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Fabbrica unita10

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Fabbrica unita

Abbiamo vinto una difficile battaglia

Andare avanti sulla strada della lotta unitaria

I lavoratori della Redaelli hanno condotto e vinto-la battdglia più importante degli ultimi anni, comunque sicuramente la più lunga ed 'aspra.

Non vogliamo qui riassumere le rivendicazioni a tutti note che hanno originato questa lotta ma, vogliamo porre l'accento sulla volontà manifestata dagli operai di battersi fino in fondo in modo unitario fino alla vittoria più completa.

Nel corso della lotta il padrone ha tentato tutte le carte, si è addirittura atteggiato a. difensore degli interessi dei lavoratori diffondendo volantini miranti a screditare i membri di commissione interna, ha sperato nel nostro crollo, ma, è stato sconfitto. L'unità ha vinto, l'unità è stata la caratteristica più marcata di tutte le Assemblee. C'è stata; qualche campana stonata, qualche ridicola pretesa separatista che ad un certo punto è ruiscita a creare una certa confusione tra gli impiegati. Evidentemente qualcuno non ha ancora capito che gli impiegati fanno integralmente parte della classe operaia, che essi stessi sono dei venditori di forza lavoro sfruttati come e più degli operai e che ogni loro conquista, ogni loro possibilità di andare avanti è strettamente vincolata all'azione unitaria di tutta la classe operaia.

L'incapacità di comprendere la validità di questa battaglia da parte di pochi e la interessata • polemica di qualche furbo non ha però impedito agli impiegati di partecipare alla lotta, di discutere e quindi seguire la linea che le organizzazioni sindacali e la Commissione Interna hanno di volta in volta proposto.

Il giudizio che noi diamo quindi della lotta nel suo assieme è altamente positivo tanto per la partecipazione quanto per il dibattito sempre vivo e democratico che l'ha accompagnata.

Questa lotta assieme ad una importante battaglia rivendicativa è stata una scuola di democrazia, è stata un momento importante della lotta più generale che tutto il movimento operaio va conducendo contro lo strapotere dei monopoli per vaste e radicali riforme delle strutture politiche ed economiche del nostro paese.

Dopo Luglio ancora una volta i lavoratori della Redaelli hanno dimostrato chiaramente che per il padronato è finito il

tempo di dettare la sua legge, che il paternalismo ed il riformismo neocapitalista è morto ancor bambino, che bisogna fare t conti con la volontà rinnovatrice dei lavoratori decisi ad andare avanti a costo di qualsiasi sacrificio.

Conclusa vittoriosamente questa battaglia, è nostro compite oggi rafforzare e migliorare la organizzazione sindacale a tutt i i livelli, rafforzare l'unità dei lavoratori per prepararci a nuove. e più decisive battaglie che mandino rapidamente avanti il movimento operaio verso migliori condizioni di vita e di lavoro, verso la costruzione di una società dalla quale sia bandito il prepotere dei monopoli e lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

LA

Entusiasmo fra i lavoratori della Redaelli per la nuova conquista della scienza sovietica

Ancora una volta l'Unione Sovietica è giunta prima.

Yuri Gagàrin è il primo uomo che ha visto la terra dall'Universo.

Non è un primato sportivo così come non è un romanzo di fantascienza ma, è una realtà di fronte alla quale gli uomini di tutto il mondo -restano stupefatti ed ammirati compresi coloro che fino a ieri hanno con ogni mezzo cercato di nascondere, di negare e di" falsare tutto ciò che un immenso popolo andava costruendo di nuovo e di grande.

Una macchina di quarantasette quintali con un uomo a bordo ha ricevuto una spinta tale da farle raggiungere la fantaetica velocità di otto chilometri al secondo. La nostra mente che poteva misurare gli 83 Kg. del primo Sputnik non è più in grado di immaginare le dimensioni e la potenza dell'ordigno che ha realizzato questa impresa. Non ci vergogniamo di ciò specie se pensiamo che migliaia di scienziati di altri paesi del mondo che hanno al loro servizio potenti mezzi

non sono fino ad oggi andati oltre qualche decina di chili.

