F11111britiVOCE SINDACALO
bollettino della sezione aziendale e. marell i
(mercoledì 30 marzo)
A pochi giorni dalla grande manifestazio ne del 24 marzo, i lavoratori della BRE: DA hanno nuovamente effettuato la marci a Milano per protestare davanti alla Dire zione generale della fahhrip2
Come sappiamo il giorno 23 Febbario u.s. è stato firmato un accordo per il rinnovo del Contratto di lavoró fra le organizzazioni dei lavoratori (FIOM - FIM - UILM) e ia Confapi.
Quale giudizio possiamo dare sullo stesso e quali prospettive apre a tutti noi?
II ciudizio è nettamente positivo parche l'accordo, oltre ad accettare la piattaforma rivendicativa presentata dalle Organizzazioni Sindacali a nome dei lavoratori, dir~ ^a come vi sianc le possibilità per un raffronto fra padronato e lavoratori cne superi la gretta concezione in ogni caso è il padrone che determina ed i lavoratori devono subire ; infatti nell'accordo si prevede che le ovalifiche, i ritmi di lavoro, la formazione professionale, i livelli di occupazione abbiano una trattazione preventiva tra datori di lavoro ed i lavoratori tramite le loro organizzazioni.
Sono queste possibilità che hanno fatto uscire dai gangheri i rappresentanti del grosso padronato.
La Confindustria infatti, dopo la stipula dell'accordo è diventata ancora più asticsa, più cattiva e l'Assolombarda ha cominciato ad inviare circolari ai suoi aderenti (grandi e piccoli) per impedire che5li stessk: abbiano ad accettare l'accordo della CONFAPI.
Perchè questa rabbia? E' chiaro che la firma del rinnovo del contratto da parte dei piccoli industriali è una grave sconfitta politica della CONFINDUSTRIA. Molte delle sue parole d'ordine sono saltate ; si dichiarava che accettare le rivendicazioni dei lavoratori voleva dire mandare alla malora l'economia del Paese ed in particolare avreobe significato la fine dei piccoli e medi imprenditori ; ora come ocssor,J pii,' sostenere queste tesi?
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La lotta unitaria "eiGtm" CONI« (P ha rotto il fronte padronale
La verita e una sola, non si vogliono considerare i lavoratori ccme controparte ma esclusivamente come parti di macchina che le direzioni inventariano come proprietà privata e che come tali possono essere spostati, cambiati o messi a rottame a secondo dell'esclusivo interesse padronale.
Da' tempo, con le loro lotte, i lavoratori, hanno fatto cadere buona parte di queste pretese di,i,clatori di lavoro e con la lotta in corso altre pretese padronali cadranno.
Una amara considerazione è quella che i lavoratori hanno nel constatare che, l'associazione dei piccoli industriali ha abbandonato laa-pósizione della CONFINDUSTRIA mentre il governo la sostiene;infatti le industrie a partecipazione statale sono ferme nella loro intransigenza assieme alle private ed ancora, nel discorso al Parlamento all'atto della formazione del governo, l'on. Moro ebbe a ribadire ciò che già disse a Bari, ossia... tenete duro, non concedete niente ai lavoratori.
Tutte queste cose stanno pere/ a dimostrare come i vari Borletti - FALCH FIAT - CGE ecc. ecc. sentano la loro posizione estremamente debole, perchè non solo i lavoratori non hanno ritenute valide le loro argomentazioni ;ma gli stessi, con una partecipazione di massa hanno iniziato la lotta promossa in modo unitario dalle organizzazioni sindacali; questa lotta potrà essere dura, costerà sacrifici, ma non si fermerà che a contatto di lavoro rinnovato
LA LOTTA E LE SUE DIFFICOLTA'
La lotta per il rinnovo del contratto va avanti con una rarghissima partecipazione dei lavoratori.
Riteniamo però che sia necessario capire e assimilare meglio l'importanza della linea di lotta scelta che si collega direttamente alla qualità della piattaforma rivendi-, cativa unitaria che ci siamo posta come nostro obiettivo.
Considerato la prevedibile resistenza padronale si & scelta la linea di scioperi articolati intercalati da grandi manifestazioni che ottengono il risultato di incidere in Modo decisivo sulla produzione intaccando seriamente l'intransigenza del padronato, sia privato, sia statale.
