Skip to main content

Voce operaia3

Page 1

Periodico a cura della Sez. del P. C. I. del T.I. B. B.

Novembre 1971

OPERAI NUOVASOCIETÀ

Sulla strada della democrazia del progresso sociale non si resta mai fermi: o si va avanti si va indietro.

Ognuno di noi deve sapere in che direzione va il nostro Paese che dobbiamo fare come uomini, come massa organizzata, per portare avanti il grande processo di sviluppo e di rinnovamento della società in cui viviamo.

Abbiamo bisogno di essere più forti, più numerosi, ancora più uniti, di lottare per una vita nuova, in fabbrica e fuori, per una prospettiva di progresso sociale e ideale per tutti.

Il nostro partito è alla vigilia del suo 13° Congresso che si terrà a Milano dall'U al 17 marzo. Un Congresso per un partito grande e pulito come il nostro, significa discussione, ricerca comune, costruzione di una linea politica che sappia essere l'arma più forte della classe operaia per la sua emancipazione.

Significa scegliere una politica che sia più forte della volontà dei nostri nemici, contro le manovre del padrone e le complicità del governo contro una società capitalista, fondata sullo sfruttamento, sulla ingiustizia, sull'asservimento all'imperialismo americano.

UNITA' E LOTTA

ELEMENTI INDISPENSABILI PER BATTERE LA NOSTRA DIREZIONE

Lo sviluppo continuo e costante della contrattazione del rapporto di lavoro a livello d'azienda fa parte delle scelte politiche che il sindacato ha fatto da qualche anno, peéciò la vertenza aperta a livello del gruppo TIBB dai consigli di fabbrica si colloca in questo ambito ed è coerente con questa prassi, ciò per i suoi contenuti, anche per il momento particolare in cui si sviluppa.

Individuarne il significato non è difficile in quanto gli obiettivi che i lavoratori pongono attraverso i Consigli di fabbrica, con-

trastano quanto il sig. Pellicanò e soci vanno riaffermando in continuità in questi ultimi periodi, e cioè:

Perplessità nell'investire capitali capaci di creare nuove occupazioni e di dare nuove strutture alle imprese; non prendere nessuna misura che rilanci la domanda interna, caduta per continuo aumento dei prezzi, ed inoltre aumentare i redditi di quelle categorie che normalmente alimentano il mercato dei consumi, come la nostra;

(continua a pay. 4)

A questa ricerca comune chiamiamo il più gran numero di lavoratori, chiamiamo anche te a partecipare come ' militante del PCI.

Vi è tutto un vecchio mondo fatto di prepotenze e di incuria, di corruzione e di privilegi, di arbitrio e di disumane disuguaglianze e ingiustizie che deve essere sconfitto dalla lotta della classe operaia e dei lavoratori uniti, dalla forza e dalla politica del Partito Comunista Italiano.

Ogni tessera del nostro partito è un uomo con i suoi sentimenti, e la sua coscienza. Sono i lavoratori uomini e donne che diventano compagni per discutere, scegliere, decidere nel Partito Comunista, come lottare per essere più forti, forti di un comune ideale, più forti dei nostri nemici.

COSTRUIRE UNA SOCIETA' DOVE GLI UOMINI SIANO LIBERI DALLO SFRUTTAMENTO SICURI DEL LORO AVVENIRE DIPENDE DA NOI, DA OGNUNO DI NOI, DA TUTTI NOI ISCRIVITI AL P.C.I.

VOCE NEL costPruireCiunaii

DALLA

FABBRICA SVILUPPO ECONOMICO DEL MERIDIONE PROBLEMA NAZIONALE

LA VOCE DI TUTTI

Dal 1951 al 1969, 3 milioni e 200 mila meridionali sono dovuti emigrare dal Sud.

La popolazione attiva che nel 1951 era nel Sud del 37% ora è scesa al 30%.

Neppure un terzo della popolazione ha un lavoro stabile.

Dal 1960 al 1969 gli occupati in agricoltura sono diminuiti di 792 mila unità, si hanno solo 16 mila lavoratori in più occupati nell'industria e nei servizi. I rimanenti o sono emigrati oppure hanno accresciuto il numero dei disoccupati.

L'esodo in massa aggrava i precedenti squilibri (paurosa congestione, quasi paralisi nelle aree metropolitane, contrasto fra città e campagna, ecc.) e ne crea di nuovi (le campagne e i paesi dell'interno disertati e in decadenza; le città, anche meridionali, sovraffollate ed inquinate). Si creano situazioni di estrema tensione nelle quali si innesta a fini eversivi, la provo-' cazione dei ceti reazionari (Reggio Calabria).

