Il lavoratore che lotta per .il contratto esercita, oltre alla azione sindacale, una azione che si oppone concretamente alla politica dei padroni e di questo governo, che li rappresenta molto bene.
Le scelte del padrone e del governo sono scelte di classe,con tro la classe operaia. La politica che va dalla posizione ne= gativa del governo in campo internazionale, in campo interno e sociale, senza nuove scelte economiche, senza le riforme,con tolleranza ed incorraggiamento per il movimento nero.
Contro questa politica la classe operaia lotta. Per lottare con coerenza e possibilità di successo si organizza nel suo Partito, nel Partito Comunista.
OPERAIO, IMPIEGATO, ADERISCI, FAI SEMPRE PIU' FORTE IL PARTITO COMUNISTA!
RAGGIUNTO IL 100% NEL TESSERAMENTO 1973
CON DECINE DI RECLUTATI AVANTI PER NUOVI TRAGUARDI!
/ -- non Pfil IIELLE iltalOtil-011 T DI L g- LOTTA M LAVORATORI paillg E 0E1 PEtitiONATI
Il Congresso di Sezione è il momento culminante di un periodo di attività e di applicazione della li nea politica scaturita dall'ultimo Congresso Nazionale, e un momento di verifica dei risultati politici e sociali che la nostra azione ha prodotto nel nostro Paese; è inol= tre il momento della scelta del pro gramma di lavoro politico-sociale che i comunisti intendono portare avanti.
Uno dei punti chiave della no= stra discussione,sarà incentrata su come e quali mezzi ed iniziative do vremo adottare per dare anche noi come Sezione di fabbrica un contri= buto per abbattere il governo An= dreotti-Mglagodi. Il governo che re= gala miliardi ai petrolieri, o che propone il fermo di polizia. Che è responsabile del vergognoso aumento del costo della vita, che raddoppia triplica gli stipendi agli alti burocrati dello Stato, che non esten de il beneficio della legge 336 agli ex combattenti dipendenti di aziende private; che non vuole trovare il co raggio politico di affrontare seria mente e portare a positiva soluzio= ne la vertenza, aperta ormai da an= ni, con le organizzazioni sindacali sulle riforme sociali rivendicate in tutto il Paese, per una più giusta
la classe operaia ne è l'artefice principale ed insostituibile.Par= ticolarmente responsabile della connivenza, della tolleranza e dell'inerzia che esiste negli ap= parati dello Stato nei confronti del canagliume fascista capeggia= to dal fucilatore di partigiani Aimirante e foraggiato dai di capitalisti e latifondisti del nostro Paese. Ma non scio del no= . stro Paese.
Noi discuteremo sulle condi=. zioni di vita dei lavoratori nel= la fabbrica. Tocca a noi e princizpalmente a noi, assieme alle altre forze democratiche (socialisti,cat= tolici di sinistra e quanti since= ramente si dicono alleati della classe operaia), assumere un ruolo dirigente nell'attività politica affinchè si creino quelle conditio ni atte a mutare il potere politi= co finora vigente nel nostro Paese. affinchè la classe operaia possa as sumere un ruolo dirigente nella di= rezione politica, perchè l'Italia ritrovi nel complesso quadro inter nazionale quel dignitoso posto di autonomia che le compete nei riguar di degli altri Stati e soprattutto nei confronti degli imperialisti mericani.
Questi ed altri temi saranno distribuzione delle ricchezze di cui dibattuti nel nostro Congresso con
Perche' andiamo a Congresso
franchezza, non solo fra noi comunisti se, con aumenti dei fitti, con la ma soprattutto con lavoratori,simpatiz zanti e quanti intendono dialogare con noi per ;.'obiettivo finale,la società socialista.
COME PICC1DE LIR "RIFORMA" DELLi CPR
Noi comunisti del T.I.B.B. ci siamo chiesti: Dov'è la riforma della casa? Come sta funzionando? Chi la de ve gestire?
Cercheremo con semplicità e chia razza di dare una risposta a queste domande.
