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FIOM Voce11

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bollettino della sezione aziendale e. marell i

Sciopero sospeso

CGIL ribadisce che non accetterà

La motivata decisione presa dalla FIOM La soluzioni centralizzate e che bisogna risolvere la vertenza più

Roma 12 ottobre

Dato lo stato degli incontri interconfederati 'in riferimento alla vertenza dei metallurgici, aperta da un anno, la FIOM - CGIL ha comunicato la decisione dell'Esecutivo (approvata dai direttivi provinciali delle princiligi province) di sospendere da oggi gli scioperi nelle aziende private . L'Esecutivo era stato unanime nel levare come un successo il fatto che la Confindustria abbia dovuto rinunciare all'obiettivo di un accordo centralizzato volto a mortificare la autonomia contrattuale e la libertà rivendicativa delle categorie, ed abbia invece convenuto coi sindacati sulla urgenza di cercare in primo luogo uno sbocco alla vertenza dei metallurgici.

Questo primo fondamentale risultato ha consentito ai sindacati di affrontare insieme alla Confindustria un esame di merito dei problemi più controversi che avevano portato alla terza rottura. Lo Esecutivo — in una nota — ha peraltro richiamato l'attenzione dei metallurgici sulla persistenza di serie divergenze col padronato, sia sui miglioramenti economici e normativi complessivi, sia sul riconoscimento di alcuni importanti diritti di contrattazione o di consultazione del sindacato nella fabbrica. Sono divergenze da non sottovalutare, poichè lasciano prevedere una trattativa difficile e non priva di incognite. Ma in pari tempo l'Esecutivo ha ritenuto che su alcuni aspetti importanti, le posizioni padronali si siano sostanzialmente avvicinate a quelle sindacali, mentre su altri la Confindustria aveva modificate proprie posizioni.

La soluzione che in particolare si prospetta sull'istituzione dei comitati paritetici di fabbrica, sul loro funzionamento e sulla loro elezione da parte degli iscritti al sindacato, costituisce un fatto di notevole rilievo che — nota la FIOM — potrebbe favorire una soluzione specie se la Confindustria facesse i ventilati passi avanti su questioni aperte quali la regolamentazione aziendale dell'orario e l'intervento del sindacato per la tutela dei lavoratori, nel caso di lavorazioni nocive e disagiate. Quanto agli aumenti salariali, le controfferte della Confindustria hanno segnato uno spostamento delle ultime posizioni, pur rimanendo lontane dalle ultime richieste sindacali: questo passo avanti non sta soltanto nel miglioramento proposto (11-12° ,i complessivo invece dell'8')/0), ma nel fatto che non vengono più contestate in via di principio le richieste concernenti: un'ulteriore riduzione d'orario, un avvicinamento normativo operai-impiegati (come per il trattamento di malattia), la indennità di quiescenza e gli scatti d'anzianità.

L'Esecutivo ha ritenuto pertanto che esistano alcune importanti condizioni per la ripresa delle trattative, e vi sia per i metallurgici un primo affidamento sulla possibilità di un incontro conclusivo; per cui, si accetta la proposta padronale di una trattativa con tempi più ravvicinati e si sospendono gli scioperi, sottolineando però che un'intesa contrattuale pressuppone non soltanto un sostanziale spostamento delle posizioni padronali, ma sol/bidoni positive sull'intera -materia dei diritti sindacali

importante

e del potere contrattuale. In particolare, l'Esecutivo afferma che non accederà a una qualsiasi intesa che menomi il diritto del sindacato a negoziare e regolamentare liberamente, secondo il contratto vigente, i premi di produzione.

Questo orientamento è stato comunicato agli altri sindacati.

Nel pomeriggio, il Presidente della Confindustria informava i sindacati che « non essendo pervenuta tempestiva conferma del ristabilimento della normalità sindacale », in vista dell'incontro previsto per oggi, esso viene disdetto per la parte riguardante i metallurgici, e confermato con le confederasioni per la « formulazione di un protocollo relativo alle questioni generali sulle quali si è manifestata un'intesa di massima ».