Se in 20 anni di così detta politica meridionalistica, incentrata sugli aiuti straordinari della cassa per il mezzogiorno facente capo ai ministri democristiani, la situazione è complessivamente peggiorata significa che tale politica era ed è sbagliata.

Bisogna cambiare politica. Non più una politica che si basl, come attualmente, su scelte economiche fondamentali (anche quelle delle partecipazioni statali) che continuano ad essere dettate dai grandi gruppo monopolistici.

E' necessario, come propongono i comunisti, una politica di programmazione democratica che faccia dello sviluppo industriale del meridione l'obiettivo nazionale principale.

Bisogna che, trasformando tutti gli attuali contratti di affitto, renda attuabile in concreto la parola d'ordine della terra a chi la lavora.

Una riforma agraria che promuova le necessarie opere di irrigazione, trasformazione e difesa del suolo.

Per realizzare questi obiettivi occorrono grandi lotte sociali e politiche di massa. Occorre che su questi problemi si sviluppi l'impegno delle masse meridionali. E' pure necessario che la classe operaia, i ceti laboriosi del paese facciano pesare la loro presenza attiva.

La soluzione del problema meridionale non è solo umano, sociale, ma è soprattutto crescita avanzata verso una nuova società.

DOMANDE E RISPOSTE AFFITTI

LO SAI?

Lo sai che nei vari paesi in rapporto al salario gli affitti so-

8%

Francia 7% Svezia 0,to

SALUTE

Lo sai quanti sono gli infortuni in Italia:

1 milione e 641 in un anno

5.333 in ogni giornata

66 in un'ora

1,1 in un minuto.

Lo sai che nel solo 1970. ben 27 mila bambini ~o morti nel primo anno di vita.

Nelle campagne e del Mezzogiorno si arriva a circa 60 morti su 1000 nati.

Lo sapevi che il PCI è stato il primo e solo partito, che sin dal 1965, ha presentato al Parlamento e al Paese una organica proposta di riforma sanitaria.

Lo sai che su venti ragazzi che accedono agli studi appena 11 completano la scuola dell'obbligo, cinque ottengono il diploma delle medie superiori.

Che dal 1960 al 1969 gli studenti sono passati dal 13,5 al 16,3% della popolazione. Nello stesso periodo il numero degli occupati è passato dal 41,1 al 35,5%.

TASSE

Che cosa sono le imposte indirette?

Sono una forma di tassazione sui beni di consumo collettivo e di prima necessità. Esse gravano soprattutto nel bilancio delle famiglie che hanno un basso reddito.

Da chi vengono decise, e perché?

Esse sono figlie del sistema capitalista e vengono stabilite dai Governi che lo sostengono e lo favoriscono.

Queste imposte infatti, servono a scaricare le tasse sulle spalle dei lavoratori senza colpire i grandi redditi, gli enormi profitti, le rendite fondiarie.

Chi paga queste imposte?

Le pagano tutti i cittadini. Sul salario incidono per il 22%. Sui redditi dei ricchi per il 2-3%.

Dopo vent'anni di lotte dei paesi socialisti e dei popoli di tutto il mondo, gli U. S. A. sono stati sconfitti e la Cina ha preso il suo posto all' O. N. U.
.no: Italia
Germania 10% Inghilterra
25-45%

REAZIONARI E FASCISTI PUNTANO SUL REFERENDUM

CONTRO IL DIVORZIO PER DIVIDERE IL POPOLO ITALIANO

Il dicembre 1970 veniva approvata dal Parlamento Italiano la legge n. 898 per la disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio, con la quale si introduceva in Italia il divorzio. La introduzione del divorzio, per noi comunisti è certo una misura ormai socialmente matura, diretta a un solo scopo, risolvere e sanare quelle situazioni nelle quali la famiglia di fatto non esista piú o sia acquisita l'impossibilità di ricostituirla.

Nelle attuali condizioni politiche e parlamentari è stata realizzata questa legge ed è un successo della democrazia, su questa legge vi sono state convergenze di vario orientamento politico, che vanno dai comunisti ai liberali, dai socialisti ai repubblicani ed a quella parte dei democristiani che avevano dato il loro consenso.

Ora mentre il Paese ha bisogno di pace e di progresso, vedi i grossi nodi delle riforme, le forze peggiori della destra poligono al Paese la proposta di referendum sul divorzio.

Ma chi sono gli attivisti per la raccolta delle firme?

Sono il partito del MSI, insieme con le forze integraliste della Democrazia Cristiana, dell'episcopato e del clero.

Certo per queste forze ed i signori il divorzio della "sacra rota" c'è sempre stato, vedi ultimo caso Tamara Baroni.

I comunisti respingono il disegno di queste forze, non vogliono il referendum, non vogliono che nel Paese si scateni una dura lotta fra cattolici e laici, ne andrebbe solo di mezzo il po polo lavoratore, altri fatti lo hanno dimostrato cosa vuol dire dividere il popolo certo il vantaggio l'avrebbe il padronato.

I comunisti invitano i lavoratori tutti a non sottovalutare la gravità di tale disegno e a lottare perché questo nuovo tentativo eversivo patrocinato dalle forze reazionarie del nostro Paese non abbia successo.

I comunisti indicano che la soluzione di questo importante

problema deve essere trovata in un rapporto democratico tra le forze politiche nelle istituzioni parlamentari, escludendo la destra reazionaria e fascista, nello spirito di salvaguardia dell'unità del popolo italiano e la difesa delle istituzioni repubblicane.

Con la grande manifestazione di sabato, 30 ottobre, al Teatro Lirico, è iniziato il mese di lotta antifascista promosso dalle forze antifasciste italiane che si concluderà domenica 28 novembre a Roma con una grande manifestazione nazionale.

BELLO E FORTE, LUI

Egli è fatto così.

Lui promette e non mantiene.

Aveva promesso da tempo.

Uno, dopo tanto, gli chiede di mantenere la promessa.

Ma lui, seduto codomo colle gambe accavallate finge di ascoltare, pensa ad altro e ride (il riso abbonda...).

L'altro insiste, e lui che pensa ai manovali offre una scopa.

Provoca e lui, che comanda, punisce.

Ma, forse, al suo paese usava così e l'università non gli ha insegnato che gli uomini sono uomini.

Bello e forte è lui.

Intanto ride.

GIOVANE

Non servono la sfiducia la rabbia di un giorno.

Occorre organizzarsi per essere numerosi e forti.

Occorre lottare per far contare questa forza.

Occorre la convinzione per cambiare la tua condizione di studio e di lavoro, per sviluppare la democrazia e trasformare la società.

Non devi aspettare che siano altri a risolvere i grandi problemi che ti assillano.

Tocca a te, in primo luogo, fare una scelta.

E' il tuo impegno che decide, che conta.

GIACOMINO

Scegli, il tuo posto nel P.C.I.

La lotta per trasformare UNITÀ E la società politica

IL PROLETARIATO PROTAGONISTA

DEL PROGRESSO DELLA CIVILTÀ

Gli uomini producono innanzitutto la loro vita materiale nelle fabbriche e nei campi. Dal modo di produrre la vita materiale dipendono le forme di relazione fra individui, gruppi e nazioni.

Nella storia si succedono diverse forme di proprietà e forze di produzione, che ogni generazione trova già esistenti e che a sua volta modifica: l'ambiente crea l'uomo nella stessa misura in cui l'uomo crea l'ambiente.

« La storia di ogni società sinora esistita, è storia di lotta di classe. Liberi e schiavi, patrizi e plebei, baroni e servi della gleba, membri delle corporazioni e garzoni, in una parola oppressori e oppressi, stettero sempre in contrasto fra di loro, sostennero una lotta ininterrotta, a volte nascosta, a volte palese; una lotta che finì sempre con una trasformazione rivoluzionaria di tutta la società. La moderna società borghee, sorta dalla rovina della società feudale, non ha eliminato i contrasti di classe. Essa ha soltanto posto nuove classi„ nuove condizioni di oppressione, nuove forme di lotta in luogo delle antiche. L'epoca nostra, l'epoca della borghesia, si distingue tuttavia perché ha semplificato i contrasti di classe. La società intera si va sempre più scindendo in due grandi classi: borghesia e proletariato.

