FóNi
Bollettino della Sezione Sindacale Aziendale FIOM-CGIL E Marelli Anno IV
Dicembre 1968
Voce Sindacale
OLTRE 1300 OPERAI HANNO GIA' FIRMATO LA DELEGA PER LA FIOM
ORGANIZZATI SIAMO FORTI DIVISI SIAMO NESSUNO Siamo alla fine del 1968, le Organizzazioni sindacali aprono le nuove iscrizioni al sindacato forti di un anno di successi e di grandi esperienze sindacali. Alla E. Marelli la S.S.A. F.I.O.M. giudica il 1968 un anno di esperienze positive. Durante la primavera scorsa una grande lotta ha caratterizzato il momento rivendicativo dei sindacati. L'unità, la combattività dei lavoratori ha piegato il padrone che da diversi anni agiva con dispotismo ed arbitrio. Il contatto non veniva applicato, le leggi eluse e nella fabbrica il lavoratore si sentiva indifeso e abbandonato. La mancanza della sua unità, lo spogliava della sua unica arma per difendersi dal padrone, mentre questo continuava ad agire con la dequalificazione, con il taglio dei tempi di cottimo, con il licenziamento individuale, ecc. L'unità ritrovata dai lavoratori e dai sindacati ha scrollato di dosso una buona parte di questi problemi, dandosi così fiducia nella propria forza e nelle proprie capacità di battere il padrone. I risultati di quella lotta sono ancora in corso nella nostra fabbrica. Con gli scioperi di reparto i lavoratori intendono completare quello che è stato l'accordo del maggio. Sui risultati di queste battaglie abgiamo già più volte scritto quali sono stati i contenuti quantitativi e qualitativi, ma di uno vogliamo richiamare l'attenzione dei lavoratori tutti: la parità salariale fra uomo e donna, ha fatto giustizia di una situazione che ci sianoi, soprattutto come battuti per anni, perchè si ponesse termine ad un trattamento anticontrat-
tuale e immorale a nostro parere. Un buon lavoro è stato portato avanti sulla intesa unitaria dei tre sindacati, soprattutto a Milano dove il maggiore processo unitario scorre con facilità. Sul tesseramento al sindacato i tre Esecutivi provinciali hanno preso l'impegno di operare unitariamente verso quegli operai che sono agnostici all'iscrizione al sindacato. Oggi più che ieri, i lavoratori tutti devono capire che per risolvere ivari problemi sul tappeto, siano generali, come le pensioni, siano di categoria
di reparto, occorre essere forti e organizzati. L'assenteismo organizzativo al sindacato favorisce la politica del padrone e allontana la -possibilità di un sindacato unico. Bisogna iscriversi al sindacato, per fare maturare sempre più velocemente l'unità organica dei lavoratori. Per noi, questo processo matura prima se facciamo più forte la F.1. 0.M., ma comunque quello che è più importante è che tutti si iscrivano ad un sindacato.
segue in
Sciopero alla E. Marelli per un omicidio bianco Francesco Dilasci, l'operaio della Ercole Macelli ustionatosi orribilmente con un compagno in un incidente sul lavoro, è morto ieri notte. Un'altra tragica morte sul lavoro, un omicidio bianco come troppo spesso si verifica nei cantieri, nelle fabbriche, dove si muore durante il la, voro, si resta mutilati, ci si ammala a causa delle condizioni ambientali, dell'intensità dei ritmi, della scarsezza assenza di protezioni andinfortunistiche. .. gli opSlieeclel-e la Ercole Marelli, appresa la notizia della morte di Dilasci, si sono fermati per un'ora tri di diametro, e al momento dell'accensione delle fiamme ba preso fuoco.
in segno di lutto e di protesta; per tutta la giornata gli operai del reparto in cui lavorava. L'infortunio che doveva costare la vita a Francesco lasci era avvenuto venerdì verso le 17. Un altro operaio, Bernardino Rosa, di 42 anni, residente a Carenno in proTrincia di Bergamo, sì trova tuttora all'ospedale di Niguarda in gravissime condizioni. I due operai erano scesi all'interno di un turbogeneratore per eseguire alcuni lavori di saldatura. Sono stati avvolti dalle fiamme che si erano sviluppate probabilmente a causa di una fuga di ossigeno dai cannelli ossidrici. Il gas deve aver saturàto l'angusto ambiente, circa due me-
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