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FIOM Innocenti27

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UN GROSSO IMPEGNO DELLA COMMISSIONE INTERNA

Tempo fa, precisamente durante la lotta contrattuale, l'Amministratore Delegato Ing. Mario Fusaia, in una riunione alla quale era presente una folta delegazione di lavoratori, espresse l'esigenza di intessere un nuovo rapporto di intesa tra la Direzione e le maestranze tutte.

Allora rispondendo che non era possibile data la particolarità del momento ma, una volta risolto il contratto avremmo accettato tale proposta.

Ora è noto a tutti che da alcuni giorni intercorrono tra l'Amministratore Delegato, affiancato dai suoi diretti collaboratori, e la C.I. una serie di incontri allo scopo di valutare le possibilità di intesa su una serie di problemi sottoposti dai lavoratori alla C.I.

Noi non entreremo nel merito dei problemi perchè è compito della Ci. tenere tempestivamente informate le maestranze sull'andamento delle trattative in corso sia nei casi positivi, sia in caso contrario.

Allo scopo però di tacitare alcune illazioni che certe malelingue, o per scherzo o per davvero vanno facendo correrel'obbligo precisare che la C.I. tutta per quanto ci riguarda, non ha veduto (in senso metaforico s'intende) l'anima al diavolo ma che è lì al tavolo delle trattative per discutere una serie di problemi e se i risultati che si otterranno no- saranno di gradimento per i lavoratori nulla vieta agli stessi di intraprendere tutte quelle misure necessarie alla migliore soluzione dei caso risalto insoddisfacentemente.

Quello intrapreso è un nuovo

metodo di rapporto che permette possibili soluzioni prima di passare alle vie di fatto e non è per nulla una limitazione al diritto dei lavoratori di esprimere il loro malcontento di fronte a problemi insoluti.

Noi riteniamo che questo nuovo metodo possa dare frutti positivi anche se diamo per scontato che non tutti i problemi saranno risolti con nostra piena e totale soddisfazione.

Resta inteso anche che se que-

sto nuovo metodo si rivelasse ur. manovra pc.r protrarre le cose nel tempo e non portasse a soluzione i problemi dei lavoratori noi sapremo indicare agli stessi la vecchia strada.

In questo momento però è necessario stringere ccn la C.I. tutta un rapporto pii inter so in modo di conoscere sempre e .ilestivamente le notizie sull'andamento delle trattative.

PER IL RISPETTO DEL CONTRATTO

La conquista del contratto di lavoro è una battaglia vinta ma la lotta continua, e dovrà continuare, per l'esatta applicazione e l'integrale rispetto di quanto ottenuto, ciò è necessario per non vanifico.re le conquiste contrattuali che tanti sacrifici sono costate ai lavoratori.

Per quanto concerne uno dei maggiori scogli che ovunque si presenta ed esattamente, il rispetto dell'orario di lavoro contrattuale di settore, stato alla Innocenti subito superato grazie ai lavoratori dell'auto e della Lambretta, ai quali va un punto di merito, che in grande maggioranza hanno abbandonato il posto di lavoro allo scadere dE'Crario contrattuale co:agendo così la Direzione a modificare l'orario settimanale di lavoro che essa intendeva far fare senza richiedere delega alcuna ai sindacati così come previsto dal

La Sezione Sindacale Aziendale ^ontratto.

Pur io, e lo dico con molto rammanco, a questa giusta azione per il rispetto del contratto non hanno aderito, in maniera altrettai:tn pleb citaria, i lavoratori del meccanico..

Questi lavoratori che sempre hanno dimostrato una grande capacità nelle lotte sindacali, che sempre hanno con la loro cosciente e massiccia partecipazione durante gli scioperi aziendali, giocato un ruolo importante e decisivo ai fini del raggiungimento di positivi accordi in questa occasione, non hanno fino in fondo valutato l'importanza di far rispettare integralmente il contratto testè firmato.

Era doveroso aspettare che la Direzione richiedesse alle Organizzazioni Sindacali la deroga all'orario di lavoro. così come presegue in 2'

Bollettino interno della Sezione Sindacale Aziendale INNOCENTI febbraio 1970 .*.. i finee pigi,. •611111 AR 141, 9.11, .111pulfiffr;:irj. 1r11:1 111M MI i I 1 r-r-ri

Dalla prima

visto dal contratto, dopodichè fare l'orario pattuito dando così maggiore importanza alle Organizzazioni Sindacali Provinciali o di fabbrica con le quali la Direzione dovrà, d'ora in poi. trattar,- i phcblemi Inerenti questo aspetto del contratto di lavoro.