Un'analisi a livello della nostra fabbrica pone in evidenza l'efficacia di questo tipo di sciopero e la sua incisività attraverso la valutazione dei metodi con cui la ditta opera' in funzione anti-scioperi e che sono a conoscenza di tutti i lavoratori.
CONGUAGLIO
L'azienda invita e spinge i lavoratori a usufruirne ne( periodi di sciopero arrivando a conteggiarlo anche a ore contrariamente alla norma da essa voluta ; lo nega invece in quasi tutti gli altri casi anche quando il lavoratore lo ha richiesto giorni prima, magari giustificandolo con motivi di carattere grave.
TURNI E STRAORDINARI
Spostamenti degli organici e creazione contingente di turni per creare sempre nuove difficoltà nell'effettuazione gli scioperi articolati. Note di comando e straordinarie allargate e ingiustificate per invogliare il crumiraggio in questo modo particolare e incisivo tipo di sciopero.
NUOVI ASSUNTI
Si fanno indimidazioni di ogni genere. Se scioperano vengono chiamati e diffidati dicendo loro chiaramente che ' facendo si giocano il posto di lavoro, invitandoli nel
contempo a non farne parola con i compagni di lavoro. Questi sono solo ale_ini esempi che però è bene siano' conosciuti da tutti.
Occorre comprendere che non c'è altra risposta possibile che la nostra lotta più coerente e più forte, una sempre maggiore volontà e spirito di partecipazione a una battaglia vigorosa e possente per battere questa linea padronale e conquistare un nuovo contratto che risponda pienamente alle rivendicazioni avanzate.
Questo .uno dei dati' di una inchiesta condotta dal Ministero della Sanità
ROMA, o marzo
Un'inchiesta del Ministero della Sanità, condotta dai professori Ferro-U=1, L. Termine e altri esperti, sullo stato della' nutrizione in Italia, ha accertato, ha particolare, che nella provincia di Milano — seppure situata in zona a e buon livello nutriaionale » — solo•il 29 % dei bambini oontroLlati è risultato ' armonicamente sviluppato, • mentre per il 62% si sono notati squilibri nel peso e nell'altezza e per il 9% addirittura difetti strutturali -nello scheletro; dovuti a malnutrVione.
C'è un'India dunque anche in Italia. Allarmanti fenomeni di denutrizione; in specie tra i bambini, esistono in vaste zone del Paese. Il Mezzogiorno ha naturalmente il primato, ma — come si è visto — non è esente neppure la zona pii" industrializzata del Paese. Ciò risulta dall'inchiesta del ministero della Sanità. In generale le nostre popolazioni consumano pochi alimenti proteici, vitamine e sali minerali, indispensabili soprattutto ai bambini nei periodi della crescta. Detto in altre parole l'inchiesta ci informa che la dieta italiana è caratterizzata da largo consumo di minestre e paste asciutte; trier.:re scarseggiano la carne, i formaggi, le uova, la frutta e le verdure.
Dall'inchiesta risulta, che esistono tre Italie: la prima (con, ad esempio, la particolarità surriferita) a « buon livello nutrizicala. le » che include le regioni indi:atri/h 'dal Nord, con Milano, Patta, Torino, Gehova, Bologna e Savona, una parte dell'Emilia e dell'Umbria e il centro di Roma. In queste zone c'è anzi chi mangia t a -sono -stati infatti rilevati fenomeni da e I= infantile, provocati da un eccesso - di ode •neLla nutrizione. La seconda Italia è-quella a un M naodesto livello nutri donale*: le calorie e le vitamine sona` :brasanti in rnihura teorica:nenie sufficienti At -bisogni individuali. Di fanno pax • zone della Val Paddila,tAI L Toscana, slittai- centri dalle Marche.
La terza Italia- *Sieda « a basso livello amtrizionidaz4d•è sa più estesa, comprende le • restanti "regioni centrali, 'il Meszogiomo, le isola r none* vaste zone del Settentrione, i asti/borghi periferici delle grandi siiti. ~rose valli .alpine. 3a Vai d'Aosta e parta del Veneto, del Prudi-Vane:sia de! l'Appannino e rni:iario.
