Facciamo ritrovare ai padroni la strada della ragione e dell'accordo contrattuale
Uno dei tanti nò della confindustria ai Sindacati è quello relativo alla consultazione e alla contrattazione preventiva in presenza di trasformazioni tecnologiche o a misure che dovessero comportare licenziamenti o riduzioni dell'orario di lavoro.
L'accostamento con questo tipo di rivendicazione presentata dai sindacati con quanto si verifica ormai sistematicamente alla Innocenti non è fuori luogo perlomeno sul piano di principio.
La Direzione della Innocenti infatti, procede sistematicamente, quando più gli accomoda, infischiandosene delle condizioni dei lavoratori e per decisione unilaterale, nella riduzione dell'orario di lavoro con la conseguente decurtazione dei salari.
Ancora una volta proprio in questi giorni ha posto i lavoratori di fronte al fatto compiuto. Il senso di tale metodo è ormai abbastanza evidente: spingere al massimo il ritmo produttivo anche con straordinari per poi ridurre in determinati mesi l'orario conservando un ritmo produttivo ed una produzione proporzionalmente più alta.
E' un giro vizioso che si ripete.
In altre occasioni abbiamo riaffermato la nostra posizione. Si tratta di porre termine a queste prassi, e imporre una contrattazione preventiva alle riduzioni di orario affinché da un lato venga comunque garantito il salario e dall'altro perché in ogni caso le
riduzioni' non rappresentino un momento di aumento dello sfruttamento.
A questo fine la battaglia per il contratto si ricollega perciò all'obbiettivo di far cambiare all'Innocenti tale stato di cose, per salvaguardare il salario dei lavoratori e le loro condizioni di lavoro.
INNOCENTI 11 AI Ah 41__..ed111111ehem_ AUTOMOBILI "MOTORSCOOTERS TACCHINE UTENSILI Bollettino interno della Sezione Sindacale Aziendale -INNOCENTI 2 •1.1• 96(2
duieJ
egk 2,7-9
i MILANO — Picchetto davanti all'Innocenti.
AVANTI UNITI
UN PACCO CHE NON ARRIVA
E' usanza da parte della Soc. Innocenti regalare, alla nascita di un figlio, un pacco contenente dei pannolini ed una copertina di lana.
La cosa è di per sè una simpatica b lodevole iniziativa che tra l'altro va incontro agli immediati bisogni che comporta la nascita di un bambino.
Si dà il caso però, che per una serie di disguidi, si debba sempre attendere diverso tempo per ricevere questo omaggio della Società Innocenti.
In questi ultimi tempi poi le consegne stanno andando per le lunghe che vi sono dei lavoratori che attendono da tre o quattro mesi circa che gli venga consegnato quanto sopra detto.
La cosa a noi è stata segnalata, oltre che con due lettere rivolte al giornale, anche dai membri di C.I. ai quali si rivolgono gli operai interessati.
Invitiamo quindi pubblicamente, la C.I. ha già sollecitato da parte
sua le consegne, gli organi Direzionali competenti affinchè provveda. no a sollecitare le consegne di questo omaggio che la Società fa ai nascituri in caso contrario, andando così le cose, in un qualsiasi Centro Addestramento Reclute CAR un giorno sentiremo il sergente di turno che dopo aver dato l'attenti chiama una recluta, figlio di un nostro dipendente, e gli consegna i pannolini e la copertina.
E' vero, a cavai donato non si guarda in bocca, ma non ci sembra di pretendere troppo quando chiediamo che ci venga data ogni cosa a suo tempo.
ELIUTI RINO
E' morto a Catania, dove era stato trasferito da alcuni mesi alla filiale Innocenti di quella città il compagno ELIUTI RINO attivista della F.I.O.M.
La stia morte improvvisa e della quale non si conoscono ancora le cause precise ci addolora profondamente.
Aveva solo ventisei anni, era molto giovane ma nel contempo era molto attaccato al suo sindacato per il quale aveva fatto molti sacrifici.
Appena assunto alla Innocenti lavorava alle linee di montaggio al reparto auto e fin d'allora fu tra i primi a scioperare quando venivano proclamate delle agitazioni sia di carattere nazionale che aziendale.