In serata la CGIL ha risposto all'improvvisa e inattesa disdetta dell'incontro sui metalmeccanici, cui dovevano partecipare i sindacati di categoria. Dopo aver confermato che la FIOM ha sospeso

gli scioperi proprio per rendere possibile una trattativa conclusiva sul contratto, la CGIL ha dichiarato che se la Confindustria volesse dare al negoziato il carattere di un me sulle questioni genera.. aperte hei diversi contratti, non potrebbe che olidarizzare con l'eventuale ripresa della i',bertà d'azione da parte della NOM. La CGIL riconferma la propria disponibilità a esaminare, dopo il completamento del contratto metallurgici, la possibilità di estendere ad altri settori, « in quanto estendibili », alcuni punti del contratto stesso relativi ai diritti sindacali. E' però evidente che una modifica degli impegni assunti domenica (e cioè un riaffacciarsi di intenzioni tipo accordoquadro n.d.r.) e renderebbe impossibile la partecipazione della CGIL e farebbe ricadere sulla Confindustria la responsabilità di un serio aggravamento della situazione sindacale n.

VENERDI 14 ottobre presso la CAMERA DEL LAVORO o 10 di SESTO S. G. (via Villa, 6) ore ,45

VOCE SINDACALE
ATTIVO STRAORDINARIO •
i2.35 Vv 123 1. r1111 4 .1L..
DI ZONA sul eentratt•

IMMISSIONE INTERNA

Le recenti elezioni della C.I., pur con le fluttuazioni di voti e di percentuali che sempre si riscontrano anche se in diversa misi,1 a, hanno confermato le posizioni 11,31te, tre liste presenti nella fabbrica. I dati specifici sono ora all'esame della sezione sindacale aziendale per le opportune valutazioni.

Nella sua prima riunione la C.I. ha proceduto alla nomina delle cariche interne. Voliamo sottolineare il fatto nuovo ed- altamente positivo che,per la prima volta alla E. Marelli, si è verificato un voto unanime ed unitario per una direzione unitaria a tre della stessa C.I. Importante è poi il fatto che9i sia assunti responsabilmente l'impegno a ricercare sempre soluzioni unitarie ai vari problemi che si dovranno affrontare.'

Ciò assume maggior valore perchè, a seguito del recente accordo Inte-confederale, la C.I. durerà in carica due anni anzichè uno.

E' necessario ora che da questa premessa, estremamente significativa del clima nuovo che si è venuto creando, si passi ad atti concreti che ne valorizzino i contenuti.

I programmi che già sono stati presentati nella campagna elettorale, dovranno essere confrontati e discussi per dar vita a un program-

Risultati elezioni

Operai:

Votanti 3803 (3756) - voti validi 3803 (3537) scheda bianche 163 (118) - schede nulle 136 (101). voti seggi Fieli-C(3M

ma unitariamente accettato, con scelta dei temi e delle priorità.

I rapporti con la ditta e con i lavoratori dovranno essere meglio strutturati, imponendo alla prima frequenti riunioni e sollecite risposte e stabilendo con i secondi più stretti legami, con l'uso impegnativo di informazioni periodiche e con ricorso alla riunione e all'assemblea nelle forme opportune ogni volta che ciò si rendesse necessario.

Attraverso queste vie, che avranno sempre il pieno sostegno della FIOM, noi siamo certi che la C.I. potrà esplicare il suo mandato nel modo migliore, con l'appoggio sempre più largo dei lavoratori, accrescendo il prestigio, l'autorità e la forza di questa istituzione, essenziale per la difesa degli interessi singoli e collettivi dei lavoratori.

Impiegati:

Votanti 1961 (1631) - voti validi 1604 (1564) schede bianche 59 (53) - schede nulle 28 (14) voti seggi

FIOM.CCOIL

I numeri tra parentesi si riferiscono ai risultati delle elezioni. precedenti.

La direzione e gli operai devono cdoperare... Noi diamo gli ordini e voi dovete ubbidire)!

a Mine M'll

COMPOSIZIONE DELLA

La nuova Commissione Interna risulta così composta:

Operai

Rossi Alessandro FIOM 1149

Frigerio Ferdinando FIOM 589

Arlati Giuseppe FIOM 567

Lomolino Domenico F!OM 564

Riva Enricc FIM 558

Villa Angelo FIOM 517

Comi Giuseppe FIM 412

Mandelli Giulio FIM 326

Buraschi Carlo UILM 173

Impiegati Ripamonti Aldo FIM 334

Riboldi Luigi FIM . 251

Vallicelli Walter UILM 216

Pitea Oscar FIOM 166

Nella sua prima riunione la Commissione Interna ha nominato: Presidente Ripamonti Aldo e Vice presidenti Rossi Alessandro e Valliccelli Walter.

