Skip to main content

FIOM Innocenti16

Page 1

La settimana di 5 giorni

Obbiettivo da raggiungere in funzione alla _ maturazione di un'altra mezz'ora di riduzione effettiva d'orario col 1 novembre .

A partire dal Lo Novembre scatterà un'ulteriore mezz'ora di riduzione d'orario, portando così a 45 ore settimanali l'orario di lavoro. • '

Come tutti i lavoratori ricorderanno, per ottenere questa conquista, abbiamo dovuto lottare per mesi contro l'intransigenza padronale e ciò è costato molti sacrifici per noi e per le nostre famiglie.

Cosa signil riduzione d'orario a parità di salario?

Vuol dire innanzitutto; prevenire la nostra salute nostro unico capitale, creare nuovi posti di lavoro in un momento in cui la disoccupazione è in aumento, avere maggiore disponibilità di tempo da riservare a noi stessi e alle nostre famiglie, ed in ultin'ia analisi non subire decurtazione di salario.

Inoltre una precisa clausola contrattuale non ammette la monetizzazione della riduzione di orario e perciò chiaro che essa deve essere effettivamente goduta.

Finora abbiamo usufruito della riduzione d'orario cori riposi di conguaglio (aumento delle ferie, ponti più o meno voluti, ecc.,) ma ora che si possono fare 45 ore (9 ore al giorno dal lunedì al venerdì) noi chiediamo la settimana corta perchè essa è nello spririto del contratto di lavoro e perché l'intensificarsi sempre più

dei ritmi di lavoro ci obbliga ad un maggiore riposo.

Sebbene brevemente, abbiamo voluto ricordare queste cose per tre motivi essenziali:

Perchè la Direzione tende a far lavorare sempre più gli operai (svuotando nel suo contenuto questo importante passo avanti

ripetere le esperienze negative del passato. noi diciamo chiaramente che per quanto ci riguarda, siamo seriamente intenzionati a non svilire una così importante conquista contrattuale che ci è costata non pochi sacrifici.

Sappiamo che ci potranno essere delle difficoltà qualora la . Direzione avesse altri programmi in proposito, in tal caso non esiteremo a passare dalla semplice richiesta dell'azione. I tempi sono maturi e non si può minimamente tergiversare.

Ecco perchè abbiamo voluto scrivere questo articolo; per riconoscere i sacrifici del passato, invitando al presente il godimento di queste ore, pensando al futuro con la prospettiva delle 40 ore settimanali.

di tutta la categoria) nelle giornate di sabato, prendendo a pretesto le necessità produttive.

Perchè la Direzione ci fa -fare gli straordinari adesso per poi farci fare, come è successo per il passato, la riduzione d'orario e noi non siamo intenzionati a

Bollettino interno della Sezione Sindacale Aziendale INNOCENTI ottobre 1968 1111111i. At t 1,•101-1111-d io Sei MIMA f• .f• MI! Effilffill 1111111iHM111111111111111M1111111111111111111111111111111111111111111111IMIM11111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111M1111111111111111111191111111111111111111
1111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111IMMIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIMM111111111111111111111111111111IIIIIIIIIII
La Sezione Sindacale Aziendale

I MPIEGATI E TECNICI

STOP ALLA SETTIMANA CORTA

Giorni or sono ia Direzione comunicava alla Commissione Interna che l'esperimento iniziato al mese di luglio per sperimentare la settimana ,corta non poteva continuare e che pèrtanto con lunedì 30 settembre l'orario sarebbe ritornato come nel passato e le 42 ore settimanali ritornavano ad essere distribuite in sei giorni lavorativi.

E' evidente che tra gli impiegati, interessati, serpeggi un certo malcontento e vi siano diverse lamentele.

Tra l'altro ci è giunta notizia che è stata fatta circolare una pe-

tizione, non sappiamo da parte di chi, sulla quale gli interessati erano invitati ad esprimersi a favore o contro la settimana corta e, sempre stando alle informazioni pervenuteci, pare che una larga maggioranza sia a favore della settimana corta.

Ecco quindi che il discorso da noi iniziato nei precedenti nostri bollettini aziendali comincia a prendere forma.

