Per respingere l'attacco padronale ai salari e risolvere i problemi SCIOPERO
Alla vigilia delle ferie la Direzione della Innocenti, dopo aver unilateralmente deciso un'ennesima sospensione del lavoro con il conseguente taglio ai magri salari dei lavoratori, da noi denunciato con forza; ha voluto portare un nuovo più grosso colpo alle retribuzioni decidendo autoritariamente ed in violazione aperta del Contratto di Lavoro, di aumenta re il prezzo della mensa. La mensa infatti è da considerarsi parte integrante del salario.
La risposta dei lavoratori è stata immediata e compatta e sarebbe stata daltronde ben grave se non vi fosse stata.
L'inizio delle ferie ha ovviamente imposto una pausa, determinando il rinvio della questione. Ora, con la ripresa dell'attività il problema, anzi, i problemi, si ripropongono interamente e in tutta la loro gravità e urgenza. Non vogliamo infatti credere che qualcuno possa pensare che tutto si è esaurito con l'esplosione di protesta anche perché, lo ripetiamo, i problemi sono ancora lì, come
prima delle ferie.
Non possiamo non rilevare a questo punto che la decisione della Direzione di aumentare il prezzo della mensa cori un recupero netto di oltre 13 milioni al mese, (considerando una media di 26 giorni - 150 milioni all'anno) a spese dei lavoratori i quali vedono così ridurre i loro salari di circa il 4%; viene purtroppo a confermare clamorosamente l'analisi e la giustezza delle nostre indicazioni e delle nostre proposte. Diciamo « purtroppo » perché ancora una volta l'iniziativa, la mossa di attacco è stata del padrone.
A più riprese abbiamo sottolineato e indicato nel corso di questi mesi (si vedano tutti i nostri precedenti bollettini) la necessità di una immediata e unitaria iniziativa sindacale, per una dinamica applicazione del contratto. per affrontare, contrattare e risolvere i diversi problemi aperti in azienda. In tal senso, alla luce della continua in ultima pag.
PIU SFRUT.. TAMENTO E MENO DIRITTI
Un'operaio del settore auto aveva chiesto un'ora, si noti un'ora sola, di permesso, dalle 17 alle 18 del pomeriggio per uscire a ricevere il proprio figlio che rientrava dal primo turno della colonia marina.
Il capo reparto negava tale permesso e per forza maggiore quindi l'operaio in questione al suono della sirena delle ore 17 usciva dal reparto ed andava ad incontrare il proprio bambino.
Dietro segnalazione di quanto accaduto da parte del capo alla Direzione, la stessa, riteneva opportuno di dover punire l'operaio in questione con una giornata di sospensione dal lavoro.
Dalla cronaca del fatto appare evidente la poca considerazione con la quale vengono tenute le esigenze dei lavoratori.
continua in seconda pag,
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TACCHINE UTENSILI AUTONIOBILI MOTORSC 003 ERS
INNOCENTI
Bollettino interno della Sezione Sindacale Aziendale -INNOCENTI Settembre 1967
Salario annuo garantito
La decisione unilaterale della Direzione di ridurre a 44 ore settimanali l'orario di lavoro nel settore auto all'indomani del rien-
dalla prima pag.
Un genitore chiede un'ora di permesso per poter riabbracciare il proprio figliolo dopo un mese, per non lasciarlo solo ad attendere ulteriormente l'arrivo del suo papà ed il capo gli nega questo diritto; sì un diritto perché noi riteniamo che sia un diritto di ogni cittadino oltre che di ogni lavoratore chiedere un permesso per una ragione qualsiasi ed in questo caso specifico la ragione ci sembra più che valida.
Ma c'è di più la Direzione, dimostrando ancora una volta di voler riaffermare la propria volontà di potere su tutto e su tutti, in ogni caso sia singolo che collettivo, punisce pesantemente il lavoratore con un'intera giornata dì sospensione dal lavoro quindi dalla retribuzione.
A nulla è valso l'intervento della Commissione Interna per vedere di trovare una soluzione diversa da quella presa dalla Direzione.
Punizione severa che, se da una parte ha voluto dimostrare che la Direzione detiene i pieni poteri all'interno della azienda, dall'alira denuncia la scarsa sensibilità dei problemi umani che la Direzione stessa ha nei confronti del!e proprie maestranze.
Per fortuna che a suo tempo furono tenute delle lezioni sulle relazioni umane in modo che i superiori sapessero sempre meglio comportarsi, comprendere, considerare e quindi andare incontro alle esigenze dei propri subalterni.
Il capo ha fatto la sua segnalazione, ma è stata la Direzione che ha preso il provvedimento trascurando ogni considerazione di valore umano e punta solamente sulla disponibilità del lavoratore agli effetti della sola produ7ione. Anche questo fatto conferma che una sola è la strada da imboccare per i lavoratori se vogliono affermare i propri diritti: quella della lotta.
tro dalle ferie, ripropone con maggiore forza il problema del salario annuo garantito che noi più volte abbiamo trattato attraverso le pagine di questo nostro bollettino.
A costo d'essere noiosi ritorniamo su questo argomento per l'ennesima volta per vedere di fare ogni sforzo possibile affinché si ponga fine a questo stato anormale di cose.
Il problema è di vitale interesse e deve richiamare l'attenzione delle maestranze di tutti i settori di produzione.
In questi ultimi anni, ad ogni accenno di mancanza dì lavoro, la Direzione ha deciso unilateralmente (rigettando ogni proposta di discussione preventiva avanzata da parte della C.I.) di sospendere il lavoro per una o più settimane, di fare i ponti, di prolungare il periodo delle ferie, di ridurre il lavoro a 44, 40, 24 ore alla settimana per periodi più o meno lunghi.
Attraverso questa altalena di sospensioni e di alti e bassi d'orario sono ormai passati tutti i lavoratori dei vari settori ed ecco per-
Dal 1963 a oggi, partendo prima dal settore auto e via vía a quello della lambretta fino al meccanico, alternandosi prima uno e poi gli altri o tutti insieme, possiamo affermare senza tema di smentita, che i lavoratori della Innocenti non hanno più fatto un'anno intero ad orario normale di lavoro si noti orario normale, non si rivendicano straordinari o altro e per orario normale si intende 45 ore e mezzo alla settimana pagate 48.
ché tutti indistintamente dobbiamo affrontare uniti questo problema.
E questo perché?
Perché il padrone non è costretto a garantirci il salario pari a 48 ore settimanali, se ciò fosse sarebbe premura del datore di lavoro farsì che non manchi mai il lavoro alle maestranze.
E alla Innocenti non si può dire che il lavoro manca.
Se si pensa alla enorme quantità di lavoro che viene fatto fare fuori dalla azienda in altri stabilimenti, far rientrare tutto quel lavoro significherebbe non far più la riduzione d'orario. Si pensi però soprattutto al sistematico aumento dei ritmi di lavoro e al fatto che con meno ore oggi si produce quanto è più di ieri. La scelta del padrone è un'altra e chi ne subisce le conseguenze sono le maestranze che sono costrette a fare l'orario ridotto.
Andare avanti di questo passo senza un minimo di garanzia è cosa che preoccupa molti lavoratori che non vedono per il futuro una garanzia per il loro lavoro. Spesso si sente nei loro discorsi una nota di pessimismo, non a caso molti di loro si dimettono e vanno in cerca di occupazione in altre aziende.
E' significativo il fatto che nel 1964 la forza totale si aggirava intorno alle 7 mila unità e che oggi siamo scesi a circa 5.700 circa, ciò significa che ben 1.300 perso-
ne hanno lasciato la Innocenti in questi ultimi tre anni e molti di questi lo hanno fatto proprio perché non avevano garantito l'orario di lavoro. Dalla nostra diagnosi, sia pure superficiale, appare evidente come non si possa stare ancora passivamente ad aspettare, è necessario quindi che i lavoratori si mobilitino fino ad arrivare alla lotta se sarà necessaria al fine di difendere il nostro salario oggi e per un migliore avvenire domani.
Diciamo per un migliore domani perché molti oggi non danno tanta importanza ai danni derivanti dalle sospensioni, dai ponti dalle riduzioni d'orario ma, lo diciamo con rammarico ma è la realtà, tutte queste ore in meno lavorate corrispondono ad altrettanti valori in meno sui contributi assistenziali, pensione compresa, cosicché alla fine dei nostri giorni di lavoro ci ritroveremo con una pensione di valore inferiore di chi ha lavorato senza interruzione alcuna.
TORNANO DI MODA I REPARTI DI ELIMINAZIONE?
Si stanno facendo, in questi ultimi tempi, molti spostamenti da un reparto all'altro o addirittura da un settore all'altro della fabbrica.
Questi sono motivati dal fatto che alla lambretta c'è poco lavoro ed è necessario spostare dei lavoratori nei posti dove c'è lavoro.
Si è provveduto, tra l'altro, a sostituire diversi lavoratori delle cooperative addetti ai trasporti con operai della Innocenti.
Fin quì nulla da eccepire è più che logico che si tenda a sistemare nel migliore dei modi i lavoratori in esuberanza dal settore lambretta. Quello che invece teniamo a segnalare, affinché si cerchi di non continuare in quella direzione, è il fatto che si tendono a spostare di posto dei la-
voratori ammalati, invalidi, che hanno delle insufficenze fisiche che non gli permettono di svolgere le nuove mansioni affidategli.
Non è possibile mandare al reparto trasporti, dove c'è da scaricare e caricare in continuazione del materiale dei lavoratori che hanno avuto degli infarti, o subito interventi chirurgici di una certa gravità restando fisiologicamente menomati.
Non è altrettanto logico poi che tanti capetti o funzionari della Direzione dicano in maniera molto chiara, anche se non lo dichiarano apertamente, o si va in quel posto oppure c'è il licenziamento ben che vada si possono rassegnare le dimissioni. Questo non ci pare corretto e lo denunciamo affinché si ponga fine a questo stato di cose che non tende certo a
SCRIVETECI \, presso la SEZIONE SINDA
CA LE AZIENDALE ;
F. I. 0. M.
Via Saccardo 39
MILANO
migliorare i rapporti tra Direzione e lavoratori.
Certo che, il far cessare tale metodo di discriminatori e che colpisce soprattutto i lavoratori malati, quelli oltretutto che hanno consumato la loro salute in fabbrica, dipende in buona parte da noi tutti se sapremo ritrovare la nostra unità.
Il padrone fa la sua politica e cura i suoi interessi. Siamo noi che per qualunquismo ed individualismo dispettiamo ma le spese come si vede le paghiamo poi tutte prima o poi.
(da
Cosa vogliono dire con a profitti in eccesso ai. $ profitti non sono Arial eccessivi!
National Guardien - USA)
dalla prima pag. specifica situazione esistente alla Innocenti, di fronte al costante aumento dello sfruttamento, all'insulficente trattamento economico e più ancora alle sistematiche riduzioni dell'orario e alle sospensioni, abbiamo predisposto e proposto una precisa piattaforma rivendicativa aziendale. Avevamo anche previsto che ìn assenza di una nostra iniziativa sindacale non solo non saremmo andati avanti, ma peggio avremmo consentito al padronato di annullare le stesse conquiste contrattuali. Non ci siamo dunque sbagliati ne abbiamo « inventato » come qualcuno a scritto la piattaforma rivendicativa.
A questo punto non si giustifica più in nessun modo la passivita.
Non solo è necessario riprendere e proseguire subito l'azione contro l'aumento del costo della mensa; nen solo è necessario superare ogni incertezza polemica e rivendicare unitariamente la soluzione dei problemi aperti che, lo rammentiamo, sono quelli della regolamentazione deo orario di lavoro; di una revisione del sistema di cottimo, delle pause, dei cambi e dell'indennità di linea, dell'indennità per lavori nocivi e disagiati; della contrattazione delle qualifiche; del premio di Produzione; del trattamento per gli studenti serali ecc.; ma più an cora, di fronte al grave attacco al salari dei lavoratori, alla decurtazione delle retribuzioni attuali dalla Direzione in evidente violazione del contratto che si accompagna
ad un notevole aumento del rendimento senza che a ciò corrisponda un più alto guadagno, e di fronte all'aumento del costo della vita che ha fortemente ridotto la capacità d'acquisto e quindi il salario reale dei lavoratori, riteniamo sia pienamente giustificato avanzare la rivendicazione di un'aumento delle paghe di 40 lire all'ora per tutti. La richiesta che noi proponiamo di porre non è affatto demagogica e lo sviluppo della lotta con alla base l'insieme delle rivendicazioni è l'unica strada da battere per respingere l'attacco padronale, per non andare indietro. Per questi obiettivi dunque, per la conquista di migliori condizioni si apra subito la vertenza dando corso alla lotta.
to spiegarcelo, anche se hanno detto che i lavoratori hanno apprezzato i miglioramenti sostanziali apportati al pasto.
Tale atteggiamento si spiega da solo e non è il caso di spendere altre parole. Ci preme invece sottolineare una affermazione quantornai illuminante del rappresentante della Direzione e cioè: che nel prendere il provvedimento, con il quale la Direzione, lo ribadiamo, ha riassorbito quasi integralmente l'aumento salariale stabilito dal contratto, la Direzione aveva messo in conto uno sciopero di protesta dandolo per scontato e, siccome questo è stato fatto, adesso sono tranquilli e ritengono che tutto sia esaurito così come è.
Ecco... Questi sono i lavoratori che io preferisco!
MENSA
Si potrebbe esaurire in poche parole, anzi con una battuta, l'informazione sull'incontro avutosi tra Sindacati, C.I. e la Direzione all'Assolombarda mercoledì 6, in merito all'aumento del costo della mensa.
Il provvedimento in questione, ci è stato detto è irrevocabile. Siccome gruppi di lavoratori hanno chiesto di migliorare la mensa, hanno affermato, la Direzione l'ha migliorata aumentandone il
prezzo; e i lavoratori avrebbero dovuto ringraziare la Direzione.
Da ciò hanno poi fatto discendere, con una quantomeno strana argomentazione la tesi che non esiste neppure la violazione del Contratto in quanto il fatto che si sia chiesto di migliorare la mensa e la Direzione lo ha fatto; l'aumento della mensa era da considerarsi un'implicito accordo avvenuto tra le parti; con quale parte naturalmente non hanno sapu-
Ci pare ovvio precisare che stando così le cose la peggior cosa, è il più grosso favore che potremmo fare alla Direzione sarebbe proprio quello di confermare nei patti i loro calcoli.
Riteniamo perciò che, dato il significato che assume l'aumento della mensa, come recupero cioè dell'aumento salariale, si rende urgente e indispensabile superare la fase protestataria contro il provvedimento e sviluppare una più incisiva azione per ristabilire un più giusto equilibrio retributivo. Tinto più giustificato in presenza di un aumento ulteriore dello sfruttamento che si concretizza con il tatto che alla lambretta con meno ore e meno operai si produce lo stesso numero di lambrette; alle linee macchine dove è aumentato il ritmo.