PENAI
l'aumento dei prezzi
L'aumento 'dei prezzi, la continua crescita del costo della vita, non sono legati agli aumenti salariali: lo stesso governatore della Banca d'Italia, doti. Carli ha riconosciuto che l'aumento della produttività (e perciò dei profitti) è molto superiore all'aumento dei salari; gli aumenti delle pensioni non sono ancora stati pagati; tutto questo mentre i capitalisti italiani continuano a trafugare miliardi al l'estero.
Lo spauracchio dell'inflazione, l'agitazione demagogica attorno al problema del crescente costo della vita sono soltanto i soliti vecchi e falsi argomenti con cui la DC, le forze di destra, i socialdemocratici cercano di introdurre elementi di ricatto, di confusione, di qualunquismb, per coprire le responsabilità di ben precie scelte politiche ed econsmiche di cui hanno la responsabilità.
I primi mesi di gliC310 anno spno caratterizzati da un atta co diretto al potere di acquisto dei salari: i prezzi al consumo, i prezzi delle materie prime sono in continuo aumento; la frutta, la verdura anche in piena stagione costano il doppio, a volte il triplo dello scorso anno, tutti i generi alimentari sono in costante aumento.
Affrontare e risolvere i problemi del Paese
L'on. Rumor ha ricevuto il mandato per formare un nuovo governo. Nel:e intenzioni vuole la continuazione del centro-sinistra. Pur con orientamenti diversi restano ancora di questo parere la DC e il PSI, di contro e per una soluzione a monocolore democristiano si sono pronunciati il PRI ed il gruppo s-issionistico socialdemocratico.
Fanno corona a questa proposizione la Confindustria e gli uomini della destra i quali auspicano un « governo d'ordine ». Non sappa.mo su quale piattaforma uscirà il nuovo governo. Fin d'ora chiamiamo i lavoratori ad una costante mobilitazio ne e vigilanza per impedire ogni soluzione conservatrice e reazionarl, che tenda a rigettare indietro le conquiste ed il movimento unitario costruito con la
lotta in questi duri anni.
La crisi attuale ha le sue profonde radici nel contrasto sempre più evidente con le richieste di fondo per cui si battono uniti gli operai, contadini, masse popolari e nuove generazioni e la politica conservatrice Cel centro sinistra e dei ore:edenti governi padronali, i quali alle nuove esigenze del paese hanno sempre risposto con una linea con:ervatrice, arretrata che negli ultimi tempi ha assunto anche il volto della repressione poliziesca e padronale ed anche di aperta pro;ocazione di destra.
L'Italia non vuole soluzioni reazionarie, ha bisogno di cambiare politica, Le forze che sono contrarie a sbocchi di destra sono più numerose e prevalenti nel paese. (continua a nati. 4)
Gli affitti, una delle voci che maggiormente incidono sul potere di acquisto dei salari, sono saliti alle stelle: la denuncia delta situazione insostenibile nel settore della casa, la rivendicazione di una diversa politica, con sempre maggior frequenza sono al centro delle lotte della classe operaia e delle masse popolari lotte degli inquilini delle case popolari, scioperi e manifestazioni).
I Governi sin qui succedut;si hanno sempre fatto propria, fino all'ultimo questa strada della rapina dei salari, con gli aumenti della benzina, delle sigarette, della luce.
Prima ancora che la classe operaia, le masse lavoratrici popolari riescano a beneficiare dei risultati strappati ccn dure lotte, prima ancora che alcuni provvedimenti sociali — come l'aumento delle pensioni — vengano applicati, i centri del grande potere economico, la specu'az one privata, le forze politiche che ne difendono e rappresentano gli interessi, si muovono per annullare i risultati acquisiti.
Gli aumenti salariali che i lavoratori chiedono e che chiederanno in misura maggiore da settembre in poi con il rinnovo dei contratti, sono quindi r:vend ca-
(continua a Al(. 4)
vocE FERMIAMO
Periodico a cura della Sez. del P. C. I. del T.I.B B. Luglio 1969
I giovani nel P. C. I. per un impegno di lotta
Da qualche tempo molte « facce nuove » sono venute nella fabbrica. La grande parte è fatta di giovani. Molti di essi entrano per la prima volta in fabbrica. Provengono da fuori, sono i cosiddetti pendolari.
Prendono il primo contatto con la fabbrica, imparano a vivere in collettivo in un ambito abbastanza ristretto. Imparano a conoscere il morso del cottimo, la vigilanza fastidiosa delle guardie. Per alcuni inizialmente sarà quasi un trauma. Eppure la maggior parte di questi giovani li abbiamo visti lottare energici e generosi in prima fila nelle lotte sindacali. Di ciò hanno ben diritto di essere orgogliosi. Ma non basta la lotta sindacale.
Infatti per i giovani che seguono ammirati la lotta di altri popoli; che sentano pesare l'incomprensione della società che si sentono respinti ed esclusi dalla cultura e dalla scuola, che sentono il peso dello sfruttamento e l'avvilimento della personalità non è più possibile stare alla finestra o essere combattenti « saltuari » è necessaria e insostituibile una scelta meditata politica. Questa scelta ai giovani, la propone il P.C.I. anzitutto perché crediamo che il contributo della vostra intelligenza e volontà siano estremamente importanti per fare del nostro Partito una forza
sempre più dinamica ed al passo con la realtà.
Giovani erano Gramsci, Togliatti, Terracini quando iniziarono la loro milizia politica. Lo erano i metallurgici Roveda, Novella, il bracciante Di Vittorio, Luigi Longo giovane comandante generale delle brigate internaz'onali Garibaldi lo è il nostro vice segretario Enrico 13erlinguer.
Ecco quale esempio di coerenza, di fedeltà, di continuità.
Tutto ciò è testimonianza dell'azione di ieri e di oggi del nostro 'Partito. Ieri quando bisognava battersi in condizioni difficili contro il fascismo nella guerra di liberazione per la costituzione, per la Repubblica contro la legge truffa, oggi alla testa delle masse sfruttate nel paese e nel Parlamento per modificare la condizione civile e sociale culturale del popolo italiano.
Contro le prepotenze e le vessazioni per uno sviluppo socialista della società italiana.
Questo è il Partito a cui invitiamo ad aderire i giovani. Il partito della lotta allo sfruttament o, dell'internazionalismo proletario della pace del socialismo vi chiama nelle sue file, arricchitelo di nuovi generosi combattenti per una causa giusta. Una causa per cui vale combattere.
Riceviamo e pubblichiamo.., Egregio Direttore, ho saputo, da un amico, che quanto prima uscirà un gornalino del P.C.I. di fabbrica. Ho deciso di chiedere ospitalità per segnalare alcune cose che a mio avviso hanno una loro importanza. La prima di esse è la seguente: gli spogliatoi sono ben lungi dall'essere luoghi igienici, sono collocati sotto il piano terra, a livello della fognatura. I lavapiedi sono fatti in modo che schizzano acqua da tutte le parti, sono collocati in vicinanza degli armadietti, con grande gioia per i titolari di essi e per coloro che usufruiscono dei lavandini. Di fronte alle docce è collocata una fila di armadietti. Anche ciò è di grande comodità e soddisfazione per tutti. Il tutto alla faccia dell'igiene e della convivenza civle. Mi sono rivolto al suo giornalino, anzitutto perché in fabbrica non ne esistono altri e poi perché rappresenta, secondo me, gente seria.
Credo che il mio breve scritto servirà a qualcosa. Grazie e saluti.
N. d. R. Ringraziamo il nostro gentile interlocutore per la sua fiducia. Lo invitiamo a segnalare le sue osservazioni, a cui ci associamo, alla C.I. che certamente le presenterà a chi di dovere.
Invitiamo tutti i lavoratori che desiderassero farlo a rivolgerci domande porci quesiti, soprattutto di natura politica. A tutti risponderemo il più esaurientemente possibile.
Lotta sindacale e lotta politica
Autonomia del sindacato: noi ci auguriamo possa realizzarsi al più presto il sindacato unito; per questo abbiamo dato e daremo tutto il nostro impegno. Si realizzerà un unico sindacato in Italia ciò segnerà una sconfitta dell'arma della divisione che è stata usata contro il movimento operaio; ciò permetterà lo sviluppo di tutte le vere forze del sindacalismo, diverrà certamente più facile anche la lotta contro i cedimenti e saranno possibili nuove vittorie. Noi sappiamo che unità ed autonomia sono connessi strettamente, sappiamo che l'autonomia è necessaria perché il sindacato possa adempiere bene e fino in fondo al proprio compito.
Al tempo stesso, però, noi respingiamo le tendenze, che in nome dell'autonomia sindacale spinge ad una spoliticizzazione dei lavoratori ed a forme di qualunquismo. Certo il sindacato deve essere autonomo ma i la-
voratori compresi quelli impegnati sindacalmente hanno il diritto ed il dovere di partecipare alla vita politica del Paese.
Questa partecipazione avviene attraverso i ,partiti che lo Costituzione riconosce che determinano gli indirizzi politici.
Davvero grave sarebbe che i lavoratori disertassero il dibattito, il confronto di lotta politica nella fabbrica e nel Paese.
Gravi sarebbero le conseguenze per Jla democrazia italiana già appesantita da un certo assenteismo, se i lavoratpri più impegnati si estraniassero dalla vita politica, dai partiti negando ad essi il loro contributo.
Per questo noi contestiamo energicamente tutte le manovre, gli argomenti che tendono in nome di un'errata concezione della autonomia del sindacato a contrapporre sindicati a partiti.
Respingiamo queste tendenze perché le consideriamo perico-
lose per la democrazia e per lo stesso movimento sindacale il quale ha invece, interesse che le esperienze dei lavoratori nella fabbrica nella lotta sindacale diano, mediante il loro contributo concretezza alla lotta ed alla vita politica dell'Italia.
L'azione sindacale per quanto vigorosa non è Sufficiente a mu tare sostanzialmente la condizione operaia, occorre che la classe operaia, i lavoratori, contino di più nella vita politica del Paese, nella direzione dello Stato. E' ciò che avviene con l'azione politica dei partiti. Non contrapposizione quindi fra azione sindacale e politica.
Non irrisione infantile o meschino qualunquismo, ma impegno, azione e partecipazione crescente della classe operaia, dei lavoratori alla vita politica nei partiti.
Questa è la via per concrete trasformazioni della società italiana.
1 = -13-RICA LA VOCE DI TUTTI
APPUNTAMENTO A QUEST'AUTUNNO
Cinque milioni di lavoratori si apprestano a entrare in azione uniti per il rinnovo dei contratti. Si tratta di un fatto che avrà una grande portata politica, sindacale ed economica e che naturalmente avrà importanti riflessi sull'unità sindacale.
- Le richieste che verranno avanzate corrispondono ai bisogni dei lavoratori ed alla forte ripresa avuta dai profitti; inoltre esprimono la volontà di contrastare il peggioramento delle condizioni lavorative e la crescente difficoltà dovuta in modo particolare al continuo rincaro del costo della vita.
A questa condizione nasce ila volontà di ottenere miglioramenti sostanziali con la lotta, anche se dovesse essere dura. Obiettivi dunque non mercantegiabili, ma anche vertenze non logoranti, trattative rapide e conquiste durature. Occorre che i padroni sappiano fin da ora che l'obiettivo non è la trattativa ma l'accordo. Quindi si deve lottare anche quando si tratta, così come gli operai di altri Paesi dicono: « niente contratto, nien te lavoro ».
Elevare il livello salariale, cioè la quota di reddito nazionale che va al lavoro, significa anche porre la base per un'inversione degli attuali indirizzi economici e sociali, per imporre una nuova politica degli investimenti. Questo significa affrontare un problema acuto, che nasce dal fatto che le categorie più sfruttate sono quelle operaie e bracciantili. Questa è la fondamentale ingiustizia nell'assetto delle retribuzioni in Italia, che si deve eliminare. Supporto di fondo della battagli asalariale deve essere uno stretto collegamento fra le strutture e il livello dei salari, il regime e la durata degli orari di lavoro, con la rivendicazione dell'orario di lavoro a 40 ore settimanali senza riduzioni di salario.
Cinquanta anni fa si conquistò l'orario di lavoro di otto ore giornaliere per sei giorni, che ha dato un contributo storico al
progresso della condizione operaia e civile, ora si devono rivendicare le 40 ore settimanali in 5 giorni con la stessa forza e slancio di allora.
Inoltre non può più essere di lungata la bat:aglia per la libertà e dignità e la sicurezza sul luogo di lavoro: i padroni devono concedere quei diritti divenuti inalienabili, che vanno dalle espressioni s'ingole e collettive della propria opinione, alla organizzazione per la tutela degli interessi immediati. Deve acqu:sta-
re valore qualificante il riconoscimento della sezione sindacale come agente contrattuale nelle aziende, con tutte le SLI2 implicazioni; del diritto di assemblea, di nuove forme di 'rappresentanza operaia. Su queste questioni e su altre, che vanno dai diritti di riunione e di propaganda, all'eliminazione di assurde clausole disciplinari nei contratti e nei regolamenti, al divieto di perquisizione corporale, deve svilup pare una forte azione a qualun que livello.
Su queste basi i lavoratori metallurgici non sono inermi e lo dimostrano giorno per. giorno le lotte che si prospettano diano quei frutti e successi che i lavoratori si attendono.
LIMITI E CONTRADDIZIONI DEI PROGETTO
I principi essenziali, cui si ispira il disegno di legge presentato dai comunisti al Senato della Repubblica sono fondati sul precetto costituzionale della eguaglianza dei cittadini e su quello che il diritto di proprietà privatata non può svolgersi in contrasto con l'interesse della collettività.
Compito di una legge di tutela dei diritti di libertà e dignità dei lavoratori sul luogo di lavoro è innanzitutto quello di rimuovere gli ostacoli che il padronato frappone al libero esercizio di questi dir:tti inalienabili, per tutti i lavoratori. Ogni limitazione è perciò illegittima perché anticostituzione, e ogni violazione del libero esercizio di riunione, di manifestazione del proprio pensiero con la parola, lo scritto, la propaganda deve essere punito, come puniti ed eliminati devono essere gli abusi di potere, gli arbitri, le discriminazioni e le persecuzioni padronali.
Non si può consentire che questi diritti siano oggetto di contrattazione, di deroghe, di rinunce, e non possono essere limi-
tate, come invece prescrive il disegno di legge presentato dal governo, soltanto nella sfera dell'attività sindacale.
Basterebbe infatti che il padronato possa considerare non sndacale'una attività democratica del lavoratore per qualificarla illecita e conseguentemente colpire con sanzioni disciplinar!.
La proposta governativa oltreché introdurre limiti, confusioni e contradditoKetà anche nel libero ed autonomo esercizio della contrattazione sindacale in questo campo così delicato, attribuisce eccessivi poteri discrezionali all'azione degli ispettorati del lavoro, e offre naturali scappatoie al padronato per trovare, come già avvenuto con la legge di « Giusta Causa », possibilità di « arrangiamenti » e di « ricatti » sul lavoratore.
Dal campo di applicazione sono inoltre praticamente esclusi i lavoratori delle piccole aziende industriali, commerciali, dell'edilizia e dell'agricoltura.
Vengono poi escluse importanti questioni riguardanti: i lavoratori, studenti; la gestione delle attività sociali; il divieto di indagini politiche e sindacali sui lavoratori; la obbligatorietà della istituzione delle C.I., ecc.
Ora il dibattito parlamentare, dopo essere stato lungamente ostacolato dalla opposizione governativa è stato bruscamente bloccato dalla crisi politica di governo e dei parti di centro-sinistra.
Il dialogo, il dibattito deve però andare avanti tra i lavoratori, per la ricerca di una unità e la necessaria pressione dalle fabbriche, per imporre una rapida ripresa dell'azione parlamentare e per la conquista di uno « statuto » che sia veramente uno strumento di potere democratico nelle mani dei lavoratori per il riwetto dei propri diritti costituzionali di libertà e dignità.
GOVERNATIVO SULLO STATUTO DEI LAVORATORI
Manifestiamo ancora una volta la nostra piena solidarieta ed unità con l'eroico popolo vietnamita, 'con il Governo del Fronte di Liberazione Na• zionale del Vietnam del Sud e con il governo della Repubblica Democratica Vietnamita. Dal 20 al 24 luglio giornate di lotta mondiale per chiedere la cessazione della guerra imperialista e la piena libertà per il popolo vietnamita. Intensifichiamo la nostra lotta contro l'imperialismo per far uscire l'Italia dalla NATO.
Più mezzi per "l'UNITA'„
più potere per i lavoratori
In tutti questi anni e ancora oggi più di ieri, i detentori del potere politico ed economico in Italia, nulla hanno trascurato pur di togliere di mezzo dalla scena politica e della informazione, anche il giornale l'UNITA' Se ciò non è avvenuto, nonostante le denunce, le condanne, le provocazioni e mille altri espedienti, lo si deve in gran parte ai lavoratori, al loro attaccamento al giornale, sostenendolo con sacrificio finanziario e partecipando a migliaia di feste indette dall'UNITA' — creando concretamente le condizioni per
AffrontareerisolvereiproblemidelPaese
(continuazione da pay. 1)
Perciò, in questa fase interlocutoria, occorre creare un sempre più vasto legame unitario non solo tra le forze di sinistra, ma anche con quelle cattoliche e socialiste che vogliono far progredire la situazione politica del nostro paese, ponendo al centro dei problemi da affrontare e risolvere le questioni dell'affermaz:one dei diritti e di nuovi poteri democratici dei lavoratori; di profonde riforme di struttura; del consolidamento del regime democratico; di una autonoma iniziativa — sul piano della politica estera — a favore de'la distensione e della pace. In omma
il giornale di portare avanti la battaglia di ogni giorno, in difesa della classe operaia e degli strati popolari più disagiati.
Ciò Io dimostra il risultato ottenuto nella nostra fabbrica dove abbiamo raggiunto il cento per cento e ci proponiamo di superarlo. Per. tanto va un ringraziamento a tutti i lavoratori che hanno dato un loro contributo e a tutti i compagni che con sacrificio hanno utilizzato una parte di quel poco tempo libero per parlare assieme ai lavoratori e farli sottoscrivere.
l'Italia ha bisogno di un governo che accolga queste rivendicazioni e sia capace di muoversi per realizzarle, stabilendo un nuovo rapporto con le forze che più rappresentano le masse e la volontà popolare.
Lotte che debbono essere portate avanti con la più larga partecipazione di massa, con il senso di responsabilità e di organizzazione che sempre ha distinto il movimento dei lavoratori, impedendo qualsiasi provocazione — da qualunque parte essa venga — a chi sono interessate soltanto le forze reazionarie dell'apparato statale e del padronato.
Il PCI è disposto a dare il suo contributo per la soluzione di ciascuno dei vari problemi
che sono nell'interesse delle masse operaie e popolari e per le quali, ogni forza politica si pronunci perché gli stessi problemi vengano affrontati e risolti. Nel medesimo tempo affermiamo, senza nessun t:more, di batterci con tutte le nostre forze per impedire che all attuale cri_i venga dato uno sbocco involutivo e reazionario.
I comunisti, come più volte hanno affermato, sanno che per raggiungere obietti,i di riforma di rinnovamento del paese, per soddisfare le esigenze dei lavoratori, occorre la massima unità delle forze. Siamo proOgnatori dell'unità sindacale, dell'unità politica di tutte le forze di sinistra e democratiche, le quali, con piena autonomia, portino avanti la lotta capace di giungere a quei successi che mantengono aperta la via sul terreno democratico terso il socialismo.
fermiamol'aumentodeiprezzi (continuazione par. 1)
zioni che devono collegarsi alla esigenza di profonde trasformazioni nella struttura economica del nostro Paese.
Una programmazione democratica dello sviluppo economico fondata sulle riforme, un nuovo indirizzo della spesa pubblica, più alti salari, riduzione dell'orario di lavoro, piena occupazione, una politica che stronchi ogni speculazione parassitaria sui terreni, sulle case, nel settore della distribuzione dei beni di consumo, libertà e più potere dei lavoratori nelle fabbriche, una radicale riforma della scuola, servizi sociali nei quartieri e nei comuni: soltanto con un nuovo corso economico e politico che affronti questi problemi, che dia soddisfazione alle giuste rivendicazioni di milioni di lavoratori, il continuo attacco al potere di acquisto dei salari può essere respinto e fermato il crescente costo della vita.
E' per cercare di impedire l'affermarsi di questa politica nuova, la cui esigenza scaturisce con sempre maggior evidenza dalle grandi lotte unitarie di questi mesi che oggi si muovono le forze conservatrici, che gli scissionisti socialdemocratici hanno rotto col PSI.
Per avviare a soluzione i problemi reali e urgenti della condizione dei lavoratori e delle masse popolari, per dare uno sbocco positivo e avanzato alla crisi di Governo.
I COMUNISTI PROPONGONO LA LOTTA dei lavoratori per cambiare le condizioni di lavoro di vita, per un reale progresso democratico e socialista del Paese.
L'UNITA' di tutte le forze democratiche, socialiste, comuniste cattoliche.
La VIGILANZA per impedire ogni tentativo di involuzione reazionaria.