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FIOM Voce17

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bollettino della sezion e aziendale e. marett i

6 MARZO TRATTATIVE

Per il PREMIO di PRODUZIONE

Con la richiesta d'incontro avanzata nelle scorse settimane all'Assolombarda, i Sìndacatì FIOM, FIM e UILM a nome dei lavoratori, hanno unitariamente presentato alla direzione il « conto » relativo a : premio di produzione, cottimi, qualifiche e FAL.

Nelle pagine interne del bollettino spieghiamo nei dettagli le varie voci del « conto » che i padroni della Marelli devono pagare ai lavoratori, Esso non è relativo a tutti i problemi anche particolari, dei lavoratori esistenti in fabbrica, ma solo ai principali e che riguardano direttamente tutti i lavoratori.

Con questa loro decisione i sindacati - sulla base degli accordi unitari intervenuti a livello provinciale, hanno inteso affrontare e risolvere rapidamente e positivamente i problemi qualificanti che maggiormente incidono sulle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori nella fabbrica.

Sono problemi: di attuazione contrattuale ; di rispetto ed applicazione dei diritti conquistati con la battaglia contrattuale; di adeguamento dei cottimi ed incentivi alla nuova realtà contrattuale e produttiva. Si tratta in altre parole di far beneficiare i lavoratori dei sempre maggiori frutti del loro lavoro e del crescente rendimento del lavoro.

I dati ufficiali dicono che siamo di fronte, da una parte, ad un forte incremento della produzione (più 13,1 per cento nel 1967 nel settore metalmeccanico); ad un continuo aumento della produttività aziendale e dei profitti padronali ; dall'altra parte, come conseguenza della politica padronale, si ha un peggioramento delle condizioni di lavoro, un attacco ai livelli di occupazione ed agli orari di lavoro, nonchè una insufficiente condizione salariale dei lavoratori.

Con le richieste avanzate alla direzione, si vuole, partendo dalla fabbrica, incidere e modificare questa relatà a favore dei a voratori e delle loro famiglie.

Ora tocca a Marelli, dimostrare concretamente. con ì fatti quali sono le sue precise intenzioni e 'volontà: al tavolo delle trattative, che inizieranno mercoledì 6 marzo alle ore 9,30.

I lavoratori e le loro Organizzazioni Sindacali unitariamente hanno dichiarato, e sono fortemente decisi, ad affrontare la trattativa in modo rapido concreto e contemporaneamente pronti a respingere tutte le manovre tendenti a dilazionare nel tempo le soluzioni con lo scopo di svuotarle.

Noi ci auguriamo di poter trovare una giusta soluzione al tavolo delle trattative perché siamo convinti che esistono tutte le condizioni per soddisfare le richieste dei lavoratori. Tuttavia se ciò non avverrà, ì lavoratori sanno che la colpa ricadrà interamente su Marelli ed a loro non rimarrà altra alternativa che la lotta.

In tal caso sarà una lotta ferma, decisa senza tentennamenti sino al raggiungimento di un positivo accordo globale.

CONVEGNO SINDACALE FIOM

SEZIONE E. MARELLI

CASTRO

Marzo 15..>,,1 APP OM CGIL
VOCE SINDACALE
DOMENICA 17 MARZO A
" Lago d'Iseo„

sparto 462 czelzpero di testa

Il giorno 22 febbraio scorso i lavoratori del reparto 4G2 hanno scioperato per protesta con le seguenti motivazioni: metodi di rilevazione tempi per lavoro da cottimizzare; taglio arbitrario dei tempi su tariffe già assestate; condizioni di lavoro; Un solo esempio è chiarificatore circa í metodi di rilevazione tempi per lavoro da cottimizzare. Da mesi, tempístí e tecnici sono presenti a gruppi, quasi tutti i giorni, nel reparto. Risultato: questi signori con la loro presenza e a volte con «frasi» di sollecitazione fanno pressione sull'operaio nell'esecuzione del proprio lavoro rendendo insopportabile la giornata lavorativa. La stessa protesta era indirizzata anche per il continuo taglio dei tempi e la condizione ambientale la quale è precaria per la stessa incolumità fisica dei lavoratori.