Fu trasferito dall'auto al reparto collaudo della Lambretta ed anche lì il suo spirito di combattente non "si fiaccò, fu d'esempio a tutti i suoi compagni di lavoro durante tutta la lotta dello scorso anno per il premio di produzione, sempre tra i primi, sempre tra i più combattivi. In ogni occasione.
A dicembre dello scorso anno la Direzione della Innocenti gli comunicò la sua decisione di trasferirlo 'alla filiale di Catania, il carattere coercitivo e di rappresaglia del provvedimento era troppo evidente. Dopo un breve tirocinio nei vari reparti, per acquisire una sempre più completa conoscenza dei mezzi che avrebbe dovuto riparare, nel mese di Marzo partì con altri attivisti della F.I.O.M. che erano stati nel frattempo trasferiti.
Leggendo tra le righe delle lettere che ci mandava da Catania e nei brevi incontri avuti in occasione della sua venuta a Milano come per il periodo delle ferie abbiamo potuto constatare che il suo spirito di lotta e di classe non si era affatto affievolito. E' dalle sue chiare -esposizioni dei fatti reali che abbiamo appreso alcune deficienze che esistono nei confronti dei lavoratori della innocenti nelle varie filiali che sono sparse in tutta l'Italia, e ciò è appunto a riprova del suo costante impegno.
Il movimento operaio ha perso con lui un giovane che molto ha fatto e che sicuramente, se la morte non lo avesse colto in così giovane età, avrebbe fatto molta strada tra le file del movimento operaio.
Dal compagno ELIUTI traggano dunque esempio di dignità, di fierezza oltre che di coerenza e di impegno sociale e ideale i giovani lavoratori della Innocenti.
Ncil inchiniamo le nostre bandiere e rinnoviamo nel suo ricordo il nostro impegno d'azione per il progresso dei lavoratori e per fare più forte il sindacato.
Questo, crediamo, è il modo migliore per ricordare e rendere onore al nostro compagno RINO che per tener ben alta la bandiera del nostro sindacato è morto lontano dai suoi cari.
PWRifè ~Ort
Amico mio, ho te bufera a casa. Mia moglie ha sentito dalla TV che guadagno 120.000 lire al mese e vuol sapere dove vanno a finire le altre 40.000!
i.
— Ma chi sono?
— E' la delegazione padronale che si reca alla trattativa per il finnovo del nostro contratto.
FIAMLI al servizio di chi ??
Quest'anno i lavoratori inviati alle cure termali fangoterapiche, a seguito delle nuove disposizioni emanate dagli istituti assicurativi, hanno usufruito di un ciclo di cure di 15 fanghi e non di 12 come gli anni scorsi.
Come ci viene confermato, dagli interessati, il dover fare 15 fanghi comportava la rimanenza sul luogo di cura di 15 notti, vi era poi il viaggio di ritorno quindi i giorni totali di assenza dal lavoro per il ciclo completo di cure diventava di 16 giorni.
li FIAMLI ha pagato solo in ragione di 13 giorni lavorativi cioé 15 meno due domeniche e non 16 meno due domeniche.
Vi è stato quindi, da parte dei lavoratori interessati, una serie di reclami e presso la C.I. e presso i consiglieri del FIAMLI per il pagamento della giornata mancante.
Purtroppo, e dobbiamo dirlo con sincero rincrescimento, in sede di consiglio d'Amministrazione del FIAMLI non si è addivenuti ad una soluzione positiva per i lavoratori.
Contro la richiesta dei lavoratori, sostenuta dai consiglieri BOZZA e SALVI della FIOM si sono schierati i rappresentanti della Direzione assieme a quelli dei lavoratori operai ed impiegati.
Sinceramente non riusciamo a capire il perché di tale presa di posizione.
I bilanci, sia operai che impiegati, sono largamente in attivo quindi il rimborsare tutte le aiornate effettive di cura non avrebbe comportato un'onere tale che facesse fallire tale istituzione, d'altro canto i lavoratori hanno perso una giornata e quindi è giusto che gli venga rimborsata anche perché nel passato si è sempre rimborsato tutto il periodo della cura.
Inspiegabile poi è l'atteggiamento del presidente (che è un'operaio) che, chiudendo gli occhi d3vanti ai documenti inoppugnabili sostiene a spada trata questa posizione di diniego dei diritti dei lavoratori.
