SENZA TREGUA
Dopo la battaglia integrativa chiusasi con l'accordo del 10 maggio i lavoratori della Innocenti hanno continuato e continuano a scioperare per respingere ogni manovra padronale tendente a svilire quanto nell'accordo è stato sottoscritto; ogni tentativo di riprendere con la mano sinistra quanto dato con la destra, sotto la spinta della lotta, ha avuto la pronta risposta da parte delle maestranze.
Se la Direzione credeva che i lavoratori della Innocenti fossero sfiniti per la lunga battaglia sostenuta ha sbagliato i suoi conti, e i fatti stanno a dimostrarlo.
— Hanno iniziato per primi un gruppo d'impiegati per lo più di l' categoria (forse per questo il tempo stenta tanto a rimettersi al bello) che rivendicavano anch'essi l'applicazione della settimana corta che viene effettuata dagli impiegati del Palazzo degli Uffici ed in alcuni altri settori.
Noi diciamo che hanno un'infi-• nità di ragioni per reclamare, se la settimana corta si deve fare deve essere per tutti e non per una sola parte degli impiegati; pertanto riteniamo necessario che venga ripreso questo argomento con forza, tutti assieme, per arrivare al più presto a questa nuova conquista.
— Una grande e spontanea manifestazione di protesta, che ha raccolto larga adesione in tutti i settori produttivi, ha -caratteriz-
zato la giornata del 10 giugno allorquando i lavoratori attraverso la busta paga hanno potuto constatare che la Direzione non ave-
RICORSI CONTRO LA LEGGE SULLE PENSIONI
Si è costituito un comitato di giuristi, costituito dagli avvocati D. Larussa, F. Wertmuller e G. P. Di Paolo, per portare davanti all'autorità giudiziaria — perchè a sua volta, richieda alla Corte Costituzionale la pronunzia sulla costituzionalità — Ia legge del 18 marzo 1968 sulle pensioni di anzianità :Tale pensione, che er--, stata istituita nel 1965, dava diritto di andare in pensione dopo 35 anni di contributi effettivi. Un comitato nazionale, che fa capo all'associazione Abruzzese-Molisana, coordina l'iniziativa. Come si ricorderà l'INCA-CGIL ha già preso l'iniziativa di adire i ricorsi amministrativi e l'autorità giudiziaria non solo contro l'articolo 5 ma anche contro altre norme, ed in particolare quella che stabilisce il divieto di cumulo fra salario e pensione, ponendo come condizione al godimento della pensione intera la rinuncia al lavoro. Tutte le sedi dell' INCACGIL sono quindi a disposizione • delle pensioni per le pratiche del caso.
va pagato la festività del 1° maggio ai lavoratori che avevano scioperato prima e dopo la festività stessa.
Ha fatto seguito poi una serie di fermate da parte dei gruisti e degli imbragatori che reclamano, più che giustamente un maggiore riconoscimento per il loro lavoro in funzione alla qualità della mansione che essi svolgono giornalmente.
Imbragare, spostare, capovolgere, piazzare sulle macchine operatrici pezzi quali sono quelli che si lavorano al meccanico non è compito semplice, esso _comporta una capacità che va al di là di un comune gruista o imbragatore, per questo è giusto che i lavoratori rivendichino dei trattamenti migliori, Hanno scioperato poi• i lavoratori del reparto manubri del settore Lambretta per l'eccessi.° ritmo della linea e a questo proposito va ricordato che nonostante l'accordo sottoscritto in . Prefettura la Direzione, violando apertamente quanto si era impegnata di fare, fa ancora ricuperare i sedici minuti di sosta mantenendo lo stesso ritmo di produzione.
Infine un importante sciopero di protesta che ha interessato tutto il primo capannone dello STA/ME o G III è stato effettuato da circa 500 lavoratori contro il licenziamento in tronco di un segue in
luglio 1968
Bolletgbo inter no della Sezione Sindacale Aziendale INNOCENTI
CGIL OM
r
lorò compagno di lavoro.
L' insensibilità di alcuni dotti ingegneri dirigenti lo STA/ME che con estrema faciloneria hanno firmato un rapporto avanzato dal capo, ha fatto sì che la Direzione del Personale prendesse un drastico provvedimento contro un lavoratore che da ben 23 anni opera alla Innocenti.
La giusta e tempestiva reazione di tutti i lavoratori del capannone farà senz'altro meditare seriamente sia la Direzione d'officina che quella del Personale.
Davanti a questo quadro aziendale noi, come organizzazione sindacale, non possiamo che condi-
videre quanto fatto dai lavoratori, impiegati e operai, che non hanno dato un minuto di tregua alla Direzione respingendo energicamente ogni tentativo di ricacciare i lavoratori dalle posizioni raggiunte col nuovo accordò.
La Direzione tenterà certamente ancora per altre strade e con altri mezzi di ricuperare il terreno perduto; sta alla vigilanza e alla pronta reazione dei lavoratori tutti di respingere ogni manovra direzionale e di difendere quanto abbiamo conquistato.
La Sezione Sindacale Aziendale Innocenti
Adesso un bel sorriso... Ognuno dica : « Profitti » l(da U.E. News - USA )
RISPOSTE « MODELLO » DEI DIRIGENTI DELLA INNOCENTI!!!
Il dott. Prone (dirigente presso il settore della programmazione al settore meccanico) passando in un reparto al 4° Capannone è stato avvicinato da, un capo squadra che gli faceva presente se non era possibile far avere l'indennità dei lavori nocivi ad un lavoratore che era costretto a lavorare all'interno delle strutture metalliche con la trielina.
La risposta del dott. Prone è stata tale da lasciare sconcertato qualsiasi persona di buon senso: « Anch'io dovrei farmi dare dal Comune di Milano l'indennità di nocività perchè passo tutti i giorni vicino all'Olona che emana un fetido odore provocato dagli scarichi degli stabilimenti chimici ».
A nch' io da 30 anni non ho unapromozione, ma con questo non mit sono mai sognato di protestare.
INGEGNERE TUTTOFARE
Abbiamo notato come, in occasione degli scioperi effettuati dai gruisti e dagli imbragatori, alcuni volonterosi cercassero di supplire alla mancanza degli scioperanti con la loro solerte opera antioperaia.
Tra i più attivi in questa non certo encomiabile opera, va segnalato l'ing. Delrio che si è ab-
bondantemente prodigato nello svolgimento della nuova mansione.
Niente da ridire; ognuno può pensare e fare come meglio crede, siamo in regime di libertà e di democrazia, però abbiamo una. curiosità da soddisfare, vorremmo vedere come si comporterebbe l'ingegnere in questione qualora un domani facessero sciopero gli addetti alla pulizia dei gabi netti e dei servizi vari?
dalla prima
LA TRAP POLA
COSA SI NASCONDE DIETRO
" L' ACCORDO QUADRO„
E LE
"REGOLE Di COMPORTAMENTO„SUGGERITE
DAL PADRONATO?
Oggi si riprende a parlare di « accordo quadro », di « regole di comportamento » e di politica dei redditi » e altro, tanti modi per dire la stessa cosa.
COSA SI INTENDE PER ACCORDO QUADRO?
Per accordo quadro si intende proprio un « quadrato politico » entro il quale rinchiudere l'attività dei lavoratori e dei sindacati.
CHI
E'i CHE VUOLE
L' ACCORDO QUADRO ?
E' il padronato che sta conducendo un'a7ione fra le Confederazioni sindacali per indurle ad accettarlo.
Obiettivo principale di tale manovra è la libertà dei sindacati e il diritto di sciopero. Non che nell'accordo quadro sia previsto il divieto di scioperare, ma il ricorso all'azione sindacale — unico modo per far valere le nostre ragioni — è condizionato all'esaurimento di una lunga trafila burocratica di trattative « obbligatorie » ai vari livelli.
L'accordo quadro prevede che fra un rinnovo contrattuale e l'altro nessuna richiesta deve essere avanzata dai lavoratori. Inoltre se nelle fabbriche sorgessero _delle vertenze sui cottimi, qualifiche, orario, ecc., quest' vertenze devono seguire un itinerario di contrattazione (fino alla trattativa nazionale) e una volta esaurita tutta la trafila, i lavoratori « avrebbero » — solo allora — 'anche il diritto di protestare.
COME FUNZIONA
Facciamo un esempio calzante con la situazione odierna: in una fabbrica, in seguito alla introduzione di nuove tecniche produttive, alla modifica degli impianti, a nuovi macchinari, ecc. cambiano le condizioni di lavoro e la direzione ne approfitta per tagliare i cottimi, declassare, licenziare, seguendo le correnti abitudini.