I limiti di nutrmone arrnés.,,- m al li vèUu più basso in Basilicata; 'Paglie, Cfflabno in• parte della Carnpania, in 'Sicilia e la' Nar• degna. npve l'inchiesta la rilevato una netta Trevaienza degli alimenti drigthans-vegetalt za (inali di origine ~e,
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RISPONDIAMO CON LE NOSTP4CAMPANE
I lavoratori metallurgici sestesi entrano in corteo ìn piazzale Loreto di Milano
DISCUTIAMO DL...
Nel discorso tenuto recentemente da Costa all'atto del suo insediamento a testa della Confindustria, sono state fatte delle affermazioni che sono gravi ed al tempo stesso molto significative di ciò che si propcngono di fare gli industriali del nostro Paese.
Non vi possono più essere dubbi ; il padronato punta a peggiorare le condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori; dentro e fuori le fabbriche. Di questo obiettivo f3 parte il blocco al rinnovo di importanti contratti di lavoro fra i quali il nostro. Certo il discorso di Costa contiene accenti baldanzosi tipici di chi si sente di poter dettare le pro--'e condizioni avendo le spalle al sicuro.
E' riconosciuto che l'andamento delle no= T stre esportazioni, inaumento del 20%, è dovuto alla "competitività" dei nostri pro= ì
I dotti, ciò significa che i prezzi delle nostre
I merci sono inferiori a quelli di altri Paesi.:
Detto questo è facile constatare che ciò
II è stato ottenuto comprimendo i salari e
I sfruttando meggiormen te i lavoratori oc= cupati, come lo dimostra la diminuizione degli invetstimenti padronali del 20 'o.
Itisese: grettedeli orna . rana ree reeterieradeee 4 Gobsambe Spesi cinque miliardi dei pensionati per comperare appartamenti di lusso
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'Sgravio di 200 miliardi
... a favore del padronato
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4 \ La riunione del Consiglio dei ministri o TI 'governo in minoranza alla commissione Bilancio della Camera per l'esercizio provvisorio
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Bene, questa la sapevamo, tanto che da anni chiediamo l'aumento delle pensioni perchè i soldi ci sono, o almeno, ci sono stati fino a che il Governo non ha deciso di dare i soldi dei lavoratori agli industriali.
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ROMA, 14 dicembre della votazione di Oggi. Natu- mento delle aziende a parte I, rà là,,, pnner ,,,,,,, n.,en. I esercizio Provvisorio verrà men!, del tondo per Il ora c contributi prevalessi:in Lo ha concesso, ma resta Ii fatto ai - deo a merho ternane; t pro, ,i,,i.,,,,,, q em.i,ii, ›do gni/Varie° da una 5111~1414914- 4 14444 -ttl nuova volti!. ,. „p„, r, ,„.„, r, pr ru pe n. .11 che crimmoarnente dicano. hnaltarnevito del ci -C(11W pot
C'è da presumere che a concorrere a dare una certa sicurezza abbia contribuito il modo con il quale sono stati affrontate certe situazioni gravose per la nostra economia e per i lavoratori.
Non si può dimenticare che i padroni hanno avuto una riduzione di contributi a loro carico e fiscalizzati (cioè fatti ricadere sulla collettività) ; hanno avuto un altro regalo con la cedolare; nessun ostacolo è stato ancora posto alle concentrazioni aziendali, anzi si parla di facilitazioni fiscali; per non ricordare la politica nelle aziende attraverso la riduzione di personale, l'intensificazéene dei ritmi di lavoro, la riduzione dei salari, ecc.
A proposito di salari il Costa ebbe a dire: i< Se noi pretendiamo che i nostri salari siano pari a quelli delle altre nazioni più ricche è evidente che non potremo ersere in condizioni di compettività ».
Non abbiamo nessun piano per le pensioni. Qui nessuno vive oltre i 40 anni I (da a UE Canadian News a)
Sempre il Costa ebbe a dire a proposito delle pensioni : L'economia italiana può consentire maggiori pensioni di quelle attuali, ma non può permettersi il lusso di pagare pensioni ad età nella quale normalmente si continua a lavorare nella maggior parte dei casi ».
