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FIOM Innocenti25

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IMPOSTO CON LA LOTTA UN NUOVO METODO DI TRATTATIVA

La battaglia per il rinnovo del contratto di lavoro è entrata nella fase più interessante, quella della trattativa sui punti rivendicativi.

Va detto che, una prima vittoria dei lavoratori, è stata quella di avere imposto la trattativa con gli scioperi in atto.

I giornali borghesi si meravigliano esterrefatti per questo nuovo modo di portare avanti la discussione, cioè con gli scioperi in atto, d'altro canto i lavoratori così hanno deciso e con la loro lotta esemplare hanno costretto il padronato ad accettare questa nuova formula di trattativa.

Gli industriali tentano in ogni modo di far rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta, pretendendo di mettere in discussione la contrattazione articolata, ma anche in questo tentativo hanno fallito il loro bersaglio.

La contrattazione articolata a livello di fabbrica è una conquista dei lavoratori che gli stessi hanno intenzione di esercitare in ogni momento.

Quindi su questo istituto i padroni si mettano il cuore in pace, ce lo siamo conquistato e intendiamo mantenerlo.

Pur non entrando nel vivo delle controproposte, anche perchè quanto riportato dai giornali è assai modesto, e senza dare nessun giudizio nel merito, è però doveroso far rimarcare che, contrariamente al passato / rilanci padronali hanno perlomeno abbandonato quella forma di cine-

seria che alla richiesta di cento faceva eco una risposta di dieci ed anche meno, ma non basta: è necessario precisare meglio tutto quello che si vuol dare.

I lavoratori sanno .quello e quanto vogliono, lottano e fanno sacrifici per ottenerlo xnza sconto a nessuno.

I padroni questo lo d(Vrebbero avere ben capito, quindi sta a loro far sì che le trattative si svolgano nella maniera più rapida possibile.

Le manovre dilatorie non hanno più senso dal momento che lo sciopero non si sospende, anzi si intensifica quando qualche nota della controparte suona stonata alle nostre orecchie. segue in

LAVORATORI E STUDENTI

Incontro storico, è stato più che giustamente definito da un intervento, quello avvenuto il giorno 30 ottobre 1969, tra gli studenti e i lavoratori della Innocenti nell'Aula Magna dell'Istituto d'Architettura alla Città degli Studi.

Questo incontro era più che necessario, è stato detto più volte negli interventi, era indispensabile che le parti interessate si incontrino per scrollarsi reciprocamente di dosso quello stato di diffi-

denza e di attrito che esiste tra due grandi masse del nostro paese, quella dei- lavoratori e quella degli studenti.

E' necessario comprendersi per continuare uniti le nostre battaglie che sono comuni una nelle fabbriche, l'altra nelle scuole a tutti i livelli / .allo scopo di contare di più tutti assieme nel paese dentro e fuori dai luoghi di lavoro, è stato ribadito dai vari interventi.

segue in r

Bollettino interno della Sezione Sindacale Aziendale INNOCENTI v novembre 1969 II .,v..;-. i p'1111b. Al 11.74 §P., Al pi,; • I i 1 rT -T-1 FT -1-1 ermanirgbil l l C.A0 (.6105 ); 2, 4.4
— Ma chi sono? — E' la delegazione padronale che si reca alla trattativa per il rinnovo del nostro contratto.

dalla

prima dalla

prima

dalla

di tutti.

prima dalla prima dalla prima imposto con la lotta un nuovo metodo di trattativa

Dire che non ci sono soldi e che salta l'economia nazionale, quando si esportano clandestinamente miliardi all'estero, è una pietosa bugia che non fa presa più su nessuno, è quindi più pratico trattare presto nell'interesse

Fonti autorevoli dell'economia e del governo hanno pubblicamente ripetuto che quanto chiesto dai sindacati a nome dei lavoratori è un onere sopportabile e non mette in crisi il sistema come ostinatamente tentano di far credere gli industriali.

Quello che ci conforta è che ormai nessuno più crede alle lacrime padronali e tutta l'opinione pubblica sostiene la giusta lotta dei lavoratori.

Lavoratori e studenti

Senza dubbio queste affermazioni sono quanto mai veritiere e rispecchiano una nuova realtà che si è aperta in questi ultimi tempi sotto la spinta delle grandi lotte che i lavoratori hanno fatto, fanno e faranno per cambiare all'interno delle aziende quello stato di oppressione al quale sono stati assoggettati; sull'onda delle grandi lotte fatte dagli studenti per cambiare la struttura di una scuola fatta ad uso e consumo delle classi elette e che ha sempre chiuso le sue porte ai figli dei lavoratori ponendoli ai margini della società.

Questa è la realtà che per molti anni ha prevalso su tutti e su ogni volontà, ma è anche una realtà che noi vogliamo cambiare una volta per sempre.

Questo, in sintesi, è il significato dell'incontro dei lavoratori con gli studenti che non deve essere un dialogo fatto in un momento di euforia o di entusiasmo, ma un dialogo che tutti ci siamo impegnati di continuare.

Un dialogo che ci impegni sempre più a comprenderci, ad avvicinarci in modo che sia vinta quella diffidenza che esiste tra la classe lavoratrice e quella intellettuale che in futuro dovrà dirigerci.

E' necessario che fin da ora sui banchi delle scuole gli studenti imparino non certo il modo migliore per opprimere, reprimere,

coercire e snaturare la personalità dell'operaio all'interno della fabbrica e di sfruttare sempre di più il lavoratore, ma apprendano fin d'ora, sui banchi della scuola, un altro tipo di rapporto tra tutte le maestranze — operai ed impiegati o dirigenti che siano — in modo che diversi siano i rapporti all'interno delle aziende.

La riunione si è conclusa con il reciproco impegno che incontri di questo genere si susseguano nel tempo in modo di unire sempre più le nostre forze.

Ci rincresce però di dover rilevare che, nonostante certe affer-

E' quindi ora e tempo che gli industriali si presentino ai tavolo delle trattative con delle controproposte serie ed accettabili, smettano di rimandare di settimana in settimana gli incontri per ripresentarsi a mani vuote.

I lavoratori in lotta sanno quello che vogliono, sanno che devono fare dei sacrifici per conquistarlo e sono più che mai decisi ad andare avanti fino in fondo; i padroni si sappiano regolare in merito.

mazioni fatte a riguardo dell'autonomia sia del _movimento studentesco che di quello operaio, alcuni giorni dopo, in occasione di un più che giusto e sentito sciopero di protesta, che tutti i lavoratori della Innocenti hanno fatto condannando l'intervento della polizia che ha caricato ed arrestato dei lavoratori che manifestavano davanti alla sede della RAI-TV gli studenti, tipo Bassetti, siano intervenuti e strumentalizzando l'avvenimento abbiano di fatto superato gli orientamenti dati dalle Organizzazioni Sindacali.

E' necessario quindi che i lavoratori stiano molto accorti e seguano, in un momento così difficile ed impegnativo le Organizzazioni Sindacali.

Questa società è da cambiare

DISOCCUPATI 1 milione di disoccupati + 500.000 in cerca di prima occupazione

INFORTUNI SUL LAVORO dal 1946 al 1966

AUTOVETTURE

1950 = 597

1967 = 1.440

AUTOSTRADE

1960 al 1968 + 1400 Km.

POLIZIA E GIUSTIZIA

(dai bilanci dello Stato)

polizia stanziati L. 478 miliardi

Giustizia stanziati L. 157 miliardi

NESSUNO HA ANCORA PAGATO PER QUESTO!

(dai 1947 ad Avola 1968, quando la polizia spara su operai, contadini, studenti)

RETRIBUZIONI MEDIE

L. 36.000 mensili

L. 80.000

attività terziarie L. 63.000

Minimo vitale L. 180.000 a

PENSIONI

5 milioni di lavoratori con pensioni inferiori a 25.000 lire mensili

PRODUZIONE (1953 = 100)

Siderurgia 1967 + 269 %

Chimica » + 412

Petrolchimica • + 475

Flastica • + 695

DIMINUITI I LAVORATORI

CAPITALI ESPORTATI (dai padroni)

1968 = 1.000 miliardi (circa) (pari a 150.000 nuovi posti di lavoro)

AFFITTI

dal 1961 al 1968 + 50 %

salario speso per affitto = 38,5 %

TASSE

1.085 miliardi pagati dai lavoratori con trattenuta sulla busta paga per Ricchezza Mobile (1966)

2.729 miliardi pagati dai lavoratori nel •

1967 per l'INPS

MORTALITA' INFANTILE (su 1000 nati vivi)

ITALIA = 36

U.S.A. = 23

Francia = 22

Olanda 15

88 morti

647 feriti

78.000 fermati

EMIGRATI

5 milioni

In questa breve panoramica è data la situazione nella quale viviamo e che fa bene ogni tanto rispecchiarsi per aiutarsi a capire in che mondo viviamo. Ogni dato mette in evidenza un problema. A qualcuno può far male leggere queste cose ma non ai lavoratori. Così come a qualcuno può dispiacere che noi rendiamo pubbliche certe situazioni, perchè essi sono interessati a tenere tutto nascosto; per loro conta solo l'Italia • ufficiale a, quella del • pallone a o della • canzonetta a con la quale si vorrebbe rincretinire la gente.

Ecco perchè i lavoratori lottano, perchè sanno queste cose ed hanno coscienza che si può e si deve cambiare quetsa società.

Oggi si fa un gran parlare di • libertà e democrazia a ed altro, ma può essere libero un Paese, come il nostro dove vi è la più alta mortalità infantile fra tutti i paesi industrializzati dell'occidente?; dove 5 milioni (10<7, della popolazione) di lavoratori sono costretti ad emigrare per lavorare?; dove vi sono paghe inferiori del 507 al minimo vitale?; dove 5 milioni di vecchi lavoratori hanno meno di 1000 lire al giorno per vivere?, ecc.

Vi può essere libertà se nelle fabbriche non si può parlare, riunirsi, e alla protesta si risponde con le fucilazioni sommarie sulle strade!

Abbiamo anche dei primati (auto, autostrade, produzione) e altri; anche queste cose sono costate care ai lavoratori ma da sole non possono fare la civiltà di un popolo.

La propaganda dei padroni, portata nelle nostre case dalla TV suona come una sirena incantatrice; i tutto si dice fuorchè le cose che noi abbiamo qui scritto, e anche quando se ne parla, subito dopo si avvia un bel valzer per fawlimenticare.

Manca la civiltà. Questa società non è fatta per vivere ma per distruggere l'uomo.

La lotta per cambiarla non incomincia oggi, è già cominciata da tempo. Sono i frutti di questa nostra lotta che hanno dato quel poco di civiltà e di progresso, occorre fare più forti le masse che lottano, più decise le azioni.

infortuni
morti n.
invalidi parmanenti
n. 22.860.960
82.557
n. 966.880
agricoltura
industria
popolazione lavoratori 1951 47.515.000 19.577.000 43,5 1961 49.156.000 20.172.000 42,5 1967 52.409.000 19.107.000 37,8

La posta

All' attenzione di tutti gli utenti di auto

Uscendo dallo stabilimento, alla sera, al termine del lavoro, ho trovato per la seconda volta, nel giro di una settimana, la macchina rovinata.

Sarebbe doveroso da parte di chi ha commesso una falsa manovra, provocando danni macchina di altri, lasciare il proprio nome e numero di targa in modo di permettere all'infortunato di far eseguire, non a sue spese, le opportune riparazioni.

Non si spiegherebbe altrimenti il perchè un individuo assicura la propria vettura per tutelarsi contro eventuali danni causati da incidenti senza usufruire dei benefici.

Oltre tutto, comportarsi correttamente, verso gli altri, è segno di civiltà e di educazione.

( segue la firma)

Risponde la redazione

Ci scusiamo innanzitutto con lo scrivente per non aver pubblicato prima questo suo appello al reciproco rispetto, ma siamo certi che lo stesso ci comprenderà; tutti presi come siamo in cose molto più importanti questa nota ci era sfuggita.

Detto questo, dobbiamo convenire con lo scrivente anche perchè altre persone hanno segnalato alla C.I. fatti analoghi e non ci resta che invitare gli utenti di autoveicoli ad essere più prudenti, onde evitare incidenti, e più onesti, leali e ragionevoli nel voler riconoscere un loro eventuale [orto.

IL GIORNO

Giovedì - 18 settembre 1969

TROPPOBURRO

Al macello 500 mila mucche CEE

BRUXELLES. 17 settembre Cinquecentomila vacche al macello. Questa la decisione presa la scorsa notte alle 2 dal Consiglio dei Ministri agricoli del MEC. Di fronte alla sovrapproduzione di burro non c'è altro da fare. Ogni allevatore riceverà 200 dollari per ogni vacca abbattuta tino a un limite di 10 capi. La stessa cifra per capo riceverà anche il proprietario di almeno 10 bestie che si impegnerà a non mettere in commercio fuori dell'azienda il latte prodotto.

Metà della spesa sarà sostenuta dal MEC e metà dagli Stati membri. Mansholt, alla fine della riunione, ha però detto che si tratta ancora di palliativi e che se non si abbasserà almeno del 30 per cento il prezzo del burro non si riuscirà a riequiiibrare il mercato.

Il Consiglio si è anche accordato per approvare entro il primo novembre le proposte che la Commissione presenterà per assicurare lo smercio sul merrato dei Sei dei prodotti ortofrutticoli. Questo dovrebbe avvantaggiare la nostra produzione. Anche per le arance vi è l'impegno a varare alla prossima riunione le proposte della Commissione europea. Si tratterà. come è noto, di finanziamenti per migliorare le strutture produttive e per incentivare immediatamente il collocamento degli agrumi italiani sul mercato comunitario.

Sappiamo che molti hanno delle assicurazioni legate ad una formula di sconto condizionato e quindi al primo incidente devono pagare una tangente, ma d'altro canto non ci sembra altrettanto giusto che per evitare un proprio danno si vada a danneggiare gli altri, non vi pare?

L' ASSEGNAZIONE DELLA GIUSTA

QUALIFICA E' UN DIRITTO

La nostra

risposta

Leggendo questo articolo siamo rimasti abbastanza scioccati e sbalorditi.

Nel contesto dei paesi del MEC, di cui l'Italia fa parte, si mandano al macello migliaia di capi di bestiame altamente selezionato per sovrapproduzione di latte e di burro, si pagano coi soldi della Comunità tangenti agli allevatori che in caso contrario subirebbero ingenti danni economici, di contro, in Italia, il prezzo del latte del burro sono in costante aumento.

C'è chi dice che così facendo si salvaguardia il patrimonio bovino italiano! Sarà... ma ormai nessuno ci crede più.

In Francia, col burro eccedente, /i fa del sapone (la notizia è rpparsa sui giornali di qualche giorno fa) mentre in Italia il burro si paga dalle 1400 alle 1800 lire al chilogrammo e le massaie sono costrette, loro malgrado, a far uso della margarina che è... migliore, non vi pare?

Il prezzo del burro è stabilito dal Consiglio del MEC intorno alle 650 lire al chilogrammo, in Italia tale prezzo è pressochè triplicato, perchè?

C'è una ragione, ci spiegano i tecnici nostrani: da pani di 20 chilogrammi si devono trasformare pani da uno o due etti... capito?

Forza della trasformazione?, e tra una trasformazione e l'altra si trasforma anche il nostro stomaco che « rigetta » il sapore del burro per l'elevato costo d'acquisto.

Potenza del Mercato Comune Europeo e potenza dei grandi gruppi monopolistici agrari che in mezzo a tutti questi contrasti navigano nell'oro.

Quest'anno il costo della frutta è stato proibitivo in ogni stagione per ogni prodotto.

Sono andate distrutte tonnellate tonnellate di frutta di ogni genere, ma il prezzo non è mai sceso a livelli accettabili; i contadini hanno realizzato poco o niente, in compenso i commercianti all'ingrosso che hanno fatto il bello ed il cattivo tempo sul mercato nazionale hanno realizzato i loro lauti guadagni.

E gli italiani?

Stanno a guardare... e pagano.

Delegazione sovietica in visita alla INNOCENTI

Una missione sovietica guidata dal Vice Ministro dell'Industria Siderurgica Boiko ha visitato gli stabilimenti INNOCENTI di Milano.

Ricevuti dai maggiori dirigenti della Società, gli ospiti hanno avuto un approfondito scambio di idee con i tecnici progettisti della INNOCENTI e sono stati poi accompagnati nei vari reparti per una ricognizione agli impianti: particolare interesse ha suscitato il settore della grande meccanica sia per le - moderne tecniche adottate nelle produzioni del macchinario sia per le importanti forniture che attualmente la INNOCENTI sta realizzando per diversi Enti Industriali sovietici e per numerosi altri Paesi.

INTERSCAMBI . . .

DI IDEE

Capita spesso di leggere sui giornali, di varie tendenze o orientamenti, trafiletti come quello sopra indicato.

Nulla di anormale, anzi, più che mai contenti che la INNOCENTI sviluppi scambi commerciali sempre più vasti ed importanti con tutti i paesi del mondo, poichè questo ci garantirà lavoro e benessere per gli anni a venire.

Quello che ci rammarica è che detti ospiti, in questo caso sovietici, ma che potrebbero' essere in altri casi inglesi, tedeschi, giapponesi, americani... siano sempre ricevuti dai maggiori esponenti della Società e che abbiano scambi, approfonditi, con tecnici progettisti e mai con qualche modesto ed operoso la*voratore.

Ci piacerebbe scambiare con loro qualche opinione, per esempio sul come si lavora in Italia, su quanto si guadagna, su quanto occorre per vivere decentemente, sul perchè siamo costretti a scioperare; nel contempo chiederemmo loro altrettante notizie riguardanti il mondo del lavoro nei loro paesi; siamo sicuri che trarremo reciprocamente grandi insegnamenti, non vi pare?

UNA NUOVA DIREZIONE

Gli avvenimenti di questi ultimi tempi hanno portato la nuova Direzione della Innocenti ad, una svolta per quanto riguarda i rapporti esistenti tra la stessa e le maestranze tutte.

Tutti noi abbiamo vissuto le alterne vicende dell'assedio e dell'entrata al palazzo degli uffici da parte degli operai.

Moltissimi hanno assistito ed ascoltato le dichiarazioni che l'Ing. Fusaia, Amministratore Delegato della Società, ha fatto agli operai nel cortile del palazzo degli uffici.

Alcuni giorni dopo la C.I. e una delegazione di lavo,-at9ri sono stati invitati ad un colloquio dove, da parte della Direzione si esprimeva l'intenzione di una soluzione, in sede aziendale, del rinnovo del contratto di lavoro per il quale si stanno facendo aspre e dure lotte.

Tutti ben sanno quale fu la risposta della C.I. a tale proposito. il NO alla trattativa avallato dal parere dei lavoratori.

Noi non vogliamo fare il processo alle intenzioni di chicchessia e non diciamo che la manovra della Direzione era solo un diversivo per porre fine agli scioperi in corso; i problemi dei lavoratori non saranno tutti risolti con la firma del contratto di lavoro e pertanto ci si presenterà senz'altro l'occasione per misurare fino in fondo quanto siano state veritiere le parole spese dalla Direzione per bocca dell'Amministratore Delegato. Solo allora avremo la percezione esatta se veramente la nuova Direzione della Innocenti intende cambiare metodo nei rapporti con i lavoratori tutti, o se, pur avendo cambiato i direttori d'orchestra la musica resti sempre quella.

Pertanto informiamo i lavoratori, che non avessero letto il comunicato della C.I., che la stessa, conformemente a questo nuovo tipo di rapporto che si vuole instaurare, ha espresso l'esigenza di discutere, in un prossimo futuro, i problemi riguardanti la mensa aziendale, le colonie per i figli dei dipendenti, il CRAL, il FAIPO, il FIAMLI, i rapporti tra la C.I. e la Direzione .

Sarà senz'altro in quell'occasione, e su questi argomenti, che nella pratica si assoderanno le buone intenzioni della nuova Direzione.

Con gli altri a manifestare contro il rincaro della vita

I metallurgici milanesi, nonostante fossero duramente impegnati negli scioperi per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, Panno voluto essere uniti a tutte le altre categorie nella manifestazione indetta dalle Confederazioni Generali della C.G.I.L., C.I.S.L. e U.I.L. contro il rincaro del prezzo della vita, per l'equo canone sugli affitti, per la riforma delle trattenute fiscali.

Con i loro cartelli e coi loro striscioni hanno marciato, come avevano fatto la precedente settimana in occasione della manifestazione in piazza del Duomo, fianco a fianco ai lavoratori delle altre categorie, attraversando tutta la città, riscuotendo la simpatia di tutti i cittadini che ben comprendevano l'importanza di questa loro manifestazione di protesta.

L'educazione e il senso di responsabilità dei dimostranti guidati dalle organizzazioni sindacali hanno fatto sì che nonostante il movimento di molte migliaia di manifesTanti nessun incidente accadesse durante la manifestazione.

Questa prova di maturità « irrita » certi giornalisti dei quotidiani borghesi o benpensanti che vorrebbero a tutti i costi che ci scappasse il morto per poter poi additare all'opinione pubblica i lavoratori sotto la veste di pericolosi estremisti rivoluzionari che mirano solo al caos e al disordine. Purtroppo questi personaggi sono rimasti delusi e stando così le cose lo resteranno ancora per molto tempo; i lavoratori hanno imparato molto in questi ultimi anni e non cadranno certamente in atti inconsulti che distruggerebbero tutto quanto è stato faticosamente da loro costruito.

Gli scioperanti

Una strada vuota che di voci si colma come d'incanto. Processione del diritto quel grido sofferto di operai scontenti. Movimento di cuori che voglion rispetto di ciò che han dato. Son scioperanti, figli tutti della stessa terra: esseri umani che chiedon giustizia. per questa umanità.

Quanti sono? Forse migliaia, ma sembrano milioni: una marea di gente. Suono di trombe e campanelli. muscolose braccia, che innalzano cartelli, suono di fischi gente festante che allegra vanta il suo coraggio in quella sinfonia ch'è sincero omaggio al giorno che verrà.

Coro potente che scaturisce da tanti cuori; urlo possente che colpisce le mura intorno: eco costante di quel gran coro: brivido che corre fra gli astanti. In quel che era. silenziosa strada si leva in vortice un sentimento ed una voce che vincer li farà. In quella strada si è compiuto il rito solenne per la libertà.

e a. co

Una volta un cavallo strucchione ch'ogni volta tanto cascava per strada scioperò per costringer il padrone a passargli più fieno e più biada. Ma il padrone si accorse del tiro pensò di pigliarsi un crumiro. * *

Chiamò il mulo, me il mulo rispose: mi dispiace ma proprio non posso, se, Dio guardi, io faccio 'sta cose i cavalli mi saltano addosso ... ll padrone per metter riparo, fu costretto a ricorrere al somaro. * • *

— Non può star ch'io tradisca un compagnq disse il ciuco — son amico del mulo, pur io, come lui, se non magnq tiro calci, m'impunto e rinculo. Come vuoi che non sia solidale se abbiamo lo stesso ideale? *

'Chiamò l'uomo, e sta certo che quelle fa il crumiro con vera passione, per un soldo si vende il fratello per due soldi va dietro il padrone finchè un giorno tradisce e rinnega, fratello, il compagno, la lege, Triluega

11 III I

TESSERAMENTO: un' importante manifestazione di coscienza di classe

ORGANIZZATI SIAMO FORTI

DIVISI SIAMO NESSUNO

Da giorni è iniziata in fabbrica la campagna per l'iscrizione al Sindacato per l'anno 1970 e ancora una volta constatiamo che alcuni lavoratori, quando i membri della C.I. gli attivisti sindacali chiedono se hanno fatto il loro dovere e abbiamo compilato la delega, tentano di giustificare il loro no con scuse ed argomenti ormai superati e logorati da tempo.

Quali sono?: quando si iscriveranno tutti; quando ci sarà un Sindacato unico; faccio sempre sciopero non è abbastanza?; i miei problemi me li risolvo da solo; è iscritto già mio marito; oppure già mia moglie; quando avrò bisogno farò la tessera e via di seguito.

A questi lavo2Mn i quali ogni giorno lavoriamo assieme è nostro dovere ancora una volta far notare e convincerli che il loro comportamento non è coerente e leale, in quanto se è giusto che tutti debbono essere iscritti tocca loro per primi dare l'esempio; il Sindacato unico non è un organismo che cade dal cielo, ma un organismo che si costruisce e si realizza solo con la partecipazione attiva di

tutti e la quota di ognuno, lottare e non versare la quota Sindacale è fare il proprio interesse solo a metà in quanto una organizzazione è forti se ha anche i mezzi finanziari, quelli che dicono che risolvono i loro problemi da soli in verità beneficiano costantemente dei diritti contrattuali per i quali i più delle volte non hanno mai lottato e contribuito; la Tessera sindacale ha valore personale e non per tutti i componenti della famiglia; chi fa la polizza di assicurazione per la casa o per la macchina la deve fare prima di aver fatto un incidente, prima dell'incendio della casa.

Lavoratrici, lavoratori: dopo questi chiarimenti crediamo di aver contribuito a dimostrare come quegli argornefití, quell scuse, siano frutto dell'opportunismo, del qualunquismo, delle furbizie egoistiche di cui ogni giorno ne subiamo tutti assieme le conseguenze, perciò invitiamo a riflettere nell'interesse comune e aderire al Sindacato. Da soli si è deboli; oragnizzati si è forti, si determina, unili si vince.

Nessun crumiro nella lotta Nessun crumiro con I' iscrizione

Quando il lavoratore vota per la Commissione Interna, è solidale con lo sciopero, assolve il suo primo dovere di uomo pensante, ma non basta. I padroni, purtroppo, detengono ancora le leve di comando del Paese ed il potere decisionale in fabbrica. Essi sono forti perchè uniti ed organizzati e cercano a tutti i costi di difendere i fthro privileg ed i loro profitti intensificando lo sfruttamento della, classe lavoratrice.

Alla forza organizzata dei padroni è necessario opporre la forza organizzata e reale di tutti i lavoratori. Ma la forza reale non sta nella esplosione di collera di un giorno, nella partecipazione ad uno sciopero e ad un corteo: sta nella capacità di resistenza unitaria e permanente della classe lavoratrice.

Questa è l'unità e la forza che i padroni temono di più, quella che si realizza e si cementa in modo permanente nel SINDACATO e col SINDACATO. E' risaputo che anche il più bel contratto' ed il più esperto sndacalsta non conterebbero una cicca di fronte al padrone, se non avessero alle spalle la forza unita ed organizzata dei lavoratori.

Dovere di ogni lavoratrice, operaio, impiegato, tecnico è di organizzarsi, di iscriversi al Sindacato. Ogni iscritto deve diventare un militante attivo e contribuire con le proprie capacità ed esperienze alle scelte del Sindacato che, oggi più di ieri, resta una delle migliori garanzie per la difesa dei lavoratori, per l'avvenire della democrazia e del progresso del Paese.

LAVORATORE

Non è vero che sei debole e solo. Vieni con noi, vieni nel SINDACATO!

Abbiamo bisogno anche del tuo contributo per far più grande la nostra famiglia, la famiglia del Sindacato.

Vogliamo diventare più forti perchè vogliamo costruire una società migliore, per questo ti diciamo:

Firma anche tu la delega della FIOM e partecipa anche tu alle nostre riunioni.

PER IL SINDACATO

AZIENDA .

Io sottoscritto

Operaio abitante a

Impiegato abitante a

Via

chiede l'iscrizione alla

N. CARTELLINO

FIOM-CGIL

Data 1 GENNAIO 1970

Firma

PER LA DIREZIONE

Spett. Direzione Ditta«..1.14..N..0..G.E..151T. I » lo sottoscritto

Operaio n. cartellino

Impiegato n. cartellino invio la presente lettera per richiedere,a Codesta Direzione di trattenere mensilmente dalle mie competenze nette, con decorrenza dall'inizio del mese in corso al ricevimento di questa lettera e fino al 31 Dicembre del corrente anno, la somma di lire 500 (cinquecento) e di effettuare il versamento per mio conto, quale mia quota di associazione, al Sindacato

FIOM - CGIL

sul c/c bancario n. 201819 presso Banca Nazionale del Lavoro, agenzia Palazzo di Giustizia, intestato a Federazione Impiegati Operai Metallurgici. Distinti saluti.

(Firma reggibile)

Data 1 GENNAIO 1970

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