Skip to main content

FIOM Voce19

Page 1

Aziendale

Stipplemento de" Il Metallurgico

Armo ID - L9lio 4969 - n.3

e.maretti

Dopo un anno di lotte il Congresso

All'indomani del nostre ultimo lire 29 orarie congresso il problema per la- nostra » 5.800 mensili S.S.A. era quello del come tradurre » 75.800 annue

in pratica le decisioni da esso scaturite. Assumemmo allora come linea: piena applicazione contrattuale; portare avanti l'azione articolata aziendale col preciso intento di fare nuove conquiste salariali e normative.

Supporti di questi nostri intenti erano: una 'chiara piattaforma rivendicativa aziendale; la lotta; la unità dei lavoratori e delle Organizzazioni Sindacali.

Per parecchio tempo abbiamo insistito, da soli, per arrivare a tradurre in movimento unitario quelle che erano dei buoni e giusti propositi. Oggi possiamo non solo dire dì esserci riusciti, ma andarne orgogliosi dei successi conseguiti.

I RISULTATI PARLANO CHIARO

Sul piano salariale, col primo accordo generale gli operai hanno conquistato:

lire 17,50 orarie (premio e cottimo)

3.500 mensili

» 45.500 annue

Con la successiva lotta del reparto Quadri, gli operai del 2 Q 2 conquistano, complessivamente, tra il primo e il secondo accordo:

lire 28,50 orarie (circa)

5.600 mensili

72.800 annue

Così per i magazzinieri, dispensieri, carellisti, ecc.

Tra il primo e il recente accordo complessivamente le loro paghe aumentano di:

Importante poi il successo ottenuto per le operaie che rappresenta un ulteriore significativo passo sul pia- 3° no della parità salariale. Gli aumenti conseguiti (tra premio e cottimo) sono i seguenti:

(per la 3 categoria cottimista) lire 36 orarie, 7.200 mensili 93.600 annue

QUALIFICHE

A tutt'oggi i passaggi positivi sono circa 180, che oltre al giusto riconoscimento contrattuale il fatto si traduce in un ulteriore aumento salariale. Ciò non significa sottovalutare l'atteggiamento della direzione che cerca di eludere le numerose richieste presentate.

LE ESPERIENZE E GLI INSEGNAMENTI DELLE, ULTIME LOTTE.

Molto' si potrebbe dire, ci limitiamo a sottolineare tre fatti molto importanti:

1° - La lotta dei lavoratori quale elemento determinante e decisivo. Ancora una volta è dimostrato che a poco servono "tatticismi", le "verifiche" permanenti, i tentennamenti inutili; le lunghe estenuanti trattative. Ciò che decide è sempre la lotta!

2° - L'unità dei lavoratori è si un elemento indispensabile, ma anche questa non è mai un mito. Essa è effettiva e solida quando lo é

tra i lavoratori, alla base, prima, di tutto,. Oggi inoltre si "impongono" nuovi e più unitari rapporti, in modo permanente, tra le S.S.A.

- Il rapporto masse - sindacati. La ultima esperienza dimostra quale forza assume il movimento quando c'è un rapporto diretto fra Sindacati e lavoratori. La democrazia non è mai un fatto formale. Il problema oggi è però quello di trasformare questo tipo di rapporto da "contingente (cioè durante le lotte) in elemento, permanente della vita dell'organizzazione.

PROSPETTIVE

Il congresso dovrà discutere non solo dell'esperienze trascorse, ma necessariamente delle prospettive dell'azione futura.

Sono già all'ordine temi che certamente ci impegnerane a fondo. Questi sono:

Il nuovo contratto

La battaglia per il miglioramento dell'iniqua legge sulle pensioni

Le elezioni della proSsima Commissione Interna, che vogliamo tradurre in un fatto di rinnovamento, democrazia e unità sindacale.

funzionamento dei C.T.P., conclusione della questie.ne F.A.L.; mensa, Comitati antifortunistici e nocività

rafforzamento delle strutture organizzative del sindacato, potenziamento delle S.S.A.; avanzamento dei nuovi quadri giovani emersi nell'ultima lotta segue in ultirnA

La FIOM propone di andare avanti verso la costruzione di un sindacato unico

Un dibattito aperto a tutti i lavoratori per giungere alle elezioni, della Commissione Interna con una sola lista e con candidati scelti con referendum da tutti i lavoratori.

L'ultima lotta, da poco conclusa, è servita anche per dimostrare a tutti noi che quando siamo uniti siamo una grande forza e da ciò la conclusione che l'unità è un bene da pregervare permanentemente.

Basta rileggere i titoli del nostro giornale, pubblicati in altre pagine di questo numero, per poter misurare le difficoltà provocate dalla mancata unità fra i sindacati, e che hanno portato ad un ritardo nell'avanzare le richieste; che ha dato fiato al padrone a resistere; ad un ritardo nell'inizio della lotta e quindi alla sua conclusione e al godimento dei benefici conquistati.

Ciò che questa ultima lotta ci" ha insegnato è che esiste una volontà unitaria, che non ci sorprende, ma che vogliamo cogliere per far proseguire il processo unitario in atto verso le sue logiche conclusioni.

Per la FIOM non bisogna perdere un giorno, nè un'ora, nè una occasione della costruzione del Sindacato Unico.

Da oggi sottoponiamo al dibattitodi tutti i lavoratori la proposta di fare delle prossime elezioni, che si terranno dopo le ferie, l'occasione per far fare dell'unità sin_ dacale un concreto passo avanti attraverso l'elezione, con una Sola lista di candidati, scelti fra tutti i lavoratori dai lavoratori stessi tramite votazioni o referendum a Conclusione di un largo dibattito di massa.

Riteniamo ciò necessario, utile, realizzabile e su questa proposta chiamiamo tutti, lavoratori, operai, impieg;ti e organizzazioni sindacali ad esprimere la propria opinione.

Noi andiamo a questo dibattito con fiducia, convinti che la nostra proposta sarà accolta dai lavoratori.

Un primo importante risultato sarebbe quello che questa idea fosse accolta positìvamaente anche dalle altre organizzazioni sindacali, per affrontare assieme, con la massima libertà di opinioni e di scelte, un dialogo.

E' tempo che ulteriori fatti nuovi si mettano sulla via dell'unità sindacale e che questa unità proClamata da tutte le parti trovi il momento di esprimersi in atti concreti.

La lista unica per le elezioni delle Commissioni Interne non è da noi vista come il frutto del momento, un fatto transitorio senza seguito, ma una tappa del processò che si concluderà-Con" la' rig

costituzione di un solo sindacato per tutti i lavoratori.

Chi sarà sconfitto dall'unità dei lavoratori e del Sindacato Unico, lo sappiamo tutti, sarà solo il padronato e le forze che formano la sua « corte ».

L'unità da noi sollecitata discende dal bisogno di solidarietà, di fratellanza fra tutti i lavoratori; dalla necessità di disporre della forza necessaria per resistere, lottare e vincere le necessarie lotte quotidiane per 'il lavoro, la pace, il progresso.

PARTECIPATE AL DIBATTITO INVIATECI LE VOSTRE OPINIONI.,,SCRITTI, CHE NOI PUBBLICHEREMO.

LA TRAP POLA

COSA SI

NASCONDE DIETRO

" L' ACCORDO QUADRO„

E LE "REGOLE DI COMPORTAMENTO,,SUGGERITE

DAL PADRONATO?

Oggi si riprende a parlare di « accordo quadro », di « regole di comportamento » e di « politica dei redditi » e altro, tanti modi per dire la stessa cosa.

COSA

SI INTENDE PER ACCORDO OUADRO1

Per accordo quadro si intende proprio un quadrato politico » entro il quale rinchiudere l'attività dei lavoratori e dei sindacati.

CHI E' 'CHE VUOLE

L' ACCORDO QUADRO ?

E' il padronato che sta conducendo un'arione fra le Confederazioni sindacali per indurle ad accettarlo.

Obiettivo principale di tale manovra è la »erta dei sindacati e il diritto di sciopero. Non che nell'accordo quadro sia previsto il divieto di scioperare, ma il ricorso all'azione sindacale — unico modo per far valere le nostre ragioni — è condizionato all'esaurimento di una lunga trafila burocratica di trattative « obbligatorie » ai vari livelli.

L'accordo quadro prevede che fra un rinnovo contrattuale e l'altro nessuna richiesta deve essere avanzata dai lavoratori. Inoltre se nelle fabbriche sorgessero delle vertenze sui cottimi, qualifiche, orario, ecc., queste vertenze devono seguire un itinerario di contrattazione (fino alla trattativa nazionale) e una volta esaurita tutta la trafila, i lavoratori « evrebbero » — solo allora — 'anche il diritto di protestare.

COME FUNZIONA

Facciamo un esempio calzante con la situazione odierna: in una fabbrica, in seguito alla introduzione di nuove tecniche produttive, alla modifica degli impianti, a nuovi macchinari, ecc. cambiano le condizioni di lavoro e la direzione ne approfitta per tagliare i cottimi, declassare, licenziare, seguendo le correnti abitudini.

Ebbene, secondo l'accordo quadro i lavoratori non potrebbero-neanche protestare, ma limitarsi a reclamare con il sindacato, ed avviare tramite questo fa richiesta alla Confin' dustria, che a sua volta sì informa cosa succede presso la direzione aziendale, dopo provvede a rispondere al sindacato, e dopo la risposta si dà inizio alla trattativa; la trattativa si svolge prima in fabbrica, poi alla Associazione territoriale del padronato e poi alla fine anche a Roma. Se dopo tutto ciò i lavoratori non hanno ottenuto soddisfazione, solo allora sono « autorizzati » a protestare. Intanto, è facile capire cosa &recede nelle fabbriche, dove il padronato ha le mani libere di fare e disfare.

In pratica, se oggi le direzioni aziendali impiegano anche 4 mesi per scrivere una risposta ai sindacati, possiamo ben immaginare cosa succederebbe domani con l'accordo quadro dove le lungaggini sona codificate.

MILANO: - -

PERCHE' LA CONFINDUSTRIA INSISTE PER L'ACCORDO QUADRO?

Perchè le lotte articolate aziendali in corso, volte a conquistare un più ampio diritto di contrattazione sindacale contrastano con i piani padronali di ristrutturazione della nostra industria a spese dei lavoratori.

Il padronato vuole essere libero di -fare ciò che vuole nelle fabbriche. In sostanza, men. tre vorrebbe negare ai. sindacati il diritto di fare politica aziendale, vuole riservare tale Oivilegio tutto per sè.

Questo limite alla iniziativa del sindacato ha un fine altrettanto preciso: bloccare i salari, cioè ottenere sempre maggiori utili senza cA rp -nulla ai lavoratori.

COSA SIGNIFICA CEP.1RALIZZAZIONE DELLA TRATTATIVA?

Significa che vi sarà una sola contrattazione sindacale non salo all'atto del rinnovo del contratto, ma per tutte le controversie che sorgessero nelle fabbriche.

Questo è esattamente il contrario del metodo democratico di risolvere i problemi del nostro tempo.

Se fosse già operante l'accordo quadro i lavoratori dell'Alfa Romeo, Autobianchi, Siemens, Breda, FIAT, non avrebbero potuto ottenere, in questi giorni, dei vantaggiosi accordi sindacali aziendali, ma bensì avrebbero dovuto stare fermi e buoni in attesa, senza reagire ai piani direzionali.

