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FIOM Innocenti17

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IMPORTANTE PASSO AVANTI SULLA STRADA DELL'UNITA'

IL TESTO DEL COMUNICATO UNITARIO DEI DIRETTIVI

PROVINCIALI DELLA FIOM - FIM - UILM

Per la prima volta dal 1948 i Comitati direttivi provinciali dei tre sindacati metalmeccanici FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL si sono riuniti in sessione congiunta per affrontare i comuni problemi della lotta sindacale.

Questo fatto dimostra quanti passi avanti abbiano compiuto i sindacati metalmeccanici sulla strada di una sempre crescente concordia e del rafforzamento di una linea unitaria di rivendicazioni e di politica sindacale. Ma la progressiva unità fra le organizzazioni non avrebbe alcun senso se essa non rappresentasse una unità crescente fra tutti i lavoratori metalmeccanici sul piano delle idee, delle politiche, dell'azione e delle lotte attraverso le quali, particolarmente in questo biennio è stato possibile realizzare un ricco e importante bilancio di conquiste salariali e normative come è provato dagli oltre 330 accordi integrativi aziendali che interessano circa 160 mila lavoratori.

Per questo i tre sindacati metalmeccanici chiamano tutti i lavoratori della categoria a partecipare a questo grande processo che è la ricerca dell'unità per la costruzione di una grande forza sindacale.

Ciò deve avvenire sviluppando coerentemente una permanente azione rivendicativa a tutti i livelli, sia per risolvere importanti problemi sociali — come le pensioni attraverso una radicale riforma per la quale tutti i lavoratori metalmeccanici sono chiamati a portare il peso della loro forza organizzata — sia per difendere con sempre maggiore efficacia la condizione dei lavoratori, operai ed impiegati, per impedire ritmi di lavoro o cadenze di cottimo ossessionanti e rik.eivi per la salute, per conquistare salari più adeguati, per difendere la qualificazione professionale e per conquistare nelle fabbriche le libertà democratiche e sindacali.

Ciò deve avvenire anche sul piano di .un rafforzamento organizzativo. In tal senso i tre sindacati invitano i lavoratori metalmeccanici non iscritti a nessun sindacàto ad unirsi ai 100 fila lavoratori già iscritti per poter estendere la solidarietà organizzata ed il potere necessario per contrastare l'enorme forza padronale.

Da anni i sindacati metalmeccanici portano avanti una politica unitaria che ha rappresentato una svolta nel sindacalismo italiano e che è stata coronata da importanti successi contrattuali e organizzativi. Ma numerosi e gravi sono ancora i problemi che ci rimangono da affrontare e da risolvere.

Una larga parte degli obiettivi che i lavoratori si propongono sono ancora da raggiungere. E' compito d; tutta la categoria, di ogni lavoratore metalmeccanico, dare il proprio apporto per l'attuazione del vasto programma che i sindacati metalmeccanici si propongono per il progresso sociale di tutti i lavoratori.

I Comitati direttivi provinciali FIOM-CGIL - FIM-CISL - UILM-UIL

Bollettino interno della Sezione Sindacale Aziendale INNOCENTI novembre 1968 )1.110 I • _ei .g ?. Al NEM i -IMMONDA 111 1111 Iirl fili

AMBIENTE DI LAVORO nocività

TRATTATIVE ROTTE

A conclusione dell'ultimo contratto di lavoro nel dicembre del 196t.tra le parti si conveniva che a livello nazionale sarebbero state formate delle commissioni per lo studio della nocività e degli ambienti di lavoro

A seguito dei continui rinvii da parte della Commissione degli Industriali, finalmente, dopo un anno e mezzo, ci si è incontrati a marzo per la prima volta e dopo tre riunioni, scaglionate nel tempo, s'intende, si è arrivati alla rottura delle trattative.

La cattiva volontà da parte padronale ha costretto, ancora una volta, a troncare ogni rapporto di carattere dialettico costringendo per l'ennesima volta a rompere le trattative ed imboccare, giocoforza, la strada della lotta per il rispetto di quanto sancito contrattualmente.

INFORTUNI A CATENA

Tempo fa la Commissione Interna proponeva alla Direzione che fossero ammessi a far parte del Comitato Antinfortunistico Aziendale alcuni operai in modo che gli stessi portassero il loro contributo fattivo d'esperienza e di partecipazione attiva alla soluzione deí problemi dell'antinfortunistica.

