Una copia L. 20
Anno II n. 2
Marzo 1960
FABBRICA UNITA PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA REDAELLI
Chiediamo un governo amico "anche" deí lavoratori 'Mentre scriviamo questa breve nota' non sappiamo ancora se l'on. Segni riuscirà a costituire il nuovo governo e se esso riscuoterà il conserigo del Parlamento. Quello che sappiamo aerò è' che l'attuale crisi noti potrà essere risolta se non vi sarà da parte della Democrazia Cristiana l'impegno a rompere con i vecchi schemi reazionari che sonosempre stati gli elementi dominanti della sua politica. Diciamo questo perché l'on. Segni, come' un tappo buono per tutti i buchi, è pronto a`formare un nuovo' governo, che di fatto magari si ridurrà ad essere un rimpasto di quello vecchio: • Cosa questa che non porterà certamente alla soluzione dei problefid di fondo del nostro paese nel senso che, anche 'sé l'on. Segni riuscirà a formare il governo, la crisi non sarà affatto risolta in quanto non farà altrd che esispeúire re contraddizioni della politica della D.C. e della crisi profonda in atto nelle sue fila. Ora, ripetiamo, l'on. Segni ha ricevuto l'incarico di costituire il nuovo governo. Quello però che nè l'on. Segni, nè la D.C. non hanno detto chiaramente sono gli orientamenti, le linee programmatiche ,che dovranno costituire la premessa, la base di azione del futuro governo. L'esigenza, cioè, di ..uscire definitivamente dall'equivoco politico in cui ha agito ed agisce la Democrazia Cristiana. Oggi non è possibile continuare a tradire quelle che sono le aspirazioni della stragrande maggioranza del popolo italiano continuando nella politica di favoreggiamento dei grandi gruppi monopolistici del nostro paese. Il problema non è quello della formula che dovrà dar vita al nuovo goverao, ma del, programma che esso. deve , realizzare come primo passo per un ulteriore sviluppo del la democrazia nel nostro paese. Programma che parta da alcuni problemi fondamentali, quali: la attuazione dell'Ente regione, la nalionalizzazione delle fonti di enercontinua a parg. 4 G. ISELLI
Aumenta la produzione ma i salari non migliorano Il moderno capitalismo o neocapitalismo, che dir si voglia, secondo certi benpensanti, sarebbe oggi, grazie al poderoso sviluppo della tecnica, in grado di garantire un graduale e sostanziale miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori. Non vogliamo perderci in ragionamenti troppo complicati per confutare questa tesi, vogliamo invece dimostrare come tutta questa orchestrazione sia falsa; e ciò esa-
minando quanto è avvenuto nella nostra fabbrica in questi ultimi anni e quale è stato il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori. Possiamo dire, senza tema di essere smentiti, che questi ultimi sette-otto anni hanno visto una radicale trasformazione degli impianti produttivi e conseguentemente un forte aumento della produzione. Era lecito aspettarsi, seguendo le teorie del neocapi-
Potenziamo attività ricreativa del nostro Cral 11 Carnevale del Bimbo, organizzato in concordia fra la Cooperativa « Unione » ed il C.R.A.L. aziendale Redaelli, ha superato, dato il largo numero dei partecipanti, grandi e piccoli, ogni più ottimistica previsione della vigilia. Questa iniziativa, oltre all'aver riscosso il consenso di larghi strati della popolazione del rione, ha dimostrato chiaramente quanto sia sentito il problema della ricreazione e dell'impiego del tempo libero. Festa semplice e pur grandiosa che ha veramente divertito e che ci auguriamo possa attirare l'attenzione del Consiglio del C.R.A.L. affinchè prenda in esame l'opportunità di non lasciarla isolata, programmandone invece qualche altra anche senza il contributo di altri organismi. Ci si obietterà che non vi sono denari a sufficienza. Al chè noi risponderemo che è vero solo in parte. 11 costo di una piccola compagnia filodrammatica, quale quella che per tutto il pomeriggio del giovedì grasso ha divertito 319 piccoli e molti adulti, è uguale al costo dell'invio di n. 4 sciatori (o creduti tali), ai campionati Erta] -svoltisi nel febbraio u.s. a Cervinia. Pertanto sè i denari messi a dispofiiione del• C.R.A.L. sono pochi (e lo sono veramente) cerchiamo di utilizzarli'in modo che essi rispondano a urta fazione ricreativa per
una sempre più larga -partecipazione di lavoratori. Ad esempio la 'Sezione TurismoEscursionismo, che è passata da una assegnazione di circa 80.000 lire del passato (quando cioè il C.R.A.L. disponeva di un finanziamento maggiore) alle 600.000 lire attuali, assolve forse il compito di migliorare la cultura della grande massa dei lavoratori? Certamente no! Poichè colle sue gite di 2, 3 o più giorni, a lungo chilométraggio, mette, per i suoi alti costi, i lavoratori meno abbienti nell'impossibilità di parteciparvi. Morale di ciò? Chi non può spendere che cifre modeste resta a casa. Chi non ha famiglia o pur àvendola può disporre di una quota superiore va a spasso con il contributo del C.R.A.L. I dirigenti la Soc. Redaelli non si lasciano mai scappare l'occasione di far notare, ai rappresentanti dei continua a pag. 4
talismo, un altrettanto forte aumento dei salari reali dei lavoratori. Tutti possono però constatare come i salari reali siano rimasti fermi o comunque sono aumentati in misura tanto esigua da non mutare mi-
nimamente il tenore di vita dei lavoratori. Se poi andiamo a paragonare l'insensibile aumento dei salari e degli stipendi con lo aumento vertiginoso dei profitti e del capitale della società non.. possiamo non dire decisamente che le proprietà taumaturgiche del neocapitalismo sono tutt'al più una grossolana mistificazione montata da pennivendoli ben retribuiti con i soldi guadagnati dai lavoratori. Del resto ogni operaio ha potuto vedere in questi anni che ogni qualvolta la macchina moderna ha permesso un aumento della produzione immediatamente si sono tagliati i cottimi per cui l'aumento di produzione è sempre andato a beneficio solamente del padrone. Il taglio dei cottimi non è
stato però il solo metodo usato per escludere i lavoratori dal beneficio creato dal progresso tecnico. Si è passati al ridimensionamento e conseguente allontanamento dalla Fabbrica di alcune centinaia di lavoratori, si sono intensificati i ritmi di lavoro in tutti i reparti, si sono inventate nuove qualifiche per meglio e maggiormente spremere i lavoracont. a pag. 4 tori,
Polemica sui salari dell' acciaieria Ad ogni richiesta di aumenti salariali per i vari reparti della fabbrica si oppone sempre la superiorità (contestabile tra l'altro) dei nostri salari rispetto alla Falk; si riconosce però che l'Acciaieria ha salari più bassi che alla Falk. Che cosa si aspetta ad aumentarli? Forse si vuole che i lavoratori preghino il cielo? Non è sufficiente la precisa richiesta formulata e sottoscritta da tutti i lavoratori a convincere la Direzione che è tempo di saldare il debito?