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Fabbrica unita2

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FABBRICA UNITA

Chiediamo un governo amico "anche" deí lavoratori

'Mentre scriviamo questa breve nota' non sappiamo ancora se l'on. Segni riuscirà a costituire il nuovo governo e se esso riscuoterà il conserigo del Parlamento. Quello che sappiamo aerò è' che l'attuale crisi noti potrà essere risolta se non vi sarà da parte della Democrazia Cristiana l'impegno a rompere con i vecchi schemi reazionari che sonosempre stati gli elementi dominanti della sua politica. Diciamo questo perché l'on. Segni, come' un tappo buono per tutti i buchi, è pronto a`formare un nuovo' governo, che di fatto magari si ridurrà ad essere un rimpasto di quello vecchio: • Cosa questa che non porterà certamente alla soluzione dei problefid di fondo del nostro paese nel senso che, anche 'sé l'on. Segni riuscirà a formare il governo, la crisi non sarà affatto risolta in quanto non farà altrd che esispeúire re contraddizioni della politica della D.C. e della crisi profonda in atto nelle sue fila.

Ora, ripetiamo, l'on. Segni ha ricevuto l'incarico di costituire il nuovo governo. Quello però che nè l'on. Segni, nè la D.C. non hanno detto chiaramente sono gli orientamenti, le linee programmatiche ,che dovranno costituire la premessa, la base di azione del futuro governo. L'esigenza, cioè, di ..uscire definitivamente dall'equivoco politico in cui ha agito ed agisce la Democrazia Cristiana. Oggi non è possibile continuare a tradire quelle che sono le aspirazioni della stragrande maggioranza del popolo italiano continuando nella politica di favoreggiamento dei grandi gruppi monopolistici del nostro paese.

Il problema non è quello della formula che dovrà dar vita al nuovo goverao, ma del, programma che esso. deve , realizzare come primo passo per un ulteriore sviluppo del la democrazia nel nostro paese.

Programma che parta da alcuni problemi fondamentali, quali: la attuazione dell'Ente regione, la nalionalizzazione delle fonti di enercontinua a parg. 4

Aumenta la produzione ma i salari non migliorano

Il moderno capitalismo o neocapitalismo, che dir si voglia, secondo certi benpensanti, sarebbe oggi, grazie al poderoso sviluppo della tecnica, in grado di garantire un graduale e sostanziale miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori.

Non vogliamo perderci in ragionamenti troppo complicati per confutare questa tesi, vogliamo invece dimostrare come tutta questa orchestrazione sia falsa; e ciò esa-

minando quanto è avvenuto nella nostra fabbrica in questi ultimi anni e quale è stato il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori.

Possiamo dire, senza tema di essere smentiti, che questi ultimi sette-otto anni hanno visto una radicale trasformazione degli impianti produttivi e conseguentemente un forte aumento della produzione.

talismo, un altrettanto forte aumento dei salari reali dei lavoratori.

Tutti possono però constatare come i salari reali siano rimasti fermi o comunque sono aumentati in misura tanto esigua da non mutare minimamente il tenore di vita dei lavoratori.

Potenziamo attività ricreativa del nostro Cral

11 Carnevale del Bimbo, organizzato in concordia fra la Cooperativa « Unione » ed il C.R.A.L. aziendale Redaelli, ha superato, dato il largo numero dei partecipanti, grandi e piccoli, ogni più ottimistica previsione della vigilia.

Questa iniziativa, oltre all'aver riscosso il consenso di larghi strati della popolazione del rione, ha dimostrato chiaramente quanto sia sentito il problema della ricreazione e dell'impiego del tempo libero.

Festa semplice e pur grandiosa che ha veramente divertito e che ci auguriamo possa attirare l'attenzione del Consiglio del C.R.A.L. affinchè prenda in esame l'opportunità di non lasciarla isolata, programmandone invece qualche altra anche senza il contributo di altri organismi. Ci si obietterà che non vi sono denari a sufficienza. Al chè noi risponderemo che è vero solo in parte.

11 costo di una piccola compagnia filodrammatica, quale quella che per tutto il pomeriggio del giovedì grasso ha divertito 319 piccoli e molti adulti, è uguale al costo dell'invio di n. 4 sciatori (o creduti tali), ai campionati Erta] -svoltisi nel febbraio u.s. a Cervinia.

