FÓM
BOLLETTINO DELLA
L'INIZIATIVA E L'IMPEGNO DELLA
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Alla ripresa, dopo le ferie, il richiamo della nostra realtà azien dale é più generale. Noi della FIOM siamo chiamati a Congresso. La nostra attività pre-congressuale ha ormai una configurazione pre cisa; essa si colloca in un momen to di vivo interesse per i lavorPtori della fabbrica e del Paese.
Tra i temi generali, il grosso pre
blema delle pensioni.
Già la FIOM-CGIL ha indetto il noto referendum, col preciso intento di raccogliere tutte le osservazio ni e di polarizzare l'attenzione dei lavoratori alfine di un'opportuna mobilitazione unitaria degli stessi, senza la quale il problema del miglioramento dell'ultima legge potrebbe rimanere una bella e pia aspirazione.
vi punti di vista circa i contenuti delle richieste, nonché sul modo di agire insieme, cosa senz'altro utile e urgente da farsi.
Altri problemi.
La "ristrutturazione" tra gli impiegati .
La questione qualifiche e C.T.P.
sulla prima: non si può indugiare oltre. Conosciamo ormai le intenzioni ed i propositi padronali: "ristrutturare" significa spostamen ti, riadattamenti dei singoli impiegati, licenziamenti. Noi della FIOM segue in 2.
Il nostro impegno é preciso e lo abbiamo dichiarato, assieme alle cose che vogliamo. Non sappiamo ancora però qual'é il punto di vista della FIM-CISL e della UILM aziendali. Al proposito, convinti di interpretare le aspirazioni e la spinta unitaria di tutti i lavoratori, proponiamo un incontro tra le tre Sezioni sindacali della E. IO, Marelli per scambiarci i rispetti-
dalla prima vogliamo una cosa precisa: il diritto di discutere e contrattare cause, fenomeni vari ed organici, prima che questi diventino scelte e fatti unilaterali ricadenti unicamente sulle spalle dei lavoratori. Una questione é però sin d'ora chiarissima: senza la mobilitazione degli impiegati non si creeranno le premesse alla opposizione della linea padronale, perciò noi proponiamo un Convegno unitario, degli impiegati e dei tecnici della E. Marelli da realizzarsi quanto prima.
Sulla seconda: stanno scadendo i termini del mandato del C.T.P., senza che questi abbiano potuto funzionare causa la politica padronale prima di tutto. La cosa, per noi, non é meramente formale. Oltre 700 richieste di passaggi contro poco più di 200 risposte positive dice quanto vi sia da fare per tali organismi. Ma il da farsi ormai non può più essere solo parole. Occorrono fatti! E i fatti sono prima di tutto un preciso e deciso impegno unitario delle tre Organizzazioni volto a far cambiare atteggiamento alla direzione della E. Marelli.
Un'ultima grossa questione
Le elezioni della prossima C.I.
cratici,.oggi prorompente dalle nuove generazioni in particolare. Perciò respingerla, come si é fatto, non serve al movimento mé tiene conto delle esperienze unitarie delle ultime lotte.
Noi della FIOM insisteremo! siamo convinti che mai cole oggi per rendere le C.I. sempre più forti, oocorrono: diversi e più stretti rapporti fra C.I. e lavoratori; Unità e rinnovamento dell'organismo ; - piena estrinsecazione della democrazia attraverso rendiconti diretti e periodici ai lavoratori: scelte - dibattiti e indirizzi da attuarsi con gli stessi attraverso il diritto dell'assemblea di fabbrica.
Questi i nostri impegni. Noi li dibatteremo per attuarli. Fin d'ora chiediamo l'appoggio dei lavoratori. Noi siamo convinti che alla fine l'unità prevarrà ed é c on questo spirito che chiediamo fin d'ora di rafforzare le posizio ni della FIOM in C.I.
La Sezione sindacale FIOM, coerente con le proprie scelte e posizioni, consapevole della spinta dei lavoratori verso nuovi rapporti più democratici ed unitari, convinta che il processo unitario deve concretizzarsi a livello di fabbrica sopratutto, aveva proposto: "un concreto passo avanti attraverso l'elezione, con una sola lista di candidati , scelta fra tutti i lavoratori stessi tramite votazioni o referendum a conclusione di un largo dibattito di massa ."
A nostro avviso la risposta dataci, anche se contiene accenni a possibili intese programmatiche, non riflette la realtà adierna. Non tiene sopratutto conto della qapiiita e della aspirazione all'unità e a diversi rapporti demo-
PROVERBIO OPERAIO
Intervistando gruppi di operai sul scot tante problema della lista unitaria, si arriva alla conclusione che lo stesso sia mol to sentito, ed è indubbio che ritengono indispensabile sia fatta, per div ,-rse ragioni. ,
1 ^ - Per diminuire l'attrito esistente tutto ra nelle tre correnti sindacali, portate ad una forsennata corsa alle supremazie di iscritti.
