L'unità è nelle mani dei lavoratori
`L'unità è nelle mani dei lavoratori, dei lavoratori, dei lavoratori! ': quando il compagno Luciano Lama, segretario della CGIL, ha pronunciato queste parole, i 200.000 lavoratori riunitisi in piazza San Carlo a Torino per lo sciopero generale del 4 dicembre sono *esplosi in applauso entusiasta. Fra coloro che applaudivano c'erano vecchi lavoratori della Fiat, che negli anni della scissione sindacale avevano sperimentato i reparti confino e le più umilianti discriminazioni, ma c'erano anche quei lavoratori più giovani (come la gran parte dei 40 colleghi della Garzanti che hanno partecipato alla manifestazione) venuti alla milizia sindacale nel clima unitario che non ne vogliono sapere di tornare indietro. Troppo alto era stato il prezzo delle divisioni. Tutti avevano la consapevolezza che l'unità è la forza principale dei lavoratori ed esprimevano la volontà di difenderla contro le manovre di ristretti gruppi di potere al servizio di forze politiche conservatrici, pronte a riversare sulla classe operaia, e sul sindacato il peso della crisi.
Sul punto dell'unità il compagno Lama è stato assai chiaro: qualsiasi decisione prenderà il direttivo della Federazione, essa dovrà venire verificata fra i lavoratori, che sono i 'veri padroni del sindacato'.
Questa verifica politica del processo unitario deve costituire anche l'occasione per .una più generale verifica del funzionamento delle strutture sindacali di base, dei consigli di fabbrica e dei delegati di reparto. In una situazione econ'omica e sociale della gravità di quella che stiamo attraversando, diveta centrale la figura del delegato, ma nella misura in cui riesce a mantenere il contatto più stretto con il proprio reparto e la capacità di interpretarne politicamente le esigenze. Un sindacato serio, ha detto Lama certamente punta alla difesa del tenore di vita dei lavoratori, ma ha coscienza che esso può essere difeso (in particolare per le categorie più deboli, in primo luogo per i milioni di pensionati che sono al limite della sopravvivenza) solo attraverso profonde riforme nella struttura economica e civile del paese.
Un bilancio della situazione aziendale che risponda alla domanda 'a che punto siamo' deve proporsi una valutazione di come e in quale misura le lotte dei lavoratori della Garzanti, l'attività e l'iniziativa dei consigli di fabbri. ca hanno modificato i rapporti di forza esistenti in azienda e hanno pesato sui Criteri di gestione aziendali. Non c'è dubbio che con l'accordo del gennaio di quest'anno, che se pure con limiti e carenze fissa il diritto dei consigli di fabbrica a discutere il rientro del lavoro esterno, la qualificazione del lavoro e gli investimenti, si è iniziata una fase più avanzata nella politica rivendicativa dei CdF; essa è stata ulteriormente portata avanti con la conferenza di produzione del settembre, che avanza la proposta di una produzione del 'libro come servizio sociale'. Ciò che ha fatto maturare questa situazione sono state le discussioni e le analisi fatte nei reparti e nelle assemblee sui temi particolari e generali, che hanno chiarito meglio la funzione e il ruolo dei delegati e del consiglio, la necessità di una maggiore unità tra operai e impiegati.
Anche la direzione aziendale perciò ha dovuto tener conto che i lavoratori oggi vogliono mettere in discussione le scelte e l'indirizzo produttivo perché da esso dipendono non solo le condizioni di lavoro ma la stessa stabilità dell'azienda.
Di fronte alla crescita politica dei lavoratori la direzione è stata costretta da un lato a abbandonare l'ambiguità paternalistica che aveva caratterizzato la sua azione finora, dall'idtro a assumere alcuni impegni relativi ai programmi di produzione e al mantenimento dell'occupazione.
Giudichiamo insufficienti questi progmmmi perché concentrano l'attività in una sola opera, lasciando intanto deperire gli altri filoni produttivi: sarà ancora compito dei lavoratori richiamare la direzione alle proprie responsabilità.
La delegazione dei poligrafici milanesi entra in piazza San Carlo mensile a cura delle cellule del PCI della Garzanti di Cernusco e di Milano - Anno I, dicembre 1974, n. 2lettere al giornale
La prima lettera che ci è pervenuta (nonostante il nostro invito) non è firmata e pertanto non siamo tenuti a pubblicarla anche perché è molto lunga. Purtuttavia di essa ci sembra significativo un passo che tocca un problema discusso dai lavoratori, a proposito dell'autonomia dell'organizzazione sindacale nei confronti dei partiti: ecco perché, pur riconoscendo a voi comunisti coerenza e capacità organizzative, penso che gli scopi che vi prefiggete, con gli scioperi e nel consiglio, sono quelli di utilizzarli per le vostre idee...'
