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FIOM Voce30

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XV CONGRESSO FIOM:

verifica e rilancio delle lotte e dell'unità

Il Congresso che ci sta di fronte non è un congresso di ordinaria amministrazione e neppure un congresso tradizionale. E ciò in primo luogo perchè veniamo — e stiamo vivendo attualmente — da anni di grandi lotte, da anni in cui i lavoratori hanno fronteggiato la classe padronale con sempre maggiore forza, partecipando sempre più numerosi non solo alla lotta ma anche alla discussione che la precedeva; veniamo da un periodo in cui proprio questa grande partecipazione ha determinato un rialzo del tiro, il fatto di porre obbiettivi rivendicativi e dí riforma sempre più « cari » per il padrone ed il governo, proprio il carattere più avanzato Ai queste lotte e l'accresciuta capacità della classe lavoratrice a gestirle direttamente, mettendo in crisi il tradizionale rapporto di delega, ha fatto maturare, ha messo cci piedi per terra l'obbiettivo dell'unità sindacale.

L'impostazione data dal Comitato Centrale della FIOM a questo Congresso è quella di farne un mo: mento di discussione collettiva, di elaborazione di massa — come durante una vertenza nazionale o di fabbrica — per arrivare a decisioni che non siano frutto di una mediazione' tra pochi dirigenti, ma sintesi delle esperienze più avanzate, confronto tra le scelte maturate nelle fabbriche da tutti i lavoratori.

Nasce da qui l'esigenza di tenere nelle grandi fabbriche dei precongressi di reparto, per affrontare qui una prima discussione ed eleggere dei delegati

che dovranno approfondirle e completarle nel congresso di fabbrica.

Nasce da qui la scelta di non eludere la discussione sottoponendo semplicemente a votazione il documento preparatorio, il quale deve servire solo come avvio alla discussione. Il dibattito invece deve seguire dei binari suoi ed essere sintetizzato in un documento finale che ogni fabbrica dovrà redi= gere e che si dovrà confrontare con quelli delle altre aziende, per giungere alla sintesi del congreese provinciale e nazionale.

Alla Ercole Marelli siamo reduci da una esperienza esaltante: la elezione dei delegati di reparto, la costituzione del consiglio di fabbrica ed il varo di una piattaforma rivendicativa elle pone problemi di maggior salario, revisione déll'inquadramento professionale. con superaménto delle categorie più basse, eliminazione della nocività e del rischio.

Il Congresso della FIOM alla E. Marelli si colloca dunque in un mo' - --nto di eccezionale mobilitazione e partecipazione i lrio nei due filoni — qualificazione dell'iniziativa . ,vendicativa e unità sindacale — sui quali è Imperniato il nostro documento congrc ,suale.

I lavoratori della E. M selli quindi possono e devono portare al dibattito congressuale un contributo ricco e stimolante per la costruzione del sindacato unitario di classe, per la qualificazione della sua azione.

CONVOCATA LA TRATTATIVA PER IL 4 GIUGNO

La mobilitazione dei lavoratori Marelli ha ottenuto che finalmente venisse fissata la trattativ:, ,, d'Assolombarda sulla piattaforma aziendale decisa dal Consiglio di fabbrica. La mobilita.ziene dei lavoratori deve ottenere la conquista delle rivendicazioni poste.

Bollettino della Sezione Sindacale Aziendale FIOM-CGIL E Marelli maggio 1970 Voce Sindacale i

Realizzare i contenuti della piattaforma aziendale

CON LA TRATTATIVA E CON LA LOTTA

Dopo un'ampia consultazione tra i lavoratori, con assemblee generali di reparto e di ufficio, il consiglio di fabbrica eletto democraticamente ha deciso di aprire la vertenza con una piattaforma rivendicativa — diffusa tra tutti i lavoratori con un documento unitario — che affronta temi di grande importanza, tra cui: premio di produzione; adeguamento dei cottimi alle nuove paghe contrattuali; revisione del sistema di inquadramento delle categorie, con eliminazione delle categorie più basse; ambiente di lavoro; trasferte, studenti lavoratori, ferie, diritti sindacali, ecc.

