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FIOM Innocenti15

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Il lavoro quale mezzo di vita e non strumento di oppressione

Il giudizio che Ia vita umana è degna di essere vissuta o meglio che può e dovrebbe essere degna di essere vissuta è poi vero?

Tale premessa dovrebbe essere alla base di ogni lavoro sia fisico o intellettuale che l'uomo abbia da intraprendere.

Senonchè nella società in cui ci troviamo a vivere ed operare ciò non avviene che in minima parte'.

Esaminiamo ora l'aspetto che più ci riguarda e cioè il lavoro e qui sarà bene portare avanti un discorso che dovrà determinare le nostre scelte in un non lontano futuro.

Unica attesa, l'uscita serale, le ferie, le feste, le vacanze.

Nulla sta nel presente, sempre siamo spinti verso il futuro, quasi volessimo invecchiare al più presto per farla finita.

E' dunque un continuo sfuggire da quel lavoro che occupa gran parte della nostra vita e che dovrebbe darci delle soddisfazioni e invece, come dice un grande sociologo, è solo « Noia variata dall'ansia ».

Uno dei motivi che ci rende alieni ed estranei al lavoro è l'adozione di forme sempre più scientifiche nell'organizzazione del lavoro;

l'adozione- di tecniche e di nuovi macchinari, la parcellizzazione sempre più accentuata del lvoro, l'incremento della cadenza e dei ritmi delle linee fanno sì che l'uomo perda la coscienza del proprio ruolo nella società umana e non concepisca il perchè del suo sforzo nel lavoro.

Privati di iniziativa, di autonomia, abituati a poco a poco all'autoritarismo aziendale, ci sentiamo sempre più spersonalizzati trasformati , in oggetti da una tecnica sempre meno umana ci sentiamo spesso impotenti a., reagire segue in ultima

Bollettino interno della Sezione Sindacale Aziendale INNOCENTI settembre 1958 , ig.. ,111 lit;.~1131, .111p11111W7ie i i r-rri r=r-ri rTl, t 411 = ussi111111

IMPIEGATI E TECNICI

QUESTO E' IL VOSTRO MOMENTO

Il periodo che ha preceduto le ferie è stato abbastanza intenso per il movimento rivendicativo nelle varie aziende milanesi e una nota nuova si è aggiunta alle vecchie armonie, il là degli impiegati.

Infatti questa categoria troppo spesso assenteistica e apatica ha trovato la forza di muoversi e di scioperare, ma vi è di più, si è mossa autonomamente e ha scioperato, in alcuni casi, da sola, separatamente dai lavoratori operai.

Ricordiamo, solo a titolo d'esempio, alcune tra queste lotte che a nostro avviso sono le più significative.

Per primi sono partiti, gli impie;gati delle fonderie Radaelli di Rogoredo che, dopo aver stilato una loro carta rivendicativa, hanno scioperato a giorni alternati con gli operai paralizzando così tutta l'azienda.

A loro hanno fatto seguito i duemila impiegati della Falck che con autonome rivendicazioni di categoria scioperavano da soli senza il minimo appoggio degli operai.

Sull'esempio dei metalmeccanici si sono mossi anche gli impiegati di altre categorie e si è registrata la lotta degli impiegati della Fratelli Fabbri Editori.

Inutile ricordare che ognuna di queste e delle altre innumerevoli lotte si sono concluse con accordi soddisfacenti che hanno fatto fare passi in avanti a questa categoria che da anni è inchiodata su posizioni ferme che-non sono più all'altezza dei tempi îh cui viviamo.

Anticipato questo è giocoforza, doveroso concludere che anche per gli impiegati della Innocenti è necessario trovare il modo di soddisfare le loro rivendicazioni di categoria che di giorno in giorno aumentano all'interno della fabbrica. Si tratta perciò di mettere a fuoco tutti quei problemi che sono oggetto di malcontento e di insoddisfazione, fare una circostanziata richiesta di discussione di detti problemi presso la Direzione e, se questa rispondesse negativamente, dare il via alla lotta anche da soli.

