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Voce operaia4

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VOCE OPERAIA

MARZO 1973,-

difesa dell'occupazione • nuova organizzazione dei lavoro salute in fabbrica • difesa del salario • riduzione dell'orario di lavoro (una conquista che bisogna impedire che venga rimangiata dall'intensificazione padronale dei ritmi di sfruttamento) • libertà sindacali • processo di costruzione organica dell'unità sindacale • nuova organizzazione del lavoro • riforme •

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BOLLETTINO A CURA DELLA SEZIONE DEL P.C.I. "SIGNORELLI" DELLA FABBRICA TIBB - GLI OBIETTIVI DELLA LOTTA OPERAIA
NELLA FABBRICA, NELLA SOCIETA' CON I COMUNISTI, CON IL P. C. I.
ej % §5 % e 0•4t .(t,4 \ e O"':\ta' $4,1> ,•.‘4 25 . .e) , gS ;•> 4> . oe) O 4Z, • 4 2 2,5 ,dt9 di ). ` e o5 > 4b• e •z5G-S" i". N-* 1 • .;;Z QJ o 0 %5> ,s0 \o, . 04 ' 2> G° •\••e, 41. ti \ '-o . e cie +$* -09 "Ss„ 4s• 41/4' 'N.4%D ‘,¢) Aes. •\"' e,o < ‘o 2,P

MOZIONE POLITICA SCATURITA DAL NOSTRO CONGRESSO DI SEZIONE

Il Congresso della nostra Sezione di fabbrica svoltosi sabato 17 febbraio è stato un momento di intenso dibatti to sui problemi e le condizioni di vi ta e di lavoro dei lavoratori fuori e dentro la fabbrica.

Tutti gli intervenuti al dibattito con comprensibile soddisfazione, si so no soffermati a parlare dell'eroica vittoria del popolo vietnamita,vitto= ria che è di tutti i popoli progressi sti ed amanti della pace di tutto il mondo,compreso il vasto movimento po= polare creatosi negli stessi USA per la cessazione della sporca guerra a= mericana.

Particolarmente fieri e soddisfatti hanno il diritto di sentirsi tutti i paesi socialisti che dall'inizio alla fine della criminale guerra Imperia= lista non hanno mai smesso di sostenere in tutti i modi possibili,da quello militare a quello economico e politi= co il popolo del Vietnam.

Anche noi, comunisti italiani,abbiamo impegnato in campo nazionale e inter= nazionale tutto il nostro prestigio e la nostra forza politica.Uno dei mo= menti di maggiore impegno politico fu,, turo dovrà essere quello di contribuì= re anche da parte nostratalla rico= struzione di quel martoriato Paese. Il governo Andreotti-Malagodi,deve es sere battuto prima che rechi altri danni al nostro Paese. Il governo non ha la volontà politica di isolare il fascismo e le forze reazionarie che operano nel nostro Paese.Il governo è responsabile del vergognoso aumen= to del costo della vita che ha dato e continua a dare un duro colpo al pote re d'acquisto dei salari.Gli aumenti dei generi di largo consumo e di pri= ma necessità colpiscono anzitutto le masse popolari a reddito fisso. Gli industriali operano continue ristrut= turazioni che si producono in migliaia di licenziamenti,messa in cassa inte= grazione,dei lavoratori.Soprattutto ciò colpisce i giovani in cerca di prima occupazione. Un sempre maggiore impegno è er_lerso nella partecipazione

alle lotte contrattuali e per le ri= forme sociali.Spetta ancora una vol= ta a noi comunisti essere in prima fila, organizzatori e dirigenti in= stancabili delle masse operaie per sempre più avanzate conquiste e per elevare sempre di più le condizioni di vita delle masse operaie.

Per l'abbattimento di questo governo, per una inversione di tendenza che basi su nuove scelte politiche,econo= miche e sociali. Una tendenza che rea= lizzi le riforme, che sviluppi i rap= porti con i sindacati e con le gran= di masse che seguono il nostro Parti= to, che si impegnino a lottare contro i rigurgiti fascisti per la difesa e lo sviluppo della democrazia.