Il governo sottrae 50
Ecco quindi riconfermato il fatto che la competitività della nostra industria deve essere basata sui bassi salari e quindi su profitti elevati. E per non disturbare il profitto, e cioè la possibilità per i nostri padroni di vivere da nababbi come stanno facendo, noi dovremo rinunciare all'aumento dei salari.
EUROPEI dell'INDUSTRIA (secondo
Rep. Fed. Tedesca L. 603, 97 Inghilterra " 564, 93 Belgio " 493, 57 Olanda " 446, 46 Francia " 432, 58 ITALIA " 364, 76 ti .,...»15 1.N4— Nc2.0.1 ~dm!: 1.1.<1 - .0 • R
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ai pensionati
Voto contrario dei rappreserdairti della CGIL e del personale ROMA, .:(3 inho .:04C , C,:trAgi t A:r7 irtzt; cormIg144 Gestione i nuemo rebnc.in approvando u•
Il Costa vorrebbe, in concreto dare più pensione ai pochi superstiti prolungando l'età lavorativa. Il conto è presto fatto, anzichè dare 20.000 lire a tutti diamo 60.000 ma ai pochi che esistono.
E già, dice il Costa, dal momento che vi sono dei pensionati che lavorano, mandiamo i lavoratori in pensione magari a 70 anni. Senza voler tener conto che spesso si continua a lavorare per il troppo basso livello delle pensioni.
A proposito degli assegni famigliari:
Dice ancora il Costa :
« Non possiamo permetterci il lusso di pagare asségni famigliari quando membri della famiglia lavorano all'e!ler° ».
Forse il Costa confonde fra chi emigra per lavorare e chi emigra per non pagare le tasse; fra chi va in Svizzera lavorate e chi ci va a passare i lunghi mesi invernali sui campi di neve.
Questo ragionamento del Costa è semplicemente assurdo perchè rovescia tutta una situazione sulle spalle dei lavoratori i quali sono costretti ad emigrare perchè sono quelli come Costa che non sanno dare lavoro a tutti gli italiani che ne hanno voglia e bisogno.
Dimentica il Costa che le rimesse estere dei nostri emigranti sorso una parte notevole delle entrate che lo Stato riceve e che permette di avere una buona bilancia dei pagamenti.
FUORI 1 NOMI Chi ha esportato 900 miliardi?
Manovre interessare al I Riinio•e Maishi insabbiare l'accerioneelo dei responsabili • Aie- ,::••.•rt.,,.tr ,„ gioire peri nitidi New •. 2•••' •••::::::,•-•'-.5: n. = viari delle ezieede pire- i tecipezione siatele - I• r.., *,s:2;!;... !traitele" oirerreiater pio dei commercia i ve•••i„;.•••» ,
Per cui si arriva alla situazione in cui l'emigrazione è una volvola di sfogo per la manodopera e una fonte di arricchimento per lo Stato.
C'è una sostanziale differenza fra i lavoratori e gli industriali. I lavoratori lavorano all'estero e mandano i soldi in Italia; gli industriali fanno i soldi in Italia e li mandano all'estero. Come la mettiamo?
Dice ancora il Costa; a proposito dei disoccupati e dell'indennità di disocc_ipazione:
« L'economia italiana consentirebbe di assicurare maggioi sussidi ai disoccupati fino al limite che non rappresentiro Un incentivo all'ozio, ma non può permettersi il lusso di impiegare sia nelle amministrazioni pubbliche che private un manicr numero di unità lavorative di quando è necessario se non a costo di comprimere il livello dei salari ».
In questa parte eccoci riproposto il falso dilemma fra aumento dei salari e la stabilità della occupazione. Si arriva a calunniare i lavoratori cacciati dalle fabbriche dagli amici di Costa. Non si porrebbe il problema dell'a.2mento della indennità di disoccupazione se non ci fossero tanti disoccupati, fatti dalla politica padronale.
Miliardi bloccati cala l'occupazione
Più di dirla( wiliardi lascbli improduti;vi
Il livello li ecarpezbue Ihniedte del i% mezzo mille« di Asità ieverafive le meno
C,,,litinua il Costa : « L'economia italiana si può permettere di mantenere un gran numerc di disoccupati, ma non il lusso di mantenere tante persone cccupate che ncn producono ».