Ebbene, secondo l'accordo quadro i lavoratori non potrebbero-neanche protestare, ma limitarsi a reclamare con il sindacato, ed avviare tramite questo la richiesta alla Confine dustria, che a sua volta sì informa cosa succede presso la direzione aziendale, dopo provvede a rispondere al sindacato, e dopo la risposta si dà inizio alla trattativa; la trattativa si svolge prima in fabbrica, poi alla Associazione territoriale del padronato e p„, la fine anche a Roma. Se dopo tutto ciò i lavoratori non hanno ottenuto soddisfazione, solo allora sono « autorizzati » a protestare.
Intanto, è facile capire cosa succede nelle fabbriche, dove il padronato ha le mani libere di fare e disfare.
In pratica, se oggi le direzioni aziendali impiegano anche 4 mesi per scrivere una risposta ai sindacati, possiamo ben immaginare cosa succederebbe domani con l'accordo quadro dove le lungaggini sono codificate.
MILANO: 80
112
PERCHE' LA CONFINDUSTRIA INSISTE PER L'ACCORDO QUADRO?
Perchè le lotte articolate aziendali in corso, volte a conquistare un più ampio diritto di contrattazione sindacale contrastano con i )iani padronali di ristrutturazione della nostra ndustria a spese dei lavoratori.
Il padronato vuole essere libero di fare ciò che vuole nelle fabbriche. In sostanza, men• tre vorrebbe negare ai sindacati il diritto di fare politica aziendale, vuole riservare tale )rivilegio tutto per sè.
Questo limite alla iniziativa del sindacato ha un fine altrettanto preciso: bloccare i salari, cioè ottenere sempre maggiori utili senza dare nulla ai lavoratori.
mila LAVORATORI IN LOTTA
COSA SIGNIFICA CENTRALIZZAZIONE DELLA TRATTATIVA?
Significa che vi sarà una sola contrattazione sindacale non solo all'atto del rinnovo del contratto, ma per tutte le controversie che sorgessero nelle fabbriche.
Questo è esattamente il contrario del metodo democratica di risolvere i problemi del nostro tempa.
Se fosse già operante l'accordo quadro i lavoratori dell'Alfa Romeo, Autobianchi, Siemens, Breda, FIAT, non avrebbero potuto ottenere, in questi giorni, dei vantaggiosi accordi sindacati aziendali, ma bensì avrebbero dovuto stare fermi e buoni in attesa, senza reagire ai piani dirézionali.
E' evidente, che se si toglie ai lavoratori il diritto di difendersi e difendere fa loro condizione nelle fabbriche, e ai sindacati si toglie il dovere di organizzare le azioni necessarie, ciò equivale alla instaurazione di una regola che vuole i lavoratori succubi dell'ini-
ziativa padronale e la trasformazione dei sindacati, da rappresentanti dei, lavoratori in gestori della « pace sindacale », in cinghie di trasmissione degli ordini di chi comanda nelle fabbriche.
Questo non è apertamente confessato dai padroni, ma è spiegato come corrispondente a dette categoriche necessità della situazione economica, alla concorrenza, alla riduzione dei costi, e altro.
Non mancano coloro che sostengono che essendo la nostra una economia programmata, tutti i fattori della produzione devono essere concertati fra loro; conclusione: occorre bloccare à salari e portare i sindacati nella « stanza dei bottoni » e affidare loro il compito di cani da guardia dei lavoratori.
Ed è a questo punto che appare evidente il fine della politica padronale, che ha scelto la linea dell'accordo quadro per realizzarsi. Vi è in questo disegno un nostalgico ricordo della situazione creata dal regime fascista
con la « Camera delle Corporazioni » e i « fiduciari » sindacali di fabbrica nominati dalle direzioni.
La vivacità con la quale si sostengono oggi le battaglie aziendali deve aver impressionato non poco gli industriali, i quali hanno ben presente le caratteristiche unitarie di queste lotte. Cresce un potere sindacale nuovo, unitario, il quale ha davanti a sè delle scadenze importanti.
UN DIBATTITO
Molti sono gli aspetti che meritano di essere discussi e tenuti presenti, sarà compito del dikittito in corso portarli all'attenzione dei lavoratori.
LA POSIZIONE DEI ',.;DACATI
Questo « accordo quadro » va nel senso opposto delle esigenze attuali dei sindacati. Da questo fatto la C.G.I.L. ha tratto la conclusione' di 'opporsi e di sollecitare la Confindustria alla trattativa per definire una nuova regolamentazione della gestione del collocamento, dei fondi assistenziali, della formazione professionale, ecc.
LA C.I.S.L. e U.I.L.