Per quanto ci concerne, noi della FIOM, non vi abbandoneremo mai, siamo sempre pronti ad aiutarvi con ogni mezzo a nostra disposizione; tra l'altro vi invitiamo a farci conoscere meglio i vostri problemi, quelli che sfuggono al nostro controllo, scrivendoci mandandoci le vostre opinioni ed i vostri suggerimenti, noi li accettiamo e saranno per noi un bagagli()

di esperienza per le lotte che verranno.

La Sezione Sindacale Aziendale

Cosa vogliono dire con - profitti in eccesso »? I profitti non sono mai eccessivi!

(da National Guarchar, USA)

Il compagno Breschi parla agli impiegati della Falck che hanno conquistato 'lei giorni scorsi un importante accordo.

POSTA DEI REPARTI

CURE TERMALI

Noi lavoratori siamo di carne accade anche che ci ammaliamo, in quel caso diventiamo di carne logora e ammalata.

Però il FIAMLI puntualmente ci paga la nostra percentuale, tutto, non bada a sottigliezze, preciso come un cronometro paga dal primo giorno di malattia all'ultimo; nel caso delle cure termali il discorso cambia e a proposito diciamo aí lavoratori che non usufruiscono di queste cure, di leggere bene questo scritto, perchè si tratta di una questione di principio e non il privilegio dí una minoranza che tra l'altro è alquanto elevata.

Ritornando al nocciolo della nostra questione diremo.

Negli anni passati i lavoratori che necessitavano dí cure termali si assentavano 13 giorni, 12 per le cure e 1 per il viaggio, la visita medica, la sistemazione negli alberghi; il FIAMLI, allora conteggiava le assenze, toglieva le domeniche e pagava la percentuale.

Poi vi è stata fatta la modifica al regolamento da parte dell'INAM e anziché 12 fanghi se ne fanno 15. perchè non si sa, la scienza medica ne inventa una tutti i giorni, la mutua, lo sappiamo, si fa in quattro per i lavoratori al punto che tutti si augurano di non ammalarsi mai.

Però la modifica rivoluzionaria dell'INAM non è stata subito condivisa dal FIAMLI è ovvio, l'INAM non conosce lo spirito rivoluzionario dei lavoratori che da buoni proletari si infiammano subito quando vi è sentore di capovolgimento sì che il FIAMLI ha atteso qualche anno ad apportare qualche modifichetta che però è stata fatta in un modo che chi ci capisce è « bravo » in quanto non si contano i giorni di assenza, ma si è stabilito di concedere 15 giorni per le cure, e per di più, si parte dal primo giorno di assenza, che non è affatto un giorno di cura, in compenso però l'ultimo giorno di cura, non si conta, non importa se questo giorno è marcato sul cartellino in rosso «Cure termali».

Tutto questo ragionamento chiede con forza un perchè; a parte poi che il discorso si potrebbe allungare chiedendo anche il perchè il FIAMLI paga solo il 40 per cento per i periodi di cure termali, forse l'affitto di casa non si paga in quel periodo? oppure i nostri familiari vanno a mangiare a casa di qualche parente milionario durante que giórni?

Certo che la società, che paga lo stipendio al completo agli impiegati che vanno alle cure termali, potrebbe spendere qualche parola tramite i suoi consiglieri per aumentare la percentuale agli operai.

Mi auguro che il consiglio del FIAMLI discuta seriamente questo problema e una volta per tutte lo tratti a tutti gli effetti come una malattia, mi auguro anche che, quel giorno gli astri portinoil loro benevolo flusso ai consiglieri di parte lavoratori, permettendo loro di decidere con logica e raziocinio altrimenti con tutti questi numeri 15 o 16 oppure 12 o 13 è facile ingarbugliarsi e prenderli per i numeri del temo al lotto.

Un lavoratore

IL MURO E LE FINESTRE

Ho notato, al rientro dalle ferie, con molto compiacimento, che la vecchia e orrenda murella che delimitava lo stabilimento all'inizio di Via Rubattino è stata abbattuta si che la sede stradale si è ampliata, questo farà sì che alla sera la strada sarà più libera al traffico e nessuno perderà più il treno.