Non vogliamo con questo disconoscere o diminuire gli sforzi che onesti e capaci uomini di scienza conducono in tutto il mondo per recare il loro contributo per. la conquista dell'universo da parte dell'uomo nel supremo interesse del sapere e del progresso civile, vogliamo soltanto sfuggire ogni forma di ipocrisia.

Siamo contenti, siamo felici che il primo uomo che ha conquistato il cielo sia un sóvietico, così come lo è la stragrande maggioranza dei lavoratori e dei cittadini democratici.

Yuri Gagàrin, la scienza sovietica, il potere sovietico hanno dato a noi operai di tutti i paesi capitalisti la misura di ciò che può l'uomo liberato dalla continua in terza pagina

Le vere colpe di FIDEL CASTRO

Il governo statunitense, prima di iniziare l'invasione di Cuba con mercenari prezzolati, aveva pubblicato un documento ufficiale anticastrista in cui .90stanzialmente si sosteneva, a giustiTtcazione del proprio brigantesco operato, la tesi balorda che Castro avesse tradito la rivoluzione cubana e cercasse

di aprire le porte al comunismo. Vediamo un po' concretamente quali sono i principali provvedimenti presi dal governo rivoluzionario cubano.

8 gennaio 1959 - La rivoluzione cubana trionfa. Batista è cacciato. I « barbudos z, di Fidai continua in quarta pagina

Abbonamento annuo L. 200 - Sostenitore L. 500 Anno III n. 9 MARZO - APRILE 1961 Una copia L. 20
PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA REDAELLI
SENSAZIONALE 1MPLESA DI YURI GAGARIN

CRONACHE DEI REPARTI

Mensa o porcile?

In una fabbrica in evoluzione, cioè in una fabbrica che, come la nostra, ha già introdotto e si appresta ad ampliare, notevoli innovazioni tecniche, diventa sempre più determinante al fine di garantire il regolare svolgimento del ciclo produttivo, la esistenza di un efficiente e qualificato servizio di manutenzione.

E' ovvio che ciò si ottiene solo attraverso un sostanziale miglioramento organizzativo, e soprattutto attraverso l'assunzione o la formazione in loco di un quadro operaio altamente specializzato. La direzione dei nostri reparti di manutenzione ha sicuramente presente tutto ciò e per la verità ha cercato sotto certi aspetti di operare in questo senso. Noi non pensiamo però che si sia fatta troppa strada e vogliamo mettere in rilievo alcune incongruenze che in definitiva sono 'la causa dell'attuale caotica situazione dei reparti di manutenzione e del malumore in continuo aumento che serpeggia tra i lavoratori. In primo luogo ci pare che il miglioramento qualitativo del quadro operaio si ' è cercato di ottenerlo operando in una sola direzione, assumendo cioè operai specializzati e non facendo alcun serio sforzo per promuovere gli operai già da lungo tempo in fabbrica.

In secondo luogo ci si dimentica sempre di dare una prospettiva ai lavoratori che li interessi al loro lavoro, che dia loro la garanzia di poter andare avanti sia migliorando concretamente le loro condizioni di lavoro che i loro salari.

Fino a che questi presupposti fondamentali non saranno realizzati, i reparti di manutenzione ed in particolare le squadre legate direttamente ai reparti produttivi far anno sempre concorrenza ad uno scalo merci.

A conferma di.,ciò basta guardare quanti operai Sono entrati in fabbrica e quan ti se ne , sono andati in questi ultimi anni.

Per sanare una situazione di questo genere è indispensabile che i dirigenti si rendano conto che è ora di smetterla con la politica del ricatto a chi fa il turno centrale con lo spauracchio dei turni, facendo con ciò assumere alle squadre di assegnata la caratteristica di « compagnie di disciplina » e bisogna altresì che chi fa i turni veda di fronte a sè il giorno in cui non li farà più, cosa possibilissima solo che si seguisse il normale ciclo di avvicendamento determinato dall'età di pensionamento e delle nuove assunzioni. In secondo luogo è irtdispensabile un maggior rispetto delle qualifiche.

