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centralino PERIODICO DI ATTUALITÀ E POLITICA A CURA DELLA SEZIONE DEL P.C.I. «M. SCOCCIMARRO»

GIUGNO 1983 NUOVA SERIE - ANNO IX - N. 3

Intervista al compagno

Una proposta Gianni Grottola per il futuro della quadro Italtel, candidato PCI per la Camera dei Deputati Italtel Montaggi Gianni Grottola è nato a Ceprano (FR) nel 1948, ma è sempre vissuto a Milano dove si è laureato in Fisica nel luglio '72 con una tesi di carattere informatico sviluppata presso la LABEN, relatori R. Galimberti e U. Pellegrini. Entrato in Sit Siemens nel febbraio del '74 si è specializzato nel software di base per elaboratori di processo partecipando alla realizzazione delle centrali Proteo TN16 in qualità di responsabile del progetto del sistema operativo del comando centrale. Attualmente coordina i gruppi di lavoro che progettano, sviluppano e manutengono i sistemi operativi di tutte le centrali Proteo, compreso il sistema nazionale di TLC UR100 frutto della collaborazione tra Italtel, Telettra e GTE. Dal '75 al '77 ha collaborato con P. Brezzi e M. Grasso alla realizzazione della struttura organizzativa del PCI sui temi dell'elettronica. Sempre dal 1975 è stato responsabile per la politica industriale per le TLC nell'area milanese e lombarda. In questa veste ha partecipato come relatore a varie conferenze e convegni organizzati dal PCI sui temi delle telecomunicazioni e dell'elettronica. C.d.R.: Parliamo dei problemi che ci toccano più da vicino: quelli del settore e quelli che viviamo in azienda. Grottola: Ampliamo la questione: da un lato il settore TLC e dell'informatica, dall'altro i problemi della grande impresa. Vediamo innanzitutto come il governo sia completamente assente per quanto riguarda l'innovazione tecnologica contrariamente a quello che accade in tutti gli altri paesi industrializzati. In Francia, in Germania, in Giappone possiamo facilmente constatare che lo Stato ha assunto un ruolo di coordinamento strategico estremamente elevato e forte. Esso si pone di fatto come punto di riferimento per tutto il sistema delle imprese. In Italia ciò è lontanissimo da venire, anche se sicuramente una innovazione è andata avanti soprattutto come innovazioni di processi nella piccola e media impresa, che ha fatto in modo che questa parte abbastanza dinamica dell'industria nazionale rimanesse più o meno a galla. La grande impresa invece, come la Italtel ad esempio, riesce ancora ad attuare tentativi di rinnovamento, di risanamento e anche di innovazione tecnologica sia nel processo e nel prodotto sia nella struttura organizzativa e nel management. Gli manca però un punto di riferimento che è una politica complessiva dello Stato basata su scelte di priorità che impedisce una ripresa stabile e una politica di sviluppo in queste aziende. Questa politica è tuttora basata su interventi di carattere assistenziale come la fiscalizzazione degli oneri sociali, la possibilità di ricorso alla CIG e al prepensionamento, alcuni aspetti della stessa legge Prodi. Tutto però rimane all'interno non di una logica di indirizzo ma di intervento a posteriori teso a (continua a pag. 10)

Da qualche tempo molte cose sono cambiate nei rapporti tra Azienda e Sindacato alla Italtel. C'è un ampliamento delle informazioni; c'è un modo diverso di affrontare i problemi. Anche il Sindacato ritiene necessario il risanamento finanziario dell'Azienda, chiaramente in un'ottica di salvaguardia e consolidamento delle conquiste fatte dai lavoratori. Noi comunisti della Italtel Montaggi (Sistemi) crediamo che i problemi del rinviduale e collettiva. Tutta la novamento non riguardino socultura che in questi ultimi lo il padronato, ma anche e due anni abbiamo acquisita è soprattutto i lavoratori per imperniata sul Piano Strategitre motivi: co aziendale, che in sintesi questa battaglia riguarda il racchiude questo schema di proprio futuro ed il modo ragionamento: la ITL Montagdi vivere nella fabbrica; gi deve riqualificare il proprio riguarda un'Azienda che personale in funzione delle utilizza e gestisce il denanuove tecnologie ed ogni lava ro pubblico; ratore deve diventare polivariguarda le garanzie che si lente sui piano produttivo, costruiscono per il mantecioè «lavoratore chiavi in manimento dei livelli occupano». zionali. Noi non riteniamo errati Partendo da queste considequesti concetti finché la dirazioni noi riteniamo che sia scussione si sviluppa su base giunto il momento di avviare puramente teorica; ma sapun serio dibattito tra i lavopiamo che tutto ciò non baratori della ITL Montaggi, cersta in quanto tutto poi va cando di determinare allo rapportato agli aspetti pratici. stesso tempo, in ognuno di Ed è sulla pratica che a nonoi, un salto di qualità polistro avviso le questioni a tuttico e culturale. Non pensiat'oggi non vanno avanti, perché permangono resistenze che mo di peccare di presunzione, tendono a lasciare le cose coma siamo convinti che ciò risì come stanno sia tra i lavofletta una reale esigenza indiratori ma soprattutto nel gruppo dirigente, troppo legati professionalmente alla telefonia tradizionale. Ed è su questi aspetti di immobilismo che noi comunisti della ITL Montaggi-Lombardia non siamo d'accordo. L'analisi che noi facciamo sul futuro ha come priorità il cambiamento radicale della vecchia struttura, che non netroniche non sono ancora cessariamente va rapportata quelle prevalenti. agli uomini <se questi avranUn partito che voglia esseno le capacità e la forza per re forza di governo, che si un'operazione di cambiamenproponga cioè di dirigere, di to, buon per tutti) ma si raporientare questo processo, deporta ai lavoratori che dove anzitutto essere in grado vranno diventare forza motridi rinnovare il proprio tradice della trasformazione prozionale bagaglio culturale e duttiva della ITL Montaggi. deve appropriarsi pienamente Diventa quindi indispensadei problemi della moderna bile per i comunisti la battarivoluzione tecnologica. glia per fare affermare un Che rapporto c'è tra questa «progetto per il futuro». esigenza politica e strategica In questo progetto vanno inla questione dei quadri? dividuate delle pricrità, come Questo rapporto non è ancocondizioni di sviluppo della ra emerso in modo esplicito proposta sindacale: chiaro e le stesse organizstruttura produttiva e OdL; zazioni dei quadri si sono, fiFormazione Professionale; no a ora, rinchiuse in un oriznormativa su trasferte e zonte troppo ristretto, limimodalità; tandosi a rivendicazioni salaorario di lavoro e nuovo riali e a discutibili battaglie regime per le Unità Operaper il riconoscimento giuriditive; co. Ma in questo inizio di modiversificato e struttura vimento, ancora fluido e ancommerciale. cora viziato da qualche chiuNoi pensiamo che sulla sura corporativa, c'è, potenstruttura, la proposta sindazialmente, tutta la questione cale •sulla nuova 0.d.L. tenta della configurazione nuova che di snellire la vita produttiva avrà la classe lavoratrice nel ed operativa nei posti di laprossimo futuro: la crescita voro, ma anche a livello di di professionalità, il peso de-

Se quadri e tecnici guardassero all'alternativa Il tema dei tecnici e dei quadri ha assunto un rilievo politico importante nella recente elaborazione del PCI. Non si tratta solo del fatto che, dopo l'irruzione sulla scena del movimento dei quadri, anche il PCI, come le altre forze politiche, ha dovuto misurarsi con i problemi nuovi che questo movimento ha posto. Non è certo da sottovalutare la forza 'persuasiva dei fatti e l'attenzione politica verso la realtà dei quadri viene, non c'è dubbio, da alcuni precisi fatti concreti, dall'esistenza di un movimento reale, dal fatto che i quadri hanno cominciato a organizzarsi e ad agire come soggetto politico. Questa •tendenza dei quadri ad assumere forme autonome di organizzazione poteva essere valutata come una semplice manifestazione di corporativismo e come tale essere contrastata e combattuta. In effetti, all'interno del movimento operaio, molti hanno ragionato così, e ancora resta un atteggiamento diffuso di diffidenza. Il PCI ha evitato,

invece, di restare prigioniero di vecchie concezioni operaistiche, di liquidare il problema con la generica e sommaria accusa di corporativismo, e ha cercato di analizzare la realtà emergente dei quadri vedendo in essa un segnale significativo dei cambiamenti che si stanno producendo nella società e nella sua composizione di classe. L'Italia è alle soglie di una profonda trasformazione che investe l'intero apparato produttivo, le tecnologie, l'organizzazione del lavoro e che sposta radicalmente l'equilibrio tra industria e terziario, tra lavoro manuale e lavoro intellettuale. Nella stessa industria, il rapporto fra operai ed impiegati si è già profondamente modificato. Negli stabilimenti milanesi dell'Italtel, ad esempio, i «colletti ed i camici bianchi» sono in numero pari alle «tute blu», e vede la presenza di un alto numero di quadri e tecnici (circa 1600) di 6* e 7° livello. E le produzioni elet-

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