2^ - Per eliminare le diversità nelle programmazioni delle piattaforme rivendicative, più che altro per idee politi che diverse.
Nello stesso tempo invitiamo i componenti della C.I. in caso si arrivi alla sospirata lista Unitaria che si faccia nel vero senso della parola un'azione di forza comune nel la lotta contro la classe padronale.
FACHERIS GIANCARLO
S. S. F. I. 0.4NI. •
Quando al mattino esulta il « Corriere » tempi più corti e buste leggere.
P er me l'idea lanciata dalla FIOM sulla lista unica è estremamente positiva perchè :
1^ - E' il primo passo per una vera unità sindacale organica.
2^ - Se collegata al referendum è un segno di vera democrazia di base inquan tochè ogni settore della fabbrica può indicare l'elemento o gli elementi che possono veramente portare avanti i problemi dei lavoratori.
Sk/lbra parò che altre Organizzazioni Sindacali non siano d'accordo, noi vorrem m o conoscere e molto chiaramente questi motivi politico - sindacali ai quali si aggrappano, e li vorremmo conoscere per poterli discutere insieme e se possibile risolverli assieme.
La proposta della FIM-CISL per la ric- -,r ca unitaria dei problemi dei lavoratori noi la vogliamo accogliere, però la FIM ci deve dire quando noi come FIOM non abbiamo cercato la collaborazione degli altri sindacati.
La F1OM si è sempre adoperata per la ri cerca e per la solu .7.1one dei problemi noi taria -nente.
Quind. SI alla lista unitaria, SI alla demo craTia bas: pr3d9:*1 dalia FIOM. •
MARTIN Lino - SSA - FIOM
Nellultimo numero del nostro bollettino abbiamo scritto sul dibattito vsoltosi al Cons. Naz. Econ. del Lavoro sulla riforma tributaria proposta dall'ex ministro Preti e delle posizioni contrarie, assunta dalla CGIL, su certi punti della riforma oltre che delle proposte fatte dalla CGIL per attuare una sana e democratica riforma tributaria che accolga le dipsosizioni dettate dalla Costituzione.
La battaglia non è ancora finita perchè se ne dovrà occupare, prossimamente, il Parlamento.
Concretamente, la CGIL, sostiene quanto abbiamo chiesto noi metallurgici milanesi inviando al Parlamento una proposta di legge per modificare la legge sulla tassazione sulla busta paga, accompagnata da una petizione lanciata dalla FIOM, FIM e UILM milanesi.
La CGIL chiede per i lavoratori: una quota esente di L. 1 milione 40.000 annue, maggiorate di L. 100.000 per ogni membro della famiglia a carico e di
SABATO 28
L. 200.000 per i figli in età scolastica, per i membri della famiglia in età di lavoro ma disoccupati, nonchè gli inabili. Inoltre, fino a 3 milioni annui la aliquota fiscale dovrà essere ridotta della metà. Nel conteggio dei 3 milioni sopraddetti devono intendersi al lordo, il netto si otterrà sottraendo dal reddito lordo il minimo vitale calcolato dall'ISTAT per la famiglia tipo, ragguagliato al numero dei membri della famiglia:
Come è noto le disposizioni attualmente in vigore risalgono al 1947 e da allora la tassazione sulla busta paga è continuamente aumentata. Ciò che occorre è una riforma, cioè una modifica sostanziale dei criteri coi quali lo Stato tassa i cittadini. Togliere il segreto bancario e tassare i profitti padronali, colpire le evasioni fiscali è la strada indicata nelle proposte della CGIL.
Queste misure sollecitate dalla CGIL non corrispondono solo al desiderio dei lavoratori di pagare meno tasse, ma accogliendo questa legittima richiesta indica-
SETTEMBRE ore 9
CONGRESSO della
Sezione Sindacale Aziendale
FIOM della E. Marelli
C.d.L. - Sesto S. Giovanni
Via Villa 6
Nei prossimi giorni:
REFERENDUM SU:
PROBLEMI AZIENDALI
SCELTA DEI CANDIDATI PER LA C.I.
no la via per superare un ingiusto sistema che vede i salari paragonati a RICCHEZZE e chi veramente possiede la ricchezza gratificato.
Il nostro paese che ha fra i suoi "records" i salari più bassi, i costi di lavoro più bassi, i consumi di massa più bassi ha bisogno di misure tali che salvaguardino i salari permettendo un più alto potere d'acquisto per elevare il livello di vita della maggioranza della popolazione.
