INSUFFICENTI E PROVOCATORIE LE PROPOSTE DELLA CONFINDUSTRIA
Nel corso dell'ultima sessione di trattati ve contrattuali, la Confindustria , ha fat= to sapere le sue proposte che sono i nsuf= ficenti e provocatorie.
Per questi motivi la trattativa è stata interrotta ed è ripresa la battaglia sinda= cale per tutta la categoria, dato cheanche l'Intersind ha tenuto un atteggiamento che ricalca quello del padronato privato.
In sostanza la Confindustria e l'Intersind hanno offerto un miglioraMnto conplessi= vo dittutto 42 contratto pari al 10% circa, che essendo tale cifra riferita ai minimi contrattiteli corrisponde al 5% se riferita alla paghe in atto. Inolt re tale cifra do = vrebbe soddisfare le nostrel, ayigenze per 4 anni, cioè,in sostanza un rniglioramen= to, se di migliorante si può parlare, del 1, 20% all'anno'.
Cioè i lavoratori dovrebbero avere me no di quanto hanno diritto e bisogno per condurre una vita dignitosa. Lo stesso
atteggiamento, la Confinduttria, ha tenu= to per le richieste di allargamento dei di= rittd sindacali. Insostanza si vorrebbe che ci accontentassimo di niente e in più i par.droni vorrebbero le mani libere nelle fab briche ter annullare in pochi istanti il po co che ci hanno offerto.
Per questi motivi la lotta è ripresa, per far cambiare la posizione padronale.
Come già comunicato gli scioperi in pro gramma per questattimana sonoEtati so spesi in seguito al Atto che ha colpito tanta patte del nostro Paese in seguito alla alluvione.
La lotta riprenderà la settimana prossi ma come comunicato dai sindacati. Se la Confindutsria vuole evitare la lotta sa che deve cambiare sostanzialmente le proprie posizioni prima di chiedere altre sospensioni della lotta.
SIAMO AMERICANI CON PAGHE ALL'ITALIANA
L'invasione di capitali stranieri
''{nella nostra economia ha fatto si che alla testa di molte nostre fabbriche vi siano padroni USA. E' il caso della CGE, TIBB, GTE, FACE, Siemens, Autelco, FIAR, IBM, Olivetti, Philips, Singer, RIV, ecc. Mentre i capitali italiani vanno all'estero, gli altri vengono in Italia e il perchè è molto semplice: i bassi salari costituiscono una garanzia ad alti profitti. Le nostre fabbriche sono diventate delle agenzie straniere, un ponte verso altri mercati. La prova di ciò l'abbiamo dal carico di lavoro per l'estero che in certi casi arriva fino alV80 e 90% della produzione di certe fabbriche.
Per gli americani siamo i giapponesi d'europa o meglio i negri italiani buoni a tutti gli usi in patria, per quel che ci serve e il resto all'estero.
C'è stata una compenetrazione di capitali, una unificazione padronale che non ha portato ad una automatica unificazione delle condizioni dei lavoratori.
Ai lavoratori viene indicato l'alto livello di produttività in atto in altri paesi, ma non viene detto come questo è ottenuto. Se cioè gli americani hanno fatto prima la villa, il panfilo e poi., la fabbrica moderna, oppure l'opposto; tipo' di fabbriche in conse<tuertie "degli 'investimenti, ecc. e soprattutto ciò che a noi" Interessa quanto pagano i lavoratori, e il loro livello generale di condizione.
Non possono cioè, i padroni, pretendere da noi cose che loro non hanno voluto fare. Ciò che invece noi possiamo rivendicare è che i nuovi podroni ci paghino come gli altri dipendenti.
Ciò è possibile subito ed è dimostrato dal loro interesse ad investire soldi in talia. Ciò significa che nonostante tutto noi lavoriamo più di altri e a costi competitivi.
Questi maneggioni di casa nostra per conto dei padroni americani ci dovrebbero dire quanto è la paga oraria di un operaio medio americano, allora si saprà che la loro paga oraria è pari alla nostra intera paga giornaliera. Ecco spiegato tutto l'arcano e da ciò incominciamo a pretendere di essere pagati non da negri italiani ma da lavoratori.
la Commissione Interna •
I SOLDI DEI LAVORATORI
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On. Agostino Novella a ~títh t"i7ttiiiiataa,'scome quelli relatiyi acér- do Generale della C.G.I.L. ,,enaitt•2tilattattfienti di quetàt ebild'e previdenza privilegiati+ erpgatfidagli I-
On. Bruno Storti - Segretario.-Ge- stituti stessi che ripugnano .1a loro nerale della C.I.S.L. ojsainurríoD cosetigrizademoctatica.
Commissione 'Interna della Er- a 131-bg Loro'iritkizzo s'TP Cbte Marelli, a nome dei 6500 lavo Mentre ogni qualvolta i lavoratori, ratori fortemente indignati per il ridopo aver pagato per tanti anni i petersi di questi incivili fatti, procontributi, giustamente chiedendo testa affinchè siano presi seri provall'I.N.P.S., all'I.N.A.M. all'I.N.A.I.L. vedirnenti, quali per esempio, una
revisione delle strutture e dei regolamenti interni degli Istituti Previdenziali, e l'eliminazione della cumulabilità dei trattamenti di previdenza del parlamentare e del dipendente pubblico, alfine di eliminare una volta per sempre, ingiustizie sociali.
Inoltre esprimendo una ferma volontà dei lavoratori, auspica una urgente riforma di tutta la materia assistenziale e previdenziale.
La Commissione Interna della Ercole Marelli
PERCHE' SI RIDUCE
L'ORARIO DI LAVORO AL rep ATTREZZERIA?
Mentre la grande parte dei reparti della fabbrica sono a regime ui orario straordinario, il rep. attrezzeria 1L Iè ad orario ridotto. Questo a vanto delle considerazioni dei tecnici della Marelli.
Perchè al rep attrezzeria della G.C. manca il lavoro? Forse che non si consumano gli attrezzi? No. il lavoro che si dovrebbe fare alla Marelli si manda fuori ditta, con la speciosa giustificazione di costi elevati.
Facciamo un piccolo ragionamento attorno alla favola dei costi, ormi diventata vecchia come il mondo. Si parla di costi e non si e mai pensato che riducendo l'orario di lavoro mantenendo gli stessi servizi i costi aumentano.
E poi come vengono fatti questi conti? Si tiene conto quando si accettano i preventivi dei fornitori esterni i servizi che si forniscono loro e che gravano sul tasso orario del lavoratore della fabbrica, vedi per esempio come ufficio disegnatori progettisti ufficio preventivi, ufficio S.A.T. e tutta l'organizzaziozione dell'officina?
Dalle informazioni che noi abbiamo a quanto pare questi oneri non vengono calcolati nei preventivi richiesti ai clienti che forniscono questi attrezzi.
Noi come operai ci rifiutiamo di credere ai maggiori costi del lavoro alla attrezzeria della Marelli. Con la organizzazione che si è creata, il lavoro dovrebbe costare molto meno che nelle officine piccole, visto poi che prendono più di noi come paga oraria. Altrimenti dovremmo concludere che vi è incapacità o diversamente qualcuno esercita dell'abuso di potere per fini propri.
Si dice anche che si sta attuanSCRIVETECI!
redazione FIOM-CGIL
viaVilla, 6
Sesto S. Giovanni
do una vendetta alle lotte del contratto di lavoro, cercando di far soffrire ai lavoratori e alle loro famiglie altri disagi.
Altrimenti non si può capire co-me si possa tenere un reparto così qualificato ad orario, ridotto quando il lavoro viene inviato alle officine esterne. Se persisterà questa situazione i lavoratori non staranno con le mani in mano a guardare. questo lo deve sapere la direzione del personale, la direzione tecnica organizzativa.
LIBRETTO PERSONALE CONTRIBUTI ASSICURATIVI
Si comunica a tutti i lavoratori che a seguito di accordi intercorsi tra Commissione Interna e direzione verrà fornito a tutti (entro un certo periodo di tempo da definire) una fotocopia del proprio libretto personale.
L'importante atto permetterà ad +gnuno di controllare la propria p-isizione assicurativa e di ricorrere
ai sindacati qualora si riscontrasse ro delle eventuali irregolarità.