E' vergognoso pretendere che un aggiustatore, un meccanico, si riduca a semplici mansioni di ingrassaggio o che un elettricista si riduca ad oliare i motori od a fare comunque lavori non pertinenti alla sua qualifica.

Noi non comprendiamo quale vantaggio si possa avere ad assumere un elettricista per adibirlo poi a lavori di aggiustatore od un aggiustatore per adibirlo a mansioni di ingrassaggio se non quello di disgustare entrambi e costringerli a cercar-

si un posto di lavoro dove almeno certi concetti elementari vengano rispettati. E' tanto difficile capire dove finisce il compito di un operaio specializzato in un determinato ramo? Se così è, ei pare sia veramente il caso di promuovere per i dirigenti della manutenzione dei corsi di riqualificazione inserendo tra le varie materie di studio anche il contratto nazionale di lavoro. Noi siamo convinti anche, che il difetto fondamentale risieda nella tendenza che esiste ad un certo livello a burocratizzare la vita della fabbrica, a vivacchiare, respingendo tutto ciò che richiede uno sforzo rinnovatore per timore che vengano a nudo le proprie insufficienze e incapacità, per' timore di esporsi troppo. Certo è che se si vuole che i lavoratori svolgano le loro mansioni serenamente bisogna dare loro una prospettiva economica e morale perchè i tempi cambiano rapidamente e nessun operaio è più disposto a vegetare, ad accettare di vivere •in condizioni che ritiene lesive sia sul piano delle proprie capacità professionali sia sul piano morale.

Ne abbiamo parlato molte volte, 'forse troppe volte ma, tacere è impossibile di fronte al continuo peggioramento in ogni senso di quel qualchecosa che viene sopranominato « mensa ». Al cronico sudiciume che la pervade, ai cibi veramente s straordinari perchè non li potttè trovare in nessun, altro posto, si aggiunge la demolizione e la costruzione di muretti che dura più o meno quanto' il tempo per costruire una casa moderna. Ai capelli che «copiosamente, 'escono dalle cuffie sì aggiungono le chiomate teste bionde e brune in piena libertà, alle bottigliette del vino che non conoscono più l'acqua (per lavarle s'intende) si aggiunge il colore terreo dei bicchieri e potremmo continuare di questo passo per dieci colonne ancora se al pensiero di tutto ciò non ci venissero i crampi allo stomaco.

Insomma signori padroni quando vi deciderète a considerare gli operai non solamente come dei bipedi pensanti capaci di produrre per la vostra ricchezza ma come degli uomini normali con tutti i « sensi » al loro posto? Quando vi deciderete a capire che non si tratta di cambiare sboba ma di sostituire la sboba con cibi sani e gustosi cucinati e serviti in un ambiente pulito ed in stoviglie altrettanto pulite?

IN PERICOLO I LIMITI D' ETA' PENSIONABILE

Da qualche tempo è in atto una vasta offensiva tesa a rimettere in discussione gli attuali termini di età pensionabile che, come tutti sanno, è stabilita a 60 anni per gli uomini e 55 anni per le donne.

Dapprima à ventilare la possibilità di elevare rispettivamente a 65 e 60 anni il minimo di età pensionabile era solo la stampa della Confindustria e in particolare nella nostra città il Corriere della Sera, • poi rapidamente la speranza di far lavo-

La sete dei profitti

La sete di profitti del padrone "non è mai paga, per soddisfarla anche solo momentaneamte la via più facile è sempre quella di aumentare la produzione e diminuire gli organici fino al punto di violare i vigenti accordi.

Infatti non contento di aver raddoppiato la produzione di vergella e di aver dimezzato lo organico, da diverso tempo si fa specu!tazione eliminando perfino la idserva, cosicchè quando Inr un qualsiasi motivo manca

un operaio o viene ad aumentare il lavoro per gli addetti a quella K piazza» oppure si va a caccia di operai in qualche altro reparto col sola risultato di imbestialire tutti senza risolvere minimamente il problema.