Infatti se è vero che la maggioranza degli impiegati è daccordo sul ripristino della settimana corta è necessario, non solo mugugnare e lamentarsi in sordina, ma far pervenire in C.I. le espressioni del proprio malcontento.

Sarà poi compito della C.I. far conoscere e dibattere con la Direzione le vostre giuste richieste

e qualora, la Direzione si dimostrasse rigida ed intransigente su quanto ha fatto, sarà necessario intraprendere un'azione di protesta e costringere la Direzione a recedere dai suoi propositi così come è stato fatto in altre occasioni.

Questa è la strada che noi della FIOM riteniamo debba essere seguita se si vuol arrivare alla soluziorte di questo problema che è origine e causa di malcontento tra gli impiegati e che dovrà essere risolto non solo per loro ma per tutte le maestranze.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

UNA SCUOLA ESTIVA

PER I FIGLI DEGLI OPERAI

Gli studenti universitari del movimento studentesco, che questo anno hanno lottato nelle univer, sità contro una scuola che abitua a dire sempre di sì ai superiori e che fa arrivare ai licei e all'università quasi solo i figli, dei padroni, dei dirigenti, e quasi nulla i figli degli operai, dei lavoratori, hanno deciso di prendere posizione contro le più grosse ingiustizie della scuola d'obbligo, quella che per legge dovrebbe essere gratuita e uguale per tutti. Per questo hanno provato quesfatino a far funzionare una scuola gratuita per i figli di operai e respinti dalla scuola d'obbligo, e che volessero ripassare il progranuna. La 'nostra scuola rimanda, respirrie,\ seleziona, elimina invece dí Insegnare a tutti e far nascere

l'interesse verso lo studio.

Ma i figli dei ricchi possono pagarsi professori e ripetizioni private, i figli di operai devono difendersi da soli, oppure essere eliminati.

L'iniziativa, che purtroppo per quest'anno era ancora un esperimento, è stata lanciata con la collaborazione delle Organizzazioni Sindacali e delle Commissioni Interne in tre zone: agli operai della Innocenti e della Faema a Lambrate; agli operai della Marelli a Sesto S. Giovanni; agli operai della Borletti e della ,kgen-C.G.E. in zona Giambellíno.

Le aule sono state trovate con l'aiuto dei sindacati e a Sesto è stata messa a disposizione la, scuola del comune.

La scuola è iniziata verso la fine di luglio ed è continuata, con un'interruzione per le ferie di ferragosto, fino alla prima settimana di settembre.

Si faceva scuola tutte le mattine e, dove era il caso, anche al pomeriggio,,. Gli studenti si sono accorti ehe i ragazzi all'inizio ave-

vano un po paura e erano molto timidi per il clima terroristico che di solito c'è a scuola; e hanno' cercato di creare un ambiente più umano, in cui non si avesse paura a far domande e in cui si collaborasse con gli altri compagni per aiutarsi a vicenda a imparare., Ma questa collaborazione non era molto facile, perchè i ragazzi sono stati abituati a scuola a cercare di essere il primo ad alzare la mano, ad essere quello che sa più degli altri, ad essere persino contenti se gli altri sba gliano.

Forse gli insegnanti hanno palira che i ragazzi imparino -a collaborare; temono che venga il Caos in classe, così crescono degli egbisti, degli arrivisti pronti.„a fregare gli altri.

(Non è un caso che uno dei ragazzi abbia scritto in un tema: « i compagni, quelli che di solito fanno la spia e fuori gli si spacca il muso ».)

Gli studenti hanno cercato di incoraggiare i ragazzi a scrivere quello che pensavano e non quel-

~1.111••••••....-

' la che "si doveva" scrivere nei temi (che la Maestra è sempre buona, brava, giusta con tutti; che il cield è sempre azzurro e i prati pieni di fiori; che il lavoro è utile, faticoso, ma bello): era strano vedere come dei ragazzi vivaci e pieni di idee scrivessero dei temi tutti uguali e senza dire niente; evidentemente a scuola si finisce per imparare che una cosa è pensare e un'altra è scrivere; non si impara a scrivere quello che si pensa, ma a scrivere quello che gli insegnanti vogliono.