Ho però altrettantemente notato che il nuovo muro, bello, elegantemente rivestito, ha delle finestrelle che, mi sia concesso, sono da definirsi « oscene », roba da fare inorridire anche i costruttori delle carceri moderne.

Di male in peggio; prima era brutto il muro ora sono orrende le finestre, qualcosa che trasformi lo stabilimento in una galera ci vuole sempre, non vi pare?

Quando passo mi ritorna alla mente una riga della Divina Commedia:

« Lasciate ogni speranza o voi ch'entrate ».

L'OSCAR DELLA RAPPRESAGLIA

Ovvero:

I campioni del razzismo nostrano

Se tra le miriadi di premi di ogni genere, dall'Oscar cinematografico, al premio per il miglior atleta, dal premio per il più bel sorriso a quello delle più belle gambe femminili si dovesse istituire il Premio della Rappresaglia Sindacale » questi sarebbe sicuramente vinto con grande distacco, per dirla ìn gergo ciclistico, dalla « Innocenti S. G. di Milano »; ma c'è di più, tale titolo sarebbe nelle loro mani almeno da tanti anni quanti sono gli anni che i corridori ciclisti italiani non vincono alla Milano-Sanremo; un bel primato non vi pare?

Molto probabilmente la Direzione della Innocenti è fiera di mantenere questo primato in quanto non accenna benchè minimamente a cambiare rotta e ad adeguarsi aì tempi che corrono. Contenti loro...

Noi non scriveremo tutta la storia delle rappresaglie commesse dalla Innocenti nei confronti dei nostri attivisti e dei nostri militanti, dovremmo in tal caso scrivere un romanzo di un elevato numero di pagine, ci limiteremo quindi a ricordare, per chi già lo sapesse, e a far conoscere a chi non lo s, le vicende del caso Mascherpa che è stato licenziato per non essersi presentato alla filiale di Catania dove era stato trasferito per rappresaglia. Il compagno Mascherpa allora membro di C.I., un mattino, allo scopo di consegnarli ad un'amico, deponeva' sul suo creélenzino al suo posto di lavoro un pacchettino (si noti un pacchettino ben incartato e legato) contenente due libri. Allontanatosi dal posto di lavoro per soddisfare i suoi bisogni fisiologici, al ritorno, trovava una gucrdia particolare giurata, che nel contempo aveva sfatto il pacchettino, che gli domandava se i libri fossero i suoi.

Avuta risposta positiva contestava al Mascherpa l'introduzione dei libri all'interno dello stabilimento e inoltrava regolare rap-

porto alla Direzione.

La Direzione puniva immediatamente il Mascherpa con una giornata di sospensione dal lavoro.

Non ritenendo giusta la punizione ricevuta il compagno Mascherpa, attraverso l'Ufficio Vertenze della FIOM intentava causa alla Soc. Innocenti e la sentenza, a lui favorevole, condannava la Soc. Innocenti a rimborsare la giornata persa e a pagare le spese di processo.

Qualche tempo dopo, una sera, pochi minuti prima della fine dell'orario di lavoro, allo scopo di lasciare libero il passaggio il compagno Mascherpa faceva saltare la vettura in allestimento oltre il tassello che fa avanzare la stessa mettendo la vettura sulla stazione seguente.

Una guardia particolare giurata, che guarda caso si trovava nelle vicinanze, visto il fatto inoltrava regolare rapporto sicchè Ia Direzione, col pretesto che detta manovra non era autorizzata, puniva il compagno Mascherpa con tre giorni di sospensione e inoltre lo allontanava dai reparti di produzione relegandolo al Reparto isolato dell'A.M.I.

Va detto innanzitutto che quello che la Direzione ha definito una manovra irregolare era stata compiuta -centinaia di volte e che ancora oggi viene fatta e questo lo confermiamo con matematica certezza perchè più di una volta ci siamo fermati nel reparto ad osservare la manovra incriminata.

Il compagno Mascherpa intentava nuovamente causa all'Innocenti attraverso l'Ufficio legale della FIOM e nonostante che la Direzione avesse due testimoni, il sig. Crisenza capo sezione e il sig. Fieramonti capo reparto, che affermavano che la manovra non era autorizzata (ripetiamo che tuttora si compie non solo alla sera ma anche durante il giorno) il Pretore, riconosciuta la chiara e palese rappresaglia compiuta dalla Direzione, condannava la Soc..