La mia non vuoie essere una critica ai lavoratori del meccanico ma una osservazione valida per tutti, che dimostra come dopo avere lottato duramente si vanno a perdere dei principi tanto faticosamente acquisiti.

Comunque sono certo che i lavoratori del meccanico sapranno riscattarsi da questo loro atto di debolezza sullo straordinario, e alla prossima occasione li troveremo tutti in prima fila a rivendicare i loro diritti di uomini e di lavoratori.

Detto questo è quindi necessario vigilare affinchè in nessun settore e in nessun caso si lascino spazi di ricupero alla controparte reagendo immediatamente ad eventuali tentativi di sfuggire alla regola da parte delle Direzioni sia di reparto, di settore che Generale,

LE RIFORME LO SCIOPERO DEL 6 FEBBRAIO

il 6 febbraio u.s., le tre centrali sindacali, hanno proclamato uno sciopero generale di tutte le categorie di lavoratori contro le r-n presaglie in atto nel paese e per le riforme di struttura.

Durante queste due ore di sciopero si sono tenute, in tutte le fabbriche del paese, migliaia di assemblee unitarie per dibattere e precisare il perchè dello sciopero e quali sono gli obiettivi che ci Prefiggiamo di- raggiungere con

questa protesta

Da parte dei lavoratori sono emersi interventi chiari su tutte e due i punti.

Per quanto riguarda le repressioni i lavoratori hanno dichiarato che non intendono più subire denunce e processi per avere reclamato i propri diritti di uomini e di lavoratori mentre le autorità competenti si lasciano scappare personaggi come Felice Riva, Luciano Liggio, lasciano in libertà chi spara sui lavoratori mentre gli stessi, oltre al piombo, si prendono anche la condanna.

Questo metodo ha da finire una volta per sempre chiedono i lavoratori.

Per il secondo punto, quello delle riforme, il pensiero dei lavoratori è altrettanto chiaro e semplice.

Per noi, dicono i lavoratori, non vi è priorità alcuna, tutti i problemi prospettati inerenti alle riforme sono urgenti ed importanti.

Il blocco dei prezzi, per non vanificare l'aumento contrattuale, la riforma fiscale e l'abolizione del pagamento della ricchezza mobile che falcidia i nostri salari, l'equo canone sui prezzi della casa che grava con percentuali che variano dal 35 al 50 per cento della busta paga di un lavoratore, la riforma sanitaria sono obiettivi da raggiungere al più presto e nel migliore dei modi a favore delle classi lavoratrici.

E' ingiusto che un industriale, un personaggio del mondo economico, un artista, un cantante, e chi più ne ha più ne metta, contestino il pagamento delle tasse e che solo ai lavoratori viene imposta la trattenuta diretta sulla busta paga.

E' immorale che gli speculatori esportino all'estero miliardi ed in Italia si introduca sempre più il capitale straniero quasi che la nostra patria sia diventata una colonia di questa o quella potenza.

E' illogico che a un lavoratore si faccia la trattenuta sulla busta paga e poi si veda costretto a pagare i medici per una controversia alla quale lo stesso è estraneo.

Tutto questo stato abnorme di cose deve cessare al più presto per il bene dei lavoratori e nell'interesse di tutta la nazione e non di pochi capita:isti che monopolizzano il paese, questa chiedono i lavoratori.

I lavoratori nelle loro assemblee hanno altresì espresso la chiara volontà di andare avanti nella lotta fino in fondo per una soluzione positiva di tutti questi problemi.

Spetta ora alle Organizzazioni Sindacali Centrali di addivenire ad un'intesa che dia una continuità concreta alla lotta per questi obiettivi, al di là e al di sopra di ogni interesse di parte e di ogni interesse politico, così come vogliono i lavoratori.

la S.S.A.

imbiente cli lavoro

LA SALUTE NON SI VENDE LA SALUTE NON SI PAGA

li problema della difesa della salute e dell'integrità fisica è dunque un problema reale, di stringente attualità, che va affrontato con la più ampia mobilitazione e lotta unitaria dei lavoratori per: controllare e contrattare le condizioni ambientali di lavoro; imporre le modifiche tecnologiche e di organizzazione del lavoro capaci di impedire o limitare al minimo gli attentati alla salute e alla integrità fisica dei lavoratori.

Aumentano paurosamente gli infortuni, nella Provincia di Milano

Gli infortuni mortali e non mortali, nell'industria e nell'agricoltura, le malattie professionali in genere, e la silicosi e ('asbestosi in particolare, sono in aumento nella provincia di Milano.

Agricoltura - infortuni di cui mortali 1966 3.122 18 1967 3.469 15 1968 3.321 18 Industria - infortuni 119.446 131.575 133.735 di cui mortali 163 218 224 Silicosi e asbestosi 577 572 626 di cui mortali 18 48 43 Malattie professionali (industria - agricoltura) 1.259 1.350 1.309 di cui mortali 8 12 9 Totale casi 124.404 136.966 135.991 di cui mortali 207 293 294

LA POSTA I servizi igenici del settore auto

INTERESSA PARTICOLARMENTE LA DIREZIONE RISPOSTA CHIARA ALLA BRAVATA FASCISTA

In occasione della Conciliazione dello Stato con la Chiesa ricorrente l'i 1 febbraio, alcuni personaggi, precisamente tre, che forse ii. cuor loro anelano il ritorno di un nefasto regime definitivamente liquidato e condannato dal popolo tutto 25 anni or sono hanno esposto in reparto i loro gagliardetti e brindato alla ricorrenza.

Il fattaccio è avvenuto al settore auto ed è stato solo grazie al grande senso di responsabilità, di autocontrollo dei propri nervi e di civismo, che in quel momento i lavoratori di quel settore hanno saputo dimostrare se la bravata fascista non si è trasformata in uno spiacevole e sgradevole episodio che poteva avere serie conseguenze se si pensa che una reazione violenta e incontrollata avrebbe letteralmente linciato i tre personaggi in questione.

Ora noi, in questo caso, non vogliamo accusare nessuno del gesto irresponsabile ma vilmente provocatorio fatto all'interno della fabbrica dai tre fascisti ma teniamo a precisare che se casi del genere dovessero malcapitatamente ripetersi in futuro non esiteremo a chiamare in causa chi di dovere sotto il profilo della magistratura dal momento che il gesto fatto è perseguibile a norma di costituzione, e per di più, se qualche operaio, di fronte a gesti provocatori del genere avesse delle reazioni non controllabili non saremo certo noi a frenare certi impulsi e in quel caso ognuno si assumerà le proprie responsabilità.

lkn-drnbapro-ir hsrdl shrdl rd unu A noi pare di avere scritto con un Hnguagaio molto chiaro e senza mezzi termini come giocoforza è necessario fare in situazioni del genere.

Le varie Direzioni, a tutti i livelli, sono avvisate; i lavoratori non sono intenzionati a subire altri affronti del genere e cosi come

sanno rispondere con lo sciopero per le questioni economiche lo sapranno fare per respingere simili provocazioni e ogni tentativo di rivalsa da parte di un regime decisamente condannato un quarto di secolo fa.

Ma vi è di più, se qualche Direttore o Dirigente che esso sia si gongola per l'accaduto e si fa la bocca dolce non si illuda ulteriormente perchè ci ripromettiamo di fargli ritornare la bocca molto amara.

A buon intenditor

La cosa potrà meravigliare qualcuno ma al settore auto, in funzione al fatto che i lavoratori vanno al gabinetto con un tempo breve e controllato dalla necessità di dare il cambio al compagno di lavoro, anche i gabinetti fanno nascere dei problemi.

Innanzitutto vi è un problema molto elementare che è quello della pulizia che lascia molto a desiderare e per questo non occorrono innovazioni ma sufficiente spendere qualche ora di più e mandare maggiori addetti alle pulizie del caso.

Il problema più grosso è invece quello derivante dal fatto che i gabinetti sono insufficienti e che molto spesso capita di non poter soddisfare i propri bisogni fisiologici in quanto i gabinetti sono occupati e scaduto il tempo per il cambio si deve ritornare sul posto di lavoro.

E' necessario, pertanto, che si provveda a rinforzare questi servizi in modo che essi possano soddisfare le necessità di un settore dove l'aumento delle maestranze per la produzione non fa riscontro un altrettanto aumento dei servizi logistici.

Forse Questo non sarà un problema peri Dirigenti del settore auto che hanno a loro disposizione tutto il tempo che desiderano ma lo è per gli operai che invece hanno il tempo misurato.

Un lavoratore dell'auto

Cartelliere orologio

Al settore auto gli orologi e le relative cartelliere, oltre ad essere poche in relazione al numero dei lavoratori ivi operanti, sono male dislocate essendo accentrate in un angusto atrio, e per di più hanno un carico di operai male distribuito tra loro.

Ciò è origine e causa di un sacco di inconvenienti in particolare per gli operai pendolari che hanno i minuti contati per arrivare ai treni e alle corriere.

Con un po' di buona volontà da parte dí chi di competenza anche

« ULTIMO AVANZO DI UNA STIRPE INFELICE »

questo inconveniente, che suscita malumori e proteste da parte degli operai, potrebbe essere risolto in maniera razionale.

Anche se nutriamo seri dubbi sulla capacità razionale di certi

nostri Dirigenti dal momento che tali inconvenienti non sarebbero capitati se essi avessero calcolati inizialmente il luogo di collocazione delle cartelliere e degli orologi e la ripartizione più giusta dei

cartellini, attendiamo pazientemente la soluzione del problema.

I lavoratori dell'auto

IL CONGRESSO DELLA FIOM furbone

Si è svolta a Firenze nei giorni 17-18-19 febbraio una sessione del Comitato centrale della FIOM in preparazione al congresso nazionale della categoria che terrà alla fine di aprile (o al primi di maggio).

Invitiamo tutti i lavoratori iscritti e simpatizzanti alla FIOM ed anche agli altri iscritti alle diverse organizzazioni sindacali a seguire i lavori di preparazione al congresso attraverso Io speciale inserto

che verrà inserito nel numero di Marzo del periodico della FIOM « Il Metallurgico » in modo di poter partecipare sempre più da vicino numerosi ed in prima persona alla vita del sindacato.

Da parte nostra faremo il possibile di sintetizzare in qualche articolo che apparirà nei prossimi numeri le vicende inerenti la massima assiste della nostra Organizzazione Sindacale.

La Redazione

Se dà un gran da fà per mett rebelott, l'è semper ciapà a scund i casott.

Favella brillante. spigliato, burlone, l'aspetto invitante del buon compagnone.

Ma nient ghe va ben, g'ha semper 'na rogna, l'è pien de velen per fà la carogna.

Coltiva amicizie di un certo livello, dà in cambio notizie su questo e su quello.

La bèla faciada l'è mei che la perda, sem ben la menada: l'è 'n facia de me...

Ha un grosso problema: carriera da fare.

Adotta un sistema: LECCARE, LECCARE.

ittAt TELIVISIONE Puttane Pubi:trona _As.2,142,

IL PROBLEMA DEI PREZZI Paese che vai ... " vacca sacra „ che trovi

L'India è per antonomasia paese delle « Vacche sacre » .

Una Credenza religiosa fa sì che, il mansueto animale, possa vivere indisturbato e venerato in tutto il paese provocando, a volte, serie complicazioni di viabilità allorquando questi decide di fare la siesta in mezzo ad una strada di città.

Comunque, contenti loro...

Maessain India la vacca è sacra in altri paesi... invece pure.

Non tanto perchè essa è un idolo da venerare, e da adorare, ma perchè il prezzo d'acquisto di una parte di essa diventa uh lusso che solo adeguati portafogli si possono permettere a meno che si vogliano mangiare gli scarti o le par-

ti meno pregiate e comunque poco anche di queste.

La vignetta che riproduciamo. edita da un giornale inglese e riprodotta da « Il Giorno «, mette in chiara evidenza i proibitivi prezzi, opportunamente convertiti in lire, di vendita di detta merce che, dovrebbe servire, come alimento di primaria importanza in tutte le tavole del mondo.

Va da sè che tali prezzi non sono proibitivi per i soli Inglesi ma e soprattutto anche per gli Italiani che come tutti guadagnano molto meno degli Inglesi.

Il raffronto viene fatto in modo particolare per i paesi del Mercato Europeo Comune (MEC) ed è quin-

di facile intuire. in funzione ai n,,noni salari che noi percepiamo. come 'per noi sia più grave e drammatico il problema. Basta andare qualche volta ad acquistare la carne per la propria famiglia per rendersi conto di quanto andiamo dicendo.

Ma il dramma si acutizza se si pensa che mentre al consumatore vengono chiesti prezzi proibitivi i contadini, che sono in parte interessati al caso percepiscono ben poco, precisamente, da quanto ci risulta, dalle 400 alle 600 lire il chilogrammo a seconda dell'età della bestia, tutto il resto del guadagno va nelle capaci tasche dei grossisti e degli intermediari che pensano alla distribuzione delle derrate alimentari tra i quali, in questi ultimi tempi sono entrati a far parte i più bei nomi degli industriali metallurgici.

Le azioni dei supermercati che sorgono come funghi in città e nelle provincie sono in gran parte in mano alla Montedison. FIAT, Borletti, Faick ed altri più o meno conosciuti. .

Ne deriva quindi che non è vero che i prezzi aumentano perchè aumentano i salari dei lavoratori perchè nel caso specifico la carne aumenta, come del resto gli altri generi, ma niente si è dato in più ai contadini.

Ora viene da chiedersi per quale dannato motivo i prezzi dal contadino al consumatore devono moltiplicarsi per cinque o sei volte?

Perchè si permette una sì forte speculazione su un alimento essenziale alla vita dell'uomo?

f'infIvIlliM11)fintroprrpimummumm"y 111111~1.

E' necessario quindi che tra le riforme per le quali ci stiamo battendo a livello sindacale generale si ponga il problema del calmiere sui prezzi di prima necessità aff inchè per l'alimentazione i lavoratori non siano costretti a spendere la maggior parte dei loro salari arricchendo sempre pii gli industriali alimentaristi che fanno forti soerulazioni sulla pelle delle famiglie dei lavoratori.

Questa è una vignetta della -New York Herald Tribune •, ed il suo titolo è, appunto, • La vacca sacra •. (I prezzi erano ín libbre e li abbiamo trasforamti in chili per migliore compresione).

Il dibattito sui temi dell' unità sindacale

L'anno in corso è iniziato per gran parte dai lavoratori italiani, non solo con un ricco bagaglio di conquiste contrattuali, ma anche sotto il segno di una nuova unità sindacale, foriera di profondi e proficui progressi.

Unità, partecipazione di massa, democrazia di base, sono gli elementi sui quali i politici, sindacalisti, uomini dí governo, organi dí stampa hanno appuntata la loro attenzione, nel corso e al termine delle battaglie del 1969.

E ciò ben si comprende se si considera che questi elementi hanno finito per dare il tono, per caratterizzare la lotta contrattuale in tutte le sue fasi e il valore di ciò è paragonabile aí contenuti delle ocnquiste acquisite e va, forse, oltre.

Cíò che è ormai certo, questa unità sorta non per incanto nè per moto spontaneo, costruita giorno per giorno negli anni che hanno avviato la riscossa operala, che si è sviluppata e consolidata nell'arco di un decennio di battaglie, è oggi al centro del dibattito dei lavoratori, dei loro organismi.

Vi è consapevolezza che non ci si può, nè ci si deve fermare, a rischio di compiere pericolosi passi all'indietro.

E' pur vero che fra la gran parte dei protagonisti delle lotte di autunno, è chiaro e presente che il processo verso l'unità organica non può essere « confezionato » ai vertici, nè può essere una somma ad una unificazione burocratica dei sindacati oggi esistenti.

Se ne è discusso alla recente riunione del Comitato centrale della FIOM e della UILM; se ne discute proprio in questi giorni al Consiglio nazionale della FIM.

Gli organismi dirigenti dei tre sindacati nazionali degli edili hanno di recente indicato alcune linee di azione concreta; i tre sindacati dei tessili — attualmente impegnati nella battaglia contrattuale — hanno proposto un incontro fra tutti i sindacati dell'industria. FIOM, FIM, UILM terranno insieme a febbraio una conferenza nazionale sul tema in questione.

Noi vogliamo mettere a disposizione di tutti i lavoratori della Innocenti iscritti o no alla FIOM, organizzati o no nei Andacatí, le pagine del nostro giornale per dare l'avvio ad, un dibattito sul problema dell'unità sindacale organica

Molti sono i pareri e le esperienze; sappiamo che sono presenti fra i lavoratori opinioni diverse e — perché no? — anche dissensi e incomprensioni.

Gli aspetti del problema non sono pochi; vediamone alcuni:

Che giudizio viene dato sul livello di unità sindacale raggiunto oggi?

Quali i limiti, gli ostacoli, i dissensi che occorre superare per andare verso l'unità organica?

Quale ruolo possono svolgere le commissioni interne, le sezioni sindacali, i delegati di reparto, i comitati sindacali unitari di fabbrica?

E' opinione della FIOM che un grande ruolo per la costruzione del sindacato nuovo, possa essere assolto dai delegati di reparto, di linea, di ufficio. Per questo pensiamo che debbano essere prescelti ed eletti da tutti i lavoratori, iscritti o no ai sindacati.