(Per questo gli studenti dicono che la nostra è due volte scuola di classe: perchè accetta solo i figli dei ricchi e perchè abitua a imparare e a dire solo quello che vogliono i padroni).

I ragazzi però, si accorgono di questo.

Uno ha scritto: « la scuola la voglio su un piano di parità tra professori ed alunni: non perchè lui è insegnante e siede sulla cattreda deve essere il padrone.

Voglio che lui ci comprenda, e quando parliamo con lui di certe cose, se abbiamo ragione, di darcela, non di essere egoista e dire sempre che lui ha ragione

quando non è vero ».

Verso la fine, in ogni luogo, abbiamo fatto la riunione con i genitori dei ragazzi, per parlare sia della preparazione agli esami, sia di quello che gli studenti avevano notato, perchè i genitori lo sapessero e se ne potesse discutere insieme.

Di solito le famiglie accettano senza discutere i giudizi degli insegnanti: che il ragazzo è svogliato, è pigro, non ha possibilità, non ha interessi, è timido.

Nessuno sospetta mai che la colpa non sia del ragazzo ma della scuola, del clima terroristico che si instaura in classe, dei programmi di studio che sono roba vecchia, dell'ipocrisia per cui il ragazzo si sente come costretto a dire ciò che non pensa davvero.

La soluzione?

Bisognerebbe poter cambiare tutta la scuola e tutta la mentalità e la situazione da cui nasce questa scuola.

Gli studenti comunque stanno discutendo nelle università di come continuare l'iniziativa durante tutto l'anno scolastico.

Il Movimento Studentesco

RINGRAZIAMENTO

Ogni commento a questa lettera del Movimento Studentesco che espone in maniera chiara ed evidente la profonda crisi che stà attraversando la scuola ad ogni livello d'insegnamento ci pare superfluo.

A noi non resta che ringraziare nuovamente per quanto essi hanno fatto per i nostri figli, auspicandoci che le discussioni che stanno facendo per un regolare doposcuola vadano a buon fine in modo che questa iniziativa continui lungo tutto l'arco dell'anno scolastico e augurando loro che i grandi problemi che esistono per la riforma dell'insegnamento vengano presto risolti con piena soddisfazione da parte loro.

Se ciò non avvenisse sappiano, gli studenti, che i lavoratori sono sempre pronti ad esprimere in tinti i modi la loro solidarietà per il raggiungimento di quell'obbiettivo comune che è la scuola libera ed aperta a TUTTI i cittadini.

La Sezione Sindacale Aziendale

AMBIENTE DI LAVORO

UN'AZIONE PER LA SALVAGUARDIA

DELLA SALUTE DEI LAVORATORI

PRIMA CHE SIA

TROPPO TARDI

Il mondo del lavoro è ìn continua e costante evoluzione e i problemi sempre più complessi e nuovi debbono essere affrontati per la salvaguardia della salute dei lavoratori.

Non vi è dubbio che per gli imprenditori questi problemi sono di secondaria importanza e non vengono affrontati con la necessaria risolutezza, quello che importa agli industriali è la produzione, il resto non conta.

L'ambiente di lavoro è stato il

tema molto discusso e dibattuto al congresso della FIOM di Desenzano del Garda ed è senz'altro un'aggiornamento che deve interessare in prima persona tutti i lavoratori in quanto è stato accertato da illustri medici che dipende molto dall'ambiente nel quale il lavoratore è costretto per molte ore al giorno ad operare se la salute dello stesso viene ad essere seriamente compromessa in breve tempo.

Per quanto ci riguarda ci limiteremo a segnalare, a titolo indicativo, alcuni casi esistenti alla Innocenti per rendere più comprensibile quanto andiamo dicendo.

Reparto Saldatori 345-346

Questi reparti sono ubicati al confine con Via Crespi che un ternPó era un piazzale ; si disse

una quindicina di anni or sono che quella era una « sistemazione provvisoria » di portare pazienza che tutto si sarebbe sistemato per il meglio.

Nella realtà, invece, centinaia di lavoratori hanno lavorato e lavorano in un'ambiente che ha delle finestre che danno in un'altro locale con la seguente aria viziata, con un tetto di eternit e ondolux trasparente per dare un poco di luce al locale, con alcuni finestrini all'altezza della vita, aperti dopo una protesta dei lavoratori e che si sono dimostrati più idonei ad altri scopi che a quello di far passare l'aria.