Per portare avanti le 'loro idee' (e non si tratta di idee, ma semmai di ideali e di concrete proposte politiche) i comunisti non hanno bisogno di servirsi del sindacato o del consiglio. Essi hanno creato un forte partito di massa organizzato nelle fabbriche (cellule) e nel territorio (sezioni, federazioni), per avere un rapporto diretto con i lavoratori e con gli altri ceti sociali ai quali proporre il proprio programma, elaborato autonomamente, una propria strategia rivoluzionaria per la conquista del socialismo. Il sindacato e il consiglio non si propongono, per loro natura questo obiettivo poiché in essi sono presenti lavoratori con senza partito, che lottano per migliori condizioni di lavoro e di vita, senza proporsi necessariamente una società socialista. Utilizzare questi organismi sarebbe per i comunisti limitare, in un certo senso, la loro libertà d'azione e sarebbe nello stesso tempo ostacolare il faticoso pro• cesso di unità sindacale se nei sindacati prevalessero interessi particolari di questo di quel partito. Per i comunisti la conquista dell'autonomia sindacale è pratica quotidiana del loro lavoro tra le masse, principio fondamentale sancito anche nel lo statuto del PCI (art. 5, parte II): `...
I membri del partito che militano nelle organizzazioni sindacali, cooperative, com• battentistiche, sportive, culturali, ricreative ecc., le donne comuniste che militano nelle organizzazioni femminili democrati- • che, devono essere d'esempio a tutti gli altri associati, nella lotta per il raggiungimento degli obiettivi delle organizzazioni stesse; devono rispettare e difendere l'autonomia e la democrazia interna delle organizzazioni di massa.'
gli 'altri' libri
Carlo Marx, IL 18 BRUMAIO DI LUIGI BONAPARTE - Editori Riuniti (L. 1000)Scritto nel 1852, il libro rappresenta la straordinaria capacità di Marx di comprendere la storia nel suo sviluppo, di studiare in tutta la loro complessità gli avvenimenti nel momento stesso in cui si compiono. Attraverso lo studio e l'analisi degli anni dal 1848 al 1851, Marx mostra come anche gli episodi in apparenza più irrazionali e imprevedibili hanno una loro logica interna, trovano la Ioni radice nel modo in cui in precedenza si è sviluppata la concezione marxista dello stato come espressione del dominio di una classe ma anche come meccanismo che si estranea dalla società. Il libro ?y di estremo interesse per com-
GIZZI - WAriA
prendere un metodo di analisi della storia e della società, per capire appieno le origini della teoria marxista dei rapporti tra gli uomini. E' interessante notare come il rigore scientifico della analisi non si perde mai in vuote astrattezze intellettualistiche, in insensati giri di parole, ma sempre con semplicità e chiarezza punta al nodo delle questioni e alla definizione esatta dei problemi. Ci pare che questo rigore intellettuale e la conseguente capacità di esprimersi con chiarezza sia un elemento importante da sottolineare, di fronte anche a un certo modo di affrontare le questioni dell'oggi da parte di un tipo di pubblicistica in cui prevalgono la superficialità dell'analisi e del giudizio. Indichiamo questo libro, non solo dunque perché si legge con passione e con estremo interesse storico, ma anche per indicare un modo di porsi di fronte alla storia, un mf•todo di analisi e di guida per l'azione di trasformazione della società.
500 copie non sono bastate
ll primo numero de Fuoritesto' è stato un successo superiore alle nostre aspettative, alle nostre, diciamolo pure, paure poiché è evidente che elaborare e scrivere articoli, coordinare e stampare un giornale, sia pure in piccole dimensioni, è un lavoro difficile e non si è mai soddisfatti.
Abbiamo raccolto le critiche, sono stati fatti errori, omissioni, ecc., ma il primo numero è sempre il più difficile, è un impatto con in nuovo lavoro e una nuova esperienza. Il nostro impegno è di riuscire sempre meglio per far si che il giornale sia il più vicino possibile ai lavoratori della Garzanti e ai loro problemi.
NEL PROSSIMO NUMERÒ
un servizio sui decreti delegati e sulle elezioni degli organi di direzione collegiale della scuola;
verso il XIV Congresso del PCI - stralci della relazione di Enrico Berlinguer
Ne sono state stampate 5f`0 copie, e non sono bastate. Abbiamo dovuto fare una ristampa per le richieste che ci pervenivano. Oltre 150 sono stati gli abbonamenti, di cui molti sostenitori.
Questa adesione da parte dei lavoratori della Garzanti sarà di stimolo per il nostro lavoro futuro; siamo coscienti che, con l'aiuto di tutti, riusciremo a dare ai lavoratori, un giornale serio e interessante.
Da parte nostra assicuriamo tutto l'impegno affinché questa iniziativa riscuota l'unanime consenso con l'adesione sempre maggiore al nostro giornale.