Sicuramente la direzione è a conoscenza di questo stato di cose da essa nel suo interesse voluto, ciò che disgusta è che a perpetuarlo contribuisce (forse per acquisire la stima del padrone) anche qualche piccolo caporale di reparto.

rare cinque anni di più i lavoratori e mandarli in pensione quando ormai hanno un piede nella fossa, ha conquistato i solerti sostenitori degli industriali e si è giunti a presentare poco tempo fa un progetto di legge a firma Tambroni-Zaccagnini, dove appunto si prevede Felevamento della età pensionabile. Inoltre nella legge di cui sopra si prevede un maggior contributo trattenuto ai lavoratori, senza aumentare di un soldo le attuali misere pensioni. Del resto non ci interesserebbe molto avere qualche soldo in più da spendere quando i padroni ci avranno spremuti al punto tale che non ci rimarrebbe altra prospettiva che entrare nel regno dei più. Il progetto legge TambroniZaccagnini è stato ritirato in questi giorni per lo scalpore sollevato, e su proposta del Ministero del Lavoro si è costituita una commissione con l'incarico di studiare la questione.

Gli industriali sostengono che l'ammodernamento degli impian-, ti sottopone ad un minor logoramento i lavoratori che perciò potranno lavorare sino a 65 anni! Sono quegli stessi industriali che quando hai compiuto i 40 se vai cercando lavoro non ti assumono perchè dicono che sei troppo vecchio! Mentre noi lavoratori ci bat-

tiamo per ottenere la riduzione dell'orario di lavoro, costoro tentano di allungarci al massimo il periodo in cui ci possano sfruttare nelle fabbriche.

I lavoratori devono essere guardinghi. Il pericolo c'è, è reale e bisogna che ci prepariamo per tempo ad affrontarlo. Se i padroni o certi compiacenti deputati d.c., ritengono che il lavoro nelle fabbriche con l'introduzione delle linee e delle catene sia diventato poco meno divertente, e riposante di un giuoco di società non hanno che da provare per qualche mese a prestare la loro attività nei nostri reparti. In pochi mesi avrebbero tempo e 'modo di ravvedersi!

I lavoratori sostengono in modo inequivocabile che se la produzione aumenta, se avanza il progresso tecnico, tutto ciò non deve ancora una volta risolversi in un danno per essi, ma in un beneficio.

Forti del nostro giusto diritto a godere del progresso, siamo fermamente decisi a non permettere che vengano elevati i minimi di età pensionabile nè vengano aumentati i già alti ~tributi che paghiamo per quella misera pensione che gli istituti di previdenza ci elargiscono come fosse una carità e non soldi nostri, negli ultimi anni di questa vita terrena.

Si rispetti la dignità dei lavoratori ! Ai reparto manutenzione la Direzione deve tener conto delle qualifiche
I padroni vorrebbero sfruttarci 5 uni di più

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Pieno successo a Milano

delle lezioni sult antif2Cismo

Lgioyalli acciriono entusiasti e numerosi per apprendere ciò che non si insegna a scola

La clae dirigente italiana sembra .vergogbarsi della propria legittimità quasi temesse che qualcuno possa rinfacciargliela e, chisesà, defenestrarla. Sui vent'anni di dittatura viene calato un pesante silenzio, i libri 'scolastici tacciono o si esprimono in modo ambiguo, la radio e la televisione sono tenuti all'omertà e gran parte dei giornali hanno la coscienza sporca.

La gioventù cresce nell'ignoranza, di fatti fondamentali e può facilmente correre il rischio di rimanere Vittima di equivoci ed inganni o per Io meno di maturare nell'apatia e nell'indifferenza. .`

Per rimediare a questo stato di- cose già l'anno scorso in alcune città si tennero delle conferenze sulle ragioni dell'entifascismo e in questi mesi anche a Milano, con grande successo, l'Iniziativa ha preso piede ed anzi si - è molto sviluppata, assumendo un carattere di grande serietà.. Attraverso queste lezioni si vuole non tanto ricordare fattio date, fare insomma una storia cronologica del fascismo e dell'antifascismo, ma si tende ad interpretare ed a spiegare le ragioni oggettive, storiche e di struttura di certi fenomeni che evidentemente sono sortiti improvvisamente nella storia, come Minerva armata dalla testa di Giove, ma hanno origini individuabili in conflitti di interessi e di classi. Diciamo

pure che sono la degenerazione /*trenta' di 'questi cónflitti. Le spiegazioni' possono essere di vaitia natura ed infatti gli oratori succedutisi hanno dato diverse Interpretazioni di quegli 'anni. Quella che interessa è Che si eerélii -di indtirre l giovani -a ragionare,•11. non: accettare il fattp,ma a spiegarlo E e;quindi, superarlo. Non esistono dominatori i 'cose inkPiegabill'quando la''cOseienz,a di tin~lo è - matura..Le lezioni sull'antifascismo contribuiscono certo a questa maturità,

DOSSIER EICHMANN - Editori Riuniti - Traduzione di paura Genzales - 220 pagine, 8 tavole f.t., 1.000 lire.

Questo libro raccoglie le pcfrti più importanti di un incartamento che' sino a poco tempo fa éra ancora segreto, e che racchiude uno dei più agghiaccianti documenti del nostro secolo.

'Questi fogli sono gli stessi su 'cui si china il procuratore generale dello Stato di Israele, 'incaricato di istruire l'accusa del grande processo contro Eich!mann, gli stessi che i giudici dovranno leggere e valutare; socrio circolari segretissime dei mas-

APRIRE LE UNIVERSITA' AI DIPLOMATI TECNICI

Le recenti, e massicce dimostrazioni di protesta ,dei ; giovani studenti degli istituti tecnici per l'ammissione alle Università, ripropongono, al 'nostro giornaletto questo tema.

In questo ultimo periodo di tempo, sotto la spinta delle manifestazioni, la Commissione Pubblica Istruzione • della camera ha iniziato la discussione.delle proposte di legge approvate al Senato e, premeditatamente insabbiate da, circa -un anno.

Chi è, Chi sono coloro che si oppongono alla ammissione 'dei diplomati tecnici alle Università?

CONTINUAZIONE DALLA PRIMA PAGINA

Entusiasmo

fra i lavoratori della Redaelli

per la nuova conquista della scienza sovietica

ignoranza, dalle superstizioni, dalle catene dello sfruttamento.

Poco più di quarant'anni sono Stati sufficienti ad un popolo analfabeta e denutrito per toccare le più alte vette di civiltà e di sapere. Gli impostori che fino a ieri ci raccontavano in -tutte le salse l'arretratezza dell' Unione Sovietica, costretti oggi dalla realtà a dedicare interamente le prime.pagine dei. loro, giornali alle conquiste so-,-* vietiChe non- sanno nasconder il loro livore e parlano di sacrifici imposti al popolo per soddisinre le z,ekigenze di propa- ganda del Partito Comunista.

Non siamo indignati per questo, anzi, è proprio dal confronto tra queste bassezze e l'appello di pace lanciato 'dall'Unione Sovietica subito dopo la gran- dicisa- impresa che i lavoratori danno il loro giudizio.

Se queste cornacchie avesse:ro visto i volti sorridenti e fe- • liti degli operai quando 'nelle fabbriche incominciò a circolare la grande notizia, se avessero potuto ascoltare il fiorire spontaneo di commenti ironici verso la cosidetta potenza del ca-

pitalismo avrebbero sicuramente risparmiato le ultime storielle ed avrebbero apito come la ruota della storia cammina ormai e' sempre più' velocemente contro di loro.

Noi non pdssiarno che sorridere se pensiamo ai salti mortali di •Satagat che Mentre è costretto ad inneggiare alla sctio' la -sovietica vota i -fendi per - la ' scuola clericale, non possiamo che scoppiare dal riso di fro4te alle infinite - formule dei nori clericali escogitate per far credere che l'interesse dei Valletta e dei' Park è in -fondo 'lo stesso interesse dei portalingotti

Ma via signori... è quasi la ~sa' cosa che-pretendere di far credere che la terra è piatta. C'è stata Colombo ormai, ed in questi giorni c'è stato ,Gaganin.