Lo sciopero degli operai del reparto 4G2 è un esempio che bisogna seguire ín tutta la fabbrica, dove si presenteranno situazioni del genere. Inoltre ha già portato certi risultati: raccolta della documentazione dimostrante l'arbitrarietà dei tagli operati dalla direzione al fine di contestare alla stessa le violazioni contrattuali avvenute;

fine dei metodi di pressione diretta e indiretta operati con l'intento di conseguire tempi di cottimo prestabiliti a tavolino; contrattazione delle nuove tariffe per il lavoro che prima veniva eseguito ad economia.

Su questi obbiettivi, che la C.I. presenterà alla direzione, è necessaria la più stretta vigilanza dei lavoratori i quali devono essere pronti a riprendere la lotta.

LUGLIO "64„ tentativo di colpo di stato in ITALIA

Chi c'era nelle liste del "SIFAR, ... riportiamo da l'Espresso

« Alberganti Giuseppe, Bollini Rodolfo, Bonaccini Aldo, Carrà Giuseppe, Casadia Lauro, Cremascoli Guido, Cossuta Armando, Garzonio Vincenzo, Leonardi Silvio, Milani Giorgio, Montagnani Marelli Piero, Olmini Carlo, Pirola Manlio, Quercioli Elio, Rossi Alessandro, Sacchi Giuseppe, Scotti Francesco... I nomi li legge alla Camera il deputato Luigi Andreini, nella seduta del 29 gennaio.

Chi sono? Sono spie? Sono Terroristi? Sono sabotatori addestrati in Cecoslovacchia? Sono evasori dormienti? Palmiro Togliatti, che attende non senza impazienza la, fine di questa lunga crisi di governo e ha già preparato le valigie per quello che sarà il suo ultimo viaggio, li conosce tutti uno per uno: sono la spina dorsale della più grossa federazione del suo partito, quella di Milano. Sono i segretari della federazione, i dirigenti della Camera del Lavoro, della FIOM, i sindaci di cittadelle rosse come Sesto San Giovanni, gli ex volontari della guerra di Spagna, gli ex dirigenti delle brigate partigiane. Li conosce tutti ma nemmeno lui sa, quel pomeriggio del 4 luglio, mentre parla a Roma a piazza San Giova\ni, che a quell'ora il colonnello dei carabinieri Cosimo Zinza ha già prenotato per tutti loro un posto su un aereo militare in partenza da Linate per un viaggio forse senza ritorno ».

L'esempio della Grecia ci ammonisce e ci richiama alla vigilanza continua. Si comincia con l'arresto dei dirigenti sindacali, si finisce poi con la soppressione della libertà totale e col peggioramento delle condizioni di vita dei lavoratori.

LE TRATTENUTE PER «RICCHEZZA MOBILE»

AI LAVORATORI E' UN ASSURDO CHE DEVE FINIRE

Al momento del pagamento della «gratifica» abbiamo potuto, tutti, renderci conto di quanto sia di attualità la richiesta del Sindacato di modificare gostanziamente la legge sulla «ricchezza mobile» che «taglia» tutti i mesi, una grossa fetta della busta paga.

E' assurdo che i lavoratori debbano lasciare «per tasse» varie un mese di paga all'anno. Quella della «ricchezza mobile» è, oltre che un assurdo, una vergogna,

Il Sindacato sostiene che occorre elevare il «minimo esente» fissato in 20.000 lire fin dal 1947; e spostare la tassazione ad altri livelli che tengono conto del minimo occorrente per condurre una vita dignitosa.

Su questa necessità sono d'accordo tutti i sindacati e la proposta di legge è stata sottoscritta da migliaia di lavoratori ed è già stata presentata alla Camera dei Deputati da una delegazione di lavoratori milanesi.

Quello che occorre fare oggi è sollecitare l'approvazione della nostra legge da parte del Parlamento.

Le Commissioni Interne, le Sezioni dei Sindacati possono influire sui lavori del Parlamento attraverso vari modi, a cominciare con l'invio di lettere, ordini del giorno, per passare a forme adeguate di pressione, non escludendo il ricorso allo sciopero.

Tenendo conto, che l'iniziativa della petizione al Parlamento è partita da una proposta della C.I. della nostra fabbrica, accolta dai sindacati provinciali, e ora si ha notizia che anche altre provincie si stanno muovendo in questa direzione, dobbiamo essere ancora noi i promotori di una campagna di mobilitazione a sostegno di tale proposta di legge.

La risposta della FIOM

all ' arbitrio dell ' Assolombarda

Spett. Associazione Industriale Lombarda

Sindacato Metalmeccanici

MILANO

p.c. Spett. Direzione

Ercole Marelli

SESTO SAN GIOVANNI

p.c. Al Comitato Paritetico Aziendale

c-o E. Marelli

SESTO S. GIOVANNI

p.c. Alla Commissione Interna

Facciamo seguito alla nostra precedente ed in risposta alla Vs. 23461-AR-MR dell'8 gennaio u.s., con la presente siamo a contestare l'unilaterale e inaccettabile Vostra posizione in ordine all'art. 12, parte comune, del C.C.N.L. relativo al funzionamento del Comitato Paritetico Aziendale.

Il titolo a dell'art. 12, infatti, è una norma di carattere generale relativa ai, «reclami e controversie » e non può essere dunque intesa in contrasto o annullante del titolo « B » riferita specificatamente alla istituzione dei C.P.A. per le aziende con oltre 350 dipendenti con il preciso compito di intervenire in merito ad alcune materie chiaramente indicate. Il medesimo titolo dice in modo inequivocabile che « qualora l'intervento conciliativo della C.I. non abbia portato ad una definizione della controversia viene demandato ad un Comitato Aziendale Paritetico il compito di procedere all'accertamento ed all'acquisizione dei relativi, elementi di fatto necessari» e al capitolo 5 precisa ancora che... «quando il risultato dell'accertamento sia acquisito all'unanimità e rimuova i presupposti che avevano originato la controversia, questa si intenderà definita ».

Da cioò scaturisce dunque che l'intervento del C.P.A. è richiesto dall'Organizzazione Sindacale che instaura in tale sede la vertenza e che l'esame e la discussione in sede sindacale deve avvenire in una fase seguente, in assenza di unanimità del C.P.A. e sulla scorta degli accertamenti e degli elementi di fatto documentati dal C.P.A. medesimo.

La vostra pretesa di subordinare la convocazione del Comitato paritetico ad una preventiva discussione in sede sindacale, rappresenta una palese violazione dello spirito e della lettera del Contratto di Lavoro.

Nel respingere e nell'esprimere la nostra protesta per tale Vostro atteggiamento che determina inevitabili conseguenze interverremo all'incontro da Voi promosso nel caso specifico od in altri casi analoghi.

Tanto Vi dovevamo. Distinti saluti.

Risposta dell ' ISPETTORATO DEL LAVORO

OGGETTO: Ditta Ercole Marelli. Sesto S. Giovanni. Richiesta di intervento per lavori pesanti maestranze femminili.

Con riferimento alle lettere sopra citate, si•comunica che il Capo del Servizio medico di questo Ispettorato ha recentemente effettuato opportuni accertamenti presso la ditta indicata in oggetto, in ordine a uanto segnalato con le lettere che si riscontrano.

Il predetto funzionario che ha interpellato sia la direzione aziendale che la C.I., ha visitato il reparto 302 valutando direttamente sia il tipo di lavoro svolto dalle faestranze femminili ivi _impiegate, sia le altre condizioni lavorative del reparto.

Il parere espresso dal capo servizio medico è che il tipo dì lavoro recentemente affidato a maestranze femminili, lavoro che in precedenza veniva svolto da uomini, anche con le modifiche tecnologiche apportate, presenta tuttora caratteristiche di faticosità.