In Spagna come in Svezia la donna è la piu' discriminata
In tutti i paesi capitalistici si è assistito, soprattutto negli ultimi anni, a una presa di coscienza nuova da parte delle donne, a un'aperta ribellione contro il tradizionale ruolo che per secoli le ha viste subalterne e discriminate nella famiglia e nella società. -
Questo avviene anche in quei paesi dove le 'società del benessere' avevano garantito la soluzione di tutti i problemi anche di quelli femminili. Questi paesi sono oggi in crisi: il cosiddetto progresso è arrivato attraverso un meccanismo contraddittorio, che non ha tenuto conto delle reali esigenze di grandi masse della popolazione, lasciando irrisolti molti problemi. Le donne per prime hanno individuato i limiti di questo tipo di società che se da una parte ha permesso loro un maggiore inserimento nel lavoro e nella scuola, dall'altra ha negato loro gli strumenti fondamentali per uscire davvero dallo stato di cittadine di seconda categoria.
Le delegazioni dei partiti comunisti di 19 paesi dell'Europa capitalistica si sono incontrate nei giorni scorsi a Roma per una indagine conoscitiva di quelle che sono le diverse realtà della condizione femminile, per un confronto sui problemi e per una valutazione sulle prospettive di azione e di lavoro comuni. I dati scaturiti da questo congresso sono impressionanti: sia nei paesi capitalistici più ricchi sia in quelli più poveri là manodopera femminile è considerata una massa di riserva, le qualifiche sono ovunque più basse, i salari differenziati.
Sul piano dei diritti civili e sociali la donna vede ancora negato il valore sociale della maternità e la scelta a una maternità libera e consapevole. Nella Spagna fascista il tribunale supremo giudiCa delinquenti comuni le donne che usano la pillola, in Grecia è ancora in vigore l'istituto anacronistico della dote, nel Portogallo fino a 4 anni fa il diritto delle donne al lavoro era condizionato dall'assenso del marito. D'altra parte anche nei paesi scandinavi, che costituiscono un prototipo occidentale della civiltà moderna e democratica, la donna pur essendo stata equiparata all'uomo sul piano legislativo, politico, economico
Le donne hanno fatto paura
alla DC
sociale deve affrontare gravi problemi nell'ambito del lavoro (qualificazione professionale), della famiglia (sistemazione dei figli : gli asili nido sono gratuiti solo per chi percepisce un reddito inferiore ai due milioni' l'anno).
E' proprio partendo da queste diverse situazioni che i partiti comunisti europei hanno ribadito la stretta interdipendenza fra la lotta di emancipazione femminile quella per cambiare l'intera società. Una coscienza nuova si è creata in milioni di impiegate, contadine, studentesse, operaie: esse sono le protagoniste di grandi lotte sociali e politiche, non solo perché vogliono contare di più e superare la loro condizione di subalternità, ma perché sono coscienti in questo modo di far compiere al loro paese significativi progressi per l'intera collettività.
Gli esempi ci vengono dal Portogallo e dalla Grecia, dalla Svizzera, dalla Francia dall'Italia. Sia per liberarsi dalle dittature sia per avanzare verso società più progredite, e per la conquista del socialismo, è necessario il contributo delle donne; e le donne hanno bisogno del socialismo per la conquista della loro piena emancipazione.
Nell'intervista pubblicata nel numero di novembre la collega Mariolina Marrocu ci aveva parlato delle iniziative dell'Unione donne italiane per ottenere dal comune di Milano maggiori investimenti nei servizi sociali, e della manifestazione nazionale a Roma, il 13 novembre per sollecitare l'approvazione della legge sul nuovo diritto di famiglia.
La manifestazione di Roma è stata un grande successo; quasi settantamila donne venute da tutt'Italia hanno sfilato per ore e ore lungo le vie della capitale.
Non si era mai vista una manifestazione femminile cosi imponente e combattiva: particolarmente impressionati devono essere rimasti quegli stessi democristiani che al Senato hanno fatto di tutto per ritardare l'approvazione della legge.
I dirigenti dello 'scudo crociato', di fronte alla pressione delle masse femminili, si sono visti costretti a rivedere le loro posizioni togliendo la DC dal completo isolamento in cui era caduta su questo problema. E i risultati non si sono fatti attendere: mentre in due anni la commissione Giustizia del Senato aveva approvato soltanto settanta articoli sui complessivi 206 della legge, dopo la manifestazione dell'UDI in cinque giorni ha approvato tutti gli altri.
Questo possono fare le donne quando lottano insieme!
Anche nella vertenza con il comune di Milano i risultati sono stati buoni. Non solo la giunta ha ricevuto la delegazione dell'UDI e ha discusso la piattaforma presentata, ma si è impegnata a realizzare le richieste avanzate. E' la prima volta che un'organizzazione femminile è 'entrata' a discutere il bilancio comunale e ha ottenuto che in esso venissero inserite come primarie le spese per soddisfare la domanda di servizi sociali.