Pertanto sè i denari messi a dispofiiione del• C.R.A.L. sono pochi (e lo sono veramente) cerchiamo di utilizzarli'in modo che essi rispondano a urta fazione ricreativa per

Era lecito aspettarsi, seguendo le teorie del neocapiuna sempre più larga -partecipazione di lavoratori.

Ad esempio la 'Sezione TurismoEscursionismo, che è passata da una assegnazione di circa 80.000 lire del passato (quando cioè il C.R.A.L. disponeva di un finanziamento maggiore) alle 600.000 lire attuali, assolve forse il compito di migliorare la cultura della grande massa dei lavoratori?

Certamente no! Poichè colle sue gite di 2, 3 o più giorni, a lungo chilométraggio, mette, per i suoi alti costi, i lavoratori meno abbienti nell'impossibilità di parteciparvi.

Morale di ciò? Chi non può spendere che cifre modeste resta a casa.

Chi non ha famiglia o pur àvendola può disporre di una quota superiore va a spasso con il contributo del C.R.A.L.

I dirigenti la Soc. Redaelli non si lasciano mai scappare l'occasione di far notare, ai rappresentanti dei continua a pag. 4

Se poi andiamo a paragonare l'insensibile aumento dei salari e degli stipendi con lo aumento vertiginoso dei profitti e del capitale della società non.. possiamo non dire decisamente che le proprietà taumaturgiche del neocapitalismo sono tutt'al più una grossolana mistificazione montata da pennivendoli ben retribuiti con i soldi guadagnati dai lavoratori.

Del resto ogni operaio ha potuto vedere in questi anni che ogni qualvolta la macchina moderna ha permesso un aumento della produzione immediatamente si sono tagliati i cottimi per cui l'aumento di produzione è sempre andato a beneficio solamente del padrone.

Il taglio dei cottimi non è stato però il solo metodo usato per escludere i lavoratori dal beneficio creato dal progresso tecnico.

Si è passati al ridimensionamento e conseguente allontanamento dalla Fabbrica di alcune centinaia di lavoratori, si sono intensificati i ritmi di lavoro in tutti i reparti, si sono inventate nuove qualifiche per meglio e maggiormente spremere i lavoratori, cont. a pag. 4

Polemica sui salari dell' acciaieria

Ad ogni richiesta di aumenti salariali per i vari reparti della fabbrica si oppone sempre la superiorità (contestabile tra l'altro) dei nostri salari rispetto alla Falk; si riconosce però che l'Acciaieria ha salari più bassi che alla Falk. Che cosa si aspetta ad aumentarli? Forse si vuole che i lavoratori preghino il cielo? Non è sufficiente la precisa richiesta formulata e sottoscritta da tutti i lavoratori a convincere la Direzione che è tempo di saldare il debito?

Una copia L. 20 Anno II n. 2 Marzo 1960
PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA REDAELLI

+ cronache dei reparti +

Lotta antinfortunistica

,I1 nostro più vivo elogio va sempre ad ogni iniziativa che tenda a diminuire la pericolosità del lavoro e rendiamo atto che nella nostra fabbrica parecchio si è fatto e si va facendo in questa direzione.

Bisognerebbe però, oltre ad approntare le misure atte ad eliminare gli infortuni, oltre ad insegnare molte e validissime norme ai lavoratori, istituire dei corsi speciali per dirigenti piccoli e grandi che oltre a dimostrare una veramente scarsa capacità di apprendere cose nuove (viene quasi da chiedersi se sono all'altezza della loro qualifica) usano spesso la loro autorità per imporre ai lavoratori di eseguire lavori con mezzi ed in situazioni in netto contrasto non con le norme antinfortunistiche moderne, ma, addirittura, in contrasto con il normale buon senso di chi lavora e di chi dirige.

Gli strani conti del padrone

- éon l'aumento del 5,50% i lavoratori concottimisti hanno ottenuto anche la riduzione del concottimo. Ciò è potuto avvenire seguendo la logica padronale e cioè: l'aumento delle retribuzioni fa aumentare le spese, se aumentano le spese diminuiscono i profitti, se diminuiscono i profitti il padrone s'ar'rabbia e allora: «Sono aumentate le paghe? Diminuiamo il concottimo e siamo pari ».