Questa nuova lotta rientra nella logica della contrattazione articolata aziendale che il padronato aveva cercato di negarci con la pregiudiziale postaci durante il rinnovo del contratto nazionale, scontrandosi quindi con una strategia sindacale che non accetta la pace sociale (tanto cara ai padroni), contesta in qualunque momento l'organizzazione capitalistica del lavoro e si batte per consistenti miglioramenti salariali. Dopo la sconfitta dell'autunno caldo il padronato tenta di riprendere ciò che è stato costretto a cedere con l'aumento dei ritmi di lavoro, con le repressioni (aiutati anche all'esterno della fabbrica da magistratura e polizia), con gli aumenti dei prezzi sui generi di maggior consumo p:polari, affitti, ecc. Ma noi uniti non permetteremo che ciò accada e l'attuale lotta in corso ne è la più chiara dimostrazione (vedi riforme).

Per quanto riguarda la piattaforma rivendicativa, pur se tutti i punti sono qualifica" un discorso a parte sulle categorie e l'ambiente di lavoro crediamo sia necessario.

Con la rie -iiesta dell'eliminazione della 5' e 4' cat. operai riteniamo che sia giunto il momento di rendere giustizia a quei lavoratori che fino ad oggi venivano inquadrati in queste categorie di fame, che tra l'altro non rispecchiano la realtà produttiva aziendale (così dicasi per la 4' impiegati).

Sull'ambiente di lavoro è necessario che in tutti noi sia ben chiara la necessità di non monetizzare la nocività, bensì di lottare per l'eliminazione della stessa.

Laddove la nocività supera il limite della sopportabilità si deve assolutamente porre la direzione di fronte alle sue responsabilità e far sì che la stessa operi non solo con promesse, ma coi fatti per eliminare tutto ciò che nuoce ai lavoratori.

AVANTI CON LE LOTTt. UNITI SI VINCE. Facheris Gian Carlo

Lotta per le riforme

Dopo le due trattative col governo le Confederazioni si sono dichiarate insoddisfatte degli impegni governativi. Le assemblee dei lavoratori si sono pronunciate per la centinuAzione della lotta per ottenere dai pubblici poteri impegni più concreti ed una politica favorevole agli interessi dei lavoratori.

Documento della Conferenza sulla Elettromeccanica pesante

Il processo di concentrazione dell'industria elettromeccanica pesante avviato negli ultimi anni si è realizzato finora attraverso l'intensificazione dello sfruttamento, senza nessun vantaggio per l'occupazione e con l'accentuazione della subordinazione rispetto al capitale estero.

Le ipotesi di ulteriore concentrazione oggi aperte (assorbimento nel gruppo Fimmeccaníca-GECO delle due maggiori aziende private F. Tosi e E. Marelli, oppurè assorbimento delle due stesse aziende da parte della Westinghouse) possono rendere ancora più gravi queste conseguenze negative. Tra le due, tuttavia, la prima presenta condizioni minime per consentire ai lavoratori interessati di assumere realistiche iniziative al fine d'impedre che si realizzino le conseguenze negative indicate e di porre concrete , richieste per lo sviluppo dell'occupazione e la rottura del rapporto di subordinazione attraverso il potenziamento della progettazione e della ricerca.

Di fronte a questi problemi, FIM-FIOM-UILM ritengono di porre ai lavoratari del settore elettromeccanico pesante le seguenti iniziative immediate: coordinamento delle politiche rivendicative aziendali nel settore; per approfondire i temi e definire una ilnea comune sarà indetta una riunione unitaria èntro II mese di aprile; avvio in tempi stretti, con unitarietà di indirizzi, dell'azione rivendicativa aziendale su tutte le tematiche aperte a partire dalla riduzione dell'orario di lavoro;

conVocazione di una riunione con i rappresentanti dei sindacati metalmeccanici degli altri paesi europei per confrontare le rispettive linee di azione rispetto all'egemonia del capitale USA nell'industria elettromeccanica pesante europea; convocazione di una riunione con i sindacati dei lavoratori elettrici e nucleari per definire modalità di coordinamento permanente delle politiche sindacali e di elaborazione comune degli obiettivi politici.