Innocenti al rimborso delle tre giornate di sospensione e. dichiarando che al più tale mancanza poteva essere passibile di un richiamo verbale.

La Innocenti così clamorosamente sconfitta ricorreva in Corte d'Appello ma nemmeno lì riusciva a vincere perchè veniva riconfermato quanto sancito dal Pretore con l'unica variante che l'eventuale richiamo verbale veniva tradotto in un'ora di multa.

Dopo questa terza sonora sconfitta la Direzione, a scopo palesemente vendicativo, trasferiva alla filiale di Catania il compagno Mascherpa. Giunti a questo punto vanno fatte tra l'altro alcune considerazioni importanti:

Fino al 31 dicembre 1967 il Mascherpa era inquadrato come ~ovale specializzato, col 1° gennai6 1968 passava operaio qualificato, dal 28 febbraio 1968, giorno in cui il Mascherpa si doveva presentare alla sede di Catania era già operaio specializzato; due passaggi di categoria in due mesi, caso unico nella storia della Innocenti.

La Direzione sapeva benissimo che il Mascherpa non poteva trasferirsi a Catania in primo luogo perchè stava finendo la scuola, in secondo luogo perchè non po- • teva abbandonare i genitori che sono in età molto avanzata.

A nulla sono valsi gli interventi prima dell'interéssato e poi della C.I. per far recedere la Direzione dal provvedimento.

Da questa breve e semplice analisi appare evidentissima l'intenzione vendicativa, piena di odio, di prepótenza, nel voler opprimere la dignità e l'orgoglio di un lavoratore che non aveva fatto altro' che far valere i propri diritti di cittadino e di lavoratore.

Il compagno Mascherpa ha nuovamente intentato causa alla Innocenti ed attende serenamente il giudizio della magistratura che non potrà che essere a lui favo.revole.

Martin Luther King

UCCISO DA .UNA SOCIETA' CHE SI REGGE SULLO SFRUTTAMENTO DI 30 MILIONI DI NEGRI

Martin Luther King è stato ucciso perché si batteva per i diritti di una minoranza di uomini il cui unico torto è di avere la pelle nera.

Per il cittadino americano l'essere .scuro di pelle vuole dire una infinità di cose.

Vuol dire non potere occupare posti di lavoro al di fuori dei più umili e meno pagati.

Vuol dire la discriminazione dei posti di lavoro, infatti su 10 disoccupati 8 sono negri.

Vuol dire cedere il posto sui tram, filobus ecc., indipendentemente dal sesso del negro ,abbianco che è salito dopo.

Vuol dire non potere frequentare locali pubblici e scuole frequentati da bianchi.

Vuol dire essere relegati ad abitare in ghetti dove la mancanza di servizi igienici, la sporcizia e la miseria sono le caratteristiche che lo distinguono dagli altri agglomerati cittadini.

Tutto questo vuol dire infine meno assistenza medica, meno istruzione e meno possibilità di accedere a quei beni di consumo che l'altra parte, quella bianca, accede.

Solo in alcuni casi qualche negro entra a far parte di organismi della società americana a patto che si sia spogliato di tutto quel bagaglio che lo caratterizza come uomo e cittadino americano.

Quest'ultimo. aspetto va visto solo nell'intento della società dominante di dare una parvenza di parità tra bianchi e negri, ma non è altro se non un tentativo

del sistema di smorzare l'attuale combattività e unità dei negri al fine di trascinare la situazione attuale il più lontano possibile.