2.046 (1.980) 5 (5) 53,8 (56,00) FIM-CISL 1.218 (1.178) 3 (3) 32 (33,3 ) UILUILM 539 ( 379) 1 <1) 14,2 (10,7
300 (342) 1 (1) 18,7 (21,9)
783 (843) 2 (2) 48,8 (53,9) UIL--UILM 521 (379) 1 (1) 32,5 (24,2)
FIM-CISL

(3'nfinuiamo ad essere ipici mal pagati de( MEC

be più reggere alla concorrenza dei mercati stranieri.

quanto sia falsa la propaganda confindustriale.

Ecco un grafico eloquente. ricavato dall'ultima relazione sulla situazione sociale nella Comunità economica europea, tenuta dal prof. Levi Sandri. I redditi annui dei lavoratori dell' industria nel MEC sono aumentati in media del 40% fra il 1958 e 1965. In testa sta la Germania Occidentale con un incremento salariale del 52%; vengono poi l'Olanda col 42%, la Francia col 35%, il Belgio col 30%, il Lussemburgo col 25% e ultima — l'Italia col 20%. Dove si vede che guardando un periodo più lungo di quello '62-'64, non vi è affatto stata nei nostro Paese un'inflazione di aumenti retributivi. Anzi da noi le paghe rimangono fra le più basse, e gli incrementi di paga i più bassi.

Come appare evidente, tra tutti i paesi della Comunità Europea, il lavoratore italiano è quello che ha avuto, negli ultimi sette anni, il minore incremento di salario.

Quindi le voci fatte circolare ad at'A secondo cui, i nuovi aumenti salariali avrebbero portato il paese verso l'inflazione e la rovina, altro non sono che delle puerili scienze per comprimere il movimento riven' stivo dei lavoratori e negare loro un salario che gli permetta di vivere al pari dei lavoratori degli altri paesi.

Non è solo sfruttando al massimo l'uomo che sì può tenere testa alla concorrenza internazionale. Purtroppo la politica che nostri industriali continuano a fare,è quella di negare ogni miglioramento salariale al lavoratore, basando tutta la loro politica di concorrenza non sull'ammodernamento delle industrie e degli impianti superati dalla tecnica e dagli anni, ma ancora una volta lesimando sulla busta paga del lavoratore.

" E' noto a tutti come la propaganda confindustriall si affanni a dichiarare M quattro venti che non è possibile acoéttare le richieste contrattuali del sindacati e concedere aVmenti salariali, in quanto un'ulteriore auivento del costo della manodopera romperebbe lo equilibrio economico esistente e provocherebbe il conseguente au• mente dei costi e non si potreb-

Purtroppo anche le bugie degli industriali (alle quali noi non abbiamo mai creduto) hanno le gambe corte e sono anch'esse destinate ad essere clamorosamente smentite.

Il documento che riproduciamo, (documento che non si può tracciare di faziosità di parte essendo di fonte attendibile qual'è lo Istituto dí statistica della Comunità Europea) dimostra con cifre chiare e quindi inequivocabili

A questa politica padronale dobbiamo opporci con decisione per imporgli una diversa strada, quella degli investimenti e del rinnovamento tecnico da un lato e dall'altro perché si accontentino di più modesti guadagni. Non accusino i lavoratori dunque di chiedere un salario più adeguato alle esigenze della vita moderna e di essere dei disfattisti che vogliono portare il paese alla rovina. La via che noi vogliamo imprimere è quella di uno sviluppo economico che si fondi non sulla miseria ma sidi benessere dei lavoratori.

Incremento salariale In percentuale dal 1958 al 1963 (fonte CEE 52 50 42 4D 35 ~1 , FRANCI A .11•1••••• 25 ;20 Amia••••••••11. 30 20 10 (DO 32 111111111101. o LUSSEMBURGO A. ..11110 1•
Idioti- MI- 65
SMENTITI GLI INDUSTRIALI DAI DOCUMENTI DEL M.E.C.