Il mondo va avanti verso nuove grandiose conquiste che non sono solo scientifiche ma, decisivi passi avanti verso nuove forme di civiltà per la creazione di una società umana libera da ogni qualsiasi forma di soggezione.,

simi dirigenti nazisti, verbali di riunioni non meno segrete tra • i gerarchi del Terzo Reich, stenogrammi di interrogatori, brevi lettere in cui col linguaggio burocratico di tutte le cancellerie si dispone la morte di milioni di uomini o si rende conto dell'avvenuta esecuzione.

Crediamo che alla base di tutto sia la visione limitata e profondamente conservatrice della classe dirigente italiana; essa è incapace di concepire la dialettica di una vita moderna, perchè ancora troppo ancorata ai suoi privilegi di classe e allo sfrutiamen"to fino agli estremi del lavoro altrui.

Ecco il perchè del suo gran darsi da fare per mobilitare contro gli studenti tecnici la parte 'più retriva del potente « ordine :degli ingegneri » aiutata autorevolmente da alcuni barbogi rettori delle università italiane.

Essi gridano scandalizzati battendosi il petto, e fingendo di graffiarsi il viso, a Avremo uno scadimento della cultura e della professione! ».

Tali affermazioni vengono da costoro giustificate, perchè secondo loro, solo l'indirizzo « umanistico può formare dei veri uomini ».

Costoro non si • accorgono di essere rimasti fermi ad un superato concetto di umanesimo, che non si addice più alle pro' fonde trasformazioni avvenute nel mondo, all'era dei satelliti artificiali, delle navi cosmiche ecc. ,

Questo non significa che gli attuali studi tecnici siano dei modelli - di serietà e adeguati alla vita moderna. Occorre principalmente che l'Istituto Tecnico 'divenga. vérarnente una scuold SUPERIORE e non una scuola di tipo, secondario, in cui per esemplò l'italiano, la storia, la ftloao,fia vengano insegnati per sommi capi.

L'Istituto tecnico deve cessare di essere «subalterno» del Li, reo classico il quale, a tutti è poto, ha sempre avuto il « privilegio » di selezionare i quadri dirigenti delle classi dominanti.

La battaglia chè si è iniziata nel Paese e alla Camera è uni battaglia di « classe » e per questo gli studenti tecnici debbono vincerla per contribuire a un più rapido sviluppo politico - economico e culturale dell'Italia intera.

Per questo agli studenti e ai diplomati tecnici vada tutta la comprensione e la solidarietà di tutti i lavoratori della Redaelli.

Il delitto di cui è stato accusato Adolf Eichmann si chiama ora, nel linguaggio giuridico internazionale, genocidio. N e 11 e espressioni più circospette, usate vent'anni fa dai capi nazisti, si chiamava « soluzione definitiva della questione ebraica ». Oggi l'atroce sarcasmo di quella circonlocuzione è anche troppo chiaro: « definitiva » doveva essere l'azione che avrebbe sterminato gli ebrei dal primo all'ultimo. L'orrenda invenzione delle camere a gas doveva fornire all'azione lo «strumento tecnico » adeguato. Eichmann fu uno degli ideatori ,e l'esecutore dell'intera « operazione » zelante, scrupoloso, pieno di iniziativa, . come assicurano le schede con le sue note caratteristiche, che gli fruttarono avanzamenti e medaglie. Non il solo colpevole, dunque, ma certo uno .dei massimi e dei più ributtanti, perchè artefice diretto del delitto.

L'ampia introduzione traccia al lettore tutta la storia della persecuzione antiebraica sotto la tirannia di Hitler, dalle prime forzate emigrazioni dal suolo tedesco sino ai campi di sterminio. Il lettore avrà così tutta la documentazione necessaria per comprendere lo svolgimento del processo di Tel Aviv, uno dei più straordinari procedimenti giudiziari che si siano mai visti. E' una /ettura necessaria anche se crudele. Dai delitti di Eichmann e dei suoi complici deriva una lezione che l'uomo moderno non può ignorare, e che il lettore trarrà da solo sulla scorta 'dei fatti- che questo libro gli fornisce.