Non è casuale che nella opulenta società americana vi sia un'alta percentuale di lavoratori bianchi che si battono contro i diritti dei negri. Questo negativo atteggiamento va ricercato nel fatto che il lavoratore bianco ncxt vede nel sistema economico americano attuale la possibilità di soddisfare le esigenze dei negri senza che vengano intaccate le proprie conquiste. In sostanza, fintantochè 30 milioni di negri saranno - supersfruttati, questo supersfruttamento andrà anche a beneficio dei lavoratori' bianchi e sino a quando la classe dirigente americana non lascia intravvedere la ,possibilità di soddisfare le esigenze dei negri senza intaccare í diritti dei bianchi, questa alta percentuale di lavoratori bi anchi

non modifiche o lo madificherà nel tempo, il suo negativo atteggiamento nei confronti dei negnSotto questo aspetto deve essere vista la ipocrita preSenza e idiscorsi non meno ipocriti di alcuni uomini del governo americano, al funerale di Martin Luther King, diretti responsabili della morte del Lider e di centinaia e centinaia di altri negri nonche delle loro condizioni di vita.

MARTIN LUTHER KING è morto, ma non per questo egli non è più tra i negri americani, anzi, la sua figura di religioso e di promotore dei diritti di una minoranza oppressa rifulge di nuovo, luce e indica ai negri americani e a tutti i lavoratori oppressi la via da seguire al fine di formare una società nuova in cui la discriminazione e lo sfruttamento dell'uomo su l'uomo siano banditi per sempre.

SULLE PENSIONI I lavoratori ci scrivono

Abbiamo ricevuto molte lettere attraverso le quali i lavoratori esprimono in mille modi il loro dissenso sulla nuova .legge sulle pensioni, ne abbiamo scelte alcune che ci paiono le più significative e le pubblichiamo.

LE PENSIONI... MORTALI!

Nel 1972 entrerò nel sessantesimo anno di età e automaticamente diventerò un pensionato; ma a quale prezzo!!!

Infatti con la nuova legge del maggio 1968 la mia pensione sarà determinata oltre che con gli anni maturati, anche e soprattutto sul salario degli ultimi tre anni di la, VOTO.

Accade però, nel mio caso e non sono il solo, che qualche anno fa venni spostato da un reparto di produzione ad un magazzino, venni declassato e perdetti una buona fetta del mio salario.

E' chiaro che al momento di andare in pensione, se.. i calcoli verranno fatti così come dice la legge, io mi troverò in serie difficoltà con una pensione da fame pur avendo pagato per molto tempo contributi elevati e corrispondenti alla qualifica professionale e alla paga che percepivo.

Per radio, per televisione, sui giornali si dice che il nostro è il paese della giustizia e della libertà... Sì, certo, ma per chi?

Un lavoratore anziano (lettera firmata)

RESISTERE OGGI PER NON

MORIRE DOMANI

Sono un lavoratore anziano e da tempo sono ammalato di cuore e ciò è confertnato dal mio medico e dalle analisi che ho fatto.

Purtroppo per andare in pensione mi mancano ancora quattro armi e la mia malattia peggiora, ciò nonostante sono addivenuto alla determinazione di tenere duro; di non chiedere il trasferimento in reparti improduttivi per non perdere del salario in quanto stando alla nuova legge sulle pensioni la stessa mi verrà corrisposta in base alla media degli ultimi tre anni lavorativi.

Perciò cerco di farcela, stringo i denti, sperando di non scoppìare

prima del tempo, in caso contrario la mia futura pensione sarà seriamente compromessa. Un lavoratore dello STA/ME (lettera firmata)

PAGO IO

Lo scorso anno a seguito della congiuntura difficile mi cambiarono di reparto e mi mandarono in un reparto di economisti, quelli legati alla media generale e il mio cottimo subì una forte diminuzione sicchè la mia paga totale è di gran lunga inferiore a quella da me percepita precedentemente. Siccome mi mancano solo due anni per andare in pensione sono piuttosto preoccupato in quanto la manovra fatta dalla Direzione per una loro difficoltà aziendale si viene oggi a riperquotere sul totale della -pensione di vecchiaia che mi verrà stabilito quando avrò raggiunto l'età pensionabile.

Ritengo che le organizzazioni sindacali debbano immediatamente fare qualcosa affmchè venga modificata l'ultima legge sulle pensioni e si riconoscano a tutti i lavoratori il diritto di ~re 'Con

una pensione decorosà. Un lavoratore (lettera firmata)

IMPIEGATO A META'

Sono un lavoratore che per molti anni ha prestato la sua opera come impiegato in una azienda ed • ora faccio l'operaio alla Innocenti.

