PIEGATO E SCONFITTO LA TRACOTANZA PADRONALE
Firmati B migliore Contratto di Lavoro
Il contratto è firmato. Un'altra battaglia si è conclusa vittoriosamente per i lavoratori.
Non partiremo con l'elencazione di quanto ottenuto, cosa del resto ormai nota a tutti, ma metteremo in evidenza le tappe più salienti di questa magnifica lotta che vede nei lavoratori tutti i suoi principali protagonisti.
Fín dal mese di giugno, qualche « illuminato padrone » avanzava proposte che avrebbero dovuto, a parer suo, appagare i desideri dei lavoratori e sedare ogni movimento rivendicativo.
I secondi fini di tali proposte erano così evidenti e contro ogni principio sindacale che la montatura giornalistica e radiotelevisiva atta ad esaltare la bontà di tali proposte trovava la netta respinta da parte dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali.
Prima vittoria quindi dei lavoratori che respingono unitariamente delle subdole manovre paternalistiche che, come sempre, tentano di portare acqua al loro mulino.
Intanto nelle fabbriche sono in corso centinaia di assemblee per la discussione dei punti rivendicativi da avanzare alla controparte.
Vengono raccolti oltre trecentomila referendum contenentle ri-
sposte dei lavoratori sulle specifiche rivendicazioni e alla fine viene stilata una piattaforma unitaria, che è frutto della consultazione democratica dèi lavoratori e dellal oro partecipazione diretta alle scelte del sindacato.
Per la prima volta dopo venti anni le organizzazioni sindacali presentano unitariamente le rivendicazioni contrattuali, nuovo
smacco quindi per i padroni che non avranno così la possibilità di scelta tra questa o quella richiesta ma che dovranno rispondere nel merito solo su quei punti unitariamente avanzati.
Si inizia la lotta e i lavoratori si danno delle strutture nuove per la direlione e la conduzione della lotta stessa e decidendo innanzitutto che durante le trattatiSegue in seconda
Sabato 24 gennaio ore 8 alla F.I.O.M. presso la la sede di Via Saccardo 39
Assemblea del Quadro attivo per esaminare il seguente
Ordine del Giorno
ESAME DELLA SITUAZIONE
SINDACALE E ORGANIZZATIVA
DOPO LA CONQUISTA DEL CONTRATTO
Sarà presente un compagno della Segreteria Provinciale.
La riunione si protrarrà per tutta la giornata.
dalla prima
Ve gli scioperi non verranno sospesi.
Ulteriore smacco per gli industriali che si vedono costretti a trattare con gli scioperi in atto.
Grazie all' esperienza maturata durante le lotte integrative e alla forte crescita del movimento si nota subito una grande partecipazione alla lotta sia da parte degli operai che da parte degli impiegati, e anche da questa massiccia partecipazione í padroni avvertono di avere perso un loro punto di appoggio.
I comitati unitari di base, nati per dirigere la lotta, eletti democraticamente dai lavoratori ia ogni reparto, iniziano il difficile compito di organizzare l'articolazione a livello di settore di reparto e di linea, l'articolazione degli scioperi sarà determinante ai fini della lotta ed anche in questa fase i lavoratori dimostrano una grande capacità di direzione della lotta. Si tengono le prime assemblee nelle fabbriche prima da parte di compagni di fabbrica poi con l'intervento dei sindacalisti esterni e con questa' azione di fatto si sancisce il diritto di assemblea all'interno della fabbrica prima ancora di conquistarla contrattualmente.
La necessità di parlare a masse di persone sempre più numerose fa sì che ovunque si sottoscrivano modeste somme per l'acquisto di megafoni a pila; queste sottoscrizioni segnano un atto di maturità della classe operaia che si dà da sola gli strumenti necessari per continuare sempre meglio ed in maniera organizzata la lotta.
Il padronato, sotto la sferza dei colpi che è costretto a subire dai lavoratori in 1*tta. contrattacca ma è di nuova clamorosamente sconfitto dalla caparbia volontà del movimento unito che non fa passare nessun provvedimento a danno dei lavoratori.
Vengono ritirati i licenziamenti all'Italsider e in altre diecine di fabbriche, alla stessa FIAT, che rappresenta il, più grande monopolio italiano, rientra un tentativo dí serrata prima, rientrano poi duecento sospensioni a danno di lavoratori che più si stanno distinguendo nella direzione della lotta in corso.
Ancora una volta l'unità dei lavoratori vince ed í padroni prendono atto, loro malgrado, che stanno perdendo una grande battaglia ma non si danno per vinti escogitando ogni espediente per rimandare gli incontri e non entrare nel merito delle trattative.
Le manovre diversive della controparte non ingannano i lavoratori che manifestano per le strade delle grandi città attirando a loro la solidarietà degli enti pubblici, dei comuni, e di tutti i cittadini.
Anche in questo confronto la confindustria è isolata ed è costretta a subire aspre critiche di diversi uomini del mondo politico ed economico.
Vale la pena ricordare le manifestazioni di Torino, di Milano, di Napoli: a Milano in particolare la manifestazione davanti alla RAI-TV dove diecine di migliaia di lavoratori manifestano ordinatamente.
Poi una brutta parentesi dovuta alla morte, non certo voluta dai lavoratori, di un poliziotto durante uno sciopero generale per il caro vita. la riforma fiscale, il caro affitti, dà fiato alle trombe confindustriali per inveire in forma volgare e gettare fango addosso ai lavoratori, contro le loro organizzazioni sindacali accusandoli di portare il paese all'anarchia e al caos.
Ma ancora una volta la calma, il comportamento responsabile ed onesto, la validità e la giustezza delle cose per le quali si stava lottando hanno avuto ragione delle bugie e delle menzogne seminate ad arte dalla confindustria
e con la manifestazione di Roma dove 70.000 metallurgici giunti da tutte le parti d'Italia si erano dati convegno, si poneva una forte ipoteca sul contratto così come lo volevano i lavoratori e si spazzavano via i sogni di rivincita degli industriali.
Chi era a Roma nei giorni antecedenti il 28 novembre sa con quale terrore si attendesse « la calata dei metalmeccanici »; orbene chi è andato a Roma dopo quella manifestazione sa con quale diversa stima ora viene apprezzato il movimento operaio nel suo insieme.
Lezioni di maturità politico-sindacale, di civiltà, di educazione e di correttezza non si ripetono in tutte le parti del mondo.
Da quella manifestazione in poi le cose sono andate lentamente migliorando anche se la confindustria ha voluto di proposito tenere più curo dell'Intersind che ai primi di dicembre accettava e portava a termine la trattativa. Alla fine, battuta su tutto il fronte, isolata da tutti e da tutto, la confindustria dichiarava « di essere costretta ad accettare la trattativa... » con tutte le riserve del caso, ma trattava e concludeva. Ora di là dei risultati ottenuti in lire, in orario di lavoro, in perequazione operaiimpiegati, in diritti sindacali, ecc., cose che concretamente si avvertono e si toccano con mano questa magnifica lotta unitaria ci ha visti vittoriosi nello scontro politico-sindacale con la controparte e (mesto ha un grande valore; inoltre ci ha lasciato un immenso bagasJ,lio di esperienza e di esempi che non dobbiamo mai dimenticare ma che al contrario dobbiamo tenere sempre presenti per le lotte a venire.
All'insegna dell'unità sindacale i lavoratori metalmeccanici hanr o clamorosamente sconfitto un avversario molto più forte e potente.
La S.S.A.
Cento anni fa, il Risorgimento sembrava finito. Ma proprio allora cominciava un'altra rivoluzione che dura ancora e non è compiuta: ad essa, partecipano le Masse dei Lavoratori. I libri di scuola ne hanno sempre parlato poco. E' una rivoluzione sociale in cui la classe dirigente esce moralmente e storicamente condannata.
Un popolo di poeti di artisti di eroi "
. . . di Santi, di Pensatori, di Scienziati, di Navigatori, di Trasmigratori
A Roma, nello scenografico e demilliano quartiere dell'EUR, questa scritta campeggia altissima, scolpita a grandi lettere nel vivo sasso, sulla sommità del palazzo della « Civiltà italiana ».
Il popolo italiano all'estero messaggero di, civiltà; il popolo italiano riconosciuto per la sua bravura nelle arti, nelle scienze, nel commercio, nell'industria, nelle scoperte, nello sport e via aggiungendo; il popolo italiano, che col sudore della fronte, nei paesi stranieri dà lustro alla « Madre Patria »; questo popolo italiano che alle Olimpiadi dà onore e vanto all'« italica stirpe » (tanto che gli atleti diventano tutti cavalieri); questo popolo che nei discorsi ufficiali dei presidenti di tutti gli organi della Repubblica, è faro a tutto il mondo intero ed è probabile che diventi faro del cosmo: ebbene questo popolo di « Poeti, di Artisti, di Eroi, di Santi, di Pensatori, di Scienziati, di Navigatori, di Trasmigratori », signori, questo popolo, per il ministro degli Interni, non è ancora maturo per avere a sua tutela durante le manifestazioni sindacali, studentesche o che non riguardano comunque la caccia al ladro ed al delinquente (ammenocchè i lavoratori non siano considehti tali), la polizia disarmata.
Noi, cari compagni ed amici, non siamo ancora maturi, dobbiamo per questo essere tenuti sotto controllo armato, perchè sapete com'è, gli immaturi possono qualche volta commettere sciocchezze : chiedere ad esempio migliori salari, pensioni per vivere e non per morire, scuole per i propri figli e via immaturando.
Tutto questo può dare fastidio ai signori confinuustriali ed agrari che come sapete, è vero che fanno le opere buone, ma le fanno con una narice alzata e perciò avendo a che fare con degli immaturi, possono alzare anche l'altra di narice.
Eccó allora che a far sì che i buoni Agnelli, i bravi Costa, gli ottimi Pirelli, nonchè i magnanimi padroni americani, stiano con le narici ferme, chi dirige il paese sente il dovere di tenere tranquillo questo popolo « immaturo » mandando la polizia con mitra, camionette corazzate, cellulari provvisti di doppia grata, agenti con elmetti da guerra ABC (per chi non ha fatto il militare, significa Atomica, Biologica, Chimica).
Ma allora come la mettiamo con questo popolo civile e faro da 2000 anni?
Non siamo maturi per la polizia disarmata, non' siamo maturi per il discorso; a riformare la scuola, la giustizia, le strutture sociali. non ne parliamo nemmeno.
A questo punto allora, due sono le ipotesi: o questo « faro di civiltà è una grande buggeratura tirata in ballo per tenerci buoni nei momenti solenni e ufficiali, quando siamo -in collegamento Euro-Intervisione, per farci sentire, tutto sommato fieri italiani con la fronte alta ed il petto in fuori e continuare quindi a dare lustro all'Italia (dove Italia potrebbe stare anche per super cilindrata di questo o di quel padrone) salvo a ricevere noi, il video, un bel ,ne, oppure buggeratura non è.
Ed allora, cari compagni ed amici, non solo siamo maturi per una polizia disarmata, ma siamo così gonfi che questa Italia potremmo addirittura governarla da soli noi
lavoratori, senza « immaturi », è il caso questa volta di dirlo, intermediari.
LA POSTA
Spett. Direzione del Giornale, Siamo un gruppo qr lavoratori che hanno, durante la lotta contrattuale, sottoscriro nei limiti delle nostre possibilità, sia per l'acquisto dei megafoni, sia per inviare alla manifestazione di Roma una delegazione in rappresentanza della Innocenti.
Durante un'assemblea abbiamo sentito i bilanci di tali sottoscrizioni, ma in modo incompleto, per ovvie ragioni di rumore e confusione generale dall' insieme dell'assemblea.
Sareste in grado Voi di fornirci il dettaglio di dette sottoscrizioni?
RingraziandoVi anticipatamente. distintamente.
Un gruppo di lavoratori (seguono le firme)
RISPOSTA
Abbiamo interpellato i compagni di C.I. i quali ci hanno fornito i dettagli completi delle sottoscrizioni e delle spese sostenute; essi sono:
LA BEFANA
La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte...; molto rotte devono essere inoltre le « casse » della Innocenti a valutare dal pacco in occasione della festa del 6 gennaio. Una scatola con un capace « sottofondo » ad uso esportazione di valuta o contrabbando di stupefacenti ma con poco di bello e di buono come contenuto, il tutto elegantemente czionato, è stato l'omaggio della Soc. Innocenti ai figli dei dipendenti.
A cavai donato non si guarda in bocca, è vero, ma anche se quest'anno è un anno di crisi e di economia ci si permetta di far rilevare che peggio di così non si poteva fare.
Sottoscrizione per Roma
Cifra raccolta e interamente versata alle Organizzazioni Sindacali Provinciali, I.. 912.880. Inviati a Roma quali delegati a rappresentare la fabbrica Innocenti, N. 187 dipendenti tra operai ed impiegati.
Sottoscrizione per i megafoni
Raccolto tra i lavoratori operai ed impiegati La somma di L. 86. 980.
Speso per l'acquisto di. n.. 3 megafoni L. 64. 500.
Speso per l'acquisto di pile L. 480.
Rimanente in cassa in deposito to presso la ComrrAss'•:.--.
Tritertia, -y3r- ,-2v,-.•ntè.tafl3 rip3 7. 0()f
Riteniamo di avere soddisfatto la Vostra richiesta, ma qualora la nostra risposta fosse incompleta o non del tutto soddisfacente riscriveteci segnalandoci quanto per Voi resta ancora poco ehiani La Redazione
L' ORA DELLA VERITA'
Penso sia chiaro ormai per tutti i lavoratori che le innumerevoli lotte contrattuali ìn corso stanno dando all'attuale momento politico la vera fisionomia di un sempre più vasto scontro di classe: da una parte gli operai e tutti quelli che vivono del proprio lavoro protesi nella lotta verso la ricerca di una migliore condizione di vita e per un maggior potere politico decisionale nell'azienda e nella società; dall'altra, l'alleanza padronale decisa a difendere con i denti i propri privilegi, i propri profitti e la loro influenza politica nella nazione. Ricordiamoci che è inutile farci illusioni circa la possibilità che il potere costituito (il governo) possa in qualche modo intervenire in nostro favore dato che esso, nell'ambito della politica perseguita negli ultimi vent'anni (sempre a favore dei padroni) ha delle responsabilità precise e di queste dovrà renderne conto ai lavoratori. Purtroppo le leve del potere non sono state mai in mano alla vera maggioranza della nazione, dato che i più (gli sfruttati) non hanno mai saputo presentarsi uniti politicamente e così in tutti questi anni abbiamo pagato duramente questa nostra mancata coscienza di classe. Ora i lavoratori, all'insegna dell'unità sindacale, si stanno battendo contro i padroni e governo, consapevoli che mai come oggi sono stati forti e, mai come oggi sono tanto numerosi a
DIRITTI SINDACALI
battersi. Nonostante ciò non vuol dire che abbiamo vinto in partenza poiché il padrone tuttora, come ieri, ha molti strumenti politici ed economici che può usare contro di noi, e state certi che cercherà, con ogni mezzo in suo potere, di rompere quell'unità che è la base della nostra forza. Ora che la ritrovata unità sindacale ci ha reso più forti, non dobbiamo permettere che i padroni trovino, come è già successo in passato, chi è disposto a vendere l'unità dei lavoratori; ricordiamoci che i padroni sono decisi, come sempre, a pagare qualsiasi prezzo per raggiungere questo obbiettivo. Perciò occhi aperti lavoratori; questo è il momento di restare uniti ma soprattutto vigili e compartecipi alle decisioni che si dovranno prendere. Questa è l'ora della verità per i lavoratori italiani, poiché dall'esito delle battaglie in corso, dal come unitariamente e coscienziosamente sapremo affrontare i sacrifici che le grandi lotte c'impongono, sapremo se veramente noi, classe lavoratrice, abbiamo raggiunto quel grado di maturità politica che ci consentirà di riscattare le umiliazioni e le ingiustizie sociali che per secoli abbiamo subito. La unità politica che sarà il presupposto indispensabile per l'inserimento delle forze lavoratrici nel governo della società italiana.
Un operaio
L' assemblea in fabbrica
I padroni e gli impiegati d' di oggi, di domani, del dopodomani
GLI IMPIEGATI D'IERI: pochi, ma tutti bravi servitori dei padroni oltre i limiti del proprio normale lavoro da svolgere; devoti, piccoli medi tiranni remunerati abbastanza bene per non tradire mai i! gioco dell'imprenditore. Tutti g;* altri lavoratori; zavorra,. da tenere da gettar via senza tanti scrupoli, senza -impianti.
GLI IMPIEGATI DI OGGI: troppi per essere elevati tutti a servitori dei padroni ». Una parte. ancora trattati come elementi indispensabili e insostituibili per il loro alto grado di lavoro servizievole e capace di tei.er h' ne a galla la barca del padrone con i tattici comportameini alle spalle degli altri; l'altra parte invece, semplici ed insignificanti lavoratori a detta dei padroni fin troppo ben remunerati in qualità di zavorra, da gettar via in qualsiasi momento quando lo scafo fa acqua.
GLI IMPIEGATI DI DOMANI: tanti, troppi, una schiera infinita, una mara di gente che non farà più dormi:-:7- il padrone, che si unirà con tui ili altri lavoratori e faranno semire la loro voce fin nei più lontani pianeti quando chiede-anno: giustizia, uguaglianza, urnanita. Si par' .rà del crumiro come di qualche cosa esistita nella iantasia, perché tutti, tutti gli impiegati del prossimo domani saranno coscienti della loro posizione al servizio del padrone, e sapranno lottarlo senza tanti complimenti come lui ha sempre fatto in passato, con l'aiuto proprio dei fedeli impiegati, contro tutti gli altri poveri lavoratori.
GLI IMPIEGATI DEL DOPODOMANI: finalmente al potere dopo tante umiliazioni, per governare meglio e più giustamente la società italiana contro tutti i soprusi gli sfruttamenti. Avranno anche loro saputo fare la grande lotta conseguito questa importante vittoria.
Appello ai lavoratori
IL NOSTRO GIORNALE
Un valido strumento che ha caratterizzato la nostra costante presenza tra i lavoratori all'interno della Innocenti è il giornale di fabbrica.
Per gli amanti della statistica diciamo che sono usciti in media undici numeri all'anno, cioè una volta al mese ad esclusione di agosto, quando si è in ferie.
E' attraverso il giornale che abbiamo cercato di informare ed orientare nel modo migliore (a nostro modo di vedere) i lavoratori.
Il giornale però non è uscito per virtù propria, esso è costato molti sacrifici ai compagni della redazione che hanno impegnato parte del loro tempo libero alla ricerca, alla elaborazione e alla stesura degli articoli, ed è costato molto anche come parte economica perchè la spesa sostenuta è stata molto alta.
Visto che siamo in argomento
LODE DELL'IMPARARE
Impara quel che è più semplice! I Per quelli il cui tempo è venuto non è mai troppo tardi!
Impara l'a b c non basta, ma imparalo! E non ti venga a noia!
Comincia! Devi saper tutto, tu!
Tu devi prendere il potere.
Impara, uomo all'ospizio!
Impara, uomo in prigione!
Impara, donna in cucina!
Impara, sessr ntenne!
Tu devi prendere il potere.
Frequenta la scuola, senzatetto!
Acquista il sapere, tu che hai [freddo!
Affamato, afferra il libro: è un'ari-ma.
Tu devi prendere il potere. Non aver paura di chiedere, com[pagno!
Non lasciarti influenzare, verifica tu stesso!
Quel che non sai tu stesso, non lo saprai.
Controlla il conto, sei tu che lo devi pagare.
Punta il dito su ogni voce, chiedi: e questo, perchè?
Tu devi prendere il potere.
ricordiamo, ai lavoratori tutti: primo, di collaborare con noi inviandoci articoli e notizie da pubblicare; secondo, che quanto prima organizzeremo durante la di' stribuzione del giornale un centro di raccolta onde recepire fondi necessari al finanziamento dello stesso.
Noi riteniamo che questo mezzo di informazione tra i lavoratori sia molto valido e siamo dell'avviso che esso deve continuare ad uscire migliorando sempre più la sua funzione di informazione ed orientamento tra i lavoratori tutti.
E' anche' proprio in funzion'e a questi mezzi d' informazione aziendale che i lavoratori, riescono a combattere le manovre della controparte che ha a disposizione mezzi molto più potenti per disorientare gli stessi.
Sostenere e collaborare con il giornale di fabbrica è quindi un impegno ed un dovere dei lavoratori per mantenere valido uno strumento in difesa dei propri diritti.
Tra l'altro, ci auguriamo che, in un prossimo futuro, il giornale
aziendale possa realizzarsi In forma unitaria come già si va facendo in altre aziende.
La Redazione LUTTI
Condoglianze sincere da parte della redazione al compagno Nonnato Osvaldo, membro della Sezione Sindacale Aziendale della FIOM e membro del Comitato Antinfortunistico Aziendale, per il grave lutto che lo ha colpito (la morte della madre).
Condoglianze sincere da parte della redazione al compagno Salvi Dino, membro di C.I. e consigliere del FIAMLI, per il grave lutto che lo ha colpito (la morte del padre).
Il percorso della tredicesimal
BERTOLT BRECHTLA PACE
Nei giorni scorsi, in ricorrenza delle festività, da ogni parte del mondo, da ogni personalità laica o religiosa sono stati lanciati appelli alla pace tra i popoli di tutto il mondo.
La cosa si ripete ormai da anni ma purtroppo dobbiamo constatare, amaramente, che questi appelli si dissolvono nel nulla e, ogni giorno, centinaia di uomini si uccidono e muoiono senza scampo e senza ragione.
Per volontà di pochi, a difesa degli interessi di una casta previlegiata, che non si espone mai al rischio in prima persona, altri uomini più umili, più modesti, i meno interessati a tutto si combattono perdendo ciò che di più grande vi è al mondo: la vita.
Questa è la tragica morale di una società vecchia e corrotta, che non vuole darsi per vinta, che distrugge tutto ciò che tenta di modificare l'attuale stato delle cose per il trionfo della giustizia tra i popoli.
Ma il mondo non si arresta ai delitti di questa società, il mondo va avanti inesorabilmente senza soste e gli uomini che vogliono cambiare in meglio le cose aumentano di giorno in giorno.
Sono operai, studenti, intellettuali di ogni razza e di ogni colore, gente del popolo, gente che è stanca di rischiare giornalmente d; morire per mantenere i previlegi dei padroni del vapore.
Il movimento di questi uomini si fa giorno per giorno sempre più importante e raccoglie sempre più proseliti in ogni parte del mondo tanto che, non solo non può più essere ignorato come manifestazione spontanea dì pochi, ma, chi di competenza, è costretto a tenere conto di questa volontà popolare e a modificaTe i suoi piani in modo che gli stessi siano più rispondenti alla volontà della maggioranza del genere umano.
Pur tuttavia, nonostante i grandi sforzi che si compiono si resta ancora lontani dall'obbiettivo che si vuole raggiungere, cioè la Pace totale e completa in tutto il mondo.
Vi sono ancora paesi in guerra ed altri che, come si suol dire, sono sul sentiero di guerra, e le varie situazioni potrebbero preci-
pitare da un momento all' altro. Per questo è necessario non darsi mai per vinti, continuare sulla strada intrapresa e manifestare costantemente la nostra volontà di pace in tutto il mondo.
Sarà con lo sforzo di tutti gli uomini di buona volontà, con la partecipazione attiva di quella parte del popolo che nulla ha da guadagnare da un conflitto se non miseria e lutti, che noi sapremo imporre la nostra volontà di uomini liberi, che vogliono liberi i popoli oppressi, che faremo cessare definitivamente le guerre cancellandone il significato di questa funesta parola perfino dai vocabolari, sì che nel mondo potrà trionfare, per sempre, Ia PACE.
Roberto Castoldicase popolari a prezz popolari
Le più sincere congratulazioni al compagno Salvi Dino e alla sua gentile consorte che, dopo diversi anni d' attesa, hanno finalmente avuto un erede, Roberto.
Gli scatti di anzianità e il passaggio di categoria
Cosi ha stabilito il pretore di Milano, nella sentenza contro la ditta Krupp, promossa dalla FIOM, in sede vertenziale e vinta in causa dall'avvocato Francesco Santulli.
La sentenza è molto interessante. Essa riveste una questione di principio che riguarda tutti i lavoratori della nostra categoria. Tale tesi viene confermata dal magistrato milanese
con la seguente conclusione nel merito:
« Resta pertanto confermato che, in caso di passaggio a categoria superiore, gli aumenti periodici già maturati a favore del lavoi•atore non vengono assorbiti dalla nuova retribuzione, ma si aggiungono ad essa in quanto elementi retributivi ormai acquisiti al patrimonio del lavoratore stesso ».
PERCHE RISOGNA ISCRIVERSI AL SINDACATO
Se il sindacato non avesse fin qui operaio, nessuno di noi, lavoratori dipendenti, si troverebbe al livello sociale attuale.