Tanto più a pari in quanto il 5,50% di aumento è stato, concesso sui minimi tabellari invece il 2% di diminuzione del concottimo gioca sulla paga di fatto. Se aggiungiamo a questo 2% /'1,40% sulla paga di fatto gentilmente tolto ai

Una lotta ancora aperta è quella iniziata dai concottimisti del reparto Meccanica che ha trascinato altri reparti con la stessa percentuale di concottimo e che interessa indubbiamente tutti i concottimisti della fabbrica. E' questa una rivendicazione sacrosanta che tende a migliorare gli incentivi proporzionalmente all'aumento della produzione, I lavoratori di questi reparti e di tutta la fabbrica non sono certamente paghi delle cinque lire all'ora quale premio di assiduità, consapevoli che ciò non rappresen-

lavoratori dal defunto Governo ed il ventilato 0,35% dobbiamo concludere che la vecchia massima: «io dò una lira a te, tu ne dai due a me» rimane più che mai valida.

Cibo e polvere per i lavoratori del laminatoio Vergella

La stragrande maggioranza dei lavoratori (anche se siamo lontani da un livello civile) consuma i pasti in appositi locali.

Non si capisce bene in forza di quale legge il gruppo dei lavoratori addetti alla parte finitrice del Laminatoio Vergella debbano mangiare in mezzo alla polvere ed alla sporcizia quando costerebbe tanto poco costruire una cabina simile a quella già esistente vicino ai vecchi aspi, onde permettere a questo gruppo di operai di differenziare il loro modo di consumare i pasti dal cane del reggimento.

Gli operai di domani

A giudicare dai fatti sembra che ai' nostri padroni non interessi affatto la formazione di ,nuovi e capaci operai. Infatti nei reparti più indicati per formare le nuove leve e cioè nei reparti di manutenzione sono pressochè assenti gli apprendisti. Vista localmente questa politica può essere considerata unti pota che le briciole dei larghi profitti che vengono accumulati in questi anni di vacche grasse dal padrone.

Nessuna tattica padronale deve essere dunque valida per respingere queste rivendicazioni.

I lavoratori in questa lotta non pongono questioni di livellamento tra questo o quel reparto, tra questa o quella qualifica, pongono il problema di fondo della partecipazione di chi lavora al godimento dei frutti che il progresso tecnico ed il lavoro umano portano alla società.

litica da furbi, 'vista sul piano più generale non può che essere giudicata una politica miope ed egoista, così come miope ed egoista è tutta la politica della nostra borghesia, borghese a metà, feudataria per l'altra metà.

Limoni per la truppa

Non siamo contrari ai distributori della « Coca Cola» installati nei reparti, soltanto più si va avan-

ti e più si nota la esigenza che vi siano in fabbrica dei distributori di limoni ad un prezzo equo.

Perchè facciamo questa' richiesta?

Perchè coi tempi che corrono, con la necessità di non allontanarsi dalla macchina a causa della larghezza dei cottimi, data la funzione reagente dei pasti consumati alla mensa e la impossibilità di usare i cessi permanentemente ingombri, un buon limone della nostra Sicilia sarebbe il modo più rapido e sicuro per non farla nelle brache.

Come le vie del Signore, anche le vie del padrone per meglio sfruttare i lavoratori ed aumentare i profitti sono infinite.

Dopo il rapido adeguamento dei movimenti dei lavoratori cottimisti ai movimenti di Charlie Chaplin in « Tempi Moderni », era necessario trovare l'espediente per eliminare il fastidioso elettricista ed il fastidioso meccanico colpevoli di non fermare i reparti pur di fare qualche cosa.

Detto fatto, ecco risolto il dilemma. All'elettricista si impone di dare grasso ed olio alle macchine sostituendo in ciò il meccanico e poi ancora, dato che stringere un bullone, mettere una spina, riparare una catena ecc. non sono lavori troppo difficili, l'elettricista li potrebbe pur fare.

Si sa, l'essenziale è incominciare, poi il resto viene da sè. Le condizioni per far fare di tutto vi sono; i capi squadra sono sufficientemente timorati e desiderosi di• ben figurare da comandare il poco ed il tanto all'operaio.