Andrcotti visto da Gai

I PERICOLI CHE MINACCIANO LA DEMOCRAZIA

E, in atto,nel nostro Paese, da qualche anno,uno sforzo immane con= dotto avanti con grandi mezzi finan= ziari,per spostare radicalmente a de stia tutto l'asse della vita politi= ca italianaAnesto sforzo - la cui ispirazione prima non è soltanto ita liana - cerca di poggiare,per il suo svolgimento,su vari elementi di natu ra politica v o di altro tipo.Puntao innanzitutto,sulle parti più reazio narie dei corpi e degli apparati del lo stato: questi settori reazionari della polizia, della magistratura e e anche dell'esercito,oltre che de= gli alti funzionari dello Stato,do= vrebbero avere il compito di para= lizzare ogni azione democratica e costituzionale,e di servire quindi in vario modo da copertura (e in qualche caso da battistrada) della azione eversiva.

Punta in secondo luogo su una vi= gorosa e incessante campagna propa= Bandistica che tende a spostare a destra gli orientaulenti del ceto me= dio e anche di una parte di lavorato= ri.Punta infinegsull'aiuto che posso= no dare,per questo, su provocatori assoldati o su gruppi sedicenti di sinistra con le loro azioni avven= turose,irresponnabili.

Ovviamente,la strategia della ten= sione si avvale anche di una situa= zione politica generale (quella che è determinata dalla presenza e dalla politica del governo Andreotti) che dà alimento e speranze ai conservato= ri più tracotanti,e che sogna ad oc= chi aperti una restaurazione reazio= naria e che, non affrontando e facen= do anzi marcire i problemi della Na= zione,spinge alla esasperazione la crisi generale di ingovernabilità che l'Italia attraversa. Naturalmente,si tratta pur sompre,di una controffen= siva,tesa a riprendere alla classe operaia e ai lavoratori il terreno conquistato in questi anni,sul piano politico e sociale.

Per questo abbiamo detto respon= sabilmente che il punto centrale perS per la necessaria e urgente inversio= ne di tendenza,la parte decisiva di un governo nuovo verso il quale noi condurremmo una opposizione diversa, è proprio quella del pieno e vigoro= so ripristino della legalità costitu= zionale e dell'ordine democratico antifascista.Diciamo che è anche ne= cessario,per vincere questa battaglia un grande rigore politico,culturale e ideale: un rigore che ci spinge,uni= tariamente a lottare contro la repres sione e contro ogni limitazione del=la libertà personale,di pensiero,di stampa, nella consapevolezza che la libertà è indivisibile-e che ogni limitazione in questo campo è peri= colosa per tutti,ma che ci induce anche ad evitareldi fronte alle gran di masse,ogni confusione od equivoco nella polemica che continueremo a condurre,decisissima,contro teorie ed azioni che con il marxismo e la pratica rivoluzionaria non hanno niente a che vedere e che anzi pos= sono essere usate come alibi per l'attacco reazionario.

Io telefono, tu telefoni, egli telefona noi telefoniamo, voí telefonate, essi ascoltane

1943 197 ECIS I VA LA FORZA DELL'UNITA'. OPE R 1A

Gli scioperi del marzo '43 hanno rappresentato il primo atto di lotta che la classe operaia compie contro la tirannide fascista,dopo la vittoria So= vietica a Stalinrado. Il regime di terrore,la guerra, la fame di un intero popolo vengono messi sotto accusa da questi grandiosi scioperi,iniziati pri ma con brevi fermate e proteste per rivendicazioni parziali,continuati poi come una grande ondata. A Milano, Torino,Porto Marghera,Sesto S.Giovanni, Biella e in altre città del Nord Italia il fascismo viene scosso nelle sue fondamenta, il regime barcolla.

Unica,nell'Europa occupata dai nazisti,la classe operaia italiana impone all'attenzione di tutto il mondo la sua lotta e la sua forza.

Tutto ciò non fu spontaneità.No,artefici di questa prima vittoria contro il fascismo furono i comunisti,la loro organizzazione, le decine e decine di militanti che giorno per giorno,rischiando la vita,hanno tessuto la re= te antifascista nella fabbrica. Che primi incrociarono le braccia,dando co sì l'esempio agli incerti, dando il coraggio della ribellione-contro un ne mico sanguinario e crudele.