Noi affermiamo onestamente che non siamo mai riusciti a capire come sia stato definito agibile da parte della clinica del lavoro, che più volte è stata chiama. ta ad esaminare l'ambiente, un reparto si fatto dove i fumi delle saldatrici, l'evaporazione dell'o-

ho che brucia, i fumi ed i vapori che si sprigionano dal rotare dei motori e dalle vasche di lavaggio con trielina, formano una nebbia che rende difficile la visibilità nel reparto.

Reparto 317 montaggio motocarro

Un'altro reparto per il quale da anni sono in progetto, ora allungamenti, ora accorciamenti di catena, disposizione in altro modo o addirittura trasporto in altra sede è il reparto 317 dove si montano i motofurgoni.

Nell'attesa che qualcosa che sembra non arrivi mai, i lavoratori di detto reparto sono costretti, da circa 13-14 anni, a lavorare a ridosso dei forni di verniciatura che emanano un'enorme quantità di calore rendendo insopportabile la vita di lavoro nelle immediate vicinanze.

I vari paliativi adottati per mitigare il disagio, come un paravento di amianto isolante, l'apertura delle finestre, il togliere i vetri sopra il capannone non sono serviti che a tacitare le giuste proteste dei lavoratori, illudendoli che col tempo si sarebbe fatto qualcosa di meglio.

Per completare l'opera poi all'inverno una grande porta che serve per far entrare il materiale per la lavorazione è anche fonte d'ingresso di correnti d'aria gelata che causa gravi malanni ai lavoratori nelle vicinanze.

Reparti

201 - 202: 203 - 345 - 344

fonderia

In un'ambiente basso, angùsto, buio sono disposti i. reparti fonderia, pressofusione e stampaggio a cado.

E'-intuibile che il calore eccessivo di questi reparti la fa da padrone e lavorarci d'estate è cosa ingrata.

Nonostante gli interessamenti della C, I. poco o nulla è stato fatto per migliorare le condizioni am-

bientali, non sì tratta di levare il calore perchè è impossibile, ma si tratta di eliminare i fumi e purificare l'aria in un ambiente così disagiato con impianti di aspirazione e di areazione che permettano il ricambio costante dell'aria inquinata.

sa dei leoni » come la chiamano gli operai, sotto il livello del pavimento e lì operano i raschiettatori.

Da quì il contrasto di un disagio dovuto ad elementi estranei ed a un'altro dettato dalle esigenze di produzione.

Abbiamo citati questi esempi, e ne potremmo citare diecine di altri ma a noi interessa dimostrare innanzitutto come prima di ogni altra cosa il padrone faccia le sale scelte senza tener conto delle esigenze dei lavoratori ma tenendo conto solo della produzione che deve realizzare.

La salute del lavoratore, che è l'unico patrimonio dello stesso, non è benchè minimamente tenuta in considerazione dagli imprenditori.

Nella pagina accanto potete leggere come la preoccupazione prima non sia la salute del lavoratore ma il danno che si arreca alla economia nazionale.

Se i lavoratori si ammalano o muoiono non importa nulla, ciò che conta è salvaguardare i propri capitali, gli impianti e la produttività.

Daltro canto molti lavoratori della Innocenti hanno fatto a proprie spese questa amara esperienza ; si sono ammalati sul lavoro per i disagi dello stesso e per ringraziamento sono stati spostati dai posti di lavoro in posti peggiori, vedi trasporti, con la conseguente perdita di salario e buon per loro che grazie alla lotta dei lavoratori tutti non sono stati declassati come avveniva nel passato.

Reparto raschiettatori 003

In questo reparto, le necessità di produzione, per spiegarci meglio, per far sì che l'apertura delle porte e la conseguente entrata di aria, non a temperatura ambiente non provocasse degli sbalzi di temperatura che influiscono negativamente sui pezzi in lavorazione deformandoli, si è subito provveduto a fare una profonda buca, «la fos-

Il padrone ha fatto le sue scelte, ti ammali ti cambia di reparto, cerca in ogni modo di renderti. la vita sempre più difficile costringendoti a dimetterti oppure ti licenzia, noi dobbiamo fare l'a nostra, dobbiamo reclamare affinchè i posti di lavoro siano tali, e no luoghi dove ci si ammala troppo spesso senza avere poi il minimo riconoscimento o la minima comprensione.