Resta il titolo da ;dare a questo nuovo « factotum ». Per questo c'è lo zio Sam, il quale oltre al Birdsboro ha da darci anche il titolo per il moderno Robot, ed è: il « riparatore ».

E' ovvio che in una operazione di questo tipo non poteva mancare lo zuccherino sotto forma di lire 10 ora per il « riparatore ».

Con questo gesto veramente da Creso il fatto sembra compiuto, basta aggiungere un po' di pepe sotto forma di promesse ed il piatto può essere servito.

Sarà consumato dai lavoratori questo piatto indigesto? Io mi auguro di no!

Ciò che è certo è che i lavoratori incominciano a ri-

flettere sugli ingredienti del pasto e tappano il naso. Puzza, puzza veramente nonostante le 10 lire e ,si chiedono: perché il capo servizio non fa l'impiegato, il capo turno, il fattorino? Il padrone potrebbe pagarlo meglio. Perchè il capotecnico non fa l'operaio, il manuale o lo scopino? Il padrone potrebbe pagarlo meglio!

Niente di tutto ciò riservano per se stessi, solo per noi sono tanto prolissi.

E poi se fanno tutto gli elettricisti, i meccanici cosa faranno?

I conti non tornano ed il contratto non prevede il « riparatore »: stiamo quindi a vedere se si vuole tirare la corda fino al punto di rottura.

La mensa non è un' opera dl carità

Non c'è che dire, nella mentalità dei nostri dirigenti è radicato in modo indistruttibile il convincimento che la mensa è un'opera di carità e pertanto a cavai donato non si guarda in bocca.

Ne sono state dette tante, ne sono state fatte tante di cose per riuscire ad allargare l'orizzonte della Società ma tutto si è mostrato perfettamente inutile. Non riescono a convincersi che alla mensa mangiano degli uomini che vivono nell'era atomica e non nei tempi in cui Bertu filava, dai quali si richiede sempre uno sforzo maggiore e continuano pertanto a somministrare quell'impasto insipido che il carte del deposito biciclette annusa con disgusto, tanto che un giorno ho avuto l'impressione che mi volesse in, giuriare perchè permettiamo che gli venga somministrato un rancio di quella specie.

Bisogna proprio dire che anche le vacche si fanno venire la carne dura quando sanno di essere • destinate alla nostra mensa.

ALLARGA LA LOTTA PER LE RIVENDICAZIONI DEI CONCOTTIMISTI LA FAVOLA DEL RIPARATORE MILLE INCARICHI PER OGNI LAVORATORE
SI

UNA GRANDE BATTAGLIA UNITARIA PER ordinamento regionale

Il problema del decentramento amministrativo e dell'istituzione di autonome assemblee regionali affiora nella lotta politica e sociale ogni volta che si pongono con urgenza e rilievo i problemi dell'organizzazione dello Stato e della sua direzione di classe.

Dal fallimento delle velleità riformistiche fanfaniane, espediente demagogico per ridare alla D.C. la maggioranza assoluta, c'è un nuovo tipo di crisi di governo, gli stessi democristiani hanno considerato il governo Segni come di « necessità contingente » e non come soluzione stabile.

Lo « stato di necessità » inventato dal segretario della D.C., Moro, ha un significato ambiguo. Le destre lo interpretano come « necessità» di portare avanti certe finzioni, ma non oltre un certo limite (e si è visto che sono disposte a lottare coi denti contro la costituzione perchè non pas-

sino le Regioni, il referendum, le leggi antimonopolistiche).

Le « sinistre » poi (quella D.C. e parenti poveri) dovevano interpretare lo « stato di necessità » come un periodo transitorio, nel quale, per non « farsi male » la D.C. era costretta ad appoggiarsi « per un momento » alla stampella monarchica e fascista.

In questa situazione fanno le spese gli istituti democratici, il Parlamento, i « liberi comuni » (che si vedono minacciati di rinvio delle elezioni), la Costituzione della Repubblica.

Il quadro delle relazioni tra potere esecutivo ed istituti democratici ci indica come la nostra classe dirigente, la borghesia allo stadio monopolistico, non sia più in grado di conciliare i suoi privilegi economici e sociali con lo stesso regime democratico borghese, nato dal suo seno.

Domande di un lettore operaio di Berthold Brecht

Tebe dalle Sette Porte chi la costruì?

Ci sono i nomi dei re dentro i libri.

Sono stati i re a strascicarli quei blocchi di pietra?

Babilonia, distrutta tante volte, chi altrettante la riedificò? In quali case, di Lima lucente d'oro abitavano i costruttori?

Dove andarono, la sera che fu terminata la grande mu[raglia, i muratori? Roma la grande è piena d'Archi di Trionfo. Su chi trionfarono i Cesari? La celebrata Bisanzio aveva solo palazzi per i suoi abitanti? Anche nella favo[losa Atlantide la notte che il mare li inghiottì, affogavano urlando aiuto ai loro schiavi.

Il giovane Alessandro conquistò l'India. Da solo?

Cesare sconfisse i Galli.

Non aveva con sè nemmeno un cuoco?

Filippo di Spagna pianse, quando la flotta gli fu affondata. Nessun altro pianse?

Federico 11 vinse la guerra dei sette anni. Chi, oltre a lui, l'ha vinta?

Una vittoria ogni pagina.

Chi cucinò la cena della vittoria? ogni dieci anni un grand'uomo. Chi ne pagò le spese?

Quante vicende, tante domande.

I LIBRI CHE CONSIGLIAMO "LA TORTURA" di

Una prima contraddizione era apparsa evidente già quando la D.C., arrivata al potere nel '47 con l'aiuto di gruppi industriali ed agrari della grande borghesia, si era disfatta di tutta la ideologia e la tradizione (Partito popolare di Don Sturzo) del regionalismo, municipalismo e decentramento amministrativo, e, di fronte alla pressante indicazione costituzionale, aveva solo risposto prontamente che la Regione sarebbe stata attuata grado per grado.

Non si vogliono dunque nella maniera più assoluta nuovi organismi rappresentativi della volontà popolare, le amministrazioni regionali elettive, perchè non si vuole allentare quell'accentramento burocratico amministrativo e politico, che solo può mantenere intatti gli interessi ed i privilegi dei monopoli.

Ma il fatto è che la tematica regionale fermenta ovunque e si concreta in decine e decine di manifestazioni ed è indicativo che si ritrovi in questa rivendicazione l'unità dei partiti antifascisti, dal P.R.I. al P.C.I., e molto spesso ai cattolici delle ACLI e delle correnti di base della D.C.

Infatti non si tratta tanto di una questione tecnica quanto di una esigenza politica e sociale, reale e non più rinviabile.

In questa situazione di completo monopolio economico emergono sempre più gli squilibri regionali, provocati dall'accentramento industriale in poche e limitate regioni, dalla tendenza a mantenere il Sud, le Isole e le cosiddette aree depresse nella condizione di « colonie » per l'esportazione del Nord.

La questione delle autonomie regionali si intreccia insomma con i problemi dello sviluppo economico e sociale del Paese, con le questioni cioè del lavoro e del progresso dei lavoratori.

L'obbiettivo dunque di tutti i democratici e di tutti i lavoratori è l'adempimento della Costituzione, non solo nel rispetto formale delle leggi, ma in quello sostanziale della edificazione dello stato democratico così come è stato ispirato dalla Resistenza, nelle lotte popolari del dopoguerra contro la riedificazione del regime capitalistico.

Di questi tempi, in cui buona parte dell'opinione pubblica borghese italiana ha elevato al cielo preci per il trionfo della buona causa dei Francesi d'Algeria — ansiosi di salvaguardare i propri interessi, a scapito di quelli di otto milioni di Algerini che pure avrebbero qualche diritto di farli valere — bene sarebbe che fosse riletto il breve saggio del giornalista algerino Henry Alleg, dal titolo « La tortura », saggio che egli ebbe occasione di scrivere nel 1957, in conseguenza delle torture a lui personalmente inflitte dai paladini dell'Algeria « territorio metropolitano ».

Il giornalista con amara obbiettività narra quanto gli sia costato l'essersi levato a difesa della giustizia contro i suoi stessi « concittadini », e mostra nelle sue pagine come il predominio dei « paras » in Algeria non sia per nulla diverso dalle dittature nazifasciste tanto deprecate dall'ipocrisia degli stessi generali.

Questo saggio, che ha inoltre il pregio di tratteggiare con profonda commozione i caratteri del popolo algerino, è stato ovviamente sequestrato nella Francia gollista, tanto che il piombo della prefazione scritta per il libro dal filosofo Sartre, fu fatto fondere, e solo in un secondo tempo, data la .rinomanza mondiale del filosofo esistenzialista, fu concesso il permesso di pubblicazione.

Chissà con quale pena, immaginiamo, per il generale De Gaulle, eternamente occupato, alla radio, al cinema, alla televisione, in visite ufficiali o ufficiose a declamare la grandezza della Francia.

G. S.

MINUCCI-VERTONE: « Il grattacielo nel deserto ». Editori Riuniti. L. 1.200.

AUTORI VARI: «A trent'anni dal Concordato ». Parenti. L. 800.

AUTORIVARI: « Verso il regime ». Laterza. L. 2.200.

ROMAIN RAINERO: « Storia dell'Algeria ». Sansoni. L. 1.000.

GIORGIO .AssAm: « La Libia e il mondo arabo ». Editori Riuniti. L. 1.300.

LORENZO BEDESCHI «I cattolici disubbidienti ». V. Bianco. L. 1.500.

CESARE PAVESE: « Racconti ». Einaudi. L. 3.000.

PIETRO SECCHIA: « Capitalismo e classe operaia nel centro laniero d'Italia». Editori Riuniti. Lire 1.700.

GIOVANNI CAROCCI : «Inchiesta alla Fiat ». Parenti,

CGIL .e CISL: Due opinisbni sul riconoscimento giuridico delle C. I.

E' in corso da tempo fra le urincipali organizzazioni sindacali ita'iane un dibattito sui compiti e le funzioni delle C.I. in rapporto 'alla presenza del sindacato nella fabbrica. Come ènoto' mentre la CGIL ha depositato recentemente-presso il Ministero del: Lavoro l'accordo IntercOnfederale 8 maggio l9r aper ottenerne il "ricoposcitneato-ghridico iterga omnes); e quindi• un rafforzamento-cfél Pòtère, la' CISL non ha depositatd tale accordo dichiarandosi contraria a questo riconoscimento.

posiiiòne sostenuta dalla CGIL per' rafforzamento delle C.I. attraverso anche il loro ricanoscimento,.giuridico, parte'dalla constatazione chè stCorganismo è la diretta ed autonpma espressione di tutti i ',lavoratori dell'azienda: e ne difende:' gli interessi in - materia di rispetto delle leggi sociali e,q14},,co pirati di lavoro.

;NP1 -14- Mtuazione sindacale del...nostro <paese caratterizzatankilla-Aigenza di una eentràfe'sitid4We,,'ya prima sede dove i ,.si sentono unitariamente rappresentati di fronte al-padrone è •quello della r.r.-Da questo 'fatto scaturisce l'Odierna esigenza di meglio difenderlo, e rafforzarlo anche sul piano legislativo. La CISL"partendo dalla considé-' razione ehe deve essere sola- me_ , solamente il sindacato a sviluppare !razione di contrattazione col padronato, tende con ciò non solo ad operare praticamente uno-svuotamento nel potere di contrattazione che la tere di contrattazione che le C.I. si sono conquistate in questi anni con l'appoggio,_ dei lavoratori, ma anche a ridurne in effetti il carattere di rappre-

sentanza unitaria di tutti 'i lavoratori.

E' per superare questa esigenza che nella fabbrica deVe essere assolto l'impegno di rafforzare l'unità dei lavoratori nella C.I., in particolare attraverso l'elaborazione di un unico programma rivendicativo e di azione e là presentazione di una unica lista rappresentativa di tutti i lavoratori.

Nella stessa nostra fabbrica l'organizzazione che ha sostenuto anche recentemente queste posizioni è stata la FIOM che nella mozione conclusiva approvata dal congresso sindacale di aziende ha appunto sottolineato questo aspetto che, scaturisce dalla volontà e dalla esigenza unitaria dei lavoratori.

NOTIZIE TECNICHE

In URSS i metalli ferrosi saranno larninati ad una velocità di 40, metri:. at secondo;, con ~tuo « 250 » attualmente progettato> dà Specillistt sovietici: Ciò è stato annunciato da Alexander Selikov, socio corrispondente della Accademia delle Scienze dell'URSS, ad una confereitia di operatori di laminatoi. tenutasi a Dniepropetrovsk, Ucraina.

E' questa la più grande velocità di laminazione che sia stata mai praticata nell'industria sidei-urgica. mondiale. • Tutti i: pracessi, dalla preparazione dei lingotti" fino alla ripulitura dei, prodotti finiti —, saranno completa, mente automatizzati e meccanizzati.

Per assicurare la laminazione- continua dei vari tipi di, Materiali sarà usato il 'metodo della saldatura di una ruto-' va•sbarra di metallo -ai lingotto infuocato nel suo passag-, gio finale' sotto i cilindri.

Nell'Unione Sovietica sono già in funzione impianti automatici di laminazione continua che operano alla velocità di trenta metri al secondo, cioè più veloci di un espresso ferroviario.

CONTINUAZIONI DALLA 1,a PAGINA

Chiediamo un governo amico

gia, una politica di pieno impiego, di difesa dei . diritti operai, la approvazione al Senato della legge sul Referendum, la riforma generale della scuola , un contributo sempre più efficace dell'Italia alli di distensione internazionale ed infine la convocazione dei comizi elettorali per il rinnovo delle amministrazioni comunali e pro vinciali entro il termine previsto dalla legge costituzionale.

Sono questi problemi che non esprimono soltanto gli. interessi dei lavoratóri della Redaelli, ma di milioni e milioni di lavoratori 'e di cittadini di tutta Italia.

Da parte nostra sottolineiamo la importanza della pressione dei lavoratori, della lotta del Popólo italiano alfine di spingere la D.C. ad assumere precise responsabilità di governo, di un governo che, pur non essendo ancora 'quello che lo

VIAGGIO POPOLARE IN U.R.S.S. in comitiva col nostro giornale quest'estate

-- un giorno a KIEV

-- tre giorni a LENINGRADO

sei giorni a MOSCA

un giorno a MINSK

un giorno a VARSAVIA

Quota L. 105.000 da Venezia a Venezia ( tutto compreso ) ( Per informazioni rivolgersi per iscritto alla Redazione)

s;tessò Capo dello Stato aveva indicato, sia almeno un governo amico « anche:» „dei lavoratori-,

Potenziamo il CRAL

lavoratori, la quantità annua di milioni che spendono in favore dei lu toratori stessi tramite le varie previdenze.

••43 , ''k-te

rie, parliamo della scala mobile. Cosa dice? Dice che ai lavaratori deve essere concesso un aumento di retribuzione. ogni wqualbolta. aumenta il costo della vita, tendendo con ciò ad impedire lo scadimento del potere di acquisto dei lavoratori, in realtà però siccome ogni aumento avviene sempre dopo l'aumento del , costo della vita il 'livello di vita dei lavoratori tende sempre a scendere.

r dunque logico che la quota elargita a favore della ricreazione vada effettivamente a vantaggio di una sempre più numerosa schiera di; lavoratori nel campo, ricreativo e non solo ad una stretta cerchia di' privilegiati.

Anche sull'uso delle attrezzature sportive del campo e sulla funzionalità del bar ci proponiamo di parlarne nei prossimi numeri.

Aumenta la produzione ma non i salari

A tutto ciò si affianca una istituzione che seppure rappresenta una conquista per i lavoratori dimostra tutta la ipocrisia delle accennate teo-

Ci pare per tutto ciò assurdo parlare di capitalismo popolare, di relazioni umane od altri ingredienti similari quali elenienti di progresso per i lavoratori, siamo invece più che mai convinti che ogni loro problema i lavoratori se • Io dovranno risolvere migliorando la loro organizzazione . e la loro lotta non cedendo alle lusinge del paternalismo padronale.

Supplem. a «Fabbrica Unita» - Periodico dei Lavoratori della

Pirelli - Redazione e Amministrazippe: Via Monte Palombi, no, 4' - •IDirettpre Responsabil'e:

L. Vanti Tip, e Porpora »Autorizzazione del Tribunale -di Milano n. 3259.

C. F.

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