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Luglio 1960
Anno II n. 6
Fabbrica Unita PERIODICO DEI LAVORATORIDELLA REDAELLI
TAMBRONI E' CADUTO
Una lezione anche per la D.C. Tambroni se n'è andato, l'antifascismo ha vinto. Tambroni è stato battuto, cacciato da un così vasto movimento popolare quale da anni non se n'era visto l'uguale in Italia. Il parlamentare democristiano (ex avvocato fascista), tornato ai suoi amori giovanili, in questi giorni aveva tentato il tutto per tutto pur di mantenere il potere coi neofascisti, sfiorando persino, con vergognosa impudenza, il limite del colpo di Stato. Ma ciò che ha costretto lui ed i suoi amici a desistere, ciò che gli ha fatto rientrare le meschine velleità da gerarchetto di provincia, è stata la chiara e decisa volontà popolare fortemente e dolorosamente espressa dai lavoratori, dagli studenti, dagli intellettuali di Genova, di Reggio, della Sicilia, di Roma, di Milano e di decine di altre grandi città, è stato il possente « No al fascismo » gridato a pieni polmoni da centinaia di migliaia di antifascisti, « vecchi » partigiani e giovani che per la prima volta forse partecipavano ad una manifestazione politica. Questa combattività delle masse, questa maturità della classe operaia italiana, di cui anche nella nostra fabbrica abbiamo avuto un esempio
bellissimo (e non è vanagloria se ne andiamo giustamente orgogliosi) sono stati il cemento comune che ha permesso di riunificare e di rafforzare, sul piano della iniziativa politica, l'attività dei partiti antifascisti e di riaprire una prospettiva di sviluppo democratico della situazione politica. Una nostra grande vittoria, dunque, la sconfitta di Tambroni: una vittoria di tutti gli operai e di tutti gli antifascisti ed un ulteriore decadimento politico e morale del partito della borghesia, la D.C., unica responsabile del vergognoso connubbio coi residui fascisti e dei massacri di Reggio Emilia e della Sicilia. E non bastano certamente a sollevarla dalle sue responsabilità i tardivi ripensamenti, le false professioni di fede antifascista, l'isolamento cui ha abbandonato, ultimamente il « suo » governo Tambroni. Certo ora è prematuro un giudizio sul nuovo governo che dovrà essere formato, e che avrà validità come tale nella misura in cui- saprà ripristinare la legalità democratica apertamente violata da Tambroni, ma ciò che è opportuno sia ben chiaro è la necessità della nostra conticontinua a pagina 4
L'Imponente corteo di Venerdi 8 Luglio durante lo sciopero generale di protesta contro II barbaro eccidio di Reggio Emilia. In Piazzale Loreto doveva avere luogo una Imponente manifestazione
Insufficienti le offerte della direzione per il premio di produzione Non è certamente possibile pretendere che i lavoratori manifestino soddisfazione per le offerte che la direzione della nostra Società ha fatto in seguito alla richiesta da essi avanzata attraverso la C.I. per la istituzione di un premio di produzione corrisponden-
TRA I DOVERI DEGLI OPERAI DELL' IMPRESA S. BIAGIO C' E' ANCHE QUELLO DI DIGIUNARE ? Nella civilissima Italia clericale, patria senza concorrenti delle più svariate associazioni assistenziali intitolate a tutti i Santi del calendario, a tutte le buone Dame dell'alta e meno alta società, in questa terra benedetta dove all'ora dei pasti puoi trovare con estrema facilità lunghe file di vecchietti in attesa della scodella di « sboba » è ancora proibito aver fame. Di questo reato « infamante » si è reso colpevole un lavoratore di quella non meglio identificata impresa S. Biagio con séde in viale Padova 225, della quale si serve la nostra società da un po' di tempo a questa parte per determinati lavori nei periodi di fermata dei reparti. Noi non conosciamo i termini dello accordo tra questa presunta impresa e la nostra società (è comunque certo che questi lavoratori non consumano i pasti alla mensa) non comprendiamo però come sia possibile passare alallontanamento dal lavoro » di un operaio per il solo fatto di aver cercato di godere di un così piccolo be-
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neficio trovandosi senza soldi per soddisfare in proprio le esigenze dello stomaco. Ammesso e non concesso che questo lavoratore abbia « importunato » qualche gallonato funzionario resta il fatto che i dirigenti della S. Biagio si sono precipitati a Rogoredo e molto gentilmente (come si fa con i muli quando rifiutano di tirare) lo hanno estromesso. Certamente il misero si è scordato il i Fanti vecchio adagio (scherza con ma lascia stare i Santi), certamente non ha pensato che oggi sono i milioni a fare i Santi e che a costoro dà fastidio il concedere anche il più misero obolo (di più non è la nostra mensa) agli sfruttati. Non ha certo pensato questo lavoratore senza un soldo che in questa civile, democratica e soccorritrice di società il chiedere cibo per un pasto gli avrebbe fatto saltare anche °parecchi pasti successivi e non ci dicano di esagerare perchè la realtà è veramente triste ed umiliante. Questi lavoratori percepiscono 180 lire all'ora, non hanno diritto alle fe-
rie ,non hanno diritto alla tredicesima mensilità, per contro hanno parecchi continua in pagina 4
te alla reale situazione produttiva quindi alle reali possibilità che la Società ha oggi di concedere un sostanziale miglioramento delle retribuzioni. La insoddisfazione dei lavuratori è che giustificata per due ragioni fondamentali: la prima perchè non può che sembrare paradossale in una situazione produttiva estremamente favorevole che gli stessi padroni propagandano su scale locale e nazionale, l'offerta di quattro lire ora in aggiunta alle cinque già esistenti quale premio di assiduità sulla base di 140.000 tonn. di acciaio e di circa sessanta cent. ogni 10.000 tonn. in più di produzione. La seconda perchè tutti sanno che gli stessi industriali ammisero nel corcontinua
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Raggiunto I accordo per la parità salariale Si sono concluse a Milano presso la delegazione della Alta Italia della Confindustria le trattative tra la Confederazione generale dell'industria Italiana e l'Associazione sindacale Intersind da un lato e la C.G.I.L., la C.I.S.L. e la U.I.L. dall'altro, in ordine al problema della parità di retribuzione tra lavoratori e lavoratrici, nel settore industriale. Con l'accordo di massima oggi raggiunto è stata attuata una classificazione unica del personale non fondata sulla differenziazione per sesso; essa prevede otto categorie di operai, sei categorie di impiegati e 4 categorie speciali. I livelli retributivi di tali categorie sono stati fissati in misura tale da fare conseguire alle lavoratrici aumenti variabili dal 6 al 10° o ; a seconda delle categorie gli aumenti verranno scaglionati nel tempo in un periodo di 18 mesi attraverso accordi preventivi di settore; è prevista peraltro la corresponsione di una somma pari al 3°-e dei minimi attuali del periodo di paga in corso alla data di stipulazione dell'accordo.
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