
Caio : Ma ! Questa volta sono convinto che t'.:tti gli operai hanno capito: non ci sarà un Mefistofele con i suoi giochi di prestigio tipo FIAT, ne i capetti, che cambieranno le cose.
Tizio: Giusto voteranno tutti per chi si batte onestamente per un migliore domani.
Caio : Cambiando discorso, dove vai a fare le ferie?
Tizio : A «Cà Stà», perchè Soni! a « buleta ».
Caic : Anch'io purtroppo, a pensare a quei figli di papà... in giro con i nostri soldi ; invece io che ho il figlio che ha bisogno del mare non posso, capirai, con l'affitto che ho!
Tizio : Allora ci troveremo su!l'Adda e li avremo il tempo per spiegare ai nostri cigli perchè loro non possono andare a! mare.
Quanti cavalieri e quanti commendatori ci sono alla M. Marelli (ih! ih! ih! questa è buo. na).
Chi è il pensionato monarchico Cavaliere della Repubblica. (per aiutarvi : ce ne sono di piangenti)
Sui cartelli: Quanto giusti con noi I Ma chi sono? E' la delegazione padronale che si reca alla trattativa i per il rinnovo del nostro contratto. (dalla stampa sindacale americana)
siamo poveri, I sindacati sono in-
Chi è q.:el capo assomigliante ad un pellicano, che tenta di intimidere le proprie operaie durante gli scioperi.
Chi prende la pillola ogni volta che s'arrabbia.
pronta più marcata per i problemi delle lavoratrici. L'orario di lavoro, ad esempio, deve tener conto che la donna torna a casa per lavorare ancora: le ore straordinarie in fabbrica non devono essere obbligatorie almeno per la lavoratrice. Spesse volte lo sforzo fisico e psichico compromette la sua salute; infatti, i casi di malattia sono piu frequenti tra le lavoratrici che non tra i lavoratori.
Per ottenere ciò, con la proiezione nel futuro del valore umano e sociale della donna lavoratrice, occorre che l'impegno positivo assunto dallo stesso on. Moro nel suo discorso programmatico governativo, sia portato avanti, realizzato nel suo contenuto essenziale, le parole tramutate in fatti concreti in un clima democratico, avanzato socialmente e con la massima serietà.
Questo vogliono le donne lavoratrici moderne, questo è il presupposto per (l quale combatteremo questo deve essere il risultato delle lotte democratiche che ogni giorno, nelle fabbriche, nei campi, sulle piazze migliaia e migliaia di donne lavoratrici d'ogni ceto sociale e ad ogni livello di responsabilità, chiedono a tutti: Governo, industriali, uomini politici d'ogni convinzione.
Ecco dove la programmazione del nuovo Governo deve essere democratica e nello spirito della Costituzione: dare cioè anche alla donna un sicuro lavoro perchè sia salvaguardata la sua dignità, assicurandole innanzi tutto l'indipendenza economica senza la quale nessuna donna civile può essere libera.
E' necessario che le lavoratirci italiane sappiano portare avanti, perchè sia avviato a soluzione, il grosso problema degli asili, delle scuole, dei mezzi di trasporto, dei servizi sociali. La donna lavoratrice,- più del lavoratore, risente delle deficienze in tali servizi in quanto terminata la giornata lavorativa nella fabbrica, nel campo, nel magazzeno, ecc, si trova a dover portare avanti quasi tutto il peso che richiede la cura dei bambini e della casa.
Quante volte sentiamo risponderci dalle lavoratrici:
Spesse volte il peso del lavoro in famiglia supera quello della fabbrica ». Per quotidiana esperienza sappiamo quanto sia contro il progresso civile di tutta la nostra società non dare al nostro Paese una efficiente rete di asili, scuole, servizi sanitari e di trasporti pubblici. La soluzione di questi problemi non sono più dilazionabili e noi lavoratrici dobbiamo affrontarli, dibatterli e portarli avanti in tutte le direzioni, ma soprattutto nell'interno delle fabbriche per fare in modo che siano più sentiti e seguiti non solo dalle lavoratrici, ma anche dai lavoratori che sono interessati quanto noi.
Le stesse lotte sindacali dovrebbero avere una im-
Un altro grosso problema che deve essere affrontato è quello della qualificazione; innanzitutto con la istituzione, nell'ambito della programmazione, di corsi di specializzazione per le lavoratrici anche in campi che fin'ora sono stati riservati agli uomini: come nel campo della piccola industria. dell'elettronica, delle telecomunicazioni, ecc. In secondo luogo con un maggior potere di contrattazione e controllo nelle fabbriche e sui posti di lavoro da parte del Sindacato polche attualmente una gran parte di donne lavoratrici che svolgono lavori complessi e delicati, sono qualificate poco più che manovali.
Questo rientra nello spirito con cui abbiamo partecipato alle grandi lotte Sindacali, specie quelle dei metalmeccanici degli anni '60, per aprire nuove possibilità alla donna lavoratrice con la raggiunta parità salariale.
Se questi sono solo una parte dei problemi che stanno di fronte a noi lavoratrici in prima persona, non dimentichiamo che sono problemi dell'intero popolo italiano; perciò il nostro slancio, il nostro entusiasmo il nostro impegno per portarli avanti non deve mai venir meno perchè sappiamo di dare al nostro Paese un grande contributo.
Nella sola Milano, per esempio, negli ultimi anni ben 30.000 donne sono state espulse dalla produzione. Però mentre pei gli uomini, a causa della congiuntura sfavorevole, vi è stata una forte diminuzione della occupazione, soprattutto fra i più anziani o non qualificati, per le donne, oltre a queste ragioni, ve ne sono altre che hanno permesso di colpire intere categorie. E perchè questo? Perchè la donna è rimasta confinata a metà strada nel processo dell'evoluzione del lavoro, sia come numero che come qualificazione.
Il rinnovamento sociale che il nuovo Governo, tramite la programmazione economica, deve porre ha una componente insostituibile: l'inserimento della donna lavoratrice in ogni campo di attività del nostfti Paese, affinchè l'apporto qualitativo e quantitativo della lavoratrice stessa sia fonte di energia alla quale tutta l'economia potrà attingere con sicurezza.
Mantovani Eget, 3 sezione
Buttinoni Lodovico 2 sezione
RICCHIUTI Elisa 5 sezione
D'ERRICO Lazzaro 4 sezione
D'Ambra Tommaso ep. Mabo
STAB. CRESCENZAGO
MANTOVANI EGEO
BUTTINONI Lodov -ico
RICCHIUTI Elisa
D'EF:RICO Lazzaro
SOMA Antonina
D'AMBRA Tommaso
DE BENEDETTIS Filippo
RINZAGHI Angelo
IVDRGAN Ivo
MA NFREDINI Maria
GHIGNOLI Stefano
GIOVANELLA Corrado
STAB. A
DEL TEDESCO Tommaso
GHIONI Teresina
VOLPI Antonio
LUR A GHI Diego
BENE Antonio
STAB. B.
SA NGA LETTI Angelo
RUISI Diego
APPIANI Antonio
PELUCC HI Pietro
STAB. C.
SCODEGGIO Paolo