Quale iniziativa o ruolo può essere svolta dalla fabbrica, ai fini di contribuire a costruire dal basso il sindacato nuovo? ( i giornali unitarielezioni su liste uniche ecc.).

Autonomia - correnti - incompatibilità: sono problemi risolti o nodi du sciogliere in rapporto al processo unitario? Come vediamo il ruolo del nuovo sindacato di classe in rapporto ai partiti e al governo?

I grandi temi delle riforme e per la democrazia del Paese; l'esigenza di una prese •za internazionale più organica ( anche sul piana delle lotte per la democrazia e per la pace); lo sviluppo dell'azione post-contrattuale possono costituire un punto di riferimento per una nuova unità fra le organizzazioni _sindacali?

Non sono i soli interrogativi e problemi aperti e che si pongono. Il dibattito è aperto. Esprimete la vostra opinione.

Fate pervenire le vostre opinioni presro la C. I., la S.S.A. o la redazione del nostro giornale.

Le risposte al dibattito si possono anche indirizzare direttamente alla Redazione de « IL METALLURGICO »

Corso di Porta Vittoria, 43 - 20122 Milano

LA PROTESTA

Partiti da Sesto nella notte scura, tra slogan e canti e senza paura, guidati soltanto da un solo ideale, puntando su Roma la capitale. Fu lunga la notte, o meglio, fu dura, ma appena fu giorno vedemmo le mura di Roma eterna, di Roma Santa dove padrone fischietta e canta. Ma le nostre trombe e i nostri tamburi, portaron la pace ai musi duri Non accettiamo la provocazione siam qui per fare dimostrazione. Non siamo assassini, non siamo villani a Voi la parola compagni Romani!

Veniam da Milano e di Voi slam fratelli, vogliamo il contratto da FALCK e AGNELLI. Come d'incanto molti Romani

PER UN GIUSTO INQUADRAMENTO

PROFESSIONALE

Ci è stato riferito che allo stabilimento auto, sulla linea di montaggio, di vestizione ed in altri reparti, vi sono degli operai che sono adibiti al controllo della produzione e del materiale in arrivo ed altri che, pur lavorando in linea; svolgono la loro attività su diverse stazioni e che dalla data della loro assunzione sono inquadrati nella terza categoria.

Invitiamo questi lavoratori a non aspettare chi » dorme sogni tranquilli » ma a segnalare i loro minativi alla C.I. affinchè la stessa provveda a richiedere, a chi di competenza, il passaggio alla categoria superiore che di diritto loro compete in funzioni alle mansioni svolte.

La Sezione Sindacale Aziendale

cominciaron a batter le mani pugni chiusi per dir unità bandiere al vento, la libertà. E per dar lezione al padronato lungo le strade un corteo ordinato. Il corteo s'allunga come un serpente una marea di popolo, una marea di gente! Portiam nel cuore la pace e il lavoro, odiam la violenza di tutti coloro che fanno uso della televisione, per renderci pecore ai piè del padrone. Vogliamo il contratto, il contratto vogliamo noi siamo l'ITALIA, noi siamo Milano. Nella nostra piazza, Ia piazza del popolo, l'apoteosi. Il sole si spegne ma s'accendono i cuori noi siamo sicuri che qualcosa si è fatto vogliam lavorare, ma prima il contratto.

Un operaio della FALCK

UN RICORDO A :

Sono deceduti in questi ultimi tempi i lavoratori:

706.018 Maccioni Pasquale 3-6-1969

011.002 Reggiani Luigi 16-6-1969

815.332 Martellosio Giulio 14-7-1969

009.085 Loda Primo 18-8-1969

416.028 Sabatino Fortunato 12-8-1969

319.045 Sgubin Egidio 10-9-1969

416.118 De Vecchi Alfredo 16-9 1969

415.021 Caldarini Gino 1R-9-1969

702.084 Antoni Carlo 27-10-1969

415.063 Manenti Giancarlo 5-11-1969

682.013 Sardi Gerolamo 11-11-1969

415.074 Trovati Marino 13-11-1969

317.046 Legramandi Angelo 21-11-1969

213.002 Pettinari Ettore 28-11-1969

008.003 Ciminaghi Valerio 15-12-1969

702.064 Angoletti Emilio 27-12-1969

Alle famiglie di questi lavoratori. che ci hanno lasciato per sempre, giungano le più vive condo glianze.

I,A REDAZIo\

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