Perseguendo per l'attuale via si continuerà a dividere il paese. in due parti, chi laVora, paga le tasse e chi consuma. E siccome ci è stato detto che la nostra è l'epoca della « Civiltà dei consumi » anche i lavoratori vogliono un poco di civiltà.
E' augurabile che la posizione della CGIL possa incontrare il sostegno delle altre centrali sindacali CISL e UIL, in modo che tutti assieme si riesca a cambiare la situazione.
E' in corso la grande consultazione fra tutti i lavoratori per la riforma del pensionamento indetta dalla C.G.I.L. sulla base di un documento contenente delle proposte approntate dalla stessa C.G.I.L.
Le proposte non sono pertanto definitive ma offrono una base di discussione sulla quale i lavoratori sono chiamati ad esprimere la loro opinione, fare delle proposte, modifiche e aggiunte.
Siamo convinti che l'attuale legge sulle pensioni non è buona, e che occorre conquistarne un'altra. Questa consultazione indetta dalla C.G.I.L. ha lo scopo di raccogliere le idee per elaborare un nuovo testo di legge da presentare al Governo.
E' a questo punto che sorgeranno delle difficoltà e, dato gli indirizzi del Governo attuale, non c'è da sperare su una rapida approvazione e trasformazione in legge. Sarà necessaria una vasta mobilitazione di tutti i lavoratori, fin da oggi partecipando in massa alla consultazione si lavora per un rapido riconoscimento dei nostri diritti.
Le proposte-base della C.G.I.L. si articolano in• varie parti. La prima comprende i problemi relativi alle vecchie pensioni (quelle liquidate prima del 30 aprile 1968) per le quali si propose un aumento; la consultazione deciderà la quantità e le modalità.
Per le nuove pensioni da istituire dal 1" gennaio 1969, si propone di collegare la pensione alla retribuzione e per una anzianità di contribuzione di 40 anni, la C.G.I.L., propone sia il 75% delle retribuzioni dal 1.1.69 e 1'80% dal 1.1.70.
Minimi di pensione: la C.G.I.L. propone che sia pari al 30% della retribuzione con 15 anni di contribuzione.
Rapporto fra pensione e retribuzione, la C.G.R. propone che la pensione sia calcolata sulla retribuzione di 156 settimane comprese nell'ultimo quindicennio. A questa proposta abbina il fatto che è necessaria una rivaluzione delle retribuzioni, per aggiornarle alle paghe in corso.
Pensione di vecchiaia: si propone 60 anni per uomni e 55 per dqnne.
Pensione anticipata: per i lavoratori addetti a lavori pesanti e nocivi.
Dopo aver proposto la scala mobile per le pensioni, che le colleghi all'aumento del costo della vita e delle necessità, la C.G.I.L., passa a formulare delle proposte sul finanziamento dell'INPS e indica delle soluzioni che partono dalla realizzazione della riforma dei tributi, per fare in modo che il peso sociale di questo istituto non gravi solo sui lavoratori ma venga accolto il principio che essendo la pensione parte del reddito, questo debba essere distribuito in modo da aumentare la parte destinata ai lavoratori.
Gestion3: è questa una parte importante del documento, nel quale si indica come i lavoratori hanno diritto a gestire i propri fondi, accantonati sui loro salari, e accenna al modo come devono essere gestito l'I..P.S.
Riassumendo, il documento, tocca i punti pnrincipali riguardanti il miglioramento delle pensioni e la gestione sindacale dell'INPS. La soluzione di questi due problemi non è superabile nel tempo. Occorre subito aumentare le pensioni perchè sono inique e occorre mettere ordine se non si vuole che con i Itempo ci si trovi davanti a delle sorprese, e perchè è
giusto considerare le migliorie oggi proposte come un minimo. un anticipo di ciò che secondo noí deve essere un vero e corretto sistema di pensionamento.
Tutto ciò deve finire. Devono essere i lavoratori a gestire i propri soldi e non altri. E' tempo che si finisca col mettere i redditi dei lavoratori fra i primi ad essere sacrificati e gli ultimi ad essere ricordati. La gestione dell'IPS da parte dei Sindacati deve dare la sicurezza che i soldi delle pensioni vadano ai pensionati. Può darsi che anche questo non sia sufficiente ad assicurare delle giuste pensioni a tutti, ed è per questo che non abbiamo aspettato • il poi » per porre la questione, ma occorre che i redditi di chi ha lavoratori per tutta la vita siano assicurati dallo Stato, dalla Società, attuando la proposta riforma tributaria per far pagare chi ha la possibilità di pagare.