EPIGRAMMI La ripresa economica

LA DIFFERENZA Per i salari c'è un Mito,. per il profitto è diverso c'è lo spazio dell'universo.

e Prezzo al consumo dello zucchero per kg.

Consumo

Viaggiare stanca, dopo la Svizzera riposa in banca.

NORMALE AMMINISTRAZIONE

n mio padrone non fa niente di straordinario, risparmia sulle sue tasse sui mio salario.

LA POLITICA DEI REDDITI

Ha un grande cuore il commendatore, ho rinunciato all'aumento ha assunto mio fratello. Ieri mi ha chiesto se conosco qualche orfanello, alto stesso prezzo prende anche quello.

L'AMORE OSTACOLA

LA PRODUZIONE

« Operaie cercansi anche ridotte capacità ma con tendenza alla castità a.

IL BIS

Tristi presagi, Ofeya, ho interrogato t'oracolo, prevede un nuovo miracolo.

PII), MA NON LE METTIAMO

Costa meno il lavoro

2,7 6 m3...2cinC 2, 5 *ig#111"L litim4- 2,4 c=:3 ‘=wr.•-. 21 2,3 A. 2,1 Lussemb. .."111 11Pig 1, 7 CIZI ) EZ:u 0,9 Gran Bret.' Svizzera Germania Svezia Olanda Francia" Belgio e Italia a

5'

Questo grafico parla chiaro. Nel 1965 la produzione per addetto è aumentata del 14%, i salari reali sono rimasti prassochili fermi. il costo dei salari per uniti di prodotti è diminuito dell'11,5%. Ciò significa che la ripresa economica che va accentuandosi viene pagata dai lavoratori. E la Confindustria vorrebbe ora e saldare il conto» concedendo aumenti del 4%.

(da United Rubber Worker - USA) 5.~

E' come ti dicevo Fred. Voi non organizzati siete sempre presi... alla fine.

(da Mine Mill Herald)

CONSUMO ANNUALE DI SCARPE PRO CAPITE
PRODUCIAMOCI
+ 1 4%
+3,9%
+2A% +1.4% GOLsalari per unito' prodotti —8,5o/o
produnone per addelio Salari nominati Costo della vita solari reali
capite
X 198 196 2 O dT TOTALE OCCUPATI MASCHI E FEMMINE CARNE 80vutiA CONSVA40 PRO CAPITE 1963 4965 ICS 449 « I 925.
PAGHIAMO PIÙ CARO,CONSUMIAMO MENO
annr di zucchero pro
in kg.
Ho stabilito il bilancio con il quale possiamo vivere, ma dovresti lavorare due turni al giorno per arrivarci...
'et
primo semestre
Nel
del 1966 Ieno occupati che nel '65 IN CASA NOSTRA:
IL RIPOSO DEL CAPITALE

I PADRONI CHIAMANO CON UN nome nuovo un vecchio vizio

Per • politica dei redditi a, propagandata tanto rumorosamente dal padronato e sostenuta da! Governo, si intende semplicemente che le retribuzioni dei lavoratori non devono essere aumentate, anzi ridotte,. e che non si deve dare corso a nessuna modifica contrattuale senza il preventivo benestare del padronato.

Tutte le spiegazioni, dei • teorici a e • dottori = mobilitati e assollati dalla Confindustria, per far opera di convinzione con ie loro autorevoli firme, sono delle baggianate imbonire ii popolino.

Il problema vero è il seguente: il nostro Paese ha raggiunto una fase cfrd suo sviluppo economico che Per rendere possibile un'ulteriore avanzata occorre avere più mezzi per finanziare l'espansione della base industriale e per ammodernamenti.

Dove prendere questi mezzi? Ci sono solo due soluzioni: prenderli a chi ne ha, i padroni; oppure fra la povera gente, con tasse, ecc.

La scelta è stata facile e per sostenerla si è scatenata una gazzarra propagandistica per mettere sotto accusa i lavoratori, avidi mangiatori di bistecche, ecc. e chiamando in causa, per questa specie di santa crociata, la Patria, il Progresso, la Civiltà, l'Avvenire, ecc. tutto naturalmente non per salvare i profitti dei padroni, ma per il bene dei lavoratori e delle loro famiglie.