A Roma e a Milano sono stati dunque raggiunti risultati importanti, sia pure a diversi livelli. Ne esce ulteriormente rafforzata la necessità di una politica unitaria e di massa per tutte le donne italiane. •
Ci chiedono cosa vuol dire...
E' classica la definizione che ne dà Lenin come di `rivoluzionarismo piccolo-borghese che rassomiglia all'anarchismo o a preso qualcosa da esso e si allontana, in tutte le cose essenziali, dalle condizioni e dai bisogni di una tenace lotta di classe proletaria ... Il piccolo borghese 'inferocito' per gli errori del capitalismo è un fenomeno sociale caratteristico, come lo anarchismo di tutti i paesi capitalistici.
L'inconsistenza di tale rivoluzionarismo, la sua sterilità, la sua proprietà di trasformarsi presto in sottomissione, apatia, fantasticheria e persino in 'folle passione' per le varie correnti borghesi `di moda', tutto ciò è universalmente noto'.
L'estremismo è espressione o di una visione non critica e scientifica dei termini della lotta di classe - e in questo senso il superamento dell'estremismo ha contrassegnato lo sviluppo del proletariato e la conquista di una coscienza rivoluzio-, naria - o di una mentalità borghese e piccolo-borghese che, nel maturare un atteggiamento di opposizione contro una società riconosciuta ingiusta in tutte le sue articolazioni, sostituisce alla dura e paziente lotta contro la realtà <lei rapporti politici e di classe un ribellismo distruttivo e cieco, avventuristico. •
E' tipico ,della mentalità estremistica concepire i mezzi della lotta di classe non come manifestazioni di massa con carattere collettivo, ma piuttosto come eser-
Costituita alla Fabbri la cellula del PCI
Sabato 30 novembre, presso il centro civico di viale Ungheria, si è tenuto il congresso costitutivo della cellula PCI della Fabbri. All'affollata assemblea, aperta dalla relazione del compagno Schinaia, erano presenti rappresentanti delle cellule delle altre case editrici milanesi e il compagno Andrea Margheri per la Federazione provinciale del PCI. La nuova cellula della Fabbri, conta già all'atto della sua costituzione ben 50 iscritti.
cizio di strategia rivoluzionaria. Come `ginnastica rivoluzionaria'; parimenti tipica è la mentalità da .piccola minoranza attiva (gruppo) che tenta di imporsi alla massa con la sua propaganda astratta, di rigenerazione immediata della società, (li sostituzione immediata di istituzioni proletarie alle istituzioni borghesi.
E' caratteristico infine dell'estremismo un atteggiamento antiistituzionale, antiparlamentare, di opposizione ai partiti politici 'tradizionali', di rifiuto degli obiettivi intermedi, delle alleanze e anche dei comproméssi necessari per affrontare determinate lotte.
L'estremismo che si compiace della frase rivoluzionaria, che si ammanta di formulazioni anarchiche e anarco-sindacaliste, come la storia del movimento operaio rivoluzionario italiano e internazionale ha sempre largamente dimostrato, costituisce il terreno più fecondo per Pattecchimento della pròvocazione.
Anche il movimento comunista ha visto sorgere nel suo seno alcune correnti estremistiche, in particolare in Germania, in Inghilterra, Olanda, Italia, ma non solo in questi paesi. Correnti estremistealle quali si contrapposero correnti di destra - si manifestarono in quasi tutti i partiti comunisti non escluso quello bolscevico. E' nota la lotta che Lenin condusse contro queste manifestazioni.
Considerazioni amene, serie semiserie tra un caffè l'altro
C'è un'enciclopedia che si chiama Il Milione. La nostra, quando usCirà (! ? ), si chiamerà Il Millennio.
Acquisterei cadillac tutta d'oro, anche usata. Telefonare int. 24...
Il mio pesciolino ha fatto tanti pesciolini. Chi desidera un delizioso pesciolino rosso? Si prega di rivolgersi all'int. 31...
Insomma, qui non si capisce seper comprare la pasta devo andare a vedere 'L'anatra all'arancia', o se andando a teatro mi regalano un chilo di pasta...
MISURATE LA VOSTRA INTELLIGENZA
Un lettore abituale della produzione Garzanti, e per di più della collana Giochi-test', ormai smaliziato, ha collaborato al Fuoritesto inviandoci questo quiz che presenta particolari difficoltà. Chi sarà capace di risolverlo in non più di 24 ore avrà in premio un contratto di collaboratore esterno alla direzione generale.
Rebus (7 )
supplemento a 'Milano •Oggi'
Stampato in proprio a cura delle cellule del PCI della Garzanti Via C. Balconi 34, Cernusco sul Naviglio