La Ditta Innocenti non è una casa di cura ci si sente spesso dire quando si reclama un posto adeguato alle proprie condizioni fisiche. Ebbene, faccia si che la nostra salute sia costantemente tutelata e non succeda più quanto successo nel passato.

I SOLITI "SERVI 99 DEL PADRONE

Per il « Corriere » e il « Giorno » poco importa della salute dei lavoratori, si preoccupano per il « darlo° » alla economia nazionale.

CORRIERE DELLA SERA "

IIIIIIIM1111111111111111111111111111111111111111111111111

IL CONGRESSO MEDICO A VENEZIA

Ogni anno gli infortuni sul lavoro

sono un milione e trecentomila in Italia

Il danno per l'economia nazionale è di cento miliardi

Venezia 18 maggio, notte.

Si è concluso a Venezia, dopo sette giornate di lavori, il :primo congresso internazionale di medicina profilattica, al quale hanno partecipato più di duecento specialisti provenien- ti da ventisei paesi. Il successo del congresso è sottolineato anche. dal fatto chesarà aneora Venezia la sede del secondo congresso fissato per il maggio 1969. Saranno approfonditi i temi del tumore del polmone, della mammella e dell'utero.

Qui sopra riportiamo i titoli di due giornali, che mettono in primo piano il conto economico degli infortuni e nulla dicono del a conto » pagato dai lavoratori con la salute e troppo spesso anche con la vita per un assurdo modo di produrre che ha trasformato Ie fabbriche in trincee, dove si muore con troppa facilità.

La nostra non è meraviglia, ecsendoci noto il modo con il quale questi giornali trattano i problemi dei lavoratori, ma una conferma della loro mistione di portavoce degli interessi rpadronali.

Non una riga è spesa sulle cause degli infortuni, che se sono una « spesa o un costo » per la economia sono prima di tutto una sciagura per i lavoratori. Non una riga è impiegata per rimuo-

so/ L gov oro

Co,, 'vk'?4,1

prevenuto sul piano tecnico, ma soprattutto su quello medico ». Oggi, infatti, è universalmente riconosciuto il valore del fattore umano. del determini.. smo degli incidenti. Il cinquanta-ottanta per cento degli infortuni sul lavoro trova il principale motivo nella personalità, nella capacità tecnica e nella salute fisica del lavoratore. Gli infortuni sul lavoro che, in un anno, raggiungono l'impressionante cifra di un milione e trecentomila casi, arrecano alla

W-0 ttn les e , io Th,. g e alti h e s ° ci itio

9.fil '-ef iC'elelit 4 e)rcp 4t o a i fe t ,..1, s _ è 71,4,24zne 'o pe,. f ez t ei L. „ ap,..„_<ia ir -.0 ti. J-1-0R , - ria..e.._; ITho , 21-tec l`lattk,:o 0. 5. ]: !Peto s't Viale • i e del Peciay.We

5;(51.Foik121b4,...

vere le cause di tante sciagure.

E' noto che gli infortuni hanno origine nel modo con il quale si lavora e si vive? Conta anche il modo di vivere; contano la mancanza di servizi di sicurezza, di trasporti, di case, di asili scuole e anche di un salario che permette di condurre una vita di soddisfazione.

Il lavoratore entra in fabbrica che è già stanco perchè ha sulle spalle ore di viaggio e per le madri è ancora peggio perchè oltre a tutto dei'ono accudire anche ai figli.

Nella fabbrica non c'è un clima dí comprensione, ma di compressione; la guardia, il capo, il tempista, ecc. sono in funzione di repressione. Quando inizia il lavoro tutti i noti elementi si scatenano in una sarabanda infernale, che prende il lavoratore e lo

coinvolge in una bolgia tale per cui sono inevitabili gli infortuni.

Non è il lavoro che uccide, ma il sistema con il quale si lavora.