Non reclamiamo la sincerità dai sostenitori di una siffatta politica perché non ne hanno, ma solo di considerarci un pochino meno beoti di quello che pensano.

Da costoro reclamiamo però di attenersi ai fatti. Ciò che si vuole con questa • politica dei redditi a è cosa nuova?

IL LUPO A GUARDIA DEL GREGGE

Con ciò, il padronato, si ripropone il vecchio proposito di negare le esigenze dei lavoratori, sia che si tratti di miglioramenti remunerativi, come della esigenza di mag-

giori libertà nelle fabbriche ed il riconoscimento delle organizzazioni operaie nei luoghi di lavoro.

Ed essendo, dunque, il fine sempre quello è scontato anche il fallimento delle finalità « sociali • sbandierate dai sostenitori, i quali ripropongono se stessi e le loro scelte per rimediare alle conseguenze che loro stessi e la loro politica hanno causato.

Oltre che essere una esperienza storicamente provata, abbiamo inoltre di fronte a noi, ancor vive nei fatti, le conseguenze negative ultime subite in questo ultimo tempo.

Dal 1963 è in atto, non solo il blocco delle retribuzioni e dei contratti, ma anche una continua riduzione di fatto del nostro potere di acquisto. Per cui abbiamo visto soddisfatto l'obiettivo della • politica dei redditi a con tutte le sue conseguenze, che ha significato anche riduzione della occupazione, riduzione dell'orario di lavoro e dei salari, sospensioni dal lavoro, ecc.

Cioè, mentre i lavoratori facevano l'esperienza pratica sulla • politica dei redditi non veniva soddisfatto nessuno dei propositi innovatori per i quali tale politica è sostenuta, e cioè è successo quello che doveva succedere: calata la occupazione, aumento dei prezzi, ristagno del mercato interno, meno investimenti produttivi, ecc.

Vale la pena di ripetere che sono palpabili i risultati che ha prodotto la politica padronale così come appare sempre più chiaro il fine della • politica del redditi •. Abbiamo avuto più alti profitti; maggiore sfruttamento; maggiore rendimento del lavoro; minori investimenti produttivi; fughe di capitali all'estero; maggior emigrazione, ecc. Anziché appianarsi, le distanze sociali, si sono accentuate. Da una parte i poveri sono sempre più poveri e dall'altra i ricchi sempre più ricchi.

Per i padroni non è mai andata così bene. Ci riferiamo all'andamento dei bilanci aziendali resi pubblici ed alla • comprensione a avuta dal Governo che ha regalato agli industriali 270 miliardi all'ari-

no, con la riduzione dei contributi sociali e loro carico.

Ci si potrebbe obiettare, che poiché i padroni hanno avuto ciò che chiedevano perché insistono tanto sulla • politica dei redditi? a.

Ciò che essi vogliono è che noi sottoscriviamo tale politica. Essi sanno benissimo che senza il nostro consenso tutto è aleatorio ed incerto. I padroni ci vorrebbero castrati e contenti, tutto naturalmente per il bene nostro e della Patria, ecc.

Quando Costa, presidente della Confindustria, afferma che i lavoratori sono ancora troppo forti, lo fa per mettere in evidenza l'azione che sta facendo per dividere il movimento operaio. Il -cui fine è dì rafforzare la propria posizione di potere sopra una classe operaia, divisa, senza diritti e senza forza per reclamarli. E questa significa fascismo, e la strada per arrivarci è sempre la stessa.

Coloro che si fanno sostenitori della • politica dei redditi a e del cosidetto• accordo quadro a stanno introducendo, per conto altrui, un cavallo di Troia nelle file del movimento operaio.

Se il loro piano si afferma avremo i sindacati senza potare, senza forza non contando più nulla.

E' un quadro fosco ma realistico, a nostro avviso, e la verità non è mai nemica dei lavoratori!

Il movimento operaio si è fattd adulto e oltre a protestare si batte per far cambiare le cose. Siamd portatori della necessità di porre ordine alle cose del nostro Paese, Occorre che l'Italia sia effettivamente una Repubblica fondata sul lavoro e non sui profitti dei padroni. Che il progresso sia al servizio dell'uomo e e!-Jia società e non di un gruppo di • staccatori di cedole a.

La nostra lotta non può essere contrabbandata per merce avariata. I nostri obiettivi Sono chiari: migliori condizioni di lavoro e di vita per i lavoratori, intaccando gli interessi privati di un gruppo di privilegiati, per risollevare il Paese dal caos che lo minaccia.

Battiamo con la nostra forza unita il piano padronale, perchè è ne, cessarlo per fare del nostro Paese una nazione progredita e moderne,

Il riposo settimanale obbligatorio per legge

LA ERCOLE MARELLI COSTRETTA A RISPETTARE IL CONTRATTO

LA NORMA NON CONSENTE ALCUNA ECCEZIONE

II regime di riposo settimanale è osservato solo se nessun periodo di sette giorni, comunque calcolato, risulti privo di un giorno di riposo: questa la massima di enorme importanza per tutto il mondo del lavoro enunciata dalla Corte di cassazione (sezione 3a, presidente Rosso) che ha in tal modo messo fine a ogni possibilità di equivoco in materia.

Nella motivazione della sentenza, ora depositata, la suprema Corte ha interpretato la legge sul riposo fornendo tassative disposizioni per il suo rispetto. Eccole: di norma il riposo deve coincidere con la domenica, salvo le eccezioni espressamente previste dalla legge;

nel ciclo di ogni settimana il giorno di riposo deve seguire a sei di lavoro. Non sono ammesse eccezioni; non sono validi accordi tra le parti in contrasto con questo principio. E ciò perché scopo umano e sociale della legge è quello di garantire a ogni lavoratore, non solo un giorno di riposo alla settimana, ma anche un preciso rapporto di alternativa tra lavoro e riposo per evitare il sacrificio di un lavoro che potrebbe derivare al lavoratore dall'accumularsi, oltre misura della fatica;

tale interpretazione è in linea con le convenzioni dell'organizzazione internazionale del lavoro sul riposo settimanale del 25 ottobre 1921;

pur essendo possibile concedere il riposo in un giorno diverso dalla domenica resta fermo e inderogabile l'obbligo per il datore di lavoro di osservare un ritmo sul quale le giornate di riposo cadano dopo non più di sei giorni consecutivi di lavoro;

6) la buona fede, cioè la convinzione dell'agente della liceità del fatto, non he alcuna rilevanza. Nè la ha la eventuale tolleranza da parte dell'autorità addetta al controllo delle prestazioni di lavoro. Pertanto penalmente la violazione della legge sui riposo è sempre punibile a titolo di dolo o .di semplice colpa.

5C R N ET€C

650.000 lire di arretrati ad un operaio.

A

QUANDO

LA PORTA AL REPARTO FABBRI?

Da due anni gli operai sono costretti a subire, durante l'inverno, i rigori e le intemperie della stagione fredda.

Motivo: manca semplicemente la porta ad un lato del capannone; quello in cui scorre la « gru » e si effettua lo scarico del materiale.

In data 13 settembre c.a. la ditta E. Marelli, in sede vertenziale ha dovuto versare ad un suo ex dipendente la somma di L. 650.000 quale arretrato per adempienza alle norme contrattuali relative al lavoro straordinario notturno.

Già in diverse occasioni gli opel

rai hanno espresso il loro malcontento in scioperi ripetuti e massicci.

La C.I. è ormai un anno che è intervenuta presso la Direzione. Queista si era impegnata a presentare un progetto di soluzione, ma a tutt'oggi non si è fatto nulla per risolvere il problema.

L'inverno prossimo sí avvicina e ancora siamo al punto di partenza. Ci domandiamo cosa occorre fare alla E. Mettili per ovviare a fatti come questi che interessano direttamente la salute e l'integrità fisica dei lavoratori.

Non si tratta di una norma equivoca che possa dar adito a diverse interpretazioni. Semplicemente la E. Marelli, a questo suo ex dipendente che negli ultimi otto anni ha lavorato sempre di notte con orario normale di 14 ore, no-lhaynai corrisposto le percentuali di maggiorazione previste dall'art. 12 del Con, tratto di L oro. Ciò avviene in una l zlitta sempre pronta a richiamarsi al contratto, di cui dimostra di avere un'ottima conoscenza, quando si tratta di norme disciplinari e di doveri dei lavoratore.