E' necessario che i lavoratori tutti sappiano queste cose, dibattano tra loro questi problemi e sollecitino, ognuno i rappresentanti che hanno votato in seno al consiglio d'amministrazione a voler prendere posizioni più adeguate alle esigenze dei lavoratori stessi allo scopo di rendere questo ente, nato per andare incontro ai lavoratori e ai loro bisogni qualcosa di veramente efficente e democratico sotto ogni aspetto e non uno strumento in mano alla Direzione che se ne serve a sua escusiva discrezione.
IL PONTE
Smentendo clamorosamente le assicurazioni, sia pure verbali, che il Dott. SCOTTI aveva fatte a fine settembre alla Commissione Interna che la riduzione a 40 ore lavorative era per garantire che nessun'altra ulteriore riduzione colpisse il salario dei lavoratori, ancora una volta ci siamo trovati di fronte alla decisione unilaterale della Direzione di mettere in cassa d'integrazione a zero ore i lavoratori del settore Lambretta.
Decisione questa che annulla ogni precedente impegno e che fa ritornare nei lavoratori della Innocenti la paura di ulteriori e pesanti riduzioni d'orario di lavoro alle soglie della stagione invernale.
Decisione che soprattutto vuole dimostrare una volta che solo la Decisione che soprattutto vuole no che decide in bene ed in male su tutti infatti dopo che la notizia era stata diffusa dai vari capi reparto e dai vari servitorelli sparsi in ogni dove la C.I. veniva informata di quanto era stato deciso.
Non si può nascondere che in mezzo ai lavoratori serpeggia un certo malcontento per questo provvedimento che tra l'altro va a danno solo di una certa parte di lavoratori, precisamente quelli costretti a rimanere a casa perchè, come
La direzione e gli operai devono cooperare... « Noi diamo gli ordini • voi dovete ubbidire) I da Mine Mill Her d •ei
sempre, sul comunicato della Direzione appare la frase « salvo i lavoratori espressamente comandati » e parte di operai, che sono poi sempre i soliti, presta servizio regplarmente. Se si analizza a fondo I cosa non si può che concludere che chi fa le spese più pesanti delle varie riduzioni sono i lavoratori delle linee di montaggio e qualche gruppo isolato di operai dei vari reparti.
Ci si trova evidentemente di fronte alla solita manovra padronale che fa lavorare i settori che a Lui interessano, in questo caso l'auto e il meccanico osservano l'orario in atto, e si fa il « PONTE » al settore nel quale meno necessita la produzione.
Gli scorsi anni era l'auto a fare i «ponti ■ le riduzioni e le ferie più a lungo di tutti perchè allora quel settore era in crisi.
Appare quindi chiaro come operi la Direzione e quali siano le scelte a lei più convenienti a seconda delle necessità del mercato.
E' evidente che questo stato di cose crea una certa incomprensione tra i lavoratori che a volte si accusano l'un l'altro.
Facciamo attenzione a non commettere l'errore di accusarci vicendevolmente tra lavoratori senza andare a ricercare la causa effettiva di questo fenomeno d'altalena di orario di lavoro che è invece voluto e manovrato e a suo esclusivo interesse da parte della direzione.
Chiariamo inoltre che non è stato chesto alla C. I il ponte per gii operai di Lambrate, come qualcuno va dicendo in giro, per favorire questo settore ma lo sospensione del lavoro è stata ancora una volta decisa unilateralmente dalla Direzione.
La mattina di giovedì 20 ottobre aila sezione meccanica del G 3" 1" capannone i turnisti del primo turno hanno manifestato contro il continuo carosello che le guardie fanno ín mezzo ai reparti di produzione.
Dopo aver clamorosamente vociato all'indirizzo delle guardie e di un Lapoturno, che sentite le grida all'interno del capannone era andato ad accertarsi di quanto fosse accacl , ito, gli operai riprendevano il loro lavoro.
Le guardie si ritiravano fuori dal capannone e tutto ritornava alla norinalita senonchè con molta intempestivita, dimostrando uno scarso senso di valutazione del momento. clic non era certo il più propizio per andare a fare un'inchiesta sull'accaduto, il Sig. DEANA, responsabile dell'ufficio vigilanza, si recava sul posto dove veniva accolto da una serie di fischi e d'improperi che lo costringevano ad abbandonare in fretta il capannone.