L'obiettivo dei comunisti si basava sulla realtà dura della classe operaia: si trattava di mobilitare i lavoratori sui problemi del salario bloccato al 1939 e "mangiato" dall'inflazione; dall'aumento delle razioni alimenta= ri ridotte a 150 Grammi di pane al giorno; soprattutto, la fine della guer ra con l'abbattimento dell'odiato fascismo. Perciò, occorreva l'unità di tutti i lavoratori comunisti, socialisti, cattolici, degli stessi operai vittime della demagogia fascista.

L'unità, quindi, fu uno degli elementi di fondo che condusse ai vittorio= si scioperi del marzo 1943. Nella nostra città gli scioperi coinvolsero praticamente tutti i lavoratori (da documentazione su l'Unità in retro pag.

La reazione fascista si fa sentire subito,rabbiosa e violenta: arresti, fucilazioni,rappresaglie ovunque.Alla Ercole Marelli il prefetto di allora minaccia di far piazzare le mitragliatrici ed opera una serie di arresti. Nonostante queste misure terroristiche lo sciopero riesce ovunque. La prima forte spallata è data e si creano le premesse per la caduta del fascismo.Sono passati trent'anni:ricordare gli scioperi del '43 significa capire cosa li animò,quali insegnamenti si possono trarre anche per le stesse lotte attuali.Significa capire,la consapevolezza di coloro che vi partecipavano, via via più numerosi,come protagonisti coscienti e non co= me attori disperati di una tragedia della quale non potevano intendere il senso.Ricordare la forza dell'unità operaia,la sua capacità egemone,il suo senso di responsabilità nazionale e ricordare gli sciopero del marzo 1943 significa capire non solo la forza dei comunisti ma anche le capadità uni= tarie del loro Partito,la giustezza della sua linea tesa ad estendere,at= torno a reali concreti obiettivi,la partecipazione di grandi masse.E mai, rimanere isolati dal resto della forza viva che è rappresentata dalla classe operaia, dai - lavoratori tutti.Il Partito Comunista Italiano nel momento in cui i lavoratori sono in lotta per profonde modifiche negli indirizzi politici del Paese,contro il fascismo e per l'abbattimento del governo Andreotti,si richiamano a questi principi unitari e di lotta che animarono la Resistenza. Principi ed Ideali che permisero l'insurrezione vittoriosa e la conquista della Costituzione Repubblicana.Rafforzare il PCI significa rafforzare questi ideali e condurre vittoriosamente,nello attuale momento le lotte operaie.

GLI SCIOPERI
DEL '43: NEL MARZO DI TRENT'ANNI FA LA PRIMA AZIONE GENERALE DI LAVORATORI ITALIANI CHE ACCELERO' LO SFACELO DEL FASCISMO.

1 DICE14111111 1143

ORGANO CENTRATE DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO

Fnorlo,) da

l'Unità

Proletari di tutti i paesi unitevi

Evviva Io Sciopero !

Grandioso colpo infrrto all'occupante e agli

Un'altro grande passo verso l'insurrezione Nazionale!

cavanti fino alla vittoria i

Da lunedì 13 gli operai delle grandi ritit, impone dai sazi ai popolo italiano. fabbriche di Milano hanno iniziato lo se.o. Noi riabbiamo lottare Ano al consegu:pero che ha subito trascinato con sè tutio mento totale delle nostre rivendicazioni. lo classe operaia milanese. Alte*empas do- Zirrunerrnonn agisce con le promosse e lo dagli operai della P.rrlli, Alfa noni"), colte minoeck Domai:' te sue ezicaie poInnocenti, ~p e Brado, il lavoro è sta^ irÒ su.luppersi -- con aperta bristaisii -to sospeso nella Maseili, neghi Fiske notte contro la ~Usa operaia; questo, perdi:, :I Coroni nello Rodatiti e riti amo una se- lavoro del grande ce si ro di pr~ree rie di off-eine minori. ballieav mianetie è della massima impar-