E' impossibile esprimere giudizi generali ìn merito al quesito posto dalle Associazioni sindacali, e cioè se le lavorazioni di cui trattasi possono o meno essere eseguite da personale femminile; un tal genere di giudizio, può evidentemente essere solo riferito ad ogni singolo elemento, in relazione alla sua particolare costituzione fisica, alla sua età al tipo di alimentazione, alla possibilità o meno di godere di un adeguato periodo di riposo al termine del turno di lavoro, ecc.

In consideazione delle circostanze sopra esposte, questo Ufficio ritiene che per ridurre la faticosità della lavorazione e ì rischi sanitari connessi, debbano essere adottati da parte aziendale, le seguenti misure di prevenzione medica e tecnica'

Controllo sanitario costante di tutto il personale interessato, inteso a cogliere tempestivamente ogni iniziale manifestazione patologica al fine di poter trasferire immediatamente ad altre lavorazioni più leggere quei soggetti che dimostrino di non essere fisicamente idonei al tipo di lavoro in argomento.

- Modifica tecnologica della lavorazione e del macchinario nel senso di rendere meno pesanti alcune particolari prestazioni (es. la frequente rotazione manuale del pacco statore che andrebbe meccanizzata, ecc.).

Il Segretario

- Studio attento degli orari di lavoro, dei riposi intermedi e dei tempi di produzione onde sia consentito alle lavoratrici di poter usufruire nel lavoro di adeguate pause compensatrici della fatica.

DOCUMENTAZIONE

QUESTI I PROBLEMI URGENTI

Spett.le Associazione Industriale Lombarda Sindacato Metalmeccanici

MILANO

p.c. Spett. Direzione

Ditta Ercole Marelli

SESTO S. GIOVANNI

p.c. Commissione Interna

La Segreteria provinciale Vi invita ad indire un incontro per definire alcuni problemi esistenti presso la Ditta Ercole Marelli e che necessitano di, una sollecita soluzione: contrattazione del premio di produzione ; adeguamento delle tariffe di cottimo ai nuovi minimi contratuali;

esame dei criteri di attribuzione delle qualifiche professionali ;

FAL : miglioramento del trattamento mediante la utilizzazione dei fondi esistenti.

Restiamo in attesa di una Vostra sollecita convocazione.

Distinti saluti.

PREMIO IM PRODUZIONE

La Segreteria

Secondo il vigente contratto, a partire dal 1.o gennaio scorso dovranno ricontrattarsi tutti i premi di produzione fissi delle aziende private; la nostra è tra queste e già le organizzazioni sindacali hanno unitariamente aperto vertenze presso l'Assolombarda.

Come articolare, tecnicamente, le richieste?

Certamente le Sezioni Sindacali Aziendali sulla scorta delle decisioni provinciali, elaboreranno le loro proposte in modo da trarne, dalla trattativa e dalla eventuale azione sindacale dei lavoratori, il massimo di beneficio sul piano salariale oltrechè normativo.

A nostro avviso, alcuni concetti devono essere assunti come punti cardine. Precisamente noi chiediamo:

un sostanziale elevamento della base del premio che è attualmente di lire 12.500 annue; agganciamento del premio a un parametro obbiettivo che tenga debito conto dei continui incrementi del rendimento del lavoro; in considerazione del fatto che da tre anni alla E. Marelli viene corrisposto un premio fisso al più basso livello, mentre il rendimento del lavoro è continuamente aumentato, si chiede un compenso forfettario a titolo di risarcimento per i mancati incrementi del premio negli scorsi tre anni.

COSA INTENDIAMO NOI PER RIPROPORZIONAMENTO?

Riferire i cottimi agli attuali minimi contrattuali con conseguente considerevole vantaggio salariale per tutti gli operai: cottimisti, concottimisti, percentualisti.

Eliminazione dell'attuale assurda ed illegale discriminazione tra uomo e donna nel guadagno di cottimo.

Stabilire che a rendimento I la percentuale deve essere del 12% dei nuovi minimi contrattuali, con conseguente rivalutazione dei successivi scalini dell'utile di cottimo.

Questo è il punto di vista della F.I.O.M. Sappiamo che i padroni non intendono così il riproporzionamento. Questi si limitano a volere una semplice operazione matematica: adeguare la percentuale di cottimo ai nuovi minimi, lasciando intatto il guadagno in lire (oppure limitarsi a qualche lieve ritocco).

Noi diciamo con chiarezza che dall'operazione riproporzionamento vogliamo ricavare soldi per gli operai! Siamo pure consapevoli che non basterà chiedere per ottenere, ne diciamo che chiediamo tanto per chiedere, per dimostrare di essere più bravi degli altri, NO!

Anzi, vogliamo dire con altrettanta franchezza, che senza la lotta e l'unità dei lavoratori e delle loro organizzazioni Sindacali non vi può essere soluzione confacente alle aspirazioni degli operai. I soldi ci sono, le condizioni del successo esistono, perciò bisogna operare con fermezza e unità se vogliamo veramente migliorare le condizioni dei lavoratori: la F.I.O.M. farà tutto quanto è in suo potere per fare che ciò si realizzi.

ADEGUAMENTO PREMIO DI RENDIMENTO

All'atto della conquista del premio di rendimento, nel 1960, esistevano 4 categorie uomini e 3 categorie donne ed il premio fu stabilito nella misura del 10% dei minimi tabellari allora in vigore.

Poichè l'attuale contratto, in ossequio ai conquistati principi della parità salariale, prevede 5 categorie senza distinzione di sesso, è diventato anacronistico e fuori dalla logica contrattuale il fatto purtroppo ancora esistente, che le donne percepiscano, a parità di categoria un premio inferiore a quello degli uomini.

Chiediamo che questo premio venga stabilito in relazione alle 5 categorie contrattuali e corrisposto in eguale misura sia agli uomini, sia alle donne.

I

DA RISOLVERE

ADEGUAMENTO COTTIMI AI NUOVI MINIMI CONTRATTUALI CHE SIGNIFICA?

Alla E. Marelli abbiamo il cottimo riferito ai minimi di paga del 1959. Il cottimo attuale è inoltre riferito al vecchio schema di qualifiche, oggi superato dal nuovo contratto. Prima esistevano quattro categorie maschili e tre femminili; oggi il nuovo contratto prevede un'unica classificazione di cinque categorie senza più alcuna discriminazione tra uomo e donna.

Abbiamo, nel nostro sistema di cottimo, un'altra anomalia. A rendimento I corrisponde una percentuale del 10,9%, sempre riferito ai minimi del 1959. Mentre il minimo stabilito oggi dal contratto attuale è del 12%, che per noi, va inteso ovviamente riferito ai minimi attuali. (il minimo dell'operaio specializzato nel 1959 era di lire 225,25; l'attuale è 286,20 lire, e tanto per fare un esempio) oggi a rendimento 1 pari al 10,9% sono lire 24,55. Il 12% di 286,20 è invece lire 34,35 circa).

NOCIVITA'

Sono iniziate le trattative tra Sindacati e Confindustria per definire un importante elemento contrattuale tutt'ora aperto: quello relativo alle nocività, sulla base dell'articolo 51 - parte prima - del contratto di lavoro.

Va detto subito che il problema delle nocività occorre collocarlo in stretto rapporto con l'ambiente di lavoro nonchè l'organizzazione stessa della produzione nella azienda.

Pet quanto ci riguarda noi abbiamo presente alcuni aspetti clamorosi:

Reparto 4.M.1.

In questo reparto si usano vernici isolanti particolarmente venefiche che non solo provocano sulle lavoratrici ivi occupate, effetti intossicanti immediati, ma alla lunga, determinano, si suppone, conseguenze serie anche sugli apparati genitali della donna: si da il caso; di alcune che difficilmente riescono ad avere figli; altre che non riescono a portare a termine la gravidanza.

Reparto 3.H2

Anche qui l'uso del «termolastic» provoca nei lavoratori addetti frequenti disturbi.

Reparto 1.V.1.

Si lavora ancora in condizioni ambientali quasi come ai tempi di «Cecco Beppe». Un lavoratore qui occupato certamente si ammala più degli altri e ha scarse probabilità di raggiungere l'età pensionabile.

Reparti 4.G., - Montaggio - Sale prove Qui sono all'ordine del giorno i problemi di spazio e rumore. Oltre alla sordità diffusa tra i fabbri gli operai che lavorano nelle adiacenze di grosse

macchine rotanti - in prova sono costretti a sopportare rumori assordanti e vibrazioni che mettono a dura prova l'intero sistema nervoso ed altri organi vitali del corpo umano.

TRE SONO GLI OBBIETTIVI PRINCIPALI DEI SINDACATI

Controlli periodici sull'ambiente, sui mezzi tecnici, sugli strumenti di prevenzione e protezione ambientali e personali;

Modifiche delle condizioni ambientali, con l'introduzione di mezzi tecnici che riducono od eliminano le cause della nocività; che affrontino le ripercussioni dei ritmi di lavoro, la monotonia, ecc. mediante la concessione di pause adeguate;

INDENNITA'. Non intesa come pagamento del rischio, ma come incentivo all'azienda per eliminare le cause della nocività.

Da quanto esposto appare chiaro che la difesa della integrità psico-fisica dei lavoratori è l'obbiettivo centrale che i Sindacati si sono posti nel momento in cui affrontano in termini contrattuali le trattative sulle nocìvità.

Ogni trattativa presuppone il supporto permanente della móbilitazione dei lavoratori anche questa volta, di fronte ai prevedibili e notevoli ostacoli che verranno frapposti dalla Confindustria potrà rendersi necessario il ricorso alla lotta. Non va dimenticato in proposito che già in occasione del precedente contratto la trattativa in merito alle condizioni ambientali ed alle nocività non ha potuto trovare una positiva soluzione.

La posta in gioco è grande: tutti i lavoratori devono essere coscienti dell'importanza di questa trattativa e rafforzare i sindacati che ancora una volta contrattano per migliorare le condizioni di vita e di lavoro de,i lavoratori.

La esigenza dí un serio adeguamento del regolamento del FAL è stato posto dalla C.I. già da molto tempo, in conseguenza del fatto che si erano ormai determinati e consolidati notevoli residui attivi nelle gestioni annuali ed una capitalizzazione patrimoniale che ha ormai superato i 50 milioni di lire.

Le numerose discussioni avvenute a suo tempo avevano portato a concordare diversi miglioramenti alle prestazioni del FAL, ma lo scoglio che non si è potuto ancora superare rimane l'allargamento delle integrazioni dei salari dopo il 15.o giorno di malattia e il pagamento, anche parziale, dei tre giorni di carenza.

Anche con l'introduzione di tutti i miglioramenti nelle prestazioni già concordate, il bilancio del FAL per l'anno 1967 presenta un ulteriore avanzo di 8 milioni circa (dato ufficioso, ma rispondente alla realtà).

Vengono così a cadere tutti i motivi di ordine finanziario addotti dalla direzione, per opporsi alle nostre richieste. E' dimostrato che si possono soddisfare queste esigenze fondamentali degli operai impiegando le risorse residue di gestione e, se necessario, anche parte del fondo patrimoniale accumulato.

Ci rendiamo ben conto però che la resistenza del« la direzione non è certo ispirata da preoccupazioni di ordine amministrativo, ma è la logica conseguenza di precise scelte di politica sindacale che vogliono ritardare il più possibile l'emancipazione degli operai da condizioni di asservimento che nulla più hanno a che vedere con una moderna concezione di vita.

Ecco perché riteniamo che questa vertenza abbia assunto un carattere rivendicativo e che possa e debba risolversi positivamente, come da noi richiesto, assieme alle altre rivendicazioni presentate, se necessario anche con la lotta unitaria dì tutti lavoratori.

PER QUALIFICHE, COTTIMI, E LAVORAZIONI NOCIVE LOTTARE PER VALORIZZARE IL NUOVO ISTITUTO CONTRATTUALE - IL COMITATO TECNICO PARITETICO

I lavoratori generalmente sanno che, al di là dell'intervento della Commissione Interna, che investe tutti i problemi contrattuali, sia per quanto riguarda controversie individuali e collettive, tra lavoratori ed azienda, il contratto di lavoro prevede un nuovo istituto che è il Comitato Tecnico Paritetìto (C.T.P.). Esso interviene subito dopo l'operato di C.I., su problemi specifici che sono: qualifichet ottimi - lavorazioni nocive!

Sono grosse questioni che il C.T.P. ha il compito di accertare ed acquisire i relativi elementi di fatto necessari e deve all'unanimità definire le controversie.

Un esempio della necessità di fare funzionare questo istituto il più possibile è che in questi anni la direzione (nonostante l'operato della C.I. e la pressione dei lavoratori), ha portato avanti un pro-

cesso di dequalificazione e che alla attenzione generale suona vergogna.

Nei giorni scorsi i Sindacati, su una vertenza di più qualifiche, hanno seguito la prassi contrattuale e cioè: dopo l'intervento della C.I. con esito negativo chiedevano l'intervento del C.T.P. La risposta da parte dell'Assolombarda, di cui la nostra Azienda è parte politicamente attiva e dirigente è stata restrittiva e falsa, in poche parole si fa di tutto per non riconoscere questo Istituto. Sulla necessità di far funzionare il C.T.P. le tre organizzazioni sindacali sono concordi nel portare avanti e sviluppare azioni comuni in merito.

Un esempio può venire dalla stessa Intersind che era sulle stesse posizioni dell'Assolombarda e che oggi non lo è più, a fare breccia sono stati i lavoratori dell'Alfa Romeo, che hanno, con la lotta, fatto applicare questo diritto.

I risultati sono che gruppi di lavoratori hanno già beneficiato sui problemi del cottimo e delle qualifiche.

Anche noi ci dobbiamo muovere sulla stessa strada.

F.A.L.
governative sulle pensioni
NO alle proposte

Alla sezione trasformatori stiamo ritornanbo ai tempi del "bisnonno„

Alla sezione T.S. circa una trentina di operai hanno effettuato 76 ore settimanali, privandosi del giorno festivo.

L'azienda conoscendo le ristrettezze economiche dei lavoratori adotta la solita politica : tante ore e pochi soldi.

Si cerca di costringere i lavoratori a fare sacrifici enormi mettendo nel contempo a repentaglio la loro integrità fisica.

I lavoratori sappiano che bisogna rivendicare più salari e non fare ore straordinarie, perchè si sa, ad esempio, che il fatturato della E. Marelli nei pri• mi 10 mesi del 1967 rispetto al 1966, è aumentato del 18 per cento pari ad un miliardo circa di lire. La strada da scegliere è quella della riduzione dell'orario, più salari e aumento del premio di produzione in rapporto al rendimento del lavoro.

I lavoratori non devono accettare questo compromesso «dello straordinario» in quanto va contro ai propri interessi, se mai devono opporsi a questi soprusi che si viola i più elementari diritti di legge sull'orario di lavoro.

COMPRENSIONE DELLA DITTA

Siamo un gruppo di mutilati ed invalidi di guerra e civili, impiegati ed operai della Ercole Marelli, che per incomprensione dei superiori siamo sottoposti ai lavori più umili faticosi e malsani in contrasto ad una legge previdenziale ( art. 38 ) nota alla Direzione e, se facciamo quale obiezione, ci fanno capire che la porta è aper ta ( anche se diamo la nostra produzione giornaliera ).

Questa è la comprensione umana in ditta.

Noi gli serviamo solo quando il Governo obbliga la ditta ad assumere nuovo personale invalido, allora siamo merce preziosa e, poi in seguito diventiamo rottami.

1.

C. 1.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Reparto 1.C.1. - Ovvero la taverna dei 7 peccati

Era da tempo che aspettavamo l'occasione di parlare delle condizioni delle operaie e degli operai dell'I .C.1.

Nel reparto esistono troppe disparità nell'orario di lavoro, c'è chi fa 48 ore settimanali e chi ne fa 40 (molte delle quali in attesa lavoro).

Le cause che determinano queste riduzioni di orario non sono, a nostro avviso, da addebitare al rinnovamento tecnologico (perché nel reparto «resistono» macchine che Cristoforo Colombo importò dalle Americhe) ma al taglio dei tempi, effettuato dai «libidinosi del cronometro», cui noi auguriamo tanto, tanto bene.

Proponiamo quindi, come soluzione del problema, la riduzione dell'orario a 40 ore, con la retribuzione c 48 ore.

Altra esigenza molto sentita, è quella dell'aumento delle paghe particolarmente basse. Bisogna quindi che i «superiori» vedano di aumentarle, se non vogliono vedere altra gente dare le «dimissioni» oppure trovarsi quanto prima di fronte alla lotta dei lavoratori.

Ora, vorremmo dire qualcosa a quella guardia che viene a fare ispezioni nei gabinetti del reparto, con la speranza di sorprendere gli operai a lavarsi le mani. Ci chiediamo spesso: «ma non va mai questa guardia a controllare se per caso il dott. Favara non si lava le mani prima dell'orario?».

Ci vada, qualche volta e cerchi di far migliorare, lavatoi e spogliatoi, causa principale degli assembramenti serali nei gabinetti.

Nel caso poi, «qualche altro» avesse in mente di fare qualche «foro» nelle lamiere del gabinetto in corsia (per spiare come l'OVRA insegnava) gli consigliamo il metodo U.S.A., cioè l'installazione di cineprese nei «cessi» ed eventualmente impianti televisivi a circuito chiuso «tipo 007».

Avremmo molte altre cose da dire, ma per ragioni di spazio dobbiamo rimandare al prossimo numero del giornale.

Grazie dell'ospitalità.

Qualcuno dell'1.C.1.

Scrivete alla VOCE SINDACALE presso la FIOM Via Villa 6

SESTO S. GIOVANNI

POSTA DA TUTTI I REPARTI 1

A tutte le lavoratrici metalmeccaniche l'augurio della FIOM milanese. In occasione della ricorrenza avranno luogo comizi celebrativi in numerose aziende

DOMENICA 17 MARZO A CONVEGNO SINDACALE FIOM-ERCOLE MARELLI.

PROGRAMMA

Ore 7,30 - partenza in pulman dalla Camera del Lavoro di Sesto S.

Giovanni Via Villa 6.

Ore 9 arrivo a Castro

O re 9,15 inizio lavori introduzione e discussione.

Ore 13 pranzo

Pomeriggio libero allietato da complessino musicale di giovani.

Invitiamo tutti i giovani iscritti alla FIOM a prenotarsi presso i membri della SSA e di Commissione Interna.

8marzo 1910 8 marco 196

SABATO 9 MARZO alle ore 9,30 presso la Soc. Umanitaria, via Daverio, 7

INCONTRO della Segreteria della FIOM con le ATTIVISTE della categoria

MILANO - Corso di Porta Vittoria, 43 (Camera del Lavoro)

1° MAGGIO NEI PAESI SOCIALISTI

U.R.S.S. (treno + aereo)

dal 21 aprile al 5 maggio

Con partenza in treno da Venezia per Vienna-Budapest, Kiev. Leningrado Mosca. Varsavia, Vienna, Venezia.

PRAGA

dal 27 aprite al 4 maggio

Con partenza in treno da Venezia, Vienna, Praga.

BUDAPEST

dal 28 aprile al 5 maggio

Con partenza in treno da Venezia per Vienna-Budapest. L.

Uffici E.T.L.I. orari di sportello:

Tutti i giorni, esclusa la domenica:

dalle ore 9,00 alle ore 12,00

dalle ore 15,00 alle ore 18,30

sabato sino alle ore 12,00

45.000
125.000
45.000
L.
L.

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