FIM-FIOM-UILM ritengono che le posizioni dei lavoratori sullo sviluppò del settore elettromeccanico pesante debbano essere diffuse mobilitando l'opinione pubblica che è necessariamente interessata allo sviluppo di un settore strategico.

A tale scopo propongono di indire entro i prossimi mesi un convegno pubblico sull'industria elettromeccanica pesante: per la preparazione del convegno sarà costituito immediatamente un gruppo di studio incaricato anche del coordinamento delle due iniziative di collegamento indicate (con i sindacati degli altri paesi europei e con i sindacati elettrici e nucleari).

LO STATUTO DEI LAVORATORI

E' LEGGE

Dopo l'ultima votazione in Parlamento che ha approvato definitivamente lo statuto dei diritti dei lavoratori, la classe operaia si è conquistata un ulteriore strumento per la tutela dei propri diritti all'interno della fabbrica.

Nonostante questo, all'Ercole Marelli esistono ancora dirigenti che si arrogano il diritto di -nigtrattare i lavoratori ogni volta che essi chiedono chiarimenti o risposte su richieste fatte e da +cc..o eluse.

Nessun rappresentante dell'aiienda ha il diritto di effettuare rappresaglie di qualsiasi tipo.

Sarà nostra premura, a questo proposito, far conoscere a tutte le maestranze il testo completo dello STATUTO, in modo che ogni lavoratore sia a conoscenza dei propri diritti.

Lettera degli operai della Sezione aerotecnica

Scriviamo a questo giornaletto convinti che le cose che diciamo siano pubblicate perchè anche noi vogliamo contribuire a cambiare le cose per il meglio.

La politica attuata in questa sezione non è che si discosta molto da quella generale di fabbrica, vecchi metodi paternalismo, discriminazione, false lusinghe. E' di questi giorni che qualche "solone" è indaffarato a calmare gli animi, con'la politica del "dividi et impera", tentando di ingabbiare con qualche aumento di merito la lotta che gli operai di tutta la fabbrica stanno portando avanti. Inoltre il "solone" più in alto, oltre ad essere incapace di capire che le cose sono cambiate, manda a dire che gli aumenti sono cose programmate nel tempo. Quanto tempo? Mah... si parla addirittura di dieci anni.

Non ha copito che il salario, il diritto alla qualifica e tutti i problemi pertinenti alla condizione operaia e le sue esigenze, ormai fanno parte di una linea sindacale ben precisa capita da tutti noi; la contrattazione permanente.

Dunque i meschini inganni di 30 anni fa non reggono più; al massimo potranno fare breccia in qualche buona anima isolata. Piuttosto c'è un fatto da denunciare: ed è che spesso si progettano delle cose in questa Sezione che alla fine sono rottami con sprechi di soldoni.

Una domanda è lecita. Si è con i tempi del progresso tecnico e sociale?

NOI DICIAMO DI NO!!

L' esperienza dei delegati e del consiglio di fabbrica

L'elezione dei delegati è stata un fatto molto importante per la crescita di un Sindacato nuovo. Il primo elemento significativo è stata la partecipazione di massa degli operai e degli impiegati, con oltre 40 assemblee per eleggere i propri delegati, che sono in tutto 84 e che rappresentano le forze giovani e nuove scaturite durante la lotta contrattuale.

Le assemblee sono state tenute e dirette dal sindacato e dalla C.I..

Altro elemento importante il numero degli interventi, che sono stati oltre 200 e hanno spaziato, dai delegati, alle loro funzioni, la politica rivendicativa, la lotta per le riforme, all'unità sindacale.