Leggendo attentamente il testo della nuova legge sulle pensioni mi è parso di capire che in futuro si faranno i calcoli basandosi esclusivamente sui contributi degli ulf I tre anni di lavoro.

Pertanto mi viene di domandarmi:

I contributi che ho versato come impiegato non mi vengono conteggiati?

In che misura essi valgono ai fini della mia futura pensione?

Ritengo che si debba tener conto delle situazioni analoghe alla mia che sono abbastanza notevoli e che da parte dei sindacati sí faccia qualcosa per ovviare a questo inconveniente. Distintamente.

Un lavoratore ex impiegato (lettera firmata)

Quando al mattinc i r esulta il « Corriere » tempi più corti e buste legger. e.

' nummommemerausiammíaiiiiiiimuse

PROVERBIO OPERAIO

I lavoratori pronti a riprendere, la battaglia per la riforma pensionistica

E' in corso la grande consultazione fra tutti i lavoratori per la riforma del pensionamento indetta dalla C.G.I.L. sulla base di un documento contenente delle proposte approntate dalla stessa C.G.I.L.

Le proposte non sono pertanto definitive ma offrono una base di discussione sulla quale i lavoratori sono chiamati ad esprimere la loro opinione, fare delle proposte, modifiche e aggiunte.

Siamo convinti che l'attuale legge sulle pensioni non è buona, e che occorre conquistarne un'altra. Questa consultazione indetta dalla C.G.I.L. ha lo scopo di raccogliere le idee per elaborare un nuovo testo di legge da presentare al Governo.

E' a questo punto che sorgeranno delle difficoltà e, dato gli indirizzi del Governo attuale, non c'è da sperare su una rapida approvazione e trasformazione in legge. Sarà necessaria una vasta mobilitazione di tutti i lavoratori, fin da oggi partecipando in massa alla consultazione si lavora per un rapido riconoscimento dei nostri diritti.

Le proposte-base della C.G.I.L. si articolano in varie parti. La prima comprende i problemi relativi alle vecchie pensioni (quelle liquidate prima del 30 aprile 1968) per le quali si propose un aumento; la consultazione deciderà la quantità e le modalità.

Per le nuove pensioni da istituire dal 1' gennaio 1969, si propone di collegare la pensione alla retribuzione e per una anzianità di contribuzione di 40 anni, la C.G.I.L.,

propone sia il 75% delle retribuzioni dal 1.1.69 e 1'80% dal 1.1.70.

Minimi di pensione: la C.G.I.L. propone che sia pari al 30% della retribuzione con 15 anni di contribuzione.

Rapporto fra pensione e retribuzione, la C.G.I.L. propone che la pensione sia calcolata sulla retribuzione di 156 settimane comprese nell'ultimo quindicennio. A questa proposta abbina il fatto che è necessaria una rivaluzione delle retribuzioni, per aggiornarle alle paghe in corso.

Pensione di vecchiaia: si propone 60 anni per uomni e 55 per donne.

Pensione anticipata: per i lavoratori addetti a lavori pesanti e nocivi.

Dopo aver proposto la scala mobile per le pensioni, che le colleghi all'aumento del costo della vita e delle necessità, la C.G.I.L., passa a formulare delle proposte sul finanziamento dell'INPS e indica delle soluzioni che partono dalla realizzazione della riforma dei tributi, per fare in modo che il peso sociale di questo istituto non gravi solo suí lavoratori ma venga accolto il principio che essendo la pensione parte del reddito, questo debba essere distribuito in modo da aumentare la parte destinata ai lavoratori.

Gestieni-2.: è questa una parte importante del documento, nel quale si indica come i lavoratori hanno diritto a gestire i propri fondi, accantonati sui loro salari, e accenna al modo come devono es-

sere gestito

Riassumendo, il documento, tocca i punti pnrincipali riguardanti il miglioramento delle pensioni e La gestione sindacale dell'INPS. La soluzione di questi due problemi non è superabile nel tempo. Occorre subito aumentare le pensioni perchè sono inique e occorre mettere ordine se non si vuole che con i 'tempo ci si trovi davanti a delle sorprese, e perchè è giusto r.onsiderare le migliorie oggi proposte come un minimo. un anticipo di ciò che secondo noi deve essere' un vero e corretto sistema di pensionamento.

Tutto ciò deve finire. Devono essere i lavoratori a gestire i propri soldi e non altri. E' tempo che si finisca col mettere i redditi dei lavoratori fra i primi ad essere sacrificati e. gli ultimi ad essere ricordati. La gestione dell'IPS da parte dei Sindacati deve dare la sicurezza che i soldi delle pensioni vadano ai pensionati. Può darsi che anche questo non sia sufficiente ad assicurare delle giuste pensioni a tutti, ed è per questo che non abbiamo aspettato « il poi » per porre la questione, ma occorre che i redditi di chi ha lavoratori per tutta la vita siano assicurati dallo Stato, dalla Società, attuando la proposta riforma tributaria per far pagare chi ha la possibilità di pagare.

E' dunque ora di porre fine allo scempio della riccchezza prodotta dal lavoro e che si faccia progredire il paese e le condizioni di chi lavora.

Dalla prima

contro una forza che sempre più ci opprime.

Se a questo aggiungiamo il fatto che come operai o tecnici o impiegati non vediamo un fine del nostro lavoro quale beneficio della collettività ma che i benefici dello stesso andranno ad esclusivo profitto di pochi che dominano la nazione questo stato di scoraggiamento aumenta.

E' quindi abbastanza facile capire che i suddetti fattori diventano elementi estremamente negativi quando sono adoperati con fini che non abbiano come scopo il liberare l'uomo dalla fatica e dalla repressione, ma si trasformino in affilati strumenti per sfruttarlo sempre di più e sempre più scientificamente. Non illudiamoci che nell'immediato futuro questo stato di cose possa da solo attenuarsi o modificarsi in meglio, viviamo in una società capitalista la quale mira al massimo profitto. Sociologi, filosofi e umanisti hanno dimostrato più volte i grandi errori e gli aspetti negativi di queste tendenze sempre più accentuate e che generano quei profondi malesseri nelle società umane dove• vivono milioni di uomini e di donne. E' necessario quindi fare una svolta tale che ci faccia contare sempre di più sui luoghi di lavoro dando anche a noi lavoratori la possibilità di fare le nostre scelte nella società degli uomini.

Le tecniche e le macchine mo, derne non devono servire solo agli imprenditori ma devono essere parte integrante del progresso degli uomini e devono alleviarne le loro fatiche fisiche.

Noi isolatamente non possiamo fare tale svolta; da soli saremmo inesorabilmente schiacciati e distrutti, ma se in un prossimo futuro sapremo essere tutti uniti nel respingere le scelte e le imposizioni padronali che non tengono conto di noi quali esseri umani, allora tutti insieme nella misura e nel modo in cui sapremo lottare potremo modificare i piani padronali, così come è stato fatto nell'ultima lotta aziendale, imponendo anche la nostra volontà e potremo procedere verso un avvenire sempre migliore in cui il lavoro non sia preso come una maledizione per l'uomo ma venga affrontato come un mezzo di vita e di benessere per tutta l'umanità.

Una lodevole iniziativa Studenti professori

L'iniziativa intrapresa dai sindacati della FIOM e della FIM con un gruppo di studenti delle varie università milanesi per fare un corso di riparazione per quegli allievi rimandati delle scuole medie e figli dei dipendenti della Innocenti si può dire abbia dato esiti positivi.

Nonostante fosse la prima volto che si sperimentavano corsi del genere gli stessi sono stati frequentati da un buon numero d'al-

lievi che si sono seriamente impegnati, al pari dei loro « professori », per essere pronti a superare gli esami di riparazione. Lodevole iniziativa questa che sarà bene continuare nei prossimi anni con l'augurio che sempre più numerosi (si intende che se nessuno fosse rimandato sarebbe meglio, ma purtroppo...) gli allievi di questo singolare corso.

La Sez. Sindacale Aziendale FIOM-Innocenti

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