Proletario: trae il suo sostentamento dalla vendita della propria capacità lavorativa o forza di lavoro, in cambio di un salario;

borghesia: tra il suo sostentamento dal reddito di uno o più capitali; ha nelle sue mani

sia i mezzi di produzione che di sussistenza; piccola borghesia (negoziante, artigiano, contadino, piccolo medio proprietario, ecc.): lavora con i propri mezzi di produzione, ma non sfrutta altri lavoratori; inoltre essa è continua mente sottoposta al giogo del grande capitale, dei monopoli. La grande industria capitalistica moderna, ha reso le forze produttive del tutto indipendenti dagli individui, le ha contrapposte agli individui, e così ha sottomesso gli uomini che lavorano, al prodotto del loro lavoro (catene di montaggio, cottimo....), la macchina deve essere al servizio degli uomini, e non viceversa; li ha privati di ogni possibilità di manifestare la propria individualità umana: in queste condizioni lo Stato non è che il rappresentante illusorio dell'interesse collettivo, esso è in realtà il rapresentante e tutore degli interessi della borghesia.

La società borghese, ha fatto entrare in contraddizione gli strumenti di produzione con la proprietà privata, ha distrutto o trasformato in menzogna l'ideologia, la religione, la morale, ecc. ha fatto sorgere su scala mondiale una classe, il proletariato, che col passare degli anni capiva sempre più a fondo le ingiustizie a cui era soggetta; si scagliava contro la proprietà privata, perché vedeva in essa una struttura di questa società, frutto del lavoro e delle sofferenze degli operai, degli impiegati, dei contadini; nasceva giorno per giorno la coscienza della necessità di una rivoluzione che andasse al fondo, la coscienza comunista.

UNIPOL

L'Assicuratrice di fiducia dei lavoratori italiani

Vantaggiose convenzioni con le organizzazioni del movimento operaio

Tutti i rami assicurativi

Prezzi equi

Veloce liquidazione dei danni

AGENZIE UNIPOL

Milano - Agenzia Generale, via Unione 2 - CAP 20122 Tel. 871.136-871.088

Monza - Agenzia Generale, via Zucchi 19

Sesto S. G. _ Agenzia Generale, via G. Falk 72

Direzione Generale: BOLOGNA, via Oberdan - tel. 233.262-34-5-6

(continuazione da Pagina 1)

3) accentuare lo sfruttamento dei lavoratori, con vecchi e logori metodi.

Infatti le richieste tendono ad incidere ' sulla riorganizzazione in atto nelle tre fabbriche, ad aumentare i salari attuali di tutti i lavoratori ed inoltre ad acquisire ulteriori miglioramenti normativi.

Questo lo si vuol realizzare in un momento in cui Pellicanò auspica e ci invita alla pace sociale, alla tranquillità, a lasciarlo in poche parole riorganizzare le fabbriche nel modo tradizionale, riducendo il personale soprattutto per quanto riguarda manovali, magazzinieri, personale addetto ai servizi generali, col solo scopo di creare condizioni peggiori di lavoro per gli altri lavoratori, se poi aggiungiamo i ventilati trasferimenti, l'allargamento del numero di una p&centuale alta di lavoratori che effettuano lo straordinario ci si rende conto del perché la direzione vuole la tranquillità.

Sarebbe stato un grosso errore dell'organismo sindacale che si è appena costituito (il Consiglio di Fabbrica) se esso non avesse posto i problemi che la piattaforma contiene, essendo fin troppo palese quanto il TIBB persegue, avere un'azienda riorganizzata, competitiva, che acquisisca la sua tradizionale forza, peggiorando o mantenendo inalterate le condizioni di salario e di lavoro dei lavoratori.

A questo preciso intendimento della Direzione i lavoratori hanno capito rispondendo affermativamente a quanto i Consigli di Fabbrica hanno elaborato e sottoposto ed ora si apprestano a dare pieno appoggio alla vertenza se necessario in termini di lotta, anche se le richieste non rivoluzionano l'azienda, né dal punto di vista economico, considerato che le previsioni del fatturato 1971 si aggirano sui 29 miliardi (25 miliardi nel 1970), né tanto meno della sua struttura.

Ma ciò che ci preme è che la la lotta si sviluppi in modo unitario e deciso, senza tentennamenti di sorta.

Una lotta ed una unità che devono far recedere la Direzione ed anche alcuni dirigenti da intendimenti di tipo conservatore.

Noi comunisti anche in questa vertenza aziendale che sta per iniziarsi, senza ledere la funzione del Consiglio di Fabbrica opereremo affinché la lotta e l'unità dei lavoratori, che si costruirà attorno ad essa realizzi gli obiettivi che i lavoratori perseguono.

LOTTA

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook