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Fuoritesto6

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IL FIJORITESTO mensile a cura delle cellule del PCI della Garzanti di Cernusco, Milano e Precotto - Anno III, gennaio 1976, n. I

I lavoratori dell'Innocenti manifestano mostrando le lettere di licenziamento

LA CRISI SI PROLUNGA PER LE MANOVRE DELLA DC

Sulla pelle dei lavoratori La crisi di governo si trascina scandalosa mente ormai da un mese e più tra reticenze, rinvii, ipotesi subito cadute, oscure manovre. Questo percorso tortuoso ci impedisce di formulare previsioni sui suoi sbocchi, ma certo alcune considerazioni si im pongono. La situazione economica, finanziaria e sociale del paese è, per ammissione di tutti, la più grave dal dopoguerra. Al calo pro duttivo e alla pesante contrazione dell'occupazione si accompagna un brusco deprezzamento della lira, quindi un indebolimento della posizione internazionale dell'Italia, che pone una seria ipoteca, se non si interviene subito, sulle possibilità di ripresa. La responsabilità di questa situazione drammatica ricade pienamente sulla Democra zia cristiana, che ha scelto volutamente il metodo dei tempi lunghi e delle manovre per prendere tempo, cercando di scaricare sugli altri partiti e sul paese il prezzo delle sue contraddizioni interne della lotta feroce delle sue correnti. Incapace di scegliere una via di reale rinnovamento, la DC ha manovrato per ostacolare una reale chiarificazione, aiutata in questo dalle forze interne ed esterne (imperialismo americano, alte gerarchie vaticane) che si oppongono alla partecipazione del PCI alle responsabilità di governo. In realtà i problemi del paese non sono mai

apparsi al centro della discussione dei partiti di centrosinistra per la formazione del governo. C'è voluto oltre un mese perchè la DC si decidesse a riunire i suoi esperti per stendere un programma da discutere con gli altri partiti. Ma si può sapere di che cosa mai avranno parlato prima? la girandola di formule appare cosi in tutta la sua strumentalità: o tenersi il governo MoroLa Mal fa coli com'è, o andare alle elezioni anticipate. E' un ricatto da respingere, perchè esistono altre soluzioni se le forze de mocratiche sapranno rimettere in primo piano - e in termini nuovi - alcune chiare scelte economiche e politiche che tengano conto degli interessi del paese, uscendo cosi dalla disputa sulle formule. Ma è proprio questo che la DC non vuole, nella convin zione che il momento sia favorevole per giocare la carta elettorale scaricando tutte le colpe sul PSI. Appare chiaro l'errore di calcolo compiuto dal PSI nell'aprire la crisi nei modi e nei tempi in cui l'ha aperta, come noi avevamo subito rilevato. Ma si illude chi pensa di poter speculare sulle differenze di valutazioni fra socialisti e comunisti: certo queste esistono, ma non possono e non devono odacolare un processo di avvicinamento dei due partiti della classe operaia, che è essenziale alla tutela degli interessi dei lavoratori. La posizione dei comunisti è assai chia-

ra: essi hanno indicato la necessità della loro presenza nel governo per recare il loro contributo all'indispensabile processo di rinnovamento economico e di riconversipne industriale che solo può portare l'Italia fuori dalla crisi. Questo è stato rifiutato, mentre con formule varie si ricerca una nostra collocazione di fatto, per poterci addossare le responsabilità di una politica di cui non saremo in grado, restando fuori dal governo, nè di valutare la reale portata nè di controllare una corretta attuazione. Non ci si può illudere di ottenere il nostro appoggio'sottobanco a una politica fallimentare. Nei giorni pericolosi che attendono il paese i comunisti sono pronti a dispiegare la loro capacità di lotta, con tutta la sua comprovata efficacia, a difesa della sacrosanta causa del lavoro e della libertà.

La professionalità base della classificazione unica Con la classificazione unica tutti i lavoratori della nostra categoria sono suddivisi in cinque gruppi professionali e in dieci livelli salariali, che ricomprendono insieme operai e impiegati. Si è realizzato un intreccio fra categorie impiegatizie e categorie operaie non meccanico, ma su una prospettiva di equivalenze professionali. La drastica riduzione del ventaglio retributivo, caratteristico dei contratti precedenti, rappresenta un profondo salto di qualità nella nostra categoria: per questa via si pongono le basi di una reale unificazione di classe dei lavoratori grafici, superando la logica padronale della paga di posto fondata sul rapporto rigido uomo-macchinamansione. Oggi invece ogni valutazione deve partire dall'analisi dell'organizzazione del lavoro in rapporto alla professionalità. Alla base di una corretta applicazione del contratto - dal momento che l'organizzazione del lavoro non è mai un dato astratto, ma strettamente legato alla realtà produttiva dell'azienda - deve stare la cono— scenza e la contrattazione dei programmi di produzione. Solo in questo modo è possibile avanzare proposte in grado di modificare nel concreto l'organizzazione padronale del lavoro, affrontando il problema del lavoro esterno e degli organici per una corretta politica dell'occupazione. (segue a pag. 2)


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