- Dicembre 1967
AI NO DELLA DIREZIONE RISPONDERE SVILUPPANDO CON COERENZA L'AZIONE
IL PADRONE FA I SUOI INTERESSI - AI LAVORATORI LA ESPONSABILIT A DI SAPERE DIFENDERE I PROPRI - LA NON ADESIONE AL SINDACATO CAUSA PRIMA DELLA ATTUALE CONDIZIONE.
I lavoratori avranno certamente notato come dopo la presentazione in forma unitaria della piattaforma rivendicwiva,e le susseguenti riunioni svoltesi all'Assolombarda, che si sono risolte con un nulla di fatto, ognuna delle tre Organizzazioni Sindacali ha informato separatamente i lavoratori di quanto accaduto e delle eventuali prospettive che ci stanno davanti.
Noi della FIOM con la chiarezza che è insita nel nostro linguaggio abbiamo scritto che di fronte al' la posizione presa dalla Direzione che si rifiutava categoricamente di entrare nel merito della discussione dei problemi avanzati, era necessario rompere gli indugi, e attraverso una lotta di carattere aziendale, costringere a serie trattative la controparte.
Questa nostra linea è ancor più valida oggi in funzione alle sospensioni dal lavoro per il settore lambrate fatte in novembre e in dicembre e a quella chiesta per il settore auto nonostante si continui ad assumere del personale e ci si predisponga a fare i turni di lavoro per aumentare la produzione.
Non altrettanto chiaramente, a nostro modesto avviso, hanno risposto altre Organizzazioni Sindacali. Una scrive «questa linea di condotta della Direzione va contrastata ». Ma come. In forma dialettica, attraverso la pacifica discussione? In forma amichevole attraverso manovre di corridoio?
Possibilità di discutere non ne esiste e lo abbiamo constatato alla Assolombarda in ben 4 incontri due superfici per la mensa altre due sulla carta rivendicativa.
L'altra dice « i problemi in discussione pur avendo una grande importanza non debbono costare ai lavoratori oltre un certo imite di sopportazione, ne debbono essere pregiudicati da azioni inconsulte o tendenti a strumentalizzarli per scopi non sindacali ».
IL SINDACATO COME STRUMENTO PER AFFERMARE LA PERSONALITA' E L'EMANCIPAZIONE DEI LAVORATORI
L'organizzazione Sindacale non è evidentemente la scoperta di un « genio » ma più modestamente la constatazione, fatta ormai tanti anni fà dai lavoratori, che isolatamente, individualmente non potevano che rappresentare un gregge alla mercé del padrone. Nella reciproca solidarietà che ad essi derivava dall'essere organizzati e associati i lavoratori diventavano una forza paragonabile ad un agguerrito esercito, capace di realizzare importanti conquiste, affermare le aspirazione e la dignità dei lavoratori. Imporre in una parola al padrone di conderare i lavoratore esseri pensanti suoi simili e non una sottospece.
Da allora è passato tanto tempo ma la sostanza delle cose non è mutata. Certo, purtroppo oggi non vi è una sola Organizzazione Sindacalè e ciò rappresenta senza dubbio un limite peri lavoratori. Daltro canto è questo un dato di fatto con il quale ocdorre !continua in seconda!
dalla prima i
Al di là del fatto che non siamo ancora riusciti a capire cosa ci. sia di strumentalizzazione non sindacale in una eventuale lota per più salari, in riferimento della mensa, sui cottimi, sulle qualifiche, sui lavori disagiati e perchè no sulla garanzia dello orario di. lavoro e quindi del salario, c'è un'altra realtà, ci si preoccupa di non far perdere ore ai lavoratori e questo può essere anche giusto, ma non si fà nulla quando le ore ce le fà perdere la Direzione con sospensioni, ponti e riduzioni d'orario che da ben tre anni sono in atto in tutti i settori di produzione.
E' necessario quindi prendere il coraggio a due mani e rompere ogni indugio, non menar il can per l'aia aspettando ,« indagini tecniche » (come se fosse necessario tra i lavoratori fare un'indagine tecnica per appurare che il salario è stato decurtato con l'aumento della mensa o che il cottimo non è affatto in costante aumento) ma agire subito con molta decisione.
Il padronato non si risparmia mai dal colpire; e agisce chiaramente nel suo esclusivo interesse. Le continue sospensioni, la riduzione d'orario, i ponti hanno letteralmente polverizzato la 13 mensilità, l'aumento della mensa ha dimezzato il premio di produzione.
I lavoratori devono riflettere e ritrovare quella unità di intenti e di lotta che li ha visti vittoriosi nelle battaglie aziendali del 1961, nel 1962, nel '65, quando con la loro unità hanno sconfitto la Direzione aziendale e muoversi verso nuove conquiste.
Ancora una volta, lo ripetiamo, l'esperienza ci insegna che fermi non si stà mai. Quando i lavoratori lasciano l'iniziativa al padrone inevitabilmente si va indietro, aumenta lo sfruttamento e peggiorano le condizioni economiche. L'unica strada valida è dunque quella di intraprendere una decisa azione per imporre l'accettazione delle richieste presentate dai Sindacati unitamente a che come FIOM siamo ben decisi a sostenere con coerenza. A questo punto però non possiamo esimerci dal denunciare che la noti adesione al Sindacato e il qualunquismo serve soltanto al padrone,
CORDOGLIO È RESPONSABILITA )
Un nostro compagno di lavoro è morto tragicamente per un'infortunio sul lavoro.
Un'ennesima vita umana si è spenta travolta dalla furia del progresso e mentre si va tanto decantando l'era del mitacolo economico la percentuale degli incidenti mortali sul lavoro è in aumento.
Anche all'Innocenti si è pagato questo pesante contributo di una realtà che non è voluta dai lavoratori ma che gli stessi sono costretti a -subire.
Mentre esprimiamo tutto il nostro cordoglio per questo nostro compagno di lavoro scomparso non possiamo fare a meno di respingere le tesi di fatalismo qualunquista sostenute per l'accaduto.
Molti, troppi forse, passato lo sgomento momentaneo si dimenticheranno di lui.
Noi no! Noi lo avremo sempre presente.
Noi siamo convinti che per ognuno dei lavoratori caduti sul lavoro ci sono delle cause precise, delle
precise, responsabilità che vanno ricercate e denunciate e sappiamo che è necessario fare ogni sforzo per prevenire queste « fatali calamità » come le chiama qualcuno.
Noi, come nel passato, ci batteremo sempre più per migliorare lo stato di disagio dei lavoratori, per garantire loro un posto di lavoro che abbia sempre maggiore sicurezza, per garantire un lavoro « umano ». scevro da difficoltà di ogni natura che metta in condizione tutti i lavoratori di operare con la massima serenità senza preoccupazioni di sorta che metta il lavoratori in condizione d'affrontare sempre più serenamente e senza pericoli la vita del lavoro.
ASSICURARSI CONTRO LE CADUTE ACCIDENTALI
Un singolare incidente, fortunatamente senza gravi conseguenze, si è verificato alcuni giorni or sono nell'atrio mensa a Lambrate.
Erano circa le 13,50 quando un blocco di diversi metri quadrati di soffitto si è staccato assieme a due pannelli radianti per il riscaldamento e si è frantumato sul pavimento.
Fortunatamente, come abbiamo precedentemente detto, alcuni lavoratori accortesi del pericolo hanno dato l'allarme e nel giro di qualche secondo i lavoratori hanno potuto evitare di essere sotterrati da un cumolo di ferro e di calcinacci.
Al di là del fatto di cronaca e indipendentemente dalle varie responsabilità da attribuirsi a questo o a quell'organismo delle varie Direzioni competenti ci vien da chiedersi:
Quale garanzia hanno i lavoratori quando entrano in fabbrica?
Come mai un'impianto seminuovo che è costato una barca di milioni (secondo la versione della Direzione) crolla così per cause naturali?
Gli impianti esistenti resisteranno oppure seguiranno altri crolli?
Chi ha orecchie intendal...
Non possiamo permetterci un congegno per eliminare il fumo, allora forniamo delle lampade da minatori.L'ORA DEL PADRONE
Da tanto tempo noi avevamo previsto che all'Innocenti si sarebbe arrivati a delle condizioni di vita di questo tipo, inutile voler qui spiegare quanto tutti noi sappiamo.
Il lavoro viene fatto fare tutto fuori fabbrica, chi ci guadagna da questo stato di cose? Senz'altro sarà qualcuno che ci guadagna, ma non certamente i lavoratori che ai tempi nostri non sono più neanche sicuri di quello che sarà il loro posto di lavoro della stessa giornata che stanno per cominciare e non è l'Innocenti una delle - fabbriche più moderne (così dicevano) e alloca come mais'si trova conveniente a far fare fuori il lavoro?
Si spieghino queste cose all'operaio che non riesce più a trovare un nesso fra la sua fabbrica e la moltitudine di interessi spesso contrastanti tra loro e sicuramente controproducenti per l'azienda stessa.
Se solo quei signori illuminati pensassero che cosa era la fabbrica nel '46 e se ora e è un po' di merito va anche alle maestranze che col loro lavoro anche se sconosciuto e magari umile ma non meno utile perchè da che mondo è mondo la ricchezza la produce chi lavora e mai chi sta a guardare.
Ma dei signori a quei tempi sicuramente non sapevano neanche che esisteva una fabbrica che si chiamava Innocenti, mentre oggi fanno il bello e il cattivo tempo, però gli operai sonò ancora gli stessi e sono sempre i medesimi che oggi pagano gli errori e i guadagni degli altri.
Ci pensi crii sta in alto, chi può e soprattutto chi deve se ancora piò, prima che sia troppo tardi.
Per loro per noi e soprattutto per tutte quelle famiglie che vivono con quello che passa il convento... questo convento.
Un Operaio
ma ché i risultati ottenuti erano fortemente positivi e commisurabili solo a lunga distanza.
Certo è però che qualche operaio od impiegato ha prestato fede a quei loschi figuri che nel mezzo delle lotte sindacali cercano di seminare zizzagna tra le file del movimento operaio e allora, forse, è stato facile screditare l'opera del sindacato che « in definitiva era stato capace di racimolare solo 16.500 lire in più di premio con una perdita largamente superiore di ore lavorative ».
Come sempre però ancora una volta - il tempo ha dato ragione a quei « tessi del sindacato ».
Infatti se andiamo ad esaminare le cose a due anni ai distanza al di là di quanto percepito in più, da tutti, come lire per il premio di produzione e dagli scatti biennali che hanno continuato a maturare, ci troviamo di fronte ad un altra considerazione di grande interesse per i lavoratori.
In questi ultimi tempi in relazione al calo produttivo_alla sezione Lambretta vengono fatti continui e non pochi spostamenti di lavoratori in altri settori della produzione aziendale senza che essi subiscano nessun declassamento, mantenendo cioè inalterata la loro qualifica professionale.
Basta riflettere all'enorme danno- che subirebbero i lavoratori che spostati venissero anche declassati per capire il significato economico, oltre che politico sindacale, che ha avuto la lotta di due anni or sono e per smentire clamorosamente certi indipendenti che dipendono dal padrone.
Il sindacato, come scaturisce dalla realtà dei fatti ha ben orientato e guidato i lavoratori nella lotta in difesa della loro qualifica professionale ed ha fatto ottenere dei risultati positivi che alla luce degli avvenimenti d'oggi risaltano ancor di più.
IL TEMPO
HA DATO RAGIONE AL SINDACATO
Tutti ricordano come all'indomani della grande battaglia del giugno-luglio 1965, contro i declassamenti in caso di cambiamento di reparto,, per il mantenimento delle condizioni di miglior" favore sugli scatti biennali e per l'adeguamento del premio di produzione, certi falsi profeti che firmavano i loro libelli con lo pseudonimo « lavoratori indipendenti ». abbiano dato fiato alle loro trombe per dire la solita asinata.
Questi luminari del crumiraggio e del servilismo padronale chiedevano ai lavoratori « se il gioco era valso la candela » cioè se la dura lotta che era stata fatta sarebbe stata ripagata dai modesti risultati, secondo la loro opinione, ottenuti.
Noi rispondemmo immediatamente a quei signori precisando il nostro pensiero in proposito, dicendo che vi era stata una dura lotta che era costata certo qualche sacrificio economico ai lavara -tori
E' necessario che i lavoratori riflettano su queste cose, diano sempre più larga fiducia al sindacato, lo rinforzino con un'adesione plebiscitaria che dimostri la maturità politico sindacale raggiunta, non diano retta a certi cattivi consiglieri al servizio del padrone, si scrollino da dosso certi atteggiamenti preconcetti di paura e di oscurantismo dando fiducia al sindacato rafforzandolo economicamente con la loro adesione economica e partecipino alla vita sindacale per creare così le premesse di un nuovo rapporto tra sindacati e classe imprenditoriale che penda sempre dalla parte dei lavoratori.
L'iscrizione al sindacato è un dover' di tutti i lavoratori in difesa dei propri interessi e della propria dignità di uomo nella società moderna.
dalla prima( fare i conti, fermo restando l'impegno di operare con volontà e pazienza per ricostituire una nuova unità.
Per intanto siccome le tre organizzazioni sindacale non sono uguali, non hanno una stessa posizione su molte questioni, il metro di misura resta per i lavoratori la politica che essi conducono, ed è su questi elementi di valutazione che ognuno deve fondare la sua scelta.
Ciò che deve essere fuori discussione è che comunque la scelta deve essere fatta. Il qualunquismo, la tesi che tutti i sindacati sono uguali, e quindi non si può scegliere, o quella del non iscriversi perchè vi sono tre sindacati sono tutte ugualmente opportunistiche scuse che noi rifiutiamo.
Innanzi tutto vogliamo sottolineare che i Sindacati sono e saranno come gli stessi lavoratori sapranno forgiarli e soprattutto va detto che l'unità si potrà raggiungere tanto prima e meglio, quanto più i lavoratori saranno parte integrante del Sindacato.
Ecco perchè noi diciamo che l'adesione al Sindacato deve essere fuori discussione. Il primo dovere è quello di iscriversi per contare, per non essere un numero al servizio del padrone, per essere in grado di tutelare i propri interessi. Conseguentemente noi chiediamo ai lavoratori di iscriversi alla FIOM, il Sindacato che vuole l'unità, che è l'organizzazione di classe dei lavoratori. Il Sindacato che è sorto per primo, quando i lavoratori lo hanno voluto.
Lo sfruttamento
è aumentato il cottimo nò
Nell'ultimo incontro svoltosi all'Assalombarda per discutere in merito alle richieste avanzate unitariamente dai Sindacati, la Direzione, nel respingere tutte le rivendicazioni presentate ha preteso di argomentare la propria contestazione a proposito delle richieste sul cottimo a f f e r m a n d o che il guadagno di cottimo è in costante aumento e che dal 62 ad oggi esso è aumentato all'incirca del 40% raggiungendo punte del 60% di aumento.
A parte il fatto che la nostra rivendicazione in ordine al Cottimo investiva non tanto e soltanto la dinamica economica ma soprattutto il sistema in quanto tali,: ritmi di lavoro sempre più intensi, il problema dei cambi e delle pause alle linee ecc.; ritenianlo comunque necessario a nostra volta contestare quanto asserito dalla Direzione pubblicando dati che sono in proposito illuminanti. I lavoratori peraltro potrebbero benissimo anche senza dati e casistiche giudicare se le affermazioni fatte dalla Direzione in sede di Assalombarda corrispondono alla realtà e comunque per facilitare una valutazione e perchè ognuno intenda e intuire le debite conseguenze ecco di seguito l'andamento della media generale di cottimo di undici anni, prendendo come raffronto lo stesso mese per ogni anno.
Precisiamo subito che potrebbero anche fare la
media complessiva anno per anno e i dati non cambierebbero nelle loro proporzioni.
Mese
Tale dato non è definitivo.
Siccome alla media generale sono agganciati, seppure con percentuali diverse, la grande maggioranza dei lavoratori, appare dunque evidente che non solo non si è registrato quell'aumento che si sostiene vi è stato, ma anzi la tendenza è inversa, mentre nel contempo i ritmi di lavoro e lo sfruttamento è indubbiamente fortemente aumentato nello stesso periodo.
A questo punto possiamo soltanto dichiararci « &accordo che la Direzione dia corso alla determinazione di quegli aumenti che assicura avrebbero già dovuto essersi verificati ».
Un analogo discorso potremmo ripetere per quanto concerne le indennità di nocività le quali, stante le affermazioni della Direzione sarebbero anch'esse aumentate in modo consistente negli ultimi anni. Da quanto di consta alle linee percepiscono 11 lire orarie e i fuori linea 4 lire orarie; i saldatori invece 6 lire orarie; e lo stampaggio a caldo 11 lire ora per limitarsi ad alcuni esempi. Ancora; se non sbagliamo, tali valori sono cristallizzati da parecchi anni, mentre poi un numero non indifferente di lavoratori non percepisce alcuna indennità. Ora, ci vien da chiederci: se questi sono i valori dopo i consistenti aumenti di cui ci informava la Direzione, cosa mai percepivano prima?
Evidentemente si tratta di valori ben lontani calle esigenze e dalle condizioni di lavoro e di vita attuale.
Si traggano dunque le necessarie conseguenze per quanto ottiene l'esigenza o meno di una decisa azione rivendicativa che noi propugnami, )1g tuct ; nostri miglior; CtlAuri
Sabato 30 dicembre 1967
GIORNATA DI INIZIATIVA GIOVANILE Salone degli Affreschi dell'Umanitaria via Daverio, 7 (pal. Giustizia) Milano.
Programma:
Ore 9 Riunione C. D.
Ore 12,39 Pranzo
Ore 15 Spettacolo ricreativo