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IL FIJORITESTO

mensile a cura delle cellule del PCI della Garzanti di Cernusco, Milano e Precotto - Anno II, ottobre 1975, n. 9

Spagna sì Franco no

NELL'INCONTRO CON I CDF LA DIREZIONE NON PROSPETTA UNA POLITICA EDITORIALE

Poche promesse, nessuna certezza Dove va la Garzanti? E' una domanda a cui diventa sempre più difficile dare una risposta, anche dopo l'incontro del 30 settembre '75 fra la direzione e i consigli di fabbrica. Al di là di generiche dichiarazioni di buona volontà, la direzione si è limitata ad assicurare il lavoro per le macchine di stampa fino all'aprile prossimo, il potenziamento dell'ufficio che ricerca il lavoro per conto terzi con l'assunzione di due persone qualificate, la pubblicazione dei primi due volumi dell'enciclopedia entro il novembre 1976 (facendola slittare quindi di quasi un anno). Si sono anche riscontrati alcuni fatti che hanno potenzialità positive, come la pubblicazione della nuova collana di storia e la prospettiva di una ripresa della collana "Saper tutto".

Tutto sta però a come queste iniziative verranno gestite. Quanto al nuovo "Saper tutto" non potrà certo essere la rimasticatura della vecchia collana o un ennesimo vaso in cui travasare titoli da altre collane: si pensi soltanto alla domanda di cultura sanitaria che viene dall'istituzione dei Comitati sanitari e dalla diffusione degli SMAL, alla necessità di un aggiornamento pedagogico e didattico di massa posta dai decreti delegati, alla diffusione di una cultura urbanistico-amministrativa in senso ampio legata al funzionamento dei consigli di zona e di quartiere; questo tanto per esemplificare. Noi pensiamo d'altra parte che la diffusione di massa della cultura non significhi attenuazione del rigore scientifi(segue a pag. 7)

L'assassinio dei cinque patrioti spagnoli ha riportato in evidenza il vero volto della dittatura franchista: un volto sanguinario, di repressione violenta. Il tentativo "aperturistico" del governo Navarro, che puntava sulla liberalizzazione del regime gestita dalle forze dominanti per isolare il movimento popolare e possibilmente l'intera opposizione, è clamorosamente fallito; lungi da essere emarginati, i settori più reazionari della Spa gna hanno preso il sopravvento e puntano apertamente sulla carta della guerra civile per assicurarsi la sopravvivenza . In realtà questa ondata repressiva è la conferma della profonda "crisiin cui si dibatte il franchismo, incalzato da un sempre più possente movimento di massa che combatte per la libertà, la democrazia e i diritti civili. La risposta dei democratici e degli antifascisti è stata ampia e unitaria. Attorno al popolo spagnolo si è sviluppato un movimento mondiale di protesta e di solidarietà che ha coinvolto governi, forze di diversa formazione ideologica, socialiste, comuniste e cattoliche, accomunate dallo stesso spirito antifascista. In questo movimento hanno svolto una funzione politica importante le forze democratiche dell'Europa comunitaria. La giornata di mobilitazione proclamata dalla Confederazione sindacale europea ne è la prova.E il primo risultato concreto e di importanza rilevante è la decisione recentemente adottata dalla CEE di interrompere, i negoziati per il rinnovo dei trattati com merciali con la Spagna fino a quando in questo paese non saranno rispettati i diritti dell'uomo e non sarà restaurata la democrazia. D'altra parte in Spagna le condanne, gli arresti in massa, 'inasprimento della censura non sono riuscite a indebolire il movimento di lotta. Al contrario, si sono moltiplicati gli scioperi e le manifestazioni di strada, intorno all'obiettivo del ripristino della demo crazia convergono strati sempre più ampi (segue a pag. 7)


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