E' dunque ora di porre fine allo scempio della riccchezza prodotta dal lavoro e che si faccia progredire il paese e le condizioni di chi lavora.
PER LE PENSIONI:
C.G.I.L., C.I.S.L., U.I.L. SOLLECITANO L'INCONTRO CON IL GOVERNO
Il 5 settembre scorso le Segreterie Nazionali della CGIL, CISL e UIL hanno nuovamente sollecitato il Governo a fissare l'incontro con le Confederazioni Sindacali per riaprire le trattative in merito alla riforma del sistema pensionistico e per 1' aumento delle pensioni.
Le tre Organizzazioni Sindacali avevano già richiesto 1' incontro nello scorso mese di luglio.
•
L a S. S. A. FIOM della nostra fabbrica, lanciando la proposta della lista unica per la C. I. , io credo che abbia voluto interpretare la volontà dei lavoratori di andare avanti sulla via dell'unità organica.
Ai lavoratori della nostra fabbrica non è sicuramente nuova questa proposta da par te della FIOM, la denominazione della nostra lista per la C. I. porta il nome di unità sindacale, testimonianza della nostra coerenza sulla ricerca della unità dei lavoratori.
L a proposta della S. S. A. rappresenta un ulteriore passo avanti per i lavoratori, perchè cala in una realtà che per gli atti registrati in questi ultimi anni hanno dimo strato che è maturo questo passo.
La lotta unitaria, la elaborazione della piattaforma, l'applicazione degli accordi, hanno rappresentato un momento di alto grado di unitarietà.
Se vogliamo consolidare questa unità occor re con coraggio andare oltre gli schemi tradizionali, rafforzare la fiducia dei lavoratori nelle loro capacità a risolvere i loro problemi.
Sicuramente per realizzare questi obietti vi si devono superare le diffidenze che an cora dividono le varie correnti sindacali.
Al riguardo sarà opportuno stabilire dei rapporti ché garantiscano i legittimi interessi dei vari gruppi su confronti democratici.
Ma questi problemi si ati -ronteranno quan do le correnti sindacali saranno d'accordo di avviare un discorso di questo tipo, per ora siamo solo alla polemica, se il proble ma è maturo e no. Superato questo momento credo che sarà più facile trovare l'intesa se ci anima gli interessi dei lavoratori.
L a FIM-CISL della fabbrica rispondendo con un volantino alla proposta FIOM, si dichiarava contraria, perehè considera ancora non maturo questo passo versa l'unità organica delle organizzazioni dei lavoratori, pensando di tutelare meglio gli interessi dei lavoratori operando còn forme organizzative tradizionali.
Diventa ovvio che noi della FIOM non condividiamo questa tesi della FIM-CISL per chè la consideriamo in contradizione con il loro comportamento al riguardo dei pro blemi che abbiamo affrontato in questo ul timo anno, tuttavia registriamo un tono pacato nella loro risposta, indice di una volontà a continuare il discorso su questo problema.
Siamo a poche settimane dalle elezioni del la C. I. per non apparire strumentali è mio parere che una possibilità di incontro esistecon la FIM-CISL e UILM aziendale quan do questa afferma di essere d'accordo; di presentare programmi unitari, per un impegno comune a portare avanti i problemi di C. I..
Questo è già un fatto importante, se cominciassimo a stabilire un contatto più democratico coi lavoratori utilizzando quel diritto che la C. I. non ha mai utilizza to per la mancanza di una richiesta unitaria alla direzione, come quello di parlare in mensa ai lavoratori.
Potrebbe essere già un passo avanti per capirci meglio e per superare certe incom prensioni che si generano fra i lavoratori e C.I..
Di fronte a noi vi sono grossi problemi ancora, come, le qualifiche che devono es sere applicate a norma del contratto, portare avanti le contestazioni alle risposte negative della direzione in merito alla interpretazione contrattuale, applicare e fa re funzionare il C. T. P. .
Cito solo questi problemi per brevità di spazio, ma ritengo già importante stabili
re un contatto permanente fra le correnti di C. I. e le sezioni sindacali aziendali, per trovare un accordo su un programma, senza dimenticare che nel frattempo si superino certe diffidenze e si trovi la forza di fare una lista unica.
A RLA TI Giuseppe della C. I.
I LAVORATORI SI SENTONO MATURI PER IL SINDACATO UNICO.
A mio avviso oggi è possibile costruire una buona parte della " casa " unitaria.
U na prima risposta di fondo c'è, e parte delle ultime lotte vissute alla E. Marelli, le quali hanno dimostrato la sensibilità di partecipazione in massa dei lavoratori, dibattere e dirigere la lotta indistintamen te dalle opinioni o dalla tessera sindacale che gli stessi avevano in tasca.
Ma l'elemento che faceva scaturire questa maturità, che era volontà di unirsi in lotta e organizzarsi era dato dalla consapevolezza delle condizioni di essere sfrtrt tati e quindi la lotta per il lavoro, per mi gliori condizioni di vita, per la libertà e la pace, era lotta di tutti i giorni. • E' su questa base che i lavoratori solleci tano le Organizzazioni Sindacali in questo processo unitario e che io constato tutti i giorni.
C erto è che ci sono ancora purtroppo, nel le varie componenti sindacali incomprensio ni, strumentalismi, ritardi . nel valutare il nuovo che viene avanti. Bisogna dire anche che il padronato non stà fermo di fronte a questo sforzo di unità effettiva dei lavoratori e sa quanto è importante questo processo il quale lavora per 'tener lo diviso come è il caso di sospette pseudo organizzazioni, comprendenti dichiarati m Lssitti che nella nostra fabbrica lavo-
Da un pò di tempo in quà, si sente parlare , e spesso senza una conoscenza profonda del problema, del Sindacato unitario.
La funzione di un sindacato unitario é senz'altro importantissima sia nella fabbrica che nella socie tà in cui siamo costretti ad obera re, ma é pure importante sapere cosa si intende per sindacato unitario.
Noi crediamo che un movimento sindacale che si ritenga tale debba al di sopra delle idee politiche e delle tanto ventilate correnti, operare essenzialmente per la salvaguardia degli interessi dei lavo ratori tutti.
Dopo l'ultima lotta, anche alla E. Marelli, si é visto finalmente cosa può fare ottenere l'unità dei lavoratori, é quindi ora, alla luce degli ultimi avvenimenti, di pensare di presentare per l'elezione della C.I. la lista unica.
La base é senz'altro d'accordo.
(un operaio)
rano ancora per la divisione contro gli interessi dei lavoratori'.
L 'aspirazione dei lavoratori è sempre stata quella di essere uniti, di qui il mio pieno consenso alla proposta FIOM ( di cui io faccio parte ), al referendum sulla scelta dei candidati, alla lista unica per le elezioni della C. I. ( organismo che già rappresenta tutti i lavoratori corne pri m o passo all'unità sindacale.
FRIGERIO Ferdinando ( membro della C. I. )
Gli studenti universitari del movimento studentesco, che questo anno hanno lottato nelle università contro una scuola che abitua a dire sempre di sì ai superiori e che fa arrivare ai licei e all' università quasi solo i figli dei padroni, dei dirigenti, e quasi per nulla i figli dai lavoratori, degli operai, hanno deciso di prendere posizione contro le più grosse ingiustizie della scuola dell' obbligo, quella che perle-gge dovrebbe essere gratuita ed uguale per tutti.
Per questo hanno provato quest' estate a far funzionare una scuola gratuita per i figli di operai rimandati o respinti dalla scuola dell'obbligo, o che volessero ripassare il programma. La nostra scuola rimanda, respinge, seleziona, elimina invece di insegnare a tutti e far nascere l'interesse vero per lo studio. Ma i figli deí ricchi possono pagarsi professori e ripetizioni private, i figli di operai devono difendersi da soli, oppure essere eliminati. . L'iniziativa, che purtroppo per quest'anno era ancora un esperimento, è stata lanciata con la collaborazione delle organizzazioni sindacali e delle Commissioni Interne in tre zone: agli operai dell'Innocenti e della Faema a Lambrate; agli operai delle fabbriche di Sesto S. Giovanni; ag'i operai della Borletti e della CGE-ASGEN in zona Giambellino. Le aule sonó state trovate con 1' aiuto dei sindacati, e a Sesto è stata messa a disposizione uno scuola del Comune.
La scuola è iniziata verso la fine di luglio ed è continuata, con un'interruzione per le ferie di ferragosto, fino alla prima settimana di settembre. Si faceva scuole tutte le mattine, e, dove era il caso, anche al pomeriggio.
.Gli studenti si sono accorti che i ragazzi all'inizio avevano un po' paura ed erano molto timidi per il clima terroristico che di solito c'è a scuola; e hanno cercato dì creare un ambiente più umano,
in cui non si avesse paura a far domande e in cui si collaborasse con gli altri compagni per aiutarsi a vicenda a imparare. Ma questa collaborazione non era molto facile, perchè i ragazzi sono stati abituati a scuola a cercare di essere il primo ad alzare la mano, ad essere quello che sa di più degli altri, ad essere persino contenti se gli altri sbagliano. Forse gli insegnanti hanno paura che i ragazzi imparino a collaborare, temono ché venga il caos in classe: così crescono degli egoisti, degli arrivisti pronti a fregare gli altri. (Non è un caso 'che uno dei ragazzi abbia scritto in un tema: « i compagni, quelli che di solito fanno la spia e fuori gli si spacca il muso »).
Gli studenti hanno anche cercato di incoraggiare i ragazzi a scrivere quello ,che pensavano e non quello che «. si doveva » scri-' vere nei temi (che la maestra è sempre buona, brava, giusta con tutti; che il cielo è sempre azurro e i. prati pieni di fiori; che il lavoro è utile, faticoso, ma bello); era strano vedere come ragazzi vivaci e pieni di idee scrivessero dei temi tutti uguali e senza dire niente: evidentemente a scuola si finisce per imparare che una cosa è pensare .e un' altra è scrivere; non si impara a scrivere quello che si pensa, ma a scrivere quello che gli insegnanti vogliono. (Per
questo gli studenti dicono che la nostra scuola è due volte di classe: perchè accetta solo i figli dei ricchi e perchè abitua a imparare e 'a dire solo quello che vogliono i padroni). I ragazzi, però si accorgono di questo. Uno ha scritto: « la scuola la voglio con un piano uguale tra professori e alunni: non perchè lui è insegnante e siede sulla cattedra deve essere il padrone. Voglio che lui ci Comprenda, e quando parliamo con lui di certe cose, se abbiamo ragione, di darcela, non di essere egoista e dire sempre che lui ha ragione quando non è vero ». Verso la fine in ogni luogo è stata fatta una riunione coi genitori dei ragazzi, per parlare sia della preparazione agli esami, sia di quelli che gli studenti avevano notato, perchè i genitori lo sapessero e se ne potesse discutere insieme. Tutti avrebbero voluto fare qualcosa; ma che cosa si può fare se non cambiare tutta la scuola e tutta la situazione da cui nasce la scuola? E' stato chiesto agli studenti dai genitori di continuare e di non piantare lì tutto dopo gli esami di settembre. In tutte le università di Milano gli studenti stanno ora discutendo e stidiando per vedere la possibilità di continuare in maniera più seria durante l'anno scolastico.
Il Comitato Direttivo della CGIL, riproponendo degli atti concreti per far procedere il processo di unificazione sindacale, ha colto un'esigenza ormai matura fra la maggioranza dei lavoratori.
Da quando tutte le confederazioni hanno accettato di lavorare assieme per l'unità indacale, molti fatti o. lo accaduti a convalidare queto orientamento.
I lavoratori hanno risposto partecipando uniti alle lotte esprimendo un rinnovato impegno verso i sindacati aumentandone gli iscritti.
Abbandonando le contrapposizioni polemiche di un tempo,
hanno espresso una nuova forza permettendo così alle lotte una conclusione più corrispondente alle attese dei lavoratori.
Durante le lotte per far accettare dalle direlioni le « carte rivendicative » aziendali nuovi passi sono stati fatti verso il sindacato unico.
Alla lotta vi hanno partecipato tutti i lavoratori, ciò è dovuto al fatto che la « democrazia sindacale ha funzionato bene, perchè le richieste sono state preparate dai lavoratori stessi; le forme di lotta sono state decise dai lavoratori; i risultati delle varie trattative sono stati esaminati dai lavoratori, esprimendo
su di esse i propri giudizi. Ogni delimitazione di « sindacato » era attenuata, tutti erano impegnati nel senso che era stato « collegialmente », tutti assieme deciso. Questo è per noi della CGIL il « fatto 5> che ci fa credere di essere giunti al momento in cui è necessario procedere verso la ricostruzione di un tale sindacato.
Abbiamo visto quanto sia pratico e relativamente facile, far l'unità sui problemi concreti a cui sono di fronte i lavoratori, a questi problemi si deve riferire il nostro impegno. Questi problemi sono l'occupazione, i salari, ecc. e anche quelli relativi all'autonomia, e, nei confro'nti dei padroni, questa autonomia si chiama « diritto » di contrattare tutti ,gli aspetti del rapporto di lavoro nelle fabbriche e di non far dipen. • dere' le scelte dell'organizzazione da orientamenti dì parte sia goveriíativa che di partito.
Le intese di base, nelle fabbriche, sono più facili, mentre più complicate si fanno al vertice. Al fine di superare certe resistenze e di dare un ulteriore contributo al proseguimento delle intese unitarie, la CGIL, ha preso delle decisioni.
Queste decisioni riguardano la questione della « incompatibilità » fra cariche sindacali e di partito. Infatti è stato deciso che nel prosSimo congresso della CGIL verrà attuata; anche per disposizione statutaria dell'organizzazione, la incompatibilità, concretizzando un orientamento già operante nella FIOM.