La Direzione, come risulta da un comunicato della C.I., ha risposto negativamente dicendo che la Commissione Antinfortunistica era composta da dirigenti e da funzionari che la stes-

Da parte padronale si tende à far passare l'importante problema della salvaguardia della salute dei lavoratori come un problema di poca importanza da chiudersi senza migliorare niente con la pretesa altresì di non voler riconoscere le condizioni già in atto in diverse aziende.

I padroni, è chiaro, si sono ormai resi conto dell'importanza della materia che è oggetto della trattativa e che la stessa è fortemente sentita - dai lavoratori e quindi cercano di sfuggire alla concretizzazione e alla regolamentazione di un accordo in merito a questo problema.

I padroni guardano come unico obiettivo il massimo profitto anche se questo obiettivo può causare danni alla salute dei la , voratori.

sa aveva designato d'ufficio.

Non esistendo una forza di reazione capace di costringere la Direzione a recedere dal suo NO, alla C.I. non è rimasto che amaramente constatare, ed in questi ultimi giorni ne abbiamo avute le prove, che gli infortuni continuano a susseguirsi e chi paga le conseguenze sono, guarda casp, i lavoratori.

Certamente le persone designate dalla Direzione al Comitato Antinfortunistico saranno senz'altro brave e capaci, ma non possono arrivare a vedere in ogni dove, se ci fosse la collaborazione anche da parte degli operai, che meglio di ogni altro conoscono i pericoli degli infortuni, noi siamo certi che si troverebbero nuove soluzioni tali da rendere sempre meno facile la possibilità di creare un infortunio.

Purtroppo nonostante questa prova di buona volontà fornita dai lavoratori la Direzione non ha ritenuta opportuno accettare la nostra collaborazione; tanto chi si fa male non sono loro, chi subisce sono sempre i lavoratori che come sempre pagana di persona.

Il prossimo congresso della CG1L sancirà la " INCOMPATIBILITA' „

Il Comitato Direttivo della CGIL, riproponendo degli atti concreti per far procedere il processo di unificazione sindacale, ha colto un'esigenza ormai matura fra- la maggioranza dei lavoratori.

Da quando tutte le confederazioni hanno accettato di lavorare assieme per l'unità indacale, molti fatti o.io accaduti a convalidare queto orientamento.

I lavoratori hanno risposto partecipando uniti alle lotte esprimendo un rinnovato impegno verso i sindacati aumentandone gli iscritti.

Abbandonando le contrapposi-. zioni polemiche di un tempo,

hanno espresso- una nuova- forza permettendo così alle lotte una conclusione più corrispondente alle attese dei lavoratori.

Durante le lotte per far accettare dalle direzioni le « carte rivendicative » aziendali nuoviyassi sono stati fatti verso il sindacato unico.

Alla lotta vi hanno partecipato tutti i lavoratori, ciò è dovuto al fatto che la « dernocrazia siri'dacale ha funzionato bene, perchè le richieste sono state preparate dai lavoratori stessi; le forme di lotta sono state decise dai lavoratori; i risultati delle varie trattative sono stati esaminati dai lavoratori, esprimendo

su di esse i propri giudizi.

Ogni delimitazione di « sindacato » era attenuata, tutti erano impegnati nel senso che era stato « collegialmente », tutti assieme deciso. Questo è per noi della CGIL il « fatto h che ci fa, credere di essere giunti al momento in cui è necessario procedere verso la ricostruzione di un tale sindacato.

i FANTASMI RIVOLUZIONARI

Dà un po' di tempo in quà alcuni pseudo-rivoluzionari, che impropriamente si autodefiniscono "Marxisti Leninisti" e che gli operai altrettanto impropriamente definiscono "Cinesini" e "Filocinesi" (se lo sapessero i veri Cinesi arrossirebbero di vergogna), distribuiscono, volantini tendenziosi con frasi altisonanti il-cui senso è puramente diffamatorio e disfattista nei confronti delle Organizzazioni Sindacali. Chi sono? Cosa vogliono?

Non escludendo che tra loro possa esserci qualcuno in buona fede (?) sono gentaglia prezzolata dai grossi industriali, dal capitale, per creare disordini e confusione, vantandosi di lotte e meriti che non hanno fatto e non tentano nemmeno di fare, infatti, voi lavoratori tutti, potete giudicare: quando mai avete visto o sentito parlare di rivendicazioni questo comitato di lotta? Dov'era prima della lotta2

COSA VOGLIONO?

