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MAGGIO 1977 - MENSILE DELLA SEZIONE « G. LI CAUSI » DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO

Dalle cellule alla sezione Anche a poche settimane dalla nascita della sezione, credo che un bilancio della attività politica e organizzativa fin qui svolta sia già possibile. In queste settimane la vita della sezione è stata intensa. Credo che mai si siano fatte tante riunioni di direttivo di sezione, di cellula e di commissioni di lavoro come in questo ultimo periodo. Anche sul piano delle iniziative non siamo certo stati fermi. Il lavoro impostato dalla commissione quadri per il 40° anniversario della morte di Granisci, che continuerà con un ciclo di iniziative per concludersi nel rione con le altre sezioni e le altre forze politiche, indica un momento di grande impegno politico, qualitativamente diverso dal solito. Il lavoro svolto, poi, dalla commissione organizzativa, di riordino di tutto il quadro degli iscritti della sezione, non è stato cosa di poco conto. Sapere con precisione lo stato della organizzazione politica, la sua consistenza numerica e finanziaria ha favorito notevolmente i compiti della sezione e favorirà in futuro i successi della sottoscrizione, del tesseramento e la programmazione e lo sviluppo di nuove iniziative. Così è stato per il festival che abbiamo appena concluso. Sapere su quale numero di compagni e su quale disponibilità finanziaria si poteva contare è stato un fatto assai importante per realizzare il festival nelle sue strutture e iniziative. Qualche difficoltà a mettersi in movimento manifesta invece la commissione lavoro di massa. Forse questo è dovuto a una ancora non sufficiente chiarezza dei compiti più immediati. Bisogna però tenere presente il ruolo assai importante e delicato che tale commissione riveste per la vita complessiva della sezione. Segna momentaneamente il

passo il discorso sulla Conferenza di produzione, che invece, proprio per le conquiste contrattuali, va rilanciata con forza. Non sono ancora oggi risolte alcune questioni che riguardano la vita organizzativa e politica del CdF e di riflesso segna il passo nella fabbrica anche la vita sindacale. Occorre quindi che la commissione lavoro di massa affronti con una certa urgenza l'analisi dell'attuale stato dei rapporti e avanzi le proposte adeguate. Mi sembra fondamentale che in un momento come questo Iniziativa sia lo strumento aperto a tutti i lavoratori, che si ponga il problema di mantenere vivi i problemi che sono sul tappeto e richiami la

necessaria attenzione di tutti ne solleciti contemporaneamente il dibattito. Molto rimane da fare, senza dubbio. Quello che però fino da ora bisogna comprendere è il valore delle strutture articolate della sezione, la loro possibilità di lavoro futuro. I legami della sezione « G. Li Causi » con la realtà e la gente del rione sono saldi. Ma una sezione non può accontentarsi di presentarsi una volta all'anno con un festival, deve imparare anche quali sono i problemi della gente, inserirsi ancor meglio nella realtà, svolgere una azione unitaria e di spinta positiva. In questo modo raggiungeremo lo scopo di dare il nostro contributo al rafforzamento del partito nella città. Facendo un bilancio di un periodo limitato di attività,

credo che si debba guardare con soddisfazione e spirito critico alle cose già fatte per andare avanti, su una strada ncn facile e molto impegnativa, ma che è la sola praticabile. BRUNO PIODELLI

Donne e informazione E' interessante rilevare come il convegno delle giornaliste (Milano, 29.30 aprile) abbia presentato molte novità, oltre a quella di essere il primo del genere nella storia del giornalismo. Una di queste — appena avviata, ma carica di sviluppi per il futuro — è il fatto di essere. stato « aperto » a tutte le lavoratrici dell' informazione, dalle poligrafiche alle fotocinereporter. Si è cioè avuto ben presente come qualsiasi momento di dibattito e qualsiasi iniziativa di lotta, che voglia portare un contributo qualificante alla riforma dell'informazione deve passare attraverso il superamento di quelle divisioni per categorie (e addirittura per reparto) che hanno caratterizzato sin qui la storia dei lavoratori del nostro Settore. E non si tratta, con questo, di sostituire — semplicemente — i vecchi corporativismi con un generico solidarismo. La questione è piuttosto quella di comprendere che l'unità è indispensabile non solo (e non tanto, forse) per contrapporre uno schieramento più forte alla politica degli editori, ma soprattutto per mettere insieme esperienze e propo-

NELLE PAGINE INTERNE Il sindacato nella nostra tipografia Gramsci: maestro e fratello Potenziamento e sviluppo della stampa comunista Nostra intervista con il pittore Aurelio Cosa si propone di fare il Gruppo Sportivo Riforma dell'editoria Manifestazione per il Cile

ste diverse che sappiano coprire tutto l'arco complesso dei problemi che riguardano il processo di produzione dell'informazione. Solo così, infatti, i lavoratori del settore dai giornalisti ai tipografi potranno contribuire insieme a tutto il movimento democratico a fare della riforma quello strumento di sostanziale rinnovamento che la società italiana chiede e non una semplice occasione per « rattoppare » situazioni di spreco economico e di disorganizzazione produttiva, ormai intollerabili. In questo senso il convegno ha individuato — unitariamente — alcuni filoni interessanti di lavoro: maggior presenza delle giornaliste alla attività del sindacato, a tutti i livelli, e con l'impegno a rinnovare le strutture della FNSI; sforzo per un più stretto collegamento con le altre componenti del movimento sindacale e democratico che si battono per la riforma dell'informazione; partire dalla critica alla immagine distorta della donna che la maggioranza della stampa « vende » (perchè « fa più notizia » una donna violentata che una donna licenziata?, ci si è chiesti) per rivedicare una informazione corretta e completa, intesa come « servizio » alla socie-

tà e non come strumento di manipolazione. Al di là delle molte contraddizioni emerse dal convegno di Milano (e che erano in parte inevitabili in un primo incontro come quello) la piattaforma che ne è uscita non può che vedere direttamente impegnati anche i comunisti. In questa direzione, d'altra parte, già ci eravamo mossi con la costituzione di un e collettivo femminile » dell'Unità che si propone di seguire con impegno maggiore che nel passato l'attività del gruppo giornaliste della Lombarda e di avviare una analisi organica della stampa « femminile », dei suoi contenuti, dei suoi obiettivi, dei cambiamenti che certo ha registrato negli ultimi anni (vedi campagne sul divorzio e sull'aborto). L'impegno diretto del maggior numero possibile di compagne dell'Unità è certo indispensabile. Ma sono quetutti i lasti problemi che voratori dell'Unità e della TEMI devono affrontare per approfondire e costruire su di essi una iniziativa politica permanente. VANJA FERRETTI


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