Le cure maggiori sono riservate dai padroni alle macchine, alla produzione, al profitto. Per cui dove c'è il lavoratore è nocivo, manca l'acqua, l'infermeria o gli infermieri, i ritmi di lavoro sono insopportabili, la mensa è uno schifo, mancano le pause per riposare; tutto ciò conta poco e quando succedono gli infortuni trovano sempre chi.per un pugno di soldi scrive che la colpa è dei lavoratori, che non pensano sufficientemente al lavoro.

. Ma le cose cambiano, e cambiano perchè sono i lavoratori, con le loro lotte che riescono ad imporre fra i conti del padrone quello delle misure di difesa della loro salute.

12 del .-113 64 4- «In te , 211e8 ta ere 0.1 % . ' h - Saa n Pet , f i)ibfesso 4.-141 "°:' , rnteer.

Le trattenute per "ricchezza mobile„ ai lavoratori

è un assurdo che deve finire'

Dicembre si avvicina con il pagamento della tredicesima mensilità, si riaprirà il discorso sulle trattenute, che da molti anni coinvolge tutti i lavoratori.

Un discorso avviato fin dal 26 ottobre 1963 con la presentazione alla Camera, da alcuni deputati di sinistra, di una proposta di legge volta a modificare le nonne relative all'imposta di R. M. sui redditi di lavoro dipendente, e riproposta dall'iniziativa già attuata dai tre sindacati metalmeccanici milanesi, FIOM ; FIM ; UILM che hanno raccolto e poi consegnato alla Presidenza della Camera dei Deputati ben 70.000 firme di lavoratori che chiedono la modifica delle eliquote sulle quali si basa l'attuale trattenuta.

Modifiche rese urgenti dalle vicende monetarie verificatesi in questi ultimi 15 anni. Infatti le attuali « quote » risalgono a decisioni prese nel 1947 e si può giustamente ritenere che con i valori monetari i salari nominali dell'epoca soltanto i lavoratori dipendenti con i più alti salari erano colpiti dall'imposta in oggetto (240 mila ragguagliate in un anno esente dalla tassazione, aliquote, ri-

OPERAI 14-15Z

IMPIEGATI 18-202

dotte a metà per le prime 720.000 annue tassabili). Oggi al contrario ogni lavoratore subordinato anche se saltuariamente occupato, paga l'imposta di R. M. e moltissimi, quando nelle paghe confluiscono il lavoro straordinario, le doppie mensilità o i premi comunque assegnati, su di una parte del salario pagano l'aliquota dell'8')/0 più le addizionali. Ne consegue perciò che lasciando invariata la franchigia, la legge 4-12-62 l'ha elevata di sole L. 5.000 mensili, nonchè le fascie di reddito e le aliquote che su di esse agiscono a fini tributari significa avere elevato i gravami fiscali, anche nel settore della imposta diretta, in misura insostenibile e sproporzionata sulla nostra categoria, i cui redditi sono fra i più bassi.

In questi ultimi anni i guadagni degli operai, impiegati, crescono sempre più lentamente di quanto non cresca il costo socialmente necessario per ricostruire h forza lavoro. Infatti mentre il minimo necessario per il mantenimento di una famiglia tipo è calcolata in 170.000 mensili, il salario medio è ben lungi dall'avere raggiunto tale livello. In sostanza è necessario la mobilitazione di tutti i lavoratoti a sostengo delle proposte presentate a suo tempo dalla FIOM ; FIM ; UILM.

La nostra proposta vuole riportare un equilibrio spezzato dalle

variazioni monetarie e dalla dinamica dei salari nominali, elevando la franchigia aì finì dell'applicazione dell'imposta di R. M. E' un'azione che ci chiama tutti in causa.

Per queSto occorre la nostra ferma azione a sostegno delle poposte avanzate. Solo così non ripeteremo anche a dicembre del 1968 il discorso di oggi, il discorso che da Molti ,dicembre» c'investe,

MONDO
I PROBLEMI DEL
DEL LAVORO
MEDIO DELLE TRATTENUTE
TOTALE
« RICCHEZZA MOBILE » e « MISERIA STABILE »
L ì A U

POSTA DAI REPARTI

VIVA LA LIBERTÀ

Giovedì 24-10-68 la Radiotelevisione Italiana è venuta alla Innocenti per girare un documentario che mettesse in chiara visione il metodo di lavorazione sulle linee a flusso in modo che, attraverso il video, molti telespettatori si renderanno conto di quanto sia dura la vita di lavoro di questo nuovo tipo di organizzazione del processo produttivo.