E' evidente, che se si toglie ai lavoratori il diritto di difendersi e difendere fa loro condizione nelle fabbriche, e ai sindacati si toglie il dovere di organizzare le azioni necessarie, ciò equivale alla instaurazione di una regola che vuole i lavoratori succubi dell'ini-

ziativa padronale e la trasformazione dei sindacati, da rappresentanti dei lavoratori in gestori della « pace sindacale », in cinghie di trasmissione degli ordini di chi comanda nelle fabbriche.

Questo non è apertamente confessato dai padroni, ma è spiegato come corrispondente a delle categoriche necessità della situazione economica, alla concorrenza, alla riduzione dei costi, e altro.

Non mancano coloro che sostengono che essendo la nostra una economia programmata, tutti i fattori della produzione devono essere concertati fra loro; conclusione:

occorre bloccare í salari e portare i sindacati nella « stanza dei bottoni » e affidare loro il compito di cani da guardia dei lavoratori.

Ed è a questo punto che appare evidente il fine della politica padronale, che ha scelto la linea dell'accordo quadro per realizzarsi.

Vi è in questo disegno un nostalgico ricordo della situazione 'creata dal regime fascista

con la « Camera delle Corporazioni » e i « fiduciari » sindacali di fabbrica nominati dalle direzioni.

La vivacità con la quale si sostengono oggi le battaglie aziendali deve aver impressionato non poco gli industriali, i quali hanno ben presente le caratteristiche unitarie di queste lotte. Cresce un potere sindacale nuovo, unitario, il quale ha davanti a sè delle scadenze importanti.

UN DIBATTITO

Molti sono gli aspetti che meritano di essere discussi e tenuti presenti, sarà compito del dihlttito in corso portarli all'attenzione dei lavoratori.

LA POSIZIONE DEI eINDACATI

Questo « accordo quadro » va nel senso opposto delle esigenze attuali dei sindacati. Da questo fatto la C.G.I.L. ha tratto la conclusione. di opporsi e di sollecitare la Confindustria alla trattativa per definire una nuova regolamentazione della gestione del collocamento, dei fondi assistenziali, della formazione professionale, ecc.

LA C.I.S.L. e U.I.L.

Le Confederazioni della C.I.S.L. e U.E.L. hanno invece espresso, da tempo, parere favorevole alla stiPulazione di un « accordo quadro » ed in tal senso hanno sollecitato l'avvio di trattativa alla confindustria.

Cosa si propongano queste federazioni, è difficile spiegare, dal momento che alcuni importanti sindacati di categoria, come i meccanici, hanno criticato l'accordo quadro.

Il ‘oadronato può aver valutato questa differente valutazione dei sindacati confederali e ne voglia oggi usare come elemento di disturbo al dialogo unitario in corso. Possiamo mettere nel conto delre intenzioni padronai anche il proposito di dare avvio alle trattative per l'accordo quadro allo scopo di creare un diversivo, intralciare il libero svolgimento delle lotte in corso e por-re una ipoteca sulle prossime scadenze contrattuali.

80
mila LAVORATORI IN LOTTA ,:112 accordi sindacali aziendali conquistati

Certo che si ha l'impressione che il movimento sindacale italiano sia davanti ad una svolta e debba scegliere fra una presenza autonoma, di ferma difesa dei diritti e degli interessi dei lavoratori nelle fabbriche e nella società e « l'allettante » offerta padronale di farsi carico degli oneri della gestione di questa società.

Si dice « alienante » perchè sul piano formala, il padronato può anche essere disposto a delle concessioni, purchè rimanga ben saldo nelle, suè mani il timone centrale dello stato e dell'economia.

La posizione che noi sosteniamo è che per giudicare i fatti che ci stanno davanti occorre partire dai fatti, dalla condizione dei lavoratori e dalle necessità.

•

I fatti ci dicono che se i lavoratori non hanno più un sindacato libero è la società che non è più libera e democratica, ma bensì una colonia.