Non vogliamo insegnare niente a nessuno, ma andare ad indagare su chi avesse più o meno fischiato all'indirizzo delle guardie in un momento come quello, quando lo stato d ,7‘ :nazione dei lavoratori ha raggítiato n 'nassimo livello (la prova di t. dal loro comportamento. nonostante che al G. 3- la manodopera sia altamente qualificata, mallo educata, corretta e rispettosa ;lei confronti di tutti, è ugualmoate esplosa in una manifestazione ,'; viva protesta) è un gesto lampa , i7,a dell irresponsabilità, dell'incoscenza, dello scarso senso della realtà delle cose di questo mondo che solo uno sprovveduto avrebbe potuto compiere peggiorando sensib'mente lo stato delle cose che già era anormale senza arrivare a capo di nulla di concreto e di positivo.
Dopo l'esposizione dei fatti corre l obbligo riconfermare, per l'ennesima volta, quanto già detto in altre uc'-asioni sui rapporti tra servizio di vigilanza e lavoratori. servizio vigilanza e per esso le coardie deve esistere allo scopo di salvaguardare i beni patrimoniali della Soc. Innocenti, fare il servizio di vigilanza intorno agli stabili-
menti, per assicurarsi che nessuno, sia operaio, o dirigente, della società o delle imprese appaltatrici, sia fornitore o cliente, si appropri indebitamente di quanto è di proprietà della ditta Innocenti e su questo tipo di servizio nulla da eccepire sulla funzione dei guardiani.
Quello di cui invece non riusciamo a capacitarci è del perchè le guardie debbano girare tra le macchine nei vari settori, sulle linee di montaggio per accertare se questo o quell'operaio sia più o meno produttivo, se stia più o meno lavorando, se stia più o meno producendo intensamente, questo proprio non siamo riusciti ancora a capirlo.
In caso contrario, ci rispondano pure gli interessati, viene da domandarsi cosa facciano un'esercito di dirigenti, di capi sezione di capi squadra se poi è una semplice guardia che dichiara che il tale lavoratore è inoperoso » e quindi deve essere punito.
Ognuno deve fare il suo compito specifico le guardie a curare i beni dell'azienda, i capi a tutti i livelli a curare la produttività dei lavoratori in tutti i settori altrimenti, Io ripetiamo per l'ennesima volta, i capi diventano degli esseri senza autorità , senza personalità propria, senza capacità di valutazione dei propri lavoratori succubi dei rapporti delle guardie.
Se poi si pensa che vengono tacciati d'inoperosità anche lavoratori impegnati a cottimo per i quali la valutazione del lavoro è stabilita anticipatamente da un tempo emes-
so dall'apposito ufficio analisi e tempi, e quindi se lavorano guadagnano altrimenti vanno a casa senza soldi e per di più vengono chiamati a rispondere del perchè del toro mancato guadagno, si taccia d'inoperosità dei lavoratori delle linee che sono costretti giocoforza ad eseguire un determinato lavoro stabilito dal ciclo di produzione e dal ritmo della catena che non si arresta mai, si ha la valutazione esatta di come venga usato a sproposito detto aggettivo.
Non ci dilunghiamo più a lungo su questo problema per il quale più volte in passato abbiamo già scritto ma riteniamo ancora una volta doveroso richiamare l'attenzione dei vari capi responsabili le sezioni di voler intervenire, e non nascondersi dietro una facile posizione di comodo, nel loro stesso interesse per acquisire maggiore personalità tra i lavoratori a far cessare questo stato di cose affinchè siano loro a valutare l'operato dei loro dipendenti e non le guardie che tacciano d'inoperosità che potrebbe suonare come « furto » anche i lavoratori che stanno compiendo il loro lavoro. A meno che non si considera la fabbrica una sorta di campà di lavoro forzato con i kapò a vigilare.
Nove anni fa moriva Giuseppe Di Vittorio 'nem!
4;7'71 ei
ardie
'adri
Nove anni fa, il 3 novembre del 1957, moriva prematuramente Giuseppe Di Vittorio, segretario