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Novembre-Dicembre 1960
Anno II n. 8
Fabbrica Volta PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA REDAELLI
La paura dei padroni « Andiamo a fischiare l'Assolombarda : dai che i padroni hanno paura! ». Così gridava un giovane elettromeccanico qualche giorno fa, dopo la conclusione della manifestazione unitaria, mentre dall'Arena si stava avviando con centinaia centinaia di suoi compagni di lavoro a manifestare sotto le finestre dell'organizzazione padronale in via Torino. Certo quel ragazzo nel suo « eroico furore » aveva veramente ragione. I padroni hanno paura: una paura tremenda di essere sconfitti, di vedersi messi con le spalle al muro dalla forza unita e profondamente combattiva dei lavoratori. I padroni, la nostra classe dirigente, la borghesia monopolistica, come la borghesia di tutti i Paesi del mondo, sono creati con lo stesso stampo; paternalisti e bonaccioni quando possono e quando ciò fa comodo, reazionari « grintosi » quando i lavoratori respingono le loro manovre e ritrovano la forza unitaria per battersi ad oltranza per la realizzazione dei loro avanzati obiettivi economici di sviluppo democratico. Quèlla dei padroni è una « paura politica », paura cioè di vedersi tolto di mano il potere assoluto cui essi potenzialmente aspirano. Paura di veder pericolosamente avanzare il potere contrattuale del sindacato, paura di veder aumentare il peso politico delle masse lavoratrici unite. Perchè di questo si tratta; « togliere il potere ai padroni »: ecco la matrice comune che sta alla base di ogni lotta operaia di questi anni e quindi anche di quella tuttora in corso degli elettromeccanici. Ecco la questione che fa imbestialire i padroni, che fa scagliare i suoi portavoce ufficiali tipo « Il Sole » o « 24 Ore » contro gli studenti colpevoli ai loro occhi di « sovversivismo » per aver osato schierarsi dalla parte degli operai e solidarizzare con loro invece di rimanersene impassibili, oppure addirittura contro il governo, reo di esser addivenuto a trattative per le aziende a partecipazione statale, rompendo per la priG. ISELLI cont. m IV
L' imponente manifestazione unitaria degli elettromeccanici in sciopero
Arena. Da qui
partirà il grande corteo per raggiungere la sede dell' Assolombarda in via Torino
LA LOTTA DELLA REDAELLI PER NUOVE CONDIZIONI DI VITA
I lavoratori uniti vinceranno questa decisiva battaglia della misura che non sanno, che non la lotta tanto più alto sarà il prezzo Seppure era nota la volontà ferma vogliono capire'che il mondo è deciso che essi sono decisi a far pagare. Da dei lavoratori della Redaelli di bata camminare in un'altra direzione e questo punto di vista i padroni non tersi fino in fondo per ottenere un che vi sono le forze per`realizzare quedebbono farsi alcuna illusione. La concreto miglioramento dei salari e lotta condotta ai primi di Dicembre ne ste aspirazioni? degli stipendi, la migliore conferma Allo stato attuale delle cose l'unico è la conferma più evidente. Scesi in di questa volontà è venuta dalla derisultato che l'intrarillgenza padronale sciopero per 24 ore, i lavoratori hanno cisa lotta condotta nei primi giorni di ha ottenuto è di aver fatto aumentare Dicembre. Credo che la Direzione portato avanti la letta in modo deciso della nostra società abbia capito in. il prezzo che dovrà pagare; non è ininvitando le organizzazioni sindacali a fatti possibile dimenticare che i lavoquei giorni come lontano dalla realtà condurre l'azione più a fondo e con fosse il giudizio che essa dava sullo ratori hanno perso il 5 Dicembre dalle maggiore asprezza. Nè deve illudersi stato di agitazione esistente nella fab- 34 alle 40 ore di lavoro. Deve infatti la nostra società che l'imminenza di essere chiaro che tanto più lunga sarà cont. in IV brica, come lontane dalla realtà fossero le ridicole offerte fatte per tacitare' i lavoratori, come in definitiva ANCHE NOVEMBRE È UN MESE CALDO sia impossibile ormai frenare quel grandioso movimento in continuo crescendo che in ogni fabbrica elettromeccanica o• siderurgica, piccola o grande che sia racfbglie tutti gli striatati in uno schieramento nuovo, unito Nel mese di luglio si disse che fu operaia, buona parte della quale non come mai lo è stato dal '48 in poi un mese « caldo • riferendosi con é passata attraverso la Resistenza, deciso a far compiere un sostanziale questo termine non tanto al clima la Guerra di Liberazione, le grandi balzo in avanti alla condizione opeche quest'estate fu più che mite, lotte dell' immediato dopoguerra, raia. Del resto che cosa speravano i ma alle possenti manifestazioni an- scopre oggi la propria forza e la nostri padroni? Speravano forse che tifasciste che scossero da un capo impegna nello sciopero con lo slani lavoratori si sarebbero accontentati all'altro il Paese e portarono ai fal- cio, la vivacità, l'ardore proprio della delle poche lire concesse? Se cosi limento del tentativo di colpo di gioventù. è, bisogna ammettere che i lavoratori Stato preparato da Tambroni in Negli anni scorsi abbiamo sostesono considerati dai nostri padroni deaperto connubio con i fascisti. nuto bellissime lotte operaie, eppure gli essere appartenenti ad una razza questo mese di novembre non é quando si parlava di picchettaggio si inferiore o primitiva. Come è possiperó meno caldo del luglio scorso. bile infatti pretendere di concedere intendeva qualche decina di attivisti Lo sciopero degli elettromeccanici aumenti che in definitiva lasciano del sindacali, di operai d'avanguardia caratterizza questo mese, per la comtutto invariate le condizioni di vita che sovente dovevano anche sostepattezza, lo slancio, la combattività. degli operai mentre di fronte ai loro nere lo scontro con la polizia che Fabbriche come la Fiar, la Sieocchi la classe dirigente italiana ostenpiù di una volta interveniva in dimens, composte in prevalenza da ta la ricchezza più sfacciata, esalta i fesa. del padronato. Ben diverso é il manodopera giovanissima ed in profitti, parla di miracoli, conduce picchetaggio di queste giornate grande parte femminile lottano come una vita che sfiora e spesso vi penetra nelle fabbriche (elettromeccaniche) raramente é avvenuto. un clima di orgia, permane generato Siemens, CGE, T IBB ecc ... Si direbbe che questa nuova classe da uomini che hanno perso il senso Cont. in IV
Centinaia di lavoratori picchettano le fabbriche