Le Confederazioni della C.I.S.L. e U.E.L. hanno invece espressa, da tempo, parere favorevole alla stip-ulazione di un « accordo quadro « ed in - tal senso hanno sollecitato l'avvio di trattativa alla confindustria.
Cosa si propongano queste federazioni, è difficile spiegare, dal momento che alcuni importanti sindacati di categoria, come i meccanici, hanno criticato l'accordo quadro. Il padronato puo aver valutato questa differente valutazione dei sindacati confederali e ne voglia oggi usare come elemento di disturbo al dialogo unitario in corso. Possiamo mettere nel conto delle intenzioni padronai anche il proposito di dare avvio alle trattative per l'accordo quadro allo scopo di creare un diversivo, intralciare il libero svolgimento delle lotte in corso e porre una ipoteca sulle prossime scadenze contrattuali.
accordi sindacali aziendali conquistati
Certo che si ha l'impressione che il movimento sindacale italiano, sia davanti ad una svolta e debba scegliere fra una presenza autonoma, di ferma difesa dei diritti e degli interessi deà lavoratori nelle fabbriche e nella società e « l'allettante » offerta padronale di farsi carico degli oneri della gestione di questa società .
Si dice « allettante » perchè sul piano formale, il padronato può anche essere disposto a delle concessioni. purchè rimanga ben saldo nelle, sue mani il timone centrale dello stato e dell'economia.
La posizione che noi sosteniamo è che per giudicare i fatti che ci stanno davanti occorre partire dai fatti, dalla condizione dei lavoratori e dalle necessità .
•
I fatti ci dicono che se i lavoratori non hanno più un sindacato libero è la società che non è più libera e democratica, ma bensì una colonia.
Non abbiamo nessuna difficoltà ad affermare che siamo contrari ad ogni accordo quadro e che non bisogna neanche prestarsi al gioco padronale delle trattative su questa questione.
Il padronato deve rendere conto della mancanza di libertà nelle fabbriche, -- nelle quali la Costituzione è come neanche ci fosse — e del rifiuto al riconoscimento, del sindacato come rappresentante dei lavoratori fino alla negazione della sua presenza nelle fabbriche.
RESPINGIAMO
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—
PER DIFENDERE L'AUTONOMIA
DEL MOVIMENTO SINDACALE
E adesso proviamo il punto sette della nostra procedura di arbitrato...
— Forza, tirate ! Siamo nella stessa barca.
"L'ACCORDO TRAPPOLA„
CAPANNONI -
REPARTI 345-346
Molto spesso vengono fatte visite al modello di stabilimento che è quello della ditta Innocenti. Ma sempre, queste visite non sono portate a cotesto capannone; chissà perchè?
Nel periodo di sciopero, gli stessi operai dipendenti che avevano possibilità di girare per lo stabilimento, restavano colpiti da una così lugubre sistemazione di detto reparto; chissà che effetto opprimente ne avranno riportato!
Ma eravamo solo ai primi di maggio, e chi ci vive e lavora dentro per otto o nove ore al giorno specialmente nei mesi estivi sa che per loro è un vero supplizio. Il fumo della saldatura, il calore delle macchine, il calore esterno e la composizione del tetto, è una cosa inumana perchè ciò possa sussistere nel 1968.
E' da anni che questo capannone è provvisorio (così viene detto) e ad ogni stagione gli operai reclamano perchè così non si può andare avanti. -
Infatti qualche cosa è stato fatto: si sono aperti• buchi ai muri, aperte finestre (però cintate con grate, verso gli altri reparti adiacenti), ma il caldo e specialmente la mancanza dà ossigeno è deleteria al fisico umano di chi ci vive dentro.
Nei peri q4i di alta stagione, con apparecchradatti si è sempre constatato 37-38 e anche 40 gradi di caloria; ma dòbbiamo sempre lavorare in cotal modo?
Invitiamo i nostri Signori Dirigenti (è una supplica) che vengano a vedere in che bestiale modo o sistema lavorano i loro dipendenti.
In queste condizioni, la salute di chi ci vive dentro ne riporta un gravissimo disagio.
In più, perchè ai saldatori viene dato un sopprassoldo per i lavori disagiati (nocività della saldatura), mentre varie altre persone semore di detti reparti sono soggetti anch'essi di ugual disagio non chiedono soldi), ma bensì ogni tanto di una visita schermo-
Stabilimento macchina
Allo stabilimento macchina, come tutti avranno notato, non si producono soltanto automobili ma da un po' di tempo a questa parte anche fiori.
Infatti un solerte personaggio, noto a tutti per le sue assidue conversazioni con gli addetti alla sorveglianza, ha trovato il modo nei ritagli di tempo che il suo faticoso lavoro gli concede di dedicarsi, coadiuvato da alcuni zelanti operai, all'hobby del giardinaggio.
A questo punto non vorremmo che qualcuno pensasse che gli operai, stanchi per le dure lotte sostenute, per ritemprarsi un po lo spirito si siano dedicati alla coltivazione dei fiori.
Sarà bene perciò ricordare che negli ultimi accordi raggiunti oltre alla parte economica esiste „anche una parte. normativa che nel caso specifico della macchina
riguarda: velocità costante delle linee - cambi - passaggi di qualifica, e per la quale la Direzione continua a perdere tempo o a tergiversare lasciando in pratica le cose come stavano prima.
Dunque, compagni ed amici della macchina, dobbiamo capire che non è possibile addormentarci nella speranza che le cose si aggiustino da sole altrimenti rischieremo di svegliarci, magari fra poco, e di ritrovarci nelle medesime condizioni di sfruttamento é di illibertà se non addirittura peggio.
Per questa ragione impegnamoci in tutti i modi a fare rispettare i diritti così faticosamente ottenuti, perchè è da nostre eventuali debolezze o incertezze che la Direzione potrà riprendere quella strada che noi tutti bene sappiamo dove porta.
grafica.
Gli stessi operai non chiedono grandi spese alla loro Direzione, ma si sappia che in suddetti reparti, vi è un continuo ed enorme consumo d'acqua.
Ci vuol ben poco ricuperarla per essere utilizzata a raffredda-
mento del tetto, oppure trovare qualche sistema di refrigerio elettrico. Solo questo andrebbe a beneficio di chi ci lavora dentro. Perchè essi stessi non chiedono molto: ma solo più buona volontà e umanità .
Queste sono io sole sollecitazioni che vengono dal basso che interessano il nostro direttore... (da Odborar - Praga )
Al posto di aumentare i vostri salari, vi sto preparando una visita del mio psichiatra. ( da U.E. News - USA )
COTTIMO AL 100X
Da anni, ad ogni livello, sia sui nostri giornaletti, sia nelle riunioni di C.I., sia coi contatti con la Direzione, noi della F.I.O.M. sosteniamo apertamente che è necessario rivedere l'accordo aziendale che .lega una parte di lavoratori che operano: ai magazzini ricambi, ai magazzini generali, i gruisti e gli imbragatori, i carrellisti elettrici, il reparto trasporti, gli autisti, i fattorini, i servizi vari ed altri che sfuggono al nostro controllo e che sono collegati col cottimo all'80 % della media generale di stabilimento.
Se molti anni or sono questo era un metodo valido per differenziare economicamente le diverse categorie che come paga base avevano' differenze minime, oggi, che le paghe basi sono più differenziate e tendono sempre più ad
esserlo in funzione degli aumenti parametrali, questo metodo aggrava di più la situazione di questi lavoratori che vedono sempre più aprirsi la differenza di , paga globale (ovvero paga base più cottimo) tra loro e le altre categorie.
-Per questo noi -abbiamo sempre sostenuto e sosteniamo che è necessario rivedere 1' accordo sui cottimi e portare queste categorie di_ lavoratori alla media del 100% dello stabilimento.
Purtroppo anche nell' ultima trattativa la Direzione non ha voluto discutere in ordine a questo problema e pertanto esso rimane sempre aperto.
A onor del vero bisogna aggiungere che alcuni lavoratori interessati hanno anche scioperato per questo; alcuni mesi fa scoperarono gli addetti ai magazzeni ricam-
LA DELEGAZIONE CGIL AD HANOI
bi auto e Lambretta, più recentemente hanno scioperato i gruisti e gli imbragatori del meccanico, giornalmente i membri di C.I. vengono avvicinati dai lavoratori del reparto trasporti che pur non avendo ancora trovato l'intesa unitaria per uno sciopero fanno pressione per la sollecita risoluzione del problema.
Alla luce di questi fatti è necessario che la C.I. riprenda con forza questo problema, lo riporti all'esame della Direzione, lo sostenga con tutta la sua capacità dialettica e se sarà necessario chiami anche tutti i lavoratori interessati alla lotta in modo 41 risolvere definitivamente un problema che da anni viene dibattuto ma al quale, per ora, non si è data una giústa ed equa soluzione.
Incontro con i lavoratori di una miniera nella baia di Halong.
Nel porto di Haiphong