Le condizioni nelle quali k masse po• !ansa per sostenere gli eserciti nene.sti in polari 50110 stan ridotte dallo politica ro:ta sul fronte or:enti'de. Prone:o oer rine fesso tlE. pigiavo e derti'ocosspoirame ,rferm . ce- tu ), miro In !nipote:t:asta --' colla complicità dei grandi ;M - ne m'/arte=m., elio mili flor sa, pieurtmen., striati reazionari erano divenute 4ii.sie c , e1 sr fircr,-int te'ren duro. stenibUt. Il segnale d'attacco della cariar 17:' ri• tu, ieri, rr Tilt:ntt t, (nig:, operaia i' !Guaio dato dagli importarvi sci... o li eco le noi, erre di r ;reo faseper. di Terr, 11 O r. G mota : essi ovetanio che corri !d'ero scendere a patti «M unto lei elin$4i\ltaZiOltr da( :n fiiieN11. orotrenta non scio si deve, neo s. uò agite. si ,iito i drr1'11""'" e tr Si agisce a:traverso le, lotto part 2,:mta tua- l'aie sol o la pre'ss one leslla latta mio do ta finì figli m gl.ori del h,ti.riatn, ,•••ni o ile?i i gru ci oreuntet; ef agisce rall'ag.iazione eh ta.e.ssa ne:: e, l'oeropane etrryt ne'ri a e ,,,,,,rore sera eb, te noi a n cora d; noia 11, /111n coscienza di questo era giunto il f- 2r • re. I beota' proletariato milanese e la sua av:inguar- IN noi ri$pCPTit cenno col d;spreizo edlt. d.n. il Partito Comunista elltel:a, lancia marted re 1,,e-:sle. culla •h,:h, per la li, nireitieo Limo .Ne opero generale. -Orci,- :iene MIZOItnli• dar in 01730,42 twfewc,, 41 pi fio del suo partito, del pari i:o comuni- 1c ftfrnqu.'y,a effe 1 ber'it detooeratirli , .a!, il proletariato è entrata in lotto, es - contro tutt.• le forze reazionae.e. gemi., il raddoppiamento delle razioni ri fimo la lo In vana e per que'syt me nutri, l'attuo ii14) del f1(.1 1911 per la eiff.,,lie ape-ria si mette ullet t. s-a di tu' 100. ln liberazione degli ez-nrembr delle h h rie prelgr' rUtzite at:ortia a!

1: I. e u a gli unt.lase.sti arrestati.

1.•N••• gm.freei rtel!.1 nez;Eue.

'Si 'Sii dobbiernii escludere nel modo Cogì Y potuto :eretto i prepiro a fra' elec...so ogni rappresentante Ite Cis,(1, (1431i- fronte ot tYrip;‹, d'onere re,. li,nw iratiare tl:reatametite coi peultorii: chiyeee elye•e-lit 52 ' j j'iteírn t errai i pii dribblanto esigere l'alloriturramento dri, te- pe i' liberi dei -e„„ete,infr.„.

-.-h ebete ,•(finire: dobbiamo esigere la

• -itt.tsittt......,,,t1 ." rt4' ,p4 er, pr:/nero e eh Ho al re

LAVORATORI VIII A vtki z • pii dia 8 hr à personale.

I)S AN1)%TiF \VI ":".1- i:o:dm:t...une MISiellttia atlir47Menje. del TFRRAM•1 I7 4,-:TF1.1.<1 ;', ritifrit• Nirbrigeole clandestino, elte rivolge 15 iid emani -itt‹ la sra parola alla mas.a I A' V" SCNO. I'• 1 ATNTIN r Nif!R%11 t'AS!..r. 1)1 NWRIFT 13r1. .1/tio"co proletariato, ì padroni TYTTSTA* FASCIST k M11. ANO P11-"fi ';',714; i i‘po,ri, :e-srondendosí dietro o Zitn-, R(' P% RIN1. I O cnr -I' tmi A trit.o .:nry. il losco figuro che dal fronte ll. RI‘'ITTTO 1)'I.1E I Ft:(:: -f`% rrinb. è stato mandato a sfogare il stia PIP :4T,•zTF 1F. r 91 11Pt: ItiTt. ! • aia ::oliano. nan viciiharna roe r< e \ '.11," 1 \ 1"3, no vi, datt, nemmeno eatrat•crr.. suoi la ,- 11FR F f -•-i.•f o errai:eroi nato-

Sfru t ta tori!

Cercassi e kir()‘2,ra(1 liberate.

Mentre ì lavoratori MiUnesi scendono in latore l'Esercito Rosse, continuo la sua trionfale avanzata.

La elas,e operaia italiana ha t•a:Ill Alti) cuti grand sp;;1110 ett(11161,:aAllo te dei d. egarrenza d Teheran. I.a awil 4C3/343:tr della eorfiirenza fra Si,,,', ar t .ttateln i , ,a,. volt dice che é stato dect.., a 'tre...M° in z ,, ,r di - %e • .!, ii• Ge.cos;t1...t , tt. a •

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Alle porte di Milano sono messi dei picchetti fascisti di guardia per spogliare gli operai che portano in città qualche chilo di riso per sfamare i loro bambini: Nelle zone di Vigeretino e di- Porta Romana degli operai che non volevano la• sciarsi affamare dai !ascish rie !Jrcki. quattro; Brd•H r:-Iniez7a!," i f,:ncist che vi affamai-io,

Tener duro!
;ANTONIO GRAMSCIePALMIRO
EDIZIONE STRAORDINARIA
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Metallurgici: prime ratifiche all'«intesa» con l'Intersind

Mentre si intensificano gli scioperi articolati

MILANO, 20 rnarzo

Le prime assemblee dei lavoratori metalmeccanici delle aziende a partecipazione statale, che si sono tenute nella giornata di oggi, hanno ratificato, con voto quasi plebiscitario, l'ipotesi di accordo raggiunta la scorsa settimana per il rinnovo del contratto di lavoro della categoria. I risultati della consultazione aperta dalla Federazione lavoratori metalmeccanici milanesi fra i lavoratori delle aziende di Stato (ma anche in quelle private, tant'è vero che oggi si sono iniziate assemblee anche in aziende aderenti all'Assolombarda) sono di per sè più eloquenti di qualsiasi commento.

Eccoli per esteso: alla Breda Fucine su 900 lavoratori presenti due sole le astensioni; alla Breda Siderurgica su

3.400 dipendenti 13 i voti contrari e 11 gli astenuti; alla Breda Terrnomeccanica su 2.400 dipendenti 21 voti contrari e 8 astenuti; alla Italtrafo su 900 dipendenti 5 voti contrari e 2 astenuti. L'approvazione da parte delle assemblee della Breda dell'ipotesi di accordo per le Partecipazioni Statali è particolarmente significativo. poichè nelle fabbriche del gruppo, grazie alle lotte integrative, alcune conquiste (come l'inquadramento unico) erano già state acquisite.

Domani le assemblee continuano alla Innocenti Meccanico, alla SIT-Siemens. all'Alfa Romeo di Milano e di Arese. Contemporaneamente la

Federazione lavoratori metalmeccanici milanesi, nel corso di una conferenza stampa. ha confermato una serie di iniziative di lotta che prevede assemblee aperte in cinquanta fabbriche della pro:. vincia per il 22-23 marzo prossimo; un'assemblea degli eletti al Parlamento. ai Consigli comunali, provinciale e regionale per il 26 marzo prossimo; l'inizio del presidio di piazza del Duomo a partire dal 2 aprile prossimo. Queste iniziative locali si sommano alla decisione presa dalla Federazione dei laratori metallurgici e dall'assemblea dei delegati di Firenze di indire una giornata di lotta nazionale con presidio simbolico delle fabbriche metallurgiche. Oggi intanto. il sostituto procuratore della Repubblica dottor Alma, a cui sono affidate le indagini sulla grave provocazione avvenuta nei giorni scorsi all'Alfa di Mese e che ha portato all'incarcerazione di tre lavoratori, ha concesso, su istanza dei difensori, la libertà provvisoria a Cono Calandra, Antonio Tassoni e Michele Ragusa. Il problema non è comunque risolto con la scarcerazione dei tre operai. Restano infatti le denúnce dell'Alfa, i provvedimenti disciplinari presi dalla direzione dell'azienda di Stato, tutte ouestioni che saranno oggetto del prossimo incontro delle organizzazioni sindacali con la Intersind, per la definizione dell'accordo contrattuale.

lUnità / mercoledì 21 marzo 1973

Se dovessimo fare una analisi ben precisa del servizio che'ci fornisco no i trasporti pubblici cittadini,la ferrovia dello Stato e quella della Nord,si potrebbe scrivere una com= media in tre atti.