Non abbiamo nessuna difficoltà ad affermare che siamo contrari ad ogni accordo quadro e che non bisogna neanche prestarsi al gioco padronale delle trattative su questa questione.

Il padronato deve rendere conto della mancanza di libertà nelle fabbriche, --- nelle quali la Costituzione è come neanche ci fosse — e del rifiuto al riconosciménto del sindacato come rappresentante dei lavoratori fino alla negazione della sua presenza nelle fabbriche.

RESPINGIAMO

wiNià vabos. — E adesso proviamo il punto sette della nostra procedura di arbitrato... — Forza, tirate ! Siamo nella stessa barca.
"L'ACCORDO TRAPPOLA„
PER DIFENDERE L'AUTONOMIA DEL MOVIMENTO SINDACALE

Continua la lotta per le pensioni!

Il Comitato Direttivo della CGIL ha deciso di indire una grande consultazione fra tutti i lavoratori per elaborare le nuove richieste da avanzare per migliorare l'attuale legge sulle pensioni già rigettata dalla stessa CGIL e dai lavoratori.

La battaglia per un giusto sistema di pensioni continua, per conquistare un sostanziale miglioramento delle pensioni in atto e per dare ai lavoratori la sicurezza di una pensione dignitosa che ripaghi giustamente una vita di lavoro.

I soldi dei lavoratori devono essere amministrati dai lavoratori, padroni e Governo devono ognuno dare il proprio contributo previsto al fondo delle pensioni.

I soldi per dare soddisfazione alle nostre richieste ci sono così come non esistono ostacoli o difficoltà obiettive ad assegnare la direzione della Previdenza ai lavoratori.

Ciò ché rion C'è è là volontà di accogliere queste richieste, ed è per questo che la lotta deve continuare.

Il fronte sindacale dei lavoratori si schiera tutto unito, pronto alla lotta. Così pure le grandi organizzazioni sindacali di categoria della CISL e della UIL sono d'accordo con gli obiettivi da, conseguire e sulla necessità della ri-

presa al più presto dell'azione. Non resta altro che dare seguito, molto celermente, alla formulazione delle richieste al Governo e passare immediatamente all'azione in caso di mancato accoglimento.

A TUTTI I PENSIONATI CHE CONTINUANO A LAVORARE

La nuova legge sulle pensioni ha nuovamente introdotto — a danni dei pensionati che proseguono a lavorare alle dipendenze di terzi in settori non agricoli — la trattenuta sulla pensione.

A giudizio dei legali dell'INCA-CGIL, tale trattenuta appare incostituzionale.

Al fine di ottenere una sentenza della Corte Costituzionale favorevole ai lavoratori, si invitano tutti i pensionati interessati, ai quali sia stata trattenuta — in parte o tutta — la pensione, a rivolgersi con sollecitudine agli Uffici I.N.C.A. presso ogni Camera del Lavoro per promuovere ricorso.

LA DELEGAZIONE CGIL AD HANOI reik • I
con i lavoratori di una
nella baia di Halong.
Incontro
miniera
'
Nel porto di Haiphong

Dalla prima

— Vi è poi il grosso problema riguardante gli impiegati e i tecnici. Le esperienze recenti delle conquiste alla Falk insegnano che anche qui c'è molto da fare e che successi possono essere conseguiti. Molto dipende da noi! Bisogna smettere di considerare gli impiegati "gente persa" votata alla rinuncia e alla subordinazione permanente. Come si vede il lavoro non manca. Siamo però certi che affronteremo l'impegno congressuale con lo slancio e la serietà che la situazione oggi esistente fra i lavoratori, richiede.

Corrispondenza dai reparti

mettendo in pericolo la propria incolumità fisica.