Pensiamo che questo fatto, oltre che sgomberare la strada all'unità, veda un • rinnovato impegno da parte delle altre organiz-. zazioni sindacali e tutte assieme si concentri l'attiiiità per realizzare oggi l'unità sindacale.
Abbiamo rivolto quattro domande ad alcuni operai, aderenti alle tre Organizzazioni sindacali FIOM, FIM e,UILM in merito alla proposta fatta sul nostro precedente bollettino per le elezioni di C.I. Per brevità di spazio riportiamo le domande e tutte le risposte rilascia teci dai lavoratori, per ognuna di esse. Anche se sono tutte firmate e indicanti il sindacato di appartenenza, per ovvie ragioni riteniamo opportuno non pubblicare i nomi ma solo le risposte.
Domanda:
Cosa ne pensi della proposta fatta dalla FIOM per eleggere la Commissio ne Interna con lista unica?
Risposte:
10 - Penso che vada bene
2° - E' giusto e democratico
3° - Sono d'accordo per un sindacato unico.
4° Va bene.
5° - E' una proposta sensata, é quello che vogliamo noi operai.
6° - Si
7° - Trovo che sia giusta una lista unica.
8° - Sì perché sarebbe l'inizio di un'unione sindacale apolitica
9 - Lista unica perché si ritiene che in questo momento responsabilizza ogni membro di C.I.
Domanda:
Pensi che sia giusto scegliere i candidati con referendum dei lavoratori?
Risposte:
1° - Si
2° — Giustissimo
3° - Trovo giusto l'elezione dei candidati attraverso il referendum.
40
5 °
6°
7° 90
Si Si Si
•
Se é possibile penso che sia. l'unico modo per conoscere più a fondo gli eletti
- Sì, perché si rende cOnsapevole l'operaio della sua scelta dei candidati.
- Sì per fiducia, inoltre é l'unico sistema democratico.
Domanda:
Quali pensi siano i problemi che vanno affrontati?
Risposte:
1° - Qualifiche e
2° - Qualifiche -
3 ° - Qualifiche -
cottimi mensa - cottimi cottimo -
orario lavorativo.
4° - Miglioramento condizione operaia.
5° - Tutti quelli che riguardano noi operai.
6° - Cottimi - qualifiche
70 - Cottimi - disciplina e mensa
8° - 1° -I1 Comitato Paritetico —
2° - 'Riduzione orario ; 90 - Mensa, Comitato Tenico Paritetico, quattordicesima, pre mio produzione, riduzione di orario.
Domanda:
Come pensi che la C.I. possa miglio rare la sua attività?
Risposte:
1° - Recepire di più voleri dei lavoratori con un costante contate ;
2° - includere membri di C.I. gio— vani che siano capaci di risolvere i problemi degli ope— rai ;
3° — tenere informati gli operai
più spesso;
4° Venendo a contatto con l'operaio• mediante riunioni private;
5° - Essere più presenti con gli operai.
60 - Ringiovanendo la Commissione stessa;
70 - Pagando il contributo sindacale
Ci scrive un gruppo di operai addetti alla verniciatura:
- Nel settore cadmiatura-verniciatura l'ambiente é inadeguato, basso, senza aereazione, con insufficienti aspiratori.
- Si eseguono lavori pesanti senza nemmeno una gru; le cappe di aspirazione sono insufficien a contenere apparecchi di una certa grandezza, il che comporta spruzzi di vernice nell'ambiente che viene così respirata da tutti i lavoratori che operano sul posto.
Le vernici usate sono a base di toluolo, benzolo, xiluolo, le cui caratteristiche di tossicità sono ben note; altre vernici emanano odore nauseante.
- Le cappe di aspirazione sono insufficienti ad assorbire sia l'odore, sia la vernice stessa con l'evidente conseguenza di un notevole disagio e danno fisico per tutti i lavoratori che sono costretti a respirarla.
La FIOM, così come ha già fatto la C.I. fa proprie le conseguenti rivendicazioni che gli operai di questo reparto vogliono rapidamente risolte, anche con la lotta, se necessario.
Peraltro la FIOM fa presente che in materia di nocività, altri reparti e altre lavorazioni devono essere messi in evidenza se si vuole sviluppare una efficace azione che tuteli veramente la salute e l'integrità fisi ca dei lavoratori.
Mentre invitiamo tutti i lavoratori interessati a denunciare con forza, an che con lo sciopero, condizioni di lavoro non compatibili con la loro salute, rivolgiamo un invito alle altre organizzazioni sindacali per un esame unitario del problema al fine di elaborare una linea comune di intervento che costringa finalmente la ditta ad assumere tutti quei provvedimenti necessari a garantire la salute dei lavoratori.