La legge sulla casa è stata va= rata nel 1971; non è proprio come vo= levamo che fosse, infatti è stata svuotata di gran parte del suo conte= nuto. In ogni caso questa mini-rifor= ma dal '71 ad oggi è rimasta nel cas= setto del Ministro.
Intanto cosa sta succedendo nel= la nostra città? Il diritto alla casa è in questo momento attaccato non so= lo dalla grande immobiliare privata che viola il blocco degli affitti con azioni intimidatorie nei confronti de gli inquilini ma anche da parte del governo di centro-destra che ha emes= so un decreto peggiorativo sulla at= tuazione della legge della casa che colpisce i lavoratori.
Questo governo permette laspi= rale della violenza continua da parte delle immobiliari con aumenti di spe=
speculazione sulle aree e con un forte attacco agli Enti locali per una gestione democratica, ella P9F litica della casa.
Le immobiliari piccole e gran= di, stanno contrapponendo inquilini contro inquilini, portando avanti una tattica di ristrutturazione di interi quartieri.
I costi d'affitto sono in gran parte i seguenti: due locali più servizi,600 mila più le spese all'anno, e in al= cuni casi anche di più.
Per le case popolari il disOorso è lo stesso: stesso prezzo e stes se clausole.
L'alternativa che noi comunisti suggeriamo è la seguente: attua.71,o.= ne immediata della legge sulla Casa, attuazione effettiva del blocco dei fitti, più poteri agli Enti, locali per reperire aree a basso costo.
In tal modo la casa diverrà effettivamente un servizio sociale.
LE PRO5 PETTI V1: - DELL' fAiDUSTR 1.. --LETTROhECCGMCG
Da parecchi anni è aperto nella nostra fabbrica, nei Parti= ti operai, nel Sindaco e tra i lavoratori interessati un l'acceso dibat= tito su questo problema.
In questo tempo molte sono state le proposte, gli orientamen= ti emersi. Non sempre ciò ha avuto un seguito, non si è trasformato in prese di posizione raccolte dalla maggioranza dei lavoratori e soprattut to non si sono avute lotte coerenti tendenti a trasformare una situazio ne estremamente carente che potrebbe anche degenerare.
Tutti sanno quale flessioni hanno subito i livelli di occupa= zione nel nostro settore. Nella nostra fabbrica in pochi anni la mano d'opera è scesa di circa 600 unità. Se allarghiamo questo esame alle aziende similari, abbiamo la misura della gravità del fenomeno. Sul set= tare, che è di importanza determinante pesa tutt'ora l'ipoteca delle li= cenze, dei brevetti stranieri. Ancora oggi non si è realizzata una scel= ta seria sul problema della ricerca scientifica e tecnologica. Che dire poi dell'ENEL che. ha bloccato la esecuzione delle -centrali di Piombino e di Porto Tolde.
Ed è ridicolo dare la colpa ai comunisti che fanno presente i problemi ecologici e di inquinamento. Glí Enti locali esercitano una lo= ro legittima funzione.
Ciò che è decisamente negativo è la posizione assunta dal Mini= stro Ferri, il quale anzichè costringere l'ENEL a utilizzare, come si fa in tutti i paesi del MEC, un carburante a basso tasso di zolfo, propone il decreto legge che olga titi Comuni la facoltà di intervenire sulla mate= ria. Tutto ciò alla faccia della conclamata volontà di questo governo di difendere la natura.
Noi sappiamo che il Sindacato si è fatto carico del problema proponendo l'immediato sblocco delle centrali e l'utilizzo di carburan= te non inquinante, il diritto delle Regioni di stabilire la dislocazio= ne delle centrali.
Siamo fondamentalmente d'accordo con l azíone sindacale alla quale noi comunisti diamo il nostro contributo. Ci impegniamo affinchè nel Parlamento e in tutte le sedi democratiche si pervenga a decisioni per lo sviluppo dell'occupazione nel settore, per la difesa degli Enti locali, per la difesa del patrimonio naturale.
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LA STAMPA
A che cosa serve un giornale?