I FANTASMI RIVOLUZIONARI

Dà un po' di tempo in quà alcuni pseudo-rivoluzionari, che impropriamente si autodefiniscono "Marxisti Leninisti" e che gli operai altrettanto impropriamente definiscono "Cinesini" e "Filocinesi" (se lo sapessero i veri Cinesi arrossirebbero di vergogna), distribuiscono volantini tendenziosi con frasi altisonanti il cui senso è puramente diffamatorio e disfattista nei confronti delle Organizzazioni Sindacali.

Chi sono? Cosa vogliono?

Non escludendo che tra loro possa esserci qualcuno in buona fede (?) sono gentaglia prezzolata dai grossi industriali, dal capitale, per creare disordini e confusione, vantandosi di lotte e meriti che non hanno fatto e non tentano nemmeno di fare, infatti, voi lavoratori tutti, potete giudicare: quando mai avete visto o sentito parlare di rivendicazioni questo comitato di lotta? Dov'era prima della lotta? Dov'era prima dello sciopero dei magazzinieri e carellisti? Cosa ha fatto?

E per contro: chi si è interessato di questi problemi se non la nostra C.I.? Chi ha dovuto correre per

Sono un operaio del reparto trasformatori, ed ogni giorno assisto a delle manifestazioni acrobatiche.

Il lavoro in reparto e organizzativamente caotico, basti pensare che per fare i "ponti" vengono utilizzati i bidoni dell'immondizia, sostituendo i cavalletti insufficienti, (in barba alla antinfortunistica).

Gli operai per forza di cose costretti a comportarsi di conseguenza,

tutta l'azienda per organizzare ed ordinare queste lotte se non la nostra Ci?

COSA VOGLIONO?

Questa gentaglia vuole disorientare, disorganizzare i lavoratori. Salta agli occhi con estrema evidenza che mai come in questi ultimi anni si è visto una unità tra i lavoratori così forte, così compatta, mai come in questi ultimi anni si è visto un così largo fronte popolare, una così vasta adesione alle lotte operaie ed alle rivendicazioni aziendali.

Questo fa paura ai capitalisti, ai padroni!

E' logico (anche se non lecito) quindi che essi cerchino di rompere questo fronte popolare con ogni mezzo, anche con i finti estremisti, cioè con FINTI "FILOCINESI" o con FINTI RIVOLUZIONARI. Ecco cosa vogliono.

LAVORATORI! Questi individui sono degli imbroglioni!

Chi è più venduto di chi vuole la discordia, la diffidenza dei lavoratori?

LAVORATORI VIGILATE!

La Commissione antinfortunistica è possibile che non abbia occhi per vedere? Noi vogliamo che una delegazione di, operai qualificati, faccia parte di detta commissione. Continuiamo a vedere che il nostro datore di lavoro mantiene questa situazione, per spendere meno e guadagnare di più. Non possiamo assistere passivamente, ma ritengo utile una rivendicazione massiccia che sia basata sulla sicurezza, e sulla prevenzione infortunistica.

Questa domanda che molto spesso gli operai della E. Marelli si pongono, vedendo che il regime di caserma applicato dal servizio vigilanza si irrigidisce sempre più.

Infatti non c'è giorno in cui si vedono guardie girare con chissà quale pretesa nei reparti, cosa che il lavoratore ritiene inutile, e dannosa sul suo psiche, in quanto psicologicamente egli è già controllato a bacchetta dai capi e ancor di più; dalla bolla cottimo.

Per non parlare degli ormai noti interrogatori di terzo grado, ai quali si viene sottoposti periodicamente a scopo intimidatorio.

Sembra quasi che la direzione si senta in diritto di esasperare i lavoratori per portarli ad uno stato di inferiorità nei suoi confronti, Tenga presente, la direzione, che continuando con questa politica si potrebbe andare incontro a cose spiacevoli per ambo le parti, perché siamo uomini e come tali vogliamo essere trattati.

Vogliono pensioni col .di.tritiAIR
IL CIRCO SIAMO UOMINI O CAPORALI?
FIOM augura ai lavoratori BUONE FERIE
La

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook