PERIODICO A CURA DELLA CELLULA T.E.MI. DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO
La nascita e il perchè della nostra sezione Abbiamo avviato in questi ultimi tempi, all'interno delle cellule dell'Unità e della TEMI, una discussione sul significato e sui possibili obiettivi della nostra iniziativa politica. Abbiamo cercato di compiere una analisi severa, le cui conclusioni possono risultare assai ovvie: non siamo riusciti a rispondere a molti dei compiti che ci si potrebbero attribuire, primo fra tutti quello di una presenza più incisiva dei lavoratori della TEMI e dell'Unità nelle iniziative del sindacato, nel dibattito e nel confronto con le altre forze politiche e con gli stessi lavoratori comunisti delle altre aziende editoriali, le cui conseguenze abbiamo dovuto pesantemente registrare in questi ultimi tempi. Queste difficoltà e questi limiti si sono riflessi anche al nostro interno, ad esempio nel pressoché insignificante contributo fornito dalla redazione o dalla amministrazione alla discussione in atto nella tipografia e nello stesso Consiglio di fabbrica. Vi è certamente un pesante ritardo da colmare. Pensiamo che solo dopo anni di inadempienza siamo riusciti due mesi fa a soddisfare un compito non certo particolarmente gravoso come la rielezione del Comitato di redazione. Così non siamo riusciti a dare continuità e quindi ad inserire in una precisa linea di iniziativa politica, se pure limitata ai problemi della stampa, quegli incontri che abbiamo avuto con i giornalisti e con i poligrafici degli altri organi di stampa. Lo stesso impegno del Comitato di redazione appena eletto è andato in parte frustrato, nella diffinnità, di portare a va discorso non suficientemen e co 1-ia treforze tionticne_e_coia. querce in particolare che sostengono n rinnovamento smdacale. mancando quindi un fondamentale compito di q rientam nto. Possiamo dire di aver posto alcuni punti di partenza. Ma è chiaro che l'iniziativa va ripresa con altro ri-
gore e con ben diversa energia e capacità. Lo richiede evidentemente la difficile congiuntura politica e sindacale. La richiedono la gravità della crisi del settore dell'editoria, che ci coinvolge direttamente, e la considerazione che da essa si esce con una riforma globale inserita in un quadro complessivo di riforme che interessano i più diversi aspetti e settori della nostra società. Impegnarci per una riforma dell'editoria significa, direttamente o indirettamente, toccare aspetti strutturali della nostra società, e sicuramente proporre un quadro di riforme che interessano numerosi settori, dall'industria alla scuola, alla cultura. Ma significa anche riconoscere al compiti importanti giornale nella vita democratica del nostro Paese, strumento di
informazione e di dibattito politico e culturale, significa insomma contribuire alla crescita democratica della nostra società. Sono concetti che noi comunisti abbiamo bene assimilato ma è difficile dire che siano patrimonio di tutti quanti operano direttamente in questo settore. Vi è dunque la necessità di portarli avanti con quella forza ideale e politica che è nostra, ma che non sempre abbiamo saputo convenientemente esprimere nel dibattito come capacità propositiva. Importante è dunque riprendere la nostra iniziativa nel Partito come momento di elaborazione e al di fuori di esso come occasione di confronto e di orientamento. Ed è chiaro che di fronte a questi impegni è inaccettabile una posizione di delega, è inaccettabile attribuire ad alcuni compagni, come è avve-
GIOVEDI' 24 FEBBRAIO
nuto sinora, responsabilità che non possono essere soltanto loro. Occorre partecipare e sollecitare il dibattito: compito di tutti, qualsiasi funzione si eserciti nel giornale, consapevoli della gravità della situazione che stiamo attraversando e dell'importanza del nostro ruolo. Abbiamo sottolineato questi prcblemi e questi impegni non certo per prefigurare una sorta di specializzazione monoculturale dell'organizzazione politica del Palazzo. Vogliamo certo ribadire che quello dell'editoria è per noi un settore essenziale di iniziativa politica, che non può ovviamente però esaurirsi in esso. Pensiamo al dibattito sui grandi temi politici e culturali, ai compiti di orientamento, che dovremo comunque svolgere all'interno del nostro collettivo.
VENERDI' 25 FEBBRAIO
Ore 10 - Salone IV Piano
Ore 14,30 - Salone IV Piano
ASSEMBLEA PRECONGRESSUALE CELLULA « UNITA' »
ASSEMBLEA PRECONGRESSUALE CELLULA T.E.MI.
Ordine del giorno: « Rinnovamento delle strutture di Partito ; r
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e proposta di costituzione della Sezione» Concluderà i lavori il compagno
Concluderà i lavori il compagno
LUIGI CORBANI
GUIDO CREMASCOLI
della Federazione del PCI
della Federazione del PCI