RIVENDICAZIONI DEI LAVORATORI DELLA SEZIONE AEROTECNICA —
I lavoratori operai ed impiegati; della Sezione Aerotecnica ci segnalano le seguenti questioni: necessità di costituire la mensa per tutti li operai ed impiegati;
facoltà a tutti di iscriversi al F.A.L.; diversa distribuzione dell'orario di lavoro giornaliero. All'uopo si propone che l'interruzione di mezzogiorno sia di un'ora anzichè due come è attualmente.
Le questioni sono all'attenzione della C.I. che quanto prima le sottoporrà alla Direzione.
In proposito, non sarebbe ora che alla Sezione Aerotecnica si eleggesse una C.I. autonoma che meglio e più prontamente potrebbe corrispondere alle aspettative dei lavoratori?
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Sono ricominciate, con una ce,ta frequenza, le lettere per « scarso rendimento » Senza per ora entrare nel merito della faccenda ci domandiamo dove vuole arrivare la Direzione. Forse sta imbastendo un'altra azione di intimidazione? Invitiamo la stessa alla prudenza! I lavoratori non sono disposti a tollerare ulteriormente ogni mistificazione della realtà e ogni atto che « giustifichi » eventuali « licenziamenti individuali ».
MILIARDI AI MONOPOLI E TASSE SUI CONSUMI PER 190 MILIARDI ALL'ANNO
I generi tassati sono: birra, olio, tè, detersivi, elettrodomestici, energia elettrica, ecc.
Aumenti per gli elettrodomestici
Ld i lavoratori? II Governo ha pensato anche a loro con l'aumento delle tasse sulla birra, olio, tè, detersivi, ecc. per un totale di 80 miliardi di lire all'anno.
E' questa la prova pratica che dovrebbe convincere anche il più ingenuo che nulla bisogna aspettarsi in regalo.
Oggi che tutti parlano di « ripresa economica », è chiaro che nulla ci verrà dato e che per i lavoratori c'è sempre la congiuntura bassa. Così sarà se noi non ci mettiamo a mettere un poco di ordine nelle cose di casa nostra. Occorre cioè che venga dato ai lavoratori ciò che essi hanno sudatamente guadagnato e non regalarlo ai padroni!
E dal momento che non è prevista nessuna lege per porre fine a questa ingiustizia, tocca ai lavoratori spingere fino in fondo le loro TASSE lotte sindacali, che alla luce di questi fatti risultano più che mai necessarie.
E' previsto un aumento del 5% del reddito nazionale, ma non quello dei lavoratori!
IL REDDITO NAZIONALE è una torta la cui fetta più piccola tocca sempre ai lavoratori. Questa è la spiegazione dell'aumento medio del reddito applicando la lege del pol-
lo, secondo la quale se si mangia un pollo a testa vi è anche chi non ne mangia affatto.
Anche quest'anno le cose non andranno diversamente da come, sono sempre andate in Italia. Così sta scritto nella relazione programmatica per il 1966 presentata dal ministro Pieraccini alla Camera. Questa ..relazione parla molto chiaro: nel 1966 il reddito aumenterà del 5',3%, ma a favore di chr non è 'difficile capire.
Mont-Edison: ratificato il regalo di 45 miliardi
ROMA, 17 ottobre
Il governo ha ratificato oggi, per mano del ministro dell'Industria, Andreotti, il grazioso regalo fatto ai due monopoli chimici Edison e Montecatini, per la loro fusione, già avvenuta. E' stata x applicata s l'apposita legge varata dal centro-sinistra sulle fusioni e concentrazioni, il colosso
Mont-Edison è stato esentato dal pagamento delle imposte che, per una così grossa operazione, avrebbero ammontato a 45-50 miliardi (accertati da esperti tributari del ministero delle Finanze). Parere favorevole al regalo era già stato dato dal ministro Preti. Il decreto verrà pubblicato quanto prima sulla Gazzetta Ufficiale, diventando operante.
Ai lavoratori non di certo, perchè a questi si continuano a chiedere comprensione e sacrifici, anzi si impongono, come è il caso concreto del rifiuto al rinnovo dei Contratti di Lavoro.
Saranno ancora una volta i padroni ed i loro vassalli a fare la parte del leone, dopo aver intascato i frutti migliori del « miracolo economico»; dopo aver fatto della « congiuntura » un affare per fare quattrini; dopo aver ottenuto favori e sgravi fiscali per 270 miliardi all'anno; dopo aver licenziato, sospeso, venduto fabbriche, ecc., oggi si apprestano a passare alla « cassa » del reddito nazionale.