Facciamo perciò invito a tutti quanti affinchè controllino con cura la loro busta paga e nei casi dubbi si rivolgano alla C.1. per ì chiarimenti necessari e per le eventuali denunce delle inadempienze.

Durante lo sciopero ultimo del 6 c.m., un operaio si è recato all'infermeria del 1.o stabilimento per fare una iniezione endovenosa. Egli era in cura e quel giorno, tra l'altro, si sentiva poco bene. Come prima risposta si ebbe dal medico di fabbrica, dott. Orlando, un netto rifiuto. Questo signore, anzichè adempiere agli obblighi che l'etica professionale gli impone, col sorriso sulle labbra, motivava il rifiuto dicendo al lavoratore che essendo egli ín sciopero non aveva diritto ad essere assistito.

Alcuni membri della C.I. lì presenti si premuravano di segnalare la cosa al capo dell'ufficio vigilanza. Nè costui, nè la direzione del personale, ovviamente interpellata, si preoccupavano di dare anche una semplice risposta.

Eppure sono gli stessi, sempre pronti e tempestivi ad intervenire per indagare ed interrogare abusivamente i lavoratori per ogni minima presunta mancanza.

IL LIVORE ANTI SCIOPERO DELLA DIREZIONE PROIBISCE PERFINO LE PRESTAZIONI MEDICHE Al DIPENDENTI

SE SIAMO TANTO POVERI DI CHI SONO I MILIARDI FATTI FILARE ALL'ESTERO?

Questa è l'ultima di una serie di operazioni di questo tipo concluse nel corso dell'ultimo anno, la relazione della Banca dei regolamenti internazionali del 13 giugno u.s. rileva che dalla primavera del 1965 in poi gli USA oltre ad avere prelevato 205 milioni di dollari (in lire italiane) dal FMI e 100 milioni di dollari dalla Banca d'Italia, hanno ottenuto prestiti obbligazionari dal governo italiano per importo complessivo di 285 milioni di dollari.

occ. e ad altri paesi.

Questa povere. Italia, priva di risorse naturali e di capitali, questo nos'tro povero paese, in cui non è possibile, secondo la c-onfindustria dare ai lavarwtori Io stesso trattamento che gli altri « ricchi s paesi possono concedere, ha concesse agli Stati Uniti d'America un prestito di 250 milioni di dollari equivalsoti a 1511,3 miliardi di lire per un periodo di 5 anni al ttisso di interesse 411'1,5%.

Ma non è finita, l'Inghilterra ha ottenuto nello stesso periodo ingenti crediti dal governo italiano e in questo ultimo periodo le autorità inglesi hanno prelevato 225 milioni di dollari presso la Banca d'Italia, utilizzando un'apertura di credito.

Contemporaneamente risulta che ingenti capitali italiani son stati dati in prestito ad alcune grandi organizzazioni internazionali, alla Germania

Va poi aggiunto che il flusso degli investimenti italiani all'estero è di gran lunga superiore a quello dei capitali itaiiani all'estero. Malgrado ciò le riserve valutarie italiane sono in continuo aumento e superano quelle dell'inghilterra, del Belgio ecc. — Da dove saltino fuori questi soldi è facilmente individuabile. Basti pensare che dal '64 al 1965 con il 7% in meno di ore lavorate e quindi di salario in meno nel setto dell'industria metalmeccanica è stato un aumento del rendimento del lavoro 16% che nel settore automobilistico a tutto il Luglio 1966 rispetto allo stesso periodo del 1965 la produzione è aumentata alla FIAT del 6,3% alla Lancia del 37,90/0 alla Innocenti del 32,4.

Chì paga sono sempre i lavoratori dunque. E poi si nega il rinnovo del contratto.

bene I tuoi soldi:.

WedA., - MILANO l.P fadria4 i t° ranr~irterfa4~ , -adid77149i10/n~ 01 W Z«4› * MILLE* * * * al portatore * ce c/r 2071190 t i Iscriviti dunque al Sindacato 4CE or
i t rIMMOM 42••••••••••• 41M111111.0~11~111. •••••••••••
i i /TUTTI
tla Sindacato autonomo dai padroni, partff • governo, Io devono. pagare i lavoratori investi
INSIEME VERSIAMO L'ASSEGNO AL SINDACATO!

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