Questa gentaglia vuole disorientare, disorganizzare i lavoratori. Salta agli occhi con estrema evidenza che mai come in questi ultimi anni si è visto una unità tra i lavoratori così forte, così compatta, mai come in questi ultimi anni si è visto un così largo fronte popolare, una così vasta adesione alle lotte operaie ed alle rivendicazioni aziendali.

Questo fa paura ai capitalisti, ai padroni!

"E' logico (anche se non lecito) quindi che essi cerchino di rompere questo fronte popolare con ogni mezzo, anche con i finti estremisti, cioè con FINTI "FILOCINESI" o con FINTI RIVOLUZIONARI. Ecco cosa vogliono.

LAVORATORI! Questi individui sono degli imbroglioni!

Chi è più venduto di chi vuole la discordia, la diffidenza dei lavoratori?

Abbiamo visto quanto sia pratico e relativamente facile, far l'unità sui problemi concreti a cui sono di fronte i lavoratori, a questi problemi si deve riferire il nostro impegno. Questi problemi sono l'occupazione, i salari, ecc. e anche quelli relativi all'autonomia, e, nei -confro'nti dei padroni, questa autonomia si chiama « diritto » di contrattare tutti gli aspetti del rapporto di lavoro nelle fabbriche e di non far dipen• dere' le scelte dell'organizzazione da orientamenti di parte sia goernativa che di partito.

Le intese di base, nelle fabbriche, sono più facili, mentre più complicate si fanno al vertice. Al fine di superare certe resistenze e di dare un ulteriore contributi) al proseguimento delle intese unitarie, la CGIL, ha preso delle decisioni.'

Queste decisioni riguardano la questione della « incompatibilità » fra cariche sindacali e di partito. Infatti è stato deciso che nel prossimo congresso della CGIL verrà attuata; anche per disposizione statutaria dell'organizzazione, la incompatibilità, concretizzando un orientamento già operante nella FIOM.

Pensiamo che questo fatto, oltre che sgomberare la strada all'unità, veda un rinnovato impegnò da parte delle altre organizzazioni sindacali e tutte assieme si concentri l'attiN.Tità per realiz-. zare oggi l'unità sindacale.

LAVORATORI VIGILATE! 111.1 1•1~

CORRISPONDENZA DAI REPARTI

Basta con le provocazioni !

CARPENTERIA, REP. 002 G. 4' , ovvero la cavia dei tempisti.

REP. CARPENTERIA 002 - reparto cavia per i tempisti. Da qualche anno la carpenteria è diventata il reparto d'espet rimento per i tempisti. Qualcuno di questi sperando in una rapida carriera, e chissà in che cos'altro, fa dei cicli di lavorazione con metodi e tempi da vero incompetente, forse pensando che gli operai che lavorano in questo reparto siano 'dei principianti o degli ignoranti in materia, senza tener conto, invece, che detti operai hanno un tirocinio nel campo delle saldature che varia dai 10 ai 30 anni.

Ma loro, i tecnici, hanno studiato; ha#no la teoria, hanno i numeri nella zucca; la pratica? Che cos'è la pratica? Cos'è l'esperienza (e anni di scuola tecnica) che molti operai banno sulle spalle, fandonie, i conti giusti sono quelli che fanno loro, i tecnici analisti.

Di questi campioni ne abbiamo avuto un esempio qualche, anno ì fa, urr tempista perito tecnico, .un certo sig. Perri.

Doveva rivoluzionare tutto il ~arto, e - siccome 'diventò capo reparto,. intendeva far rendere il reparto il doppio o forse più, farlo andare magari alle olimpiadi della 'saldatura e prendere la medaglia d'oro.

Fece eliminare i manovali, gli apprendisti, pretese che gli nperai facessero gli imbragatori, i gruisti, gli scopini, i servi.

Sta di fatto che un giorno pretese che un operaio sollevasse un pezzo di notevole dimensione con un paranco e da solo; l'operaio valutato ad occhio il peso eccessivo per la portata del paranco ed inoltre la pericolosità e la difficoltà della manovra da eseguire, si rifiutò, motivando tale rifiuto con le ragioni prima indicate, . pretendendo l'interven-

to della Grù più grossa e degli imbragatori addetti alla bisogna.

Il sig. Perri fece un così dettagliato rapporto di quanto accaduto, mettendo in evidenza « il rifiuto all'obbedienza » sì che la Direzione licenziò il lavoratore.

