Venditori di fumo
Abbiamo letto attentamente sul periodico TRE-J del bimestre settembre-ottobre, quello che si può definire « l'articolo di fondo » a titolo « Sindacalismo Responsabile » e ci siamo ancora una volta di più convinti che, per i PADRONI, tra il dire e il fare c'è di mezzo... l'oceano.
Nell'articolo in questione non si fa altro che elogiare e mettere in evidenza la grande importanza che acquistano i sindacati nel momento attuale nell'ambito della nazione e del loro ruolo preminente nelle scelte programmatiche al fine di un domani sempre migliore.
Peccato che a tutto questo dire non faccia seguito il fare, che ' è poi la cosa più essenziale e pratica di tutta la discussione.
Innanzitutto, a parer nostro, è necessario, affinchè il discorso abbia un senso, dare cittadinanza, ossia riconoscimento, al sindacato là proprio dove esso ha ragione di essere, cioè all'interno della fabbrica, e non snobbare, sia pure ironicamente sulle S.A.S., che non sono la Società Anonima Sugheri ma la Sezione Sindacale Aziendale istanza di base all'interno di ogni singola fabbrica eletta democraticamente da tutti gli iscritti al sindacato.
Quinc:.: un primo riconoscimento ai rappresentanti più diretti del sindacato all'interno della fabbrica con la conseguente fipe della discriminazione e della caccia all'attivista sindacale.
In secondo luogo la discussione a tutti i livelli sindacali, aprendo delle prospettive nuove, rilanciando,., se lo ritenete opportuno, delle controproposte serie ed apprezzabili e non ritenere valide « solo »
le Vostre opinioni mortificando continuamente quelle degli altri rispondendo solamente « no » a tutto e su tutto.
Per quanto concerne la parola « responsabile » 'è bene chiarire che se vi è della « irresponsabilità », che è lesiva al buon andamento dei rapporti tra i lavoratori e datori di lavoro, essa sta da una sola parte e Ve lo dichiariamo senza mezzi termini « dalla Vostra ».
I Vostri atteggiamenti oltranzi-
una clausola nella quale si stabiliva che le commissioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro si sarebbero incontrate per esaminare una serie di problemi inerenti la nocività e gli ambienti di lavoro, - tale incontro avveniva, per la prima volta, dopo un anno mezzo dalla firma del contratto, dopo tre incontri nel giro di sei mesi i sindacati erano costretti, vista la pessima volontà della controparte, ad essere benchè minimamente ragionevole, a rompere le trattative; il che avveniva dopo due anni dalla firma del contratto, più ragionevoli di così...!
Comunque la nostra Direzione si metta il cuore in pace, non si distrugga nel voler ad ogni costo esaltare l'opera del sindacato, a quella bisognà c'è in fabbrica altra gente preposta e molto meglio qualificata, piuttosto si ricordi che il sindacato è un organismo di consultazione permanente e non di consultazione a periodi, e per intenderci quando si è costretti da- • gli scioperi, è un organismo di consultazione a « tutti » i livelli non solo a livello nazionale; -è un organismo col quale è saggio fare i conti subito e non dopo avere perso e fatto perdere numerose ore di produzione e di lavoro.
sti, che non permettono delle discussioni obiettive e serene, fanno sì che a volte la situazione precipiti con azioni incontrollate che non sono da noi certo incoraggiate.
Potremmo citare una serie di questi casi ma ci limiteremo a segnalare l'ultimo in ordine di tempo.
Dopo aver siglato nel contratto
In tutto questo ci consola però una cosa, dai commenti che abbiamo potuto recepire in mezzo ai lavoratori nessuno è stato attratto dalla « fumata bianca » dell'editoriale, tutti sono concordi nel dire che la suonata non è riuscita ad incantare, non solo i serpenti, ma nemmeno le lucertole.
La Sezione Sindacale Aziendale FIOM Innocenti
Bollettino interno della Sezione Sindacale A ziendale INNOCENTI Dicembre 1968 TI! 11111e. 99 . 1" Peelt.'s Un b . 4 Am et4, 1 11111111H
La direzione e gli operai devono cooperare... <Noi • diamo gli ordini e voi dovete ubbidire s!
Se son rose . . .
Senza intenzione di polemizzare con ehichessia, con quella serenità, con quel senso di giustizia e di obiettività che ha sempre contradistinto ogni azione della nostra organizzazione sindacale, allo scopo di fare chiarezza tra i lavoratori tutti in un momento in cui le idee sono molto confuse corre l'obbligo, da parte nostra, fare alcune puntualizzazioni.