Per quanto riguarda i problemi di reparto sono molti, ma il più impor tante é quello dell'incolumità degli operai. Nel reparto fabbri 4 G 2 si supera ogni limite di sicurezza, nel ristretto spazio di pochi metri lavorano 7 - 8 operai, alle volte anche di più, con conseguenze immaginabili, gli. infortuni agli occhi sono frequenti, il pericolo di prendersi qualcosa in testa altrettanto.
Facendo un esempio, gli operai che costruiscono le chiocciole si ritrovano ad operare circondati dalle stesse (per mancanza di posto; al punto che non hanno di che girarsi.
Dal 3 B 3 - Sez. Aerotecnica, riceviamo e pubblichiamo questa lettera.
Da un pò di tempo a questa parte i ca pi del nostro reparto sono in uno strano fermento, ma particolarmente agitato è uno solo. Agitato, forse è dire poco, MARATONETA sarebbe più esatto, infat ti costui dalla mattina alla sera si I I allena percorrendo il reparto per il lungo
e per il largo, di traverso e.di sghimbescio, una infinità di volte apparentemente senza motivo.
Solo APPARENTEMENTE perchè si ferma dietro ai bancali, alle casse in costruzione, dietro ai pilastri per spiare, o anche più sfacciatamente in mezzo alla corsia solo quando vede qualche operaio fermo o per mangiare o per fumarsi la si garetta, o anche perchè nò, solo per ripo sarsi, pretendendo di impressionare, in timidire il lavoratore, col tacito invito a. riprendere immediatamente il lavoro; V i sembra giusto questo ?
Evidentemente NO !
Forse che siamo tornati ai tempi in cui si controllava l'operaio anche nei gabi netti ? Quelli della paura sono tempi passa tí da tanti anni e siamo ben sicuri che non torneranno.
Ma è mai possibile che cgtstui non abbia un briciolo di dignità e di pudore e non si vergogni di agire in questo modo ?
Non si rende conto che gli operai non sono macchine a produzione continua, ma sono bensì uomini con tanto di carattere e personalità quindi esseri sensibili che hanno diritto, diciamo DIRITTO, ad una pausa, un panino, una sigaretta, ad un diversivo ?
Ma come si può pensare che si lavori dalla mattina alla sera senza mai alzare la testa ed essere trattati in questo modo ?
Strumenti come questi " capetti " i pa droni re cercano tutti i giorni per usarli contro i lavoratori.
Che razza di uomini sono costoro com preso colui di cui stiamo parlando ?
Ed allora quando gli amici, se ne ha, gli chiedono che lavoro fà, cosa risponde, forse che fà il capo, ma il capo di che
Il capo - guardia ? Come fanno a veri dorsi così vergognosamente ?
Si ricordino tutti questi signori che i lazzaroni, i fannulloni, i delinquenti non vengono in fabbrica a lavorare, ma sono fuori di qui, sono in qualunque altro posto m a non qui.
D a tempo ormai in azienda si verificano cose che noi giudichiamo quanto meno pa radossali; ci riferiamo a quei capetti di recente nomina che forti della loro carica, si destreggiano, quasi in gara uno contro l'altro, per rendere sempre più dura la vita agli operai durante lo svolgimento del le loro mansioni nell'ambito della fabbrica.
FORSE PER QUESTA GARA VI E' IN PALIO QUALCHE MEDAGLIA ( visto che siamo in periodo di olimpiadi ).
Infatti nessuna occasione ( discriminazioni, taglio arbitrario dei tempi, romanzine fuori luogo, provvedimenti ingiusti ) viene lasciata perdere.
Ma forse dimenticano che fino a poco tem po fà anche loro erano nelle nostre stessecondizioni, o lo ricordano troppo bene e perciò vogliono scaricare il peso delle umiliazioni subite su chi è quasi nell'impos sibilità di difendersi.
Essi forse non sanno che se sgarrassero anche di poco, la ditta non esiterebbe a ri filare loro la classica pedata nel fondo dei calzoni, e che in tal caso non troverebbero quell'aiuto sempre pronto e deciso da parte dei lavoratori.
L a loro ambizione di fare tutto ( dall'assistente, al tempista disonesto, all'aguzzino ) poteva funzionare cento anni fà e non in tempi moderni come quelli che cor rono.
P erciò un ammonimento: attenti a quello che fate " capetti tutto fare " perchè le rea zioni dei lavoratori sanno essere dure anche con chi, in un non lontano ieri, faceva parte di loro.