Di fronte a questo fatto gli operai di tutto il capannone scioperavano contro quell'ingiusto provvedimento reclamando la riassunzione dell'operaio e l'allontanamento del capi!), il che avvenne alcuni mesi dopo con tutta la discrezione che , la nostra Direzione sa usare nei confronti dei capi reparto e simili.

Oggi, dopo qualche 'anno dai fatti sopraindicati, le cose si ripetono, ed ancora una volta si tenta di far pagare « un prezzo troppo alto » per noi lavoratori.

Ecco le condizioni in cui ci ritroviamo: i lavoratori del reparto sono tacciati come fannulloni, degli svogliati che non seguono le indicazioni tecniche dettate dai cicli di lavorazione, accusati addirittura di rallentare la produzione o addirittura di boicottarla.

Queste sono affermazioni fatte ' negli ultimi tempi da alcuni dirigenti del reparto, e guarda caso da un capo, ex tempista, che alla prova dei fatti non sarebbe certo capace di infilare un elettrodo nella pinza a saldare.

Ci viene spesso imposto di lavorare in un modo che è l'antitesi della normale regola della saldatura, il lavoro non va bene e viene scartato, e in sovrappiù ci dobbiamo sorbire le colpe di chi ci fa lavorare senza un minimo di raziocinio.

Sono cose gravi che - a noi operai della carpenteria non erano mai successe e che nel contempo ci lasciano sconcertati, in quanto siamo coscienti di fare un lavoro che non va bene ma dobbiamo farlo perchè così dice « il capo ».

Ed ora veniamo al puntò, critico della situazione cioè alle affermazioni ed agli atti offensivi nei confronti degli operai, fatte dal capo reparto, e citiamo come esempio frasi come questa: « Lei pensa troppo, lasci stare la sua esperienza e faccia come le dico

io », oppure faccia come dico 'IO che non sbaglia mai, ed altre frasi dal significato chiaro che chi comanda è solo « LUI » che non sbaglia mai. CoercizIone e autoritarismo ad oltranza dunque!...

Ultima trovata, quella che a nostro giudizio ha fatto toccare il fondo a questa situazione che diventa ogni giorno di: più insopportabile, è stata quella di far rifare la prova d'arte a diversi lavoratori tra i quali gente che da vent'anni fa il saldatore di professione.

Noi non sappiamei il motivo ma possiamo intuirlo; in mezzo a 'tanto caos si va alla ricerca di un capro espiatorio.

E a chi dare la colpa? Ai lavoratori s'intende! Da quando in qua qualche direttore o qualche dirigente ha colpa delle cose che non vanno bene?

C'è una cosa che ci consola ed è questa: ì lavoratori avvertcrio qualcosa che si muove nell'aria, le acque sono abbastanza torbide ma i lavoratori ci vedono ancora bene, non raccolgono le costanti provocazioni alle quali sono costantemente soggetti, subii scono senza reagire spostamenti di reparto, ed attendono l'epilogo di questa storia vigilando su ogni mossa che tenda ad accusarli pronti a reagire come hanno già fatto nel passato e faranno pagare a caro prezzo ogni sopruso nei loro confronti.

Un gruppo di lavoratori del Reparto Carpenteria

TUTTO IL MONDO E' PAESE....

Riproduciamo di proposito questo breve articolo apparso sul quotidiano L'Italia del 1° novembre scorsò sul nostro bollettino, di come si calcolino certe « PERDITE » da parte dei vari enti preposti a statistiche di varia genere. Così come ci si preoccupava del danno all'economia nazionale, e non alle persone a seguito degli - infortuni e delle malattie, da parte degli Inglesi ci si preoc-

I

cupa di quanto viene a costare la fermata dei 15 minuti per la quotidiana tazza di te.

Stràno che tutti questi cervelli così profondi nel pensare e nel fare i conti non facciano invece un altro conto, che a noi sembra altrettanto o forse più importante, e cioè qual'è il guadagno in salute che acquista il lavoratore che si ferma per quindici minuti per bere il tè interrompendo il monotono ed incessante ritmo del lavoro delle catene ed anche non delle catene, noi non siamo settari e non identifichiamo il lavoro solo quello delle linee o quello manuale ma tutto il lavoro in genere tende ad opprimere ed ha effetti stancanti per ogni uomo, pertanto il fermarsi, il distrarsi, il bere una tazza di tè, il concedersi qualche minuto di svago rimette « in palla » l'uomo e gli permette di riprendere più serenamente il lavoro che aveva prima interrotto...