Io credo che la grande maggioranza della popola= zione italiana lo sappia, però devo dire, con mio gran= de rammarico, che in Italia c'è ancora chi non distin= gue il giornale padronale, che comprende tutta una se= rie di quotidiani borghesi, fascisti e al servizio di grossi industriali, che si nascondono sotto le sottane di mamma T.V. facendo tutta una propaganda particolare per offuscare le idee dei lavoratori e delle lavoratri= ci, da quello dei lavoratori, che fa l'interesse di tut ti noi italiani compresi quelli che sono stati costretti ad emigrare all'estero per guadagnare un pezzo di pane.
Purtroppo noi italiani abbiamo la sfortuna di ave= re una Repubblica fondata sul lavoro (con oltre due mi= lioni di emigrati) perché se l'Italia non fosse fonda= ta sul lavoro, forse all'estero c'eravamo tutti.
Ma d'altronde in Italia abbiamo la libertà di stam--Lpa, garantita soprattutto dal nostro giornale l'UNITA' che vive col sostegno dei lavoratori e dei democratici, quindi dobbiamo incoraggiare quella stampa che ci aiuta a comprendere meglio quali sono i nostri diritti e gui= darci verso un giusto ideale.
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IL FERMO DI POLIZIA NON PASSERA'
I COMUNISTI E TUTTE LE FORZE DEMOCRATICHE LO IMPEDIRANNO CON LA MOBILITAZIONE NEL PAESE E CON UNA FERMISSIMA E DECISA AZIONE PARLAMENTARE.
Il governo Andreotti, che ha già ampiamente provato la sua nacg tura antipopolare ora, presentan do in Parlamento il disegno legge sul fermo di polizia, vorrebbe travolgere i principi stessi del nostro ordinamento democratico.
Non si dica che il governo vuole colpire i ladri e i malvi= venti. Un picchetto operaio, un dirigente sindacale,un giovane che manifesta per la pace,una coE pia di fidanzati che si bacia,un giornalista che telefona un pez= zo alla redazione potrebbero, a giudizio insindacabile della poli zia, essere ritenuti "in procin= to" di commettere vari reati,vio lenza privata, offesa al pudore, offesa a capo di Stato estero,no tizie atte a turbare l'ordine pub; blico.
Se dovesse passare il disegno legge Andreotti, nessun cittadino potrebbe sentirsi sicuro,proteto dalla legge.
Infatti, tutti i diritti civi= li e politici garantiti dalla Co= stituzione ton avrebbero più valo re.
Il governo e i suoi organi ese cutivi diverrebbero di fatto onni potenti.
L'attuale governo ha più volte rivelato il suo orientamento enti democratico, con la. tendenza di scavalcare il Parlamento,con lo attacco sistematico alle Regioni e agli Enti locali.
Qualcuno dice che il'governo intenderebbe adoperare i nuovi poteri contro le attività eversi= ve dei fascisti, ma per questo ba= sterebbe applicare con rigore le leggi e soprattutto quella del 1952 che impone lo scioglimento delle formazioni fasciste.
Fino ad oggi questa legge non 'è stata applicata da tutti i gover= ni presieduti dalla D.C.I1 provvedi mento di Andreotti, quindi, mita a colpire e non a difendere la demo= crazia.
Fu il fascismo che nel 1926 in= trodusse il fermo di polizia.Così durante il ventennio nero tanti e tanti cittadini "sospetti" conobbe= ro la galera "in attesa di accerta= menti".
La Liberazione cancellò queste brutture. Andreotti ci vorrebbe far tornare indietro.
Contro la proposta Andreotti i comunisti si batteranno a'fondo.Ma se veramente si vuole impedire que= sto ulteriore attentato alla liber= tà, alla democrazia, alla Costitu= zione, tutti i lavoratori, tutti i cittadini, tutte le forze democra= tiche debbono mobilitarsi e lotta= re perchè il provvedimento non pas= si e il governo della crisi,della reazione, del disordine, se ne va= di.
~mi IL GOVE2V11 CONTRO 11AVOINT CONTRO ILUIVEr
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NEL NOME DI HO CHI MINH IL VIETNAM HA VINTO PER LA LIBERTÀ E LA PACE DI TUTTI I POPOLI
Siamo ben consapevoli che la lotta combattuta con abnegazione eroi= ca dal popolo vietnamita per la piena indipendenza, per l'unità naziona= le e per la democrazia, calpestata da una aggressione imperialistica,co= minciata trent'anni or sena, subendo massacri che hanno oscurato persino quelli del nazifascismo, non è conclusa. Nop perché la difficile tregua è esposta al sabotaggio del fascista fantoccio Thieu, ma perchè deve es= sere verificata nei fatti, la cessazione dell'intervento americano. Tut= to ciò non sminuisce però la portata della vittoria conquistata con la firma dell'accordo di pace che impegna gli USA a lasciare la penisola in= docinese.
Non sarà facile dimenticare lo spettacolo di ferocia offerto da quel la potenza rappresentativa di un sistema sociale e politico che veniva indicato come un modello, coinvolgendo l'Italia in una sedicente "scelta di civiltà". A quanti oseranno di nuovo riproporci il modello di vita a= mericano, non ci stancheremo di rinfacciare il modo americano di uccide= re.
In Vietnam sono state scaricate più del triplo delle bombe sgancia= te nella seconda guerra mondiale. Un milione di morti, tre milioni di fe= riti, peseranno a lungo sulla coscienza del mondo capitalistico.
Ma è soprattutto sull'avvenire che si proiettano le conseguenze del la vittoria vietnamita come un avvenimento destinato a incidere su tutti gli sviluppi della situazione mondiale. La guerra americana è stata com= battuta per dimostrare che l'imperialismo può tutto e vano è ribellarsi alle sue regole e alla sua prepotenza. Il Vietnam testimonia che questo folle disegno di dominio non è più attuabile.
I compagni vietnamiti, che nella loro esemplare modestia rifuggono dall'esaltare quanto la causa della libertà, dell'indipendenza, del so= cialismo debbano alla resistenza e al martirio del loro popolo; a loro, che con tanta insistenza sottolineano il valore del contributo che il movimento operaio d'Europa ha dato alla vittoria contro l'aggressione imperialistica, sentiamo di dover dire. nel momento in cui cominciamo a riflettere sul senso di una vicenda che ha segnato di se tutta una ge= nerazione e tutta un'epoca storica, che siamo consapevoli di quanto an= che il nostro popolo deve al loro eroismo, alla loro tenacia, al loro sacrificio.
E'la vittoria vietnamita a dare un senso al sentimento di umana so= lidarietà, di orrore e di pena per le terribili ferite che gli sono sta= te inferte.
Se oltre a martoriarlo avesse anche sconfitto questo popolo, l'impe= rialismo avrebbe potuto voltar pagina rapidamente, come ha già fatto tan= te volte nella sua storia intrisa di stragi, di orrori, di genocidi.
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IL >°' Colo e lo sviluppo delle lotte di massa
In settembre- ottobre si è wviluppato in tutto il paese un vasto e articolato movimento di lotta dai lavoratori e delle masse popola ri. Oltre a dare tutto il nostro appoggio e contributo alla lotta che sulla base delle proprie scelte stanno sviluppando le organiz= zazioni sindacali, contadine e di massa, noi vogliamo operare per= ché i grandi temi che animano il [movimento siano oggetto di un con fronto e di uno scontro tra le forze politiche eia nelle assemblee rappresentative sia nel paese.
Intendiamo perciò moltiplicare il nostro impegno intorno ai te= mi della lotta per le riforme e per un nuovo sviluppo del Paese, chiamando anche il più largo numero di cittadini a divenire prota= gonisti non solo del movimento di massa ma anche dei dibattito po= litico su questi problemi. In secondo luogo siamo convinti che la garanzia del successo degli attuali movimenti di massa sia nella loro unità ed autonomia. Da tempo il nostro Partito è fortemente impegnato in questa dilezione e nel momento attuale sentiamo più che mai l'esigenza di rafforzare il nostro impegno in questo sen= SO.
I metalmeccanici e altre categorie hanno posto oltre alle ri= vendicazioni contrattuali, i problemi del Mezzogiorno, dell'occua pazione, della scuola. Per dare una risposta positiva a questi pro biemi, si deve perciò concretamente operare per una maggiore occu= pazione, superando la grave situazione nel Mezzogiorno, si deve aprire una prospettiva di inserimento nell'attività produttiva per i giovani, occorre porre freno all'attuale rapido processo di sva= lutazione della lira che colpisce ogni giorno di più il tenore di vita delle masse. E' necessaria una politica di massicci investi= menti e ciò é possibile data la grande massa di depositi bancari.
Tale politica non è però attuabile senza serie misure di pro= grammazione, alcune riforme che colpiscano posizioni di rendita particolarmente pesanti, e soprattutto senza una seria riforma dell'organizzazione dello Stato che decentri e democratizzi la vita pubblica facendo leva sugli Enti locali. Senza queste visu= re anche eventuali nuovi investimenti o non hanno chiari punti di riferimento o restano pure esercitazioni verbali.
Una dimostrazione di ciò è l'atteggiamento della d.c. e proposi= to dei fitti rustici tendente a moltiplicare i canoni d'affitto in favore della grande rendita agraria. Non vi è dubbio che questa po sizione della d.c.apre una crisi nei rapporti fra questo partito e le masse contadine.
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Noi consideriamo la lotta dei contadini per i fitti agrari,par= te di una battaglia generale che non può non interessare tutto il movimento democratico. Anche contro il tentativo della d.c. sulla scuola che con la circolare Scalfaro sull'ordine e sull'efficenza vi è stata una forte e combattiva risposta da parte degli insegnan ti e degli studenti.
La manovra volta a presentare il governo come sostenitore del=
.00
1"ordine e della efficenza si cazione propagandistica e ciò non vi è stata nessuna misura
è dimostrata una grossolana mistifí= era inevitabile perchè per la scuola reale di qualche efficacia.Anche su questo tema bisogna dare continuità al movimento, contenuti politi ci e soprattutto chiamando le grandi organizzazioni operaie e popo lari a diventarne i protagonisti.
Attorno a questi temi, che noi riteniamo di fondo, si può svi= luppare il dibattito ma soprattutto si deve operare concretamente in Parlamento e fuori nell'interesse dei lavoratori per far usci= re il paese dalla crisi.
Non certo formulando buoni auspici per il Convegno della d.c. di Perugia, la cui conclusione negativa tutti conoscono, che si opera con coerenza a favore dei lavoratori e del popolo.
TEATRO "GEROLAMO" E LE MARIONETTE
C'era una volta a Milano,un teatrino delle marionette che si chiamava "Gerolamo".
Per noi ragazzi era un premio e un grande spasso assistere, ogni tanto, a quello spettaco lo.
I tempi mutano, non siamo più ragazzi e il Gerolamo, teatro dei burattini, non c'è più. Forse no, c'è ancora. Si è so lo trasferito. Dove? Quì.
Sembra proprio che le mario= nette qui ci siano e neppure manca il Gerolamo (quello che comanda).
Da ragazzi era uno spasso,ora è solo tristezza. Soprattutto, per il Gerolamo (quello che co manda).
GIACOMINO
MAFIOSO
Eccolo,arrivare in mensa,sono le 12,15. Aspetto prepotente a baldanzoso, seguito come al so lito da un nugolo di mezze fi= gure meglio conosciuti come ca pi reparti o assistenti vari.
Mai una volta che, arrivati all'inizio del banco di distri buzione, qualcuno dei suoi ca= gnolini lo sorpassi o gli pas= si avanti (diamine! Almeno in pubblico!).
Macchè, il capo è capo e guai a fargli uno sgarbo.
Sapete che vi dico,mezze cal= zette: ritornate a fare gli operai, e se mai ne avete avu to,ritroverete il coraggio di dire pane al pane e vino al vino,non si vive solo di "mi= chette".
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