Ecco messo in chiaro con cinicità il fatto che i disoccupati devono essere a carico della collettività, mentre le forze sane, giovani da sfruttare devono essere a disposizione del padronato e per un più prolungato periodo lavorativo.
Ragion per cui gli ammalati, infortunati, menomati ecc. non solo non devono essere nelle fabbriche ma, devono accontentarsi della assistenza.
Giacchè il discorso fila verso la redditività delle imprese, s.:Ila efficenza, ecc. come la mettiamo con coloro che non producono e si spartiscono i profitti a fine d'anno? Di solito costoro hanno dei bei carichi di famiglia e conducono una altrettanto bella vita, come la mettiamo, per via dell'ozio?
100
100
Questi otto personaggi hanno, da soli, il reddito di 1.000 operai messi assieme.
Il reddito disponibile di ua solo di A. Pirelli è pari a quello di 4 mesi di un operaio.
Sempre a proposito di efficenza e del fatto che i salari non devono aumentare più di quanto non sia aumentata la produttività, peniamo a Costa e C. una domandina facile; come fate a valutare l'andamento della produttiivtà se quando i sindacati hanno chiesto di collegare i premi di produzione all'andamento della produttività, è stato risposto che non era possibile perchè non si poteva mis..2-
prende
Una M.M. 1.10•111. 1 deentinnl ies [natene d PrO-
COMA .w.ara rtuedend: chi
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4111.~.111 - «IMMO 1/•••••• i REDDITI DENUNCIATI nel 1965 i Alberto PIRELLI 115 Milioni I Astorre MAYER 185 Paolo GERLL 165 Giulia. FALCK 115 Leopoldo PIRELLI 105 Ermete BASSETTI
Felice BASSETTI
L9iova.nni BASSETTI
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~MIO. MMI111.11. ~ME. 11~/«.11 tl II II 1I II I I
rare la produttività?
Queste risposte ce le siamo sentite dare dalle direzioni dei maggiori 'complessi metallurgici della nostra provincia, come la FACE, dove l'inviato delle Direzioni ing. Gatti e il capo personale sig. Cardinali hanno affermato, nei corso delle trattative per il premio di produzione previsto dal contratto, che non era possibile avere la misura della produttività alla quale collegare il premio essendo preventivi fatti a naso e i Consuntivi ad orecchio.
Chissa perchè 3g-sumono gente laureata, sarebbe sufficente avere dei nasoni e degli orecchioni, vi pare che cosi si risparmierebbe tempo e danaro per far studiare la gente, bastandoci ciò che da madre natura?
Il discorso di Costa ha messo in evidenza ciò che era stato taciuto all'atto della presentazione delle previsioni economiche per il 1966 68 fatte dagli industriali.
DATI DI PREVISIONE FATTI DALLA CONFINDUSTRIA PER IL 196 6 / 1 968
Occupazione rliPriP 6,2 %
Produzione più 16,30 %
Rendimento del lavoro più 23,5 %
Investimenti padronali meno 36, =
Il quadro resta cosi abbastanza chiarito. Nessuna illusione dunque, ma consapevolezza del fatto che il padronato ha un suo piano e non desisterà tanto facilmente dalla sua realizzazione.
I dati sulla situazione economica del nostro Paese per il 1965 sono da tempo noti, e confermano la giustezza delle ncstre rivendicazioni e le larghe possibilità esistenti per accoglierle.
SETTORE INDUSTRIALE ITALIANO DEL 1965/1964
Produzione industrie più 4,2 crto Occupati meno 9,18 %
Investimenti padronali meno 19,7 %
Monte salari meno 4,3 %
Certi atteggiamenti sono il risultato di una situazione che vede il grande padronato rafforzato economicamente e politicamente da una parte con le fusioni e concentrazioni aziendali in corso, e dall'altra per aver fatto della bassa congiuntura economica una occasione per allargare i propri profitti.
Per cui, abbiamo di fronte un padronato con larghe possibilità di resistenza e che finora irride alle nostre richieste-. Le nostre lotte sono un duro risveglio, un richiamo alla realtà troppo duro per chi si credeva sicuro di aver insabbiato il movimento dei lavoratori.