Probabilmente noi viviamo in un altro mondo, andiamo alla ricerca di cose che fanno fallire la povera economia nazionale, di cose per le quali non si possono fare le statistiche, ma vi pare?

Salvaguardare la salute dei cittadini lavoratori, ma a quale scopo? Ammalati loro c'è sempre un esercito di disoccupati in costante aumento, lo ha detto perfino la RAI-TV, quindi non c'è che l'imbarazzo della scelta; facile no! Troppo facile

Un lavoratore del G.3'

— Dato che vi è impossibile con la vostra paga mantenere anche vostra moglie, permettetemi di presentarvi uno dei nostri più abili avvocati, specialista In divorzi.

.SIGNORI CHE DIETRO

LE GROSSE SCRIVANIE

4 Signori che dietro le grosse scrivanie e dagli uffici con aria condizionata avete la pretesa di dirigerci, il mondo non andrà sempre come voi credete.

Il mondo rapidamente cambia. Cinquant'anni fa un grande popolo si ribellò. Vent'anni sono trascorsi da quando 600 milioni di uomini da voispregiativamente definiti « i ,gialli » hanno scelto uni nuova forma di governo.

Gli stati liberi nascono soccombono miseramente le dittature

Il costo per l'industria di questa interruzione è stato calcolato pari a circa 39 milioni di sterline (58,5 miliardi di lire) al minuto. Il numero dei lavoratori manuali e non manuali che inteúoimpono il lavoro è stato calcolato in circa 21 milioni. I lavoratori spendono circa 300 milioni di sterline (circa 450 miliardi di lire) in bevande varie durante questo intervallo ogni

anno:

Queste cifre sono state rilevate alla conferenza annuale delle organizzazioni che curano le mense aziendali toritennirh.., in corso a Londra.

e ovunque il potere passa nelle mani del popolo. Per l'Europa occidentale e la stessa America dove tutto credevate fosse tranquillo, sulle grige mura delle fabbriche sulle antiche pareti delle università sugli stucchi ed i cristalli dei negozi del centro, sugli schermi delle mostre internazionali, nelle gallerie d'arte, nei premi letterari, ovunque c'è vita, uno spettro vi fa tremare: POTERE POPOLARE!

Resektio micsir LONDRA, 31 ottobre. Ogni giorno per 15 minuti tutti 1 lavoratori britannici interrompono il lavoro per bere una tazza o due di tè.
.Tutto il mondo è paese.
iN
Si fa solo il conto di quanto si spende e mai quello di quanto si guadagna
leseif• meta all'industria la quotidiana tazza di tè

DEMOCRAZIA DI FABBRICA

Nonostante siano cambiati i tempi (ognuno di noi non può avere avvertito certi cambiamenti) la politica della nostra Direzione sembra procedere alla maniera del gambero

Dopo che con gli scioperi del mese di maggio la nostra Direzione ha visto naufragare la Sua etica padronal-paternalistica ha trovato più opportuno adottare per il tempo testè trascorso quelrla del padrone del vapore.

Ci si è dati grande ingegno di andare alla ricerca di un operaio « modello INNOCENTI » esistente solo nella fantasia di qualche burocrate avversa a disquisizio. ni sociologiche - borghesi.

Si cerca di spezzare l'unità raggiunta in quei giorni dai lavoratori mediante una opportuna elar' ione di compensi ai più « MEEVO,A tentando nei conaltri ricatti meschini icerca, a parole, la ogni appiglio serve e renderla ino-

re questo stato di tùtti i lavoratori a nuovo le file, a non, abbandonarsi al canto delle sirene padronali poichè una serie dí problemi tuttora sul tappeto esigono da noi una forte e cosciente volontà di lotta.

RICORDIAMOCI SEMPRE CHE SOLO UNITI SI VINCE.

Un lavoratore della Lambretta

Scuola d'obbligo ..... gratuita ?

Col 1 0 d'ottobre sí sono riaperte le scuole.

Con la solita ingenuità che è di noi poveri operai, mia moglie si è recata ad iscrivere mia figlia che quest'anno deve frequentare la media.

Con grande apprensione, dopo qualche giorno, ho fatto scorrere la lista dei vari libri di testo che occorrono per quella classe.

Haimè quale delusione e quale colpo per il mio misero bilancio familiare. Non credevo davvero che tali testi scolastici comportassero una spesa così elevata, che aumenta poi con l'aumentare dei figli che studiano.

Sono rimasto molto male anche perchè avevo letto sui giornali che la scuola in Italia è gratuita, e che quindi i genitori non hanno nessuna difficoltà ad inviare i loro figli alla scuola d'obbligo.

Alla faccia della scuola gratuita; tra le altre cose, seppure nella mia ignoranza, non credo che le spese siano finite con l'acquisto dei libri, chissà quanti altri quattrini dovrò sborsare prima della fine dell'anno scolastico ad occhio e croce non mi è sufficente il salario intero di un mese per mandare alla scuola d'obbligo la mia unica figlia.

A questo punto un dubbio atroce mi assale:

Ma questa scuola è per tutti o solo per una parte privilegiata del popolo italiano; possono studiare solo coloro che hanno i mezzi o possono studiare tutti; come si può pretendere che i figli degli operai arrivino fino alle Università se non hanno le possibilità economiche di frequentare le scuole medie?

Ma allora è sacrosantamente vero che la scuota in Italia è al servizio di una categoria di classi privilegiate che si identificano nei potenti, nei ricchi e nei benestanti anche se i loro figli sono degli emeriti somari e per essere promossi fanno succedere gli scandali che spesso leggiamo sui giornali d'informazione.

Vorrei rivolgere un umile pensiero a chi in questo paese ci guida e ci governa proponendo quanto segue:

Che la scuola sia di chi merita senza distinzione di classe.

Per chi merita la scuola sia gratuita ripeto interamente gratuita in modo che i genitori non siano costretti a fare dei grandi sacrifici per mandare alla scuola d'obbligo i loro figli.

E' necessario che oltre a tutte le giuste rivendicazioni che vengono avanzate dagli studenti per la rifarma della scuola vi sia an-

che questo, in caso contrario ía scuola sarà solo e sempre un bene di pochi.

Un genitore la cui figlia frequenta la I media

PRECISAZIONE....

Ogni qualvolta vi è lo scatto di contingenza, la nostra DIREZIONE si precipita ad affiggere alle bacheche dei comunicati alle maestranze l'onere che l'azienda è costretta a sostenere a seguito di tale aumentò.

E'. un vero peccato che seguendo la stessa logica, non ci sia permesso di conoscere altri dati dell'attività aziendale, per esempio gli utili del bilancio.

Non vi pare, signori della Direzione, che facendo conoscere le Cose solo a metà non sia una cosa giusta?

Un Lavoratore del meccanico

[ I capetti tutto fare

Da tempo ormai in azienda si verificano cose che noi giudichiamo quanto meno paradossali, ci riferiamo a quei capetti che forti della loro carica si destreggiano, quasi in gara uno contro l'altro, per rendere sempre più dura la vita agli operai durante lo svolgimento delle loro mansioni nell'ambito della fabbrica, quasi se per questa gara ci fossero in palio delle medaglie come alle olim- • piadi.

Infatti nessuna occasione (discriminazione, taglio arbitrario dei tempi,,ramanzine fuori luogo, provvedimenti ingiusti...) viene lasciata perdere.

Ma forse dimenticano, molti di loro, che fino a poco tempo fa anche loro erano nelle 'nostre stesse condizioni, o lo ricordano troppo bene e perciò vogliono scaricare il pesa delle umiliazioni subìte su chi è quasi nell'impossibilità di difendersi?

Essi diménticano forse che se sgarrassero anche di poco la Di-

Pe N
cose serrare

rezione non esiterebbe a rifilare loro la classica pedata nel fondo dei pantaloni, e che in tal caso non troverebbero quell'aiuto sempre pronto e deciso da parte dei lavoratoti-

La loro ambizione di fare tutto (dall'assistente spirituale, al tempista, dall'aguzzino, al consigliere, ecc....) poteva funzionare cento anni fa e non in tempi moderni come quelli che corrono.

Perciò un ammonimento: attenti a quello che fate « capetti tutto fare », perchè la reazione dei lavoratori può essere dura anche con chi, in un lontano ieri, faceva parte di loro.

Un gruppo di lavoratori dell'AUTO

LETTERA APERTA Al GIOVANI

E' con te giovane che da non molto tempo sei entrato in fabbrica che il nostro sindacato vuole iniziare un dialogo.

Con te, che venuto nel mondo del lavoro con buona volontà e con un pizzico di illusioni hai finito poi per dimenticarle e riporle.

Con te, che venuto a contatto con la realtà di un lavoro hai finito per capire essere fatta di fruttamento, di sudore, di illibertà, di attesa, di compromessi, di silenzi forzati, di noia e di scarse soddisfazioni.

. Noi sappiamo, che per questo ti senti avvilito nella tua giusta aspettativa ed imprechi, mugugni contro tutti e tutto.

Noi vorremmo ricordarti di unirti a noi e a tanti compagni che già lottano. Vedi, da solo, nulla puoi fare; in fabbrica, sei solo un numero, scritto su una scheda, nessun'altro può capire i tuoi problemi ed • aiutarti.

Se tu sei 51?i guai una mano te la può tendere solo chi lavora e uda come te e che opera attivmente nel sindacato.

Vedi la libertà, seppur poca, i diritti sindacali, i miglioramenti salariali, non sono mai stati dati gratuitamente, ma rappresentano il frutto di lotte, dí sacrifici e pa-

zienti attese di tanti tuoi compagni di fabbrica e di lavoro, vecchi e giovani, magari come te; perciò è giusto che anche tu debba contribuire secondo le tue possibilità e le tue capacità.

Questo giornale che ora leggi e ti informa è stato pagato dai tuoi compagni, scritto dai tuoi compagni, che hanno sacrificato ore di riposo e di svago senza nulla pretendere.

Ora il tuo primo dovere è iscriverti al sindacato; firmando la nostra delega. Con tale atto ti unirai in maniera concreta a tutti quegli Uomini che hanno cercato e cercano di ottenere nel mondo del lavoro e nella società quella giustizia e quei diritti alla libertà che sebbene umani vincano quel cerchio di paura e di solitudine nel quale lo sfrúttamento dell'uomo sull'uomo ha da tempi immemorabili piantato una bandiera di dolore e di miseria e che cerca di' rinchiudere pure te!

Un vecchio lavoratore

SIAMO UOMINI O CAPORALI ?

Questa domanda che molto spesso i lavoratori della Innocenti si pongono viene spontanea vedendo come il regime di caserma applicato dal servizio di 'vigilanza si irrigidisca sempre più nei confronti dei lavoratori a detrimea►to della salvaguardia del patrimonio aziendale che molto spesso subisce dei « colpi da maestri » non certo dovuti all'opera degli operai.

In compenso non passa giorno senza vedere un incessante carosello di guardie nei vari reparti di produzione, cosa che io lavoratore ritengo inutile . e dannosa alla mia psiche; sì perchè anche se come uomo non ho nessuna prevenzione nei confronti delle guardie, come lavoratore, la loro presenza sul posto di lavoro mi rende nervoso e irritabile tanto più che il mio lavoro è già controllato a bacchetta dai capi, dagli ingegneri, e ancor di più dalla bolla di cottimo

Non parliamo poi degli ormai noti interrogatori di terzo grado ai quali vengono sottoposti i lavoratori che sono sospetti, a detta dell'ufficio di vigilanza, di chissà quale presunta colpa, interrogatori che hanno il preciso scopo intimidatorio e repressivo delle libertà del cittadino

(Da « Nessuno o tutti » di BERTOLDT BRECHT)

Affamato, chi ti sfamerà? Se vuoi pane, te ne darà chi non ne ha per sè. Vieni con noi, il cammino ti mostreremo, affamato ti sfameremo.

Nessuno o tutti - o tutto o niente non sí •può salvarsi da sè. Vinto chi ti vendicherà? tu, se ti hanno colpito cammina con chi è ferito.

C'è in noi deboli, compagno, quel che ti vendicherà.

Nessuno o tutti - o tutto o niente non si può salvarsi da sè.

Sembra quasi che la Direzione §i senta in diritto di esasperare i lavoratori per portarli ad uno stato d'inferiorità nei suoi confronti.

Tenga presente la Direzione„ che continuando con questa politica si potrebbe andare incontro a cose spiacevoli da ambo le parti ,perchè siamo uomini e' come tali vogliamo essere trat- tati.

LAVORATORI scriveteci a REDAZIONE BOLLETTINO S.S.A. «INNOCENTI » Via Saccardo, 39 20134 MILANO

Fate anche VOI cosi Firmate la vostra

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