Iniziativa senz'altro molto ledevole in quanto tutti vogliono fare i saggenti, tutti pretendono di dire la loro illuminata opinione; tutti tranciano sentenze sballatissime, ma nessuno conosce la realtà della vita all'interno delle fabbriche italiane.

La realtà è tanto diversa dalle opinioni che si forma la grande maggioranza dei cittadini, tant'è vero che si cerca di nasconderla.

Infatti prima che gli operatori ed i registi di T. V. 7 impegnati per realizzare il documentario entrassero al reparto auto alcuni capi, di quel settore, sono passati per le linee ad avvisare gli operai che «non erano tenuti a rispondere alle domande che eventualmente sarebbero state loro fatte ».

Capito! Questa è la libertà dei cittadini all'interno delle fabbriche.

Peccato che Montanelli e Mattei, i giornalisti che alcune sere or sono si meravigliavano, a loro non risultava vero che nelle fabbriche esiste un clima di paura, e constestavano all'onorevole Ingrao quanto diceva loro su questo scottante tema, non fossero presenti alla Innocenti perchè avrebbero constatato di persona quale sia la libertà che esiste tra i lavoratori quando varcano il cancello della fabbrica.

L'unica libertà che esiste all'interno della Innocenti è quella di• lavorar ma senza mai lamentarsi,

senza mai intervenire ad interferir re sulle scelte dei superiori, obbedire e basta!

Senza dubbio la paura che qualche operaio dicesse cose spiacevoli ha mosso la direzione ad impartire un ordine del genere che i capi hanno scrupolosamente eseguito.

Purtroppo il mondo cammina e va avanti e anche se si tenta di mascherare la verità questa prima o poi più o meno direttamente viene a galla e smentisce clamorosamente chi tenta di offuscarla.

L'AUDACE COLPO DEI SOLITI IGNOTI

Mi si consenta di fare una constatazione che forse potrà far ridere gli operai ma per la quale non troppo ha da ridere chi dovrebbe essere direttamente responsabile, per alcuni fatti che ormai con una certa frequenza si ripetono nella nostra azienda.

E veniamo al dunque. Nel periodo delle ferie, per chi non lo sapesse, si sono verificati in svariati reparti una serie di furti.

Vi sono state delle persone, che in quel periodo, indisturbate, hanno potuto scorazzare in lungo ed in largo per i vari reparti ed accumulare il più svariato materiale per accentrarlo in una certa posizione e da lì farlo involare in altro loco.

Ora d viene da domandarci se la Direzione della Innocenti che con tanto accanimento sguinzaglia le guardie per i vari reparti per colpire con multe, punizioni, ammonimenti, sospensioni e magari licenziamenti i lavoratori che stanno facendo il loro dovere e sono rei soltanto di essersi lavati le mani cinque minuti prima del fischio della sirena, o trovati al gabinetto a leggere il giornale, .o che

I lavoratori con le loro lotte hanno fatto grandi conquiste e vanno sempre avanti.

La terra scotta sempre più sotto i piedi di certi dirigenti la cui mentalità non vuole arrendersi ad una realtà nuova e diversa di quella del tempo fascista e che loro vorrebbero continuasse fino alla eternità.

Non è così i lavoratori sono stanchi di subire e tacere e hanno la ferma volontà di cambibare le cose.

sono fuori dal loro posto, abituale di lavoro, non farebbe meglio a dare disposizioni al proprio personale addetto alla sorveglianza che curasse meno chi lavora e che curasse meglio i beni patrimoniali dell'azienda sia immobili che mobili, dato sì, che i Mobili si muovo; no spesso verso ignote destinazidni?

Il tanto decantato Ufficio sorveglianza che è tanto bravo nel riconoscere questo o quell'opez'aio che ha fischiato durante lo sciopero, o ha gridato crumiro, con giusta ragione a chi lo è, denunciandolo e facendogli perdere il posto di lavoro dove era in quei giorni?