L'accordo con la Confapi è un segno che la nostra lotta incide sul fronte padronale e riconferma le ampie pos'•;lità che tutte le nostre richieste siano accolte.
TUTTI INSIEME VERSIAMO
L'ASSEGNO AL SINDACATO!
I FIOM CGIL
RISULTATI DELLA SITUAZIONE DEL
r Lavoratori
»bei k i ORGANIZZATI SIAMO UNA FORZA IMBATTIBILE!
metallurgki!
CONTROLLO
DEL MEDICO PADRONALE E DEL MEDICO FISCALE DELL'LN.A.M.
Nelle fabbriche i padroni danno sempre maggior peso alle funzioni del medico d'azienda ai fini del controllo della malattia dei lavoratori e delle lavoratrici. La sopravvivenza del medico padronale trova la sua origine nel fatto che per lungo tempo l'assistenza di malattia è stata regolata per contratto, e quindi nel contratto potevano anche essere iintrodotte norme regolative l'intervento di controllo del medico.
E questo spiega perchè l'art. 26 del contratto di lavoro dei metalmeccanici introduce ancora la figura del medico padronale, vero e proprio residuato storico, ma non ne giustifica la funzione da quando l'assistenza di malattia è stata regolata dalla legge.
Con la legge 138/1943 non soltanto si è dato vita all'Inam, istituto di diritto pubblico, ma si è trasferita tutta l'assistenza di malattia su un piano diverso, più avanzato in quanto sottratto alla volontà delle parti perchè preminenti sono gli interessi della società rispetto agli interessi dei singoli.
Che l'Inam sia lente che per la legge è chiamato ad erogare l'assistenza di malattia vuol dire altresì che solo i medici fiscali dell'Inam possono esercitare funzioni di controllo.
E come è vero che la legge prevale sul contratto, altrettanto è vero che l'art. 26 del contratto di lavoro dei metalmeccanici è nullo perchè contrasta con le norme contenute nella lègge 138/1943, ed abusivo è ogni intervento che il medico padronale esercita versoi lavoratori le lavoratrici.
Infatti i lavoratori hanno scelto un loro medico di fiducia, iscritto nell'albo dei medici dell'Inam, e solo a questi hanno concesso il diritto di visitarli : infatti i lavoratori hanno un rapporto previdenziale soltanto con l'Inam solo dai medici dell'Inam possono essere controllati durante la malattia.
Compito dei lavoratori è quindi quello di liberarsi del controllo padronale nel campo della malattia e di bonificare il contratto di lavoro de una norma che si presenta in latente contraddizione con le disposizioni di legge.
Renato Buschi
CONTROLLO SULLE NOSTRE ISTITUZIONI A ZIENDA LI PER MIGLIORARLE
L'articolo 2, comma 5 dell'accordo interconfederale sul- I la C.I., stabilisce fra l'altro il diritto della C.I. a vigilare attraverso propri rappresentanti per il miglior funzionamento delle istituzioni assistenziali aziendali.
Fino a prova contraria le colonie, siano esse estive o invernali, montane o marine, non possono essere definite in altro modo che istituzioni assistenziali in favore dei dipendenti e dei loro familiari e soggette quindi alla normativa del suddetto articolo.
Se ciò è vero, come è vero, perchè mai la direzione aziendale ha sempre impedito alla nostra C.I. di effettuare controlli, malgrado le reiterate richieste? Noi non riteniamo che la E. Marelli sia un ente autonomo non tenuto alla osservanza dei contratti e delle leggi. Non riteniamo neppure che la gestione delle colonie sia tale da soddisfare pienamente gli assistiti ed i lavoratori tutti. I
Giusto quindi che la C.I. e le sezioni sindacali abbiano ancora una volta riproposto decisamente l'esigenza di un controllo periodico, libero e collegiale, partendo da una situazione di disagio e di protesta che viene direttamente dai lavoratori interessati. Proprio per questo fatto, per il collegamento che su tele questione si è stabilito con i lavoratori, si sono ottenuti i primi risultati.
La direzione ha accettato un controllo « sperimentale » alla colonia di Sanremo, da effettuarsi una sola volta, de un solo incaricato della C.I. accompagnato da un fur.zio- I, nario della ditta. Dichiariamo che tali « concessioni • che vogliono condizionare un accordo nazionale non possono soddisfarci. Chiediamo che la C.I. sia messa in grado d'I esercitare un diritto chiaramente codificato, in modi e nelle forme che essa stessa autonomamente deciderà, in modo che - venga assicurato e garantito ai lavoratori il migliore trattamento possibile.
Non comprendiamo obiettivamente l'atteggiamento de • lla ditta. Se essa, come dice, intende operare in quetcs I campo in modo da soddisfare, sul limite della disponibilità, le legittime esigenze dei lavoratori, perchè rifiutare la collaborazione della C.I. che tende evidentemente allo stesso fine?
Non mancano d'altri' parte positivi esempi in altre aziende. Citiamo la Falck che poche settimane or sono ha con- i cluso un accordo per regdlamentare l'esercizio del controllo che viene effettuato periodicamente da una delegazione Unitaria della C.I. a totale carico dell'azienda, che mette a disposizione anche l'automobile con autista per i necessari trasferimenti.
Siamo certi che una ferma posizione della C.I. che tragga la sua forza da un sempre più stretto legame con i lavoratori, sarà in grado di far saltare l'ultima barriera difensiva della ditta in modo che finalmente venga af- I -fermato anche questo diritto, troppo a lungo conculcato da una assurda e cieca politica padronale nell'azienda. i
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unita si n (locale
Proposte daila CGIL
alla CISL e UIL
Nella prima settimana di febbraio. la segreteria della CC;IL ha inviato una lettera, a firma del segretario Novella, alle segreterie . della CISL e della UIL per proporre alcune concrete iniziative unitarie. capaci di favorire il processo di unificazione sindacale.
L'eccezionale importanza del documento ci induce a darne pubblicazione perchè esso sia di vulgato tra tut4 t metalmeccanici, disbusso e approfondito fra le organizzazioni sindacali. per le opportune iniziative comuni.
« All'ampio dibattito in corso sui temi dell'unità d'azione dell'unità sindacale, la CGIL non ha mancato e non vuol mancare di dare un proprio concreto contributo.
differenzi. esistenti. il dibattito potrebbe dispiegarsi anche su punti di vista diversi senza che ciò costituisca .ragione dí rottura.
Ci rendiamo conto che dare inizio a un tale processo esige da tutte le organizzazioni la messa al bando di ogni discriminazione e il pieno reciproco riconoscimento di una uguaglianza che rispetti le opinioni e i contributi anche diversi che ciascuna Confederazione potrà portare al progressivo miglioramento dei rapporti sindacali.
Lavoratrice, lovvoratore,
a gíornì troverete nella busta delle paghe e degli stipendi l'assegno destinato — come voi sapete — al Sindacato.
Molta parte dei lavoratori ha ormai da tempo compreso e provato per diretta esperienza che il padronato è una forza organizzata alla quale i lavoratori debbono contrapporre la loro, altrettanto organizzata e capace, unita e munita dei mezzi necessari a contrastare gli obiettivi che i grandi industriali si prepongono.
Che vogliono oggi i padroni? A cosa mirano con i licenziamenti, le sospensioni, le riduzioni dell'orario, la dequalificazione e l'accentuazione dei ritmi, il taglio dei tempi e dei cottimi, le rappresaglie sindacali e così via?
Già nella sua conferenza stampa di fine d'anno il no• stro segretario generale Agostino Novella avanzò la propo- 1 ,, dì. •••(4 -.tbi.:1 ,c un ;Reontro una ;e -rie di incontri fra le nostre confederazioni per verificare possibili punti d'intesa partendo anche da singoli problemi sui quali tale intesa appaia meno ardua. Questa proposta è stata approvata e. sviluppata nei suoi contenuti dal r‘al lupi» dell'unità d'azione e ad cedura. oltre a facilitare lo sviluppa
A titolo esemplificativo, e raccogliendo proposte già prospettate anche da altre organizzazioni, la CGIL ritiene che ne-gli incontri fra le Confzderazioni si potrebbero affrontare inizialmente i problemi dell'autofinanziamento — condizione fondamentale per l'autonomia sindacale — dell'aziane comune fra i lavoratori per combattere l'assenteismo sindacale e della gestione degli istituti di assistenza e previodenza. che oggi amministrano in misura così discutibile midei la•.;•rat,. ,senza che' t 'sindacati in tale gestione quel potere neterminante che ad essi spetterebbe. Un altro punto rilevante che segnaliamo alla vostra attenzione è la gestione del .ollocamento il posto dei --11dacati in questa importa. te funzione.
Essí puntano certamente a far pagare la con- giuntura ai lavoratori; a fare della stessa un mo- tivo di maggiore accumulazione di profitti; ma essi pensano ad obiettivi ben più ambiziosi e assai più pericolosi non soio per i lavoratori, ma per tutta la società. Con il pretesto della riorganizzazione produttiva delle aziende, in realtà, essi intendono precostituire una situazione nella quale ai lavoratori e ai sindacati spetti il solo compito di accet , tare in silenzio le scelte padronali, rinunciare al potere di contrattazione sindacale conquistato, ad arrekr-. : 'evi iontane per il nostro F'aese dove solo il padrone conta, decide, parla e dispone!
direttivo della CCII. tenutosi nei giorni scorsi.
A nostro avviso una tale proX..'"•••• aprire la strada a più durature e organiche forme di unità, avrebbe il non trascurabile pregio di creare fra le tre ( ,i Confederazioni dei lavoratori un nuovo (-lima nel quale alla 1.-... polemica oggi talvolta aspra e lacerante si sostituiscano, anche nell'eventuale dissenso. rapporti di solidarietà e di mutuo appoggio.
Ciò comporterebbe, anzitutto, di considerare il dibattito fra ''s di noi come un fatto autonomo del movimento sindacale, da
risolversi unicamente nell'ambito dei lavoratori e delle lo .., ro organizzazioni, in assoluta autonomia rispetto ai partiti, \.1 al governo e, naturalmente, rispetto al padronato. Noi crediamo fermamente che instau-
, rare un tale clima, nuovo e solidale, fra i sindacati, sia nos-
C, sibile e auspicato dai lavorae tori, anche come mezzo per imprimere alla unità d'azione indispensabile nelle lotte, un carattere meno episodico e più sistematico che nel passato.
In tali condizioni, che non eliminano ovviamente tutte le
Indicando questi temi, la CGIL non vuole accendere :.icuna ipoteca sugli argoim_ da trattare nei prossimi incontri. Anzi, essa si dichiara disposta ad affrontare ogni altra questione che venisse proposta dalle tre Confederazioni, convinta che ogni passo verso l'intesa e l'unità, su qualsiasi terreno, costituirà un avvio eont: creto a quel miglioramento 4.71 rapporti sindacali che è la: messa necessaria per avai,.....re verso l'unita sindacale di i lavoratori.
La CGIL ritiene che il momento attuale sia particolarmente favorevole allo svilupuo di una iniziativa unitaria i sindacati, per il clima che le lotte in corso bac - -è creato fra gli stessi lavoratori. D'altra parte, l'apertura di un dibattito franco e responsabile tra le Confederazioni è una valida garanzia contro ingerenze esterne che potrebbero strumentalizzare a fini non cali, con conseguenze immancabilmente negative per tutti, la profonda aspirazione dei lavoratori verso l'unità delle loro organizzazioni.
A nostro avviso, infine, '.svvio a un nuovo corso di reciproco sostegno e solidarietà fra i sindacati, sarebbe il mezzo più valido per accrescere il notere sindacale, per renee-re
lavoratori hanno però imparato, anche, che il padrone lo si batte nei suoi obiettivi solo con la lotta e con l'organizzazione. Nessuno può infatti illudersi, ormai, su di un fatto: che il lavoratore è invincibile se è iscritto al Sindacato, se forte è il Sindacato, se i Sindacati sono uniti nella loro azione.
La FIOM indica ancora una volta la strada della lotta e dell'organizzazione di tutti i lavoratori perchè solo così si può vincere anche il più prepotente dei padroni.
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più autorevole e prestigiosa di fronte alle correnti e al pubblico potere la posizione lel sindacato, che la divisione sindacale rende così spesso pro,. telematica e aleatoria ».
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