Nelle casse dello Stato i padroni attingono e basta, come lo dimostra il provvedimento di sgravio fiscale in atto e a quello concesso ai gruppi della Montecatini e Edison che si sono recentemente fusi in un unico gruppo. Per legge, i padroni di questi complessi avrebbero dovuto pagare 40 miliardi di 'tasse, che invece non pagheranno perchè così ha deciso il Governo.
Sono 40 miliardi che servono per fare case, strade, ospedali, scuole, e che invece sono finiti nelle tasche dei padroni e soci.
...bere champagne al lume di candela PER
CONVEGNO NAZIONALE DEGLI ATTIVISTI
Nell'ambito e su iniziativa della C.G.I.L.. per dare all'attivismo di fabbrica una diversa e più incisiva efficienza a tutti i livelli, la nostra Sezione sindacale aziendale ha indetto per lunedi21 novembre alle ore 17,15 alla Camera del Lavoro in Via Villa il proprio convegno di fabbrica.
motivi che noi ci apprestiamo a dibattere in tale convegno sono quelli di esaminare lo stato dell'organizzazione di fabbrica, alla luce delle esperienze fatte nella lotta contrattuale nonchè compiti futuri per un ulteriore passo in avanti.
Nella tematica contrattuale sempre più largo si fa l'arco dei problemi posti dalla nuova organizzazione produttiva: la condizione dei lavoratori a livello di fabbrica; creazione di nuovi strumenti di contrattazione sui cottimi, sulle qualifiche, sui premi. sugli organici; servizi: casa, trasporti, assistenza, ecc.
I nostri propositi sono di qualificare di più i nostri quadri attivi, che la stessa lotta contrattuale ha portato ad essere più coscienti di una realtà; ma solo, molti giovani oggi sentono il bisogno di entrare a far parte di una organizzazione perchè hanno capito che solo essendo organizzati si ha la possi bilità di crearsi un avvenire migliore. La nostra Sezione sindacale è impegnata fortemente a questo riguardo. Le iniziative già prese so-
no una anticipazione alle scelte che andremo a fare, come ad esempio i corsi di qualificazione degli attivisti. Ciò è una dimostrazione della serietà con cui l'organizzazione tutta è protesa a questo lavoro. Pertanto invitiamo tutti gli iscritti ad essere partecipi a questo convegno dando il proprio contributo, discutendo i problemi che elaborando in questo periodo con la nostra stampa.
BASTA CON GLI ABUSI DEL MEDICO DI FABBRICA
La ditta non desiste dall'impiegare il medico di fabbrica per i suoi fini di intimidazione verso i lavoratori in ispregio delle disposizioni di legge vigenti che disciplinano il controllo e l'assistenza dei lavoratori ammalati.
Tassativamente ribadiamo che dal momento in cui subentra uno stato di malattia il lavoratore è sottratto alla tutela aziendale e solo l'INAM, attraversando i suoi medici e la sua organizzazione, è responsabile dell'inizio e termine della malattia e della terapia da prescrivere.
Alla ditta rimane solo la norma contrattuale, peraltro superata dalla legge, di controllare se sussiste o meno la capacità lavorativa, ma il medico fiscale non può certo interferire sulle prescrizioni del medico curante, ne decidere arbitrariamente sul termine malattia e
neppure chiamare il lavoratore a visite ambulatorie nel suo studio. A questo tipo di medico fiscale aziendale vogliamo ricordare ancora una volta che l'etica professionale impone il rispetto delle funzioni di un altro medico e la non interferenza nel suo operato. In caso diverso può essere che l'ordine dei Medici abbia qualcosa da dire sull'argomento.
Invitiamo ancora una volta tutti i lavoratori a ricordare queste cose: ad adeguarsi esclusivamente alle decisioni del medico curante e a non soggiacere alla volontà aziendale che opera solo come funzionario pagato dalla ditta. Ciò anche al fine di evitare incresciose situazioni in sede di liquidazione della malattia da parte dell'INAM a causa di irregolarità nella documentazione fine malattia, come già è avvenuto in qualche caso.
„.=01 Paggai d~F e. ,l Cr.La Gazzetta Ufficiale n. 257 del 13 ottobre 1965, ha pubblicato il Testo Unico (D.P.R. del 30 giugno 1965 n. 1124) della legge per l'assicurazione contro gli iinfortuni sul lavoro.
Il pagamento dei giorni di carenza per infortunio
A chiarimento di tale testo da noi già pubblicato sul Metallurgico del mese di ottobre 1965 per quanto riguarda il trattatamento economico deì giorni di carenza e l'interpretazione dell'art. 4 della legge 19 gennaio 1963 n. 15 interpretazione che dava campo ai datori di lavoro di trovare delle scuse per non ottemperare all'obbligo del pagamento deì tre giorni (se capitavano durante la fine settimana, oppure se l'infortunio non superava la durata della carenza), il Testo Unico precisa quanto segue:
« Art. 73 — Il datore di lavoro è obbligato a corrispondere al lavora-
tore infortunato l'intera retribuzione per la giornata nella quale è avvenuto l'infortunio e il sessanta per cento della retribuzione stessa, salvo migliori condizioni previste da norme legislative e regolamentari, nonchè da contratti collettivi o in dividuali di lavoro, per i giorni successivi fino a quando sussiste la carenza dell'assicurazione. L'obbligo suddetto sussiste anche nei casi in cui la guarigione avvenga entro il periodo di carenza.
Indennità in caso di infortunio
Il datore di lavoro e obbligato a corrispondere l'intera retribuzione per la giornata nella quale è avvenuto l'infortunio o si è manifestata la malattia professionale.
A decorrere dal 1 luglio 1962 ai lavoratori spetta:
Nei giorni scorsi è accaduto un singolare infortunio che mette ancora una volta in evidenza quanto sia puerile la campana propagandistica della ditta circa la prevenzione antinfortunistica e quanto invece siano carenti le reali misure di protezione e di prevenzione degli infortuni sul lavoro.
Un operaio del reparto 3H2 è stato colpito (fortunatamente in modo non grave) da una scarica elettrica causata probabilmente da un aspirapolvere sprovvisto di regola. re « messa a terra ».
Nel trambusto provocato dall'incidente si è dimostrato poi tutta la confusione e l'incertezza a proposito dei tempestivi soccorsi che il caso richiedeva: il medico tardava a giungere, nessuna persona era in grado di praticare con competenza al colpito gli esercizi di respirazione; artificiale.
Di fronte al caso la C.I. ha proposto alla direzione di provvedere affinchè si assicuri preventivamente che tutti gli attrezzi azionati da corrente elettrica siano muniti di regolare • presa a terra »: di addestrare elementi, scelti tra il personale di alcuni reparti, al fine di metterli in grado di praticare alla occorrenza i necessari soccorsi, dì garantire il tempestivo e celere intervento dell'assistenza medica.
Pertanto, poichè il Testo Unico non fa che precisare quanto già stabilito dalla legge 19 gennaio 1963 n. 15, all'art. 4 della medesima, invitiamo i lavoratori che si fossero infortunati dopo tale data e non avessero avuto dall'azienda il pagamento delle giornate suddette. di far valere presso la ditta il lon diritto, o eventualmente fare una vertenza sindacale.
il 60% delle retribuzioni per i primi tre giorni successivi a quello dell'infortunio o delle malattie professionali (periodo di carenza) e sarà pagato dal datore di lavoro:
a partire dal quarto giorno successivo all'infortunio a fino al 90' giorno, l'indennità sarà del 60 per cento ed a carico dell'INAIL;
oltre i 90 giorni consecutivi di infortunio o malattia professionale, l'indennità stabilita è del 75 per cento.
Garantire l'integrità della gratifica
Non sappiamo ancora se anche quest'anno la Direzione effettuerà le note trattenute sulle 200 ore per scioperi e malattia. Sappiamo però del vessatorio regime fiscale che vige in Italia per i salari e stipendi, sottoposti a tassazione al di sopra della esigua quota di 240 mila lire annue, pari a 20 mila lire al mese. E' uria ingiustizia che deve essere sanata. Il governo dimostri la sua sollecitudine anche verso i lavoratori non limitandosi a regolare miliardi agli industriali attraverso i famosi sgravi degli « oneri sociali ».
Di fronte a tale importanza questione i membri della FIOM in C.I. hanno proposto alla stessa l'opportunità di una tempestiva iniziativa che potrebbe così estrinsecarsi:
1) Una riunione indetta dai Sindacati, di tutte le C.I. della zona onde esaminare con immediata il da farsi;
pressione sui gruppi parlamentari affinchè portino avanti con celerità i progetti di legge relativi, da tempo giacenti in Parlamento; azione nella fabbrica per opporsi ancora le odiose trattenute per scioperi, malattie e infortunio. Più dettagliatamente la FIOMin merito al problema - ha avanzato, come base di impostazione, le seguenti proposte:
non sottoporre a tassazione a trattenute varie (scioperi, malattia, ecc.) la tredicesima nonchè la grafica natalizia percepita dai lavoratori;
elevare la quota non tassabile, in R.M. c. 2 a 960 mila lire annue (cioè, esentare i salari fino a 80.000 mensili a quelli superiori esentarli di 80.000 lire mensili).
ridurre al 40% l'aliquota di ricchezza mobile (R.M. c. 2) per i redditi netti di lavoro da 960.000 a 1.500.000 lire annue.
FACCIAMO COME L'INGHILTERRA!
Facciamo come l'Inghilterral è il grido di guerra del padronato italiano.
Applichiamo in Italia la politica salariale inglese, ma con le paghe italiane.
Questo Wilson, capo del governo laburista inglese, vuole costruire il socialismo contro i lavoratori e i sindacati, facendo ciò che neanche i conservatori sarebbero riusciti a fare.
E siccome l'emanazione di una legge che blocca i salari fa comodo anche ai capitalisti italiani, da Ciò
Il
mento delle condizini di Vita e di lavoro dei lavoratori. Questa legge rende inutili i sindacati e delega ai padroni la direzione del paese. Questo non è socialismo ma è fascismo. Perchè quando si toglie al sindacato operaio la possibilità dí contrattare il prezzo della forza lavoro, si rende inutile il sindacato stesso, lasciando i lavoratori soli di fronte alle pressioni padronali. Così facendo si cancella dalla vita nazionale il peso dei lavoratori assumen<lo la politica portata dai padroni come il verbo imperante.
so al blocco dei salari, dietro ci sta una scelta fatta fra il consenso volontario a tale politica e l'imposizione per legge. Questo quesito era stato posto dallo stesso Wilson e sciolto dai sindacati con la concessione del blocco salariale.
Queste decisioni non sono state condivise dalla base sindacale e dai lavoratori che hanno continuato a rivendicare l'aumento dei salari.
Cioè c'è stata una sconfessione dell'operato dei dirigenti sindacali, e Wilson anzichè accettare, da buon laburista come crede di far credere, le aspirazioni della classe operaia ha imboccato la via indicata dai padroni.
Non è ancora detta l'ultima parola, perchè il congresso laburista ha approvato una mozione contro i licenziamenti e quindi impegnando il partito a lottare contro le conseguenze del blocco salariale equivale a mettere in crisi la stessa legge sul blocco.
congresso laburista di fronte al fatto compiuto
Wilson. blocco salariale obbligatorio per legge
Discorso di autodifesa del Pruder • Frank Consias conferma r opposizione
-.14 sindacato alli - voco
E' diffiéile però offrire agli ercu.._ tradiva ialida • Irilson, bloccando i salari, ha risolto problemi lasciati sospesi dagli avversari
DAL NO1110 comusroprDirrz Londra 11 n"-
deriva il plauso dedicato a Wilson dalla stampa borghese del nostro paese, e unitamente a ciò un invito al nostro governo a far altrettanto.
A questa legge il governo laburista inglese è giunto contro il parere dei sindacati operai, perchè diversamente non ci sarebbe stato alcun bisogno della legge.
Si tratta di una legge antisindacale ,che tende a bloccare l'avanza-
Le conseguenze di queste scelte sono note. Sospensioni, licenziamenti, ecc. ecc. cose sperimentate anche da noi. Succede cioè tutto l'opposto di quanto è stato promesso come conseguenza del blocco salariale.
Occorre ricordare che alla legge si è giunti dopo che il congresso della Trade Unions (sindacati inglesi) avevano dato il loro consen-
ll leader sindacale della opposizione al blocco, Frank Cousins, ha detto chiaramente che le leggi cattive saranno spazzate dalla lotta operaia.