Un primo esemplo della funzione dei delegati, del consiglio di fabbrica, credo sia dato dal modo come abbiamo impostato la vertenza aziendale: apertura del dibattito con assemblee generali promosse dal sindacato sulle prime indicazioni emerse;

assemblee di reparto e ufficio condotte dagli stessi delegati, poi convocazione del consiglio generale di fabbrica dove, delegato per delegato, veniva portato il verbale dei risultati della díscussíone avvenuta, sintesi e scelta della , piattaforma.

Il nostro impegno in questa direzione non può ritenersi concluso. Dobbiamo infatti procedere ancora alla nomina — unitariamente — dei rappresentanti sindacali tutelati, e all'interno del consiglio di fabbrica dobbiamo eleggere un gruppo di direzione e di coordinamento.

La partecipazione che si è realizzata in questi mesi, ha permesso di individuare la struttura portante del sindacato nuovo. Lo stesso consiglio -di fabbrica, che comprende tutti i delegati eletti, la C.I., la S.S.A., già esprime l'organismo di base del sindacato nuovo e unitario, il quale sia lo strumento del potere di contrattazione, di gestione della lotta,' che si confronta continuamente con tutti i lavoratori.

Con la conquista di questi strumenti — delegati, Assemblea, contrattazione permanente — si evidenzia già da adesso che i tradizionali metodi di direzione sono cambiati facendo fare un salto di qualità nel condurre avanti i nostri interessi. Si tratta di

rafforzare questi strumenti, qualificarli, formarli, sapendo anche che non sono cose facili da costruire.

'E' certo però che questo processo deve investire automaticamente tutte le strutture sindacali, in modo che da questa base si percorra la strada giusta per la costruzione di un sindacato di classe.

PROPOSTE PER UN GIORNALE UNITARIO DI FABBRICA

Dopo l'elezione dei delegati di reparto e la costituzione del Consiglio unitario di fabbrica si pone concretamente il problema che questo nostro giornale venga sostituito da un nuovo giornale a carattere unitario gestito da una redaziòne nominata dal Consiglio di fabbrica; ciò rappresenta una fusione d'idee e non più opinioni separate delle varie organizzazioni sindacali. Questo sarà il primo passo verso quell'unità di cui si è tanto sentito parlare, ma che non è stata fino ad ora attuata.

Questa unità, che è sentita dalla grande massa dei lavoratori, troverà finalmente il proprio pensiero sulle pagine del nuovo giornale, che ancora una volta confermerà la volontà dei lavoratori per il raggiungimento di quegli ideali che ci hanno tenuto uniti nell'« autunno caldo », che ci ha visti compatti lottare per le rivendcazioni contrattuali e che attualmente ci vede schierati nella conquista delle riforme sociali dalle quali gli operai si attendono un mutamento radicale della situazione in cui si trova la classe operaia.

Il novo giornale unitario dovrà rispecchiare il fermo proposito di tutti noi verso l'unità su tutti i fronti, per un domani migliore.

Analizzando i sette anni di vita di questa edizione, non vorrei cadere in presunzioni, ma esso ha raccolto la voce di tutti gli operai iscritti e non iscritti alla FIOM, anche se talvolta erano in contrasto con la nostra linea. Perciò io credo che il nuovo giornaletto unitario debba avere ancora le stesse caratteristiche, quelle cioè di t4-1 giornale di discussione, aperto al contributo di tutti i lavoratori.

Le lavoratrici e i lavoratori della'E. Marelli devono vedere nel giernaletto unitario qualcosa che raccolga le loro opinioni e le diffonda a tutta la fabbrica.

Se ciò sarà un lavoro per costruire un nuovo 'avvenire nella nostra fabbrica e se le premesse fatte non cadranno nel vuoto, ciò significherà che la scelta fatta è stata giusta.

Con questo voglio dare un addio al vecchio che se ne va e formulare i miei più sinceri auguri al nuovo arrivato.

RAPELLI GIUSEPPE

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