Circolano voci, all'interno della fabbrica, che nell'ipotesi di una eventuale chiusura per inventario nel periodo che corre dal 20 al 31 dicembre la cassa Integrazione Guadagni interverrebbe in misura dell'80% su 44 ore.
A tale scopo riproduciamo una parte della legge:
« Testo definitivo della legge recante le nuove norme a favore dei lavoratori disoccupati o sospesi w.
ARTICOLO 1.
Intervento straordinario della cassa per li'ntegrazione guadagni degli operai dell'industria.
ARTICOLO 2.
A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge agli operai delle aziende industriali, comprese quelle edilizie e affini, che siano sospesi dal lavoro o lavoranti ad orario ridotto in dipendenza di crisi economiche settoriali o locali delle attività industriali o nei casi di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale, è corrisposta per la durata di tre mesi l'integrazione salariale di cui all'articolo 1 del decreto legislativo luogotenenziale 9 novembre 1945 n. 788 a carico della Cassa per l'integrazione guadagni degli operai dell'industria nella misura dell'80% della retribuzione globale, che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestato. compreso tra le O ore e il limite massimo di ore previste dai contratti collettivi di lavoro, ma comunque non oltre le 44 ore settimanali.
La durata di detto trattamento può' essere prolungata a 6 mesi con disposizione del Ministro per il lavoro e' la previdenza sociale ed, eccezionalmente, a 9 mesi con decreto interministeriale da emanarsi con le modalità indicate nell'articolo 3 ».
A nostro modesto avviso appare chiaro che, stante le condizioni in cui
opera oggi, la Innocenti non rientri nei casi previsti dalla legge in questione.
Ci sorprende inditre che non solo tra i lavoratori ci sia della maleinformazione ma che perfino tra la Direzione non ci siano le idee chiare ín proposito in quanto, seppure in via ufficiosa, sí sarebbero farti dei conti a tale proposito e risulterebbe che le integrazioni ammonterebbero ad una cifra pari a circa 43 ore per la prima settimana e oltre. 48 (figuriamoci) per la seconda. E' chiaro che una cosa del genere non può reggere benchè minimamente, non si può percepire ' più salario di quando si lavora, non vi pare?
La nuova norma di legge prevede
inoltre che non è una commissione provinciale a stabilire l'eventuale intervento dell'integrazione, ma nei case previsti, la richiesta deve essere avanzata al Ministero del Lavoro che indagherà e vaglierà i vari casi.
E' quindi, da scartarsi in partenza, a nostro modesto avviso per ora, un intervento del genere.
Abbiamo ritenuto opportuno fare questa chiarificazione allo scopo di non alimentare ulteriormente dei rosei sogni che non possono avverarsi, amenoché la Direzione 'della Innocenti non ci garantisca comunque il trattamento di cui sopra in quel caso, siamo pronti a discutere su tale periodo di chiusura temporanea.
La Sezione Sindacale Aziendale
Grande sciopero per.la riforma: del sistema pensionistico. La lotta continua.
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Contratti per i soli iscritti ?
In un recente accordo fra i sindacatati metalmeccanici (FIOM, FIM e UILM) e l'Italsider sul rispetto del riposo settimanale è contenuta una clausola che rompe, sia pure ancora in modo assai tenue, il principio' che il sindacato stipula col padrone per .tutti i lavoratori e non per i soli iscritti. Nel merito l'accordo in questione è buono, perché impegna il gruppo siderurgico IRI a rispettare d'ora in avanti il riposo settimanale e perché prevede la liquidazione di una somma per le passate inadempienze, e questo per tutti. La discriminazione 'è solo nei tempi: infatti è scritto che la precederiza nella liquidazione della somma sarà data al personale che ha promosso 'azione giudiziaria e a quello .iscritto alle organizzazioni sindacali stipulanti. Ripeto che nel merito si tratta di una discriminazione tenue, ma essa può rappresentare il primo passo di una escalation verso il contratto psr i soli iscritti.
E' infatti da ritenere che tale clausola sia stata introdotta per sollecitazione dei compagni e amici della FIMCISL che da tempo insistono su questo tema. Poiché si tratta di compagni e amici molto impegnati nel processo unitario e molto sensibili ai problemi della democrazia sindacale, poiché si tratta di gente con la quale andiamo e vogliamo continuare ad andare d'accordo, abbiamo un debito di sincerità. Per noi la linea del contratto per i soli iscritti è una linea burocratica e discriminatoria, una linea in netta contraddizione con la democrazia sindacale e con l'autonomia del sindacato dai padroni e dallo Stato.
In favore della discriminazione si invoca il fatto che i non iscritti non debbono trarre vantaggio dal sacrifici degli iscritti. Ma è poi vero che i non iscritti non fanno sacrifici per realizzare un contratto? La realtà ci dimostra che i non iscritti scioperano e seguono -le parole d'ordine di lotta del sindacato. Lanceremo dunque anche la parola d'ordine: lo sciopero per i soli iscritti? Direi anzi che è proprio nei momenti di lotta, quando vi sono grossi sacrifici da affrontare, che si realizza oggi il massimo di collegamento fra i sindacati (tutti i sindacati) e la,grande massa dei lavoratori, e non con i soli iscritti. E' vero che vi è una profonda differenza fra l'intensa partecipazione dei lavoratori alle lotte e l'assenteismo associativo. Ma si tratta di una contraddizione dei lavoratori (che debbono es-
sere conseguentemente puniti privandoli delle conquiste delle lotte), oppure si tratta di una contraddizione del sindacato? Il mio convincimento è che la contraddizione è del sindacato. I lavoratori credono al sindacato solo quando li chiama alla lotta e al sacrificio, credono poco al sindacato in tempi normali. E' il sindacato che deve trarre insegnamento da 'questa contraddizione. Quando si pensa allo sciopero e alle assemblee di lotta, la tesi del contratto per i •soli iscritti esce malconcia. Essa potrebbe essere sostenuta solo da chi consideri le conquiste sindacali come frutto della intelligenza e della malizia dei negoziatori, non da chi pensa, come pensano tutti i sindacati metalmeccanici, che le conquiste sono frutto dell'impegno e dei sacrifici dei lavoratori.
Non basta. Il contratto per i soli iscritti trasformerebbe il sindacato in uno strumento che discrimina nell'assegnazione dei soldi del padrone, cioè di soldi tratti da un plusvalore che nasce dal lavoro di tutti. Il sindacato può dare ai soli iscritti i benefici che sono pagati coi soldi suoi, cioè con i soldi pagati dagli iscritti, dai soci; ma non può fare lo stesso coi soldi del padrone, che sono per definizione soldi di tutti i lavoratori. Certo, vi sono nella distribuzione dei miglioramenti salariali e normativi delle differenze che nascono da circostanze oggettive, decise dal sindacato (età, sesso, qualifica, eccetera), ma quel che è inammissibile è la differenziazione in ragione soggettiva, cioè delle idee sociali e politiche del lavoratore.
Sono peraltro persuaso che con la proposta del contratto per i soli iscritti non si vuole in realtà punire il non iscritto, ma si vuole trovare un modo per estendere in fretta e con poca fatica l'associazionismo sindacale. In realtà, con quella proposta, si ricorre al padrone per rafforzare il sindacato, perché si vuol costruire il sindacato utilizzando in modo punitivo i soldi del padrone. E se il padrone vorrà dare l'aumento a tutti? Proclamerenyo lo sciopero perché l'aumento non sia dato? Il sindacato potrà crescere solo con l'accordo del padrone: come oggi in America. E non è affatto escluso, anzi è probabile, che anche in Italia i padroni siano disposti ad aiutare lo sviluppo del sindacato, di un certo sindacato, che collabori a controllare la dinamica del costo del lavoro, postoché il padrone è sempre più incapace di
controllarla.
Sullo sfondo, dietro quella tesi, sta però una ideologia di carattere istituzionalistico, che considera il sindacato come una istituzione pubblica e che fa a pugni• con la concezione sanamente combattiva della FIM che identifica nella condizione operaia, e non nei poteri pubblici, la fonte dell'iniziàtiva sindacale. Se il sindacato non si propone di ottenere per i lavoratori come tali una maggiore quota del plusvalore estorto a tutti i lavoratori, ma si propone di ottenere per i suoi iscritti, e solo per essi, una miglior partecipazione al prodotto sociale, non solo il sindacato non riconosce l'esistenza di un plusvalore, ma propone sé stesso, come strumento (istituzione). pubblico per la distribuzione del prodotto nazionale. Fra il pensiero istituzionalistico e la crescente coscienza del carattere antagonistico degli interessi in gioco (si tratta di due posizioni entrambe presenti nella CISL) vi è una contraddizione insanabile.
In conclusione: se non si chiede al padrone, o allo Stato, di fare il sindacato, occorre chiederlo agli stessi lavoratori. E se i lavoratori non si iscrivono bisogna ricercarne il perché nel lavoro stesso del sindacato. E' qui, nel difficile lavoro quotidiano, e non nelle illusorie scorciatoie istituzionalistiche, che dobbiamo trovare una soluzione.
Vittorio Foa
Siamo lieti di avere giovani come voi a non sindacalizzati a: è più facile licenziarli i (United Rubber Worker - USA)
LE CONDIZIONI,1 PROBLEMI, LE RICHIESTE E LE OPINIONI DEI LAVORATORI
IL REFERENDUM
Dopo il referendum sulle pensioni abbiamo distribuito un nuovo referendum a carattere aziendali che, diciamo subito, ha dato degli ottimi risultati sotto il profilo qualitativo anche se sotto il profilo quantitativo non si è avuto un risultato plebiscitario che d'altro canto c'era da aspettarselo essendo in questo tipo di consultazione alle prime esperienze; quello che conta è continuare su questa strada facendo appello ai lavoratori affinchè tutti ci rispondano ai prossimi fererendum.
Abbiamo detto che continueremo su questa strada perchè,• a nostro avviso, è un metodo pet recepire il pensiero dei lavoratori tutti, che nel passato molto spesso ci hanno accusati di vedersi piovere decisioni dall'alto senza essere benchè minimamente consultati in proposito, visto che ancora non ci è concesso di fare delle assemblee generali all'interno delle fabbriche.
Il prossimo referendum sarà riservato ai soli iscritti al Sindacato FIOM e a loro chiederemo opinioni, critiche e pareri in vista del congresso della Sezione Sindacale Aziendale e inoltre chiederemo ai nostri iscritti di segnalarci i nomi dei futuri vecchi e nuovi componenti la S.S.A. stessa.
Tra non molto, in forma. unitaria se vi sarà un accordo tra le S.S.A. aziendali in tal senso, abbiamo in animo =di indire un referendum che metta a fuoco tutti i problemi che i lavoratori desiderano siano alla base delle discussioni per il rinnovo'del contratto di lavoro del 1969.
Più avanti un altro referendum sa-. rà indetto tra i lavoratori per la scelta dei candidati da* presentare nella lista della Commissione Interna e del FIAMLI per a rinnovo di questi istituti.
Quello che noi auspichiamo fin da ora è che i lavoratori ci rispondano sempre più numerosi facendoci conoscere il loro pensiero e' le loro opinio-, ni in modo che le stesse si realizzino con sempre più completa soddisfazione dei lavoratori stessi.
GLI ORIENTAMENTI
Sfogliando attentamente i referendum, che ci sono stati restituiti, possiamo trarre le seguenti considerazioni generali in ordine ad ogni argomento proposto:
ORARIO DI LAVORO'
La totalità dei lavoratori (fatte due sole eccezioni) hanno risposto a questo quesito indicando la settimana lavorativa di 5 giorni dal lunedì al Venerdì; inoltre una buona parte hanno risposto che le ore straordinarie deb-. bono essere facoltative mentre un folto gruppo si è espresso per • l'eliminazione totale della straordinario.
COTTIMO
Una grande maggioranza di risposte si esprime per l'eliminazione del lavoro a cottimo e le motivazioni, pur essendo varie, si possono riassumere nel superamento, nell'era in cui viviamo, di questo metri di misurazione. del lavoro e quindi della retribuzione. Un buon numero di. risposte chiede anche l'agganciamento al 100% délla media generale per tutti quelli che ancora sono collegati a medie inferiori.
RITMI DI LAVORO E PAUSE
Quasi totalmente si chiedono più pause alle linee di montaggio in funzione al continuo incremento dei ritmi di lavoro che rendono ogni giorno di più insopportabile la vita in quei reparti, inoltre l'aumento dell'indennità di linea.
ALTRI PROBLEMI DI FABBRICA O DI LAVORO
I temi generali espressi dai lavoratori sono:
Le tute e gli indumenti di lavoro da distribuire con più discernimentoa quanti ne hanno bisogno per il loro specifico lavoro.
L'aggiornamento della nocività e delle indennità nei vari reparti, fonderia, saldatori, carpentieri,- raschiettatori, agli addetti ai trasporti e a quelli che stazionano in permanenza sui piazzali
soggetti a tutte le intemperie.
Altro tema la democrazia all'interno dello stabilimento per il quale si richiede che le guardie non girino più all interno dei reparti di produzione e il comportamento che i vari capi devono tenere nei confronti dei loro subalterni che molto spesso non è dei più democratici ed in ultima analisi è lesivo ai fini del buon andamento del lavoro. Eliminare i carrelli elevatori e i mezzi a combustione dall'interno dei reparti di produzione in quanto inquinano l'aria.
TRASFERTE
Le esigenze di un aggiornamento delle quote di trasferta in funzione del continuo rincaro del costo della vita, al fatto che tutto quanto si percepiice viene segnato sul cedolino paga e quindi viene tassato e terzo perchè chi va in trasferta deve essere messo in condizione di ben figurare (non dí fare il barbone) se npn altro per non far sfigurare il nome dell'Innocenti che in quel mometrito, bene o male, esso, rappresenta.
PROBLEMA DEGLI IMPIEGATI
Ad alcune dolenti frasi dettate da uno spirito discriminatorio fanno seguito diverse risposte nelle cinali si auspica l'instaurazione di un nuovo rapporto tra le categorie, un'avvicinamento per, poter essere sempre più uniti in qualità di sfruttati al fine dí condurre insieme le lotte a venire.
PROBLEMI GENERALI
Tre temi hanno polarizzato l'attenzione de ilavoratori; l'unità sindacale da tutti auspicata al fine di una sempre più massiccia unità dei lavoratori di fronte al padrone; il problema delle pensioni per il quale i lavoratori chiedono una effettiva riforma del sistema pensionistico; per quanto concerne il rinnovo del contratto molte e qualificanti sono state le risposte che noi uniremo a quelle già segnalateci dai lavoratori in occasione di un nostro appello alcuni mesi or sono per stilare una base orientativa per il re-
ferendum specifico che andremo fare tra non molto.
Questo è, in sintesi, quanto ci hanno risposto i lavoratori ai quali, oltre il ringraziamento per l'aiuto che ci hanno fornito in questa occasione, cinnoviarno l'invito di risponderci sempre più numerosi ín modo chiaro, senza mezzi termini, cosa che del resto hanno già fatto, in modo che da parte nostra si possa portare avanti i problemi che loro stessi si segnalano e che sono l'espressione più genuina dei loro desideri.
c'è una parte d'alluminio.
GUARDIE
In altri referendum si legge: « Le guardie facciano servizio ai cancelli e non nei reparti di produzione ». Un secondo: « Le guardie non devono circolare nei reparti, il problema spetta ai vari capi reparto ». Un terzo: curati come galeotti ». Seguono altri pressochè dello stesso tipo.
denunciato e che i lavoratori mettono in chiara evidenza attraverso le loro risposte che ci trovano, pienamente concordi, in diversi punti e in diverse denunce. Questo problema molto complesso e delicato sarà oggetto di una nostra valutazione generale in un prossimo nostro giornale e pertanto non ci soffermiamo ulteriormente a commentarlo.
SCUOLA
LE RISPOSTE DEI LAVORATORI
Dopo la rapida valutazione politico sindacale di quanto risposto dai lavoratori nel referendum riteniamo opportuno pubblicare integralmente, e commentare, alcune delle risposte forniteci dai lavoratori che, a nostro avviso, sono molto significative e meritano un attento esame da parte dí col'oro che vengono chiamati ín causa.
QUALIFICHE
Un lavoratore ci scrive: « Vogliamo i passaggi dí categoria, senza ruffianismi, senza leccare il ;,„..„, e senza cercare la carità ». Un altro: « A riguardo dei passaggi di categoria occorrerebbe prendere dei provvedimenti seri ». Un terzo: « Che dopo molti anni di servizio si concedano degli aumenti di paga senza differenze politiche (come avviene ora) ».
Queste tre risposte dei lavoratori ci sembrano abbastanza chiare (fin troppo) e dovrebbero far meditare seriamente la Direzione che è preposta a questo tipo di rapporto con le maestranze per cercare, in 'avvenire, 'di essere meno settaria e discriminatoria ma di dare ad ognuno secondo i propri meriti e le proprie capacità professionali in modo di non trovare degli operai specializzati (promossi dalla Direzione della Innocenti) che non sanno molare una punta, che non sanno leggere i lcalibro o che dicono che nella lega dei cilindri' della Lambretta
Su questo problema più di una volta ci siamo pronunciati proponendo quanto in sintesi hanno espresso i lavoratori sul referendum e ribadiamo la necessità di una maggiore libertà all'interno della fabbrica, libertà che è tanto decantata dai datori di lavoro ma che nella pratica di ogni giorno si traduce in un giogo all'interno delle fabbriche stesse.
MENSA
Si legge su alcuni referendum: « Sistemare la mensa e il vitto che, con tutte le modifiche, è come prima »; in un altro: « E' troppo bello pensare di mangiare più discretamente in mensa? »; un altro ancora: « Si mangia male, specialmente al secondo turno. Per i turnisti restano le minestre riscaldate e gli avanzi dei secondi piatti del mezzogiorno, quando ci sono, altrimenti una scatoletta o il cioccolato »; e ancora: « La mensa, che sí paga salata e non sempre riesce gradita al palato, lascia molto a desiderare come qualità, come quantità e come servizio ».
Anche questo della mensa è un vecchio problema più volte da noi
In alcuni referendum si legge: « Istituire corsi aziendali per adeguamento tecnologico, per matematica, disegno, tecnologia, a spese della ditta, per operai qualificati e specializzati durante le ultime ore lavorative due o tre volte alla settimana »; e ancora: « Istituire dei corsi di riqualificazione aziendali per quei lavoratori costretti dalle necessità della vita axi abbandonare troppo presto la scuo• la »; e ancora: « E' necessario che per gli thidenti lavoratori vi sia più comprensione da parte dei capi e più agevolazioni da parte della Direzione, le ore retribuite non solo per gli universitari ma anche per gli altri che, come i primì, sono lavoratori della Innocenti, non vi pare? ».
Altro problema da noi in altre occasioni dibattuto e per il quale non si è potuto migliorare molto purtroppo, non ci resta che da constatare che da parte della Direzione si cerca di portare avanti il vecchio adagio: « manteneteli poveri ed ignoranti... »; noi comunque non disarmiamo e faremo anche di questa esigenza dei lavoratori una nuova, se pur vecchia, rivendicazione contrattuale.
PENSIONATI
RISPOSTE AL REFERENDUM DELLA FIOM
La Sezione Sindacale Aziendale
FATICA TENGONO
SUNTI LIBRETTI
SCRITTO, MISERIA «m,
VECCHIE MANI CORROSE DALLA
STRETTI CON-
SU CUI HANNO
LE FURBIZIE DELLA DIREZIONE
HANNO LE GAMBE CORTE COME LE BUGIE
In occasione dello sciopero per le pensioni la nostra Direzione, visto, il clima esistente in tutto il paese in funzione alla sensibilità dimostrata da tutti i cittadini intorno a questo problema e visto che nulla avrebbe potuto fermare un'adesione plebiscitaria dei lavoratori alla sciopero, è ricorsa al solito stratagemma furbesco di chi, clamorosamente battuto, non si vuol dare per vinto. Ha cioè invitato, attraverso i canali informatori a sua disposizione (capi sezione, capi reparti, capetti, marcatempi, ecc. ecc.), i lavo;tutori operai ed impiegati a chiedere una giornata in conto ferie, in conto ore accantonate, in conto di riposo di conguaglio ,in conto ore personale.
Furbizia che ha raccolto adesioni tra i più sindacalmente sprovveduti e che messa in relazione a quanto avvenuto solo cinque giorni dopo mette in chiara evidenza la malafede con la quale opera la Direzione.
Infatti dopo aver concordato con la Commissione Interna che i lavoratori possono usufruire delle ore di riposo di conguaglio ín permessi allorquando, ín occasione dello sciopero dei ferrovieri la C.I. chiedeva che venissero concessi permessi in riposo di conguaglio agli assenti, per il mancato servizio dei trasporti, rispondeva: vedremo dopo lo sciopero ».
E perchè, chiediamo noi?
Per quale motivo due pesi e due misure?
Le ore accantonate sono le nostre non le deve amministrare a sua discrezione la Direzione, non vi pare?
La morale, purtroppo, è sempre la sclita; la Direzione ín ogni 'momento ed in ogni occasione vuole dimostrare che chi comanda è Lei solo Lei, che le scelte che contano sono le Sue solo le Sue, i desideri le aspirazioni la volontà dei lavoratori non contano niente.
E' per questo motivo che noi per anni ci siamo battuti, ci battiamo e ci batteremo contro una simile Direzione che mentre dice, a parole, di essere aperta, democratica, distensiva e chi più ne ha più ne metta, nei fatti si comporta in modo da superare, in peggio, le esperienze di conduzione aziendale che abbiamo dovuto ibire nel ventennio delle camice nere.
CONTINUERA' ANCHE
QUEST'ANNQ LA RAPINA
SULLA GRATIFICA NATALIZI A?
Al momento che stiamo scrivendo, non possiamò conoscere le reazioni, ma è facile intuire che • Al'atto della riscossione della' Gratifica Natalizia si solleverà, come del resto è avvenuto negli anni scorsi, la giusta protesta dei lavoratori per la rapina perpetrata ai loro danni sulla voce « Ricchezza Mobile ».
Se tale trattenuta viene fatta è bene che si dica che 'la colpa sta nel fatto che la nostra proposta di legge per la modifica dell'attuale legge è stata ignorata dal Governo e messa a rimorchio della tanto promessa « riforma tributaria » di cui tanto si continua a parlare.
A questo scopo occorre ricordare che in un solo anno i lavoratori pagano ,,più di una mensilità di paga per trattenute e che complessivamente sono 1085 miliardi che vanno a finire nelle casse dello Stato per le sole trattenute di ricchezza mobile e complementare.
Nella proposta di legge promossa dai sindacati FIOM, FIM, UILM, di Milano, si sosteneva la necessità di modificare una disposizione rimasta ferma venti anni e che grava sui lavoratori come « una taglia di classe » 'mentre i padroni vengono gratificati di continui sgravi fiscali.
Abbiamo commesso, forse, l'errore di una eccessiva fiducia concessa alla efficacia di una petizione, ma noi sappiamo che dietro di ogni firma sta una volontà che dobbiamo utilizzare non escludendo la lotta perchè, finalmente, si tenga conto anche delle nostre esigenze'.
STRIDENTI CONTRADDIZIONI
Perquanto si faccia ogni sforzo per capirese(orsiamo molto duri di comprendonio) non siamo ancora riusciti a comprendere certe manovre della nostra Direzione.
Quando tempo fa la Commissione Interna chiese l'attuazione della settimana corta col 1* di novembre là Direzione rispose che non era possibile attuarla in quanto per impegni di lavoro precedentemente presi bisognava lavorare a pieno ritmo fino alla fine dell'anno, senonchè, a metà novembre, per tutto il settore Lambretta si riduce l'orario settimanali a 44 ore.
Ma andiamo avanti: nelle controproposte avanzate dalla Diiiezione, per l'attuazione della settimana corta, vi era la richiesta che si sarebbe dovuto lavorare per JO o 12 sabati in ricupero di altrettante festività infrasettimanali, il tutto sempre per esigenze di produzione.
Ma allora il lavoro c'è o non c'è?
Se c'è garantiamo ai lavoratori del Lambrate l'orario contrattuale cioè 45 ore alla settimana, contrariamente se non c'è il lavoro che senso ha il voler fare ricuperare le festività infrasettimanali e il non aver iniziato fin dal l° novembre la settimana corta? Questa è la domanda che ci pongono i lavoratori.
Purtroppo questa stridente contraddizione si spiega soltanto e cinicamente nel fatto che la Direzione' fa sempre il bello ed il cattivo tempo a suo piacimento facendo lavorare più o meno a seconda che gli permetta di far fronte ad eventuali impegni imprevisti senza tener conto delle esigenze dei lavoratori che, se le cose continuassero così, si vedranno nuovamente costretti a scioperare come;atto al mese di giugno, per la garanzia del, l'orario di lavoro..
sindacato moderno
rivista mensile della FIOM-CGIL
Diretta da PIERO BONI e BRUNO TRENTIN Redattore ALBERTO BELLOCCHIO
Prezzo di un fascicolo L 100 Abbonam. annuo L. 1000
I versamenti per gli abbonamenti si ricevono presso la FIOM prov., corso di Porta Vittoria, 43 - oppure presso le Zone territoriali della FIOM.
Informiamo• i nostri lettori che a partire dal gennaio del prossimo anno Sindacato Moderno avrà periodicità mensile.
AI padrone
Caro padrone, con la presente ti ringrazio del denaro che mi hai dato sino ad ieri, in cambi(' della mia forza-lavoro.- Oggi però sono in difficoltà, mi avevi dett6 che il salario che mi davi sarebbe stato sufficiente per vivere decorosamente, invece è insufficiente, così mi rivolgo a te (che sei mio socio in affari) per avere un aiuto.
Se ciò ti riesce difficile vedrò io di aiutarti un po'.
Il capitale che ti presto (forzalavoro) è aumentato di valore e per 'te • è un vantaggio ed è bene precisare che te lo voglio solo imprestare e mai vendere, perchè io solo so come si deve fare per valorizzarlo.
Invece se fosse tuo in breve tempo mi faresti diventare un miserabile.
Così da oggi sei pregato di aumentarmi il salario, in .cambio di quel prestito valorizzato da me.
Anticipatamente ti ringrazio.
Un lavoratore sfruttato
POSTA DAI REPARTI PENSIONI
CAMBI FISIOLOGICI O CENTO METRI AD OSTACOLI?
Dopo lo sciopero di maggio e l'accordo raggiunto in materia e cioè da quando al reparto auto i cambi per bisogni fisiologici sono divenuti una norma si verifica un fatto, che il tempo concesso al lavoratore è un -tempo limitato, 8 o 10 minuti al masismo corrispondenti a due o tre macchine a seconda dei ritmi delle varie linee. trascorso questo tempo il sostitutore se ne va e chi 'sè visto s'è visto.
A questo punto vi sono 'alcune considerazioni da fare.
Innanzitutto non tutti i lavoratori hanno, come dire... un tempo standard per soddisfare i propri bisogni fisiologici.
In secondo luogo i lavoratori arrivati al gabinetto spesso lo trovano occupato e perdono tempo con logico ed ,evidente disagio fisico che si traduce in una sorta di grottesca corsa tra i propri stimoli e il tempo concesso per soddisfare gli stessi.
In terzo luogo, causa la cattiva organizzazione il sostitutore è adibito a lavori di preparazione lungo le linee che lo satura di lavoro, oppure essi sono in numero insufficiente a soddisfare le effettive esigenze della linea.
Noi vorremmo chiedere ai dirigenti del reparto auto se tali condizioni non vengano a gravare su chi già lavora con ritmi e saturazioni spesso insostenibili, a danno della salute fisica, clan-no che in ultima analisi si rivela essere precario solo per i lavoraotri.
Un gruppo di lavoratori dell'auto
CONTINUARE LA LOTTA
Ho notato come lo sciopero per le pensioni abbia mobilitato in forma unitaria i lavoratori di tutta Italia e come gli stessi , abbiano risposto in massa aderendo compatti allo sciopero e alle manifestazioni programmate unitariamente dalle Organizzazioni Sindacali.
Anche da noi all'Innocenti, nonostante le manovre diversive inscenate dalla Direzione, lo sciopero è pienamente riuscito e solo pochissimi sprovveduti hanno lavorato.
A questi voglio chiedere: ma a voi la pensione non interessa? A voi un avvenire di miseria e di fame non vi fa riflettere mentre varcate il cancello della fabbrica nel giorno di sciopero? Forse pensate di morire prima di arrivare a sessant'anni? Va bene, lottate almeno per assicurare a chi resta (moglie e figli) un reddito che non li costringa anche loro a morire, ma di fame in questo caso. Ma perbacco non avete proprio nessuno a cui pensare? Mi permetto di ricordarvi che si lotta anche per la pensione sociale che interessa tutti i cittadini.
Spese queste poche parole, era necessario farlo non vi pare?, continuiamo nel nostro discorso; il primo scossene di grande entità è stato dato, è i necessario ;:ontinuare su questa su ada per andare avanti.
Le autorità competenti siano esse in carica, dimissionarie o che verranno devono tenere conto di questa volontà popolare che vuole l'effettiva riforma delle pensioni e non la solita burletta di aumento di poche lire.
I lavoratori tutti hanno dimostrato la loro disponibilità e la loro volontà di lotta per questo grande problema; ora tocca alle Organizzazioni Sindacali programmare, al più presto (a mio avvio non si deve dare tregua, si deve battere il ferro intanto che è caldo come giustamente è stato detto durante i' ccmizio) una serie di agitazioni pe costringere al più presto la con:r parte a sedersi al tavolo delle trata n e con serie intenzioni di discutere n in di beffare, come ha. fatto in ultimi tempi, i lavoratori.
Un lavoratore del G. 3°
Nessun crumiro nella lotta
Nessun crumiro con l' iscrizione
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S/N2:2,90970
La Sezione Sindacale Aziendale
FIOM augura a tutti i lavoratori
Buone feste
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