Cinema per buongustai

Si è aperto finalmente anche a Milano (dopo i riusciti esperimenti di Roma e Torino), al «,Cinema delle Arti », il « Cinema d'essai ».

Si tratta di un « cinema sperimentale », una sala cinematografica cioè riservata a proiezioni di qualità, destinate a « saggiare » la maturità culturale del pubblico cinematografico.

Il cinema d'essai, nato sotto il « patrocinio culturale » del Gruppo Milanese dei Critici Cinematografici, ha inaugurato la sua attività con la proiezione di « Ivan il terribile » di S. M. Eisenstein, il grande regista sovietico.

Ha fatto seguito la proiezione della commedia a colori « Le déjeuner sur l'herbe », l'ultima fatica di Jean RLenoir, di cui recentemente abbiamo visto « Il testamento del mostro ». Ora è in programma « Cenere e diamanti » d e I polacco Arldrey Wajda.

DOSSIER EICHMANN„
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3 t c, ; e
Un libro che compendia i delitti del boia nazista
TRENT'ANNI DI STORIA ITALIANA
*

PICCOLO TEATRO DELLA CITTA' DI MILANO

Ente Autonomo palazzo del Broletto - via Rovello, 2 - Tel. 872.352 877.663

per la prima volta in Italia uno spettacolo di prestigio mondiale

I burattini di Obraszov da lunedì 17 a domenica 30 aprile - tutte le sere alle ore 21

Un concerto straordinario

nei pomeriggi dei giorni di mercoledì 19, giovedì 20, sabato 22, domenica 23, mertedì 25, giovedì 27, sabato 29, domenica 30 aprile, alle ore 15,30, per i bambini

La lampada magica di Aladino

Pubblichiamo qui di seguito, per gentile concessione, una breve nota rilasciataci da un dirigente del « Piccolo », reduce dalla « Tournée » dell'anno passato nell'Unione Sovietica.

Quel lontano pomeriggio di agosto 1960 trascorso tra i burattini di Obraszov è uno dei più bei ricordi del mio soggiorno a Mosca. Vedemmo proprio un concerto straordinario: Obraszov diede lo spettacolo nella sede estiva del suo teatro, in uno dei parchi di Mosca, per i membri della troupe del Piccolo Teatro, che era a Mosca per l'Arlecchino. Furono due ore di intenso godimento artistico, per la pungente efficacia della parodia; per la bellezza dei burattini « manipolati » con incredibile maestria; per le sorprese di un linguaggio curiosamente misto di russo, inglese, francese, italiano. E furono anche due ore di sereno abbandono alla gioia di vivere che dà la franca, aperta, sonora risata; il sentirsi per così dire partecipi del « lato comico » della vita, al tempo stesso proiettandolo fuori di noi e vedendolo con distacco.

Tutti noi ci rendemmo conto, in quelle due ore, che stavamo assistendo a un « fatto di teatro » di portata universale, a uno spettacolo sulla cui « unicità » su scala internazionale non era possibile avanzare dei dubbi. Ci sono, nel mondo del teatro, « rarità » di questo genere. L'Opera di Pechino, per esempio; che so?, Porgy and l3ess; il Berliner Ensemble. Cito a caso, s'intende; ma serve a dare un'idea di tale « rarità » e « unicità» (che ha spesso intense caratteristiche nazionali; così come per i nostri ospiti ed amici sovietici aveva analoghe caratteristiche, e ce lo dissero, l'esibizione di Marcello Moretti nell'Arlecchino). Bene : Obraszov è una di queste rarità e unicità.

La Ila Assemblèa Nazionale dei comunisti delle fabbriche

Venerdì 5 maggio, presso il Cinema Ambasciatori di Milano avranno inizio i lavori della

2- Assemblea Nazionale dei Comunisti delle fabbriche.

La relazione introduttiva sul tema :

" La classe operaia unita all'avanguardia delle lotte contro l'imperialismo e il fascismo, per la democrazia e per la pace,per il rinnovamento del paese e per socialismo „.

sarà svolta dall'On. Giorgio Amendola.

I lavori proseguiranno anche nella giornata di sabato e si concluderanno nella tarda mat-

Continuazione dalla prima pagina

Le vere colpe di F. Castro

Castro giungono vittoriosi al- lioni di dollari), Cuban Electric l'Avana. Co. (300 milioni di dollari), 36 impianti di raffinazione dello zucchero (350 milioni di dollari), Esso Standard cubana (75 milioni di dollari), Texaco (35 milioni di dollari).

19 maggio 1959 - E' approvata la legge di riforma agraria. Il limite della proprietà terriera è fissato a 400 ettari. Fittavoli e compartecipanti divengono prnprietari della terra che lavorano. Sono vietati gli accordi di mezzadria. Tutta la terra espre',Hata, più la terra già di proprietà dello Stato, sarà assegnata a cooperative •o a contadini singoli.

22 novembre 1959 - Viene nazionalizzato a Cuba il 60 per cento del petrolio.

22 febbraio 1960 - Viene creato un ente per la pianificazione statale.

Febbraio 1960 - Visita di Mikoyan a Cuba. L'URSS si impegna ad acquistare 5 milioni di tonnellate di zucchero cubano, e a fornire crediti a lungo termine per 100 milioni di dollari.

Marzo 1960 - Tre milioni e mezzo di ettari di terra sono già stati rilevati dall'Istituto per la riforma agraria. Quando la riforma sarà completata, avrà investito 5 milioni e 350 mila ettari, pari al 60 per cento della superficie totale coltivabile. Si formano centinaia di cooperative.

30 giugno - 2 luglio 1960Confiscate le raffinerie della Texaco, della Standard e della Shell.

6 luglio 1960 - Gli USA ricattano Cuba, ponendo l'« embargo » all'importazione dello zucchero cubano, che rappresenta la produzione fondamentale del paese.

7 agosto 1960 - Tutte le aziende industriali di rilevante interesse che sono nelle mani di capitalisti americani vengono nazionalizzate. Eccone l'elenco: Cuban Telephone Co. (150 mi-

10 agosto 1960 - Tutto ih settore minerario cubano viene nazionalizzato.

2 settembre 1960 - Il governo nazionalizza una catena di «super-market » controllata dal capitale americano, per un valore di 5 miiloni di dollari.

15 settembre 1960 - Il governo rivoluzionario ha firmato accordi commerciali con l'URSS, la Cina popolare, la Polonia, la .lugoslavia, la Cecoslovacchia, la RDT e l'Ungheria, per un complesso di 128 milioni di dollari.

16 settembre 1960 - Vengono nazionalizzate le filiali di tre importanti banche statunitensi, la First National Bank of Boston, la Chase Manhattan e la National City Bank of New York.

Queste sono le vere colpe di Fidel Castro; l'essersi cioè reso interprete della vera volontà di rinnovamento democratico del popolo cubano e l'aver lottato conseguentemente e con decisione contro i potenti monopoli nord-americani che sono le principali forze esterne che si oppongono alla rivoluzione cubana. La loro guida riconosciuta e naturale è, ovviamente, il governo degli Stati Uniti, saldamente controllato dagli interessi dei grandi gruppi, che stanno già subendo perdite in conseguenza della rivoluzione cubana e tanto più perderebbero da un suo allargamento al resto dell'America latina.

Per questo, e solo per questo, gli Stati Uniti sono intervenuti militarmente a Cuba, ma è anche per questo che ne sono stati ricacciati vergognosamente; perchè cioè il popolo cubano ha capito i. veri intendimenti « democratici » di Kennedy e* si è unito come un sol uomo per difendere i supremi interessi della rivoluzione.

tinata di domenica.

I lavori di questa Assemblea interessano naturalmente non soltanto i comunisti, ma tutti i lavoratori delle fabbriche milanesi e italiane. Nel prossimo numero daremo un resoconto dei lavori.

FABBRICA UNITA

Periodico dei lavoratori della Radaelli direttore responsabile

BRUNO CREMASCOLI

Registr. del Trib. di Milano n. 5271 del 20 Aprile 1960

Redazione e Amministrazione

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A. L.
OLISTELLA

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