Sarà opportuno che chi di competenza tragga da questo nostro scritto le debite considerazioni.

E' necessario prevenire con ogni mezzo qualsiasi tentativo dì furto in modo che nessuno abbia la ben che- minima tentazione di rubare, in caso contrario le conseguenze sono sempre spiacevoli per tutti, pertanto è meglio curare i ladri che dare mezz'ora di multa ad un_ operaio che la sua giornata se . guadagna abbondantemente e chti non ruba niente anche se gli capitili di trovarsi in quelle situazioni aie abbiamo sopra citato.

Un lavoratore • della Lambretta

A buon diritto pensiamo che ogni persona umana abbia e debba avere un motivo per quanto sciocco o l'utile possa sembrare per in un determinato

L'AMARA ILLIBERTA' coniportarsi modo.

Per tale ragione, crediamo che gli operai del reparto auto (e anche gli altri reparti ) si siano posta la precisa domanda della ragione dell'esistenza di torme coercitive di illiberta e del pecche vengano costantemente applicate.

Si veda il continuo pattugliamento delle guardie all'interno dei reparti e le multe da esse date a operai nei gabinetti durante i cambi per soddisfare i propri bisogni fisiologici o per altri più disparati

L'impossibtíità di chiacchierare anche brevemente, o durante il !ami-o medesimo, fra Operai senza essere ripresi e redarguiti da zelanti capi.

Tutto do nei confronti di chi lavora nellè condizioni odierne; con precise tecniche k quali non lasi di per se alcun margine di tempo libero e non permettono nessun spostamento o sottrazione di Lempo dato che la quantità di lavoro e sempre fissata in precedenza e controllata da capi e da tecnici. -y

. E' chiaro quindi che da questo lato non esiste giustificazione o motivo alcuno per una così spíeta-

la sorveglianza, e allora?

E per l'amore della disciplina ad oltranza?

Non crediamo, diciamo piuttosto che tali forme di coercizione repressiva possono trovare un movente solo nel fatto che, mantenendo l'operaio in uno stato d'animo di soggezione repressiva nei confronti di chi comanda; e tramite questa paura, distillata giorno per giorno, cercano di togliergli ogni volontà propria di farne solo uno strumento passivo per i fini che sappiamo essere quelli di un più efficace sfruttamento intensivo e quantitativa.

A questo stato di cose poi si deve aggiungere l'amara beffa di una società che costantemente gli dice (attraverso la radio, la TV, i giornali, ecc.) della fortuna che possiede di vivere liberamente in una libera società in cui i suoi sacri diritti sono sempre salvaguardati e difesi.

Senza contare quando tirano in ballo i grandi valori idealistici di umanità intrinsechi «dicono» nella storia e nella tradizione della nostra società. Sarà vero?

I fatti tendono purtroppo, nella loro triste realtà di ogni giorno, a dimostrare il contrario.

Immaginiamo però che qualcuno delle alte sfere direzionali della Innocenti pensa che l'operaio debba poi credere e applaudire felice quando appunto gli sbandierano le Sue fortune sociali e magari ringrazia la buona sorte.

UN RICORDO A...

Sono deceduti in questi ultimi tempi i lavoratori: •

004072 - Furlone Ottavio 3-8-'68

702093 - Bruschi Virginio 22-8-'68

702091 - Sala Celestino 16-8-'68

500352 - Grossi Natale 12-9-'68

227047 - Grugni Flavio 17-9-'68

002083 - Casari G. M. 23-9-'68

Scipla (impiegato)

Ing. Grasso (dirigente)

Manconi Giovanni (rep. 500)

Alle famiglie di questi lavoratori, che ci hanno- Fasciato per sempre, giungano le più vive condoglianze.

La Redazione

Non mi interessa quanti diplomi avete, dottor Einmetz... Avete qualche volta firmato una petizione? ( da UE News - USA) Adesso un bel sorriso... Ognuno dica: a Profitti »! ( da U.E. News - USA) I lavoratori del TIBB di piazzale Lodi scioperano per il premio, i cottimi • l'orario.

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook