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FIOM Innocenti21

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Il Congresso

Si è svolto il 24 ultimo scorso il congresso della fabbrica Innocenti ove si sono dibattuti i temi presentati dalla C.G.I.L. in preparazione al Congresso Nazionale di Livorno.

Nonostante non vi sia stata una grande partecipazione numerica, vi è stato, di contro, una quasi completa partecipazione dei convenuti al dibattito ,ampio e caloroso, che ha dimostrato l'impegno dei partecipanti al congresso di voler contare sempre di più come rappresentanti del sindacato all'interno della fabbrica e nel contesto del mondo del lavoro.

Il congresso ha avuto toni più

appassionati intorno ai temi alternativi della programmazione, della incompatibilità tra cariche politiche e sindacali, che del resto per quanto ci riguarda come federazione dei metalmeccanici abbiamo già superato, al tema delle affiliazIonis in campo internazionale.

Se il buon giorno si vede dal mattino il congresso di Livorno sarà senza dubbio un congresso interessante che farà fare degli importanti passi in avanti alla nostra confederazione.

In quasi tutti gli intervenuti è inoltre apparso il discorso, che tra poco faremo, relativo al rinnovo del contratto di lavoro.

I punti oFientativi già enunciati per sommi capi dalle organizzazioni sono stati oggetto di discussioni aperte e di critica la dove gli intervenuti ravvisavano, a loro parere, qualche deficienza.

Anche sotto questo profilo il congresso è servito per mettere a fuoco alcuni punti basilari della bozza di rivendicazioni 'che andremo ad ampiamente verificare tra i lavoratori e che tra non molto avanzeremo in modo unitario, e questo fatto è molto importante, alla contropartita.

Alla fine i partecipanti al congresso hanno votato sui temi e hanno designato i partecipanti al congresso della C.G.I.L. di Milano.

giugno 1969 i e , kW p!ijiii !Ornala -
INNOCENTI
Bollettino interno della Sezione Sindacale Aziendale

Al reparto montaggio auto la linea montaggio mini si è fermata per più volte contro il con-

tinuo aumento dei ritmi.

***

Al reparto 002 carpenteria alcuni lavoratori si sono fermati contro il taglio dei tempi di lavorazione.

***

Anche in occasione degli scio-

peri degli impiegati, certi incalliti servi del padrone arrivavano, quasi nottetempo, per poter entrare in fabbrica; per questi personaggi non è certo allettante il fatto che tra non molto ci sarà il rinnovo del contratto, chissà quante levatacce dovranno fare per arrivare a servire fedelmente il loro padrone.

IMPIEGATI E TECNICI

Esperienza

Dopo tanti anni anche gli impiegati della Innocenti, sono scesi in lotta, comportandosi molto bene e quel che conta di più anche da soli.

Hanno fatto le loro assemblee, hanno ampiamente diljattuto i loro problemi, li hanneri sottoposti all'approvazione dell'assemblea e li hanno sottoposti, quale carta rivendicativa, alla Direzione e ai tentativi della stessa di dilungare nel tempo la vertenza prima, e ai vati NO poi, hanno risposto con dei compatti scioperi picchettando in prima persona la fabbrica, presidiando il palazzo degli uffici, facendo i caroselli all'interno della fabbrica, dimostrando in parole povere che anèhe loro hanno capito qual'è la politica del padronato che tende sempre più a sfruttare i suoi dipendenti, siano essi operai o impiegati, cercando di pagare

sempre meno la loro opera.

La situazione degli impiegati, che per molti anni hanno subito la politica paternalistica padronale che faceva lievitare i loro stipendi dietro compensi di molte ore straordinarie, è crollata davanti all'esigenza degli impiegati di volere degli stipendi, non più collegati allo straordinario, ma valutati attraverso il giusto orario di lavoro e ragguagliati alle esigenze dei tempi e alle loro capacità professionali.

Al di là del giudizio di merito che ognuno è liberissimo di esprimere sulla conclusione più o meno soddisfacente dell'accordo, resta un grande dato di fatto che non va sottovalutato e che rappresenta comunque un risultato altamente positivo; questi scioperi hanno fatto acquisire agli impiegati una grande esperienza di lotta, una esperienza che non do-

vrà mai essere dimenticata, nemmeno in futuro quando ci troveremo, e sarà molto presto, in lotta per i lcontratto nazionale di lavoro e quando più avanti ci troveremo per sviluppare le azioni rivendicative a livello aziendale per risolvere tutti quei problemi che il contratto nazionale lascerà insoluti.

Da questa lotta gli impiegati debbono trarre esperienze per l'avvenire che deve essere sempre migliore per la classe lavoratrice.

La larga partecipazione degli impiegati allo sciopero del 30 maggio contro le rappresaglie padronali nei confronti dei dirigenti sindacali nelle varie aziende è la prova evidente di un nuovo clima che si sta instaurando nei rapporti tra operai ed impiegati della Innocenti.

NOTIZIE IN BREVE

ISTITUIRE L' ENTE REGIONALE DEI TRASPORTI PUBBLICI

L'inizio del 1969 ha visto nuovo sangue sulle rotaie delle famigerate Ferrovie Nord Milano.

La sera del 2 gennaio, un pullman della « Rimoldi », che riportava a casa lavoratori, è transitato da uno dei cinque passaggi a livello di Busto Arsizio, in quel momento incustodito: tre morti e quindici feriti. La colpa è della casellante, certo, ma oltre a lei (dalle 6 del mattino alle 21,30 di sera ad azionare manovelle per 38 passaggi di treno a 50.000 lire al mese...) devono, questa volta, pagare anche le Ferrovie Nord (delle quali è proprietaria la Montedison). Tutte le forze democratiche, tutti i sindacati, quasi tutti gli amministratori locali sono d' accordo: lo scandalo delle F.N.M. deve cessare. Impianti vecchi, scarsità di mano d'opera, disagio del servizio, pericolosità per chi viaggia e per i troppi passaggi a livello sulle linee, tariffe altissime (quasi il doppio rispetto alle Ferrovie dello Stato): questo il bilancio, e perciò occorre immediatamente pubblicizzare le F.N.M.

Altre notizie d' inizio d'anno: i diecim,ila pendolari che usano le FF.SS. da Piacenza, Codogno, Lodi a Milano, minacciano forme clamorose di protesta per il disastroso andamento del servizio: guasti, soste fuori programma, ritardi sempre più frequenti, le « modernissiitte » carrozze per pendolari entrate in funzione pochi mesi fa e rivelatesi scomode e con pochi aeratori.

Queste due notizie già compendiano la gravità e l'insopportabilità della attuale situazione dei trasporti pubblici di massa. Tutti i termini di questa situazione tendono ad aggravarsi, ad esasperarsi: tariffe, disagio, orari, pericolosità, ecc.

Ciò vale per i trasporti urbani e per quelli interurbani.

Come affrontare e risolvere una tale situazione, così complicata, così « costosa » per i lavoratori e le -loro esigenze di rapidi spostamenti e di maggiore mobilità personale?

Una prima scelta è indispensabile: occorre pubblicizzare tutti i servizi di trasporto pubblico unificandoli a livello di un Ente Regionale Lombardo dei trasporti. Occorre, cioè, úna gestione pubblica delle linee (tranviarie, automobilistiche, ferroviarie) oggi in concessione. Le linee in concessione sono oggi care e rendono un servizio assolutamente insufficiente.

L' Ente Regionale dei Trasporti può e deve essere uno strumento decisivo di unificazione, coordinamento e gestione di interventi, politiche e investimenti in tema di trasporti pubblici. Esso dovrà essere realmente democratico, attraverso la compartecipazione alla sua gestione di Enti Locali, aziende di trasporto attualmente pubbliche, Stato e rappresentanti di utenti e lavoratori.

La seconda scelta è quella di non procedere a nessun aumento tariffario.

I livelli tariffari devono infatti tenere conto delle esigenze di competività e della insostituibile funzione sociale del servizio di pubblico trasporto, e non puntare ad un puro e semplice equilibrio aziendale, perseguito con il ridimensionamento del servizio ed il peggioramento c'ell'efficienza del sistema globale dei trasporti.

La terza scelta riguarda gli investimenti.

Occorre aumentarli, soprattutto puntando sui trasporti di collegamento casa-fabbrica-casa, e cioè sui trasporti interurbani. _Occorre ?'q ialificàrli si deve puntare soprattutto a forme di trasporto fer-

ro-tranviario, con percorsi protetti.

La quarta scelta è relativa alle misure viabilistiche che favoriscano, attraverso percorsi protetti e preferenziali, i mezzi di trasporto pubblico.

Queste sono le quattro scelte fondamentali e indispensabili per salvaguardare e potenziare i trasporti pubblici.

Ci si dirà che queste scelte sono « care », comportano investimenti onerosi.

E' vero-, la scelta a favore del pubblico trasporto costa, ha degli oneri per la collettivi+à. Ma il problema è di partire dall'utilità sociale che certi investimenti comportano. E noi pensiamo che favorire i trasporti pubblici, renderli più comodi, più veloci e meno cari di oggi sia, in termini di utilità sociale, assai « meno caro » delle autostrade e della esaltazione dei mezzi di trasporto privato.

E poi, l'unificazione reale del sistema dei trasporti pubblici di un Ente Regionale dei Trasporti, oltre a comportare anche economie di gestione considerevoli, consentirà, se ad esso si accompagneranno le scelte prima indicate, una espansione numerica degli utenti e conseguenti diminuzioni di disavanzi, Nel corso di questi ultimi anni, sul tema dei trasporti pubblici, la programmazione nazionale e regionale ha fatto pieno fallimento. Si è fatto pagare ai lavoratori, anche in questo campo, una mancata volontà politica.

Oggi occorre fare della difesa e dello sviluppo dei trasporti pubblici una scelta di mobilitazione.

Attorno alle pcelte generali viste prima, la C.G.I.L. chiama i lavoratori e le altre organizzazioni sindacali ad unirsi e a lottare.

PER I TRASPORTI OPERAI

Malattia

PROBLEMI DEL MONDO DEL LAVORO ma ... di chi le colpe ?

Corriere d'informazione Giovedì -Venerdì 15-16 maggio 1969

UN A INDAGINE DELL'ASSOLOMBARDA

Aumentano le assenze in molti posti di lavoro

Le malattie sono la causa principale - Relativamente poco influiscono gli scioperi

Gli scioperi non sono af'fatto la causa più importante delle assenze dei lavoratori nelle fabbriche. Perciò. influiscono relativamente poco nel rallentare il ritmo generale della produziope industriale. In media, su ogni cento ore lavorative, gli scioperi provocano un'ora di assenza. Questo per gli uomini. Per le donne, meno ancora.

La percentuale si riduce, poi, a livelli quasi trascurabili nelle aziende di piccole dimensioni. In quelle con meno di cento operai maschi. risulta di appena lo 0,38 per cento; in quelle con meno di cento operaie scende addirittura allo 0.31 per cento.

La causa più importante di assenze nelle fabbriche è, invece, costituita dalle malattie. Per giunta, il fenomeno dei molti ammalati tende ad aumentare, fino, qualche volta. a incidere sull'andamento della produziòne, sull' organizzazione generale

del lavoro, in definitiva sui risultati della gestione aziendale.

In altre parole, l'azienda è sempre più costretta a tener conto delle conseguenze pratiche dell'assenteismo. Se quindici anni fa, su cento ore lavorative, quattro, in media, noti contavano per via degli ammalati, oggi tale percentuale è salita quasi a sei ore. Se si aggiungono le altre ore di assenza, dovute a cause diverse, come gli scioperi, gli infortuni, i congedi matrimoniali, i permessi, si arriva a perdite di quasi otto ore e mezzo su cento. Un'azienda di cinquecento operai non fa quattromila ore di lavoro al giorno, bensi 3660 in media..

Queste cifre riguardano, poi, la maestranza operaia maschile: quella femminile fa ancora più assenze: quasi diciassette ore su cento, in media. Una fabbrica di 500 dipendenti che occupa solo personale femminile, a livello operaio, può contare, non su quattromila, bensì su 3320 ore di lavoro al giorno.

Una interessante indagine sul fenomeno dell'assenteismo dal lavoro è stata realizzata dall' Associazione industriale lombarda, per due quinquenni dal 1953 al 1957 e dal 1963 ai 1967. S'è fatta, anzitutto, una distinzione fra le varie aziende, a seconda delle dimensioni, se cioè hanno meno di cento 4,ipendenti o ne hanno da cento a 250, da 251 a 500, da 501 a 1000, oppure più di mille. Ciò, perché s'è constatato che l'assenteismo è pio diffuso nelle aziende con pio operai; in particolare è più diffuso l'assen- teismo per n.alati la. Attualmente, n :le aziende

Riproduciamo volentieri un articolo apparso sul « Corriere d'Informazione », che sia pure con i suoi limiti, mette in evidenza le contraddizioni della società del benessere imprenditoriale, la quale grida allo scandalo quando i lavoratori fanno sciopero, quando rivendicano i loro sacrosanti diritti di uomini e di lavoratori dicendo che gli scioperi portano l'economia del paese all'inflazione, alla rovina, al caos, all'anarchismo e chi più ne ha più ne metta, mentre ben altra, sempre a detta dell'articolo, è la causa dell' assenteismo dei lavoratori sui posti di lavoro.

mo è meno accentuato anche perchè non è scientificamente ed analiticamente controllato come nelle grandi aziende; nelle piccole aziende si lavora ancora alla vecchia maniera, non è ancora del tutto entrata l'automazione e i lavoratori respirano qualche boccata d'aria in più ammalandosi meno, ma non troppo.

sabato 10 maggio 1969 / l'Unità

Impressionante statistica delPENN

con meno di cento operai, quattro ore e mezzo su ogni cento ore non sono «lavorate», a causa degli assenti per malattia; nelle aziende con più di mille operai, le ore non « lavorate » ammontano, in media, a circa sei, sempre su cento.

Un'altra distinzione è stata operata a seconda della manodopera, maschile e femminile. Le donne non solo si ammalano più degli uomini, ma sono poi costrette a più frequenti assenze per motivi di maternità. Malattie e maternità, messe assieme, determinano, fra le operaie, più dell' ottanta per cento delle assenze. Le malattie, fra gli operai, sono la causa del 65 per cento delle assenze.

I risultati della indagine hanno messo in luce il progresso dell' assenteismo, in genere, attraverso gli anni. Fra il quinquennio 1953-57 e il quinquennio 1963-67, i tassi per malattia sono risultati in aumento di quasi il 52 per cento fra le operaie e del 32 per cento fra gli operai: le assenze per maternità sono aumentate in media del 76 per cento.

E' stato pure osservato che, per le malattie, spiccano per assenze molto forti il 1963 e il 1957. anni nei quali l'epidemia influenzale s'è fatta maggiormente sentire.

Quanto agli altri motivi di assenza, è curioso osservare che le donne riescono a farsi concedere un maggior numero di permessi, che non gli uomini. Invece. non c'e molta differenza fra i duc sessi nelle assenze per ferie matrimoniali o per misure disciplinar:.

L'indagine condotta dall'Assolombarda dice chiaramente che èper ragioni di malattia che i lavoratori sono assenti, in maniera più accentuata, dalle fabbriche, in particolare dalle grandi fabbriche.

bene, bravi, sette più; avete scoperto l'acqua calda, sì perchè noi abbiamo sempre pensato, detto e scritto che l'assenteismo dei lavoratori delle fabbriche era dovuto al superguadagno che li costringeva a fare lunghe gite di fine settimana assieme a tutti i loro familiari in modo da consumare tutto il supersalario che avevano guadagnato.

Purtroppo le cose vanno ben diversamente da così ed è un vero peccato che l'articolo che riassume l'indagine dell'Assolombarda, e qui sta il suo grave limite, abbia presentato la cornice senza presentarci il contenuto cioè il quadro reale della situazione.

Infatti è verissimo che l'assenteismo è in prevalenza per le malattie, che il fenomeno si riscontra nelle più grandi fabbriche che in quelle piccole, ma perchè?

Quali sono i motivi di questo fenomeno? Quale è il risultato dell'indagine in tal senso?

Noi l'abbiamo detta e scritta centinaia di volte la risposta a quelle domande; nelle piccole fabbriche non vi sono ancora le linee di montaggio che impongono si lavoratori ritmi vertiginosi ed insopportabili, l'assillo del cotti-

L' indagine dell' Assolombarda « SCOPRE » anche che mettendo a raffronto due quinquenni che vanno tra il 1953-1957 e il 19631967 i casi di malattia sono aumentati; ma che bravi 'sti luminari dell'Assolombarda, non ci vuole nè studio nè particolari attitudini per capire che essendo l'intensità dei ritmi di lavoro notevolmente più bassa nel quinquennio 1953-1957 in confronto a quelli del 1963-1967 più bassa era anche l'incidenza di casi di malattia perchè è il lavoro che logora il fisico dell'uomo e che Io fa ammalare.

Sicuro, noi Io abbiamo sempre sostenuto, ed oggi viene ampiamente confermato, che è il supersfruttamento dell'uomo che porta al logorio del suo fisico e quindi questi si ammala.

Provino i nostri imprenditori a rallentare il ritmo di lavoro sulle linee a flusso, provino a dare ai cottimisti tempi più accettabili, provino a far fare meno ore straordinarie alle maestranze, provino a far lavorare in ambienti più sani e vedranno che gli ammalati diminuiranno sensibilmente.

L'articolo in questione ha inoltre un altro grave limite o difetto che dir si voglia, quello cioè di una incompleta informazione alla massa dei lettori che ad un certo momento, ignorando le condizioni di vita e di lavoro in cui si è costretti ad operare nelle grandi fabbriche, potrebbero farsi un cattivo concetto dei lavoratori pensando che questi sono dei lazzaroni che si ammalano per non lavorare, mentre la colpa di tutto ciò va ricercata esclusivamente nelle scelte padronali che non tengono conto benchc mini-

Cinquemila infortuni ogni giorno in Italia

Gli «omicidi bianchi» nel '68 sono stati oltre 3500 Aumentate del 19,48% le morti per silicosi e asbestosi • Non «fatalità»ma superstruttamento

Un drammatico quadro deeli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è contenuto nella relazione che accompagna il bilancio consuntivo dell'ENPI t Ente nazionale prevenzione infortuni).

I dati sono agghiaccianti e apron,, uno ,squarcio illuminante sulla condizione operaia nel nostro Paese.

Nel 1968 si sono avuti 1 milione 208.232 incidenti nell'industria. di cui 2.528 mortali.

Gli inhirtuni nell'agricoltura sono atinnontaii a 287.090 di cui Li123 mortali. Complessivamente gli « omicidi bianchi' nelle fabbriche. nei cantieri e nelle campagne soni, stati 3.551, con une inedia di o] tre dieci tutti i !-iortii. una inedia paurosa pur calcolando con larghezza il numero delle giornate lavorative.

mamente della salute dei lavoratori ma tendono solo a maggiori profitti.

INFORTUNI

Anche il secondo articolo ricavato da « l'Unità » che riporta degli impressionanti dati statistici emanati dall'Ente Nazionale Previdenza Infortuni (ENPI) ci devono fare ampiamente riflettere.

I casi di infortunio più o meno gravi sono in aumento.

Quando un lavoratore si fa male, quando muore sul lavoro, spes-

Oli incidenti, fra industria e agricoltura, hanno raggiunto complessivamente un numero agghiacciante un milione e mezzo in un solo anno, con una medio di circa 5 mila Putti i giorni E del resto quella degli infortuni e degli « omicidi bianchi » é diventata, portrop'po, cronaca quotidiana, come dimostrano le denunce, sempre più fitte, del nostro giornale. Denunce che, respingendo le fin troppo scontate giustificazioni padronati della « disattenzione » e della « tatalita ». chiamano le cose con il loro vero nome: superstruttamento, intensificazione dei ritmi oltre che manciuiza di adeguate misure di prevenzione.

Lo stesso direttore genera le dell'Ente prevenzione in fortuna, nella riunione del consiglio. ha messo in rilievo, ad esempio. che gli infortuni nel settore edile registrano preoccupanti indici di frequenza e mortalità. Non solo. ma sempre nella riunione del consiglio dell'ENPI. è stato denunciar' l'Incremento. definito « drammatico », delle morti per silicosi e asbestosi che nel '68 sano aumentate del 19.18-r rispetti> all'anno prettici te

so ci si sente dire: « era fatale ». Noi abbiamo sempre rifiutato di accettare questa tesi improntata alla filosofia padronale e alla faciloneria spicciola.

Noi ribadiamo che ogni infortunio che avviene è colpa del padronato che mai ha educato i lavoratori attraverso una scuola antinfortunistica, 'che non rispetta le leggi antinfortunistiche, che non applica, alla lettera, tutte le misure di prevenzione che occorrono per salvaguardare l'integrità fisica dei lavoratori.

segue in 6'

infortunio

Dalla quinta

I nostri imprenditori hanno per anni sempre fatto il bello ed il cattivo tempo in questo campo muovendosi a loro piacimento ed i risultati negativi che si riscontrano sono purtroppo pagati con la vita dei lavoratori.

Troppo pochi, spesso ammaestrati, sono i controlli che dovrebbero essere fatti da parte dell'ENPI sui posti di lavoro.

Anche in questo caso il supersfruttamento è la causa principale degli infortuni sul lavoro.

La fatica psicofisica, l'ambiente malsano, i ritmi eccessivi di lavoro contribuiscono a far sì che il lavoratore perda il controllo di ogni suo specifico movimento e si faccia male pagando in prima

I soliti furbi

persona.

Molto bene stanno facendo unitariamente le organizzazioni sindacali a richiedere nel nuovo contratto di lavoro che le ditte paghino il 100% del salario ai lavoratori assenti per malattia ed infortunio.

Questa richiesta, se passerà così come è stata presentata, costringerà i padroni a seri ripensamenti nella loro linea di programmazione del lavoro perchè saranno loro a pagare gli ammalati e gli infortunati.

Molto spesso si sente dire, in particolare dagli imprenditori, che gli enti previdenziali e mutualistici sono dei carrozzoni mal governati che navigano nel caos e pieni di passivo.

E' vero, gli enti previdenziali non sono certo un modello di perfezione o di funzionalità, ma chi

è che procura loro tanti guai e tanto deficit economico se non i padroni che fanno lavorare i lavoratori in condizioni disagiate, in ambienti mal sani, con ritmi incessanti che costringono l'operaio a rifugiarsi spesso in malattia per poter ricuperare le energie perse?

Quindi anche in questo caso ci sono specifiche responsabilità, purtroppo in mezzo a questa tragica realtà chi pagano sono sempre i lavoratori.

E' necessario battersi per cambiare questo stato di cose e un grosso appuntamento ci aspetta per il rinnovo del prossimo contratto di lavoro, siamo sicuri che i lavoratori, come sempre, non mancheranno a quell' appuntamento e sapranno, ancora una volta, far valere i propri diritti di uomini e di lavoratori..

Allo scopo d.i f re chiarezza -drr i.. avoratori che ve.ncono uparti::ianarnente„ infortirti,cor - ltobbli7o precisare manto segue.

Avendo riscontrato una inerat -bezLa ne' pagazr.mto rcatti biennnli,che per certi lavoratori non verivrno conter.r.cdati sulle ferie,la nomnissione Interna unitariamente decideva li fare causa alla Socetà Innocenti.

Per quanto ci riguarda,essendo tra ("nei lavorator'. due rappresertanti della FIOM Nonnato e M.usolino procedevamo com4.s . deciso.

In un secondo tempo 7.^, Direz:'one ri.vedevm7 11 - sua posiz -;.one e deeidevr , di come è più corretto dando li arretrati a chi competenza.

Ora alcuni FURBI v'-n-o dio -Aldo sono ste';i. loro i protar:onisti del orso, 1.r. gurl cosa ris:conde a: 1.a perehè è steta TTITT.L. 1-- Commis:.ione Interna unitariamente e e 12 -1. r:Uevf.to 1^ cPse lthr d. 4 :-cussa e hr‘. deciso di p2ocedern coma sopra indicato, e non un: , solr corrente della stes.a n.I..

Quindi è di tutti il m--ito (195. pcsi t.; ilTO risultato rrgjiunto lpe non cclo di eussto o di. quello.

E* perciò inutile che certi personr.g.. -i vr(3.1no in giro e -ricc. ,-doL'. a :lifensori

dei lgiro -t.atori iniziando ^oi lare loro le" 1 e l ligie

A buon intenditor..

AMBIENTE DI LAVORO

Il perchè dello sciopero ai reparti del motocarro

Peccare è umano, ma non è tanto peccato peccare quanto è peccato perseverare nel peccato. Questa massima evangelica non è stata certo presa in considerazione dalla competente Direzione della Innocenti quando ha piazzato la linea dell'assemblaggio de lmotocarro davanti al forno di verniciatura a Lambrate.

vano fatte una serie di promesse, vedremo, faremo, se la produzione aumenta cercheremo di fare, c'è in progetto una innovazione, ecc.... purtroppo nulla di ciò veniva realizzato, nulla cambiava, e il problema veniva rimandato puntualmente all'anno dopo.

Molti anni or sono era stata piazzata la linea di montaggio del motocarro alle spalle del forno di verniciatura e da allora, ogni anno, due o tre volte prima in inverno, poi in primavera, e quindi in estate la C.I. interveniva presso la competente Direzione per segnalare in anticipo l'inconveniente e in estate per far accelerare la realizzazione di qualche paliativo che alleviasse il disagio dei lavoratori.

Ogni anno, puntualmente veni-

Tra l'altro, che non ci fosse buona volontà di risolvere il problema, appare evidente dal fatto che proprio alcuni mesi or sono una nuova linea, precisamente quella dell'assemblaggio della cabina del motocarro, è stata pizzata, come già detto, davanti at forni di verniciatura, parallelamente a quella che sta di dietro al forno, ma nelle stesse condizioni di ambiente, e tutto questo nonostante che per anni ci si sia lamentati della posizione di quella istallata diversi anni or sono. Non bisogna essere veggenti per capire che la Direzione ha fatto la sua scelta cioè, ha piazzato le linee vicinissime ai forni per non avere spese e perditempi per i trasporti del materiale e facendo questa scelta non si è benchè minimamente preoccupata della salute dei lavoratori o delle condizioni ambientali in cui gli stessi sono costretti a lavorare. •

Se i lavoratori soffrono che importanza ha? Iniportante è che non soffra la produzione, non vi pare?

I lavoratori si • ammalano? C'è sempre chi li rimpiazza; questa e la logica padronale.

A questa logica però i lavoratori delle linee del motocarro hanno risposto, con lo sciopero, ed hanno fatto molto bene, checchè ne dicano certuni personaggi segue in C

UN'AZIONE PER LA SALVAGUARDIA DELLA SALUTE DEI LAVORATORI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI
Non abbiamo nessun piano per le pensioni Qul nessuno r olt, ; 40 anni I ( da « UE Canau,an t.e~s

Dalla settima

che si scandalizzano perchè hanno scioperato senza preventiva. mente avvisare la Commissione Interna.

Per la cronaca, il calore emanato dai forni quest'anno è notevolmente aumentato in quanto l'ingombro della nuova gabina del motocarro è tale che ha costretto a tagliere le doppie paratie interne al forno mettendo a contatto diretto la paratia esterna del forno col calore interno dello stesso, sì che nei pressi la temperatura è intorno ai 450: capito in che condizioni devono lavorare, non gli addetti ad un treno di laminazione o ad un alto forno, ma gli addetti al montaggio del motocarro.

Signori della Direzione, vi è una sola soluzione radicale perrisolvere il problema -ed è quella ,di mettere i forni ben lontani dalle linee di montaggio, isolarli, in modo che centinaia di lavoratori possano lavorare in condizioni migliori.

Ma c'è di più: la questione va vista anche sotto il profiloantinfortunistico; se disgraziatamente un forni di quelli prendesse fuoco, vi rendete conto del panico che scoppierebbe tra i 500-600 lavoratori che operano nel capannone? Lo sappiamo, vi costerà un po' di soldi e di produzione, d'altra parte non vi è altra soluzione che quella da noi indicata.

CORSO SINDACALE

Si è tenuto, presso la Lega FIOM di Lambrate, sotto il patrocinio del Ministero della Pubblica Istruzione, un corso sindacale, per i lavoratori della Innocenti nel quale si è trattato della nocività e dell'ambiente di lavoro.

Al corso, oltre alla partecipazione numerosa si è avuta anche una costante ed assidua partecipazione da parte degli interessati che hanno ampiamente e calorosamente dibattuto tutti i problemi, a loro conoscenza, che rappresentano una remora ed un pericolo per l'integrità fisica dei lavoratori all'interno dell'azienda.

L'andamento del corso, che come detto è stato seguito con molto interesse dai lavoratori impegnati, fa ben sperare per una pra-

tica applicazione di quanto imparato all'interno della fabbrica proprio in questo particolare momento in cui, da parte dei lavoratori, si entra a far parte del Comitato Tecnico Antinfortunistico Aziendale.

Al corso, che ha avuto come istruttori dei lavoratori della Innocenti, hanno assiduamente partecipato alcuni lavo' atori in rappresentanza della UILM aziendale.

una nuova conquista della classe operaia che fa avanzare il potere sindacale all'interno della fabbrica.

Da oggi sarà compito di tutti i lavoratori collaborare con gli addetti al comitato segnalando ogni caso d'anomalia in campo antinfortunistico e ambientale nei vari settori in modo che gli stessi, procedendo attraverso la prassi stabilita, intervengano per normalizzare i vari casi che man mano gli vengono sottoposti.

Riteniamo cosa opportuna portare a Vostra conoscenza i nomi segnalati dalla C.I.. Essi sono rispettivamente:

Per il settore di Lambrate Fumagalli Franco, Mazzei Luciano.

Per il settore Auto

Nonnato Osvaldo, Fantini Ermelindo, Brambilla Arnaldo.

Per il settore meccanico

Maraboli Vittorio, Fumagalli Ernest o, Russo Antonino.

I, PADRONE CI VUOLE

A questi lavoratOri, che si apprestano ad affrontare un così delicato compito, a difesa della salute all'interno della fabbrica, auguriamo buon lavoro.

In applicazione all'accordo ultimamente firmato in sede di Assolombarda, da parte della C.1. sono stati segnalati alla Direzione i nominativi dei lavoratori che faranno parte dei rispettivi Comitati Tecnici Antinfortunistici Aziendali rispettivamente per le sezioni Lambretta, Auto e meccanico.

Si inizia così a dar vita ad un organismo creato per la tutela e la difesa della salute e della integrità fisica dei lavoratori e che nel contempo rappresenta

OLTRE 300.000 ISCRITTI ALLA FIOM

Il quinto Piano è già realizzato a metà
DIVISI E RASSEGNATI IL_ SINDACATO CI UNISCE E CI FA FORTI AVANZA IL POTERE SINDACALE IN AZIENDA

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