Da noi, in Italia, è da oltre cent'anni che i lavoratori delle fabbriche si muovono, dapprima in forme un po' vulcaniche per poi assumere con l'esperimentazione del tempo, comportamenti più composti, al fine di ottenere un rapporto di lavoro sempre migliore ed una diversa collocazione nella società civile.
Le aziende si può dire che siano state costrette ad ammodernarsi non soltanto per ubbidire alla logica del capitalismo competitivo ma anche per tener conto delle continue sollecitazioni e rivendicazioni del fronte operaio.
D'altro canto gli impulsi dati dai lavoratori alla piena cittadinanza democratica hanno assunto risonanze sempre più vaste, al punto che i sistemi sociali hanno già compiuto o stanno ora compiendo il passo più importante verso la democrazia che nasce dal basso, non formale soltanto ma sostanziale.
Associarsi al sindacato! Partecipare alle d,scussioni ed alle elaborazioni delle piattaforme contrattuali, in modo attivo, senza mediazioni, senza inframmittenze burocratiche! Dire come si vive in reparto, denunciare i soprusi della disciplina aziendale, togliere le mense aziendali dalle ristrette visioni gestionali del dopoguerra, intervenire perchè siano evitati gli infortuni sul lavoro, rendere il lavoro a cottimo remunerativo ma non disumanizzante... Quanti problemi sono ancora aperti in azienda, in ogni azienda, sia pure con implicazioni diverse! Associarsi al sindacato significa affrontare tutti questi problemi in modo comunitario, significa far scaturire le decisioni dopo essersi ampiamente consultati, dopo aver confrontati i punti di vista. drmr) aver sentito i vari pareri.
Il sindacato fa uscire ognuno dalle posizioni isolate, dalle tendenze egocentriche; nessuno al sindacato può fare la primadonna; tutti, sia pure con diversi ruoli, si mettono sullo stesso piano di servizio della classe lavoratrice; in questo senso il sindacato diventa una palestra di democrazia, una scuola di formazione sociale per ognuno di noi, specialmente per chi è fermo sulla visione del sindacato-istituzione.
La visione giuridicistica del sindacato, che come ente para-statale faccia ottenere questo e quest'altro ai lavoratori, che si metta in contatto magari con quell'altro Ente, più o meno governato dai
padroni, per farli, fuori dalla fabbrica ma in ambiente ancora aziendale, divertire, rilassare forse anche per non farli riflettere, per smorzare in loro la carica di un avvenire migliore, l'ansia di un più elevato grado di giustizia sociale...
No, non è questa la vera visione del sindacato! L'associazione alla quale TUTTI DEVONO ADERIRE è qualcosa di più serio!
E quindi, per riassumere i concetti fin qui espressi, vediamo perchè dobbiamo iscriverci al sindacato?
Perchè esso rappresenta le gloriose tappe di lotta e di elevazione del mondo del lavoro;
Perchè, insieme, nel sindacato, vogliamo continuare il cammino che ci tolga dalla situazione di sfruttamento;
Perchè, mai i lavoratori hanno compiuto reali passi in avanti con richieste individualistiche o soltanto attraverso leggi illuminate;
Perchè, sul piano dei problemi generali (pensioni, assistenza sanitaria, abitazioni, costo della vita); il sindacato è LA VOCE DEI LAVORATORI ASSOCIATI; non una voce che grida nel deserto ma un'espressione del PAESE REALE, di quella parte del Paese che produce, soffre, rivendica sulle piazze il giusto inserimento nella società che pure è fondata sul lavoro.
PER LA DIREZIONE
Spett. Direzione Ditta IHNOCENT1 »
Io sottoscritto
Operaio n. cartellino Impiegato n. cartellino invio la presente lettera per richiedere a Codesta Direzione di trattenere mensilmente dalle mie competenze nette, con decorrenza dall'inizio del mese in corso al ricevimento di questa lettera e fino al 31 Dicembre del corrente anno, la somma di lire 500 (cinquecento) e di effettuare il versamento per mid conto, quale mia quota di associazione, al Sindacato
FIOM - CGIL
FIOM-CGIL
sul cfc bancario n. 201819 presso Banca Nazionale del Lavoro, agenzia Palazzo di Giustizia, intestato a Federazione Impiegati Operai Metallurgici.
Distinti saluti.