Oggi,venire:a lavorarea Milano per un pendolare,è una impresa che al confronto,una scalata alpinisti= ca è un gioco da ragazzi.Io penso cheti più sacrificati,a causa della situazione attuale in cui si trova= no i trasporti,siano i lavoratori della prcvincia,i quali sono co= stretti ad uscire di casa alle quat tro o cinque ore del mattino per essere sul posto di lavoro alle ot= to e, qualche volta,a causa di innu merevoli imprevisti,dovuti sempre al cattivo servizio,i1 pendolare paga la multa perchè arriva in ritardo. Tutto questo è dovuto al fatto che i mezzi sono inadeguati e vecchi di almeno trent'anni e che per coprire un percorso di 60 Km. impiegano due ore e più.Se si considera il fatto che i treni locali devono dare la precedenza ai treni di lusoo,senza curarsi minimamente degli operai,si aggiungono altri inconvenienti, do= vuti al fatto che manca una neces= saria riorganizzazione dei traspor= ti pubblici.

Ma una volta giunti a Milano ,il calvario non è ancora terminato, perchè i pendolari devono servirsi dei trasporti pubblici cittadini i quali non si differenziano molto da quelli delle ferrovie.

Qui sono costretti a servirsi dei tram, bus e filovie come se andasse= ro all'assalto: e tutto ouesto,per arrivare in orario in fabbrica,cosa che purtroppo non sempre ci si rie= sce.

Dopo tutto questo viaggio este= nuante, al pendolare spetta una giornata di lavoro di otto ore e al termine della quale,per far ri= torno a casa lo aspetta la stessa razione di spintoni,bottoni che saltano via,corse per non perdere l'autobus,tram,treno e chi più ne ha più ne metta.

Morale della favola: al pendolare che fa ritorno a casa dopo una gior: nata di 15-16 ore non resta altro da fare che mangiare un boccone e andare a letto.

Tutto questo è la causa di una po= litica sbagliata che noi comunisti del. TIBE denunciamo e combattiamo per far si che la vita dei lavoratori non sia esclusivamente di lavoro e di dormire. Noi crediamo che il lavoratore abbia diritto di vivere da persona civile e non come una bestia come lo vor= rebbe il governo di centro-destra. Sono anni che i comunisti denuncia= no e si battono per una seria politica sul pubblico trasporto che sia vera= mente al servizio della collettività, che liberi le città dalla morsa del traffico privato contribuendo così in parte ed indirettamente a ridurre il triste primato dello smog.

UN PENDOLARE

LA TRAGEDIA DEI PENDOLARI

Da anni il nostro Partito denuncia la inefficienza del sistema pensio nistico e si batte per una sua so= stanziale riforma. La legge per la riforma pensionistica elaborata dal PCI e presentata ai due rami del Parlamento,è stata sostanzial= mente svuotata del suo contenuto reale.Il PCI chiedeva anche l'e= stensione della legge n.336 ai dipendenti delle aziende private (sette anni).

I partiti di centro-destra median= te parecchie manovre hanno negato questo legittimo diritto.I1 nostro Partito si è battuto tenacemente e si batte perchè il problema delle pensioni, che interessa milioni di lavoratori sia ripreso e risolto. Molti sono ancora i cittadini che hanno pensioni di fame e riescono appena a sopravvivere.Infatti,su 7 pensionati uno solo percepisce £.45.000,gli altri 6 meno di 30 mila lire.

Dopo trenta quaranta anni di la= voro, questo è il compenso e la gratitudine di questa società e di questo governo.Eppure esso, nella sua maggiore componente si dice cristiano.

Senza dubbio,una società che si dice civile e industrialmente avanzata non può ritenersi tale se non riesce a risolvere que= sto problema che non è solo e= conomico,politico e sociale ma anche umano.Contro la scelta di questo governo,di questa socie t4 basata sullo sfruttamento dell'uomo,i lavoratori si bat= tono ed i comunisti in prima fi= la vogliono riaffermare il loro impegno di iniziativa e di lotta. Proprio sei mesi fa il governo Andreotti-Malagodi ha portato in porto i miseri ed umilianti aumen ti che sono stati tanto reclamiz zati dalla radio-televisione e giornali padronali: aumento pen= sione sociale da 18 a 19 mila li re ogni tre mesi per altre cate=

gorie, aumenti dalle 2-3-4 mila li= re al mese.Un lavoratore della ter= za categoria da 28 mila è stato por= tato a 30 mila lire al mese, nel fr.lt tempo il governo aumentava gli sti= pendi agli alti burocrati dello Sta= to,una categoria fra le più parassi= te della Nazione „portandoli dai 18 ai 27 milioni all'anno.

Milioni di pensionati e lavoratori aspettano lima seria riforma mentre il governo risponde con delle contro= riforme.

Proprio in questi giorni, il governo Andreotti-Malagodi ha preparato un progetto governativo per adeguare le nuove retribuzioni per generali e colonnelli delle Forze Armate.

L'Italia ha 1051 generali e 1545 co= lonnelli. L'on.Tanassi,ministro del= la difesa, sí è trovato d'accordo per gli aumenti di stipendio ai ge= nerali che passato ai 14 milioni annui a dispetto dei pensionati,dei lavoratori che percepiscono 30 mila lire al mese di pensione! E con rammarico dobbiamo dire che ci vogliono 65 pensionati per fare un generale!

Mia "M_ i►CHIEDIAMO LA MAN PREMERLE PENSIONI PER POTER VIVERE

I PROBLEMI DELLA SCUOLA

~e tutti i settori della vita del nostro Paese, anche nella scuola il governo Andreotti dà risposte conservatrici ed antidemocratiche. Cercan= do di gettare su coloro che lottano per cambiare la società la responsabili= tà della crisi. Responsabili del caos della scuola non sarebbero coloro che non hanno costruito aule, che hanno lasciato i programmi dell'oscurantismo fascista e clericale, che non hanno introdotto la Costituzione nella vita scolastica ma, coloro che per cambiare questo stato di cose si sono mobili= tati ed hanno lottato.

E' evidente che questo tentativo di Andreotti mira a dividere gli stu= denti dalle forze popolari, a togliere la solidarietà e la simpatia dei la=, voratori, degli insegnanti; dei genitori, alle lotte degli studenti. Questo tentativo viene aiutato da quei gruppetti che, sordi ad ogni lezione della realtà si pongono obiettivi di lotta e di mobilitazione estranei alla condi= zione di bstudio e alle prospettive di lavoro delle masse studentesche,alla tradizione e alla realtà del movimento operaio e democratico, con forme di lotta spesso inconsulte e provocatorie. Solo attraverso le lotte per la ri= forma della scuola, il movimento degli studenti può collegarsi al movimento operaio; solo attraverso l'unità delle masse studentesche su obiettivi di riforma comprensibili alle forze democratiche dentro e fuori la scuola,esso può vittoriosamente lottare per migliorare le condizioni di studio, solo col= legandosi unitariamente alle lotte operaie per un nuovo sviluppo economico, per ama nuova politica degli investimenti, per profondeariforme di strut= tura si possono dare risposte adeguate alle esigenze delle masse studente= sche e del Paese.

Il Partito comunista italiano ha presentato ultimamente, una proposta legislativa sulla quale sono stati chiamati al dibattito e al confronto tutte le forze democratiche: essa tende a sancire il diritto all'assemblea, a regolarne l'uso per evitare le degenerazioni dell'assembleismo rissoso ed inconcludente, a consentire l'organizzazione autonoma dei movimenti de= mocratici degli studenti, a istituire forme di rappresentanza per tutte lè componenti democratiche.

Il problema della democrazia si presenta alle masse studentesche e so= prattutto ai comunisti, come impegno di carattere prioritario proprio per= chè si sente più che mai pressante la necessità di garantire regolare eser= cizio della vita democratica nella scuola. Le proposte del governo invece tendono a svuotare le iniziative e le conquiste degli studenti nel campo della democrazia nella scuola. La scuola deve aprirsi ad un rapporto nuovo con la società, sindacati, enti locali che devono contribuire con gli stu= denti e gli insegnanti alla nascita di una scuola rinnovata, democratica, aperta alla sperimentazione.

Ccme nel passato, ancora oggi c'è da parte della burocrazia scolastica: Ministero, Provveditorato, Presidi ed insegnanti conservatori il tentativo di fare la selezione classista all'interno della scuola ostinandosi a difen== dare il carattere di"corpo separato" delle istituzioni scolastiche.Non si tratta soltanto di garantire a tutti i giovani di poterìastudiare ma, ai la= voratori steosi,di poter entrare senza discriminazioni nella scuola, per qualificarsi o riqualificare la propria forza : ...avoco; per adeguare la loto capacità ai mutamenti della tecnica produttiva.

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